Paolo De Chiara

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FEDERCASSE, FARE CASSA ’COMUNITARIA’

Il credito cooperativo, un antidoto alla crisi?

FEDERCASSE, FARE CASSA ’COMUNITARIA’

Per il Presidente Alessandro Azzi: “più grandi le dimensioni, maggiori sono i rischi”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Il nostro modo di fare banca appoggia l’economia reale e non quella speculativa. Sostenere le banche cooperative significa perciò sostenere le piccole imprese locali”. Questi i termini utilizzati dal presidente di Federcasse, Alessandro Azzi, durante il suo intervento nella conferenza internazionale sulle cooperative.

Da Venezia è partito l’appello all’Unione Europea di puntare sul finanziamento dell’economia reale per uscire dalla crisi. Per Azzi: “una normativa omogenea se applicata a un mondo così eterogeneo rischia di creare problemi”. Qual è il rischio? “Chi ha sostenuto realmente l’economia reale in questi anni di crisi non riesce ad adeguarsi a una nuova normativa”. Per il Presidente di Federcasse (la Federazione italiana delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali) è quindi necessario “alzare la voce”.

Sull’argomento il governo italiano, come ha spiegato il Presidente di Euricse Carlo Borzaganell’intervista, “sta dimostrando totale incomprensione sul ruolo delle cooperative. Siamo ritenuti inferiori rispetto alle altre realtà imprenditoriali. Eppure l’Italia ha il sistema cooperativo più importante d’Europa”. Alla conferenza internazionale sulle Cooperative presenti anche Romano Prodi, economista ed ex presidente della Commissione Europea e del Consiglio italiano; Carlo Borzaga, Presidente Euricse e Sir Partha Dasgupta, economista dell’università di Cambridge e della London School of Economics. “E’ fonte di grande preoccupazione assistere all’impostazione di un nuovo quadro regolamentare per gli istituti finanziari che mette a repentaglio la possibilità di sopravvivenza delle banche cooperative e locali e penalizza le banche che meno hanno contribuito all’insorgere della crisi e che si sono rivelate le migliori nel mitigarne le conseguenze”.

Le banche locali e cooperative “hanno continuato a concentrare la propria attività sull’economia reale, concedendo credito alle famiglie anche quando altre banche avevano cessato di farlo”. Alessandro Azzi è stato eletto, per il quinto mandato consecutivo, Presidente di Federcasse che rappresenta le 446 Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali italiane, presenti in 96 province e 2.298 comuni con 3.332 sportelli (pari al 10,9% dell’intero sistema bancario nazionale).

Il sistema bancario europeo e le stesse autorità regolamentari – secondo Azzi – hanno più volte ribadito che l’origine della crisi si colloca al di fuori del modello tradizionale di banca cooperativa e locale, modello che ha avuto, e ha tuttora, un ruolo chiave nella stabilità e nella crescita del tessuto economico europeo. Tuttavia, i nuovi requisiti in corso di definizione finiranno per incidere proprio su un modello virtuoso e, di conseguenza, sulla capacità di sostegno finanziario alla clientela delle banche cooperative, clientela che spesso è “proprietaria” in quanto socia della singola Banca di credito cooperativo”.

Sempre per il Presidente di Federcasse: “da sempre si riteneva che la piccola dimensione fosse più rischiosa e la grande banca fornisse maggiori garanzie. Invece oggi si è dimostrato che i maggiori rischi appartengono alle maggiori dimensioni. L’esperienza ha reso evidenti che il mercato da solo non risolve problemi e presunti automatismi non funzionano. L’esempio del credito cooperativo è emblematico. Da credito noioso o retaggio del passato, le banche di credito cooperativo sono risultate antidoto alla crisi perchè hanno sostenuto imprese e famiglie”.

E in Italia cosa succede?

L’Italia è un Paese gravato da ipertrofia normativa. Gravato da scarsa solidarietà intergenerazionale. Lo scenario bancario è caratterizzato da nuove complessità perché è cambiata l’intera morfologia del sistema creditizio italiano. Tutti guardano con rinnovato interesse al territorio. Sul piano dell’opinione pubblica c’è una visione non benevola nei confronti del movimento cooperativo. Noi della cooperazione, noi del credito cooperativo, abbiamo grandi responsabilità nei confronti delle nostre comunità e dobbiamo dare risposte convinte e convincenti. Il nostro impegno è fondato sulla valorizzazione dell’identità e della coesione per valorizzare le sinergie a tutti i livelli.

Cos’è Federcasse?

E’ la casa comune di tutto il credito cooperativo italiano. L’unità del movimento è un bene assoluto. Il credito cooperativo, qualche anno fa, ha delineato due grandi progetti di sistema: fondo istituzionale di garanzia e sinergie imprenditoriali tra le società di servizio. Abbiamo lavorato intensamente da allora. Su tutti questi progetti la cooperazione di credito trentina si sta muovendo da protagonista. Si prosegue e di deve proseguire con il fondo. Esso sarà un importante strumento di valorizzazione delle nostre specificità, con sinergie tra le banche di secondo livello, protagoniste e non antagoniste”.

Ma cos’è cambiato con la crisi? 

Dallo scoppio della crisi, il fatto di essere espressione diretta di una comunità di persone ha consentito a queste banche di rispondere meglio e più rapidamente alle richieste di credito provenienti dai territori, soprattutto da famiglie e imprese.

da L’Indro.it di martedì 20 Marzo 2012, ore 19:41

http://www.lindro.it/Banche-di-Credito-Cooperativo-un,7402#.T3XlDWFmLwk


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