Paolo De Chiara

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LEGA, LA VERSIONE DEL DISSIDENTE

Intervista a Giancarlo Pagliarini, Ministro del bilancio nel 1994

LEGA, LA VERSIONE DEL DISSIDENTE

Su Bossi: “chi sbaglia paga”, i “probabili” collegamenti con la ‘ndrangheta

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Bossi si è dimesso e ha fatto bene, se si dimetteva cinque o sei anni fa era ancora meglio. Dopo la malattia non era più in grado di gestire un partito. Avevo già chiesto che sidimettesse o che dalla base si eleggessero delle persone che gli stessero intorno per dirgli cosa succedeva, cosa diceva la gente e cosa voleva. Molti di noi che eravamo in Lega in quei tempi avevamo fatto quella proposta, ma quel progetto non è andato a buon fine. Anzi ci hanno sbattuto fuori”.

E’ Giancarlo Pagliarini che parla e che racconta la sua esperienza. Leghista della prima ora, è stato anche Ministro del Bilancio e della Programmazione Economica nel 1994, durante il primo governo Berlusconi. E’ stato senatore, presidente della commissione Bilancio e deputato. Il fautore della ’divisione consensuale’ tra Nord e Sud dell’Italia.

Nel 2006 finisce l’esperienza nella Lega per i dissidi con i vertici del partito. Nel marzo 2011 si è candidato come sindaco di Milano (raccogliendo lo 0,7% dei voti), oggi è segretario dell’Unione Federalista (associazione di ex leghisti). Lo abbiamo contattato per capire il suo punto di vista sui fatti che stanno travolgendo la Lega di Umberto Bossi. E siamo partiti proprio dal leader maximo del partito del Nord: “non ha avuto intorno gente che gli ha dato buoni consigli”. Come finirà la Lega? “Dopo tutto quello che è successo ha una grande opportunità. Può prendere tutti in contropiede facendo un progetto di trasparenza. Se tra gli assegni fatti ci sono cose che non dovevano esser fatte non fa niente. Tanto ci sono le indagini in corso. Si saprebbe lo stesso. Facendo così la Lega torna ad essere quello che era una volta”.

Cos’era la Lega?

Una cosa diversa dai partiti che ci sono.

Perché lei è stato, come dice, ‘sbattuto fuori’ dal partito?

Sbattuto fuori dal partito in realtà no, ce ne siamo andati. Probabilmente perché vedevano la nostra proposta come un attacco a Bossi. Noi dicevamo che Bossi non era in grado di gestire un partito. Nel novembre del 2006 avevo detto a lu e a tutti i consiglieri nazionali che c’erano delle cose che non funzionavano. Avevo tirato fuori una specie di decalogo, dove l’ottavo punto riguardava il bilancio. Dicevo “ragazzi, qui c’è qualcosa che non funziona“. Risultavano9milioni di euro di liquidità. O il bilancio era falso o noi eravamo scemi.

Perché?

Nelle sezioni non arrivava nemmeno un centesimo, non c’erano i soldi per comprare la carta, per fare le fotocopie. Ma c’erano quei soldi fermi e non aveva senso.

La responsabilità è stata sempre dei tesorieri o ci sono anche altre responsabilità?

L’attuale tesoriere (il dimissionario Francesco Belsito, ndr) era il braccio destro del tesoriere di prima (Maurizio Balocchi, ndr), tutti e due liguri, cioè la continuazione della politica di Balocchi. Se su questo tesoriere si dicono cento di cose cattive, su Balocchi se ne dicevano diecimila di cose cattive. Adesso, povero diavolo, è morto. Il tesoriere ha il potere di firma, quindi se sono usciti dei soldi la colpa è tutta del tesoriere.

La continuità tra il vecchio e il nuovo tesoriere non ha mai fatto scattare l’allarme?

Finchè ero lì c’era il vecchio tesoriere, ma avevo sollevato il problema. Sul tesoriere di prima se ne dicevano di tutti i colori.

E’ possibile che un partito politico affidi la cassa con i soldi a certi personaggi?

E’ possibilissimo. Se tutte le cose che dicono della Lega fossero vere in ogni caso il partito politico non sarebbe il peggiore degli altri partiti. La Lega, una volta, non era migliore degli altri partiti, ma era proprio un’altra cosa.

Cos’era?

Quando parlavo di federalismo non dicevo “il federalismo deve essere realizzato dalla Lega”.Se lo realizza il Movimento Sociale o Rifondazione Comunista son contento lo stesso. La Leganon era un partito, ma un insieme di idee che volevamo fossero realizzate non che fossimo noi a realizzarle. Nei miei incontri pubblici non parlavo mai bene della Lega, ma parlavo delle idee della Lega. Invece la Lega, purtroppo, è diventato un partito politico ed è entrata in questa drammatica logica degli uni contro gli altri. Il problema è nei partiti politici, che fanno guerra politica.

Che ricordo ha del famoso cappio in Parlamento nel 1993?

Me lo ricordo il cappio, ero al Senato. Ma quante cazzate, porca miseria. Si possono fare e dire gli stessi concetti senza fare tutte queste scene. Non aveva molto senso. I concetti che ci stavano sottoerano giusti. Era una Paese che stava andando alla rovina ed era necessario cambiare la Costituzione per avere più concorrenza, che genera efficienza.

Oggi il cappio del 1993 si è rivoltato contro la Lega.

Si, assolutamente. Si rivolta contro oggi, ma era una cazzata anche allora. Non è stata un’idea furba.

Come giudica le inchieste delle Procure italiane?

Sicuramente c’è qualcosa.

Crede ai collegamenti con la criminalità organizzata?

Questo lo sa il padreterno, spero di no. Dicono tutti di si, quindi è probabile… bisogna vedere come va a finire. Bossi ha detto una cosa giusta: ‘chi ha sbagliato paghi’.

Se ha sbagliato Bossi?

Chi sbaglia paga, in galera ci deve andare chi ha sbagliato. Nell’ipotesi che la Lega con i soldi pubblici abbia fatto spese che giuridicamente non poteva fare sicuramente ha sbagliato il tesoriere perché aveva il potere di firma. Hanno sbagliato Castelli e Schifoni perché facevano parte del comitato amministrativo federale che doveva controllare ed evidentemente non hanno controllato, anche se ho letto che non li lasciavano controllare. Anche il segretario federale ha la responsabilità.

Va cambiato l’attuale finanziamento pubblico ai partiti?

Al mille per mille. E’ chiaro che la legge l’hanno fatta i partiti, tutti insieme. Va cambiata, ma siccome non la cambiano lo chiedo a Monti. Porti in aula una proposta per cambiare questa legge assurda senza farla discutere. Chieda la fiducia.

Il 7 dicembre del 1993 venne arrestato Alessandro Patelli, ex braccio destro di Bossi per violazione della legge sul finanziamento. In questi giorni ha dichiarato: “il sogno è finito nel 2004”. Lei condivide?

Si, per me è finito anche un po’ prima.

E’ finita anche la Lega?

No, la Lega è un partito come gli altri. Anzi un filo migliore degli altri.

Quando legge sui giornali che i soldi della Lega sono stati utilizzati per la macchina di Renzo Bossi detto il ‘trota’, per due diplomi, per la famiglia Bossi a che cosa pensa?

Da ex militante e da cittadino mi incazzo come una belva, perché sono soldi pubblici che devono essere utilizzati per fare politica. Non mi sembra logico.

Che pensa di Renzo Bossi?

Non lo conosco, può essere un genio e può essere una bestia. Certamente se ero segretario del partito mai, poi mai e poi mai avrei candidato i miei figli.

Come ha vissuto il rapporto con Berlusconi?

Per anni Berlusconi si svegliava, metteva giù i piedini dal letto e steso a fare da tappeto c’era uno della Lega. La Lega ha fatto il tappetino da letto di Berlusconi. Nel 2006, quando ho scritto a Bossi che lasciavo la Lega, dicevo che il programma elettorale del Pdl era assurdo. Berlusconi politicamente è stata una tragedia.

L’Indro.it di venerdì 6 Aprile 2012, ore 18:14

http://www.lindro.it/Lega-la-versione-del-dissidente,7816#.T6UJ0Og9X3Q


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