Paolo De Chiara

Il Coraggio di dire NO, appuntamenti

PDC con libro LEA

IL CORAGGIO DI DIRE NO 
#leagarofalo #ilcoraggiodidireno 
MAGGIO 2018, appuntamenti:

 #urbino#milano;#torino#priverno

Carta Canta, FATTI INQUIETANTI

vincenzo niro

di Paolo De Chiara

 Fatti inquietanti

Naturale spinta

«Ho dedicato gran parte della mia vita all’impegno nel sociale e nella politica. Le motivazioni che mi hanno portato a farlo non saprei nemmeno individuarle, in quanto ho avvertito fin da giovanissimo una naturale spinta a partecipare alla vita pubblica, a dare il mio apporto nell’affrontare problemi e sostenere iniziative che coinvolgessero la mia comunità e lo facevo semplicemente perché provavo piacere a farlo».

Intervista al consigliere uscente e candidato alle elezioni regionali 2018 Vincenzo Niro, «gambatesablog.info», 27 marzo 2018 

Trasparenza

Eletto per la prima volta in Consiglio regionale nel 2001, per la lista Democrazia Europea, consigliere regionale del Molise. Segretario della I Commissione consiliare Sviluppo economico. consigliere delegato dal presidente della Giunta regionale per le problematiche della Cooperazione internazionale. Riconfermato consigliere regionale nel 2006. Vicepresidente III Commissione regionale permanente e vicepresidente Commissione speciale Cooperazione Interregionale nell’Area Adriatica. Rieletto consigliere regionale nell’ottobre del 2011, presidente della I Commissione consiliare. Alle consultazioni regionale del febbraio 2013 viene rieletto nella circoscrizione di Campobasso per le liste Il Molise di tutti e Udeur Popolari. Dal 9 aprile 2013 è capogruppo Udeur Popolari e presidente del Consiglio regionale del Molise.

Amministrazione trasparente, sito Regione Molise

Ausiliario

«Con sei pesanti condanne e un’assoluzione si è concluso nel Tribunale di Campobasso il processo contro i quattro agenti di custodia ed i tre detenuti accusati di aver introdotto armi all’interno del carcere del capoluogo molisano. […] L’agente ausiliario Vincenzo Niro ha avuto 3 anni e 7 mesi di reclusione e un milione e duecentomila lire di multa…».

Dure condanne inflitte per le armi in carcere, Cronaca del Molise, 1983

Armi, in cambio di denaro

«Nel prosieguo delle indagini essendo emersi indizi di responsabilità a carico degli agenti C., Niro e B. – anche a seguito della deposizione del loro collega M. Raffaele che aveva, non visto, ascoltato i primi due mentre litigavano per la ripartizione di una somma ricevuta per la introduzione di una pistola, ritirata in Napoli, nella casa circondariale, veniva emesso ordine di cattura, eseguito il 6.4.1983, nei confronti dei suddetti […]. Ha aggiunto il M. che iniziate le perquisizioni nel carcere, il Niro gli impose di non riferire nulla nel colloquio ascoltato per caso e gli fece anche larvate minacce ripetute dopo qualche tempo da due detenuti non identificati ed evidentemente istigati a tanto dal Niro medesimo». 

Tribunale Penale, Sez. Unica, Motivazioni sentenza I grado, Campobasso, 18 giugno 1983     

Atto scellerato

«Non si sa a qual fine le armi fossero introdotte nel carcere di Campobasso: certamente per un intento illecito che poteva consistere nell’eliminazione di rivali, nella rivolta, nella uccisione di coloro che, comunque, nelle carceri lavorano e accedono. Ed in epoca in cui tanti fedeli servitori dello Stato cadono in difesa delle istituzioni, appare veramente atto scellerato rifornire di armi chi è dall’altra parte della trincea: il crimine, pertanto, è particolarmente grave ed odioso e denuncia profondo scadimento morale. Tanto più che è stato commesso solo per lucrare somme di danaro, anche cospicue […]. Infine tali agenti non hanno mostrato segno alcuno di pentimento né hanno collaborato con la Giustizia al fine di rendere completamente chiari i meccanismi dell’operazione ed i nomi di tutti coloro che partecipavano; tuttavia il Collegio ritiene di dover prendere in considerazione la giovane età e l’inesperienza di taluno, i carichi di famiglia dell’altro e – di tutti – le difficili condizioni lavorative che possono far vacillare animi non forti e non opportunamente seguiti e guidati: e, quindi, infliggere pene non così severe come il fatto imporrebbe».

Tribunale Penale, Sez. Unica, Motivazioni sentenza I grado, Campobasso, 18 giugno 1983    

Per questi motivi

«Letti gli articoli 483, 488 C.P.P. dichiara gli imputati responsabili dei reati loro rispettivamente e concorsualmente  ascritti […], condanna 4) Niro Vincenzo alla pena di anni 3 e mesi 7 di reclusione e 1.200.000 di multa».

Tribunale Penale, Sez. Unica, Motivazioni sentenza I grado, Campobasso, 18 giugno 1983    

Gravità eccezionale

«Tanto premesso l’esame dei fatti delittuosi ascritti ai prevenuti rivela che essi sono di una gravità eccezionale perché commessi da individui, gli agenti di custodia, che avevano il compito specifico di vigilare sui detenuti per impedire loro, fra l’altro, di porre in essere proprio quello che invece costoro divisavano di fare raccogliendo le armi. Dunque violazione specifica dei propri doveri da parte degli agenti imputati che, anche se giovani ed inesperti avrebbero ben potuto rendersi conto di quello che stavano per fare solo se avessero riflettuto sulla divisa che indossavano e su quello che questa circostanza comportava».

Sezione di Corte d’Appello, Motivazioni Sentenza II grado, Campobasso, 26 gennaio 1984

Per tali motivi

«La Sezione di Corte di Appello di Campobasso, in parziale riforma della sentenza del Tribunale di Campobasso in data 18/06/1983 […] Assolve B., C. e Niro dai reati di detenzione di armi comuni e clandestine da sparo […]. Conferma la responsabilità degli imputati per tutti gli altri reati loro rispettivamente ascritti in rubrica […] e, con la concessione a tutti della riduzione di pena per porto abusivo di armi comuni da sparo, […] riduce la pena inflitta a Niro ad anni due di reclusione e 950.000 lire di multa».

Sezione di Corte d’Appello, Motivazioni Sentenza II grado, Campobasso, 26 gennaio 1984

Sentenza definitiva

«Sentenza irrevocabile per i ricorrenti dal 15 gennaio 1985 per Niro Vincenzo […]»

Sentenza Cassazione, 15 gennaio 1985

La riabilitazione

La Corte di Appello di Campobasso con sentenza del 16/11/89 ha concesso a Niro Vincenzo la riabilitazione dalla condanna riportata.

Corte di Appello, Campobasso, 16 novembre 1989

Ragazzi che sbagliano 

«Prendete il caso di Vincenzo Niro e parlo da persona che ha avuto una certa esperienza, prima che in politica, in magistratura. È stato un ragazzo ventenne che ha sbagliato e che ha pagato per il suo sbaglio. Poi ha chiesto e ottenuto la riabilitazione e si è impegnato in politica e nelle istituzioni. Magari fosse sempre questa la fine di coloro che sbagliano in gioventù e rimettono poi in gioco la propria vita al servizio della collettività. Questo vuol dire avere il coraggio di migliorarsi e di servire le istituzioni».

Antonio Di Pietro, «primapaginamolise», 3 febbraio 2013

Ragazzi che muoiono/1

«Quella legalità in difesa della quale Mimmo Beneventano dedicò tutta la sua giovane vita e per la quale la mattina del  7 novembre dell’80, ad Ottaviano,  fu barbaramente ucciso dalla camorra. Aveva 32 anni. Il clan Cutolo, che in quel centro dell’area vesuviana aveva la sua base operativa, non accettava che quel giovane medico e giornalista, politicamente impegnato (in occasione delle comunali, fu eletto con una valanga di voti nelle liste del Pci) fosse divenuto un punto di riferimento per tante persone, giovani ed adulti. Era pericoloso e si doveva eliminare. Così avvenne».

Sasso di Castalda ricorda Mimmo Beneventano, «USB Ufficio stampa Basilicata», 6 novembre 2015

Ragazzi che muoiono/2

Giancarlo Siani era un giovane giornalista pubblicista napoletano. Fu ucciso a Napoli, la sera del 23 settembre 1985, sotto casa, nel quartiere residenziale del vomero: aveva compiuto 26 anni il 19 settembre, pochi giorni prima.

Chi era Giancarlo Siani?, «giancarlosiani.it»

Ragazzi che muoiono/3

«Giuseppe Impastato, detto Peppino, è stato un giornalista e un attivista siciliano, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978 a Cinisi, cittadina a pochi chilometri da Palermo, per ordine del boss mafioso Gaetano Badalamenti.

Il giornalista siciliano, che si era candidato alle elezioni comunali con Democrazia proletaria, fu ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio e il suo cadavere fu fatto saltare con del tritolo sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, così da far sembrare che si trattasse di un fallito attentato suicida.

Giuseppe Impastato era nato in una famiglia mafiosa il 5 gennaio 1948, ma fin da ragazzo aveva preso le distanze dai comportamenti mafiosi del padre e e aveva provato a denunciare il potere delle cosche e il clima di omertà e di impunità a Cinisi. Per questo motivo fu cacciato di casa dal padre fin da ragazzo».

Chi era Peppino Impastato ucciso dalla mafia, «L’Internazionale», 9 maggio 2016

Commemorazioni

«In questo doloroso giorno intendiamo onorare la memoria di quanti sono caduti nell’assolvimento del proprio dovere, a difesa dei valori della legalità, combattendo quasi sempre una battaglia ad armi impari. A tutti va il nostro senso di riconoscenza e gratitudine, unitamente alla consapevolezza che tutti dobbiamo continuare a fornire la nostra fattiva collaborazione per favorire a tutto il popolo, le migliori condizioni di vita, sociali ed economiche, respingendo ogni forma di intolleranza, specie quella proveniente dalle organizzazioni criminose…».

Anniversario della strage di Capaci, Niro: per non dimenticare, «Il Quotidiano del Molise», 23 maggio 2014

Nonostante la condanna

L’equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino al mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con l’organizzazione mafiosa, però la magistratura non l’ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto… e no! Questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale. Può dire, beh ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire che quest’uomo è un mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, cioè le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, cioè i consigli comunali, o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi, che non costituivano il reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, ma che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati».

Paolo Borsellino, magistrato ucciso dalla mafia e dallo Stato, 26 gennaio 1989

IL CORAGGIO DI DIRE NO a LARINO, 21 aprile 2018

 

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“OLTRE LA FRONTIERA”

LARINO, 21 aprile 2018
IL CORAGGIO DI DIRE NO.
Lea Garofalo, la donna che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta
#ilcoraggiodidireno
Con gli studenti di Larino (9:00-11:00) e Santa Croce di Magliano (11:30-13:30), il pomeriggio presso la Sala Conferenze “Freda” del Palazzo Ducale di Larino (ore 18:00)

 

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VIRGINIA RAGGI con il libro «IL CORAGGIO DI DIRE NO»

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IL SINDACO DI ROMA VIRGINIA RAGGI con il libro «IL CORAGGIO DI DIRE NO».
Roma, 4 aprile 2018
#leagarofalo #ilcoraggiodidireno #ninodimatteo #virginiaraggi

#roma#mafiemontagnadimerda

 

Carta Canta, IL TRIONFO DELLA COERENZA

roberto di baggio

di Paolo De Chiara

Il trionfo della coerenza

 Sponda centro-destra

«Quest’anno c’è una nuova sfida: le elezioni regionali e io, spinto soprattutto dal forte entusiasmo e dalla passione verso la politica, intesa soprattutto come pratica posta al servizio dei cittadini e per il benessere della collettività, ho scelto di propormi a voi come candidato alla carica di consigliere regionale nella lista di Forza Italia a sostegno di Donato Toma come presidente della Regione Molise. Vorrei farlo con la massima umiltà e serietà, affrontando pochi ma mirati temi che possano far risollevare le sorti della nostra amata regione».

Roberto Di Baggio, candidato consiglio regionale del Molise, Forza Italia, «IsNews.it», aprile 2018 

Sponda centro-sinistra

Il primo cittadino ha nominato gli assessori che faranno parte della giunta comunale di Isernia. Oltre al sindaco, i componenti dell’esecutivo sono: Roberto Di Baggio e Maria Teresa D’Achille per la lista Isernia di tutti, Luciano Sposato e Marco Amendola per il Partito Democratico, e Cosmo Galasso per la lista Udeur-Popolari.

Amministrazione di centro-sinistra al Comune di Isernia, «Laprimapagina.it», 25 giugno 2013

Sponda cattolica

«È bene che i rappresentanti delle istituzioni, a tutti i livelli, prendano posizione sulle chiusure in occasione dei giorni festivi. Vari appelli in tal senso sono giunti anche dal Papa e dai vescovi, giacché quasi tutte le feste più importanti derivano da ricorrenze religiose. Senza contare le domeniche, allorquando il restare aperti e invitare ai consumi distoglie dalle pratiche religiose domenicali. Va evidenziato, inoltre, che tali aperture costringono gli esercizi commerciali ad affrontare maggiori spese di gestione: un incremento di costi che inevitabilmente ricade sui consumatori»

Roberto Di Baggio, Assessore Attività Produttive (centro-sinistra) Comune di Isernia, «FuturoMolise», 10 agosto 2015

 La quadra filogovernativa

«Su dove mi candido, quindi, non è da escludere a priori dei veti sulle persone, ma esclusivamente su ciò che si voglia fare. Io sono per trovare una quadra e sono filogovernativo. Fare casino e basta non mi appartiene. Sto lavorando, forse più di tutti, a far sì che si trovi una quadra per poi dare un governo alla città, perché si rischia di andare tutti frammentati, di non raggiungere le varie soglie previste per legge». 

Intervista a Roberto Di Baggio, Assessore uscente (centro-sinistra) Comune Isernia, «IsNews.it», marzo 2016     

 Simboli e partiti da bandire

«Abbiamo bisogno di far ripartire quello che abbiamo, che è tanto, senza volere a tutti i costi imitare altri, ma imparando a sfruttare al massimo le enormi potenzialità della nostra terra, spesso sottovalutata anche da chi avrebbe ben potuto e dovuto occuparsene. Penso sia il momento di affrontare queste e altre questioni con coraggio, decisione e con l’obiettivo unico di lavorare negli interessi di tutti i molisani, basando le proprie scelte su basi moderate e liberali con l’onestà che appartiene agli uomini e non ai simboli, con l’innovazione che appartiene alle idee e non ai partiti».

Roberto Di Baggio, candidato consiglio regionale del Molise, Forza Italia, «IsNews.it», aprile 2018 

Con il centro-sinistra

«L’altra volta mi sono candidato all’ultimo momento e andare in una lista dove non si conoscevano le persone uno con l’altro, andare in una coalizione dove, tra l’altro, non avevo nemmeno letto il programma elettorale, l’inesperienza ti dava a pensare che la cosa più importante era quella di candidarsi. Invece poi ti trovi seduto intorno ad un tavolo dove ci sono più modi, è giusto che sia così, di pensare su determinati argomenti, casomai importanti per la città».

Intervista a Roberto Di Baggio, Assessore uscente (centro-sinistra) Comune Isernia, «IsNews.it», marzo 2016    

Contro il centro-destra

«…mancano le capacità, i mezzi e soprattutto la preparazione tecnica per amministrare. Sono riusciti ad ottenere la maggioranza in Consiglio con cui provano a governare. Il problema serio è che la città non solo è ferma, ma addirittura sta regredendo, perché non si programma. E per questo Isernia resta indietro rispetto a Campobasso e a molti altri centri molisani. Siamo di fronte a una totale incapacità amministrativa e di programmazione».

Roberto Di Baggio, consigliere comunale di Isernia, conferenza stampa, giugno 2017

Dubbio amletico: a destra o a manca?

«Non ho nessuna preclusione su nessuna persona, il mio modo di essere una persona moderata mi porta a non avere concetti di partito, di qualsiasi natura. […]. Se c’è una quadra intorno a un programma lo si pubblicizza, però deve essere un programma di poche pagine, di pochi righi dove ci sono concetti base…».

Intervista a Roberto Di Baggio, Assessore uscente (centro-sinistra) Comune Isernia, «IsNews.it», marzo 2016    

Con il centro-destra

«Questo è quello in cui credo, ed è quello che sono. Ed è così che mi presento a voi, con la chiarezza e la trasparenza di un volto che non si nasconde dietro nulla, ma che ha l’unico desiderio di mettersi in gioco per un Molise migliore».

Roberto Di Baggio, candidato consiglio regionale del Molise, Forza Italia, «IsNews.it», aprile 2018 

Carta Canta, “IORISMO DI RITORNO”

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di Paolo De Chiara

Iorismo di ritorno

 Scelte scellerate/1

“Il Molise si colloca in coda tra le realtà “più malate” del paese. Per cinque anni ho provato a fare una opposizione costruttiva cercando di indirizzare il governo regionale verso scelte che non fossero scellerate ma le mie parole sono rimaste inascoltate da una classe politica sorda a qualunque iniziativa che andasse a favore dei cittadini. Oggi il tempo delle critiche è scaduto”.

Michele Iorio, già Sgovernatore del Molise, 12 anni di regno, 1998-2000, 2001-2011, marzo 2018  

 Scelte scellerate/2

«Il Molise appare dunque come una regione ad economia di stampo socialista, quasi sovietico: la Regione interviene nel capitale di numerosissime aziende che puntualmente falliscono pur avendo assorbito decine di milioni di euro di soldi pubblici, nei comparti merceologici più disparati che in comune hanno una sola cosa: non c’entrano con i fini istituzionali dell’ente. Nel silenzio generale.

Il criterio di nomina dei vertici di tali aziende è, manco a dirlo, come sempre politico. E a decidere è come sempre, manco a dirlo, appunto Michele Iorio, in consiglio regionale dal 1990 ininterrottamente, in procinto di candidarsi per la quarta volta consecutiva nonostante una condanna in primo grado a un anno e 6 mesi di reclusione e una decina di procedimenti giudiziari aperti a suo carico».

Una pioggia di incarichi in Molise, «il Sole 24 Ore», 16 dicembre 2012

 Scelte scellerate/3

L’ex presidente della Regione Molise Michele Iorio è stato condannato in Corte d’Appello a Campobasso a sei mesi, a cui si aggiunge un anno di interdizione dai pubblici uffici, per la vicenda dello Zuccherificio del Molise. In primo grado Iorio era stato assolto. Con lui è stato condannato anche l’ex assessore regionale Gianfranco Vitagliano.

Abuso ufficio, condannato Iorio, «Ansa», 25 gennaio 2018

 

Tutto in casa/1

“È necessario rimboccarsi le maniche per restituire ai cittadini molisani il sacrosanto diritto alla Salute dando loro la possibilità di curarsi nella propria regione senza dover abbandonare le loro case, allontanarsi dalle loro famiglie e spendendo i loro risparmi per vivere fuori regione e stare accanto ai propri cari. Il pubblico dev’essere riqualificato e deve essere messo in condizione di richiamare anche risorse”.

Michele Iorio, già Sgovernatore del Molise, 12 anni di regno, 1998-2000, 2001-2011, marzo 2018  

 Tutto in casa/2

«Per i pm (come hanno ricostruito i giornali molisani) Iorio avrebbe proposto a Huscher, conosciuto tramite il giovane Luca, di assumere l’incarico di direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia generale per consentire a Iorio jr. di fare esperienza vicino a casa.

Così Huscher avrebbe ottenuto un ingiusto profitto: 93. 785 euro lordi all’anno più un’indennità ad personam di 31 mila euro. […] il figlio di Iorio avrebbe partecipato a interventi chirurgici prima di avere un rapporto di lavoro con l’ospedale. Ancora: la Regione finanziò un progetto di ricerca da 500 mila euro predisposto da Huscher. Il programma andava realizzato con l’università del Molise, per questo, secondo i pm, Huscher ottenne la nomina di professore straordinario per tre anni con retribuzione annua di 48 mila euro lordi».

“Abuso” d’amore di Michele Iorio per i figli, «il Fatto Quotidiano», 24 febbraio 2012

Tutto in casa/3

 «“Mica sono d’accordo di quello che scrivono su di me e sulla mia famiglia. Ci mancherebbe. Non li do proprio peso. Non li do peso perché tanto, voglio dire, la cosa più facile… Nella vita c’è chi fa e chi, invece di fare, perde tempo a chiacchierare. A me francamente di perdere tempo… io vengo criticato sul fare. Non vengo criticato sul non fare. La cosa che non accetterei proprio è che qualcuno potesse dire “Luca Iorio, siccome è il figlio del presidente, è un figlio di papà, si è fatto assumere dall’Ospedale e non fa un cavolo dalla mattina alla sera”. Visto che quello che faccio come vascolare a Isernia non ha eguali in Italia, come rapporto ore di lavoro con la produttività che ha questo reparto, a me poi possono dire che sono raccomandato, che sono… tanto, voglio dire, io sono il figlio del presidente e per definizione sono raccomandato. Poi ci sta chi mi conosce e che può darsi mi può giudicare e in genere mi giudica positivamente, chi mi vuole fare il discredito, chi vuole fare le interrogazioni regionali, al Senato facesse quello che vuole”».

L’intervista a Luca Iorio, «La Voce del Molise», 16 dicembre 2010

 

Barzellette/1

“La Regione Molise spende circa 90 milioni di euro l’anno per pagare le altre regioni perché i molisani vanno a curarsi altrove. E perché lo fanno? Perché le strutture pubbliche sono ridotte al lumicino non certo perché le nostre strutture non siano capaci di dare risposte. La terapia prevede un categorico no alla chiusura degli ospedali anche perché la chiusura degli ospedali di Venafro, Larino e Agnone, in sostanza, non ha prodotto una riduzione dei costi. I costi attuali della sanità, con quelle chiusure, sono identici ai costi di quando quelle strutture chiuse funzionavano”. 

Michele Iorio, già Sgovernatore del Molise, 12 anni di regno, 1998-2000, 2001-2011, marzo 2018

 Barzellette/2

“[…] è evidente che qui il Rais (Michele Iorio, nda) è uno solo, è ben individuato, lo conoscono tutti, è evidente che è una decisione che ha preso lui. Ormai lo conoscono in tutt’Italia, siamo diventati la barzelletta dell’Italia. All’iper condannato, all’iper rinviato a giudizio e a chi ha devastato il nostro territorio risponderemo che siamo ancora qui e che non molliamo! […] Il problema è regionale. Stanno gestendo gli enti sub regionali come agenzie di collocamento per trombati, per morti di fame, per gente che non ha né arte e né parte, per amanti e pseudo tali. Siamo, per davvero, alla frutta”.

La barzelletta d’Italia, «il Ponte», 2009, Giovancarmine Mancini, Fratelli d’Italia, oggi alleato di Iorio

 

Gli esempi/1

“Gli ultimi investimenti nella sanità pubblica risale al governo di centrodestra, con l’acquisto di macchinari come Tac, risonanze magnetiche in quasi tutti gli ospedali, la pet al Cardarelli di Campobasso (strumento all’avanguardia per la prevenzione e la cura dei tumori) oltre a tanti interventi strutturali. Tutto questo è solo un piccolo esempio di come è stata qualificata dal centrodestra in passato l’offerta pubblica ed è la premessa per riprendere la strada della valorizzazione del settore”. 

Michele Iorio, già Sgovernatore del Molise, 12 anni di regno, 1998-2000, 2001-2011, marzo 2018

 Gli esempi/2

«All’ospedale ‘il Veneziale’ di Isernia non c’è vento di crisi. Mentre sulla gran parte dei nosocomi della regione si abbattono tagli e ridimensionamenti (con tanto di rivolte cittadine), per porre un argine al deficit sanitario arrivato a 600 milioni di euro in otto anni, al Veneziale no. Qui accade tutt’altro. Infatti, in questo ospedale la Regione Molise ha deciso di investire altro denaro, attivando una nuova unità operativa (una “stroke unit”) che costerà alle esangui casse regionali più di un milione di euro. Un finanziamento indirizzato al reparto di neurofisiopatologia, diretto dal primario Nicola Iorio, fratello del governatore. Fondi che saranno gestiti dalla direttrice del distretto sanitario regionale di Isernia, Rosa Iorio, sorella del governatore. Ma i due Iorio citati non sono gli unici parenti di Michele, presidente della Regione, che lavorano al Veneziale».

Tre figli, due fratelli e due cugini e la dinastia Iorio occupò Isernia, «la Repubblica», febbraio 2009

 Gli esempi/3

«Nella drammatica situazione in cui versa la sanità regionale, dove non esistono posti letto per i pazienti, dove gli Ospedali chiudono, dove i pronti soccorsi combattono quotidianamente la loro battaglia di sopravvivenza, era necessario il ritorno sulla scena di Luca Iorio? A questa domanda ancora nessuno ha risposto. Si è solo stabilito “che l’utilizzo del dott. Luca Iorio, in posizione di comando avrà una durata per dodici mesi”. Tutto a spese dell’Asrem Molise. Quindi, dei cittadini. Rovigo può attendere. Se in altri reparti serve il personale (ma non solo) non sono problemi di questa dirigenza molisana. Anche i pazienti imbufaliti possono attendere nei disagi. E nelle lunghe liste d’attesa. Volete fare, ad esempio, un esame al cuore (un’ecocardiografia) al “Veneziale” di Isernia? Ci vogliono quattro mesi di attesa. Però le cose inutili vengono subito fatte. Lì non esiste attesa che tenga. Nel caos generale, nello spreco dei fondi pubblici, nell’aumento del debito e in una situazione di deficit (che ha portato a questa disorganizzazione: chiusura degli ospedali, intasamento dei pronti soccorsi, mancanza di risposte e di speranze) è arrivata quest’ultima trovata. Qual è la logica di questa scelta? E’ possibile conoscere l’incidenza per questo tipo di intervento? Esistono già diverse strutture attrezzate (Ospedale “Cardarelli”, Cattolica e Neuromed) per la cardiochirurgia e per la chirurgia vascolare. Perché invece di programmare si continua a spendere per cose poco utili in questo momento?»

Molise: Iorio istituisce un’équipe di medici itineranti e l’affida al figlio, «AgoràVox.it», 12 aprile 2011

 

Invertire la rotta/1

“Invertire la rotta vuol dire dare fiducia a quella parte del centrodestra che si è contraddistinta non solo per la coerenza, ma anche nei fatti in un settore vitale per la società”.

Michele Iorio, già Sgovernatore del Molise, 12 anni di regno, 1998-2000, 2001-2011, marzo 2018

 Invertire la rotta/2

“A loro degli elettori non gliene frega niente. Gli elettori vengono utilizzati solo e soltanto quando devono votare. Presi in giro a modi vecchia democrazia cristiana: “ne sistemiamo uno così creiamo aspettative per mille”. E’ un mix di clientelismo, ricatti più o meno velati e di pacche sulle spalle. Gli ingredienti di sempre della Dc, che ha devastato la nostra Regione per cinquant’anni. E che adesso, in questa fase, è nella PdL. Però in una fase appena precedente è stata con il centro-sinistra. Non dobbiamo dimenticare che Don Michele Iorio ha governato la Regione Molise con Rifondazione Comunista, con presidente Marcello Veneziale. Questi cambiano partito come se fossero spazzolini da denti”.
La barzelletta d’Italia, «il Ponte», 2009, Giovancarmine Mancini, Fratelli d’Italia, oggi alleato di Iorio

Invertire la rotta/3

«Chirurgo a Isernia, bravo, ricordano, nel ‘75 raccoglie dal padre consigliere regionale Dc l’eredità politica, comprensiva di amici, collaboratori e bacino elettorale. Comune, Provincia, Regione. Nel ‘90 molla la professione, e non ha mai smesso di fare l’assessore, poi il presidente, intanto anche il deputato (un anno e mezzo dal 2001) casomai non fosse stato rieletto in Molise, e il senatore (nel 2006, stessa motivazione da uomo previdente). La giravolta? Sparita la Dc, nel 1996 è vicepresidente della Regione e candidato dell’Ulivo alla Camera: casualità o sgambetto, la lista la presentano fuori tempo. Lui allora passa al centrodestra, fa il ribaltone in Regione, subisce l’anno dopo un ontro ribaltone, perde le elezioni 2000, riesce a far annullare il voto, vince nel 2001. E non lo fermano più».

L’Italia si è fermata in Molise, «L’Espresso», marzo 2012

 Invertire la rotta/4

«[…] la sua candidatura a presidente della Regione per le prossime amministrative del 22 aprile e quindi a rischio per la Legge Severino, legge che da subito lo fa decadere da consigliere regionale. Iorio era anche in lizza per un posto al Senato per le politiche. Secondo la sentenza del tribunale Iorio avrebbe ”adottato intenzionalmente atti e scelte amministrative estranee e anzi contrarie alla gestione ottimale degli interessi pubblici al fine di procurare un ingiusto e ingente vantaggio patrimoniale a terzi (socio privato) realmente conseguito, con altrettanto ingente danno per l’Ente Regione Molise a tale scopo». 

Abuso ufficio, condannato Iorio, «Ansa», 25 gennaio 2018

 Invertire la rotta/5

“Mi candido perché rispetto la legge che stabilisce delle procedure. Ho la coscienza a posto, limpida, le mani pulite”.

Michele Iorio, già Sgovernatore del Molise, 12 anni di regno, 1998-2000, 2001-2011, marzo 2018

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO a LARINO, 21 aprile 2018

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LARINO, 21 aprile 2018
IL CORAGGIO DI DIRE NO.
Lea Garofalo, la donna che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta
#ilcoraggiodidireno
– mattina: incontro con le scuole 
– pomeriggio: incontro pubblico

 

Paolo De Chiara

GIORNALISTA. Autore TESTIMONI di GIUSTIZIA (Giulio Perrone Editore, 2014); IL VELENO DEL MOLISE (Falco Ed., 2013), Premio Giornalistico Nazionale 'Ilaria RAMBALDI 2014'; IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta (Falco Ed., 2012).

'Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani', don Lorenzo Milani

I MIEI LIBRI: “TESTIMONI di GIUSTIZIA”

Uomini e Donne che hanno sfidato le mafie, Perrone Ed., 2014

Premio ‘RAMBALDI’, 2014

PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE per IL VELENO DEL MOLISE, Lanciano (Chieti), 11 aprile 2014

I MIEI LIBRI: “IL VELENO del MOLISE”

Trent'anni di omertà sui rifiuti tossici

Trent'anni di omertà sui rifiuti tossici, Falco Ed., 2013

I MIEI LIBRI: “IL CORAGGIO di DIRE NO”

IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta di Paolo De Chiara (Falco Editore, 2012). Prefazione di Enrico FIERRO, Introduzione di Giulio CAVALLI

Lea Garofalo, la donna che sfidò la 'ndrangheta, Falco Ed., 2012

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