Giorno: 16 gennaio 2012

LA LEGA BIFRONTE: “Avete salvato un camorrista”

Bufera nel partito del Carroccio

LA LEGA BIFRONTE

E’ polemica nella base elettorale dopo il voto per Cosentino: “avete salvato un camorrista”
Nicola Cosentino, foto ilgiornaledelsud.net

Nicola Cosentino, foto ilgiornaledelsud.net

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Avete salvato un camorrista. Questo l’amaro commento degli iscritti e dei simpatizzanti del Carroccio. La vicenda Cosentino, il voto espresso ieri alla Camera contro la richiesta di arresto dei giudici (“consapevole volontà – si legge nell’ordinanza – di contribuire alla realizzazione di un progetto facente capo alla famiglia camorrista Russo-Schiavone (e al clan dei Casalesi), un progetto nel quale sono stati impiegati capitali mafiosi e che avrebbe dovuto consentire il riciclaggio di ulteriori capitali mafiosi”) sta creando serie preoccupazioni alla Lega Nord.

Due sono i fronti (dirigenti ed elettori) che stanno mettendo a dura prova il cosiddetto ’cerchio magico’. Quel gruppo di persone vicine al padre-padrone Umberto Bossi. Le prime avvisaglie si sono registrate dopo l’articolo del ’Secolo XIX’ sui fondi (i rimborsi elettorali) investiti all’estero. Proteste riaccese dopo la decisione di salvare l’ex coordinatore del Pdl in Campania Nicola Cosentino, ritenuto dai magistrati come il referente nazionale di un’organizzazione criminale.

Un vero e proprio terremoto interno sta mettendo alla prova la tenuta del partito del Nord. Pronto a “ingoiare molti rospi” (definizione dell’ex Ministro degli Interni Maroni) durante il Governo Berlusconi. Per restare più a lungo possibile alla guida del Paese. Ora il partito di opposizione del Governo Monti (attualmente l’unico) è impegnato nella guerra per la leadership. Da una parte i ’bossiani’, che difendono le scelte del Senatur e dall’altra i ’maroniani’. Non è andata giù la storia dei soldi in Tanzania. “Il punto – si legge in uno dei commenti apparsi sulla pagina Facebook dell’ex segretario provinciale Stefano Candiani –non è valutare la bontà dell’investimento (attenzione: sono più o meno gli stessi che hanno fatto affondare la Banca della Padania); il punto è che la cassa di un partito (e sono parecchi soldi) è tenuta dalla famiglia Bossi come meglio crede! Altro che casa a Montecarlo!”.

Ma nemmeno il voto per salvare dal carcere Cosentino è stato condiviso. Basta ascoltare qualche minuto Radio Padania per accorgersi delle feroci critiche. Gli iscritti e i simpatizzanti non si riconoscono più nel partito che fino a qualche tempo fa criticava la casta, le rendite di posizione, che definiva la capitale “Roma ladrona. Che, ai tempi di Tangentopoli, faceva il tifo per i magistrati. Oggi la Lega Nord non è più quel partito. Utilizzando gli spazi lasciati vuoti da una politica poco attenta ai bisogni e alle richieste dei cittadini. Oggi la Lega è un partito in declino. Continua a perdere consensi nel Nord del Paese. Dove ha promesso mari e monti ed è riuscita a portare solo un paio di uffici ministeriali. Un’operazione inutile e controproducente.

E’ palpabile il conflitto interno. “Maroni – ha affermato Bossi – è scontento per il voto su Cosentino? Non piangeremo”. E il web sembra essere diventato il termometro della Lega. La gente trova il suo sfogo attraverso diversi social network. Su facebook Maroni, a caldo, esterna uno dei suoi primi commenti: “La Camera non deve giudicare se un deputato è colpevole o innocente, ma solo se l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è un atto persecutorio o no. In altre parole: l’ONOREVOLE Cosentino sarebbe stato arrestato anche se era solo il SIGNOR Cosentino? La mia risposta (letti gli atti) è stata SÌ e quindi ho votato a favore dell’autorizzazione all’arresto. Non possiamo salvare un parlamentare solo perchè è parlamentare (come è avvenuto oggi), perchè cosi non è giustizia, ma un’intollerabile favore ad una casta di privilegiati. E ha ragione la gente a incazzarsi”.

E la gente è parecchio ’incazzata’. Come Annalisa Bravi, che in questo modo commenta sulla pagina di Maroni: “Sono militante e avvocatessa. La penso come te Roberto, il signor Cosentino sarebbe stato arrestato. L’onorevole è stato protetto. È una violazione dell’art.3 della Costituzione. Non tutti i cittadini sono uguali. Il punto è che la custodia cautelare è per legge, anche se abusata, deve valere per tutti”. Flavio Goffi è ancora più esplicito: “E’ dal 1990 che sono tesserato alla Lega Nord, pensavo di avere trovato una famiglia con le stesse mie idee. Non lascerò che quei quattro “ruba galline” del cerchio magico distruggano quanto abbiamo lavorato per far capire alla gente che noi eravamo diversi dagli altri. Questi, hanno sete del potere, ecco perchè leccano il c… al Berlusca, questa non è la Lega che io ho amato.Bobo vai avanti, facciamo il congresso e in quella sede gli facciamo vedere cosa vuol dire essere Leghista”. Per Massimo Cozzi: “siamo veramente stanchi di andare sul territorio e dover difendere l’indifendibile come quello accaduto oggi (ieri pomeriggio, ndr) in Parlamento!!! La Lega ha sempre messo al primo posto l’onestà e simili episodi non riusciamo proprio a capirli… la Lega è una cosa e il Pdl l’opposto!!! Ma poi nei gazebo, nelle strade e nei bar ogni giorno ci andiamo noi a fare figuracce… ma la dirigenza ascolta o no la base leghista??? Va bene tutto ma essere presi in giro no!”.

E’ lampante che tra la base e il partito qualcosa si è rotto. La guerra è appena all’inizio. Per il presidente dell’Istituto di Ricerca Tecnè, Carlo Buttarini: “La Lega sta giocando una doppia partita. Con il voto di ieri ha voluto evitare un danno al Pd e, nello stesso tempo, ha rilanciato il Pdl. Creando un forte disorientamento tra i suoi elettori. Ma la stessa cosa è successa nel 1994, anche in quel periodo si registrò una spaccatura tra Bossi e Maroni. Ma non credo possano esserci degli effetti”. L’analisi del presidente Buttarini parte da lontano. “La crisi è vecchia. La Lega sta perdendo consensi al Nord, il malcontento è legato alla politica del partito”.

Alle aspettative dei suoi elettori e alle promesse mai mantenute quando era forza di Governo. Ma quali sono le intenzioni politiche della Lega? “Sta giocando su due fronti, ma potrà anche correre da sola”. Per Buttarini la Lega non tralascia nemmeno la strada di un possibile accordo con il centro-sinistra. “Ma l’elettorato potrebbe prendere molto male questa ipotetica alleanza. Molto dipenderà anche dalla legge elettorale”. E la futura leadership? “Bossi è un’icona della Lega, senza di lui la Lega non esiste. L’elettorato sta con Bossi, anche se Maroni riesce ad avvicinarsi molto alla pancia della gente. Bisogna anche aggiungere però che Bossi sta perdendo la partita della successione”.

E i dirigenti cosa ne pensano di questa situazione? Abbiamo voluto ascoltare il segretario provinciale della Lega a Milano. E siamo partiti proprio dal caso Cosentino. “I nostri elettori – ha affermato Igor Iezzi – non hanno capito. Ma devo anche aggiungere che ci sono state molte strumentalizzazioni, anche da parte dei giornalisti. E’ necessario che queste decisioni vengano spiegate. Si sono registrati anche problemi di comunicazione”. E sul rapporto conflittuale tra Bossi e Maroni, per Iezzi non esiste alcun conflitto. “E’ una divergenza di opinioni. Maroni è un amico di Bossi. Nell’immediato non vedo un partito senza Bossi e non credo ci saranno successioni dinastiche”.

Il riferimento è abbastanza chiaro. Ma il rapporto con Berlusconi? “Ha finito il suo percorso politico. E’ cotto. Per il futuro la Lega dovrà dialogare con tutti, molto dipenderà dalla legge elettorale”. Per l’assessore leghista della Provincia di Milano, Stefano Bolognini: “la Lega ha in mente solo l’indipendenza della Padania. C’è qualcuno che strumentalizza anche fuori dal partito. Non esiste nessuna distanza con la base. L’esperienza con Berlusconi è finita e magari si riprenderà. Oggi è molto improbabile. Devo anche aggiungere, però, che l’attività di Berlusconi volge al termine, lo dicono i fatti”. E quella di Bossi? “No, non credo. E’ ancora capace di guidare il partito”. I maroniani sono avvisati.

da lindro.it di venerdì 13 Gennaio 2012

http://www.lindro.it/La-Lega-bifronte,5619#.TxWvSKXojpk

COSENTINO SALVO, VIA ALLE CONTROMOSSE

Per i magistrati il parlamentare del Pdl è il referente della camorra

COSENTINO SALVO, VIA ALLE CONTROMOSSE

309 voti contrari e 298 favorevoli. E il 78% degli italiani si dichiara contrario alla reintroduzione dell’immunità.

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Sono assolutamente sereno e tranquillo. Confido molto sulla lettura degli incartamenti che sono a disposizione dei parlamentari”. L’ex sottosegretario del Governo Berlusconi, Nicola Cosentino (meglio conosciuto nelle sue zone come ’Nick O ‘Mericano’), ha così commentato in mattinata l’avvicinarsi del voto parlamentare. Il coordinatore regionale del PdL in Campania è ritenuto dalla magistratura il referente politico nazionale del sanguinario clan deiCasalesi, decimato dagli ultimi arresti.

Nel pomeriggio, intorno alle 14, la Camera (con 309 voti contrari e 298 favorevoli) ha bocciato la richiesta di arresto. La vicenda Cosentino ha creato seri problemi tra il PdL e la Lega Nord (molti sono gli esponenti che non vogliono più “ingoiare rospi”). Proprio l’ex Ministro degli Interni Roberto Maroni (che si è sempre vantato della linea dura nei confronti delle organizzazioni criminali) ha dichiarato: “non esiste alcun fumus persecutionis nei confronti del parlamentare”.

Ma cosa si contesta a Cosentino? Lo scrive chiaramente Rosaria Capacchione su ’Il Mattino’ di Napoli: “all’interno di un’inchiesta di pura camorra, che la Dda viene a sapere dell’esistenza delle società Sirio e Vian, controllate da Nicola Di Caterino e gli imprenditori La Rocca di Frosinone. E’ così che arriva alla filiale di via Po di Unicredit e che assiste all’incrontro tra DiCaterino, i funzionari di banca Protino e Zara, Mario SantocchioLuigi Cesaro (Presidente della Provincia di Napoli, ndr) e Nicola Cosentino; proprio l’incontro documentato dalla Dia con un’intera sequenza fotografica. Ed è solo allora, dopo la riunione romana del 7 febbraio 2007, che nasce il fascicolo-stralcio che ha dato vita all’inchiesta bis sul parlamentare di Casal di Principe, un anno dopo diventato sottosegretario all’Economia con delega al Cipe”.

Tutto ruota intorno alla vicenda legata al tentativo di realizzazione del Centro Commerciale ‘Il Principe’ “sotto il profilo delle promesse – si legge nell’ordinanza – di assunzione che hanno consentito il ‘voto di scambio elettorale’, delle irregolarità ed illeciti che hanno caratterizzato l’iter amministrativo delle autorizzazioni urbanistiche, degli illeciti che hanno puntellato la concessione dei finanziamenti bancari e, infine, del reimpiego nel progetto di profitto di natura camorrista”. Scrivono i giudici del Tribunale di Napoli, Nicola Quatrano, Mariarosaria Orditura e Francesca Pandolfi: “ciò che viene contestato all’on. Cosentino sono i suoi interventi in due momenti cruciali dell’iter di avvio del progetto menzionato, quello delle autorizzazioni amministrative e quello del finanziamento bancario, interventi che sono risultati decisivi per superare ostacoli altrimenti insuperabili, nella consapevole volontà di contribuire alla realizzazione di un progetto facente capo alla famiglia camorrista Russo-Schiavone (e al clan dei Casalesi), un progetto nel quale sono stati impiegati capitali mafiosi e che avrebbe dovuto consentire il riciclaggio di ulteriori capitali mafiosi”.

Per i magistrati ci si trova di fronte ad “un esempio da manuale di riciclaggio”. Se Cosentino si difende sostenendo che esiste “un violentissimo pregiudizio, anche di carattere politico”, la politica sembra prendere le contromosse. Il caso Papa (l’altro parlamentare del PdLcondotto nel carcere di Poggioreale, proprio oggi ritornato nel pieno delle sue funzioni) ha scosso molto i rappresentanti del Parlamento. Proprio Cosentino, prima del voto alla Camera, come ha scritto lettera43.it: “si è fermato a lungo a parlare con Amedeo Laboccetta, con Luigi Cesaro, Presidente della Provincia di Napoli, e con Marco Milanese, l’ex braccio destro di Giulio Tremonti per il quale la Camera ha rigettato a settembre una richiesta di arresto.

Con lui Cosentino avrebbe discusso dell’articolo 68 della Costituzione sull’immunitàparlamentare, trovandolo concorde nel ritenere che la formulazione introdotta nel ‘93 ai tempi di Tangentopoli – l’autorizzazione serve per l’arresto ma non per autorizzare le indagini e il processo -, vada adesso rivista. La ‘casta’ comincia a preoccuparsi ed ecco arrivare le proposte, in varie ipotesi. Per l’ex ministro Giovanni Rotondi (che in questi anni non si è messo d’accordo nemmeno con se stesso sulla reintroduzione dell’immunitàparlamentare) potrebbero esserci due soluzioni. O ritornare all’immunità parlamentare(quindi autorizzare anche le indagini e il processo) o decidere di trattare il parlamentare come un qualunque cittadino. 

Nel 2009 la Lega, oggi spaccata e protagonista del salvataggio di Cosentino, attraverso il Ministro per la Semplificazione Calderoli faceva sapere: “la Lega aveva votato nel ‘93(quando esponeva i cappi in Parlamento, ndr) contro l’immunità parlamentare e resta contraria alla sua reintroduzione perchè se un politico sbaglia deve essere processato, come qualsiasi cittadino”. Nei fatti, però, accade quasi sempre il contrario.

Una frase del Procuratore Nazionale Antimafia, Piero Grasso, su cosa rincorrono i rappresentanti del popolo: “oggi la candidatura politica serve da copertura per averelimmunità parlamentare: è un processo che si è capovolto. Non tocca alla magistratura fare le liste o curare operazioni di cosiddetta ‘bonifica politica’, però i cittadini che votano candidati discutibili puntano a un vantaggio personale, fanno parte del meccanismo del voto di scambio”. Peccato che, con l’attuale legge elettorale, i cittadini non possano sceglieri più nemmeno i propri rappresentanti.

Proprio qualche mese fa (maggio 2011) un deputato dell’Udc, Pierluigi Mantini, ha depositato un disegno di legge per riformare l’articolo 68 della Costituzione (lo stesso argomento trattato ieri da Cosentino) sull’immunità parlamentare. Secondo il disegno di legge di Mantini (mai smentito dal suo partito) tutti i parlamentari che vengono rinviati a giudizio non sono sottoposti a processo fino alla fine del proprio mandato parlamentare.

Era il febbraio del 2011 quando la senatrice del Pd, Franca Chiaromonte, lanciò la proposta di ripristinare l’immunità. Firmando, insieme a Luigi Compagna (PdL)un disegno di legge per la reintroduzione dell’articolo 68 della Carta costituzionale. “La mia proposta – si difese la senatrice – non aiuterebbe Berlusconi perché è una revisione della Carta costituzionale e perciò prevede un iter lungo, quattro letture parlamentari e una maggioranza di due terzi”.

E gli italiani? Cosa pensano dell’immunità parlamentare? Secondo una indagine condotta dall’Istituto Nazionale di ricerche Demopolis (febbraio 2011) quasi l’80% degli italiani ritiene che la corruzione sia oggi ampiamente diffusa, che poco nel Paese sia cambiato rispetto agli anni di Tangentopoli. Oltre un terzo dei cittadini ritiene che il fenomeno si è addirittura aggravato, mentre per il 45% il livello di corruzione non è mai scomparso. Quasi nessuno vuole che venga oggi ripristinato l’istituto dell’autorizzazione a procedere abolito negli anni di Mani Pulite. Il 78% si dichiara infatti contrario alla reintroduzionedell’immunità parlamentare. “Assoluta e trasversale alla collocazione degli intervistati – secondo l’analisi dell’Istituto Demopolis – è l’opposizione all’immunità per i parlamentari;sulla proposta appaiono divisi i simpatizzanti del PDL; nettamente contrari non solo gli elettori del Centro Sinistra e del Terzo Polo, ma anche quelli della Lega”.

da lindro.it di giovedì 12 Gennaio 2012

http://www.lindro.it/Cosentino-bocciata-richiesta-Via,5587#.TxWsuqXojpk

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