Paolo De Chiara

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ICR: ‘RICONSEGNIAMO IL DIRITTO DIVOTO’

E’ partita l’iniziativa di protesta di Imprese che resistono rivolta a Napolitano

ICR: ‘RICONSEGNIAMO IL DIRITTO DI VOTO’

Laura Costato, coordinatrice Lombardia: “chiediamo una grossa pulizia e un parlamento che ci rappresenti”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Spettabile Presidente della Repubblica, On. Giorgio Napolitano, Le consegno in custodia il mio diritto al voto sancito dalla Costituzione Italiana, nell’attesa che Lei prenda provvedimenti finalizzati a ricostituire un parlamento degno di rappresentare il cittadino italiano, dato che con il mio gesto sono a comunicarLe di non essere più rappresentato da coloro che attualmente lo occupano”.

Questo il testo preparato da Imprese che resistono (ICR), il movimento no profit apartitico e spontaneo nato nel 2009, per comunicare a Napolitano “che gli attuali partiti presenti in Parlamento non rappresentano più il cittadino italiano, avendo fallito nel mandato loroaffidatogli dal popolo”. Non è un buon periodo per la classe dirigente italiana e per il sistema dei partiti. I sondaggi indicano chiaramente che i cittadini non ne vogliono più sapere di una politica, impegnata ogni giorno a difendersi da varie e gravi accuse. La crisi mondiale, gli scandali e l’incapacità di governare hanno accelerato la resa dei conti. “Riconsegniamo il certificato elettorale scrivono da ICR “il voto è un diritto inalienabile del cittadino, sancito dalla Costituzione. E’ diritto del cittadino avere una rappresentanza degna del mandato in Parlamento”.

Anche la legge elettorale, definita dagli stessi autori come una ‘porcata’, ha contribuito sensibilmente ad allargare la voragine tra i cittadini e la politica. Chi rappresenta dunque oggi il Paese? Dov’è finito il mandato popolare? “Affideremo – si legge nella nota di ICR – in custodia il nostro titolo di voto al Presidente, autorizzandolo e affidandogli il compito didestituire a tutti gli effetti gli attuali partiti politici”. Lo stesso Napolitano che ha scelto e nominato senatore a vita Monti, l’attuale Capo del Governo.

Abbiamo contattato Laura Costato, coordinatrice ICR per la Lombardia per capire meglio l’iniziativa di protesta che, come ci ha ripetuto, non ha come obiettivo l’astensione dal voto:non ci sentiamo più rappresentati dal sistema partitico attuale, dalla politica attuale. Consideriamo la partitocrazia fallita e riteniamo che il Parlamento in questo momento sia del tutto inutile”.

Ma qual è l’idea di ICR? “La nostra idea di fondo è quella di scuotere da subito il mondo della politica, facendo capire che tutte le percentuali e le statistiche che stanno uscendo circa la non voglia del cittadino italiano di andare a votare sono dati reali e tangibili da subito, senza aspettare di arrivare al 2013”.

Il movimento ha le idee chiare: “non è più il tempo del lamento, è il tempo dell’azione individuale”. Ognuno può inviare, con una raccomandata, l’appello al Presidente della Repubblica (sul sito imprese che resistono.org è possibile trovare il testo da compilare con i propri dati). “Quest’idea che serve ad informare – ha spiegato Laura Costato – Napolitano del sentimento comune dei cittadini di non sentirsi più rappresentati e chiedere, nell’insieme, di mettere mano a questa situazione in modo che si possa andare a delle elezioni, dove i cittadini possono scegliersi il proprio rappresentante liberamente. Non è un’istigazione all’astensionismo. Se si andrà alle elezioni con l’attuale classe politica e con questa partitocrazia si farà certificare al seggio che non si vota, certificando che non si vota perché non vogliamo dare il voto a nessuno di questi partiti perché non ci sentiamo rappresentati dagli stessi.

La coordinatrice della Lombardia di ICR parla di un nuovo orizzonte politico “che non sia questo”. E’ antipolitica? L’antipolitica, sostiene, è stata rappresentata, in questi ultimi anni, da coloro che non hanno pensato alla cosa pubblica, ma a quella privata. In questo periodo di crisi, dove molte famiglie faticano ad arrivare alla fine del mese, dove i lavoratori si vedono scippare i propri diritti, non è passato sotto silenzio l’atteggiamento di chi, impunemente, ha continuato ad utilizzare i soldi della collettività (camuffati in falsi rimborsi elettorali) per i propri bisogni“Siamo dell’idea che pur essendo nei partiti degli elementi validi, in questo momento, non siamo in grado di scegliere e con questa legge elettorale non si fa altro che mantenere privilegi e poteri di una classe politica che non è in grado di amministrare il Paese. Ha fallito clamorosamente”.

Il giudizio di ICR Lombardia è valido anche per il governo presieduto da Mario Monti? “Nel momento in cui è arrivato ha avuto l’appoggio incondizionato della maggior parte della popolazione, ma obiettivamente ci si aspettava di più, non solo sul fronte estero. Le rendite di posizione rimangono le stesse, i conflitti di interesse rimangono gli stessi e vengono toccati ancora una volta i lavoratori e i pensionati. E non vengono toccate le lobby e i grandi interessi che ci sono a monte dello sfacelo italiano”.

In che Paese viviamo, quindi? “In un Paese normale questa classe politica doveva essere destituita dall’incarico e rimettere il mandato per manifesta incapacità. Invece in questo Paese ci ritroviamo con un governo tecnico, che è ancora molto, molto lontano dalla realtà del Paese.In un Paese dove il lavoro non c’è mi sembra assurdo che si parli della riforma del lavoro. Questo scollamento si continua ad avvertire e forse, in un momento in cui molti italiani hanno sperato nel cambio di conduzione del Paese, diventa ancora più pesante con l’aumento delle tasse”. I fallimenti, le perdite di occupazione, gli espropri ed i suicidi rappresentano, per ICR, un vero e proprio “bollettino di guerrache viene puntualmente ignorato – o peggio strumentalizzato a fini puramente propagandistici da parte della politica degli scandali e degli sprechi, che oggi rappresenta il lato peggiore del Paese”.

La proposta vuol scuotere le coscienze, per riattivare la perduta partecipazione popolare, e raggiungere il Capo dello Stato, che non può continuare a far finta di nulla. “La nostra forma di protesta – ha concluso Laura Costato  vuol far arrivare un messaggio ben chiaro e spero che da qui a pochi giorni le risposte vengano in maggior numero. Girando molto per i socialnetwork si vedono una serie di movimenti, raccolte firme. Cerchiamo di cavalcarequest’onda per convogliare il malcontento su un’unica forma di protesta. Il dissenso è esteso e mira alla destituzione di questa classe politica. Chiediamo una grossa pulizia”.

L’Indro.it di martedì 24 Aprile 2012, ore 19:15

http://www.lindro.it/ICR-Riconsegniamo-il-diritto-di,8118#.T6UkIOg9X3Q


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