Paolo De Chiara

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L’ex Prefetto di Campobasso, Stasi: “il semplice legame di parentela non può essere sufficiente per negare il rilascio del certificato antimafia”

Maria Elena Stasi

Maria Elena Stasi


Nella conferenza stampa che ha preceduto l’incontro era presente anche il discusso sottosegretario Nicola Cosentino. “E’ il coordinatore regionale, come sappiamo, del Popolo delle Libertà. Per quell’articolo sull’Espresso ripreso successivamente dal quotidiano Il Mattino ho sporto querela regolarmente”.

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)
Maria Elena Stasi, oggi onorevole per il PdL, è stata prefetto di Campobasso. Abbiamo deciso di incontrarla presso il suo quartier generale a Napoli, al primo piano dell’Hotel Mediterraneo, dove sta portando avanti la sua campagna elettorale per le Europee. Eletta nel 2008 inParlamento, ha svolto la sua carriera prefettizia prevalentemente in Campania, con brevi parentesi in Molise e in Calabria. Nel corso della carriera è stata nominata commissario straordinario per la gestione provvisoria degli Enti presso i comuni di Meta, Saviano, Cercola, Massa di Somma, Nola, Frattamaggiore, Calvizzano, Ottaviano, S’Antimo, Forio d’Ischia, Casamicciola, Ischia, Bacoli, Acerra, Castellammare di Stabia, Napoli, Vibo Valentia e Caserta.
Dopo la sua lunga esperienza nelle varie prefetture d’Italia è arrivata la politica attiva. Dal 2008 è parlamentare del PdL. Ora la candidatura alle Europee. Perché questa scelta?
“Sono stata invitata a candidarmi. Siccome amo le novità e le nuove sfide l’idea di poter vivere anche l’esperienza parlamentare a livello comunitario chiaramente mi affascina, la vedo come una nuova sfida. Come la possibilità di ampliare ancora di più i miei orizzonti. Sono passata da un livello provinciale, che era l’attività tipica del mio lavoro precedente. Durante quel periodo ho avuto anche molte esperienze di amministrazioni locali, di Comuni sciolti anche per infiltrazioni camorristiche, ma anche per motivi ordinari. Sono passata da un anno ad occuparmi a livello nazionale. Avere l’opportunità di vivere l’esperienza da europarlamentare sicuramente lo vedo come un completamento”.
Qualche giorno fa Lei ha dichiarato: “L’Europa può e deve esercitare un ruolo più incisivo nel campo dell’immigrazione e della sicurezza”. Anche il presidente dei Vescovi italiani, Angelo Bagnasco, ha criticato la politica dei “respingimenti”, dichiarando “è sbagliato respingere gli immigrati”. Cosa ne pensa delle accuse di razzismo rivolte al suo Governo?
“Sappiamo che il nostro Governo non è per nulla razzista. Il nostro Governo dice accettiamo gli immigrati che possono essere integrati nella nostra società. Purtroppo i problemi negli altri Paesi solo tali e tanti che potremmo essere anche sommersi da questa ondata di immigrati quindi con uno sconvolgimento anche per la nostra popolazione. E’ giusto che noi aiutiamo chi viene, chi possiamo integrare e magari cercare delle politiche di aiuto umanitario nei confronti degli altri che, però, non possiamo consentirci di accogliere nei nostri Paesi”.
Perché una candidata conosciuta per la sua attività di prefetto è stata inserita all’ultimo posto (18°) nella circoscrizione Sud, dopo Mastella, il ‘molisano’ Patriciello e una showgirl (Barbara Matera)?
“Si tratta di una lista con le preferenze. Poi la nostra lista è per ordine alfabetico, tranne i capolista Berlusconi e Tatarella. Il mio cognome inizia per ‘s’. Ecco perché sono l’ultima della lista”.
E’ giusta la scelta di Berlusconi di essere capolista in tutta Italia?
“Certamente. Sappiamo che il nostro leader è carismatico, quindi, il suo nome rafforza l’identità del nostro partito e la gente vuole e gli piace contrassegnare il simbolo con scritto Berlusconi ed averlo come capolista”.
Lei è stata anche prefetto di Campobasso. Ha potuto conoscere il Molise e i suoi abitanti. Questa terra, definita “un’isola felice” sta diventando una meta preferita delle organizzazioni criminali. Molti rapporti parlano di infiltrazioni e, proprio, qualche giorno fa, si è registrato un blitz a Cantalupo, dove sono stati sequestrati al boss di Sant’Anastasia, Antonio Panico, beni per un valore di due milioni di euro. Il Molise è diventata una Regione a rischio?
“Io purtroppo ho fatto il prefetto a Campobasso soltanto per un mese. Quindi non posso dire di avere approfondito la conoscenza di quella Regione. Mi sembra, non credo di sbagliare se affermo che quella provincia è del tutto indenne da infiltrazioni. L’unica provincia del Molise che risente delle infiltrazioni è, appunto, l’isernina. Per la sua vicinanza estrema con la Regione Campania, che, tradizionalmente, è terra di criminalità organizzata”.
Lei è ritenuta molto vicina, politicamente, al sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Proprio l’Espresso, con il giornalista Marco Lillo, si è occupato dell’Impero Cosentino. (Nel libro della giornalista de Il Mattino Rosaria Capacchione “L’Oro della Camorra” a pag. 161 si legge: “A parlare di lui (Nicola Cosentino, ndr.) come di un politico legato al clan dei Casalesi è Gaetano Vassallo, uno dei protagonisti di vent’anni di gestione di gestione scellerata della raccolta dei rifiuti, che collabora con la giustizia dal 1° aprile 2008, ndr.). E proprio Marco Lillo su l’Espresso afferma che Cosentino è il suo “grande sponsor”. Lei cosa può dirci?
“Cosentino è il coordinatore regionale, come sappiamo, del Popolo delle Libertà. Per quell’articolo sull’Espresso ripreso successivamente dal quotidiano Il Mattino ho sporto querela regolarmente”.
L’articolo è stato ripreso dalla giornalista de Il Mattino Rosaria Capacchione, minacciata di morte dalla camorra?
“Si”.
Dopo l’articolo del settimanale l’Espresso, dove è scritto: “nonostante la sentenza dei giudici il nuovo prefetto Stasi sollecita il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza a riconsiderare il caso. Una procedura che ‘si usa di rado’. Alla fine l’Aversana Petroli (Azienda fondata nel 1975 da Silvio Cosentino, padre di Nicola, con un fatturato di 80 milioni di euro, ndr.) supera lo scoglio dell’antimafia e alle ultime elezioni la Stasi è eletta in posizione blindata alla Camera”, Lei, come ci ha affermato ha querelato, dichiarando: “la documentazione è stata rilasciata sentito il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica all’esito di una lunga istruttoria, dopo che si erano alternate decisioni giudiziarie di segno contrastante”. Come andò la vicenda?
“Parliamo di decisioni giudiziarie di livello amministrativo chiaramente. Non è successo niente di strano. Questa era una società che aveva già avuto un certificato antimafia liberatorio. Successivamente c’erano stati dei dubbi per delle parentele esistenti da sempre, se non mi sbaglio, dei fratelli avevano come mogli delle parenti di persone che avevano avuto problemi per il reato del 416bis. Però, poi, si è valutato che al di là del legame di parentela non c’era nessun indizio che facesse presumere che la ditta non potesse avere questa certificazione antimafia. Quindi è stata rilasciata”.
Però il certificato antimafia fu rifiutato dalla Prefettura di Caserta nel 1997 per ‘amicizie e parentele pericolose di alcuni esponenti della famiglia’. Anche il Tar e il Consiglio di Stato confermarono il giudizio della Prefettura.
“C’è una linea di giurisprudenza che afferma, se vogliamo garantista ma mi sembra in linea con quelli che sono i principi del nostro Ordinamento, che il semplice legame di parentela non può essere sufficiente per negare il rilascio del certificato antimafia”.
Pochi giorni fa Beppe Grillo, durante un’iniziativa pubblica, ha chiesto a Di Pietro di ritirare gli eletti dell’IdV in Campania per far terminare l’esperienza di Bassolino. Anche Lei è dello stesso avviso?
“Abituata ad un ruolo Istituzionale questo tipo di considerazioni politiche preferisco non farle. Gli attacchi personali non mi piacciono. Mi piacciono le considerazioni di carattere obiettivo. La Campania versa in un degrado terribile. Noi sappiamo che come Regione eravamo depressi e lo siamo ancora di più. Evidentemente l’amministrazione regionale non ha svolto il ruolo che doveva svolgere in questi anni”.
Bassolino gridò alla scandalo quando Pisanu, una settimana prima del voto, la nominò Prefetto di Caserta. Lei già ricopriva il ruolo di Commissario al Comune di Caserta dal dicembre 2005. Dopo la sua nomina a prefetto il suo posto di commissario venne preso dal vice Paolino Maddaloni, che dopo poche settimane si candidò a sindaco di Caserta in quota Forza Italia.
“A me non sembra che Bassolino abbia gridato allo scandalo quando sono stata nominata Prefetto di Caserta, perché mi ha sempre espresso la sua stima. Al mio posto non è stato mandato Paolino Maddaloni, era il sub commissario al Comune di Caserta. Io sono stata sostituita, allora Prefetto, perché Caserta è un capoluogo di Regione e, quindi, il Ministero dell’Interno ci tiene a mandare dei prefetti come commissari, dal prefetto Ennio Blasco. Paolino Maddaloni è rimasto a fare il sub commissario finchè poi non si è messo in aspettativa per la candidatura a sindaco di quella città”.
Nella conferenza stampa che ha preceduto questo nostro incontro, dove era presente anche il sottosegretario Nicola Cosentino, Denis Verdini ha affrontato la questione ‘Noemi’. Molti quotidiani, anche esteri, continuano ad approfondire questa vicenda del premier. Il francese Liberation fa esplicito riferimento a un “Monicagate” all’italiana, il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung titola: “Il premier italiano deve chiarire la relazione con una 18enne” e il giornale Usa The Washington Post scrive: “Berlusconi promette di spiegare la relazione con una minorenne”. Lei cosa ne pensa?
“Io sono una donna, sono entrata nell’amministrazione dell’Interno trent’anni fa. Credo che le donne possono tranquillamente svolgere i loro ruoli alla pari degli uomini. Non mi va di rispondere ai pettegolezzi. Sono così presa dalla campagna elettorale che non ho il tempo di pensare a queste cose”.
Questa vicenda è entrata nella campagna elettorale.
“Da parte di certa stampa”.
Da parte di Veronica, ex moglie di Berlusconi.
“Ho molto rispetto per la moglie di Berlusconi, ma sono sue vicende private. Io non la conosco”.
Non è una vicenda privata quando lei, la moglie, dice che il Presidente del Consiglio “frequenta le minorenni” ed è un uomo che “non sta bene”.
“Noi dobbiamo fare un’intervista relativa alla mia candidatura alle Europee”.
Lei è un’Onorevole del PdL. Volevo conoscere solo un suo pensiero.
“Se ne sta parlando troppo. Le cose private rimangano nella sfera privata”.
In caso di elezione cosa sceglierà?
“Sceglierei l’Europarlamento”.
Lei era Prefetto di Caserta quando, nella famosa notte dello spoglio, si bloccarono per tre ore i terminali della prefettura e “ripresero a funzionare dopo l’intervento di una nutrita delegazione dei Ds”. Cosa successe quella notte? Questo è uno degli interrogativi del film di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani ‘Uccidete la Democrazia’. Lei come risponde?
“Lei è in malafede come sembra. Io ero arrivata il 6 di aprile. Avevo esperienza elettorale e non pensavo che fosse un problema gestire quella situazione. In ogni caso avevano cambiato il software. E pare che avesse dato dei problemi come programma. Lo avevano stoppato per resettare il programma da un punto di vista tecnico. Preoccupati per i ritardi è vero che c’è stata un’ampia delegazione di parlamentari esponenti dei Ds che sono entrati. Io proprio per la mia esperienza avevo fatto mettere nella mia stanza un terminale da cui si potevano seguire tutte le operazioni e hanno visto insieme a me che le cose avvenivano con la massima trasparenza e non c’era stato nessun blocco”.
http://paolodechiaraisernia.splinder.com/

INTERVISTA realizzata a Napoli il 28 maggio 2009 durante la campagna elettorale per le Europee per ilSettimanale molisano “Il Volantino.eu”.

Conferenza Stampa con Nicola Cosentino (al centro)

Conferenza Stampa con Nicola Cosentino (al centro)


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