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Lavoro, “una riforma all’acqua di rose”

In questi giorni il tavolo tra Ministro e parti sociali

Lavoro, “una riforma all’acqua di rose”

Parla Sergio Magrini, docente di diritto del lavoro alla Luiss: “la montagna partorirà un mezzo topolino”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

La riforma del lavoro: è il tema caldo del Governo Monti. Entro fine mese il Ministro Elsa Fornero vuole approdare all’approvazione del pacchetto. Ma quali sono le proposte messe sul tavolo dal Governo?

Il riordino dei contratti.

Con la riforma i contratti a termine costeranno di più (aliquota dell’1.4%) e le imprese, per convenienza, potrebbero ricorrere all’apprendistato. Una forma contrattuale che verrà potenziata e incentivata. Su questi contratti le aziende per i primi tre anni pagheranno minimi contributi, non sempre previsti. Il lavoratore riceverà una formazione e non potrà essere licenziato se non per giustificato motivo. Al termine dei tre anni l’azienda deciderà se convertire il contratto (rendendolo a tempo indeterminato) o se concludere il rapporto.

Gli ammortizzatori sociali.

Nei giorni scorsi si erano registrate le prese di posizione dei sindacati. Per la leader della Cgil, Susanna Camusso “è un passo indietro, perché si traduce nel breve periodo, durante la crisi, in una riduzione della copertura”. Sulle risorse è intervenuta la Fornero: “non sono in grado di dirvi dove le troveremo, il Governo si impegna a cercarle al di fuori dei capitoli di spesa sociale”. Ma qual è il nuovo modello? Resta la cassa integrazione ordinaria nella forma attuale. La stessa cosa vale per la cassa integrazione straordinaria, che non potrà più essere concessa in caso di chiusura dell’azienda ma solo in caso di ristrutturazioni aziendali.

L’assicurazione sociale.

Andrà a sostituire, secondo il Ministro del Lavoro, tutte le indennità. Si applica a tutti i dipendenti (privati e pubblici) con contratto a tempo determinato. L’anno di partenza è il 2015 e sarà concessa a chi avrà due anni di anzianità assicurativa e almeno 52 settimane lavorative. La durata oscilla tra gli 8 e i 12 mesi per tutti i lavoratori e potrà arrivare ai 18 mesi per i lavoratori disoccupati oltre i 58 anni di età. L’importo massimo dovrebbe essere di circa 1.119 euro al mese, con un taglio del 15% dopo sei mesi e di un altro 15% dopo il secondo semestre. L’aliquota contributiva sarà dell’1,3%, salirà al 2,7% per i lavoratori precari. Potrà ritornare all’1.3% se il lavoratore viene stabilizzato.

Articolo 18, Statuto dei Lavoratori.

Dovrebbe restare solo per i licenziamenti discriminatori. Nei casi di licenziamenti per motivi economici e disciplinari è previsto un indennizzo economico. E qui dovrebbe subentrare il modello tedesco, dove è previsto un tetto pari a 18 mesi di retribuzione. Per la Cgil l’articolo 18 non deve subire modifiche di nessun genere, mentre la Cisl pensa di eliminare la tutela per “motivi disciplinari”.

Il Parere: secondo Sergio Magrini, professore di diritto del Lavoro alla Luiss “è una riforma molto, molto all’acqua di rose. La montagna partorirà un mezzo topolino e speriamo non sia deforme. Il professore è partito dall’articolo 18: “è molto difficile dare un giudizio perché non si capisce bene neanche il testo quale sarà. L’impressione è che possa, eventualmente, essere parzialmente sostituito solo per alcuni rapporti, solo per alcuni licenziamenti”.

Che ci dice del riordino dei contratti?

Da quello che si capisce sarà fatto pochissimo.Ci sarà, a quanto pare, l’eliminazione dell’associazione in partecipazione che la giurisprudenza spesso riteneva di lavoro subordinato mascherato. Era già una forma ad alto rischio e non è che cambi molto. Per il contratto a termine c’è questo appesantimento economico del quale, secondo me, non si sentiva il bisogno. Già il contratto a termine è un istituto che in Italia è sconsigliabile, salvo che per le sostituzioni dei lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto come le donne in gravidanza, malati, eccetera. Ma se in questi casi c’è una qualche certezza di stabilità del rapporto, negli altri casi è ad altissimo rischio. C’è una clausola generale, la cosiddetta ‘clausolona’, che per ragioni tecnico-organizzative-produttive dà luogo a incertezze giurisprudenziali e dà larghissimo spazio ai giudici per dichiarare nulli i contratti a termine. Non si sentiva proprio il bisogno di questa ulteriore stretta. Vogliono davvero che si assuma a termine indeterminato quando bisogna sostituire una lavoratrice in gravidanza? Siamo alla follia.

Invece sugli ammortizzatori sociali?

L’idea è quella di sostituire, se non ho capito male e sarebbe un’idea saggia: far scomparire la cassa integrazione guadagni straordinaria che era diventata una forma di assistenza a pioggia, invece che una forma di previdenza.

Di fronte alle richieste delle parti sociali si è registrato un ripensamento del Ministro Fornero. Il ricorso alla cassa integrazione straordinaria è limitato alle aziende che si devono ristrutturare e che non sono destinate alla chiusura.

Infatti, perché l’idea è quella di ricondurla sui binari fisiologici, di una forma di previdenza per una temporanea difficoltà dell’impresa, non di assistenza. Questa è un’idea saggia. Sull’altro piatto della bilancia c’è un’indennità di disoccupazione seria, che dovrebbe essere generalizzata. Ma su questo punto sento che i sindacati strillano…

Lei si sta riferendo all’assicurazione sociale?

Si, ma c’è un piccolo problema di come trovano i soldi. Quel modello va bene in Danimarca. Mi sembra strano che in un periodo come questo improvvisamente escano fuori i soldi.

Ma nel complesso, come vede le proposte messe sul tavolo dal Governo?

La mia impressione è che la montagna partorirà un mezzo topolino e speriamo non sia deforme. Come spesso è già successo con il precedente Governo. Questi ora dovrebbero essere tecnici, però si va sempre più peggiorando quanto a tecnica normativa, chiarezza, semplicità. L’impressione è che abbiano imparato benissimo a fare politica, e quindi a fare tanto fumo.

da L’Indro.it di martedì 13 Marzo 2012, ore 19:55

http://lindro.it/RIFORMA-DEL-LAVORO-ALL-ACQUA-DI,7244#.T2hljXmMi70


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