Mese: luglio 2011

CARTA CANTA – Politiche per la Salute… in Molise!

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)
“Mai nel passato una maggioranza politica era riuscita a trasformare e a rivoluzionare il mondo della sanità, per veti incrociati per questioni di campanile e per interessi di parte. La Cdl ha permesso al Molise di fare un enorme salto di qualità incidendo in maniera profonda su questioni che riguardano ciascuno di noi perchè toccano il bene più importante: la nostra salute. Con la legge di riordino si riducono gli sprechi e le spese burocratiche, meno direttori generali, ospedali più efficienti, meno centri di costo e un’assistenza più diffusa sul territorio, mentre saranno offerti ai cittadini servizi sanitari più qualificati. Con il riordino sanitario la Cdl sta completando il pacchetto di riforme della Regione Molise e si appresta a mettere in cantiere eventi straordinari come la ricostruzione post sismica, l’applicazione dell’articolo 15 della delibera Cipe e l’avvio del Piano triennale per l’occupazione che daranno soluzione al problema del lavoro, riversando sul Molise, con il sostegno costante del governo nazionale, una quantità di investimento e di flussi finanziari che mai si era visto nella nostra regione”.
(Ulisse Di Giacomo, Assessore alle politiche per la Salute, 16 marzo 2005)

“Presto avremo una sanità meno costosa ma sicuramente più agile, efficiente, efficace e moderna tanto da rispondere opportunamente alle richieste di prestazioni qualitative provenienti dai molisani e dall’utenza delle regioni limitrofe.Il tutto riassorbendo un debito formatosi in oltre un decennio. Obiettivo quest’ultimo da molti ritenuto impossibile e che noi abbiamo concretizzato senza clamori”.
(Ulisse Di Giacomo, Assessore alle politiche per la Salute, ufficio stampa, 7 marzo 2007)

“[…].Da oggi il Molise può realmente pensare ad una Sanità nuova, libera da ogni condizionamento e pronta ad affrontare senza paure e timori un nuovo corso che produrrà i suoi effetti positivi entro il prossimo triennio. Ribadisco per l’ennesima volta che il nostro obiettivo è quello di garantire un’offerta sanitaria complessiva sull’intero territorio regionale. Per questo andremo avanti per la nostra strada senza dare peso alle esternazioni di ‘profeti’ e strani personaggi dei quali i molisani non hanno certamente bisogno. E’ risaputo che la Sanità muove interessi molto grossi e non vorrei nutrire il sospetto che dietro questo accanimento e la rissa scatenata da mesi sull’argomento, si nascondessero altri fini da parte di chi vive degli affari della Sanità. Ribadisco che finché avrò questa delega non cederò ad alcun ricatto e a nessuna provocazione che giunga in via diretta o attraverso messaggi affidati ad “ambasciatori” con pochi scrupoli. […]”.
(Ulisse Di Giacomo, Assessore alle politiche per la Salute, ufficio stampa, 13 aprile 2007)

“Da molisano sono orgoglioso di poter dire che il Molise oggi può vantare una sanità moderna e capace di consentire ad ogni cittadino che malauguratamente dovesse ammalarsi, di avere cure adeguate e di alta qualità tecnica e scientifica. Abbiamo finalmente una sanità possibile e sicuramente al passo con i tempi. L’attenta verifica tecnica fatta dalle Direzioni Generali dei due Ministeri ha dimostrato che abbiamo saputo mettere in piedi e rendere operativo un Piano di Rientro e di rilancio del Sistema Sanitario regionale tale da ridurre da un lato gradualmente le spese inutili e i debiti pregressi e di porre in essere dall’altro, nuovi servizi di alto contenuto scientifico e tecnologico. […]. Anche questo risultato va ascritto alla lungimiranza di questa classe politica che ha saputo interpretare le esigenze dei cittadini mediante la concretizzazione di strutture snelle e operative, di servizi avanzati, e di prestazioni idonee alle necessità del territorio”.
(Michele Iorio, presidente Regione Molise, conferenza stampa, 2 agosto 2007)

“Il Molise è in linea con gli obiettivi fissati dal Piano operativo di rientro per i debiti in Sanità. Questa nuova ed importante conferma è arrivata al termine del Tavolo tecnico con i ministeri dell’Economia e della Salute che si è svolto a Roma. I tecnici dei due ministeri hanno effettuato una ulteriore ed analitica verifica dei “conti” della Regione, evidenziando che il Molise ha raggiunto il risultato economico fissato per il primo semestre 2007. […]. Il Molise ha iniziato un cammino virtuoso che entro il 2009 lo vedrà contenere la spesa pubblica sanitaria e raggiungere livelli ottimali di assistenza ai cittadini”.
(Ulisse Di Giacomo, Assessore alle politiche per la Salute, 20 settembre 2007)

“Il percorso virtuoso che abbiamo intrapreso per riportare la spesa sanitaria regionale a livelli ottimali, trova conferme dai dati diffusi dall’Osservatorio nazionale sulla salute delle regioni italiane che collocano il Molise e la Provincia autonoma di Bolzano ai vertici della graduatoria. […]. La Sanitàmolisana dunque ha intrapreso un percorso virtuoso che sta dando già i primi significativi risultati nell’ottica del contenimento degli sprechi, della razionalizzazione dei servizi e della qualità delle prestazioni sanitarie ed ambulatoriali garantite ai cittadini”.
(Ulisse Di Giacomo, Assessore alle politiche per la Salute, ufficio stampa, 27 febbraio 2008)

“La Regione Molise è l’unica delle cinque interessate dal Piano di rientro per il riequilibrio del deficit sanitario, ad avere i conti a posto. L’impegno, il sacrificio e il lavoro svolto in questi dodici mesi trovano conferme da quanto certificato nel Tavolo tecnico per la verifica annuale.In questo periodo abbiamo messo in campo tutte quelle azioni che ci hanno permesso di ridurre il deficit sanitario senza penalizzare i cittadini.[…]. Continueremo su questa strada anche nei prossimi mesi convinti che la buona sanità anche attraverso la razionalizzazione dei servizi è certamente un obiettivo che potremo raggiungere in breve tempo”.
(Ulisse Di Giacomo, Assessore alle politiche per la Salute, Ufficio Stampa, 12 maggio 2008)

La verifica trimestrale sui conti e sull’andamento economico in sanità della Regione Molise ha dato esito positivo, confermando che i costi sono in linea con le previsioni contenute nel Piano operativo di rientro.
(Ulisse Di Giacomo, Assessore alle politiche per la Salute, 23 maggio 2008)

“Lascio una sanità in buona salute e la lascio in buone mani”.
(Senatore Ulisse Di Giacomo, altromolise.it, 13 giugno 2008)

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CARTA CANTA, luglio 2011 – Il PARTENONE di Melogli

Auditorium Isernia

Auditorium Isernia


 

Il Partenone di Melogli

 

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Il servizio televisivo sull’auditorium di Isernia mandato in onda ieri (20 luglio 2011, ndr) dal Tgr Molise, non è certo stato un esempio di corretto giornalismo. Spiace rilevare come fra tutti gli organi d’informazione regionale che hanno dato risalto alla notizia dello stato avanzato dei lavori, solo Rai3 abbia inteso caratterizzare con un accento decisamente negativo la realizzazione di un’opera che senza dubbio sarà determinante per lo sviluppo, non solo culturale, della nostra regione”. (Gabriele Melogli, sindaco di Isernia, ufficio stampa, 21 luglio 2011)

“Tra le opere pubbliche finanziate per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, c’è un monumento allo spreco: è l’Auditorium di Isernia. La struttura doveva costare – secondo un appalto bandito nel 2005 dall’amministrazione locale – cinque milioni di euro. Invece, i costi sono lievitati incredibilmente fino ad arrivare a 55 milioni di euro. Per lo stesso, identico, progetto. Una montagna di soldi per realizzare un complesso faraonico: 35 mila metri quadrati coperti (l’ex stadio comunale) con quasi tremila posti a sedere tra cinema, anfiteatro e sala principale. Tutto per una cittadina di appena ventimila abitanti”. (Giuseppe Caporale, Repubblica.it, 20 aprile 2011)

 

“Ad Atene nessuno voleva il Partenone, tranne Pericle. Che arrivò a proporre di pagarlo di tasca sua purchè fosse terminato. Adesso la capitale greca cosa sarebbe senza il Partenone? Da quanto nel sud Italia non si costruiva un’opera del genere? […] Se i Comuni spendono milioni di euro per un campo sportivo nessuno si scandalizza. Se lo fanno per la cultura allora si scatenano le polemiche. Con una struttura del genere possiamo portare a livello nazionale quello che produciamo in Molise […] Se il Comune non guadagnerà dall’auditorium 500mila euro all’anno, vuol dire che sarà amministrato da persone non all’altezza”. (Gabriele Melogli, sindaco di Isernia, Primo Piano Molise, 21 luglio 2011)

 

E quest’opera non sarà nemmeno completata, rimarrà incompiuta. Lo Stato ha già speso 31 milioni di euro e non ha più risorse per questa voce di bilancio. Specie da quando è scoppiato lo scandalo degli appalti che ha travolto il dipartimento delle Opere Pubbliche del Ministero e la Protezione Civile: tra G8, mondiali di nuoto e (appunto) i lavori per l’unità d’Italia. Già, perché l’Auditorium di Isernia il balzo clamoroso nei conti dello Stato  –  da una spesa di 5 milioni a 55 milioni di euro  –  lo ha fatto in un momento preciso: quando l’opera è stata inserita (nel 2007) nell’elenco dei lavori “urgenti” per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, ovvero nei cantieri dei “grandi eventi”, curati direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso ordinanze di Protezione Civile”. (Giuseppe Caporale, Repubblica.it, 20 aprile 2011)

 

“Difficilmente la politica riesce a progettare un’opera, a realizzarla in tempi accettabili e renderla realmente fruibile per la comunità. L’Auditorium di Isernia rappresenta un monumento alla buona politica e alla capacità di rendere concreto un ambizioso progetto di carattere culturale e di promozione di un territorio più vasto”. (Michele Iorio, presidente Regione Molise, Altromolise.it, 21 luglio 2011)

 

“E’ stata gestita, quindi – come le altre – senza rispettare il codice degli appalti pubblici, seguendo invece la regola della “emergenza”. A prendersi “cura” del cantiere molisano è Fabio De Santis, nominato, all’epoca, responsabile unico del procedimento su incarico del Governo. Lo stesso Fabio De Santis poi travolto  –  appunto – dallo scandalo del G8, che ha visto coinvolti anche altri “attori” presenti sempre nella vicenda dell’Auditorium faraonico. Scorrendo gli altri nomi responsabili di questa mastodontica opera pubblica c’è anche Mauro Della Giovampaola, coordinatore dei lavori dell’Auditorium (anche lui arrestato per gli appalti della protezione civile). Accanto al suo, c’è anche il nome di Riccardo Micciché, anche lui finito nello stesso scandalo. Scrivono di quest’ultimo i Ros di Firenze per la vicenda G8: “il fratello di Riccardo Micciché, Fabrizio, è responsabile tecnico della ditta “Giusylenia srl”, impresa sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina, accusata di aver favorito la latitanza di Giovanni Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano”. (Giuseppe Caporale, Repubblica.it, 20 aprile 2011)

 

“De Santis non è mai venuto a Isernia. L’ho visto una sola volta in tutta la mia vita. Ma chi sono questi personaggi? Queste domande nemmeno la Procura della Repubblica. Non sapete di che cazzo parlate. Questa è la verità, non sapete di che cosa state parlando. Non lo sapete. Queste persone operavano a Roma, facevano parte dell’unità di missione che ha curato il progetto di Isernia, insieme agli altri. Chi doveva firmare queste cose?”. (Gabriele Melogli, sindaco di Isernia, malitalia.it, 3 giugno 2011)

Carta Canta, luglio 2011

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Massimo Sabatino

Finalità mafiosa

Massimo Sabatino

Massimo Sabatino

Finalità mafiosa

9 luglio 2011 (malitalia.it)

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)
“E’ la prima volta che l’Autorità giudiziaria di Campobasso afferma con una sentenza definitiva l’aggravante di un reato con la finalità mafiosa commesso in Campobasso. Abbiamo fatto la nostra parte fino in fondo”. E’ soddisfatto il Procuratore della Dda di Campobasso Armando D’Alterio. Il magistrato tenace del caso Siani. Nella sentenza del 5 maggio scorso si parla chiaramente di “carattere mafioso del movente che spinse il Sabatino”, su mandato di Carlo Cosco (ex convivente di Lea Garofalo) ad introdursi nell’abitazione della donna a Campobasso. Lea Garofalo andava punita per la sua collaborazione. Era il 5 maggio 2009. L’ex convivente di Carlo Cosco, residente in una casa in affitto in via S. Antonio Abate a Campobasso, (dove viveva con la figlia Denise) riceve la visita di un pluripregiudicato di Pagani (Massimo Sabatino) mandato dal suo ex compagno, il padre di Denise. Il piano era stato studiato nei minimi particolari. Nella casa c’era bisogno di un idraulico. Il Cosco era a conoscenza del guasto alla lavatrice delle due donne. Quale momento migliore per attuare il suo piano criminale? Il Cosco era impegnato nella scalata ai vertici del clan. “Doveva essere considerato estremamente pericoloso – si legge nella sentenza – poichè determinato ad eliminare ogni ostacolo materiale si frapponesse a tale ascesa, e, primo fra tutti, la presenza, ai vertici del clan, proprio di quei Garofalo, che dovevano cadere sotto i suoi colpi”. Erano un serio ostacolo le rivelazioni di Lea nei due processi contro la ‘ndrangheta di Petilia Policastro (Kr). Uno relativo all’uccisione di suo fratello Floriano. L’altro per l’uccisione di Antonio Comberiati. Fatto di cronaca consumato a Milano nel 1995. (“Omicidi nei quali il Cosco aveva svolto un ruolo di primo piano, nell’ottica di conquista dei vertici del clan, e della egemonia del territorio”).Proprio a Milano fanno affari e risiedono molti esponenti della famiglia Cosco. A Milano Lea Garofalo è stata rapita, interrogata e sciolta nell’acido. A Milano è iniziato il processo che vede alla sbarra sei imputati. Il padre di Denise (Carlo Cosco), gli zii Vito (il protagonista della strage di Rozzano) e Giuseppe (detto Smith, ha gestito il traffico di droga a Milano e “sembra essere il responsabile dell’omicidio Comberiati”), Carmine Venturino, Rosario Curcio e Massimo Sabatino. Sempre a Milano la piccola Denise ha deciso di testimoniare, costituendosi parte civile. “Chi ha ucciso mia madre deve pagare, solo allora mi sentirò libera per ricominciare”. Il primo tentativo di sequestro, organizzato per costringere la vittima a riferire i contenuti, segreti, della collaborazione e per punirla, non va a buon fine. Il Sabatino, condannato definitivamente a sei anni di carcere (con rito abbreviato), non porta a termine la missione. Viene incalzato dalla coraggiosa Lea. Che non ci vede chiaro. Inizia a fare domande, scoprendo l’inganno. Il falso elettrotecnico Sabatino aggredisce la donna tentando di immobilizzarla e di soffocarla. Ma non ci riesce. “Non solo per la pronta reazione della vittima, ma anche per l’intervento della figlia Denise”. Il piano salta. Viene rinviato. Carlo Cosco e Massimo Sabatino (uno dei luoghi tenenti della famiglia) verranno arrestati il 4 febbraio del 2010 dai militari del Nor della compagnia carabinieri di Campobasso. Il primo a Petilia Policastro e il secondo a Milano. “Avevano messo in atto – queste le parole utilizzate durante la conferenza stampa del febbraio 2010 – un reato tipicamente mafioso, cercando di restare nell’anonimato. Ma non ci sono riusciti”.

Dopo due anni esatti dal fatto è arrivata la condanna definitiva per Massimo Sabatino. Sei anni di reclusione con interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e legale per la durata della pena. Per tentato sequestro di persona e lesioni volontarie. Reati commessi su mandato di Carlo Cosco. Una sentenza arrivata grazie all’importante lavoro dei magistrati della Procura di Campobasso, coordinati e diretti dal capo della Dda Armando D’Alterio. Che, dal primo momento, ha cercato di capire quale fosse il senso di quella aggressione misteriosa verificatasi nel maggio 2009 nel capoluogo di Regione. Il lavoro è stato svolto, ha tenuto a sottolinearlo D’Alterio, “in coordinamento con la Procura nazionale nella persona del Procuratore Pietro Grasso e della dottoressa Vittoria De Simone. Abbiamo chiesto e ottenuto riunioni di coordinamento con i colleghi milanesi, con i colleghi della Dda calabrese per uno scambio di informazioni e di supporto investigativo, ma anche ideativo, che secondo noi è alla base di questo primo risultato definitivo che abbiamo ottenuto”. La prima sentenza non definitiva era già stata trasmessa alla Procura di Milano. “Ci apprestiamo a trasmettere – ha continuato il Procuratore Armando D’Alterio – anche quella definitiva che sicuramente potrà essere acquisita a quel dibattimento. Riteniamo che questa sia una pietra miliare anche per quel processo”. In Molise, con l’arrivo di Armando D’Alterio, si respira una nuova aria. Si comincia a fare sul serio.

malitalia.it

http://www.malitalia.it/2011/07/finalita-mafiosa/

il-volto-di-gomorra

IL VOLTO DI GOMORRA – Da Casal di Principe al Molise. Cosa fare per riaffermare la Legalità?

il-volto-di-gomorra

Copertina Il volto di gomorra

Per la Legalità, per la Democrazia…

… per un’Italia e un MOLISE migliore

 IL VOLTO DI GOMORRA

Da Casal di Principe al Molise. Cosa fare per riaffermare la Legalità?

 

Il giornalista Paolo DE CHIARA intervista:

 

Michele MIGNOGNA (giornalista)

Paolo ALBANO (procuratore capo Procura della Repubblica di Isernia)

Armando D’ALTERIO (procuratore capo Dda Campobasso)

 

Nicola BALDIERI

(giornalista e autore “Il volto di Gomorra”)

 

 

SALUTI: Salvatore TORRE (questore di Isernia)

ISERNIA venerdì 15 luglio  2011- ore 18.00

piazza San Pietro Celestino V (Fontana Fraterna)

 


Sciascia diceva: “I mafiosi odiano i magistrati che ricordano”. I Casalesi odiano anche gli scrittori che fanno conoscere a tutto il mondo il loro vero volto.
Franco Roberti, coordinatore della Dda di Napoli

Il volto della camorra. In questo volume che mescola sapientemente la crudezza e la realtà delle immagini a commenti pertinenti, torniamo a parlare dell’agro aversano, reso famoso, per l’appunto, dal coraggio di scrittori e magistrati che hanno mostrato il vero volto di queste zone, un tempo conosciute dal grande pubblico solo ed esclusivamente per la produzione della famigerata mozzarella di bufala campana. Casal di Principe è oggi riconosciuta come il centro delle attività criminali della camorra. […]. Il lavoro si sviluppa su 12 capitoli che si chiudono con uno sguardo di speranza grazie alle testimonianze dell’associazionismo per la riaffermazione della legalità. Con Il volto della camorra, Baldieri e Franzinelli hanno consegnato alla società un’altra dimostrazione del coraggio di coloro che credono nella giustizia.

Il volto di Gomorra di Mimmo Franzinelli e Nicola Baldieri, Mondadori Electa

 

 

Saranno presenti: le MAMME PER LA SALUTE (Venafro), ARCI Isernia e le AGENDE ROSSE di PAOLO BORSELLINO.

 

 

Per info: dechiarapaolo@gmail.com - http://paolodechiaraisernia.splinder.com/
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