Paolo De Chiara

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L’ANNO INTERNAZIONALE DELLE COOPERATIVE

L’evento dell’Onu accolto dall’Organizzazione Internazionale per il Lavoro

L’ANNO INTERNAZIONALE DELLE COOPERATIVE

Nel 2008 hanno registrato un giro d’affari superiore ai mille miliardi di dollari

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Le cooperative costruiscono un mondo migliore”. Ecco il tema scelto per il 2012, l’AnnoInternazionale delle Cooperative. Evento deciso dalle Nazioni Unite e accolto dall’Organizzazione Internazionale per il Lavoro (ILO), “come un riconoscimento – si legge nel sito dell’organizzazione internazionale – del ruolo fondamentale che queste realtà giocano nella promozione dello sviluppo socio-economico di centinaia di milioni di persone in tutto il mondo, sopratutto in periodi di crisi economica”.

Una decisione importante, da parte delle Nazioni Unite, presa in un momento cruciale per l’economia mondiale. Proprio in una raccomandazione del 2002 dell’ILO si legge: “le cooperative nelle loro varie riforme promuovono la piena partecipazione allo sviluppo economico e sociale di tutte le persone”. Il lancio dell’iniziativa si è tenuto a New York lo scorso 31 ottobre. Può il modello cooperativo rappresentare un modo alternativo, anche per lo sviluppo socio-economico? Le persone potranno essere inserite al primo posto? Nellecooperative ogni decisione viene presa senza dimenticare i bisogni dei membri e delle loro comunità. Secondo il sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Sha Zukang: “lecooperative trovano la loro genesi in tempi di difficoltà economica e ciò dimostra la loro capacità di alleviare gli effetti di queste crisi. Fra il 2008 e il 2009 le cooperative hannodimostrato di essere più resistenti delle altre realtà produttive”.

Per Pauline Green, presidente dell’ICA Coop (Alleanza Cooperativa Internazionale, associazione che riunisce 258 organizzazioni rappresentative di 96 Paesi): “il modello cooperativo è la scelta migliore e offre le basi per un modo più sostenibile di fare attività imprenditoriale rispetto ai modelli capitalistici tradizionali attualmente sotto esame”. Quali sono i principi delle cooperative? Quante sono nel mondo? Quanti soci hanno? Quanti posti di lavoro offrono? Il modello cooperativo si fonda sulla mutualità, sull’uguaglianza, sull’equità e sulla democrazia. Riuniscono la logica di mercato, i profitti, con l’inclusione sociale. Ecco il loro punto di forza. E’ la persona che viene messa al centro delle questioni, non il business.

In tutto il mondo le cooperative possono vantare quasi 1 miliardo di membri, creano 100 milioni di posti di lavoro e sono attive in una vasta gamma di settori (agricoltura, pesca, edilizia, assicurazioni, servizi e turismo). Sono diffuse nei Paesi in via di sviluppo, dove sono impegnate nel campo della lotta alla povertà, dello sviluppo locale e dell’integrazione sociale. Per molti analisti le cooperative hanno ampiamente dimostrato di essere anche unesempio di imprenditorialità competitiva. Secondo uno studio condotto dall’ICA Coop nel 2008 le 300 maggiori cooperative hanno registrato un giro d’affari di oltre mille miliardi e mezzo di dollari. Tutte concentrate principalmente in Paesi industrializzati come Francia (28%), Stati Uniti (16%), Germania (14%), Paesi Bassi (7%) e Italia (2,5%). Per il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon: “è possibile perseguire sia la produttività economica che la responsabilità sociale nello stesso momento”. E le cooperative hannotutte le carte in regola per tentare questa nuova strada. Con una solidità già testata durante la crisi finanziaria. Il direttore generale dell’ILO, Juan Somavia, nel suo messaggio è stato chiaro: “l’ILO e il movimento cooperativo sono sempre stati alleati, vicini sul terreno comune della solidarietà e della giustizia sociale. Gli ideali cooperativi rispondono al principiofondante dell’ILO per cui il lavoro non è una merce”.

In Italia esiste l’articolo 45 della Costituzione che detta: “La Repubblica italiana riconosce la funzione della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l’incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità”. Anche se la politica, quella che dovrebbe risolvere le questioni e rendere la vita facile ai suoi cittadini, ha tentato in passato di mettere i bastoni tra le ruote delle cooperative. Ma l’Anno Internazionale potrebbe dare quella linfa vitale alla cooperazione. Il sistema delle cooperative, tutelato a livello internazionale, potrà favorire quel processo di crescita indispensabile per poter riprogrammare un futuro messo seriamente in discussione, non solo per una crisi finanziaria creata da pochi. E che tuttistanno pagando a caro prezzo. In Italia, al 31 dicembre 2008, sono attive 71.578 cooperative,delle quali 13.938 (19,5%) sono cooperative sociali e 432 sono Banche di Credito Cooperativo (BCC). Le regioni meridionali (28,3%), seguite da quelle centrali (22,1%) e dalle nord-occidentali (19,2%), presentano la maggiore concentrazione di cooperative. Le cooperativesono presenti in tutti i settori di attività, in particolare nel campo dei servizi (51,3%), dellecostruzioni (20,9%) e dell’agricoltura (11,4%). Il settore della cooperazione occupa più di un milione e centomila persone (soci e non) con un contratto di lavoro dipendente. Sono lecooperative delle regioni settentrionali a occupare la maggior parte dei lavoratori dipendenti (56,7%). Il 60,8% delle cooperative ha meno di cinque dipendenti e solo il 5,9% ha più di cinquanta dipendenti. Il valore della produzione realizzato dalle cooperative nel 2008 è pari a 91,8 miliardi di euro.

da lindro.it di  lunedì 2 Gennaio 2012

http://www.lindro.it/L-anno-internazionale-delle,5346#.TwmeFKXojpk


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