Paolo De Chiara

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La politica delle mani pulite

Un libro sul pensiero di Sandro Pertini

La politica delle mani pulite

Mario Almerighi: “resta un esempio di speranza per il nostro Paese”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

 “Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia odora di pulizia, di lealtà e di sincerità”. Aveva perfettamente ragione il maestro del giornalismo italiano Indro Montanelli. Sandro Pertini (San Giovanni di Stella, 25 settembre 1896 – Roma, 24 febbraio 1990) è stato un uomo delle Istituzioni diverso da tutti gli altri. Aveva un cuore. Sapeva parlare e avvicinarsi agli italiani. Partecipò alla resistenza e alla liberazione dal nazifascismo. Votò il decreto che condannò a morte Benito Mussolini e gli altri gerarchi fascisti. I nemici della Patria. Il fascismo è l’antitesi delle fedi politiche. Il fascismo opprimeva tutti coloro che non la pensavano come lui”.

Pertini contribuì a ricostruire dalle fondamenta il Paese. Il Popolo italiano non è superiore agli altri Popoli, ma non è inferiore a nessuno”. Come Presidente della Repubblica (eletto l’8 luglio del 1978) fu il più amato dal popolo. Per le sue prese di posizione “mai mediate dal puro calcolo politico“. Per i suoi interventi. La politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo, se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi deve essere denunciato”. Una lezione che vale, soprattutto, oggi. In un Paese pieno di scandali e di politici con le mani sporche. E proprio da queste parole prende il titolo il libro ’La Politica delle mani pulite’ (Chiarelettere), a cura del magistrato Mario Almerighi. Già Presidente della Fondazione Sandro Pertini, oggi Presidente dell’Associazione ’Sandro Pertini Presidente’, che si propone di “promuovere e divulgare studi e ricerche sull’opera e sul pensiero” del Presidente della Repubblica più amato dagli italiani, “sui principi che hanno ispirato la sua vita improntata ai valori della giustizia sociale, della libertà, della solidarietà, dell’onestà e della pace”.

Il libro è diviso in cinque sezioni (il famoso discorso in occasione del terremoto in Irpinia, la Questione Morale, l’impegno politico, Pertini il Presidente della Repubblica e il grande disegno europeo) e raccoglie una selezione di lettere, discorsi, interviste, messaggi presidenziali. Copre un arco di tempo dagli anni della prima guerra mondiale sino al settennato presidenziale. E’ doveroso, secondo il curatore Mario Almerighi, “rilanciare l’attualità del pensiero di Sandro Pertini.

Perché resta attuale il pensiero di Pertini?
Credo che stiamo vivendo un periodo storico in cui quei valori sono trascurati notevolmente. Valori di cui, invece, c’è estremo bisogno che vengano rilanciati. Che poi sono i principi fondamentali della Costituzione della Repubblica.

Valori importanti per i giovani.
Non c’è dubbio. Non a caso Sandro Pertini si rivolgeva tantissimo ai giovani, come si legge anche nel libro. I giovani sono la speranza. Se faranno propri i valori pertiniani abbiamo speranza di un miglioramento delle condizioni di vita del nostro Paese.

Perché i valori di Sandro Pertini non sono mai stati messi in pratica?
La politica è figlia della cultura maggiormente diffusa nel Paese. La politica cerca di aggregare consenso e, ovviamente, l’aggregazione del consenso si basa sulla cultura dominante della società civile nella quale bisogna aggregare questi consensi. Se la cultura dominante non corrisponde a quei valori è chiaro che anche la politica non se ne fa interprete.

Per Pertini “la politica deve essere fatta con le mani pulite”. E’ possibile in Italia?
Quella frase l’ho messa in evidenza nel libro e non a caso Chiarelettere l’ha posta come titolo. Pertini è stato un antesignano di Mani Pulite. La magistratura può fare mille ‘mani pulite’, ma non ha il compito di curare le patologie del Paese. Ha il compito, magari, di accertare l’illegalità in determinati casi.

Chi deve trarre le conseguenze?
Sul piano della cura di queste patologie è la politica. Viviamo in un momento in cui la giustizia è profondamente in crisi per una serie di controriforme che hanno eliminato tante risorse disponibili alla magistratura e tante controriforme che hanno ridotto lo spazio d’intervento della magistratura. Non credo che la magistratura possa risolvere il problema della legalità nel Paese. Può solo accertare singole responsabilità. Facciamo l’esempio di ‘mani pulite’, che aveva evidenziato un fenomeno attraverso le responsabilità singole di collusione tra imprenditoria e politica. Così come in passato era emerso, quando feci il processo al petrolio negli anni ’70, il fenomeno patologico dei rapporti inquinati tra petrolieri e politica. A parte il fatto di mettere in evidenza le singole responsabilità la magistratura non può fare altro. Se però questi singoli fatti sottoposti al giudizio penale evidenziano l’esistenza di un fenomeno patologico del Paese è la politica che deve intervenire per curarlo. E questo non è mai accaduto. L’attualità del pensiero di Pertini è, sicuramente, enorme.

Viviamo in un momento di forte distacco dalla politica da parte dei cittadini…
Pertini era riuscito a dare credibilità alle Istituzioni, attraverso il suo operato, la sua vicinanza a sentimenti diffusi tra la gente. Oggi, sicuramente, c’è questo distacco e dipende dal fatto che la politica non interpreta in modo sufficiente i bisogni della parte sana del Paese. Speriamo che avvenga in futuro.

Per Montanelli “qualunque cosa egli dica o faccia odora di pulizia”. Da questo bisognerebbe ripartire oggi?
Montanelli ha colto il carattere fondamentale di Pertini. Pur essendo stato partigiano, socialista convinto, aveva proprio una fede politica negli ideali del socialismo, però lui non è più stato uomo di parte nelle cariche istituzionali che ha avuto.

Nel libro c’è una bellissima intervista…
Si, dove lui dice “forse non mi rieleggerebbero perché si saranno resi conto che non faccio gli interessi del Partito Socialista, ma gli interessi del Paese“. Quando mi ricevette, nel periodo in cui mi occupavo del processo al petrolio dove erano coinvolti i socialisti, lui non prese certe posizioni che oggi sono piuttosto diffuse dai politici. Mi disse “devi andare avanti, se ci sono responsabilità tra i miei compagni mi dispiace, però le responsabilità devono essere accertate“. Questo era Pertini.

da L’Indro.it di venerdì 27 Gennaio 2012, ore 19:00

http://www.lindro.it/La-politica-delle-mani-pulite,5998#.TzumuIGa2p4


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