Giorno: 3 novembre 2011

Ottavio Balducci

In Molise cambia tutto: arriva l’AEROPORTO

 

Ottavio Balducci

Ottavio Balducci


Nel ‘98 buttati 200milioni di lire per uno studio di fattibilità.

Parla il presidente dell’Avioproject Balducci: “i soldi ci sono ma sono bloccati”

(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)

Scalo aeroportuale del Molise. Ecco l’oggetto della strana delibera regionale (804) del 12 settembre 2011. Uscita fuori un mese prima delle elezioni regionali. Che hanno riconfermato Michele Iorio, Pdl (alla terza legislatura). I riconfermati Iorio (presidente della giunta), Pietracupa (vice presidente) e gli assessori Cavaliere, Di Sandro, Fusco Perrella, Marinelli e Vitagliano non si dovevano limitare all’ordinaria amministrazione? I rappresentanti della giunta hanno operato in maniera legittima? Abbiamo incontrato Ottavio Antonio Balducci, presidente della società a responsabilità limitata AvioProject. Fondata da cinque professionisti di Isernia: Balducci, Gabriele Cristinzio, Antonio De Tora, Fabiano Falcione e Pasquale Di Nezza. Molto attiva per la costruzione dell’Aeroporto del Molise, sostenuta fin dal 2007 dalla stampa locale. Questi alcuni titoli: “Aeroporto, firmato il protocollo di Intesa”, 2007 – “Spicca il volo l’aeroporto del Molise”, 2008 – “Prende quota l’aeroporto del Molise”, 2009 – “Aeroporto, con meno di 100euro si potrà volare in tutta Italia”, 2010 – “Avioproject a Venezia per presentare l’aeroporto del Molise. Grandi consensi per il progetto”, 2011. Il Molise da parecchi anni assiste alla politica dell’annuncio. Non solo sull’aeroporto. Esiste anche un accordo di programma tra la Regione Molise e il Governo nazionale per la realizzazione di un aeroporto nel Comune di Sepino, Campobasso. Nel 1998 (delibera n. 1126) la giunta regionale stanziò 200milioni delle vecchie lire per la redazione di uno studio di fattibilità “per la realizzazione di una struttura aeroportuale”, individuando il consorzio per il nucleo di industrializzazione Campobasso-Bojano quale Ente attuatore. Oggi, la strana delibera, parla di “scalo aeroportuale del Molise”. Ubicato dove? Tra i comuni di Cantalupo nel Sannio, Isernia e San Massimo, Campobasso. Tanto per non scontentare nessuno. Ma si tratta di aeroporto o di aviosuperficie? Scrive l’Enac (ente nazionale per l’aviazione civile) nella relazione di sopralluogo: “la particolare natura del territorio non lascia prevedere che possano raggiungersi livelli significativi da giustificare l’onerosa realizzazione e gestione di un nuovo aeroporto”. Suggerendo “la realizzazione di un’infrastruttura classificata come ‘aviosuperficie’ che, con costi di gestione contenuti, consentirebbe da subito lo sviluppo di un’ampia serie di attività (dai voli d’affari al lavoro aereo, dalla scuola di volo al trasporto pubblico al soccorso sanitario)”. A che punto siamo con l’annunciato “Aeroporto” del Molise? Per Balducci, presidente del consiglio di amministrazione e già consigliere del Comune di Isernia, in quota centro-destra, il grosso è fatto. “Abbiamo costituito una srl, partecipata al 50% dagli Enti locali che sono Comune di Cantalupo e Comune di San Massimo. Che hanno presentato al Ministero delle Infrastrutture, tramite il Provveditorato alle Opere Pubbliche, le domande di finanziamento in una specifica misura dedicata alle opere minori”.
Quantifichiamo i costi.
“Dieci, undici milioni di euro massimo”.

Dove escono?
“Li dà lo Stato a beneficio dei Comuni di Cantalupo e San Massimo. No ad Avioproject. Questi Comuni dovranno conferire l’opera all’Ente che riceverà il beneficio di chi vorrà gestire la struttura”.

Avioproject potrà avere questa possibilità?
“Può concorrere a gestirlo. Per Avioproject lo scopo è quello di costruire l’Aeroporto e avviarlo”.

Esistono altri progetti che riguardano l’Aeroporto del Molise.
“Lo abbiamo scoperto in via incidentale. Diversi studi di fattibilità prevedevano la costruzione dell’Aeroporto addirittura di fronte al sito archeologico di Sepino”.

Quali sono i tempi?“Se i fondi dovessero arrivare oggi, possiamo calcolare 18 mesi per la realizzazione”.

Fine lavori?
“Nel 2014”

Ci sono i soldi?
“Formalmente ci sono”.

La Regione Molise il 12 settembre scorso ha licenziato la delibera 804, con oggetto: “scalo aeroportuale del Molise”.
E’ una presa d’atto”

E’ legittima questa presa d’atto a un mese dalle elezioni regionali (16/17 ottobre 2011, ndr.) e a dodici giorni dalla fine della legislatura (31 agosto 2011, ndr)?
“La delibera è soltanto un atto ricognitivo di quello che di fatto già c’è”.

La costruzione di uno “scalo aeroportuale” rientra nell’ordinaria amministrazione?
“Rientra nell’ordinaria amministrazione perché l’atto di programmazione già prevedeva in quel sito questo tipo di infrastruttura”.

Non Le sembra strano che la delibera viene fatta un mese prima delle elezioni?
“Lo dovete chiedere ai politici”

Lei parla di aeroporto, la delibera regionale parla di “scalo aeroportuale”, la stampa locale definisce questa infrastruttura come aeroporto. Per Avioproject è un aeroporto o un’aviosuperficie? L’Enac nella sua relazione fa una netta distinzione, suggerendo la realizzazione di un’infrastruttura classificata come “aviosuperficie”. 
“Parliamo di un’aviosuperficie che deve avere le caratteristiche di un aeroporto”.

Siamo nella seconda regione più piccola d’Italia. Dove è stato tagliato di tutto: dalla manutenzione delle strade all’assistenza sanitaria agli anziani dagli ospedali pubblici al trasporto locale. Non esistono infrastrutture adeguate. In questo contesto, dove si registra un drammatico buco nella sanità, è necessaria questa costruzione?
“Le risorse per l’aeroporto non vanno ad essere prese dalle risorse regionali. Sono finanziamenti specifici per il Mezzogiorno, per le infrastrutture minori”.

Parliamoci chiaro. La situazione del Molise è disastrosa. Serve questa infrastruttura?
“Credo che l’aeroporto sia l’ultima spiaggia”.

Se fallisce questo progetto, secondo Lei, fallisce l’intera Regione?
“La Regione perde, sicuramente, un’occasione di sviluppo in tempi ragionevoli. Uno non può essere condannato nel Molise a vivere senza infrastrutture”.

A proposito di infrastrutture in Molise: secondo il parlamentare molisano Sabrina De Camillis: “non occorre essere dei grandi pensatori per capire la portata delle infrastrutture che il centro-destra ha ipotizzato per il Molise: l’autostrada Termoli-San Vittore, l’interporto di Termoli, l’aviosuperficie sulla piana matesina, la metropolitana leggera per i comuni limitrofi con il capoluogo regionale”. Sino ad oggi nessuna di queste opere è stata realizzata. Però si continuano ad annunciare le infrastrutture per il Molise.
“Questo significa come verso Avioproject non c’è stata tutta questa attenzione che in qualche modo si vorrebbe far credere che ci sia stata”.

Che significa?
“Avioproject non ha fatto grande pubblicità delle proprie attività, anche perché per arrivare a un progetto definitivo ha dovuto affrontare un bel po’ di lavoro. Quando ha parlato la De Camillis Avioproject era ai primi passi”.

Non arrivano mai queste infrastrutture. Rimane il solo annuncio.
“Abbiamo le peggiori infrastrutture”.

Il sito scelto si trova nel Comune di Cantalupo, in provincia di Isernia e nel Comune di San Massimo, in provincia di Campobasso. Una scelta per non scontentare nessuno?
“No, no. Solo per un fatto tecnico”.

Non si capisce tanto di cosa stiamo parlando. Chi parla di aeroporto e chi di aviosuperficie.
“Io parlo di aviosuperficie con caratteristiche di aeroporto”

Mettetevi d’accordo.
“E’ come dire ‘l’autostrada già c’è, invece è una superstrada”.

Parliamo di due cose differenti.
“Ci sono autostrade dove non si paga il pedaggio. In alcune parti del Nord ci sono. La variante di Venafro ha delle caratteristiche autostradali”.

E’ una superstrada.
“Classificata come superstrada. In Italia ci appassioniamo alle forme e non alle sostanze”.

Ritorniamo ai fatti. Sulla stampa locale leggo: “viene a realizzarsi un sogno per tutti i molisani” Questo è il sogno per i molisani? 
“L’aeroporto è uno strumento per raggiungere il Molise, per andar via dal Molise e per tornarci molto in fretta”.

Basta un’ora di macchina per raggiungere Napoli e due ore per gli aeroporti di Roma.
“Da Venafro sicuramente, da Isernia anche. Ma se parliamo di aree interne della provincia di Campobasso non è assolutamente così”.

Mancano le famose infrastrutture. Si vuol fare l’aeroporto, senza avere le infrastrutture adeguate.
“Ma costano troppo. Per fare l’autostrada si parla di 300milioni di euro”.

Cosa cambia con questa struttura?
“Cambia tutto”.

Mi dia una percentuale per la realizzazione di questo “sogno per i molisani”.
“Siamo convinti che l’aeroporto si farà. Le uniche cose contrarie potrebbero essere soltanto una scelta di revoca per i finanziamenti. Non siamo delle persone che possono finanziare un’opera di questo tipo. Né abbiamo un interesse particolare che ci vendiamo le case per realizzare l’aeroporto del Molise”.

Ci sono i soldi?
“Si. Cinque milioni di euro a Cantalupo e cinque milioni di euro a San Massimo”.

Sino ad oggi non è stata conferita alcuna somma.
“Questo credo che riguardi non soltanto la nostra struttura, ma anche la realizzazione di altre opere”.

Quindi?

“I soldi ci sono, ma sono bloccati”.

da Malitalia.it

Il Molise “riconferma” per la terza volta l’imputato Michele Iorio


(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)

Fino all’ultima scheda. Le elezioni regionali in Molise (16 e 17 ottobre) si sono decise, per adesso, al fotofinish. La competizione elettorale al cardiopalma non sarà facilmente dimenticata. Stati di euforia si sono mescolati a quelli di profonda depressione. Coinvolgendo entrambi gli schieramenti. Da una parte i sostenitori di Michele Iorio (Pdl) e dell’intero centro-destra, che non credevano più nella rimonta e dall’altra lo sfidante Paolo Di Laura Frattura (vittorioso alle primarie, già candidato in passato con Forza Italia) che festeggiava, a scrutini ancora aperti, la vittoria mai arrivata. Tutto faceva pensare a una storica sconfitta per il centro-destra molisano. Composto da sette liste (Pdl, Progetto Molise, Alleanza di centro, Grande Sud, Udeur, Molise Civile e Udc), ma senza l’appoggio del premier Silvio Berlusconi. Eletto parlamentare proprio in Molise, ma tenuto fuori sia dal simbolo che dalla campagna elettorale. Tanti i leader politici del centro-destra venuti in Molise per sostenere Iorio. Ma di Berlusconi nemmeno l’ombra. I “feudi” storici, utilizzati in passato per stracciare gli avversari, sono stati abbattuti anche grazie al voto disgiunto. Molti candidati hanno utilizzato questo metodo di voto. Forse per demolire lo strapotere dello sGovernatore Michele Iorio. Molti erano gli indizi, durante lo spoglio, da far pensare a una debacle del centro-destra. A Campobasso, nel capoluogo di Regione, addirittura è stata chiusa (già durante lo spoglio) la sede politica del Pdl. A Isernia, nella sede provinciale di Forza Italia, si respirava un’aria di sconfitta. I pochi presenti commentavano e analizzavano amaramente i dati che, molto lentamente, arrivavano dalla prefettura. Alle 22.45, in una sezione semi deserta, la sorella di Michele Iorio, Rosetta (assessore ai Lavori Pubblici di Isernia e direttrice del distretto sanitario), salutava i presenti anticipatamente. Dall’altra parte tutti erano pronti per stappare lo spumante. Per festeggiare la vittoria dopo i dieci anni di governo di centro-destra. La forbice tra i due candidati sembrava pendere in favore di Frattura (scelto per le primarie dal duo meravigliao Ruta-Leva, i due dirigenti del Partito Disastrato molisano. Gli stessi due soggetti che con le loro scelte hanno perso tutto quello che si poteva perdere).

Ma era una mera illusione. Alla fine della conta l’inaspettato sorpasso. Per Frattura 87.637 voti (22.858 in provincia di Isernia e 64.779 in provincia di Campobasso), mentre per Iorio 89.142 (28.077 in provincia di Isernia e 61.065 in quella di Campobasso). Per 1.505 voti di differenza Angelo Michele Iorio è stato rieletto per la terza volta alla presidenza della Regione Molise. Una rielezione che deve fare i conti con diversi procedimenti penali in corso, con diverse indagini aperte e con due richieste di rinvio a giudizio. Ma perché il Molise ha scelto nuovamente di affidarsi al centro-destra, rappresentato da Michele Iorio, conosciuto a livello nazionale, soprattutto, per la questione “parentopoli”? (“Tre figli, due fratelli e due cugini e la dinastia Iorio occupò Isernia”, Repubblica 20 febbraio 2009 – “Quanti camici bianchi a casa Iorio”, L’Espresso 10 febbraio 2011). Per il Partito Disorientato del Molise la sconfitta è da addebitare unicamente alla discesa in campo del Movimento 5 Stelle. I grillini, grazie anche all’intervento di Beppe Grillo, hanno racimolato 10.650 preferenze. Una cifra utile per battere il sistema Iorio. Ma gli strateghi (perdenti) dimenticano di citare l’alta percentuale di astensione. Forse da addebitare alla scelta di affidare a Frattura (fino a poco tempo fa molto vicino a Michele Iorio) il futuro di questa Regione? Senza dimenticare il mercato di riparazione fatto prima delle votazioni regionali. Come non citare il non eletto Tony Incollingo (fino a pochi mesi fa parte integrante del centro-destra regionale, oggi nel centrosinistra) e Massimiliano Scarabeo (nelle passate regionali del 2006 eletto nel centro-sinistra, poi passato alla corte di Michele Iorio e oggi non eletto nel centro-sinistra). La colpa, quindi è stata dei “grillini” o di un centro-sinistra che in Molise non è stato capace di fare il proprio dovere? E’ Giovanna Melandri a rispondere il 22 ottobre scorso: “Non penso che si possa dire che abbiamo perso per colpa di Grillo. Abbiamo perso perchè abbiamo fatto degli errori”. Per l’ex segretario provinciale del Pd, Nicola Messere: “in alcuni Comuni il risultato elettorale è stato disastroso. Nel Comune di Trivento dove votano circa 3mila persone, il nostro partito ha raccolto appena 22 voti pari allo 0.75%, queste cose fanno male alla nostra gente. La colpa dei grillini? Ma quando mai”. Perché i cittadini all’originale dovrebbero scegliere la fotocopia? Per ora si attende la proclamazione degli eletti. Ma si continuano a registrare forti polemiche. Anche tra gli organi di informazione. Soprattutto dopo l’inchiesta del sito molisano L’Infiltrato.it, che da giorni si sta occupando dei presunti “brogli elettorali”. La vicenda è definita come il “Watergate molisano”. Al centro della questione i dati riportati sui verbali. Le polemiche non si placano. Il candidato de La Destra Mancini, l’ex vice-sindaco di Isernia cacciato dalla giunta locale per lesa maestà nei confronti di Michele Iorio, ha già annunciato ricorso. “Tutto è molto strano – ha affermato Mancini – nel 2011 non possono accadere queste cose. Valuteremo tutte le strade possibili”. Di che tipo? “Sicuramente ricorreremo contro Romagnuolo (primo eletto con la lista Progetto Molise – 2.882 voti, ndr), contro la lista Molise Civile e contro la lista Iorio, presentata dopo le 12. Ci rivolgeremo anche alla Procura della Repubblica”. Dello stesso avviso anche il riconfermato Michele Petraroia (Pd, primo eletto con 2.839 voti): “si prevedono più ricorsi. Le persone nei seggi hanno riscontrato diverse anomalie. Credo sia scontato che Frattura porti avanti questa tesi. C’è una questione che merita di essere indagata e che riguarda le schede nulle”. Anche Petraroia, che ripesca il caso Di Stasi (l’ex presidente della giunta regionale caduto dopo pochi mesi dall’elezione per un ricorso di un cittadino-elettore) punta il dito contro Nicola Romagnuolo di Progetto Molise “per la controfirma dell’accettazione non conforme alla norma”. Anche sul candidato presidente Frattura pende un ricorso, annunciato a mezzo stampa dal senatore del Pdl Ulisse Di Giacomo, sulla presunta ineleggibilità per un contenzioso aperto nei confronti della Regione. Staremo a vedere, dopo la proclamazione degli eletti (che si prevede tra la fine ottobre e gli inizi di novembre), come finirà questa nuova telenovela, fatta di carte bollate. Per adesso i dirigenti del Partito Disastrato del Molise (sceso sotto il 10% con 17.735 preferenze) ancora non dicono mezza parola né sulla questione dei brogli sollevata subito dopo la fine dello spoglio né in merito alle loro necessarie dimissioni. Il Molise merita una nuova generazione di politici. In questa Regione esiste una classe dirigente che non conosce la parola dimissioni. Necessarie in caso di indagini della magistratura, di rinvii a giudizio e di fallimenti politici. Si continua a far finta di nulla su troppe questioni. Il Molise è la Regione degli sprechi. Della sanità malata. Dei tanti soldi buttati nel cesso. E’ la Regione dove chi ha causato il disastro nella Sanità ne è diventato il commissario. E’ la Regione del terremoto, dell’alluvione e dell’articolo 15. Soldi utilizzati per produrre clientelismo. Quello più becero. E’ la Regione, con 300mila abitanti, che ha dovuto tagliare l’assistenza domiciliare agli anziani, la manutenzione delle strade, il trasporto locale. E’ la Regione che “sogna” l’Aeroporto, senza infrastrutture. E’ la Regione che ha stanziato, con una legge regionale, 300mila euro per alcuni editori. Quelli scelti dal potere politico con un semplice comma, che offre al presidente della giunta il potere di veto per scegliere chi merita i soldi pubblici e chi no. Per comprare il silenzio. Per acquistare il consenso. Quello che fa vincere le elezioni.

da Malitalia.it

http://www.malitalia.it/2011/10/il-molise-%E2%80%9Criconferma%E2%80%9D-per-la-terza-volta-l%E2%80%99imputato-michele-iorio/

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