Paolo De Chiara

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’Tesseramenti? Meglio l’equilibrio politico’

La testimonianza del Senatore del Pdl Zanettin

’Tesseramenti? Meglio l’equilibrio politico’

Il segretario della Lega di Milano “non usiamo metodi democristiani”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

I dati sulla campagna di adesione del Popolo della Libertà sono entusiasmanti. Oltre un milione di tesserati è un grande successo di popolo…”, “Il risultato del tesseramento del Pdl, con oltre un milione di iscritti, è semplicemente straordinario”, “La grande partecipazione avuta con il tesseramento del Pdl testimonia l’ottimo lavoro svolto in questi pochi mesi dal segretario Alfano insieme a tutto il gruppo dirigente del partito”. Ecco, in ordine di intervento, alcuni commenti di Giorgia Meloni (ex Ministro della Gioventù), Maurizio Lupi (deputato) e Raffaele Fitto (ex Ministro per i rapporti con le Regioni) sul tesseramento del Pdl. Dopo il facile entusiasmo per le vagonate di tessere, sono arrivati gli scandali e le inchieste. La procura di Vicenza ha aperto un’indagine su un giro di tessere fasulle del Pdl. Ma lo scandalo delle tessere fasulle non è scoppiato solo nel Nord Italia.

E’ l’ex Ministro della Cultura, Giancarlo Galan (PdL) ad affermare su ’La Stampa’:Non prendiamoci in giro: a che cosa serve la tessera? Gestire le tessere serve per gestire il potere, a tutti i livelli. Arriva uno con cento tessere, tratta e porta a casa un posto nella municipalizzata”.

A Bari sono state trovate 139 tessere intestate a persone domiciliate tutte nello stesso indirizzo (in un sottoscala), a Vicenza risultano iscritti al Pdl tutti i soci di un’associazione venatoria, migliaia di tessere sono false o riportano i dati di persone che non hanno mai fatto parte del partito. In molti casi risultano militanti della Lega Nord. Il caso Campania è il più fantasioso. Per trasportare le 120mila tessere a Roma, i dirigenti del Pdl hanno dovuto utilizzare un pulmino, mentre parte degli iscritti di Modena (240 tessere) risultano residenti in provincia di Caserta. In provincia di Salerno (25mila tessere sottoscritte) sono stati tesserati anche i minorenni, a loro insaputa. I pm stanno anche passando sotto la lente i 4500 tesseramenti fatti nel territorio tra Scafati, Nocera Inferiore e Pagani, territorio sotto l’influenza del clan camorristico D’Auria-Frezza-Petrosino. Per adesso gli indagati sono una decina.

Questi sono alcuni esempi del ’successo’ e dell’’entusiasmo’ per la campagna tesseramenti, in vista dei congressi. Ma la questione non riguarda solo il Pdl. Ci sono altri esempi negativi. Scrive il giornale ’La Sicilia’: “Il tesseramento – secondo Ribilotta, vicesindaco di Piazza Armerina ed esponente del Pd in Sicilia – è stato commissariato perché l’ultimo giorno utile Ferrara (il segretario, ndr) si è presentato con un pacchetto di circa 200 tessere. Ferrara ha aspettato l’ultimo giorno, si è informato su quante tessere avevamo noi e ne ha portato un numero maggiore senza presentare neanche un elenco dettagliato dei tesserati”.

La questione dei tesseramenti investe molti partiti ed è una pratica vecchia. Nel 2008 si poteva leggere sulla ’Gazzetta del Mezzogiorno’: “Sono state recapitate nei giorni scorsi ad ignari sottoscrittori una serie di tessere di iscrizione al partito politico dell’Udc, con tanto di lettera di benvenuto nel partito a firma del dirigente organizzativo nazionale. Tessere che gli interessati, per lo più giovani, a quanto pare non hanno mai richiesto, non avendo mai firmato alcuna adesione al partito né tantomeno versato la relativa quota prevista”. È troppo importante, per alcuni iscritti, avere un ’pacchetto’ di voti per ’contare di più’ durante i congressi e per puntare a gestire una macchina di consensi come un partito politico.

Ma come funziona? Dove si fa il tesseramento? In teoria ogni cittadino (interessato) dovrebbe recarsi nella sede del partito (con un documento d’identità) per compilare un modulo, firmarlo e farsi consegnare la tessera. Si versa la quota che, a seconda dei partiti, parte da 10 euro per arrivare ad un contributo volontario. È possibile farlo anche su internet, compilando i vari campi richiesti per essere poi ricontattati dalla ’struttura territoriale competente’. Le tessere vengono utilizzate per individuare il segretario, il gruppo dirigente e per costituire le correnti interne. Chi ha il controllo delle tessere comanda e gestisce. Dal Nord al Sud del Paese continuano ad emergere forti anomalie.

Per il segretario provinciale della Lega a Milano, Igor Iezzi: queste cose succedono quando la gente pesa in base al numero delle tessere. Nella Lega non succede perché noi abbiamo due tipi di tessera: quella del sostenitore e quella del militante. Il sostenitore per diventare militante deve farsi un anno di movimento. Abbiamo una sorta di selezione interna. Per intenderci, l’infiltrato della camorra se vuole contare qualcosa in Lega deve diventare militante e per un anno, teoricamente, deve frequentare la sezione della lega, mettere fuori i volantini, i manifesti. Le cose son due: il camorrista si rompe i coglioni di dar via per un anno i volantini della Lega o gli altri militanti della Lega si accorgono che è un camorrista. Noi abbiamo questo sistema che impedisce di fare dei tesserati in stile democrazia cristiana, come fanno gli altri partiti”.

Abbiamo sentito anche il Senatore del PdL Pierantonio Zanettin, vice-coordinatore del PdL a Vicenza, dove è scoppiato uno degli scandali delle tessere fasulle: “come sempre ci sono due gruppi, io faccio parte e rappresento il gruppo che non ha fatto queste cose e che ritiene di essere stato danneggiato da chi ha fatto queste cose”.

Ma che ha fatto l’altro gruppo?

Abbiamo scoperto un aumento straordinario di tesserati. Da 2500 tesserati del 2010, ci siamo ritrovati con 16 mila tesserati nel 2011. Ma questo ci può stare nel momento in cui c’è una stagione congressuale. La cosa che ci ha imbarazzato fortemente è che è stato verificato che circa metà di queste tessere erano incomplete, non erano state accompagnate da fotocopia del documento d’identità. Abbiamo scoperto che migliaia delle persone che erano in queste condizioni non erano consapevoli di essere iscritte al partito, molte erano iscritte ad altri partiti e molte erano nostre amiche che avevano sempre rifiutato di iscriversi. Questo ci ha creato un grossissimo imbarazzo.

E il gruppo ’delle tessere fasulle’ che fine ha fatto?

Sono quelli che comandano. La responsabilità politica, l’ho detto al congresso, riteniamo tutti essere dell’onorevole Sergio Perlato. Abbiamo fatto un accordo in base al quale lui faceva il coordinatore provinciale e io facevo il vice. E con questo si ritiene la situazione chiusa.

Chi ha preso questa decisione?

Il partito nazionale ha suggerito ai contendenti di trovare un accordo politico che è stato trovato. Il coordinamento cittadino è spettato alla mia componente. C’è stato un equilibrio politico.

A parte gli equilibri, Lei come giudica questo modo di fare politica?

Lo critico, perché credo che ci sono altri modi per fare il tesseramento.

Lei, quindi, pensa che una situazione del genere si possa sanare con un compromesso politico?

Prima di questo accordo politico avevo suggerito un commissariamento (come avvenuto a Modena, ndr), un rinvio del congresso, una bonifica dei tesseramenti per ripartire tra qualche mese. Il sistema nazionale ha preferito raggiungere un equilibrio politico.

A chi si riferisce quando dice ’il sistema nazionale’?

Verdini, La Russa, Lupi e i collaboratori del segretario Alfano.

da L’Indro.it di martedì 21 Febbraio 2012, ore 19:36

http://lindro.it/TESSERAMENTI-MEGLIO-L-EQUILIBRIO,6668#.T0ytzHnwlB0


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