Paolo De Chiara

Lo Stato italiano è stato una dittatura feroce che ha messo a ferro e fuoco l’Italia meridionale e le isole, squartando, fucilando, seppellendo vivi i contadini poveri che scrittori salariati tentarono d’infamare col marchio di briganti. Antonio Gramsci

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Stragi ed omicidi, 18 settembre 2018

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“Stragi ed omicidi. Nel ricordo di tutte le Vittime innocenti di mafie e terrorismo”.

Avezzano (AQ), 18 settembre 2018

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da IL FATTO

Liberi sulla Carta, Rieti #Lsc18

liberi sula carta tavolino

“La è la organizzazione criminale più forte al mondo. Bada la sua forza sul sangue, sulle parentela. Le uniche che possono alzare la testa sono le a

“l’Italia è una Repubblica fondata sulla . È iniziata con la strage della e continua fino ad oggi” a

“Nessun giornale pubblicò le lettere di Lea Garofalo. Nessuna indagine si aprì prima della sua morte. Iniziò tutto dopo la sua morte. Come diceva in Italia per essere credibili bisogna essere ammazzati”

Una storia terribile da conoscere e ricordare quella di Lea Garofalo. Il libro di ci aiuta a ripercorrere la vita della donna con documenti inediti, storia processuali e dettagli della vita di Lea

“È dal 1600 che combattiamo contro mafiosi, malavitosi e criminali di ogni genere. Se non li sconfiggiamo è perché in fondo non vogliamo”

“La forza della è ormai pervasiva. Voi mi dovete dire come faccio io a distinguere i soldi dell’economia reale da quelli dell’economia criminale” a

“Un paese senza memoria è un paese senza storia. Noi purtroppo siamo spesso un paese senza memoria”

da LIBERI SULLA CARTA

https://twitter.com/fiera_LSC

#civuolecoraggio Lea Garofalo, anteprima nazionale

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#civuolecoraggio è il leit motiv di quest’anno, ben rappresentato dal libro inchiesta di Paolo De Chiara “Il coraggio di dire no” dedicato a Lea Garofalo ‘la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta’ edizione nuova, aggiornata fino alla sentenza di Cassazione.

“Lea Garofalo è stata uccisa più volte nell’indifferenza totale. Falcone e Borsellino sono stati ammazzati perché tutti noi abbiamo girato la testa dall’altra parte. Non bastano le commemorazioni se non cambiamo individualmente ogni giorno i nostri comportamenti.- ha concluso l’autore, vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo Ilaria Rambaldi nel 2014 –  La mentalità mafiosa è quella che ci spinge a non avere rispetto per gli altri pensando di essere migliori. Prendo in prestito le parole di don Milani che si interessò dei ragazzi esclusi, giudicati miseri anche intellettualmente ‘Ogni parola che non imparerete oggi è un calcio in culo che prenderete domani.’ Quanti ancora ne stiamo prendendo? Abbiamo timore di acquistare prodotti di una determinata area del sud pensando sia lì la ‘terra dei fuochi’ e non ci rendiamo conto che tutta Italia è coinvolta dal ‘business della monnezza’, vale più dello spaccio! Hanno iniziato al Nord e pian piano sono scesi fino al Sud. Ci vogliono far credere che Ilaria Alpi  e Miran Hrovatin siano andati in vacanza a Mogadiscio! No, Ilaria Alpi viene ammazzata perchè capisce che c’è un traffico internazionale che riguarda armi e rifiuti tossici. Le mafie ci sono, anche se alla guerra oggi preferiscono gli affari.”

da FORMAT RIETI.it

Una storia coraggiosa, oscura e brutale: un libro che è anche un’inchiesta su #LeaGarofalo, la donna coraggiosa che sfidò la #ndrangheta e che, per questo, fu condannata a morte e braccata fino a che non venne tolta di mezzo. Solo dopo la morte fu possibile dare seguito alle sue denunce ignorate e alle sue richieste d’aiuto, lasciate cadere da istituzioni e forze dell’ordine. Paolo De Chiara scrive un libro difficile: #IlcoraggiodidireNo per Treditre Editori. Intervista di Tommaso Caldarelli, video di Maurizio Rossi #civuolecoraggio

https://www.facebook.com/liberisullacarta/videos/2188981868005087/

 

libro antonia garofalo

 

 

 

 

 

 

LA STORIA DI LEA GAROFALO arriva alla Fiera dei Libri ‘LIBERI SULLA CARTA’ #coraggio

libro antonia garofalo.jpg

IL CORAGGIO DI DIRE NO

Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta

(Treditre Editori, 2018)

NUOVA EDIZIONE AGGIORNATA

fieraANTEPRIMA NAZIONALE

‘LIBERI SULLA CARTA’

X Edizione

FIERA DELL’EDITORIA INDIPENDENTE

Rieti, 14 settembre 2018

il coraggio di dire no

Venerdì 14 settembre 2018, alle ore 17.30, durante la rassegna letteraria LIBERI SULLA CARTA, la Fiera dell’editoria indipendente giunta alla X Edizione, verrà presentata, in anteprima nazionale, la nuova edizione aggiornata del libro IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta (Treditre Ed., 2018). La drammatica storia di una donna ribelle calabrese che ha alzato la testa, non girandola dall’altra parte. Nata in un contesto di ‘ndrangheta, ha sentito il puzzo della criminalità organizzata sin dalla culla. Ma la giovane Lea è diversa, non è fatta di quella pasta. Capisce che l’unica strada da seguire è quella della Giustizia e si affida allo Stato.

Il 5 maggio 2009 il clan Cosco mette in pratica il piano preparato qualche anno prima. Un falso tecnico della lavatrice si presenta nell’abitazione molisana. A Campobasso. Il piano fallisce. Miseramente. Lea e Denise riescono ad avere la meglio. Ma l’appuntamento con la morte è solo rinviato.

Il 24 novembre 2009, a Milano, dopo altri innumerevoli tentativi falliti, sei uomini si scagliano vigliaccamente contro una donna. La uccidono brutalmente in un appartamento. Ma per questi vigliacchi non basta, devono cancellare anche il suo corpo, che viene bruciato in un bidone in provincia di Monza. Però non riusciranno a cancellare la memoria di una eroina che ha avuto la forza e il coraggio di dire No. La fimmina calabrese ha vinto la sua battaglia: il clan è stato annientato con gli ergastoli.

Oggi, Lea Garofalo, è ricordata in molte piazze, in molte città, in molte scuole. Perché la memoria, nel Paese senza memoria, è di vitale importanza.

L’autore, vincitore del premio nazionale di giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’ nel 2014, oltre a riportare puntualmente tutti gli avvenimenti, ne documenta autenticità e drammaticità con documenti inediti, foto e testimonianze. La versione aggiornata del testo è arricchita di quattro nuovi capitoli, dal secondo memoriale inedito scritto da Lea, da un album fotografico composta da 36 fotografie e da interviste esclusive.  

 

Per ORDINI (TrediTre Editori.it) clicca qui.

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IL CORAGGIO DI DIRE NO a RIETI

fiera

LIBERI SULLA CARTA 
Fiera Editoria Indipendente

– ANTEPRIMA NAZIONALE – 

Presentazione del libro IL CORAGGIO DI DIRE NO 

#leagarofalo

Rieti, 14 settembre 2018
#ilcoraggiodidireNo

il coraggio di dire no

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Il Coraggio di dire NO. LEA GAROFALO (2018, aggiornato)

IL CORAGGIO DI DIRE NO
Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta
di Paolo De Chiara

 

COPERTINA Il Coraggio di dire No

Il coraggio di dire No, Paolo De Chiara

copertina LEA_1

IL CORAGGIO DI DIRE NO

La storia di Lea Garofalo. La fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta

Postfazione di Enrico FIERRO (Giornalista e scrittore) 

– Nuova Edizione Aggiornata –
 Tutti i particolari della drammatica vicenda che ha fatto piangere l’intero Paese.

IN ESCLUSIVA: la seconda lettera inedita scritta da Lea Garofalo

ALBUM FOTOGRAFICO: 36 foto di Lea, 36 foto su Lea 

Con le testimonianze di Santina Miletta (madre di Lea), Marisa Garofalo (sorella di Lea), Madre Grata (madre Superiore Orsoline di Bergamo), Salvatore Dolce e Armando D’Alterio (magistrati), Francesca Ferrucci (tenente Carabinieri), Annalisa Pisano (primo avvocato di Lea), Angela Napoli e Giuseppe Lumia (parlamentari Antimafia), Giancarlo G. (l’amico di Campobasso) e D.U. (operatore 118 Campobasso).

 

Alla fine di questo racconto tragico, rimane una
grande amarezza. Siamo stati distratti, indifferenti, sordi, Lea ci chiedeva aiuto e noi – che pure ci riempiamo la bocca di parole e l’animo di indignazione nei convegni antimafia – non abbiamo voluto capire. “Ho bisogno di aiuto, qualcuno ci aiuti, please”. Si concludeva così la lettera che Lea inviò al Sig. Presidente della Repubblica il 28 aprile 2009. Lettera che però “non risulta essere pervenuta”, sul Colle più importante della Repubblica. Forse è così, ma un dato è certo: quelle parole non sono mai arrivate al nostro cuore, e della solitudine di Lea, della sua orrenda morte, siamo tutti un po’ responsabili.
L’Italia civile, democratica, l’Italia che chiama Falcone e Borsellino “Giovanni e Paolo”, l’Italia dello Stato che “sconfiggeremo le mafie”, nella vicenda tragica di Lea ha consentito che a vincere fosse la ‘ndrangheta.

dalla postafazione di Enrico Fierro

 

 

Indice
LEA GAROFALO, IL CORAGGIO DI DIRE NO (2018)
PRIMA PARTE
1. Una giovane madre disperata
1.1 La lettera: «Ho bisogno di aiuto, qualcuno ci aiuti»
1.2 La risposta del Quirinale
1.3 La seconda versione inedita del memoriale 

2. Una famiglia sterminata dalla ‘ndrangheta 
2.1 Lea Garofalo e l’ambiente mafioso 
2.2 L’episodio criminale 
2.3 «Il sangue si lava con il sangue» 
2.4 Fifì: figlio di boss, fratello di Lea 

3. L’incontro con Carlo Cosco 
3.1 Il covo degli ‘ndranghetisti a Milano 
3.2 La scalata nella struttura criminale 
3.3 Lea decide di lasciare Carlo Cosco 
3.4 Le pressioni, le intimidazioni, la decisione di collaborare 

4. La collaborazione con la Giustizia 
4.1 «Non voleva morire quel bastardo» 
4.2 Programma di protezione 
4.3 Il traffico di droga 
4.4 L’usura 
4.5 Il gruppo criminale

5. La vendetta. Lea deve morire 
5.1 L’episodio di Perugia 
5.2 L’episodio di Bojano (Campobasso) 

6. Il tentato sequestro di Campobasso 
6.1 Il tecnico della lavatrice 
6.2 Il ritorno a Pagliarelle

7. Firenze-Milano, solo andata 
7.1 L’arrivo a Milano 
7.2 Gli ultimi istanti di vita 

8. Massimo Sabatino rompe il “giocattolo”
8.1 I soldi per pagare l’avvocato 
8.2 La collaborazione di Salvatore Sorrentino 
8.3 «… quei bastardi di merda …»
8.4 La conferma di Alberto Schiavone

9. Il metodo mafioso 
9.1 Campobasso, 5 maggio 2009 
9.2 La condanna definitiva 
9.3 Vincenzo Minasi, il consigliori della ‘ndrangheta 

10. Il corpo sciolto nell’acido 
10.1 Milano, 24 novembre 2009 
10.2 Salvatore Cappa, l’amico di Crivaro 

11. Come si scioglie un corpo nell’acido 
11.1 La consulenza del dottor Testi 
11.2 L’esperimento e il sopralluogo 
11.3 Sentimento criminale 

12. Il processo, gli assassini e l’omertà 
12.1 «Nessuna attenuante a questi vigliacchi…»  
12.2 Gli ergastoli  

13. Il coraggio di Denise  
13.1 «Loro scherzavano e io stavo male»  
13.2 «Quella faccia di cazzo in carcere»  

14. Il cambio di strategia  
14.1 Parole fuori posto  
14.2 La resa dei conti  
14.3 Il ritrovamento. I resti carbonizzati di Lea  

15. Il corpo bruciato in un bidone  
15.1 Il mandante «figlio di puttana» assiste all’esecuzione  
15.2 Gli spostamenti  
15.3 «La bastarda se n’era addunata»  
15.4 «La testa praticamente non c’era più»  
15.5 Le perizie: 2.810 frammenti ossei  

16. Il processo d’Appello, il “raptus” e le condanne  
16.1 Le dichiarazioni del manutengolo Carmine Venturino  
16.1.1 Aprile 2009, Lea e Denise escono dal programma e rientrano a Pagliarelle 
16.1.2 Il primo tentativo fallito  
16.1.3 Maggio 2009, il tentativo di sequestro a Campobasso  
16.1.4 Agosto 2009, Calabria, Pagliarelle  
16.1.5 Novembre 2009, Lea e Denise arrivano nella tana del lupo  
16.1.6 Lea e Denise separate a Milano 
16.1.7 24 novembre 2009, «l’amu fatto»  
16.1.8 Le chiavi del magazzino della morte  
16.1.9 «Dovevamo ammazzare anche Denise»  
16.2 Le dichiarazioni di Denise  
16.2.1 Firenze, novembre 2009  
16.2.2 Bergamo e la denuncia per l’auto bruciata  
16.2.3 La festa di compleanno 
16.3 Il “raptus” farlocco di Carlo Cosco  
16.4 Le pene inflitte e le singole posizioni processuali  
16.4.1 Massimo Sabatino: ergastolo  
16.4.2 Carlo Cosco: ergastolo  
16.4.3 Carmine Venturino, detto Pillera: 25 anni di reclusione  
16.4.4 Vito Cosco, detto Sergio: ergastolo  
16.4.5 Rosario Curcio: ergastolo  
16.4.6 Giuseppe Cosco, detto Smith: assolto  

17. La Cassazione e il Paese del “giorno dopo”  
17.1 Lea Garofalo diventa credibile dopo la sua morte  

SECONDA PARTE
18. Le Testimonianze
18.1 Santina Miletta, la madre  
18.2 Marisa Garofalo, la sorella  
18.3 Madre Grata, superiora Orsoline di Bergamo  
18.4 Salvatore Dolce, magistrato  
18.5 Armando D’Alterio, magistrato  
18.6 Francesca Ferrucci, tenente carabinieri  
18.7 Annalisa Pisano, avvocato  
18.8 Angela Napoli, parlamentare  
18.9 Giuseppe Lumia, parlamentare 
18.10 Giancarlo G., l’amico di Campobasso  
18.11 D.U., operatore 118 Campobasso  

Postfazione di Enrico FIERRO  

TERZA PARTE
Documentazione fotografica: 36 anni di Lea, 36 immagini su Lea 

APPENDICI
Appendice 1. L’esempio delle donne 
Appendice 2. Sdisonorate, le mafie uccidono le donne. Il dossier 
Appendice 3. La musica dedicata a Lea Garofalo, i testi

Le FONTI NUOVA edizione agg

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PRIVERNO

agendine rosse

”La verità vive”, campus della legalità e della cittadinanza attiva. Priverno, 25 e 26 maggio 2018
Sabato 26 maggio
Ore 9:30
Inaugurazione murales dedicato a Lea Garofalo e sua figlia Denise.
Momento musicale “La ballata di Lea”, a cura dei Canusia.
Ore 10:00
“Donne Coraggio. Storie di ndrangheta e violenza”
Incontro con l’autore Paolo De Chiara e presentazione del libro “Il coraggio di dire no” con la partecipazione di Marisa Garofalo.
Ballo “Maria Coraggio” a cura delle studentesse e delle docenti dell’ISISS T. Rossi.

Manifesto Priverno

 

Paolo De Chiara

Giornalista, scrittore, sceneggiatore. È nato a Isernia, nel 1979. In Molise ha lavorato con gran parte degli organi di informazione (carta stampata e televisione), dirigendo riviste periodiche di informazione, cultura e politica. Si dedica con passione, a livello nazionale, alla diffusione della Cultura della Legalità all’interno delle scuole.
Nel 2012 ha pubblicato Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta (Falco Ed., Cosenza); nel 2103 Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici (Falco Ed., Cosenza), vincitore del Premio Nazionale di Giornalismo ‘Ilaria Rambaldi’; nel 2014 Testimoni di Giustizia. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie (Perrone Ed., Roma); nel 2018 Il Coraggio di dire No. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta (Treditre Ed., Avezzano); Io ho denunciato. La drammatica vicenda di un testimone di giustizia italiano. (Sceneggiatura, CinemaSet).
Ha collaborato con Canal + per la realizzazione del documentario Mafia: la trahison des femmes, Speciàl Investigation (MagnetoPresse). Il documentario è andato in onda in Francia nel gennaio del 2014.

'Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani', don Lorenzo Milani

I MIEI LIBRI: IL CORAGGIO DI DIRE NO (aggiornato, 2018)

I MIEI LIBRI: “TESTIMONI di GIUSTIZIA”

Uomini e Donne che hanno sfidato le mafie, Perrone Ed., 2014

Premio ‘RAMBALDI’, 2014

PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE per IL VELENO DEL MOLISE, Lanciano (Chieti), 11 aprile 2014

I MIEI LIBRI: “IL VELENO del MOLISE”

Trent'anni di omertà sui rifiuti tossici

Trent'anni di omertà sui rifiuti tossici, Falco Ed., 2013

I MIEI LIBRI: “IL CORAGGIO di DIRE NO”

IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta di Paolo De Chiara (Falco Editore, 2012). Prefazione di Enrico FIERRO, Introduzione di Giulio CAVALLI

Lea Garofalo, la donna che sfidò la 'ndrangheta, Falco Ed., 2012

INSTAGRAM

Si è verificato un errore durante il recupero delle immagini da Instagram. Verrà effettuato un nuovo tentativo tra qualche minuto.

25 Aprile!

Per non dimenticare: LIBERAZIONE dal Nazi-Fascismo25 aprile 2019
7 mesi ancora.
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