Giorno: 2 gennaio 2012

“BAZZANI UCCISO DAI PROIETTILI DELLA POLIZIA”

Le indagini sul volontario ucciso non sono ancora concluse

“BAZZANI UCCISO DAI PROIETTILI DELLA POLIZIA”

Parla Gratien Rukindikiza: “mi ha riferito un generale”. Ma il Presidente Ascom non è d’accordo

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

I missionari sono testimoni scomodi”. Lo aveva affermato padre Claudio Marano, riferendosi alla vicenda dell’italiano Francesco Bazzani, ucciso in Africa il 27 novembre scorson insieme alla suora croata Lukrecija Manic. Nel processo lampo, di soli tre giorni, sono stati assicurati alla giustizia i due assassini. Dalla versione ufficiale emerge la motivazione legata ad una rapina. Ma è andata proprio così?

Le indagini proseguono – ci ha assicurato il presidente dell’Associazione Ascom Giovanni Gobbi – i due banditi sono stati condannati, ma si continua ad indagare”. Ma come si indaga in Burundi se durante il processo non è stata fornita la prova balistica? Come si può appurare la verità se non si riesce a capire da dove sono partiti i proiettili? Chi ha ucciso il dottor Bazzani? La polizia o i banditi? Lo abbiamo chiesto al giornalista di ’Bujumbura NewsGratien Rukindikiza, che per primo ha sollevato la questione. Le stesse domande sono state poste alla Farnesina, che ancora non risponde.

E’ curioso anche ascoltare le motivazioni dell’Unità di Crisi della Farnesina. Due le versioni che si contrappongono. Da una parte c’è chi dice che il nostro Paese non può intervenire per il rispetto della sovranità degli Stati. Che non si può interferire nelle decisioni della magistratura locale. Dall’altra parte ci si sente rispondere che “i tempi sono quelli che sono. Non abbiamo ricevuto risposte dagli uffici competenti (l’Ambasciata, ndr). Quello che può essere fatto è sollecitare l’autorità di polizia locale”.

La stessa, che secondo la versione del collega Rukindikiza, sarebbe parte in causa. Abbiamo già raccolto la dichiarazione di Alessandro Verga, dell’Ascom, la stessa Associazione di Bazzani: “devo aggiungere che dopo il fatto la polizia del posto si è dileguata, si è nascosta”, aveva detto. Perché la polizia scappa dopo un conflitto a fuoco? Ma vediamo cosa aggiunge il giornalista del ‘Bujumbura News’. Secondo Gratien “la polizia ha fatto una missione definita da una qualche autorità”. 

Dalla tesi non ufficiale emergerebbe il coinvolgimento del deputato africano della FNDD(partito di governo), Gihahe, che avrebbe promesso una somma di denaro (pari a 3 milioni di euro) per l’omicidio della suora croata, accusata di curare i componenti del Fronte Nazionale di Liberazione. E i proiettili che hanno colpito l’italiano? 

Il dottor Bazzani è stato ucciso dai proiettili della polizia. Un generale mi ha riferito questo particolare. La polizia del Burundi ha anche fucili FAL e AK47 o Kalash. La posizione ufficiale della politica è quella di negare, ma in via ufficiosa accettano che l’hanno ucciso. Ci sono immagini che mostrano i fori di proiettile sul veicolo. I colpi sono venuti da fuori. Nessun proiettile è stato sparato dai criminali quando hanno incontrato la polizia.

Ma come faceva la polizia a sapere il tragitto dei banditi, che avevano sequestrato Bazzanie la suora italiana, poi ferita? 

La polizia ha sorvegliato l’ospedale e ha lasciato fuori i criminali con gli ostaggi (i due italiani, ndr). La polizia già conosceva la strada, il tragitto utilizzato dai criminali. Il veicolo si stava dirigendo verso l’ambulanza che attendeva i due criminali. La polizia ha aperto il fuoco per prima. Ha sparato sull’ambulanza, sapendo che c’era il dottor Bazzani e la sorella.

Ma cosa c’entra il deputato della FNDD Gihahe? Perché i due killer durante l’interrogatorio avrebbero chiesto di contattare il deputato?

I due killer volevano i soldi come ricompensa per l’uccisione, come promesso. Gihahe è stato collegato a uno degli assassini. Ha comprato dei terreni vicino casa sua. Un giovane mi ha confessato che un amico aveva già eseguito altri compiti per conto di Gihahe. Altre persone sono state uccise misteriosamente. Nessuno ha il coraggio di parlare. Quando il giudice ha dato la parola ai due assassini, questi hanno detto tutto. Gli assassini sono stati processati senza la presenza dei loro avvocati.

Secondo la sua versione, scaturita da fughe di notizie da parte della magistratura e della polizia, il giudice avrebbe distrutto il file con le dichiarazioni dei due killer.

Alcuni dei suoi capi gli hanno chiesto di distruggere la cosiddetta dichiarazione degli assassini. Il giudice lo ha fatto.

Ma perché si è consumata questa tragedia? Per motivi legati ad una rapina o alla strategia del presidente Nkurunziza, tesa ad allontanare tutti i testimoni stranieri dei crimini contro l’umanità che si stanno commettendo in Burundi?

La sorella croata e il dottor Bazzani sono stati uccisi perché accusati di curare i membri del FNL (Fronte Nazionale di Liberazione, ndr). E’ stato anche un segnale ai bianchi per lasciare il paese.

Questa è la tesi del giornalista che per primo ha messo in dubbio la versione ufficiale. Abbiamo ascoltato anche la posizione del presidente dell’Associazione Ascom di Legnago, Giovanni Gobbi, tornato dall’Africa qualche giorno fa. Sono andato per vedere un pò la situazione. Avevano concluso con la condanna di due persone, ma le indagini stanno proseguendo perchè vogliono capire se ci sono stati dei fiancheggiatori e quali altre persone hanno potuto permettere una cosa di questo genere. Le indagini sono ancora in corso”. Sul coinvolgimento del deputato Gihahe, Gobbi ha dichiarato: “sono molte le voci che si accumulano ma che non trovano riscontri né obiettivi né particolari. Abbiamo preferito non fare nessun commento perché la cosa non è assolutamente certa”. Gobbi non si è sbilanciato nemmeno sulla perizia balistica. “Le condizioni nella zona africana non permettono certe finezze che da noi sono normale prassi. In quei posti diventa un fatto estremamente difficile”.

Per il Presidente dell’Ascom si tratta di “una grande rapina” organizzata da persone “che hanno studiato le cose diversamente da quello che può succedere normalmente e che poi si è tramutata in una tragedia. La colorazione politica è sempre difficile da valutare, se c’è stata una colorazione politica”.

Alessandro Verga, uno dei componenti dell’Associazione Ascom aveva sostenuto su queste pagine che “nessuno sta indagando”, nemmeno la Farnesina. Per Gobbi la situazione è totalmente diversa. “Hanno inviato immediatamente l’Ambasciatore di Kampala, lo stesso Console ha lavorato benissimo. C’è stato il massimo dell’assistenza e della collaborazione.Devo smentire Verga, ho verificato anche personalmente. In soli tre giorni hanno rimpatriato la salma”.

Ritorna il numero perfetto. Tre giorni per condannare gli assassini e tre giorni per rimpatriare la salma. Ma il collegamento con il Fronte Nazionale di Liberazione? “Il nostro Ospedale è presente dal 1966, sono 45anni che è sul posto. E’ passato indenne attraverso tre guerre civili. Nessun dirigente o nessun volontario si è mai sbilanciato in scelte di carattere politico. Abbiamo sempre avuto operatori, medici, para-medici di tutte le etnie. Non si è mai fatta nessuna scelta nell’accogliere pazienti che fossero di una etnia o dell’altra. Questo ha permesso all’Ospedale di essere rispettato e non abbiamo mai avuto nessuna incursione, mai nessuna intimidazione. Da 45 anni non abbiamo mai fatto nessuna scelta di campo. Non per codardia, ma perché la nostra scelta è sanitaria e basta”.

da L’Indro di giovedì 29 Dicembre 2011

http://www.lindro.it/Bazzani-ucciso-dai-proiettili,5336#.TwH_yjXojpl

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