Paolo De Chiara

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LA SORELLA. Intervista all’Assessore ai Lavori Pubblici di Isernia Rosa IORIO

Rosa IORIO

Rosa IORIO

Rosetta Iorio: “Solo pregiudizi sulla nostra famiglia”

La sorella del presidente della Regione, oggi assessore ai lavori pubblici al Comune di Isernia e direttore del distretto sanitario, non nasconde la possibilità di diventare sindaco del capoluogo. Sull’emergenza scuole: “La Regione ha sempre concesso i soldi per la ricostruzione. Sono i Comuni che devono chiedere i fondi”.

 

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

E’ stata la prima eletta al Comune di Isernia. Rosetta Iorio, la sorella del presidente della Regione Molise Michele Iorio, nella roccaforte isernina, ottenne un ottimo risultato con i suoi 339 voti. I maligni ipotizzarono l’intervento diretto del fratello presidente. “Quando sono stata eletta il sindaco Melogli, essendo la prima eletta, mi chiedeva una preferenza e vedeva bene per me, in quanto donna, le politiche sociali. Io mi sono categoricamente rifiutata di assumere un ruolo tipicamente femminile che poteva essere quello delle politiche sociali, anche se non è tipicamente femminile perché lo hanno ricoperto assessori uomini. Ho voluto assumere un incarico che mi mettesse a confronto con una realtà che non era la mia”. Noi l’abbiamo avvicinata, il 16 ottobre scorso, per parlare di scuole insicure, dei rapporti familiari e dei rapporti politici.

Perché sono trascorsi sette anni da San Giuliano senza muovere un dito per le scuole di Isernia?

“Il pregresso è sicuramente caratterizzato da due tipologie di attività: la verifica di tutte le strutture scolastiche, fatta da un pool di ingegneri, che ha portato ad una documentazione prima inesistente. Sono stati spesi dei soldi sia per fare questa indagine, sia per fare delle opere di ristrutturazione. Nel passato molte opere di ristrutturazione avevano riguardato la Giovanni XIII. La seconda azione è stata quella di progettare una “Scuola Sicura”. Questa scuola ha impiegato un po’ di tempo a venire su. Nell’ottica del politico che programma un intervento c’è questo: faccio la gara, si incominciano i lavori e si inaugura la scuola. Tutto questo non è stato. Perché c’è stata una controversia giudiziaria che ha fatto perdere un bel po’ di tempo. E questo è molto grave. Questo ha compromesso la possibilità che noi avessimo una scuola dove potevano essere alloggiati tranquillamente e in assoluta sicurezza 600 ragazzi. Io non voglio difendere nessuno. Sono qui da due anni. Mi sono trovata ad avere, quindi, una “Scuola Sicura” da portare avanti che viceversa avrei dovuto trovare pronta. Ho mandato avanti le cose. Non per mio merito le cose giudiziarie si sono risolte. Da qui ad un anno avremo una scuola sicura per 600 bambini”.

Il sindaco Melogli, sulle nostre colonne, affermò:“dopo il terremoto de L’Aquila ho fatto fare tutti i rilievi sul posto e i risultati sono stati assolutamente tranquillizzanti. Il dirigente Castiello chiese i risultati delle indagini fatte. L’ufficio tecnico del Comune mandò una sorta di foglio volante, una specie di graduatoria, fatta dalla protezione civile regionale, che classificava gli edifici scolastici di Isernia. Dal documento risultava che questi edifici scolastici avevano un certo grado di vulnerabilità”. Che ne dice di mettere un punto fermo, soprattutto, per capire bene qual è, oggi, la situazione?

“Non so a cosa si riferisca il sindaco. E’ vero che il primo cittadino nell’immediatezza ha fatto fare una verifica. Da questa verifica è emerso che non era successo nulla. Abbiamo potuto desumere che lo stato delle scuole isernine è lo stesso di quello prima del terremoto di L’Aquila. Quando parla di un foglio volante credo si riferisca ad un documento non ufficiale, al quale è inutile riferirsi visto che ci sono documenti ufficiali che testimoniano la vulnerabilità degli edifici scolastici. Gli edifici scolastici, secondo la documentazione, sono vulnerabili”.

Per il sindaco gli istituti possono essere utilizzabili e fruibili e non si può correre appresso alla legge.

“Però non dobbiamo nasconderci dietro un dito. E’ vero, la legge varia di anno in anno. Nel momento in cui mi si dice che un edificio è vulnerabile mi devo attivare, giorno dopo giorno, per risolvere questa situazione”.

Però, sino ad oggi, i ragazzi continuano a frequentare strutture vulnerabili.

“Appena sono arrivata all’assessorato ai Lavori Pubblici ho chiesto la situazione delle scuole. Mi sono occupata della sicurezza per le cose più grossolane che c’erano. Ho chiesto due finanziamenti alla Regione che mi sono stati concessi. Poi è intervenuto il terremoto de L’Aquila. Le cose sono cambiate completamente”.

Durante i lavori del consiglio comunale dove erano presenti i genitori, gli addetti ai lavori, i comitati, il sindaco Melogli dichiarò: “tutti gli istituti scolastici sono agibili e fruibili ad eccezione dell’Ignazio Silone che può essere utilizzato per scopi non didattici”. Lei accetta l’affermazione del primo cittadino?

“Anche il sindaco è consapevole…”.

Ma lei è d’accordo con questa affermazione?

“Oggi le strutture sono in piedi, gli alunni sono dentro. Ovviamente sono fruibili, altrimenti saremmo…”.

Ci sono, però, gli indici di vulnerabilità sismica (PGA) che sono tutti inferiori a uno, il valore minimo previsto dalla normativa per la sicurezza in zone altamente sismiche.

“Abbiamo ancora tempo per…”

Ma Lei che dice come Assessore?

“Ho chiesto un finanziamento alla Regione…”.

Ma ha ragione il Sindaco?

“Io non sono un tecnico”.

Lei è Assessore ai Lavori Pubblici.

“Sicuramente sono fruibili, sono agibili e però questo non vuol dire che non siano vulnerabili. Io la metterei sotto un altro profilo. Direi: oggi devo risolvere il problema delle scuole. Le dico che sto lottando con il tempo. Sono interventi che richiedono un minimo di tempo”.

Però dobbiamo capire bene. La gente deve sapere qual è la reale situazione.

“Il sindaco ha fatto delle ordinanze. Quindi ha consentito l’utilizzo delle scuole. Devo ritenere che le scuole siano fruibili ed agibili. Noi abbiamo sentito i tecnici che hanno detto che potevano essere utilizzate le scuole”.

Il suo ex collega di giunta, Mancini, dice chiaramente che “qualcuno ha tirato i tecnici per la giacchetta”.

“Su questo piano non scendo, scendono altri. Quando ho qualcosa da dire e se penso che il tecnico è stato tirato per la giacchetta vado in Procura”.

Nello stesso consiglio comunale, dove si affrontavano le problematiche delle scuole sicure, il consigliere di maggioranza Potena, che è anche consigliere provinciale per il PdL, ha urlato, rivolto ai banchi della giunta:“l’amministrazione su questo tema ha completamente fallito”.

“Sulla scuola il problema è complesso. Il fallimento si stabilisce se tu dai una svolta al problema. Ma dire “hai fallito” e non dare soluzione, mi consenta, è molto semplice. Potena disse che non c’era urgenza. Programmiamo e andiamo avanti. Non accettava nessun tipo di situazione di emergenza. Nemmeno le strutture leggere che ho proposto e sto portando avanti. Lui mi ha votato contro. Ma è un suo pensiero. Ci mancherebbe che uno quando fa parte di una maggioranza, su un problema così complesso, debba condividere necessariamente. Grazie a Dio siamo in democrazia. Quante volte non ho la stessa opinione del sindaco. Non ne faccio mistero. E non per questo il sindaco mi revoca. E’ un opinione che spero sia un arricchimento e non un contrasto che fa perdere tempo”.

“Rosetta Iorio è una delle candidate più probabili del PdL alla carica di Sindaco. Ed è molto agitata. Sono stato due anni a difendere Gabriele Melogli in giunta dagli attacchi continui, reiterati e fuori misura di Rosetta Iorio. In preda alla voglia di accelerare, forse, anche questa cosa”. Questo è quanto ha affermato Mancini. Nel consiglio comunale, dove si decideva l’approvazione dei riequilibri di bilancio, il capogruppo di Forza Italia, Fantozzi, è stato chiaro nei confronti di questa amministrazione:“solo ed esclusivamente per un senso di responsabilità, voteremo i riequilibri di bilancio e tale “senso di responsabilità” deve essere inteso come un ulteriore e definitivo “atto di fiducia” verso il sindaco”. Non è che i problemi interni al centro-destra si ripercuotono sui cittadini? E si tralasciano tematiche fondamentali come quelle delle scuole sicure?

“Sarebbe immorale. Sulle scuole andiamo avanti, condividiamo tutto e stiamo condividendo tutto anche con l’opposizione”.

Ma è vero che Lei attaccava Gabriele Melogli?

“E’ normale che un’assessore non sia schiava del sindaco perché altrimenti c’è un appiattimento e non c’è quella dialettica importante. Ogni problematica ha un punto di vista. C’è un momento di confronto. Ma si immagina una giunta che pensa esattamente tutto quello che pensa il sindaco. Facciamo il potestà che è meglio. Io faccio il mio ruolo. Ho molta stima del sindaco Melogli. Su alcuni punti, che attengono anche al fatto che io sono donna, forse non solo, io non la vedo come la vede lui. Ma questo non ci impedisce di stimarci a vicenda. Non ho mai brigato per far cadere questo sindaco. Non ho alcun interesse a far cadere questa maggioranza”.

E se il sindaco Melogli non “cacciava” il vice-sindaco Mancini?

“Si teneva Mancini. Che problema c’era. Non credo che la presenza o la non presenza di Mancini in giunta possa condizionare la politica comunale”.

Lei ha affermato che un assessore può esprimere un parere diverso. Perché Mancini non può esprimere un suo parere?

“Tra il parere e le accuse infamanti ritengo che ci sia una grande differenza”.

Ma in quel caso non ci si poteva rivolgere alla Magistratura?

“Non ho sfiduciato Mancini. Non è una cosa che mi riguarda. E’ una cosa che ha fatto il Sindaco. Mancini è l’ultimo dei miei problemi. Mi consenta. Non so se è il problema è di qualche altra persona”.

Di certo non è del giornalista che pone le domande

“Allora andiamo avanti”.

Mancini l’ha citata. E’ mio dovere, da giornalista, farle queste domande.

“Se le interessa sapere quello che penso sulle scuole sono pronta a risponderle. Se lei mi interroga ancora su Mancini, guardi, la devo solo salutare”.

E perché? Stiamo ragionando su alcuni punti che riguardano Lei.

“Mancini non mi interessa. Una persona che scrive sul giornale quello che ha scritto lui e non riesce ad avere un minimo di consapevolezza. Lei dovrebbe prendere le presenze in Giunta, vedere cosa ha fatto Mancini. Non venga a chiedere a me. Io faccio il mio lavoro, sono presente in Giunta”.

Qual è la proposta dell’assessore ai Lavori Pubblici di Isernia?

“Diciotto aule a San Lazzaro più sette a San Leucio. Avremo individuato a San Lazzaro un terreno che potremo avere, in parte è già comunale, a trattativa eventualmente con il proprietario. La bontà di questa procedura per costruirvi lì una scuola, sempre in prefabbricato leggero. Essendo leggere sono più adatte nelle zone sismiche”.

Quali sono i tempi?

“Un anno per la scuola di San Leucio con 500 ragazzi, diciotto aule a San Lazzaro che potremo avere a breve”.

Breve che significa?

“Le prime dieci a gennaio 2010,  le altre otto me le dovrebbero ancora finanziare, quindi passerà del tempo”.

Le altre sette di San Leucio?

“Il 12 dicembre da gara”

E poi c’è la sua ipotesi di scuola da costruire a San Lazzaro?

“Che potrebbe ospitare 600 ragazzi”.

I termini per questa ipotesi?

“Dobbiamo prevedere per l’acquisto, il finanziamento, la gara. Io penso che andiamo all’inizio dell’anno venturo. Questa nuova scuola potrebbe rimanere “scuola media” perché a San Lazzaro c’è bisogno di una scuola media”.

Questa volta in due anni facciamo tutto?

“Direi meno di due anni”

Quanto meno?

“A partire da oggi un anno”

Fine 2010?

“Vorrei che l’anno venturo scolastico veda in sicurezza una grande popolazione scolastica. Questa è una proposta dell’assessore. La porterò all’attenzione della giunta e della commissione, la condividerà con loro. Che le mamme siano d’accordo non ho dubbio. Sulle strutture leggere ho già incontrato i comitati Scuola Sicura e per quanto riguarda quest’altra struttura che dovrebbe nascere non vedo perché le mamme non dovrebbero essere d’accordo”.

Lei parlava dei finanziamenti regionali. Il giornalista del Corriere della Sera, Sergio Rizzo, ha scritto: “soldi stanziati per le iniziative più stravaganti, come i 600mila euro per un “parco tecnologico dell’ acqua”, 200mila euro per il Museo del profumo a Sant’ Elena Sannita,250mila euro sono stati spesi per la sperimentazione del ripopolamento della seppia nelle acque del Molise, 90mila euro per il monitoraggio dell’apis metallifera linguistica, 450mila per il museo naturalistico di Monte Vairano, 425mila per un centro di equitazione, 800mila per la sistemazione di sentieri e ippovia e ippoterapia, 1544mila per il programma televisivo On The Road su Italia Uno, 100mila per la patata turchesca di Pesche”. Dopo sette anni dal crollo di una scuola pubblica i problemi della sicurezza ancora investono tutta la Regione. Questi soldi, con una grossa emergenza, potevano essere utilizzati prima per mettere in sicurezza gli Istituiti scolastici della Regione e poi per finanziare la “patata turchesca” di Pesche ed altro?

“La Regione quando vengono chiesti i soldi per motivi ottimi come sono quelli della ricostruzione delle scuole gli ha sempre concessi, adesso patata o non patata. Abbiamo chiesto “Scuola Sicura”, siamo stati finanziati”.

“Patata o non patata”. Sono passati sette anni.

“I Comuni devono chiedere i fondi”.

Lei, quindi, dice che i Comuni non hanno chiesto i fondi per la ricostruzione?

“Non lo so. Non mi occupo ne di patate, ne di triglie, ne di quant’altro. Quando ho chiesto i fondi sono stati dati. Isernia ha chiesto i fondi e sono stati concessi”.

Dopo sette anni però?

“Gli ho chiesti e mi sono stati concessi dopo un mese”.

Sono passati sette anni dal terremoto di San Giuliano di Puglia.

“Ma le risulta che ci sono delle richieste inevase? Sono i Comuni che devono chiedere. Guardi che la Regione non può andare in un comune e dire: un momento adesso ti faccio la scuola. Sono i Comuni che rilevano i bisogni comunali. Se lei mi trova delle richieste inevase io do ragione a lei. Ma me le deve trovare le richieste inevase”. (Per il numero di dicembre sentiremo i sindaci molisani per sapere se le cose stanno effettivamente così, n.d.r.).

Allora è colpa dei Comuni?

“Non so. Perché non c’ero. Lei mi deve trovare delle richieste fatte alla Regione che sono state inevase. Cioè la Regione ci ha rifiutato un finanziamento sulle scuole. Quando ce lo ha rifiutato allora possiamo polemizzare. Non so se l’art.15 o la delibera Cipe, non so come sono stati chiesti i fondi per la scuola sicura perché non c’ero. Quando si è chiesto quello si è fatto quello. Quando si è fatta l’acqua solfurea si è fatta l’acqua solfurea, si è chiesto il parco si è fatto il parco. La Regione finanzia quelle necessità che un Sindaco ti rileva e ti inserisce in un progetto. Per le scuole l’ultimo problema che abbiamo è per i fondi, il vero problema che abbiamo è il tempo”.

In sette anni il Comune di Isernia non ha chiesto nessun finanziamento per le scuole?

“Lo chieda al Sindaco, io non c’ero. Lo chieda a Mancini, io non c’ero”.

A Lei non risulta?

“Non ho fatto questa ricerca, ho tanto da fare”.

L’ex assessore ai Lavori Pubblici Bizzarro (oggi consigliere regionale, n.d.r.) non ha mai chiesto un finanziamento per la messa in sicurezza degli Istituti scolastici di Isernia?

“Li ha chiesti e li ha ottenuti. Scuola Sicura si sono fatti con questi fondi. Non mi sembra che non ci sia Scuola Sicura. Sono 5 milioni di euro Scuola Sicura”.

Lei si sta riferendo alla Scuola di San Leucio. Quando è partito il progetto? Sette anni fa?

“E’ partito con Bizzarro. Li ha chiesti Bizzarro”.

Sette anni per fare una scuola, che ancora non è pronta.

“Lo chieda a chi ha fatto la contesa giudiziaria. Lo chieda alle procedure. Si informi. Noi abbiamo sbloccato la vicenda non più di quattro, cinque mesi fa”.

Io mi informo. Ma sono tanti sette anni per fare una scuola. All’estero sono molto più veloci, più snelli.

“Quando si fanno procedure veloci e snelli e non si sa il rispetto di quelle che sono i tempi della magistratura si va a finire dentro”.

Sembrano esagerati sette anni.

“Lei deve prendersela con altri organismi che non sono i miei. Se il Comune avesse impiegato sette anni lei avrebbe ragione. A parte che non sono sette anni”.

Da San Giuliano sono passati sette anni.

“Vada a chiedere all’Amministrazione dell’epoca. Io sono quella meno adatta”.

Che è la sua di oggi.

“Io sono arrivata due anni fa”.

Lei cosa ne pensa degli interventi di Repubblica, l’Unità e di altri giornali sulla ‘famiglia Iorio’? “Tre figli, due fratelli e due cugini e la dinastia Iorio occupò Isernia”, così Repubblica il 20 febbraio scorso.

“Se non ci uccidono siamo ancora qui. Non credo sia un delitto avere cugini, fratelli e figli. Se si abita nella stessa città si vive nella stessa città. Purtroppo noi non abbiamo questo bene. Molti sono dovuti andare fuori”.

Ci sono stati anche problemi giudiziari per suo fratello Michele Iorio per la questione del figlio.

“Mio fratello se ha questioni con la giustizia li risolverà con la giustizia. Mi sembra che stia andando avanti e stia andando avanti per la sua strada. Se la giustizia ritiene di dovere avere di chiarimenti siamo pronti a darglieli”.

Dobbiamo parlare di “parentopoli”, “saga familiare”, “dinastia” o di “meritocrazia”? Quale definizione possiamo dare?

“In genere, prima, quando il figlio seguiva le orme del padre era una cosa meritoria. Da noi sembrerebbe una cosa che deve essere tenuta in dispregio. Se un figlio fa il medico e sta nella sanità e il papà era medico sembra di gridare allo scandalo. Ma i parenti di Iorio dove dovrebbero essere collocati per essere disancorati dal pregiudizio?”.

Quindi, secondo Lei, è un pregiudizio?

“Lei ha parlato con me. Le ho dato la dimostrazione di essere una sciocca? Parlo in italiano? Ha visto il mio curriculum scolastico? Lo vuole vedere? Vuole vedere quello che ho fatto nella mia vita professionale? Allora devo essere punita perché sono la sorella di Michele Iorio? Parliamo di mio marito (Sergio Tartaglione, n.d.r.), il famoso cognato del presidente che ha 60anni. Lei pensa che ha fatto carriera dopo che mio fratello è diventato Presidente di Regione?”

Lasciamo, per adesso, i casi singoli. Altrimenti dovremo approfondire la posizione del cognato Tartaglione, della sorella Rosetta, del figlio Luca, del cugino Bizzarro, della moglie del cugino De Cola, dell’altro figlio Raffaele e del terzo figlio Davide, della cugina Giovanna Bizzarro e del fratello della moglie del presidente Carnevale. Lei conferma, quindi, che sono solo dei pregiudizi?

“Assolutamente si”.

Ha letto il libro di Vinicio D’Ambrosio “Il Regno del Molise”?

“No. Lo compreremo e lo leggeremo”.

E’ intenzionata a fare il Sindaco di Isernia?

“Non ci penso proprio. Sono talmente impegnata a fare l’assessore ai Lavori Pubblici che il fatto di fare il Sindaco non mi solletica, al momento”.

In futuro?

“E per lei andare a scrivere su Repubblica?”

Tutto è possibile nella vita.

“Anche per me”.

INTERVISTA PUBBLICATA su “il Ponte”, novembre 2009


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