Paolo De Chiara

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POCHI FONDI: SERVIZIO CIVILE A RISCHIO?

Mancanza di fondi per la difesa non violenta del Paese

POCHI FONDI: SERVIZIO CIVILE A RISCHIO?

Borrelli, Presidente Amesci “il governo non investe abbastanza sui giovani”. Ma per Fauttilli, capufficio nazionale: “non ci sono rischi”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Un’esperienza straordinaria destinata purtroppo a scomparire se la politica non deciderà finalmente di tornare ad investire in quella che rappresenta forse l’unica strategia di politica giovanile offerta dallo Stato ai giovani di questo Paese; una palestra educativa per crescere come persone e come cittadini, in un’ottica di condivisione e di solidarietà; un’esperienza che viene guardata con attenzione anche dagli altri Paesi europei”. Con questi terminiVittoria Boni, responsabile per le Acli, ha spiegato il rischio che corre il servizio civile in Italia. 

In questi ultimi dieci anni dall’istituzione del servizio civile – secondo la Boni – sono partiti con le Acli quasi 5mila giovani, a fronte del doppio delle domande pervenute. Quest’anno sono arrivate 1347 domande su 377 posti disponibili Abbiamo dovuto dire no a due ragazzi su tre. Il rischio che questa domanda di partecipazione si disperda e che quest’esperienza straordinaria di formazione si esaurisca o diventi elitaria è purtroppo nei fatti. Occorre assolutamente reintegrare i fondi rimossi e sbloccare finalmente la legge di riforma che è ferma in Parlamento da oltre 2 anni”.

Ma cosa sta succedendo al servizio civile italiano? La legge di stabilità – rilevano le Acli – ha ridotto le risorse disponibili dai 113 milioni all’anno, previsti per il prossimo triennio, a 68.8 milioni per il 201276.3 milioni per il 2013, 83.8 milioni per il 2014. La partenza dei volontari per il 2013 è a rischio (e già quest’anno è stata scaglionata per la carenza di risorse). L’Ufficio nazionale per il servizio civile non ha ancora pubblicato una data per la presentazione dei nuovi progetti da parte degli oltre 3.500 enti accreditati.

I finanziamenti per dare la possibilità ai giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita “alla difesa non armata e non violenta della Patria” – come recita le legge 64 del 2011 – sono diminuiti progressivamente negli ultimi anni: dai 296 milioni di euro del 2007 ai 68,8 milioni di quest’anno. Nel 2007 partivano più di 57mila ragazzi e ragazze. Quest’anno appena 10mila.

Il Servizio Civile Nazionale, istituito con legge, “è un modo – si legge nel sito della presidenza del consiglio dei ministri – di difendere la patria, il cui “dovere” è sancito dall’articolo 52 della Costituzione; una difesa che non deve essere riferita al territorio dello Stato e alla tutela dei suoi confini esterni, quanto alla condivisione di valori comuni efondanti l’ordinamento democratico. E’ la opportunità messa a disposizione dei giovani dai 18 ai 28 anni di dedicare un anno della propria vita a favore di un impegno solidaristico inteso come impegno per il bene di tutti e di ciascuno e quindi come valore di coesione sociale”. Per la Boni: “anche il servizio civile è finito per inciampare nel cammino di riforma federalista dello Stato. Ma la contrapposizione tra enti locali e istituzioni nazionali va superata, come quella tra pubblico e privato. Vanno sicuramente ridefinite le responsabilità tra i diversi soggetti coinvolti, evitando però la frammentazione. La chiave è nella prospettiva europea da dare al futuro del servizio civile, che può diventare per l’Europa quello che è stato il servizio militare per la cittadinanza italiana. Un modo per costruire una cittadinanza europea fondata sui valori della pace e della responsabilità”.

Abbiamo contattato Enrico Maria Borrelli, Presidente di Amesci, per ascoltare il suo punto di vista: Nel 2011 il governo Berlusconi ha tagliato i fondi del 2012 al servizio civile, questa cosa è stata fatta dopo che l’ufficio nazionale aveva già emanato il bando per la selezione di20mila volontari, che poi sarebbero partiti nel 2012. In realtà l’ufficio nazionale aveva già impegnato o programmato di impegnare i fondi 2012 e questo, chiaramente, ha comportato un problema”.

Perché?

Intanto è stato fatto, c’erano 20mila vincitori, erano rimasti i fondi nel 2012 per farne partire solo 8mila e hanno dovuto recuperare iniziando ad attingere quello che serviva nei fondi 2013 e 2014. Sono state tolte, in prospettiva, le risorse per gli anni a venire. L’ufficio nazionale ha annunciato in consulta, la notizia non è ancora ufficiale, che per il 2013 farà un bando per 15mila volontari. Dove ha preso i soldi per gli altri volontari?

Lei che dice?

Ha succhiato la programmazione del 2014 e questo significa che in quella data non ci saranno più soldi.

I soldi tagliati al servizio civile serviranno anche per le spese militari?

E’ un parallelo che anche noi del mondo del servizio civile, in cui è molto presente anche un’area pacifista e non violenta, facciamo. Stigmatizziamo gli investimenti cospicui che si fanno sugli armamenti, come i cacciabombardieri F-35 di cui si parla in maniera costante, però non è così simmetrica.

Non sono collegate le due cose?

Non lo sono assolutamente, è ovvio che la politica sceglie come e dove spendere i soldi. Ma che senso ha finanziare 135 cacciabombardieri? Sicuramente un investimento così forte in ambito militare in questo momento non è tra le priorità per il nostro Paese.

Cosa chiede l’Amesci al governo Monti?

Di rivalutare la questione delle giovani generazioni, su cui il Presidente Monti si è molto speso tanto che era la prima volta che un Presidente del consiglio dei ministri ha voluto incontrare il Forum nazionale dei giovani. Da un lato ha teso istituzionalmente la mano al mondo dei giovani, dall’altro non sta facendo assolutamente investimenti significativi che vadano nella direzione dei giovani, a partire dal servizio civile che per tanti ragazzi è una prima esperienza con il volontariato e con il mondo del lavoro.

Dopo le dichiarazioni di Borrelli abbiamo voluto ascoltare anche il punto di vista di FedericoFauttilli, capo ufficio nazionale del servizio civile, che sull’argomento è stato molto chiaro: “il rischio di chiusura non c’è”.

Per Borrelli nel 2014 non ci saranno più fondi.

Sono stati utilizzati una parte di fondi del 2013 per far partire quest’anno circa 20milagiovani volontari. Noi, comunque, anche per l’anno prossimo se non ci saranno i fondi abbiamo già un piano per garantire la partenza. Certamente utilizzando anche una parte dei finanziamenti del 2014. E’ un po’ esagerato dire che c’è un rischio di chiusura.

Cosa sta facendo il governo Monti per i giovani?

Anche questa ultima riforma del lavoro è per i giovani, quindi non credo che non stia facendo niente. Sta aprendo prospettive per i giovani e per l’occupazione. E’ una politica che favorisce i giovani. L’attuale normativa sul lavoro va riformata.

Ritorniamo ai fondi per il servizio civile.

I fondi che oggi mancano sono relativi al dpf fatto dal governo Berlusconi dove sono stati fatti tagli. Non è stato il governo Monti che ha fatto i tagli.

Ma non è meglio investire sui giovani anzichè nel comparto militare?

Negli armamenti l’impegno finanziario è talmente notevole, rilevante… a noi mancano 50 milioni. Quanto ai finanziamenti per il settore militare, credo, si parli invece di centinaia e centinaia di milioni.

Magari si poteva evitare di comprare qualche F-35…

Questo non lo so, sono impegni del governo precedente che l’attuale non so se manterrà. E’ ancora da verificare.

L’Indro.it di martedì 3 Aprile 2012, ore 19:43

http://www.lindro.it/L-Amesci-Nessun-investimento-per-i,7734#.T6UHBug9X3Q


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