Mese: novembre 2011

IANNACCONE, IL SUD OLTRE DESTRA E SINISTRA

 

Con Noi Sud nasce un nuovo movimento meridionale

“Il Meridione ne ha bisogno. Non ci riconosciamo nelle vecchie categorie politiche ma diamo fiducia al governo”

 

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“La neo componente politica Grande Sud nasce con l’obiettivo di dare voce e forza alle istanze del territorio meridionale in Parlamento”. Questo il concetto espresso nei giorni scorsi dal vice-presidente del gruppo misto Grande Sud Arturo Iannaccone. Abbiamo avvicinato il parlamentare avellinese, oggi segretario nazionale di Noi Sud Eletto alla Camera dei Deputati con il Movimento per l’Autonomia di Raffaele Lombardo nel 2008, ne è fuoriuscito due anni dopo per “il ribaltone in Sicilia che ha portato al governo regionale una coalizione di centro sinistra“.

Lei è uno dei fondatori di questo nuovo movimento meridionale, Noi Sud. Il Paese davvero ha bisogno di un nuovo partito del mezzogiorno?
Il sud ne ha bisogno, perché da anni la questione meridionale non è stata affrontata con determinazione dai partiti nazionali e avendone bisogno il sud, ne ha bisogno l’Italia.

Esistono altri partiti che portano avanti la storica questione meridionale.
Ad esempio?

Ad esempio Io Sud. Proprio la senatrice Adriana Poli Bortone, presidente del movimento, ha affermato: “è vergognoso che un progetto bello, arioso, dinamico e moderno come quello del Grande Sud debba essere svilito da chi, come Iannaccone, pretende di ragionare con sistemi della parte peggiore della prima Repubblica”.
Forse la senatrice Poli Bortone ha interpretato male il senso della costituzione della componente parlamentare alla Camera da parte nostra. Noi vogliamo dar vita ad un partito realmente sudista, federale che valorizza i territori e le classi dirigenti locali. Siamo fortemente contrari a qualunque tipo di partito proprietario. Chi vuole organizzare un partito così non lo può fare con noi.

Esiste un gruppo di partiti che rappresentano il sud del Paese, ma la scena sembra molto frammentaria. Al contrario della Lega che ancora riesce ad essere compatta al Nord. Lei cosa può dirci?
Bisogna fare esattamente come la Lega. Un partito del sud può avere un notevole successo elettorale anche al nord. Non dobbiamo dimenticare che esiste un sud nel nord Italia costituito dalle tante comunità meridionali che sono presenti al nord.

Centro-sinistra o centro-destra. Qual’è la vostra posizione? 
Queste categorie sono superate. Noi mettiamo al centro gli interessi del sud e le alleanze saranno naturali quando si dovrà discutere di programmi. La mia idea è che, se la Lega ha ottenuto il federalismo con il centro-destra, si può raggiungere il superamento della questione meridionale con lo stesso tipo di alleanza. Ma questo non vuol dire che non ci possano essere valutazioni diverse se si dovessero trovare più sensibilità e più attenzioni.

Scelte dettate quindi da opportunità politiche?
Noi mettiamo al centro della nostra azione politica e delle nostre alleanze la questione meridionale. Quando troveremo le convergenze che ci consentiranno di dare risposte concrete ai nostri territori allora realizzeremo le alleanze. Attualmente siamo stati eletti in maggioranza, in questo quadro politico, e sosterremo questo quadro politico fino alla fine.

A parte una questione meridionale mai risolta dall’Unità d’Italia e utilizzata spesso e volentieri come uno spot per prendere voti, quali sono gli altri punti della vostra azione politica?
Noi difendiamo i valori della vita, riteniamo che ci sia la centralità assoluta della famiglia nel nostro sistema e che bisogna garantire tutti i servizi essenziali come l’istruzione, la sanità. Siamo per un sistema pubblico che possa essere sempre più efficiente e competitivo.

In Molise avete raggiunto, alle ultime regionali, il 7.96% in provincia di Campobasso e il 2.93% in provincia di Isernia, eleggendo due consiglieri regionali (Chieffo e D’Aimmo). 
Abbiamo ottenuto un voto trasversale. Sicuramente abbiamo preso voti nell’ambito del centro-destra, ma i voti sono arrivati anche dalla sinistra. Gli elettori molisani si sono riconosciuti nei loro candidati e nella grande proposta politica di un partito del sud che può consentire al Molise di riscattarsi rispetto a una condizione di difficoltà.

Alle regionali in Molise (16 e 17 ottobre scorso) avete candidato nelle vostre liste un certo Pietro Pasquale. Leggo un’agenzia dell’Ansa del 1993: “consigliere regionale democristiano e presidente della prima commissione permanente del consiglio regionale del Molise, è stato arrestato a Campobasso” perché accusato dei reati di corruzione, truffa aggravata, abuso in atti d’ufficio e turbativa d’asta. Come scegliete i vostri candidati? 
Personalmente non sono al corrente di questa candidatura. Ma se i nostri referenti locali hanno ritenuto di inserire tra i vari candidati anche questo ex consigliere regionale penso che lo abbiano fatto a ragion veduta.

Come vi ponete di fronte a una crisi politica, sociale ed economica che sta attraversando il Paese?
Riteniamo che gli impegni assunti da Berlusconi nella famosa lettera con l’Unione Europea ci possano consentire di affrontare la crisi. Ritengo che questo Governo abbia fatto tutto ciò che era possibile fare nell’interesse dell’Italia e degli italiani

Avete i numeri per rispettare gli impegni presi in sede europea?
Li verificheremo.

Cioè?
C’è una situazione molto incerta. Noi siamo certi nel dare fiducia ancora al Governo.

E’ positivo, quindi, il giudizio sul Governo Berlusconi.
Positivo sul Governo e soprattutto sugli impegni che sono stati assunti in sede europea. Siamo convinti che solo questo Governo possa mantenere fede agli impegni assunti.

Tutti chiedono, compreso Bossi, un passo indietro di Berlusconi. Voi cosa chiedete?
Pronunciamenti ufficiali non esistono. Tutte le dichiarazioni riportate sui giornali fanno parte del dibattito quotidiano, nel quale emergono anche posizioni contraddittorie. Ritengo che l’asse all’interno della maggioranza non si sia incrinato. Doverosamente bisogna verificare se questo Governo ha la maggioranza in aula, dopodiché valuteremo insieme ai nostri alleati futuri scenari. In assenza di un voto di sfiducia da parte del Parlamento non si può né parlare di altro presidente del Consiglio né di altro governo né di un’altra maggioranza.

Se dovesse cadere Berlusconi voi siete per le elezioni anticipate?
La strada più lineare è questa.

Con questa legge elettorale, così potrete decidere voi chi mandare in Parlamento a rappresentare i cittadini?
Noi siamo per cambiarla la legge elettorale, ma non è responsabilità nostra. Altri stanno facendo tutto il possibile per destabilizzare il quadro politico e per andare al voto anticipato senza dare il tempo a questo parlamento di fare una riforma elettorale o agli elettori di esprimersi attraverso il referendum. Io voterei a favore del ripristino del ’Mattarellum’.

Come commenta le affermazioni di Salvini (“Il Pdl non esiste. Sul territorio ha fatto andare avanti certa gente, che pensa solo agli affari suoi”) e di Zaia (“Il Governo non può andare sempre alla conta”)?
Non commento le dichiarazioni dei singoli

Nemmeno quelle di Crosetto che insulta il premier?
Non commento affermazioni o pratiche pronunciate in maniera privata. Commento solo dichiarazioni ufficiali.

Il ’Financial Times’ scrive: “Gli italiani si diano una mano per primi. E potrebbero cominciare cacciando il premier Silvio Berlusconi”, mentre per il Financial Times Deutschland “Berlusconi è la crisi in persona”. Nemmeno queste affermazioni commenta?
Paghiamo una tradizionale avversione di alcuni Paesi europei nei nostri confronti, che vogliono vincere con noi la competizione economica, le sfide produttive e che ci hanno sempre visto con il fumo negli occhi. La cosa grave è che ci sia in Italia chi fa sponda a queste posizioni anti italiane, invece di difendere il nostro Paese. Abbiamo il dovere di difendere l’Italia e gli italiani.

da Lindro.it

http://www.lindro.it/Iannaccone-il-Sud-oltre-destra-e,4300#.TrronfRCqdA

Giovandomenico Lepore

SE NON FOSSIMO IL PAESE CHE SIAMO… con il Procuratore di Napoli LEPORE

Giovandomenico Lepore

Giovandomenico Lepore


Per la Legalità, per la Democrazia…

… per un’Italia e un MOLISE migliore

SE NON FOSSIMO IL PAESE CHE SIAMO…

Cosa fare per riaffermare la Cultura della Legalità

 

Il giornalista Paolo DE CHIARA incontra:

Lorenzo DIANA

(Coord. Nazionale RETE PER LA LEGALITA’ – Ass. Antiracket e Antiusura)

Enrico TEDESCO

(Segretario generale Fondazione POL.I.S.)

 Rossana VENDITTI

(Sostituto procuratore della Repubblica di Campobasso)

Vincenzo SINISCALCHI

(Avvocato, già parlamentare e componente CSM)


Armando D’ALTERIO

(Procuratore capo Dda Campobasso)

 Giovandomenico

LEPORE

(Procuratore della Repubblica di Napoli)

 

SALUTI: Paolo ALBANO (Proc. della Repubblica di Isernia);  Guido GHIONNI (Pres. Tribunale Isernia)

 ISERNIA giovedì 17 novembre 2011 – ore 18.00

Aula Magna ITIS “E. Mattei”, viale dei Pentri

 

Per info: dechiarapaolo@gmail.comhttp://paolodechiaraisernia.splinder.com/

LA PIOGGIA SCENDE, LA BENZINA SALE

Il terzo aumento di prezzo in pochi mesi per l’alluvione in Liguria

Codacons: “scelta scorretta dal punto di vista economico”. Cer: “necessaria un’assicurazione obbligatoria”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Irragionevolezza del provvedimento”, “maxi-tassa occulta”, “scelta scorretta dal punto di vista economico”, “effetti economici distorsivi”. Questi alcuni termini utilizzati dal presidente del Codacons Carlo Rienzi in merito all’aumento della benzina (il terzo in pochi mesi), deciso dal Governo nazionale per l’emergenza delle alluvioni in Liguria e Toscana.

I prezzi continuano a crescere a danno dei consumatori. Secondo il Codacons, il pieno sarà più caro di 25,6 euro rispetto allo scorso anno (per le auto a benzina) e di 27,4 euro (per le auto a diesel). Una “stangata teorica pari a 3,2 miliardi di euro”. La decisione del Consiglio dei Ministri dello scorso 28 ottobre (entrata in vigore il 1° novembre), secondo il Codacons, è in contrasto con l’articolo 53 della Costituzione (“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva”) e con i principi europei.

L’aumento è previsto fino al prossimo 31 dicembre. Ma, sino ad oggi, queste misure temporanee non sono mai state rimosse. Emblematico fu l’aumento dell’accise per la tragedia del Vajont nel 1963 (1900 vittime). Dieci lire per ogni litro di benzina che, da50anni, gli italiani pagano quando fanno rifornimento. Soldi mai utilizzati per il rilancio di quel territorio.

Oggi esiste anche un contenzioso legale tra lo Stato e la Provincia di Belluno. Altri esempi non mancano. Come per il Molise, dove l’accise sulla benzina è stata aumentata per il dissesto, causato dalla malapolitica, nella sanità pubblica. Precedenti rincari sulla benzina sono stati utilizzati, a livello nazionale, (+0,19 centesimi al litro) per finanziare il Fondo Unico per lo Spettacolo (Fus) e per “fronteggiare lo stato di emergenza umanitaria nel territorio nazionale determinato dall’eccezionale afflusso di cittadini appartenenti a Paesi del Nord Africa” con un aumento di 4 centesimi a litro (determinazione dirigenziale dell’Agenzia delle Dogane, su direttiva dell’Ufficio del coordinamento legislativo Finanza). Il Codacons si è rivolto, con un ricorso, al Tar del Lazio.

Abbiamo contattato il presidente Carlo Rienzi per capire i movimenti del coordinamento delle associazioni per la tutela dei diritti di utenti e consumatori. “Faremo ricorso al Tar contro questo aumento perché c’è un principio europeo che dice che solo se si usa si paga.Non possiamo pagare l’alluvione con i soldi di quelli che prendono la macchina e fanno benzina. Non c’è questo principio di solidarietà per cui io compro la benzina per pagare l’alluvione. E’ un principio che è stato già bocciato dai giudici amministrativi in occasione degli aumenti dei pedaggi dell’Anas”. Ma cosa accade con l’aumento dell’accisa post alluvione? “L’aumento delle accise sulla benzina fanno aumentare tutti i prezzi. Fanno aumentare l’inflazione, fa aumentare tutti i problemi della gente e fanno diminuire il valore delle pensioni e degli stipendi. E’ un effetto terribile”. Il Codacons è chiaro su un punto: “le popolazioni colpite da alluvione vanno sicuramente aiutate ma il Governo deve recepire altrove i fondi”. Il provvedimento uscito dal consiglio dei ministri viene etichettato da Rienzicome una “maxi-tassa occulta”.

Che significa? “La tassa non è tanto occulta – ha spiegato il presidente del Codacons – perché in realtà è molto dichiarata. Occulta vuol dire che mentre si pensa che sia un centesimo, nella realtà si porta l’aumento sul latte, sul pane, la carne e su tutto quello che viene trasportato con i tir che vanno a benzina”.

E il principio costituzionale dell’articolo 53? “Saltano tutti i principi costituzionali. Non c’è nessun collegamento tra il guadagno o la ricchezza o il patrimonio delle persone e la tassa da pagare”. Per adesso resta il ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio. “Ci aspettiamo – ha concluso Rienzi – di annullare questa accise. Se siamo tutti compatti a lottare su queste cose qualche cosa otterremo”. Tutti compatti che significa? “Nel senso di tutti i cittadini, tutti coloro che sostengono queste azioni”.

Già in passato, come ha ricordato Rienzi, si era registrato il tentativo di aumentare i pedaggi autostradali. Decisione sonoramente bocciata dal Tar e dal Consiglio di Stato. Ma perché in Italia funziona così? Perché pagano solo alcuni cittadini (chi guida un’automobile, chi fuma) in caso di calamità naturali? Il Governo nazionale non ha riserve da utilizzare in caso di necessità? Lo abbiamo chiesto al direttore del Cer (Centro Europa Ricerche) StefanoFantacone. Favorevole “dal punto di vista concettuale” al provvedimento. Siamo partiti proprio dall’aumento dell’accise deciso dal consiglio dei ministri lo scorso 28 ottobre. E’ una tassa solo per alcuni? Per Fantacone: “sicuramente si. E’ una tassa di scopo che dovrebbe andare a compensare i costi”. Ma in Italia non esistono fondi per l’emergenza? “Non esiste in generale un fondo per coprire questi fatti. Non ci sono fondi disponibili. L’unico fondo è per le politiche economiche. Visto che questo Paese è soggetto a questo tipo di eventi sarebbe opportuno stipulare un’assicurazione obbligatoria che riguardi tutti, per risparmiare e per avere coperture su questi eventi. In altri Paesi esiste questa assicurazione”. Perché è giusto aumentare l’accise? “E’ una forma di solidarietà. E’ giusto coinvolgere tutti. L’accise sulla benzina ha un gettito certo, dove si va abitualmente a spremere in questi casi. Poi tutti hanno la macchina in Italia”. Anche questa accise farà la fine delle altre, mai rimosse? “E’ un provvedimento temporaneo. E’ chiaro che si potrebbe far finta di niente per tenerla in vigore. Bisognerà ricordare al Governo il suo impegno”. Questa è una misura che ribadisce lo statoemergenziale dei conti pubblici? “Assolutamente si. In altri periodi sarebbe stato più facile rinunciare a un altro tipo di spesa. Al momento il bilancio è in assoluta emergenza”.

da Lindro.it 

http://www.lindro.it/La-pioggia-scende-la-benzina-sale,4272#.TrmPLfRCqdA

GIOVANI IN FUGA DAL MOLISE

Per lo Svimez il tasso di disoccupazione si avvicina al 22%

Su 100 laureati, 26 sono inattivi. Cgil: “una buona parte scappa via da qui”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Ci occuperemo dei giovani molisani”. Questo l’annuncio del presidente della Regione Molise, Michele Iorio, poche ore dopo la sua terza rielezione (18 ottobre 2011). Davanti alle telecamere non ha avuto dubbi: “i giovani sono la priorità per il Molise“. Eppure sono in tanti ad interrogarlo (e adi interrogarsi) su cosa è stato fatto in questi dieci anni di governo di centro-destra? O meglio, su cosa non è stato fatto? Perché non si è pensato prima ai giovani molisani? “La situazione è drammatica – ha spiegato Antonello Miccoli, responsabile del mercato del lavoro della Cgil molisana – per i giovani precari. Tredicimila sono atipici in questa Regione”. E per quelli che da tempo hanno deciso di abbandonare il Molise? “Stanno continuando a impoverire la Regione. Una buona fetta di giovani scappa da questa Regione”.

Scappa perché in Molise la parola ’giovani’ è spesso soltanto uno spot elettorale. Per quel becero clientelismo che ha abituato molte persone ad accontentarsi di pochi mesi di lavoro. Per l’ex segretario regionale della Cgil, Rino Ziccardi: “siamo di fronte unicamente ad una politica del lavoro virtuale fatta di annunci, conferenze stampa, parole roboanti che non incidono sui termini del problema. Non si crea lavoro, quel poco esistente si sta perdendo con la crisi industriale in atto, i giovani escono fuori regione determinando così l’impoverimento della nostra terra”. Ecco un primo dato. Il Molise, dall’Unità d’Italia a oggi, ha mantenuto lo stesso numero di abitanti (320mila). Si organizzano stage, borse lavoro, corsi di formazione, si fanno contratti di pochi mesi.

Il Presidente Michele Picciano (Pdl), non rieletto, è stato rinviato a giudizio per voto di scambio. Secondo l’accusa, Picciano (all’epoca dei fatti assessore regionale) avrebbe concesso 75 borse di studio, cercando in cambio un appoggio per la campagna elettorale del 2006. Ma qual è la situazione in Molise? Sono preoccupanti i dati sull’occupazione giovanile dell’Italia meridionale diffusi dallo Svimez (anticipazione del Rapporto sull’economia del Mezzogiorno).

Due giovani del Sud su tre non hanno lavoro. In Molise, una terra identificata dalla classe dirigente come ’isola felice’ il tasso di disoccupazione si avvicina in realtà al 22%. I dati parlano di un tasso di occupazione giovanile (in età compresa fra i 15 e i 34 anni) pari al 36,4%. Per le ragazze si arriva al 27,6%. E i laureati? In Molise su 100 laureati, circa 26 sono inattivi (il 28,5% per le ragazze e il 21,4% per i ragazzi).

Questi sono i dati che fotografano la seconda Regione più piccola d’Italia. La cassa integrazione guadagni è aumentata del 538%, un vero e proprio ostacolo per chi cerca lavoro in questa piccola, ma problematica, Regione. Il Molise è agli ultimi posti per i brevetti ed è l’unica Regione che non ha un distretto industriale. “La situazione – secondo il consigliere regionale di minoranza Massimo Romano – è drammatica sotto il punto di vista culturale, economico e sociale. In Molise non ci sono prospettive credibili per un giovane. Sia per un professionista e sia per chi ha un titolo di studio più basso”. Per il consigliere di minoranza la politica molisana è responsabile di questa situazione. “La politica non ha posto in essere strumenti idonei e ha campato su queste situazioni”. In che modo? “Conviene mantenere le migliori energie della società in una condizione di vassallaggio per una questione clientelare. E’ la politica che crea i vincoli, i ricatti nei confronti dei giovani che sono costretti a rivolgersi all’assessore o al consigliere regionale di turno. E’ possibile che in questa Regione non si facciano concorsi pubblici? E’ possibile che al vertice di Enti sub regionali ci siano i trombati della politica e dei partiti e non giovani che avrebbero l’interesse, la voglia e l’energia di dimostrare le proprie capacità?”.

Ed ecco alcune testimonianze di alcuni giovani molisani. La prima è di un ragazzo di 30anni di Campobasso (che chiameremo Luca), costretto a lasciare il Molise per non sottomettersi al politico di turno. “A trent’anni, laurea in Giurisprudenza e abilitazione all’esercizio della professione forense, visto che nella mia Regione tutto era riservato al collocamento gestito dai politici, sono andato prima a Sondrio e poi a Milano a lavorare per un’assicurazione. Stipendio discreto se fossi stato in Molise, a Milano un terzo andava via per un bilocale modesto in una zona modesta. Sono tornato al paesello. Ho constatato quanto è amaro vivere di paghetta, non avere la minima possibilità di pensare a mettere su famiglia, comprare una casa e vivere da adulto. Non si contano le domande di lavoro fatte per tutte le zone d’Italia, sono pronto di nuovo a spostarmi dove ci sia un lavoro. Sono inferocito per la gestione clientelare degli impieghi in Regione, con qualunque tipo di contratto sono sistemati i protetti e i conoscenti dei politici, senza merito né qualità. A che è valso aver frequentato un’università costosissima romana, seria e con ottimi docenti, se poi per guadagnare la pagnotta serve il politico del posto?”.

Questa la testimonianza di Marco (nome di fantasia), un ragazzo di 28 anni di Campobasso, che ha deciso di restare in Molise, ma senza fortuna: “ho lavorato per circa 18 mesi come sviluppatore con uno stipendio (se così si può chiamare) da fame e rigorosamente in nero. Mi hanno chiesto di fare dei sacrifici illudendomi di avere un contratto che però non è mai arrivato. Mi trovo disoccupato e con gli stipendi arretrati”. Per Diego (altro nome fittizio),28anni di Isernia, l’esperienza all’estero non è servita a nulla. Dopo aver abbandonato il Molise e l’Italia ha fatto esperienza in Inghilterra: “mi sono laureato in Italia e dopo vari lavori a termine mi sono trasferito in Inghilterra per un impiego meglio retribuito. Ho preso anche una seconda laurea e ho lavorato in due multinazionali. Sono rientrato in Italia credendo che con due lauree, un ottimo inglese ed esperienze lavorative in società multinazionali avrei potuto trovar lavoro. Ma come bisogna fare per poter lavorare in Italia se non si conosce il politico che ti sponsorizza?”. L’ultima testimonianza è del giovane Alessandro (nome vero), 30 anni di Campobasso, per lavoro ha lasciato il Molise. “Ho solo voglia di fare una valigia più grande possibile e andarmene dall’Italia, dal suo sistema culturale e dalle sue politiche sociali. Ho lavorato per anni all’Università nella speranza di un eventuale futuro nel campo della formazione, ma a quanto pare in questo Paese la formazione è una categoria di serie B o C. Spero di trasferirmi negli Usa, dove vige un sistema meritocratico”..

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro www.lindro.it 
e qui ripubblicato per gentile concessione”.
http://www.lindro.it/Giovani-in-fuga-dal-Molise#.TrfqWPRCqdB
Ottavio Balducci

In Molise cambia tutto: arriva l’AEROPORTO

 

Ottavio Balducci

Ottavio Balducci


Nel ‘98 buttati 200milioni di lire per uno studio di fattibilità.

Parla il presidente dell’Avioproject Balducci: “i soldi ci sono ma sono bloccati”

(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)

Scalo aeroportuale del Molise. Ecco l’oggetto della strana delibera regionale (804) del 12 settembre 2011. Uscita fuori un mese prima delle elezioni regionali. Che hanno riconfermato Michele Iorio, Pdl (alla terza legislatura). I riconfermati Iorio (presidente della giunta), Pietracupa (vice presidente) e gli assessori Cavaliere, Di Sandro, Fusco Perrella, Marinelli e Vitagliano non si dovevano limitare all’ordinaria amministrazione? I rappresentanti della giunta hanno operato in maniera legittima? Abbiamo incontrato Ottavio Antonio Balducci, presidente della società a responsabilità limitata AvioProject. Fondata da cinque professionisti di Isernia: Balducci, Gabriele Cristinzio, Antonio De Tora, Fabiano Falcione e Pasquale Di Nezza. Molto attiva per la costruzione dell’Aeroporto del Molise, sostenuta fin dal 2007 dalla stampa locale. Questi alcuni titoli: “Aeroporto, firmato il protocollo di Intesa”, 2007 – “Spicca il volo l’aeroporto del Molise”, 2008 – “Prende quota l’aeroporto del Molise”, 2009 – “Aeroporto, con meno di 100euro si potrà volare in tutta Italia”, 2010 – “Avioproject a Venezia per presentare l’aeroporto del Molise. Grandi consensi per il progetto”, 2011. Il Molise da parecchi anni assiste alla politica dell’annuncio. Non solo sull’aeroporto. Esiste anche un accordo di programma tra la Regione Molise e il Governo nazionale per la realizzazione di un aeroporto nel Comune di Sepino, Campobasso. Nel 1998 (delibera n. 1126) la giunta regionale stanziò 200milioni delle vecchie lire per la redazione di uno studio di fattibilità “per la realizzazione di una struttura aeroportuale”, individuando il consorzio per il nucleo di industrializzazione Campobasso-Bojano quale Ente attuatore. Oggi, la strana delibera, parla di “scalo aeroportuale del Molise”. Ubicato dove? Tra i comuni di Cantalupo nel Sannio, Isernia e San Massimo, Campobasso. Tanto per non scontentare nessuno. Ma si tratta di aeroporto o di aviosuperficie? Scrive l’Enac (ente nazionale per l’aviazione civile) nella relazione di sopralluogo: “la particolare natura del territorio non lascia prevedere che possano raggiungersi livelli significativi da giustificare l’onerosa realizzazione e gestione di un nuovo aeroporto”. Suggerendo “la realizzazione di un’infrastruttura classificata come ‘aviosuperficie’ che, con costi di gestione contenuti, consentirebbe da subito lo sviluppo di un’ampia serie di attività (dai voli d’affari al lavoro aereo, dalla scuola di volo al trasporto pubblico al soccorso sanitario)”. A che punto siamo con l’annunciato “Aeroporto” del Molise? Per Balducci, presidente del consiglio di amministrazione e già consigliere del Comune di Isernia, in quota centro-destra, il grosso è fatto. “Abbiamo costituito una srl, partecipata al 50% dagli Enti locali che sono Comune di Cantalupo e Comune di San Massimo. Che hanno presentato al Ministero delle Infrastrutture, tramite il Provveditorato alle Opere Pubbliche, le domande di finanziamento in una specifica misura dedicata alle opere minori”.
Quantifichiamo i costi.
“Dieci, undici milioni di euro massimo”.

Dove escono?
“Li dà lo Stato a beneficio dei Comuni di Cantalupo e San Massimo. No ad Avioproject. Questi Comuni dovranno conferire l’opera all’Ente che riceverà il beneficio di chi vorrà gestire la struttura”.

Avioproject potrà avere questa possibilità?
“Può concorrere a gestirlo. Per Avioproject lo scopo è quello di costruire l’Aeroporto e avviarlo”.

Esistono altri progetti che riguardano l’Aeroporto del Molise.
“Lo abbiamo scoperto in via incidentale. Diversi studi di fattibilità prevedevano la costruzione dell’Aeroporto addirittura di fronte al sito archeologico di Sepino”.

Quali sono i tempi?“Se i fondi dovessero arrivare oggi, possiamo calcolare 18 mesi per la realizzazione”.

Fine lavori?
“Nel 2014”

Ci sono i soldi?
“Formalmente ci sono”.

La Regione Molise il 12 settembre scorso ha licenziato la delibera 804, con oggetto: “scalo aeroportuale del Molise”.
E’ una presa d’atto”

E’ legittima questa presa d’atto a un mese dalle elezioni regionali (16/17 ottobre 2011, ndr.) e a dodici giorni dalla fine della legislatura (31 agosto 2011, ndr)?
“La delibera è soltanto un atto ricognitivo di quello che di fatto già c’è”.

La costruzione di uno “scalo aeroportuale” rientra nell’ordinaria amministrazione?
“Rientra nell’ordinaria amministrazione perché l’atto di programmazione già prevedeva in quel sito questo tipo di infrastruttura”.

Non Le sembra strano che la delibera viene fatta un mese prima delle elezioni?
“Lo dovete chiedere ai politici”

Lei parla di aeroporto, la delibera regionale parla di “scalo aeroportuale”, la stampa locale definisce questa infrastruttura come aeroporto. Per Avioproject è un aeroporto o un’aviosuperficie? L’Enac nella sua relazione fa una netta distinzione, suggerendo la realizzazione di un’infrastruttura classificata come “aviosuperficie”. 
“Parliamo di un’aviosuperficie che deve avere le caratteristiche di un aeroporto”.

Siamo nella seconda regione più piccola d’Italia. Dove è stato tagliato di tutto: dalla manutenzione delle strade all’assistenza sanitaria agli anziani dagli ospedali pubblici al trasporto locale. Non esistono infrastrutture adeguate. In questo contesto, dove si registra un drammatico buco nella sanità, è necessaria questa costruzione?
“Le risorse per l’aeroporto non vanno ad essere prese dalle risorse regionali. Sono finanziamenti specifici per il Mezzogiorno, per le infrastrutture minori”.

Parliamoci chiaro. La situazione del Molise è disastrosa. Serve questa infrastruttura?
“Credo che l’aeroporto sia l’ultima spiaggia”.

Se fallisce questo progetto, secondo Lei, fallisce l’intera Regione?
“La Regione perde, sicuramente, un’occasione di sviluppo in tempi ragionevoli. Uno non può essere condannato nel Molise a vivere senza infrastrutture”.

A proposito di infrastrutture in Molise: secondo il parlamentare molisano Sabrina De Camillis: “non occorre essere dei grandi pensatori per capire la portata delle infrastrutture che il centro-destra ha ipotizzato per il Molise: l’autostrada Termoli-San Vittore, l’interporto di Termoli, l’aviosuperficie sulla piana matesina, la metropolitana leggera per i comuni limitrofi con il capoluogo regionale”. Sino ad oggi nessuna di queste opere è stata realizzata. Però si continuano ad annunciare le infrastrutture per il Molise.
“Questo significa come verso Avioproject non c’è stata tutta questa attenzione che in qualche modo si vorrebbe far credere che ci sia stata”.

Che significa?
“Avioproject non ha fatto grande pubblicità delle proprie attività, anche perché per arrivare a un progetto definitivo ha dovuto affrontare un bel po’ di lavoro. Quando ha parlato la De Camillis Avioproject era ai primi passi”.

Non arrivano mai queste infrastrutture. Rimane il solo annuncio.
“Abbiamo le peggiori infrastrutture”.

Il sito scelto si trova nel Comune di Cantalupo, in provincia di Isernia e nel Comune di San Massimo, in provincia di Campobasso. Una scelta per non scontentare nessuno?
“No, no. Solo per un fatto tecnico”.

Non si capisce tanto di cosa stiamo parlando. Chi parla di aeroporto e chi di aviosuperficie.
“Io parlo di aviosuperficie con caratteristiche di aeroporto”

Mettetevi d’accordo.
“E’ come dire ‘l’autostrada già c’è, invece è una superstrada”.

Parliamo di due cose differenti.
“Ci sono autostrade dove non si paga il pedaggio. In alcune parti del Nord ci sono. La variante di Venafro ha delle caratteristiche autostradali”.

E’ una superstrada.
“Classificata come superstrada. In Italia ci appassioniamo alle forme e non alle sostanze”.

Ritorniamo ai fatti. Sulla stampa locale leggo: “viene a realizzarsi un sogno per tutti i molisani” Questo è il sogno per i molisani? 
“L’aeroporto è uno strumento per raggiungere il Molise, per andar via dal Molise e per tornarci molto in fretta”.

Basta un’ora di macchina per raggiungere Napoli e due ore per gli aeroporti di Roma.
“Da Venafro sicuramente, da Isernia anche. Ma se parliamo di aree interne della provincia di Campobasso non è assolutamente così”.

Mancano le famose infrastrutture. Si vuol fare l’aeroporto, senza avere le infrastrutture adeguate.
“Ma costano troppo. Per fare l’autostrada si parla di 300milioni di euro”.

Cosa cambia con questa struttura?
“Cambia tutto”.

Mi dia una percentuale per la realizzazione di questo “sogno per i molisani”.
“Siamo convinti che l’aeroporto si farà. Le uniche cose contrarie potrebbero essere soltanto una scelta di revoca per i finanziamenti. Non siamo delle persone che possono finanziare un’opera di questo tipo. Né abbiamo un interesse particolare che ci vendiamo le case per realizzare l’aeroporto del Molise”.

Ci sono i soldi?
“Si. Cinque milioni di euro a Cantalupo e cinque milioni di euro a San Massimo”.

Sino ad oggi non è stata conferita alcuna somma.
“Questo credo che riguardi non soltanto la nostra struttura, ma anche la realizzazione di altre opere”.

Quindi?

“I soldi ci sono, ma sono bloccati”.

da Malitalia.it

Il Molise “riconferma” per la terza volta l’imputato Michele Iorio


(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)

Fino all’ultima scheda. Le elezioni regionali in Molise (16 e 17 ottobre) si sono decise, per adesso, al fotofinish. La competizione elettorale al cardiopalma non sarà facilmente dimenticata. Stati di euforia si sono mescolati a quelli di profonda depressione. Coinvolgendo entrambi gli schieramenti. Da una parte i sostenitori di Michele Iorio (Pdl) e dell’intero centro-destra, che non credevano più nella rimonta e dall’altra lo sfidante Paolo Di Laura Frattura (vittorioso alle primarie, già candidato in passato con Forza Italia) che festeggiava, a scrutini ancora aperti, la vittoria mai arrivata. Tutto faceva pensare a una storica sconfitta per il centro-destra molisano. Composto da sette liste (Pdl, Progetto Molise, Alleanza di centro, Grande Sud, Udeur, Molise Civile e Udc), ma senza l’appoggio del premier Silvio Berlusconi. Eletto parlamentare proprio in Molise, ma tenuto fuori sia dal simbolo che dalla campagna elettorale. Tanti i leader politici del centro-destra venuti in Molise per sostenere Iorio. Ma di Berlusconi nemmeno l’ombra. I “feudi” storici, utilizzati in passato per stracciare gli avversari, sono stati abbattuti anche grazie al voto disgiunto. Molti candidati hanno utilizzato questo metodo di voto. Forse per demolire lo strapotere dello sGovernatore Michele Iorio. Molti erano gli indizi, durante lo spoglio, da far pensare a una debacle del centro-destra. A Campobasso, nel capoluogo di Regione, addirittura è stata chiusa (già durante lo spoglio) la sede politica del Pdl. A Isernia, nella sede provinciale di Forza Italia, si respirava un’aria di sconfitta. I pochi presenti commentavano e analizzavano amaramente i dati che, molto lentamente, arrivavano dalla prefettura. Alle 22.45, in una sezione semi deserta, la sorella di Michele Iorio, Rosetta (assessore ai Lavori Pubblici di Isernia e direttrice del distretto sanitario), salutava i presenti anticipatamente. Dall’altra parte tutti erano pronti per stappare lo spumante. Per festeggiare la vittoria dopo i dieci anni di governo di centro-destra. La forbice tra i due candidati sembrava pendere in favore di Frattura (scelto per le primarie dal duo meravigliao Ruta-Leva, i due dirigenti del Partito Disastrato molisano. Gli stessi due soggetti che con le loro scelte hanno perso tutto quello che si poteva perdere).

Ma era una mera illusione. Alla fine della conta l’inaspettato sorpasso. Per Frattura 87.637 voti (22.858 in provincia di Isernia e 64.779 in provincia di Campobasso), mentre per Iorio 89.142 (28.077 in provincia di Isernia e 61.065 in quella di Campobasso). Per 1.505 voti di differenza Angelo Michele Iorio è stato rieletto per la terza volta alla presidenza della Regione Molise. Una rielezione che deve fare i conti con diversi procedimenti penali in corso, con diverse indagini aperte e con due richieste di rinvio a giudizio. Ma perché il Molise ha scelto nuovamente di affidarsi al centro-destra, rappresentato da Michele Iorio, conosciuto a livello nazionale, soprattutto, per la questione “parentopoli”? (“Tre figli, due fratelli e due cugini e la dinastia Iorio occupò Isernia”, Repubblica 20 febbraio 2009 – “Quanti camici bianchi a casa Iorio”, L’Espresso 10 febbraio 2011). Per il Partito Disorientato del Molise la sconfitta è da addebitare unicamente alla discesa in campo del Movimento 5 Stelle. I grillini, grazie anche all’intervento di Beppe Grillo, hanno racimolato 10.650 preferenze. Una cifra utile per battere il sistema Iorio. Ma gli strateghi (perdenti) dimenticano di citare l’alta percentuale di astensione. Forse da addebitare alla scelta di affidare a Frattura (fino a poco tempo fa molto vicino a Michele Iorio) il futuro di questa Regione? Senza dimenticare il mercato di riparazione fatto prima delle votazioni regionali. Come non citare il non eletto Tony Incollingo (fino a pochi mesi fa parte integrante del centro-destra regionale, oggi nel centrosinistra) e Massimiliano Scarabeo (nelle passate regionali del 2006 eletto nel centro-sinistra, poi passato alla corte di Michele Iorio e oggi non eletto nel centro-sinistra). La colpa, quindi è stata dei “grillini” o di un centro-sinistra che in Molise non è stato capace di fare il proprio dovere? E’ Giovanna Melandri a rispondere il 22 ottobre scorso: “Non penso che si possa dire che abbiamo perso per colpa di Grillo. Abbiamo perso perchè abbiamo fatto degli errori”. Per l’ex segretario provinciale del Pd, Nicola Messere: “in alcuni Comuni il risultato elettorale è stato disastroso. Nel Comune di Trivento dove votano circa 3mila persone, il nostro partito ha raccolto appena 22 voti pari allo 0.75%, queste cose fanno male alla nostra gente. La colpa dei grillini? Ma quando mai”. Perché i cittadini all’originale dovrebbero scegliere la fotocopia? Per ora si attende la proclamazione degli eletti. Ma si continuano a registrare forti polemiche. Anche tra gli organi di informazione. Soprattutto dopo l’inchiesta del sito molisano L’Infiltrato.it, che da giorni si sta occupando dei presunti “brogli elettorali”. La vicenda è definita come il “Watergate molisano”. Al centro della questione i dati riportati sui verbali. Le polemiche non si placano. Il candidato de La Destra Mancini, l’ex vice-sindaco di Isernia cacciato dalla giunta locale per lesa maestà nei confronti di Michele Iorio, ha già annunciato ricorso. “Tutto è molto strano – ha affermato Mancini – nel 2011 non possono accadere queste cose. Valuteremo tutte le strade possibili”. Di che tipo? “Sicuramente ricorreremo contro Romagnuolo (primo eletto con la lista Progetto Molise – 2.882 voti, ndr), contro la lista Molise Civile e contro la lista Iorio, presentata dopo le 12. Ci rivolgeremo anche alla Procura della Repubblica”. Dello stesso avviso anche il riconfermato Michele Petraroia (Pd, primo eletto con 2.839 voti): “si prevedono più ricorsi. Le persone nei seggi hanno riscontrato diverse anomalie. Credo sia scontato che Frattura porti avanti questa tesi. C’è una questione che merita di essere indagata e che riguarda le schede nulle”. Anche Petraroia, che ripesca il caso Di Stasi (l’ex presidente della giunta regionale caduto dopo pochi mesi dall’elezione per un ricorso di un cittadino-elettore) punta il dito contro Nicola Romagnuolo di Progetto Molise “per la controfirma dell’accettazione non conforme alla norma”. Anche sul candidato presidente Frattura pende un ricorso, annunciato a mezzo stampa dal senatore del Pdl Ulisse Di Giacomo, sulla presunta ineleggibilità per un contenzioso aperto nei confronti della Regione. Staremo a vedere, dopo la proclamazione degli eletti (che si prevede tra la fine ottobre e gli inizi di novembre), come finirà questa nuova telenovela, fatta di carte bollate. Per adesso i dirigenti del Partito Disastrato del Molise (sceso sotto il 10% con 17.735 preferenze) ancora non dicono mezza parola né sulla questione dei brogli sollevata subito dopo la fine dello spoglio né in merito alle loro necessarie dimissioni. Il Molise merita una nuova generazione di politici. In questa Regione esiste una classe dirigente che non conosce la parola dimissioni. Necessarie in caso di indagini della magistratura, di rinvii a giudizio e di fallimenti politici. Si continua a far finta di nulla su troppe questioni. Il Molise è la Regione degli sprechi. Della sanità malata. Dei tanti soldi buttati nel cesso. E’ la Regione dove chi ha causato il disastro nella Sanità ne è diventato il commissario. E’ la Regione del terremoto, dell’alluvione e dell’articolo 15. Soldi utilizzati per produrre clientelismo. Quello più becero. E’ la Regione, con 300mila abitanti, che ha dovuto tagliare l’assistenza domiciliare agli anziani, la manutenzione delle strade, il trasporto locale. E’ la Regione che “sogna” l’Aeroporto, senza infrastrutture. E’ la Regione che ha stanziato, con una legge regionale, 300mila euro per alcuni editori. Quelli scelti dal potere politico con un semplice comma, che offre al presidente della giunta il potere di veto per scegliere chi merita i soldi pubblici e chi no. Per comprare il silenzio. Per acquistare il consenso. Quello che fa vincere le elezioni.

da Malitalia.it

http://www.malitalia.it/2011/10/il-molise-%E2%80%9Criconferma%E2%80%9D-per-la-terza-volta-l%E2%80%99imputato-michele-iorio/

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