Mese: giugno 2011

Intimidazioni mafiose in Molise

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Per troppi anni il Molise ha sottovalutato la possibilità di infiltrazioni mafiose. Le mafie sono arrivate. La ‘ndrangheta, la sacra corona unita, la cosiddetta “società foggiana” che è quella realtà pugliese che ha una sua consistenza, la camorra”. Sono arrivate nel silenzio generale. In questa Regione non si è mai aperto un tavolo serio per affrontare la drammatica questione. Il pericolo delle infiltrazioni è stato sempre messo da parte. E le mafie continuano a fare i loro affari. Quelli sporchi. Che puzzano. Continuano a esserci strane presenze. Proprio qualche giorno fa a Venafro è stato prelevato e arrestato dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta Pasquale Pagano (classe 1970, da San Cipriano d’Aversa). Il “bambinone”. Un affiliato del gruppo Iovine. Clan dei casalesi. Accusato di associazione per delinquere di tipo camorristico e di concorso in detenzione illegale di armi da fuoco. Era domiciliato, con obbligo di firma, a Venafro. In provincia di Isernia. C’è stato per un mese e dodici giorni. Gli inquirenti in una perquisizione domiciliare sequestrarono un bunker ricavato nella sua abitazione. Probabilmente per nascondere il capo clan Antonio Iovine. Oggi al 41 bis. L’ex presidente della Commissione Antimafia Giuseppe Lumia è chiaro: “Le mafie sono arrivate”. Ed è arrivata anche la camorra. Con i suoi uomini. Con i suoi mezzi. Con i suoi rifiuti che avvelenano la terra. La nostra bella terra. La famosa Isola Felice. Così dipinta dalla classe dirigente. Dalla politica. Scrive Roberto Saviano nel suo libro Gomorra, a pagina 323: “Quattro ettari a ridosso del litorale molisano furono coltivati con concime ricavato dai rifiuti delle concerie. Vennero rinvenute nove tonnellate di grano contenenti un’elevatissima concentrazione di cromo. I trafficanti avevano scelto il litorale molisano – nel tratto da Termoli a Campomarino – per smaltire abusivamente rifiuti speciali e pericolosi provenienti da diverse aziende del nord Italia”. Proprio sui rifiuti e sui traffici del basso Molise qualcuno si è sentito toccato. Gli affari non possono andare a puttane. Ed ecco arrivare le minacce. Che non sono mai mancate. Ora sono state intensificate. Qualcuno ha voluto alzare il tiro. Per meglio far comprendere. Una testa di capretto sanguinante in un sacco nero. Con un biglietto allegato. Questo gravissimo episodio è capitato a un giornalista molisano. All’amico Michele Mignogna. Il cronista che ha descritto certi movimenti. Che ha toccato certi fili. Che ha fatto il proprio dovere. Non si può più far finta di non vedere. Di non sentire. I segnali sono chiari. Anche le presenze. Come quella di Francesco Moccia. Di lui scrive la Procura della Repubblica di Larino nell’avviso di conclusione delle indagini preliminari per il Porticciolo di Termoli: “legato da stretti legami familiari e di affari con Angelo Marrazzo coinvolto in vicende giudiziarie del gruppo camorristico dei Casalesi, capeggiati da Francesco Schiavone, detto Sandokan, collegato a società fortemente indiziate di avere collegamenti con il clan Moccia di Afragola”. Per non parlare degli affari dietro l’eolico selvaggio regionale. Delle costruzioni, del ciclo del cemento. Del riciclaggio. Del traffico di droga. E’ giunto il momento di agire. Questi vigliacchi personaggi devono sapere che di fronte a loro hanno un esercito di persone Oneste. Di persone Perbene. Che non permettono più certi episodi. Schifosi e deplorevoli. Il Molise ha bisogno di una scossa di dignità. Da quanti anni si denunciano presenze pericolose? Quanti episodi sono stati raccontati? Quanti personaggi importanti hanno indicato la presenza delle mafie? Quante volte è stato lanciato l’allarme? Per il giornalista Alberigo Giostra: “Qui (in Molise, n.d.r.) c’è una democrazia sospesa. Il problema è un circuito perverso che c’è tra cattiva giustizia, cattivo giornalismo e cattiva politica. E’ un circuito mefitico, mafioso che non vedo nemmeno in Sicilia. Il Molise sembra un’isola beata, ma è una realtà mafiosissima, dove non c’è la lupara, dove non ammazzano, non ci sono crimini. C’è una mentalità mafiosa incredibile. Sono sconcertato dalle cose che ho visto in questa Regione”. Secondo l’ex Procuratore della Repubblica di Larino, Nicola Magrone: “In questo territorio la delinquenza è anche peggiore rispetto a quella siciliana. In Molise quello che non va è il funzionamento della pubblica amministrazione. In Sicilia poi la delinquenza ti avverte con un omicidio. In questa terra non esiste alcun tipo d’avvertimento”. Le mafie ci sono e fanno affari. Esiste una “mentalità mafiosissima” che danneggia il territorio. L’unica preoccupazione è colpevolizzare chi denuncia. Chi fa il proprio dovere. Secondo Lumia: “E’ mancato un lavoro di prevenzione, è mancato un lavoro di denuncia, è mancato un lavoro di costruzione di percorsi integrati di educazione e di crescita della cultura della legalità. Tali limiti hanno indebolito il tessuto sociale, economico ed Istituzionale della vostra realtà territoriale. E le mafie annusano, sentono da lontano dove si creano quegli spazi, quelle “opportunità” per la loro presenza. Nei territori della vostra Regione le classi dirigenti, con in testa la politica, hanno trascurato quelle cose importanti, con in testa la prevenzione. Ecco che sono venuti anche nella vostra Regione. Ecco che le mafie si sono presentate nei vostri territori. Ed hanno cominciato a fare quell’attività che tutte le organizzazioni mafiose fanno. Prima presentandosi con quel grande affare di cui tutti, ormai, ipocritamente ci siamo assuefatti, che è il traffico di droga. E poi la gestione delle opere pubbliche. E poi il riciclaggio. E poi la possibilità di entrare in alcuni settori economici. E poi la gestione dei rifiuti, di tutti i tipi”. Il 14 giugno scorso è stata approvata all’unanimità in consiglio regionale una mozione di solidarietà al collega Mignogna. E’ un buon segnale. Ma non basta. Ora bisogna lavorare. Raddoppiare gli sforzi per tagliare i tentacoli della criminalità. Del malaffare. “Fortunatamente – secondo Paolo Albano, Procuratore della Repubblica di Isernia – omicidi in Molise non ce ne sono stati. Speriamo che non ce ne saranno in futuro. Ciò non significa assolutamente nulla. Non perché non ci sono gli omicidi non esiste la camorra, non esistono le infiltrazioni criminali. Il pericolo, che da tempo è stato evidenziato anche dal Procuratore Magrone e, recentemente, dal collega D’Alterio della Dda, è assolutamente concreto. Innanzitutto per un fatto geografico. Perché la stretta vicinanza con la Campania, la Puglia e il basso Lazio porta necessariamente questo pericolo. Ma non soltanto per la vicinanza, ma proprio perché un territorio come quello del Molise è appetibile a una criminalità che si vuole inserire. Il punto fondamentale è che la magistratura molisana è pronta a raccogliere questo allarme. Bisogna tenere alta la guardia per impedire che ci siano queste infiltrazioni. Accanto al lavoro delle forze dell’ordine e al lavoro della magistratura è fondamentale che ci sia e si rafforzi la cultura della legalità”. La politica deve dare un segnale forte. Con la cultura della Legalità. Deve cominciare a dare il buon esempio. Per troppi anni in questa Regione si è dato il cattivo esempio. Per troppi anni in Molise la classe dirigente ha dato il cattivo esempio. I cittadini devono sentirsi sicuri nell’indicare anche il più piccolo episodio. Per cominciare a dare una mano alle forze dell’ordine e ai magistrati. Per riassaporare quel “fresco profumo di libertà” auspicato dal giudice Paolo Borsellino “che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e, quindi, della complicità”.
 
Auditorium Isernia

Auditorium, “una questione politica”. Intervista a Domenico Cerrone

Auditorium Isernia

Auditorium Isernia

Auditorium, una questione politica

(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)

“Melogli ha abboccato”. Non usa mezzi termini il consigliere comunale di maggioranza al Comune di Isernia Domenico Cerrone (quota An) per spiegare il suo punto di vista sull’Auditorium. Dopo l’intervista movimentata al primo cittadino ecco le parole di un rappresentante della stessa maggioranza del sindaco Melogli. Il giovane avvocato è netto nel suo giudizio. Il “gigante che si vuole liberare dalle catene”. Con questa metafora descrive il suo concetto. Bocciando senza appelli l’operato del suo sindaco e della sua amministrazione: “uno dei più grossi errori che ha fatto Melogli è quello dell’Auditorium”. Ma non dimentica di dare un giudizio complessivo (“In una scala da uno a cento non supera il 50%. Secondo me Melogli non ha amministrato bene”). Il consigliere è critico. Le sue parole sono pietre. “Puntualmente l’avanzo di amministrazione viene destinato al cemento armato e alla viabilità, sempre alle solite storielle. Loro così amministrano la città”. Cerrone, dopo il mancato allargamento della giunta comunale (era stato indicato dal vertice del suo partito ad entrare come assessore) ha da tempo deciso di togliersi i famosi sassolini dalle scarpe. Veri macigni che Cerrone scaglia contro il primo cittadino del capoluogo pentro. “Uno scempio edilizio in atto”. Queste le parole utilizzate sulla stampa locale. Per il componente della III commissione consiliare la mega struttura faraonica “resterà uno scatolone incompiuto di ferro e cemento armato”. Lo stesso concetto del giornalista di Repubblica Antonello Caporale (una montagna di soldi per realizzare un complesso faraonico: 35mila metri quadrati coperti (l’ex stadio comunale) con quasi tremila posti a sedere tra cinema, anfiteatro e sala principale. Tutta per una cittadina di appena ventimila abitanti”. Per il giornalista “quest’opera non sarà nemmeno completata, rimarrà incompiuta. Lo Stato ha già speso 31 milioni di euro e non ha più risorse per questa voce di bilancio”). Ma per il primo cittadino del capoluogo pentro sull’Auditorium “sono state scritte solo cazzate”. Cosa ne pensa Cerrone? “Lui si esprime così. Probabilmente è abituato a parlare di cazzate, se usa il termine cazzate. Non sono fesserie. Perché ci sono delle delibere di giunta”.

Può spiegare meglio?

“Sei o sette mesi fa la giunta comunale fa delle delibere dove dice “cari signori, il Governo ha tagliato”. L’errore politico di Melogli è stato nel fidarsi, se poi si è fidato in buona o mala fede non lo so, di un Governo che gli ha detto “ci sono dei soldi, fai l’Auditorium”. A mio modo di vedere il Governo ha fatto vedere dei soldi che non c’erano”.

Secondo Lei per quale ragione?

“Semplicemente per far lavorare persone che dovevano fare progettazione e cemento armato. E’ una questione politica l’Auditorium, non molisana, ma a livello nazionale. E Melogli ha abboccato. Ora che sia buona o malafede ci sta dentro”.

Perché incompiuto?

“I soldi non ci sono più. A meno che il Governo non ce li rimette, ma io non ci credo, e ha ragione Melogli. E ha fatto bene a fidarsi. E’ una questione di intuito. Se lui ha avuto buon intuito ne ha i meriti. Se ha avuto un cattivo intuito ne deve pagare le conseguenze. L’indizio che ha sbagliato sono le sue delibere di giunta”.

Cosa dicono?

“Due delibere di giunta dicono che il campo sportivo non si potrà più fare. Quando fu abbattuto il X Settembre (lo storico campo di calcio cittadino, ndr) fu promessa alla cittadinanza che avrebbero fatto un nuovo campo sportivo. Poi per aver fatto funzionare l’Auditorium avrebbero fatto la Torre led, quella con tutte le insegne pubblicitarie e poi la galleria commerciale con i negozi che pagano per sostenere. La  benzina dell’Auditorium. Le delibere dicono che la torre led non si può fare, la galleria commerciale non si può fare più perché non ci stanno, attualmente, i soldi. E’ destinata ad assere una scatola di cemento armato”.

Perche Lei parla di scempio edilizio?

“Chi l’ha progettato può essere anche il più grande progettista del mondo, ma fa schifo. Sta ristretto in mezzo a dei palazzi, sembra un gigante che si vuole liberare delle catene”.

Serviva a Isernia un Auditorium di 35mila metri quadrati?

“Molti mi hanno chiesto perché non viene messa l’Università in quella struttura. E infatti ho lanciato l’idea”.

L’Auditorium rientra nei “grandi eventi”. Con una procedura di emergenza. A Lei non sembra strano che dietro l’Auditorium ci sia un certo Fabio De Santis (all’epoca nominato su incarico del Governo responsabile unico del procedimento e arrestato per gli appalti della protezione civile), Mauro Della Giovampaola (coordinatore dei lavori dell’Auditorium, arrestato per gli appalti della protezione civile) e Riccardo Miccichè (il manager di parrucchieri. Di lui i Ros di Firenze scrivono: “il fratello Fabrizio è responsabile tecnico della ditta “Giusylenia srl”, impresa sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina, accusata di aver favorito la latitanza di Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano”)?  

“Non so chi sono. Se questo che mi dici sta scritto sui giornali ed è vero è gravissimo. Questo significa che quello che pensavo ingenuamente, cioè che i soldi sono stati dati per far guadagnare progettisti e produttori di cemento armato, è vero. L’Auditorium resterà un’opera incompleta. Mi sembra che Caporale è un giornalista autorevole. E’ una vita che scrive Caporale. E’ noto, sicuramente più noto di Gabriele Melogli”.

Queste presenze saranno portate all’attenzione del consiglio comunale?

“Esiste l’interrogazione verbale. Nel prossimo consiglio comunale (27 giugno 2011, ndr) chiederò spiegazioni a Melogli”.

da Malitalia.it
http://www.malitalia.it/2011/06/auditorium-una-questione-politica/

Video FUORI LE MAFIE DAL MOLISE!

FUORI LE MAFIE DAL MOLISE

“E’ un argomento che dovete affrontare. E’ un argomento, la presenza delle mafie nella vostra Regione, con cui dovete fare i conti. Diffidate dalle classi dirigenti che difendono il buon nome della vostra Regione. Che si stracciano le vesti e gridano allo scandalo quando si affrontano tali temi. Le mafie vanno scoperte non quando ci sono gli omicidi. Le mafie vanno colpite quando riciclano. Quando costruiscono. Lì le classi dirigenti devono dimostrare la loro maturità, in quel momento devono dimostrare di voler realmente bene al proprio territorio” “Adesso ci si straccia le vesti, si scopre che il clan più potente della camorra oggi, che è quello dei casalesi, era qui. E certamente non erano qui solo per villeggiare, per godersi le vostre stupende bellezze naturali. Erano qui per trafficare. A mio avviso per riciclare. Per investire. Perché il clan dei casalesi è uno dei clan non solo più potenti sul piano militare, della violenza, ma è uno dei clan italiani più potenti nelle infiltrazioni nei settori dell’economia e della stessa politica”. (Giuseppe LUMIA, già presidente Commissione Antimafia).

LE MAFIE? UNA MONTAGNA DI MERDA!!!

Roberto Saviano

CARTA CANTA, giugno 2011 [2] – IL SENSO DI RESPONSABILITA’

Roberto Saviano

Roberto Saviano


 Il senso di responsabilità

 

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“… ritengo che il senso civico imponga a chiunque amministri di avere profondo senso di responsabilità”.

Raffaele Mauro, consigliere regionale, seduta consiglio regionale, 23 novembre 2010

 

“Saviano è l’unica persona che ha scritto un libro, in un italiano molto discutibile, su argomenti molto discutibili, perché ho lavorato in Campania e conosco benissimo quegli ambienti, ed è l’unico che praticamente è diventato un eroe, ha costruito la sua fortuna economica e oggi in Consiglio regionale devo sentire evocare l’autorità di Saviano. Sapete quante altre persone sono morte per mano della camorra e non hanno avuto mai una scorta? Sapete quanto prendono di pensione le mogli e i figli dei poliziotti che sono caduti sotto i colpi della camorra? Quanti di questi hanno avuto o hanno la possibilità di andare in televisione, di fare conferenze e guadagnare centinaia e centinaia di migliaia di euro”.

Raffaele Mauro, consigliere regionale, seduta consiglio regionale Molise, 23 novembre 2010

 

“…una domanda all’icona Roberto Saviano. La sua storia la sappiamo, anche se qualche velato dubbio ci sorge, ma al di là delle chiacchiere filosofiche vorremmo chiedere a questo signore che oggi andrà in piazza “come giudica l’azione di repressione che il governo ha messo in campo dall’aprile 2008 sino a oggi in Campania e che ha permesso di arrestare un numero importante di camorristi. E ancora visto che questi signori erano per lo più residenti nella terra natia, come spiega che oggi con un ministro deciso e concreto si sia giunto a questo risultato, mentre nei due anni trascorsi la stessa azione repressiva non aveva prodotto simili risultati”.

Claudio Pian, oggi coordinatore provinciale PdL Campobasso, molisenotizie.it, 3 ottobre 2009

molisenotizie.it/articolo.php?id=32146

 

“In ogni caso attra­verso le dichiarazioni dei pen­titi emerge che le famiglie della camorra casalese sono una vera piovra con propag­gini nella provin­cia di Napoli, in parte dell’Abruzzo, del Molise, della Luca­nia, del Lazio, in Emilia Romagna, ma anche in Roma­nia e nel sud della Ger­ma­nia, inves­ti­menti in Sco­zia, nella Repub­blica di Santo Domingo ed in Africa occi­den­tale”.

Roberto Saviano, Terra di Lavoro, Il clan dei casalesi in perfetta forma, www.robertosaviano.it/articoli/terra

 

“Saviano è il Siani moderno”.

Armando D’Alterio, procuratore Dda Campobasso, il pm che fece luce

sull’assassinio di Giancarlo Siani, Isernia, 18 ottobre 2010

 

“… non metto in discussione l’impegno di Saviano, ma il suo stile. Metto in discussione il fatto che ci sono tante altre persone che quotidianamente svolgono il loro dovere e non hanno avuto e non hanno questa carica mediatica che gli viene attribuita e data sicuramente non soltanto perché ha scritto un libro. […]. Non manco di rispetto a nessuno, ma voglio essere rispettato. Non manco di rispetto a Saviano, è lui che manca di rispetto a me e alla collettività. Manca di rispetto a chi ideologicamente non la pensa come lui e lo Stato paga i contributi e la scorta che lo difende. […]. Metto in discussione il suo modo, il suo stile politico, le affermazioni che fa, quello che dice, non il resto (forse come dorme, ndr.), su cui posso anche essere d’accordo”.

Raffaele Mauro, consigliere regionale, seduta consiglio regionale Molise, 23 novembre 2010

 

“…il territorio del riciclaggio dei rifiuti tossici sta aumentando i suoi perimetri. Altre inchieste hanno rilevato il coinvolgimento di regioni che sembravano immuni come l’Umbria e il Molise. Qui, grazie all’operazione Mosca coordinata dalla Procura di Larino nel 2004, è emerso lo smaltimento illecito di 120 tonnellate di rifiuti speciali provenienti da industrie metallurgiche e siderurgiche. I clan erano riusciti a triturare 320 tonnellate di manto stradale dismesso ad altissima densità catramosa e avevano individuato un sito di compostaggio disponibile a mischiarlo a terra e quindi a occultarlo nelle campagne umbre. Il riciclo arriva a metamorfosi capaci di guadagnare esponenzialmente a ogni singolo passaggio. Non bastava nascondere i rifiuti tossici ma si poteva trasformarli in fertilizzanti, ricevendo quindi danaro per vendere veleni. Quattro ettari a ridosso del litorale molisano furono coltivati con concime ricavato dai rifiuti delle concerie. Vennero rinvenute nove tonnellate di grano contenenti un’elevatissima concentrazione di cromo. I trafficati avevano scelto il litorale molisano – nel tratto da Termoli a Campomarino – per smaltire abusivamente rifiuti speciali e pericolosi provenienti da diverse aziende del nord Italia”.

                                                                                                                                                               Roberto Saviano, Gomorra, pagina 323

 

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Testa di capretto

Stringiamoci Tutti intorno a Michele Mignogna

Testa di capretto

Testa di capretto

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Dobbiamo TUTTI stringerci intorno al bravo giornalista molisano Michele Mignogna. Questa battaglia di Legalità e, quindi di Democrazia, riguarda tutti noi. Non si può più far finta di non vedere. Di non sentire. E’ giunto il momento di agire. Questi vigliacchi personaggi devono sapere che di fronte a loro hanno un esercito di persone Oneste. Di persone Perbene. Che non permettono più certi episodi. Schifosi e deplorevoli. Una testa di capretto, un chiaro segnale mafioso, è stata “recapitata” a Michele Mignogna. Al mio amico. All’ottimo giornalista che in Molise fa il proprio dovere. Tutti dovremmo seguire il suo esempio. Il Molise ha bisogno di una scossa di dignità. Da quanti anni si denunciano presenze pericolose. Quanti episodi sono stati raccontati. Quanti personaggi importanti hanno indicato la presenza delle mafie. Quante volte è stato lanciato l’allarme. Le mafie ci sono e fanno affari. Esiste una “mentalità mafiosissima” che danneggia il nostro territorio. L’unica preoccupazione era colpevolizzare chi denunciava. Chi faceva il proprio dovere. Ecco i risultati. Oggi (14 giugno 2011) è stata approvata all’unanimità in consiglio regionale una mozione di solidarietà. E’ un buon segnale. Ma non basta. Ora bisogna lavorare. Raddoppiare gli sforzi per tagliare i tentacoli della criminalità. Del malaffare. La politica deve dare un segnale forte. Deve cominciare a dare il buon esempio. Per troppi anni in questa Regione si è dato il cattivo esempio. Per troppi anni in Molise la classe dirigente ha dato il cattivo esempio. I cittadini devono sentirsi sicuri nell’indicare anche il più piccolo episodio. Per cominciare a dare una mano alle forze dell’ordine e ai magistrati. Per ostacolare certi “affari”. Così possiamo vincere il male. La testa di capretto gliela faremo mangiare attraverso la nostra Dignità. Attraverso la nostra Ribellione. Per non lasciare solo Michele. Per essere al suo fianco.

 

Ecco il link dove poter leggere l’articolo che descrive l’episodio:

http://www.primonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=8673

CARTA CANTA, giugno 2011 – DILETTANTI ALLO SBARAGLIO


Dilettanti allo sbaraglio

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Una centrale nucleare è un grande business per il territorio. Prima di dire no a una cosa del genere avrei chiesto tanti di quei benefici per il nostro territorio che, probabilmente, avremmo potuto vivere tutti quanti senza fare più niente”.

Gabriele Melogli, malitalia.it, 21 maggio 2011

 

“Di fronte a questa confusione credo proprio che gli italiani resteranno disorientati. Per quanto riguarda poi il significato da dare al risultato (ove mai si raggiungesse il quorum…), non c’è nulla di politico: si tratta di una semplice consultazione referendaria, il cui voto resta confinato nella coscienza di ciascuno. E infatti il PdL lascia libertà di voto ai suoi iscritti. Tutti coloro, invece, che vorrebbero dare la referendum un significato politico, loro cercano di carpire la buona fede degli italiani. E l’astensionismo sarà contro di loro”

Ulisse Di Giacomo, senatore PdL, primo piano molise, 3 giugno 2011

“Il referendum è inutile e dannoso. Appare evidente a questo punto come i quattro referendum siano esclusivamente una speculazione politica”.

Claudio Pian, coordinatore PdL Campobasso, altromolise.it, 8 giugno 2011   

 

“Dopo 16 anni il quorum per una consultazione referendaria viene raggiunto”.

Il Fatto Quotidiano.it, 13 giugno 2011

 

“Il quorum sui quattro quesiti referendari – acqua, nucleare e legittimo impedimento – è stato raggiunto e si profila una plebiscitaria vittoria per il fronte del Sì”.

La Repubblica.it, 13 giugno 2011

“Il quorum è stato raggiunto. Quella che fino a lunedì mattina sembrava solo una eventualità più che probabile (dopo il 41% di votanti registrato nella rilevazione di domenica sera) è diventata una certezza con l’arrivo dei primi dati ufficiali del ministero dell’Interno: l’affluenza alle urne per i quattro referendum si è infatti attestata al 57%”.

Corriere della Sera, corriere.it, 13 giugno 2011

 

 

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Gianfranco Vitagliano

Per difendere il Molise dalle infiltrazioni malavitose, botta e risposta con l’assessore Vitagliano

Gianfranco Vitagliano

Gianfranco Vitagliano

 

 “Il nostro è un popolo di timorati di Dio, lontano dal disprezzo delle regole e legato agli uomini della sicurezza pubblica da rispetto, affetto e riconoscenza”…. “Questa terra ha bisogno di certezze, di  speranza, di valorizzare vocazioni e peculiarità, di dare spazio ai talenti che ha, non di avvitarsi, vergognandosi, su mali che non ha”. (Gianfranco Vitagliano, assessore regionale)

 

da ARTICOLO21.INFO http://www.articolo21.org/5608/editoriale/per-difendere-il-molise-dalle-infiltrazioni.html

Pubblichiamo di seguito due interventi pubblicati sul blog di Paolo De Chiara. Il primo è dell’assessore regionale alla programmazione il secondo la risposta dello stesso De Chiara.

Per il bene di un Molise offeso 

 di GIANFRANCO VITAGLIANO* Lo scritto di oggi di Paolo De Chiara – che leggo sempre con attenzione – ha provocato in me turbamento, interrogativi e, dopo un tranquillo ragionamento, delusione e bisogno  di reagire a difesa di questa regione, troppo spesso offesa, interpretata con esasperazione e pessimismo,  consegnata all’immaginario dei tanti che non la conoscono, da alcuni che la conoscono appena, per ragioni le più svariate ma che hanno poco a che vedere con la verità e con l’interesse dei molisani.

Intanto credo di poter individuare la causa di un tale agire nel populismo – che tanto bene tratteggia Galli Della Loggia, sul Corriere di oggi, attribuendogli quasi dignità ideologica – che tanti “a sinistra” hanno riscoperto dopo aver perso riferimenti ideali e capacità di proposta, in diretta conseguenza dello smarrimento in quel mare indistinto nel quale naviga, senza rotta, il PD.

Ovviamente è lungi da me ogni ipotesi di sottovalutazione del  fenomeno e, soprattutto, degli episodi citati, come paradigma, da De Chiara.
E, perciò, il turbamento iniziale con gli interrogativi.

Ma poi la conoscenza dei luoghi e della gente, le assicurazioni, pubbliche e in privato, di chi porta le maggiori responsabilità in tema di sicurezza e di ordine pubblico nella nostra regione, l’attività nota della magistratura, mi hanno ridato subito certezze, orgoglio, piacere per una “diversità” che è nostra peculiarità, di valore, tra l’altro poco valutata da noi stessi.
Un pò come la salute; quando la si ha non la si sente!

E, allora, è venuta  la reazione, con una consapevolezza che quelli che non la pensano come noi, in questa terra, hanno bisogno del nostro aiuto, di una maggiore ricerca di confronto e di dialogo da parte nostra perchè, relegati in angusta minoranza, sono costretti a cercare altre vie, oltre quella democratica per antonomasia, per distinguersi, esistere, per cercare di ribaltare il rapporto.
E metto nell’enclave tutti, Giostra, De Chiara, Di Pietro e quanti, più o meno lontani dal nostro vivere, dicono in giro che “la casa” è sporca e pericolosa, salvo poi  dimenticare e decantarne le qualità, una volta chi si riescono ad accomodare.

Che senso ha citare pochi beni confiscati a qualche delinquente non regionale? Ce ne sono a iosa in tutte le regioni.
Quale peso possono avere, per caratterizzare la società locale, alcuni colloqui in carcere tra ospiti di lunga durata, tutti nati e vissuti altrove? In tutte le carceri questo avviene e, con maggiore frequenza, in quelle dove albergano mafiosi e camorristi.
L’affermazione che, poi, in Molise” i carabinieri vengono massacrati, vilipesi e calunniati”  la trovo vergognosamente ingiusta per i molisani.  E trovo ingenuo ed anche incosciente che possa essere utilizzata per ragioni “politiche”.
Il nostro è un popolo di timorati di Dio, lontano dal disprezzo delle regole e legato agli uomini della sicurezza pubblica da rispetto, affetto e riconoscenza.
Se, ci si riferisce, ad episodi singolari – sui quali la magistratura sta facendo luce nell’ambito dei propri  doveri – intanto, si rispetti il lavoro d’indagine, non lo si condizioni e se ne aspettino le conclusioni nel giudizio.
Prima di tutto ciò non si trasformino gli indizi in colpe, non si generalizzi estendendo a tanti quello che potrebbe essere stato comportamento improvvido di alcuni e, soprattutto, non si facciano consapevolmente, alla dignità e alla storia di un popolo, danni ben maggiori rispetto a quelli che deriverebbero dagli ipotizzati comportamenti delittuosi.

Questa terra ha bisogno di certezze, di  speranza, di valorizzare vocazioni e peculiarità, di dare spazio ai talenti che ha, non di avvitarsi, vergognandosi, su mali che non ha.
E questo non significa voler negare l’attenzione ai fenomeni, l’esigenza di  controllare le deviazioni e di assumere iniziative per una coscienza collettiva vigile.

Così si onora la verità e si fa, ognuno nel  ruolo che ha, il proprio dovere civico.
E così voglio interpretare il timore di De Chiara, per quello che ha di costruttivo e di positivo.

Una riflessione, infine.
Ci sono buoni politici, bravi magistrati e ottimi giornalisti.
Poi, come in tutte le famiglie, la vicenda umana, nel suo variare, porta in ogni ambito  anche i cattivi.
E quando,  tra meno bravi e malevoli interessati,  si determinano cortocircuiti  è ovvio che vanno in difficoltà la verità, l’oggettività, i rapporti tra le istituzioni, la giustizia.

Qui dissento molto meno da De Chiara!
Guardo a queste condizioni, se dovessero affermarsi, con vera preoccupazione.
Le conseguenze per il nostro Molise sarebbero ben più allarmanti e gravi rispetto alla presenza di pochi beni da confiscare o a qualche colloquio in carcere!

*Assessore regionale alla Programmazione

 LA RISPOSTA:

PER DIFENDERE IL MOLISE DALLE INFILTRAZIONI MALAVITOSE.
di Paolo De Chiara*

Rispondo con piacere al lungo intervento dell’assessore regionale alla programmazione Gianfranco Vitagliano. Il mio “scritto” (come definito dall’assessore Vitagliano) dal titolo ‘Il “mafiosissimo” Molise’, pubblicato dal settimanale ‘Il Volantino’ è l’ultimo di una lunga serie di articoli sulle infiltrazioni malavitose che da molti anni si stanno registrando nella Regione Molise. Come già risposto a Claudio Pian, ribadisco che l’unico interesse del sottoscritto è quello di fare il cronista. Nei miei articoli sto facendo riferimento alle infiltrazioni malavitose (camorra, ‘ndrangheta e mafia) registrate da commissioni antimafia e denunciate da giornalisti, magistrati e operatori del settore. Ho riportato le vicende di Cantalupo del Sannio e di Venafro. Il mio dovere di giornalista è quello di informare. Non credo sia “populismo” parlare di rapporti (come quello della Confcommercio “Mani del crimine sul Molise” del 2006) dove si legge facilmente: “Il clan casertano dei casalesi esercita una sua influenza nella zona di Venafro in Molise”. Un giornalista ha il dovere di chiedere, di porre interrogativi. Dopo un sequestro fatto a Cantalupo del Sannio (stiamo parlando del boss di Sant’Anastasia) del valore di due milioni di euro, è possibile chiedere cosa sta accadendo? Nella relazione annuale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta sul fenomeno della criminalità organizzata mafiosa o similare, a pagina. 43, si legge: “In Molise risiedono soggetti collegati alla cosca Bellocco di Rosarno”. Si può, senza provocare “turbamenti” e “delusioni”, capire chi sono questi delinquenti che vengono nella nostra amata terra a fare i loro sporchi affari? O dobbiamo ritenerli piccoli episodi e andare avanti facendo finta di nulla? Il dovere di un giornalista è quello di raccontare i fatti. E, da qualche tempo, io ho deciso di raccontare questi fatti. Non si tratta di offendere una Regione, ma di difenderla dalla criminalità organizzata (che è ben impiantata e fa affari). Il concetto è ben diverso da quello che si vorrebbe far passare. Non capisco poi, caro assessore, cosa significa: “quelli che non la pensano come noi, in questa terra, hanno bisogno del nostro aiuto, di una maggiore ricerca di confronto e di dialogo da parte nostra perchè, relegati in angusta minoranza, sono costretti a cercare altre vie, oltre quella democratica per antonomasia, per distinguersi, esistere, per cercare di ribaltare il rapporto”. Angusta minoranza? Cercare altre vie? Oltre quella democratica per anotonomasia? Per distinguersi? Per cercare di ribaltare il rapporto? Sino a quando non si capirà che questa battaglia dovrà essere combattuta per raggiungere un solo obiettivo continueremo a creare contrapposizioni e falsi problemi. Non è questione di destra o di sinistra. Non è soltanto una questione politica. Il problema serio, che esiste, riguarda tutti noi. Riguarda la politica (che su questi temi ha dormito), riguarda le forze dell’Ordine (che fanno quotidianamente il proprio dovere), riguarda tutte le Istituzioni e i cittadini. Senza questa coesione si continuerà a ragionare di mere “ragioni politiche”. Vorrei, poi, sapere chi ha trasformato, come scrive l’attento assessore, gli indizi in colpe e chi ha generalizzato i comportamenti di alcuni? Se si parla di ‘infiltrazioni della criminalità organizzata’ in questa terra significa considerare il Molise una Regione mafiosa? Significa offendere la dignità o la storia di un popolo? Questa terra ha bisogno, come spiega Vitagliano, “di certezze, di speranza, di valorizzare vocazioni e peculiarità, di dare spazio ai talenti che ha, non avvitarsi, vergognandosi, su mali che non ha”. Di questi temi dovrebbe occuparsene la politica regionale. Dovrebbe chiedersi perché tanti giovani molisani preferiscono ‘scappare’ da questa bellissima, ma sfortunata, Regione. Ogni tanto chiedetevi il perché di certe situazioni. A volte, con impegno, si trovano anche delle risposte. Accanto a queste problematiche perché non accendere il campanello d’allarme sulla presenza delle mafie? Sembra una vergogna parlare di certi problemi. Anche il sottoscritto, in un passaggio, “dissente molto meno”da Vitagliano. L’assessore regionale ha ragione quando scrive: “Guardo a queste condizioni, se dovessero affermarsi, con vera preoccupazione. Le conseguenze per il nostro Molise sarebbero ben più allarmanti e gravi rispetto alla presenza di pochi beni da confiscare o a qualche colloquio in carcere”. Ecco lo scopo dei miei “scritti”. Informare i cittadini molisani del pericolo. E invece di perdere tempo in queste inutili polemiche sarebbe opportuno iniziare a parlare, a confrontarsi sulle infiltrazioni mafiose. Credo fortemente, caro assessore, che è anche necessario continuare ad invitare personaggi come Lorenzo Diana (ex componente della commissione antimafia, minacciato di morte dalla camorra), Rosaria Capacchione (giornalista de Il Mattino, minacciata di morte dalla camorra), Raffaele Sardo (autore del libro ‘La Bestia’ con prefazione di Roberto Saviano) e tanti altri. Ma non basta. Prossimamente, altri personaggi antimafia verranno in Molise per portare la loro testimonianza. Io cerco di fare la mia parte. Di capire e di raccontare che l’isola felice non c’è più.

* giornalista (dechiarapaolo@gmail.com)

 

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Iorio e Berlusconi

CARTA CANTA, Il fascino del Primo Ministro, con opzione molisana (dicembre 2009)


 

Iorio e Berlusconi

Iorio e Berlusconi

Il fascino del primo ministro, con opzione molisana

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Caro Silvio, Ti porgo con piacere, a nome mio personale, e del Molise, i migliori auguri di buon compleanno. Sono certo che i prossimi anni ti vedranno sicuramente impegnato, senza risparmio, come tuo costume, nel  riammodernamento del Paese e nella creazione di una nuova forza politica, il PDL, destinato a dare voce ai cittadini nella migliore tradizione del Popolarismo Europeo, per far tornare l’Italia ad essere una potenza economica e politica ascoltata e rispettata nella UE come nel resto del Mondo. Questo onorando e promuovendo, con piglio da vero statista, la cultura, l’economica, le tradizione e i valori della nostra penisola. […]”.

(Michele Iorio, Presidente Regione Molise, ufficio stampa Regione Molise, 29 settembre 2008)

 

“Caro Presidente, l’occasione del Suo compleanno mi offre la possibilità di inviarLe i miei migliori auguri e di rinnovarLe l’affetto e la stima che i molisani e i cittadini del Mezzogiorno d’Italia nutrono per Lei.
Il lavoro che sta portando avanti per far rinascere l’Italia sta premiando il Suo governo con consensi sempre crescenti e, cosa più importante, con risultati via via più tangibili, che incidono sull’economia e sulla società italiana. Il nostro Paese sta tornando al ruolo da protagonista che gli compete sullo scacchiere internazionale e sull’importante ed influente scenario europeo. Caro Presidente, grazie a Lei, dopo bui periodi caratterizzati da una scialba politica internazionale condotta dal centro sinistra, l´Italia é tornata a brillare nel firmamento delle potenze europee, recuperando credibilità e ponendosi sempre più quale principale interlocutore degli Stati Uniti. […]”.

(Aldo Patriciello, europarlamentare, ufficio stampa, 29 settembre 2008)

 

“Il Capo del Governo ha manifestato la sua amicizia nei confronti del Molise e dei molisani, ribadendo che tutti i progetti finora programmati saranno portati a termine. Tutto ciò conferma l’attenzione del Governo centrale verso la nostra regione e la stima nei confronti del Presidente Iorio, nonostante le false notizie riportate da alcuni organi locali di stampa che affermavano il contrario e ipotizzavano anche un mutato rapporto di forza all’interno del Popolo della Libertà con l’obiettivo di far credere che per Berlusconi e il Pdl fossero cambiati anche i riferimenti politici a livello locale”.

(Ulisse Di Giacomo, senatore, ufficio stampa, 27 giugno 2008)

“Per quanto attiene la scelta di optare per il seggio parlamentare molisano, il Presidente Berlusconi ha detto di aver compreso pienamente la delusione dell’amico Pallante, anche se tale decisione era stata opportunamente concordata con gli altri alleati. Berlusconi però si è detto certo di poter trovare presto l’opportunità politica per consentire a Pallante di dare il proprio fattivo ed operoso apporto al suo Molise. Ad ogni modo il Presidente del Consiglio ha dichiarato di sentirsi “molisano” e di voler lavorare, come ha sempre fatto,  per questa regione e per il suo futuro”. (I molisani ancora aspettano, ndr)

(Ufficio stampa Regione Molise, 26 giugno 2008)

 

“Silvio Berlusconi non si è lasciato sfuggire la platea delle grandi occasioni (presidenti di Camera e Senato, sindaco di Roma, ed europarlamentari forzisti) per consegnare tre tessere onorarie del Popolo della Libertà ad ex esponenti centristi provenienti dall’ormai ex alleato partito dell’Udc. I tre ‘investiti’ dal premier, secondo il racconto di alcuni partecipanti alla cena, sono stati il già fedelissimo Vito Bonsignore; l’eurodeputato dell’Udc Aldo Patriciello subentrato nel 2006 al segretario Udc, Lorenzo Cesa, a Strasburgo; e Sebastiano Sanzarello, anch’egli eletto al Parlamento europeo nelle liste Udc”.

(Agenzia Agcom, 24 giugno 2008)

 

“Silvio Berlusconi è stato accusato di evasione fiscale, corruzione e soppressione della stampa, sua moglie lo ha lasciato sostenendo che va con prostitute e fa orge nella sua villa in Sardegna, lui racconta barzellette imbarazzanti (e continua a ripeterle – come quella sulla ‘abbronzatura’ di Obama), è in guerra con la magistratura italiana, con quasi tutti i giornalisti che non lavorano per lui e con la Chiesa cattolica, e in più ora la Corte Costituzionale gli ha tolto l’immunità per cui possiamo aspettarci una nuova serie di processi e scandali che lo riguardano. Eppure l’aspetto più interessante del primo ministro italiano è questo: gli italiani continuano a votarlo. Perché? […]. Con Berlusconi come premier, inoltre, non hai bisogno di prenderti troppo sul serio. Non devi preoccuparti di conoscere la geopolitica o le condizioni del pianeta o la povertà o gli stati fallimentari. Puoi startene a casa, restare poco serio e discutere degli ultimi scandali. Anche questo fa parte del fascino del primo ministro“. 

(Washington Post, 13 ottobre 2009)

Carta Canta

rubrica il Ponte, dicembre 2009

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Auditorium Isernia, lavori in corso

Auditorium, per Melogli: scritte solo cazzate

Auditorium Isernia, lavori in corso

Auditorium Isernia, lavori in corso

(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)
 La grande opera annunciata a gran voce dal sindaco di Isernia Melogli non è ancora pronta. L’auditorium faraonico è ancora in costruzione. Mancano i fondi. Milioni di euro. Il vanto dell’amministrazione comunale doveva essere inaugurato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In occasione dei festeggiamenti dei 150anni dell’Unità d’Italia. I lavori sono ancora in corso. Mancano pochi mesi alla conclusione dei festeggiamenti. Secondo Gabriele Melogli, il primo cittadino al secondo mandato, il “complesso faraonico” è necessario. Per adesso restano le polemiche. Insieme alle indagini di alcune Procure italiane. Anche la stampa nazionale si è occupata di questa vicenda. In un articolo di Repubblica.it Giuseppe Caporale (20 aprile 2011) ha scritto: “una montagna di soldi per realizzare un complesso faraonico: 35mila metri quadrati coperti (l’ex stadio comunale) con quasi tremila posti a sedere tra cinema, anfiteatro e sala principale. Tutta per una cittadina di appena ventimila abitanti”. Per il giornalista “quest’opera non sarà nemmeno completata, rimarrà incompiuta. Lo Stato ha già speso 31 milioni di euro e non ha più risorse per questa voce di bilancio”. Abbiamo rigirato, qualche giorno dopo la pubblicazione dell’articolo, la questione al sindaco Melogli. Ne è uscita fuori un’intervista un po’ movimentata.
“L’auditorium degli sprechi. Un monumento allo spreco di denaro pubblico”. Così ha scritto il giornalista di Repubblica Giuseppe Caporale sull’opera in costruzione. Si sta muovendo anche la magistratura. Lei cosa ha da dire?
“Non so se avete letto la rettifica che è stata fatta proprio dall’ing. Barone, il quale ha precisato che mai si è espresso con certi termini proprio nell’intervista che è stata fatta con il giornalista Caporale. Lo stesso giornalista, da quello che mi ha scritto con un’email Barone, si era impegnato a cancellare la notizia dal sito di Repubblica. Cosa che non ha fatto”.
L’articolo si può leggere facilmente sul sito di Repubblica.it.
“La Repubblica è un giornale contrario a tutte le amministrazioni di centro-destra. Quello che mi dispiace come sindaco della città è la mistificazione della realtà. Dire che si sta facendo una politica contro la città di Isernia e che questa politica viene spinta da personaggi che operano in questa zona è poco. Vorrei ricordare a questi censori e a questi moralisti dell’ultima ora, che lo Stato sta costruendo ad Isernia da oltre trent’anni il cosiddetto Museo del Paleolitico. Lo sta costruendo il Demanio. Sono stati spesi, penso, una trentina di miliardi di vecchie lire e l’opera dopo 30anni ancora non è stata ultimata”.
Lei come spiega i costi lievitati: da 5 a 55 milioni di euro?
“E’ una falsificazione, è una mistificazione vergognosa. I 5 milioni di euro era l’importo del progetto del Concorso Internazionale di Idee che è stato bandito dal Comune di Isernia. L’ultimo punto del mio programma elettorale parlava dell’Auditorium. Ora se si vuole immaginare che nel 2002 immaginavo che ci sarebbe stato il Concorso Internazionale di Idee, ci sarebbero stati i finanziamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia e avessi portato avanti questo disegno criminoso, dal 2002 fino a oggi, mi sembra un poco esagerato”.
Quindi?
“Quando nel 2004/2005 avevo concluso, quasi, tutti quanti gli impegni che avevo assunto con la cittadinanza mancava l’Auditorium. Ho parlato con il Presidente Iorio e abbiamo fatto un Concorso Internazionale di Idee, finanziato esclusivamente dalla Regione Molise con l’importo di 400mila euro. E’ stato fatto un Concorso Internazionale, hanno partecipato gruppi di professionisti che venivano anche dall’estero. All’esito della selezione fatta dalla commissione, di cui non faccio parte, sono soltanto presidente onorario senza diritto di voto, presieduta dall’architetto Di Lonardo e della quale faceva parte il professor Scarpa dell’Università di Venezia, il professor Masiero e un incaricato nazionale dell’Ordine degli Ingegneri. Questa commissione, all’esito degli esami di tutti quanti i progetti, all’unanimità ha individuato come progetto vincitore quello del gruppo di professionisti che faceva capo al professor Culotta. Non entro nel merito della questione. La valutazione del progetto era fatta per 5milioni di euro, ma riguardava soltanto le opere strutturali”.
Come si arriva ad inserire l’opera nei festeggiamenti, che terminano il prossimo dicembre, dell’Unità d’Italia?
“Quando vengo a sapere dei finanziamenti per i festeggiamenti dei 150 anni prendo il progetto dell’Auditorium e lo porto a Roma”.
E rientra nei “grandi eventi”. Dove la procedura diventa di “emergenza”, senza un codice di appalti pubblici…
“Non so che cosa devo dirti. Ho preso il progetto e l’ho portato a Roma. Tutto il resto non è fatto dal Comune di Isernia. Non c’entra nulla il Comune di Isernia. Sono procedure che sono state individuate dal Ministero, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che allora presidente del consiglio era Prodi e di questi progetti si interessava il vice presidente del Consiglio dei Ministri Rutelli. I soldi li ho avuti dal governo di centro-sinistra. Da Rutelli, da Prodi, da Di Pietro. Questi sono i riferimenti”.
Quanti soldi ha avuto?
“Quattro milioni e mezzo di euro li ha messi la Regione Molise, quindi, sedici milioni di euro. Una cosa del genere”.
Sulla costruzione di quest’opera restano delle stranezze.
“A me non piace questo modo di condurre le interviste. Questa non è un’intervista, è un interrogatorio. A me non piace così, altrimenti la interrompo l’intervista. Perché se queste cose devono diventare fonte di… non mi sta bene. L’intervista è una cosa diversa. Le domande fatte così, per provocare…”
Sindaco, se leggiamo…
“Tu puoi leggere quello che vuoi. Non ti autorizzo a mandare questa intervista. Cosa me ne può fregare a me di quello che scrive Caporale”.
Non lo scrive solo Caporale…
“Cosa mi interessa. Leggi la risposta che ha dato Barone a Caporale”.
Cosa c’entra la risposta di Barone?
“Perché devo leggere le stupidaggini che scrive questo signore”
Le sto facendo delle domande.
“Non stai facendo delle domande. Nemmeno la Procura della Repubblica fa domande con questo tono”.
Forse perché siete abituati ai “cani da compagnia”.
“Voi siete solo giornalisti di una parte che cercate di estorcere delle dichiarazioni contraddittorie a colui che viene intervistato per poter poi pubblicare sui giornali con i vostri bei titoli ad effetto. La verità è una soltanto. Che state facendo un danno enorme alla città di Isernia. Non a Gabriele Melogli, perché l’Auditorium non è di Gabriele Melogli. Sappiate una cosa: le opere importanti che sono state realizzate nella città sono state realizzate da questa amministrazione. Che cosa è stato fatto in passato? Caporale è stato imbeccato da qualche giornalista o giornalaio di queste zone. Perché non credo che Caporale si sta a preoccupare di quello. Ci sono tante opere in Italia. Il governo centrale ha dato, per 150anni dell’Unità d’Italia, 233 milioni di euro alla città di Firenze, 190 milioni di euro alla città di Venezia e state a criticare a Isernia che ha avuto 20 milioni di euro?
Sembra strano che questi fondi aumentati…
“Ma che cosa è aumentato?”
I fondi stanziati.
“Sono 30mila metri quadri. Se vuoi mettere mille euro a metro quadro sono già 30milioni di euro. Ma di che cosa state parlando? Sono state fatte denunce alla Procura della Repubblica a Isernia, a Firenze, a Perugia…”
A Roma.
“A Roma. Alla Corte dei Conti. Ma che altro dobbiamo dire. Le indagini le fanno le Procure”
Dietro all’opera…
“Vi dovete vergognare di abitare a Isernia”.
La ringrazio. Non Le sembra strano che dietro l’Auditorium ci sia un certo Fabio De Santis (all’epoca nominato su incarico del Governo responsabile unico del procedimento e arrestato per gli appalti della protezione civile), Mauro Della Giovampaola (coordinatore dei lavori dell’Auditorium, arrestato per gli appalti della protezione civile) e Riccardo Miccichè (il manager di parrucchieri. Di lui i Ros di Firenze scrivono: “il fratello Fabrizio è responsabile tecnico della ditta “Giusylenia srl”, impresa sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina, accusata di aver favorito la latitanza di Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano”)?
“Non so neanche chi siano. Non sono mai venuti a Isernia al di là delle cazzate che stanno scritte la sopra. De Santis non è mai venuto a Isernia. L’ho visto una sola volta in tutta la mia vita. Ma chi sono questi personaggi? Queste domande nemmeno la Procura della Repubblica. Non sapete di che cazzo parlate. Questa è la verità, non sapete di che cosa state parlando. Non lo sapete. Queste persone operavano a Roma, facevano parte dell’unità di missione che ha curato il progetto di Isernia, insieme agli altri. Chi doveva firmare queste cose?”.
Non ci sono delle stranezze?
“Ma che stranezze. Queste cose qua sono oggetto di denunce fatte quotidianamente alla Procura della Repubblica”.
E quindi?
“Il modo di fare è di una scorrettezza unica. Vieni qua, registri… Che cosa fai? Questa cosa qua la mandi alla Procura della Repubblica?”
Faccio il mio dovere.
“C’è modo, modo e modo di fare il giornalista”
Perché dice che porto la registrazione di questa intervista alla Procura della Repubblica?
“Gliela puoi portare. Franco Valente me ne ha fatte 300 di denunce alla Procura della Repubblica. Da adesso in poi interviste a te non le rilascio più”.
La ringrazio.
“E stai attento a cosa scrivi”.

da Malitalia.it
http://www.malitalia.it/2011/06/auditorium-per-melogli-scritte-solo-cazzate/

da Repubblica.it (20 aprile 2011)


Isernia, l’auditorium degli sprechi
da 5 a 55 milioni, e resterà incompiuto

E’ una delle opere avviate nel 2007 tra i “lavori urgenti” per l’Unità d’Italia dalla Protezione civile: 35mila metri quadri per 20mila abitanti. E in mano alle stesse persone coinvolte nello scandalo degli appalti. Intanto 31 milioni sono stati già spesi

di GIUSEPPE CAPORALE

UNA COSTOSA DELIBERA

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Iniziative di carattere culturali patrocinate dalla Regione Molise – concessione contributo”. Questo è l’oggetto della delibera regionale 388 del 31 maggio 2010. Nello stesso giorno la giunta regionale si riunisce (presenti: Angelo Michele Iorio, Nicola Cavaliere, Filoteo Di Sandro, Angiolina Fusco, Franco Giorgio Marinelli, Nicola Passarelli, Luigi Velardi e Gianfranco Vitagliano. Unico assente Salvatore Muccilli) e decide di “concedere un contributo dell’importo di euro 10mila al Rotary International – Distretto 2090 – Club di Isernia”. La richiesta di contributo viene firmata il 18 maggio 2010 dal presidente del Rotary Club Isernia. Viene richiesto al “Signor Presidente della Giunta Regionale, un contributo economico finalizzato alla realizzazione di diverse iniziative culturali con inizio nel mese di aprile 2010 per completare nel mese di giugno 2010 “l’anno rotariano” con posa dell’opera rotatoria dedicata al Paleolitico”. Tre mesi intensi di lavoro. Una buona notizia per tutte le altre associazioni regionali. Basta fare una domanda dettagliata e in soli 13giorni si ottiene il lecito contributo. Ma la vera notizia è un’altra. Da oggi in poi tutti i lavoratori, gli operai, i precari che non vedono di fronte a loro un futuro normale possono gioire. I soldi ci sono. Se la Regione Molise può tranquillamente finanziare una manifestazione di tre mesi con 10mila euro, sarà pronta ad intervenire per salvare tutti da questa maledetta “crisi”. Ma come mai, però, si pensa a un opera dedicata al Paleolitico se poi, questa risorsa, non viene sfruttata. Basti farsi un giro nella zona paleolitica e accorgersi che attira pochissimi visitatori. Sono anni che si parla del suo rilancio. Ma sicuramente questa iniziativa sarà un buon investimento per attrarre masse di turisti da tutto il mondo. Però, sarebbe opportuno pensare prima a risolvere i problemi reali della gente normale, che è stanca, e poi finanziare nobilissime manifestazioni culturali.

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LA VOCE NUOVA DEL MOLISE, 9 ottobre 2010

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