Paolo De Chiara

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TERRAFERMA: “LA SITUAZIONE POTREBBE PEGGIORARE”

In Italia in aumento il consumo di farmaci antidepressivi e boom per i suicidi

TERRAFERMA: “LA SITUAZIONE POTREBBE PEGGIORARE”

Parla l’imprenditore Mazzucchelli: “introducano iniziative a costo zero”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Tra i benefici della crisi attuale, come di qualsiasi crisi, c’è quello di essere costretti a un esame di realtà. Siamo inevitabilmente legati a convenzioni, pregiudizi e schemi, sin tanto che essi ci consentono di interpretare e di beneficiare di una parte per noi soddisfacente della realtà. I pregiudizi, i preconcetti, gli schemi, in quanto condivisi sono anche la inevitabile infrastruttura culturale e normativa della nostra convivenza. E anche qui: sino a quando la realtà che impatta sulla nostra convivenza sociale è spiegata e trattata in modo complessivamente soddisfacente, i paradigmi reggono e ben pochi hanno voglia di metterli in discussione. Chi lo fa, i pionieri e i visionari, i geni, gli anticipatori, difficilmente trovano ascolto, finché questa operazione non comincia a corrispondere a un’esigenza diffusa. È effettivamente quello che negli ultimi anni sta accadendo: ci troviamo in una crisi che – è del tutto evidente – è crisi economica, istituzionale, politica perché è, in origine, crisi di valori, cioè crisi di significati”. Queste le parole utilizzate da Alberto Meomartini, Presidente di Assolombarda, nella postfazione del libro di Ermete Realacci (ambientalista, parlamentare e presidente onorario di Legambiente) ‘Green Italy’, edito da Chiarelettere. Realacci racconta “storie di alleanza tra imprese e comunità, tra ambiente e nuovi modi di vivere che possonotraghettarci verso un paese più desiderabile e più competitivo”.

Ma quali sono gli strumenti che vengono usati per far fronte alla crisi economica in Italia? Partiamo dal Veneto. 700 milioni di euro e un numero verde ‘anticrisi’ (800.177750), anche per prevenire i tanti suicidi che si stanno registrando in tutto il Paese. “Perché in Veneto – si legge su ‘Il Sole24Ore’ – la conta degli imprenditori che si sono tolti la vita a causa di debiti e soprattutto di crediti non riscossi ha superato (secondo la Cgia di Mestre) quota 50”. Secondo Marialuisa Coppola, Assessore regionale allo sviluppo economico“Dal 2008 in poi, abbiamo varato diverse misure per facilitare l’accesso al credito”. Su ‘Radio24.live’ è possibile ascoltare la ‘voce’ degli imprenditori in difficoltà. “Conoscevo – ha affermato Gennaro, che difendeva come avvocato Equitalia – l’immobiliarista napoletano che di recente si è suicidato dopo aver ricevuto una cartella di Equitalia. Aveva figli quasi della stessa età dei miei e la sua agenzia era nel mio quartiere vicino al mio studio, insomma, le nostre erano esistenze quasi parallele. Questo suicidio di cui a torto o ragione mi sento corresponsabile mi ha convinto a non accettare più incarichi di difesa di Equitalia”. Alessandro parla del rapporto con sua figlia di 12 anni“ieri sera ho fatto una cosa di cui mivergognerò per tutta la vita: mia figlia 12 anni mi vede, mi sorride e mi abbraccia forte. Mi dice che la sua giornata è stata splendida e vuole raccontarmela, mi chiede “la tua papà, come è stata?”, la guardo e le scoppio a piangere in faccia, mi trovo così una bambina di 12 anni che consola suo papà. Ditemi voi uno come può sentirsi, spero un giorno di poter rimediare a tutto questo, ringrazio voi e la possibilità che ci date di sfogarci”.

Ecco la testimonianza drammatica di Camillo“Per spazzare via il pensiero di farla finita in un primo passaggio ho imparato a non guardarmi alle spalle, ma non è bastato, ho dovuto anche imparare a non guardare al ’domani’, ’domani’ inteso non come futuro, ma domani in termini di giornata. E’ come un auto protezione del cervello, si rifiuta di non guardare oltre il tempo presente. Questo è devastante non solo sul piano professionale ma anche sul piano psicologico, bisogna essere forti se non si vuole finire in uno stato depressivo. Ho dovuto anche fermare l’auto per impossibilità di rinnovare la polizza assicurativa, questo è normale?”.

E’ normale che in questo Paese ogni giorno si registrino casi di suicidi? Risulta in aumento il consumo di farmaci antidepressiviSecondo l’Istituto di Ricerca Eures (Ricerche Economiche e Sociali), che ha pubblicato un rapporto dal titolo: ‘Il suicidio in Italia ai tempi della crisi’, nel 2009 i suicidi sono stati 2mila 986, con un aumento del 5,6% rispetto all’anno precedente. Il rapporto ha collegato l’aumento dei suicidi con la crisi economica.Nel 2009 i disoccupati che hanno scelto di togliersi la vita sono stati 357, il 37.3% in più rispetto al 2008. “Oltre la metà dei suicidi censiti in Italia – si legge nell’ultimo rapporto di Eures – sono compiuti in una regione del Nord (1.600 casi nel 2009, pari al 53,6% del totale), a fronte del 18,8% al Centro (561 casi) e del 27,6% al Sud (825 casi). Ma è proprio ilMeridione a registrare nel 2009 la crescita più consistente del fenomeno, con un incremento pari a +11% (sono stati 743 i suicidi nel 2008), a fronte di un +4,5% nel Centro e di un +3,4% nel Nord. A livello regionale gli incrementi più alti si sono registrati in Basilicata (+105%, passando da 20 suicidi nel 2008 a 41 nel 2009), in Campania (+38,7%, passando da 106 a 147 suicidi), in Emilia Romagna (da 234 a 289 casi) e in Friuli (+19,6%, da 92 a 110 casi)”. In Europa è la Lituania, con 31,3 suicidi ogni 100 mila abitanti tra il 2005 e il 2009, il Paese con il più alto tasso di suicidi.

Scrive ‘El Pais’: Se c’è una parola proibita quella è suicidio. Ancor di più in società, come quelle italiana e spagnola, che per secoli hanno vissuto all’ombra dell’etica e dell’estetica della religione. (…) Non si è ancora raggiunto il record spaventoso della Grecia […] ma la progressione è così allarmante che anche il Primo Ministro Mario Monti, come cattolico, ha nominato il diavolo per nome. In Grecia – ha sottolineato di recente il Professore – ci sono stati tagli enormi nel numero dei dipendenti pubblici e, negli ultimi due anni, ci sono stati 1725 suicidi. Questo è quello che in Italia cerchiamo di invertire per non precipitare in quel precipizio”. 

Per evitare il ‘precipizio’ in Italia una rete di psicologi fornisce ascolto e supporto telefonico gratuito alle persone che ne hanno bisogno. L’iniziativa è stata chiamata ‘Terraferma’. Si legge nel sito terraferma-irc.it: “la nostra esperienza ci ha insegnato che molto spesso il piccolo imprenditore, lasciato completamente solo nell’affrontare le difficoltà quotidiane del fare impresa, necessita anche di un sostegno morale e non solo di risposte a problemi economici. A volte però non bastano le parole di noi colleghi che facciamo tutti i giorni la stessa esperienza. In molti casi è necessario affidarsi al sostegno di professionisti che abbiano la possibilità di valutare dall’esterno le situazioni e gli stati d’animo”.

Abbiamo sentito l’imprenditore Massimo Mazzucchelli, uno dei coordinatori del progetto:con ICR (Imprese che resistono) denunciamo da tanto tempo la situazione drammatica. Ci veniva detto che la situazione non era così grave. Nel 2009 abbiamo fatto un incontro con diversi politici e ci è stato rimproverato il nostro operato. Anzi per molti la situazione stava migliorando. Non conoscono la situazione e la cosa è molto grave. Rimproveriamo a questa classe politica di vivere su un altro pianeta. La situazione che vedo da piccolo imprenditore è molto simile a quella del 2009. Veniamo da tre anni di grosse difficoltà e, quindi, potrebbe peggiorare”.

Che servizio offrite a chi si rivolge a ‘Terraferma’?

Il Ministro Passera diceva che è normale che in un momento di crisi aumentino i suicidi. Ma nulla è stato fatto per invertire la rotta. Ci siamo sentiti e abbiamo cominciato a ragionare. Ci sono circa 30 psicologi che coprono l’intero territorio. Il servizio è gratuito fino alla telefonata e diventa a pagamento in caso di percorso personale, con tariffe agevolate e comminate alla difficoltà della persona.

Chi si rivolge alla vostra rete?

Piccoli imprenditori, commercianti, i parenti e qualche lavoratore.

Che situazione avete registrato?

La situazione è molto difficile, ma sempre più spesso arrivano persone che non sanno cosa fare. Non c’è il lavoro e questo crea problemi seri. Si aspetta nella speranza di nuovo lavoro. Facciano delle riforme per far aumentare il lavoro. Il problema non è l’articolo 18, ma il costo del lavoro. I nostri concorrenti europei saranno sempre più competitivi. Introducano delle iniziative a costo zero.

Ad esempio?

Controlli mirati per cercare i prodotti nocivi. Ci sarebbe lavoro per tutti i disoccupati europei. Bisogna ridurre le tasse, tagliare le spese e combattere l’evasione.

L’Indro.it di giovedì 26 Aprile 2012, ore 18:42

http://www.lindro.it/Terraferma-La-situazione-potrebbe,8145#.T6UlVOg9X3Q


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