Giorno: 25 giugno 2012

BERLUSCONI, NUOVO PIANO DI RINASCITA?

Abbiamo sentito il sondaggista Carlo Buttaroni e il politologo Massimo Teodori

BERLUSCONI, NUOVO PIANO DI RINASCITA?

Spunta un documento riservato, ’La Rosa Tricolore’, che punta tutto su Matteo Renzi
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Un documento riservato “messo a punto per il Cavaliere da un gruppo ristretto di consigliericapeggiati da Dell’Utri e Verdini (oltre che dal suo nuovo guru Volpe Pasini). Risultato: via ilPdl e quasi tutti i suoi dirigenti, nasce una Lista Civica nazionale che dovrà allearsi con il sindaco di Firenzedestinato a Palazzo Chigi. Obiettivo: salvare Silvio dai giudici e (se possibile) farlo eleggere Presidente della Repubblica”. Il piano segreto (un dossier di otto pagine, dal titolo: ‘La Rosa Tricolore’) è stato rivelato da ’L’Espresso. Una vera e propria bomba per la politica italiana, sempre più assente e distante dai cittadini.

Per ’L’Espresso’ il ‘piano di rinascita’ è suddiviso in tre mossel’azzeramento del Pdl (un partito, ormai, alla frutta), un network di liste (“tutte precedute dal logo Forza”) e lacandidatura dell’attuale sindaco di Firenze, Matteo Renzi (il rottamatore del Pd). Un piano che rincorre il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Il sindaco Renzi, già impegnato nei mesi scorsi in un incontro ad Arcore, ha così commentato: voglio svelare il mistero: il piano esiste! L’hanno firmato non solo Verdini e Dell’Utri, ma anche Luciano Moggi, Licio Gelli, Jack lo Squartatore e Capitan Uncino. Ma sono stato irremovibile: finché non me lo chiede il mostro di Loch Ness non accetto”.

Per Carlo Buttaroni, esperto sondaggista“definirlo un piano è un eufemismo. Secondo me è sbirciare dal buco della serratura. Non è un piano strategico, per quello che si legge dai giornali. L’elettorato in questo momento non sa nemmeno per quale partito votare, per cui tutti questi retroscena sono lontani dall’incidere nei processi decisionali delle persone. Screditano soltanto. Questa cosa non la vedo significativa”. Il sondaggista Buttaronicontinua: E’ significativo il disarticolare il Pdl e la sua struttura organizzativa, il suo profilo politico e gli attuali dirigenti per fare qualcos’altro. Per percorrere strade totalmente nuove. Berlusconi, come spesso fa, si affida a dei consulenti che propongono delle idee. Poi lui, in prima persona, le accetta o le scarta. Ma le indiscrezioni che sono uscite non hanno nulla di concreto”.

Ma cosa sta cambiando nella politica italiana? Cosa cercano gli elettori? Cosa bisogna offrire ai cittadini, stanchi di questa politica? Lo abbiamo chiesto al politologo Massimo Teodori,senza dimenticare il Movimento a 5 Stelle: “ho seguito questa vicenda approssimativamente, non so se questo piano sia una cosa reale o sia un bidone che qualcuno ha voluto mettere in atto proprio per squalificare Matteo Renzi”.

E se dovesse essere reale?

Mi pare che la risposta che ha dato Renzi, che cioè i voti e i consensi da qualsiasi parte vengono sono benvenuti, nel senso che non sono contrattati in termini di linea politica e di progetto, sia esaustiva. Non si vede perché dovrebbero esserci delle discriminazioni. Altra cosa se invece ci sono degli accordi sottobanco che sarebbero la pratica oscura che molti partiti e molti candidati hanno sin qui fatto.

Si parla di otto pagine dattiloscritte dal titolo: ‘La Rosa Tricolore’ con un sottotitolo ‘un progetto per vincere le elezioni politiche 2013’.

Probabilmente è un documento di qualcuno che vuole fare un’operazione del genere. Non mi pare sia un documento negoziato da Renzi, almeno stando alle dichiarazioni pubbliche.

Resta lo ‘scioglimento’ del Pdl e l’apertura a nuove liste civiche nazionali.

Il sistema dei partiti è assolutamente in crisi, con una fiducia che si aggira intorno al 5-10%. E’ chiaro che alle prossime elezioni politiche tutto il sistema delle liste sarà un sistema che si rivoluzionerà rispetto al passato. Non per niente sono annunziate liste civiche o pseudo tali, sia a sinistra, al centro e a destra. Tutto è possibile, ma una cosa è certa: gli italiani hanno bisogno di votare per qualcosa di diverso dalle vecchie facce e dai vecchi partiti e quindi, chi riuscirà a dare una buona offerta avrà il consenso degli italiani. Del resto, il caso Grillo è molto eloquente.

Il Movimento 5 Stelle di Grillo può rappresentare quel qualcosa di diverso?

Il Movimento di Grillo pone la questione della protesta contro l’attuale sistema dei partiti, non mi pare che al momento sia un Movimento in positivo che proponga qualcosa di effettivamente alternativo, al di là di slogan e parole d’ordine.

Oggi esiste, nella politica, la novità?

Mi pare che al momento non ci siano dei grandi e seri progetti di novità.

Ma cosa s’intende per ‘novità’?

Qualcuno che dicesse quale visione ha per il futuro dell’Italia. Il Movimento 5 Stelle se ha un suo senso sul lato della proposta, non ha alcun senso sul lato della visione del futuro per l’Italia.

E dove potrebbe arrivare questo Movimento?

Ci sono due nodi su cui i partiti devono misurarsi. Il primo è quello della riforma elettorale che consenta ai cittadini di scegliersi i propri parlamentari, e mi pare che tutti i partiti stiano facendo ammuina perché con la storia delle riforme istituzionali non si vuole arrivare da nessuna parte e per andare a votare con una legge come l’attuale o simile all’attuale. Ritengo che il discorso sulle riforme istituzionali, compresa quella della diminuzione dei parlamentari, sia un’autentica truffa. E’ impossibile che arrivi in porto da qui allo scioglimento delle Camere.

Il secondo nodo?

Un’altra truffa che stanno facendo i partiti, che dicono di essersi ridotti il finanziamento pubblico. La cosa non è vera. Ho dimostrato, cifre alla mano, che non è vero che hanno tagliato il 50% del finanziamento pubblico, ma hanno tagliato appena il 5-6% di tutto quello che lo Stato dà oggi ai partiti. Se su questi due terreni, riforma elettorale e fine del finanziamento pubblico, i partiti non prenderanno una posizione netta, e mi pare che non ne abbiamo alcuna intenzione, il Movimento di protesta 5 Stelle andrà molto in alto.

Ci ritroveremo con Silvio Berlusconi alla Presidenza della Repubblica?

Zero probabilità.

da L’INDRO.IT di venerdì 22 Giugno 2012, ore 19:00

http://lindro.it/Berlusconi-nuovo-piano-di,9174#.T-iRZRedBbc

‘NUCLEARE IN ITALIA? UN’ESPERIENZA FALLIMENTARE’

Parla l’ingegnere nucleare Massimo Zucchetti, docente al Politecnico di Torino

‘NUCLEARE IN ITALIA? UN’ESPERIENZA FALLIMENTARE’

Nonostante la volontà dei cittadini, si continua a parlarne. Lo ha fatto anche Veronesi, ma “ognuno deve occuparsi del proprio mestiere”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

E’ passato un anno dal secondo referendum. Gli italiani hanno bocciato l’ipotesi del ritorno del nucleare nel Paese. Un anno fa – scrivono in una nota congiunta l’ISDELegambiente, ilWwf e Italia Nostra – si registrò il fermo pronunciamento del popolo italiano contro la ripresa di programmi di produzione di energia elettronucleare nel nostro Paese. Quel grande successo avvenne a pochi mesi di distanza dal disastro nucleare di Fukushima, in Giappone (11 marzo 2011). Il disastro nucleare in Giappone ha cambiato il panorama e le prospettive internazionali. L’industria nucleare mondiale è in crisi: questa fonte energetica era già fuori mercato e si sorreggeva sui sussidi pubblici, ma l’adeguamento delle norme e dei sistemi di sicurezza la rende definitivamente antieconomica come dimostrano le recenti e ripetute cancellazioni di ordini in diversi Paesi”.

Ma in Italia, nonostante la volontà popolare, molti continuano a parlare di energia nucleare.Anche nel Governo tecnico di Monti si sono registrate affermazioni pro nucleare. E’ il Ministro dell’Ambiente Clini, l’8 giugno scorso, ad affermare: “Noi dobbiamo lavorare sulla ricerca per un nuovo nucleare. E questa è una linea assolutamente coerente con gli impegni presi per la sostenibilità. Del resto basta leggersi i documenti internazionali: questo è il contesto e non quello della polemica spicciola anche locale, che serve solo a deviare la discussione dai temi più seri di fronte ai quali ci troviamo oggi”. Una posizione che sposa alla perfezione quella dell’oncologo Veronesi: “senza nucleare l’Italia è un Paese morto”. 

Abbiamo contattato l’ingegnere nucleare Massimo Zucchetti, docente al Politecnico di Torino (che nei mesi scorsi è intervenuto anche sulla Torino-Lione: “la montagna sotto cui si scaverebbe il tunnel è radioattiva”e siamo partiti proprio dal referendum: tecnicamente ci sarebbe ancora spazio per un ritorno al nucleare, tuttavia la volontà dei cittadini è stata molto netta. La volontà dell’opinione pubblica è nettamente contraria ad un ritorno al nucleare. Sono rimasto un pò perplesso dalle uscite del Governo attuale. Mi sono sembrate imprudenti”.

Perché?

C’è ancora parecchio da fare per gestire l’eredità del nucleare passato. Abbiamo quattro centrali nucleari solo parzialmente smantellate e c’è ancora da lavorarci sopra persmantellarle, per chiuderle. Soprattutto per la popolazione che ci vive intorno. C’è da lavorare per moltissimi anni. Abbiamo bisogno di un sito, di un deposito sia per le scorie ad elevata attività, quando rientreranno dall’estero, sia per le scorie a bassa e media attività. La situazione è spiacevole, perché abbiamo l’Italia punteggiata da alcune decine di posti dove questi materiali sono messi. Cominciamo a chiudere questa fallimentare esperienza.

Come interpreta queste ‘uscite’ da parte dell’attuale Governo?

Credo, così come anche sull’alta velocità, sulle grandi opere e su molte altre cose, che questo Governo abbia e ha inteso lo sviluppo con questo tipo di imprese. Ed è un’idea antica.

E sulle affermazioni di Veronesi cosa aggiunge?

Ho molto rispetto per il professor Veronesi. Lo considero un ottimo oncologo del seno. Io sono un professore ordinario di impianti nucleari, lei si farebbe operare da me per un tumore al seno?

No.

Ecco, ognuno dovrebbe fare il proprio mestiere. Sono un po’ duro, però mi stupisco molto che il professor Veronesi, per essere stato investito da questa carica che avrebbe dovuto, dopo il referendum, lasciare per coerenza, continui a fare queste dichiarazioni. L’Italia non è assolutamente morta senza nucleare. Anche perché il contributo che il nucleare potrebbe dare, anche nel caso in cui si cambiasse tutti opinione, è veramente marginale. Noi dobbiamoconcentraci molto e investire su qualcosa di marginale che però ha delle buone prospettive. Dobbiamo investire sulle rinnovabili, che sono in forte crescita. Quella è la novità, quello è il punto in cui si può fare eccellenza reale. E anche quello che ci chiede l’Unione Europea, con la direttiva 20/20/20 che noi non stiamo per nulla ottemperando. Come speriamo fra pochi anni di allinearci? Non certo con il nucleare.

Perché lei è contro il nucleare?

Ecco (ride, ndr)… non sono contro il nucleare. Sono convinto che l’Italia in questo momento non abbia bisogno di impianti nucleari. Sono contro la costruzione di impianti nucleari in Italia. Sono molto favorevole alla ricerca.

Come l’astrofisica Margherita Hack, che ha affermato: “Il no al nucleare non può essere però un no alla ricerca”.

Condivido a pieno l’opinione di Margherita Hack, che ha fatto un percorso ed è arrivata a indicare di votare a favore dei quattro ‘si’ proprio perché sostiene che l’Italia non ha nessun vantaggio a imbarcarsi in questa esperienza. E’ molto meglio investire sulle rinnovabili e sul risparmio energetico. Con poche cose potremmo ottenere quello che voleva ottenere il Governo passato costruendo gli impianti nucleari. Veramente con poco.

In Italia, in futuro, ci sarà spazio per il nucleare?

Occorre riparlarne una volta che i reattori di quarta generazione siano provati. Almeno tra una quindicina d’anni.

da L’INDRO.IT di sabato 16 Giugno 2012, ore 12:33

http://lindro.it/Nucleare-in-Italia-Un-esperienza,9041#.T-iOoBedBbc

DIVORZIO BREVE, GLI ITALIANI LO VOGLIONO

Per l’avvocato Bernardini De Pace: “i politici vogliono restare nel magma dell’ignoranza”

DIVORZIO BREVE, GLI ITALIANI LO VOGLIONO

L’82% della popolazione è favorevole, ma “il Parlamento non tiene conto del parere degli italiani”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

In Italia l’attuale normativa prevede, per il divorzio, che la separazione tra i coniugi copra un tempo non inferiore ai tre anni dalla decisione del magistrato nel procedimento di separazione. “La legge sul divorzio dovrebbe affermare in modo pieno il diritto individuale a scegliere con chi e in che modo vivere la propria esistenza”. Con il divorzio breve, invece, sarebbe possibile (in presenza di consensualità e in assenza di prole) porre fine al matrimonio entro un anno dalla separazione.

Secondo un sondaggio dell’Eurispes l’82,2% degli intervistati è favorevole al divorzio breve. Su questo tema, e sul matrimonio gay (altro argomento di forte attualità, soprattutto dopo le polemiche innescate, con frasi scioccanti, dal giocatore della Nazionale Cassano),abbiamo sentito l’avvocato Annamaria Bernardini De Pace. Uno studio legale che, nel corso degli anni, ha sviluppato un’ampia competenza nel Diritto Civile con attenzione al diritto di famiglia, della persona e dei minori. Lo studio legale De Pace rende pareri e consulenze su tutti i temi che riguardano la famiglia, di fatto, coniugale, omosessuale, prima e durante la sua costituzione e nel momento della separazione. “Sono d’accordo, ma più che di divorzio breve, che mi sembra una parola non adatta a quello che è l’obiettivo della legge, perché non è il divorzio che è più breve, bisognerebbe parlare di separazione più breve. Il divorzio e la separazione comunque risentono dei tempi della giustizia. Sono per il divorzio come alternativa alla separazione”.

Qual è la differenza?

Oggi bisogna fare il gradino della separazione prima del divorzio. Anche se bisogna aspettare uno o due anni, invece di tre. La mia idea è che lo Stato sarebbe più corretto e più giusto se ponesse l’alternativa del divorzio alla separazione. Non voglio passare il gradino della separazione, così come sono libera di sposarmi, voglio essere libera di divorziare quando voglio. Senza il passaggio obbligato della separazione.

E’ possibile in Italia, dove c’è una forte presenza della Chiesa cattolica?

Appunto, credo che questa sia la difficoltà. C’è un condizionamento religioso fortissimo. Sia nei politici che nella mentalità sociale, ma tutto questo diventa discriminante per i laici.

Anche se l’82% della popolazione è favorevole.

Il parlamento ne dovrebbe tenere conto. Ma il Parlamento non tiene conto del parere degli italiani, altrimenti si sarebbero già abbassati le spese per la gestione della politica. Come vorrebbero tutti.

Quindi dobbiamo aspettare un nuovo Parlamento?

Forse si.

Lei è ottimista o pessimista su questo tema?

Sono pessimista in tutte le questioni che riguardano la politica italiana, perché ci sono dei politici che non ’tirano l’acqua al nostro mulino’, ma galleggiano nel mare dei loro privilegi.

Lei ha scritto un libro (‘Diritti diversi’) sui matrimoni gay.

Si, dove ho espresso la mia idea che il matrimonio gay sarebbe già possibile. Perché nella Costituzione non c’è scritto che ci vogliono un uomo e una donna, non c’è scritto che la Costituzione tutela le famiglie formate da un uomo e una donna. Ho già espresso questo mio parere nel libro. Le polemiche su tutte le problematiche gay, secondo me, vanno bene. Così si approfondisce la cultura sul tema da parte di molti, che non ce l’hanno. E’ inevitabile che se ci sono scontri c’è la possibilità di affrontare percorsi di conoscenza.

Oltre alle affermazioni di Giovanardi, Pdl (“L’Olocausto dei gay non c’è mai stato”, “Due donne che si baciano per strada? E’ come vedere qualcuno fare la pipì in pubblico: può dare fastidio”) si sono aggiunte quelle di Fioroni, Pd (“no a nozze gay”).

Peggio per loro. Questi che vogliono restare nel magma dell’ignoranza e della discriminazione ci devono restare. Chiunque è libero di esprimere la propria opinione. Nel momento in cui queste persone non sono capaci di leggere quello che dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità, di leggere quello che apertamente si vive nella società e, quindi, che esistono sentimenti non eterodiretti, ma omodiretti, che ci sono persone che soffrono, che sono discriminate, che non possono sposarsi, che non possono lasciare la loro pensione al coniuge, che non possono andarlo a trovare in ospedale. Non vedono, non capiscono queste cose, non vengono mosse a ragionare più criticamente peggio per loro. Moriranno nella palude dell’ignoranza e della cattiveria.

La società italiana è pronta?

Se l’82% delle persone vorrebbe il divorzio breve, secondo me, è pronta e, penso, se si facesse un’indagine, altrettanti risponderebbero che sono d’accordo per il matrimonio gay.

L’altro giorno dal sito de L’Unità è stato lanciato un sondaggio proprio su questo tema. Il55% è favorevole ad istituzionalizzare i matrimoni gay.

Penso che sarebbe anche ora, siamo in ritardo. E’ inutile che continuiamo a stare in Europa soltanto per la moneta e non per gli altri principi di diritto che vengono affermati in Europa. Tanto vale che usciamo dall’Europa e anche noi ci mettiamo in un magma di antichità.

da L’INDRO.IT di sabato 16 Giugno 2012, ore 12:07

http://lindro.it/Il-Parlamento-non-tiene-conto-del,9045#.T-iM1hedBbc

“LA NOSTRA SOCIETÀ CIVILE È VIVA”

Parla il politologo Gabriele Magrin, collaboratore di Zagrebelsky

“LA NOSTRA SOCIETÀ CIVILE È VIVA”

“La questione riguarda il futuro dei partiti: il Movimento 5 stelle potrebbe colmare il vuoto, ma Grillo non è la soluzione”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

La questione generale è la fine del partito personale di Berlusconi. Il Pdl si trova con questo problema, con il venir meno della capacità di Berlusconi di coagulare intorno a sé il consenso e l’organizzazione del partito. C’è un non senso nelle liste civiche, che sono fatte dall’alto. La proposta è di sette liste civiche: una di destra senza compromessi Santanchè, poi c’è quella dei rivoluzionari di Sgarbi, poi quella di Bertolaso, gli animalisti, una per gli ex An, una per gli ex Fli. Ma sono liste civetta? Le liste civiche per definizione nascono dal basso. In questo modo non si rinnovano i partiti”. Con il professore Gabriele Magrini, politologo e collaboratore del costituzionalista Gustavo Zagrebelsky, siamo partiti dall’ormai famosa lettera di Schifani, il Presidente del Senato, pubblicata su ‘Il Foglio’ di Giuliano Ferrara. Per Schifani, che con questo intervento pensa di aver fatto “il suo dovere”, gli elettori del Pdl “sono frastornati”, lo stesso Pdl è un partito “sfilacciato”. L’invito è a non inseguire il fenomeno Grillo. Schifani parla anche di “operazione verità”. Che non potrà mai esserci nella politica italiana, men che meno nel fu partito personalistico di Silvio BerlusconiCambiare tutto, per non cambiare nulla: “c’è questo rischio. Questo lo dice lei, ma sono sostanzialmente d’accordo. Non so se c’è gattopardismo (il professore ride, ndr), ma è possibile che ci sia anche una nobile intenzione”.

Le ‘nobili intenzioni’ molte volte naufragano miseramente.

Si, perché queste proposte nascono dall’alto. La proposta di Schifani mi pare meno gattopardesca nelle intenzioni, però c’è un’incognita che grava come un macigno: può esistere un Pdl senza Berlusconi? Schifani ha avuto coraggio sino a metà, ha detto‘ricompattiamoci intorno ad Alfano’, ma non ha posto la questioni delle questioni.

Cioè?

Cosa può essere il Pdl senza Berlusconi? Un ciclo si è concluso e tutti i partiti dovrebbero essere in grado di continuare, cambiando il registro.

Il Pdl senza Berlusconi gode di una classe dirigente all’altezza della situazione?

Questa è la grande domanda. Non ci sono le risposte certe. La prima strada, che è quella delle liste civiche calate dall’alto, quindi delle liste civetta, secondo me, è troppo gattopardesca per poter andare avanti.

La seconda strada?

Si può trovare, ci sono anche i cambiamenti. Questo è ciò che ci si attende dai partiti, non solo dal Pdl, il coraggio di mettere mano ai progetti.

Cosa si teme?

La prima e la seconda Repubblica si sono assomigliate, non vorremmo che la terza fosse peggiore. La crisi incalza, la società è affaticata. Esiste il rischio che i partiti non sappiano gestire la terza Repubblica. Il rischio esiste ed è fortissimo. Una democrazia senza partiti politici non si regge e le tentazioni di trovare delle vie laterali… i partiti debbono restare il tramite tra la società e le Istituzioni. Devono restare, ma devono essere capaci di pensare ai bisogni della società. Ora il Pdl non è in grado di compiere questo ruolo. Questa classe dirigente ce la farà, questi partiti ce la faranno a mettere in campo una visione di società credibile? A non lasciarci in preda di un eterno presente, con le nostre paure quotidiane, con le politiche dell’emergenza? Passiamo da una politica dell’emergenza all’altra. La questione è il futuro dei partiti.

Lei vede i partiti in grado di darsi un futuro? Oggi registriamo un vuoto pericoloso e una totale assenza della politica e dei partiti.

Dobbiamo smetterla di parlare dei nomi. Non sono i nomi, ma la capacità dei partiti di aprirsi, di includere. La società civile italiana è viva. I partiti si devono aprire.

Questi partiti si aprono alla società civile?

In questi partiti non vedo questa apertura, ma ovviamente non dobbiamo nemmenocrogiolarci. Noi siamo bravissimi a piangerci addosso. Non mi aspetto che diventino come i partiti americani, capaci di trovare figure, anche forti. I partiti devono capire che la campana è suonata e suona per loro. Per ciascuno di loro.

Come giudica il fenomeno Grillo, il successo e il consenso del Movimento 5 stelle?

E’ un fenomeno che appartiene ai movimenti. I movimenti nascono e si accettano. Bisognaconfrontarsi con loro. Questo è un movimento che comincia a sedere nei consigli comunali, nei consigli provinciali, è un movimento che comincia ad affacciarsi sulle situazioni. Si aspetta di vederlo alla prova, si aspetta di vedere un programma politico per capire che identità abbia. Finchè non ce l’ha un giudizio politico è impossibile.

Dove può arrivare questo Movimento?

In un quadro politico così immobile possono rimanere fermi come possono arrivare ad occupare il vuoto.

Possono sfondare?

Sono preoccupato da Grillo.

Perché Grillo la preoccupa?

Sono preoccupato che una personalità forte, attrattiva, retorica, con la superficialità della retorica vada, in questo momento, ad occupare il vuoto. Penso che l’Italia dovrebbe preoccuparsi di questo. Il rischio è di continuare con una figura di tipo carismatico per colmare un vuoto politico. E siamo alla seconda volta. Il problema è la politica.

Ieri Napolitano è stato fischiato dai cittadini dei territori colpiti dal terremoto. Siamo quasi alla fine del settennato, secondo lei che Presidente della Repubblica è stato Giorgio Napolitano?

E’ stato un Presidente che ha dovuto gestire, probabilmente, una delle transizioni più delicate e quindi è una Presidenza della Repubblica che ha garantito la solidità delle Istituzioni, il prestigio internazionale del Paese e la credibilità dell’Italia. Non è stato soltanto un Presidente garante, ma è stato un Presidente che è anche intervenuto, in condizioni di assoluta necessità. Chi critica o fischia il Presidente Napolitano dovrebbe pensare a dove ci avrebbe condotto una direzione contraria. Siamo molto bravi a stare sempre un passo sopra, ma gli italiani di disastri ne hanno anche compiuti molti.

Andremo a votare nel 2013 o prima?

Spero che si vada a votare nel 2013. Bisognerà capire cosa farà il Governo da qui al 2013.

Lei ha fiducia nel Governo dei tecnici, che tanto tecnico non è.

E’ una fiducia autentica, fondata su ragioni di necessità. E’ una fiducia di tipo politico. Questo Governo ha avuto la fiducia dal Parlamento.

Da questo Parlamento…

Non è uno dei Parlamenti più legittimati, però la fiducia è di tipo politico.

da L’INDRO.IT di venerdì 8 Giugno 2012, ore 19:04

http://lindro.it/La-nostra-societa-civile-e-viva,8908#.T-iLLRedBbc

GIUSEPPE ARENA: ‘CI HANNO FATTO FALLIRE’

L’Arenaways fallita nel 2011 è ritornata sul mercato

GIUSEPPE ARENA: ‘CI HANNO FATTO FALLIRE’

Parla l’amministratore delegato della compagnia ferroviaria, di nuovo in gioco con una cordata di imprenditori
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Ritorna sulla scena, meglio dire sui binari, l’Arenaways. L’azienda ferroviaria, che insieme alla NTV (nuovo trasporto viaggiatori) di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, è entrata nel mercato ferroviario italiano. L’Arenaways, fondata nel 2006 e fallita nel 2011, è di nuovo in gioco con una cordata di imprenditori.

Oggi l’azienda è nelle mani del gruppo Go Concept Srl, costituita dall’azienda calzaturiera marchigiana Del Gatto, dalla società austriaca Railway BW, dall’impresa Ambrogio Trasporti, dall’imprenditore marchigiano Roberto Cenerelli, e dal fondatore Giuseppe Arena. Abbiamo reintegrato i nostri dipendenti – ha tenuto subito a precisare Arena – e procederemo all’assunzione di 25 lavoratori di WagonLits.

Si legge su ‘Repubblica’ edizione torinese: “A partire dalla seconda metà di giugnoArenaways collegherà il Nord Ovest con il centro Sud Italia attraverso un servizio di treni notte che consentirà anche il trasporto di auto al seguito. Grazie a un accordo siglato conTrenitalia i viaggiatori potranno acquistare i biglietti, oltre che su www.arenaways.com, attraverso i principali canali di vendita di Trenitalia. Inizialmente le tratte a lunga percorrenza con auto al seguito saranno due: Torino-Reggio Calabria e Torino-Bari”.

Abbiamo contattato l’amministratore delegato operativo Giuseppe Arena, per capire cosa ha spinto la cordata ad investire sul comparto ferroviario. E siamo partiti dalle carenze diTrenitalia sui treni notte. Nei mesi scorsi si erano registrate le forti proteste dei lavoratori. A Milano tre lavoratori salirono su una torre per la perdita del posto di lavoro, mentre i loro colleghi organizzarono un presidio di solidarietà all’interno della Stazione centrale. Anche a Torino si registrarono delle proteste: i dipendenti dei servizi notturni licenziati daTrenitalia decisero di intraprendere una protesta itinerante. “Noi non andiamo a coprire le carenze di Trenitalia, noi facciamo il nostro servizio. Che era già programmato dall’anno scorso, poi per noti problemi non abbiamo iniziato. Era già un progetto ed eravamo pronti adavviarlo a dicembre con l’orario invernale. Il nostro discorso parte da lontano”.L’imprenditore Arena sul fallimento del 2011 aggiunge: “ci hanno fatto fallire”.

Perché ‘vi hanno fatto fallire’?

Perché non era un’azienda proprio di quelle classiche, comunque il fallimento fa parte della storia del passato. La storia nuova è che è rinata in otto mesi, dove tutto il personale è rimasto compatto. Dal 23 aprile sono stati tutti riassunti. Non sembra una storia italiana”.

Per quale motivo?

Non abbiamo chiesto contributi allo Stato, senza niente siamo andati all’inferno e siamo ritornati di nuovo in paradiso.

Tra voi e la Ntv di Montezemolo e Della Valle ci sono diverse differenze.

Sono evidenti le differenze tra noi e Ntv. Noi non facciamo l’alta velocità e loro non fanno quello che facciamo noi. Due campi completamente diversi e neanche in concorrenza tra di loro. Noi facciamo treni che vanno al Sud. Sono due cose diverse.

Quali sono stati gli ostacoli riscontrati nella realizzazione di questo progetto?

Gli ostacoli classici del pioniere. Già avevo un’impresa merci e ho fondato l’impresa passeggeri perché era la cosa che faceva parte dei miei programmi operativi. Gli ostacoli sono quelli di un soggetto che entra in un mercato nuovo. Una legge nata in corso d’opera mi impediva di fare fermate sui percorsi e questa cosa mi ha portato dei problemi. Tutte queste cose fanno parte dello spettacolo, piano piano abbiamo raggiunto gli obiettivi che dovevamo raggiungere.

A che punto siamo con la liberalizzazione del trasporto ferroviario in Italia?

Mi sembra che ci siano grandi passi, tra l’altro la novità che stiamo apportando è il fatto che abbiamo un accordo commerciale con l’operatore nazionale per la vendita del nostro prodotto attraverso il loro sistema. Non è una cosa da poco. Bisogna dare atto alla dirigenza di Trenitalia che sta recependo in maniera positiva questo concetto.

Vi occupate anche di tratte all’estero. Quali sono le differenze con il nostro Paese? Che cosa manca all’Italia?

In Italia il sistema ferroviario è stato abbandonato da tanti anni. Non sono stati fatti al tempo dovuto gli investimenti necessari, ma questa è una cosa che ci portiamo dal passato. Se facciamo un confronto con la Spagna, in questi ultimi venti anni, è doveroso affermare che ha creato un sistema di alta velocità e ha rinnovato completamente il parco ferroviario. Possiamo dire ‘si sono indebitati’, però le infrastrutture e i treni hanno il parco più nuovo d’Europa e un sistema di eccellenza.

Parlando della Francia, lei è favorevole o contrario alla Tav?

Non sono tanto favorevolmente impressionato su quel collegamento.

da L’INDRO.IT di venerdì 18 Maggio 2012, ore 20:12

http://lindro.it/Arenaways-non-sembra-una-storia,8545#.T-iJOBedBbc

ITALIA, ‘ARIA DI TERRORISMO’

L’Allarme dalle Forze dell’Ordine

ITALIA, ‘ARIA DI TERRORISMO’

Parla il generale Leonardo Tricarico: “esiste un clima favorevole in una condizione di fragilità sociale”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Spero che rientri un qualche progetto politico intelligente, altrimenti ci sarà una ripresa del terrorismo. Questa è proprio l’atmosfera, è il brodo di cultura del terrorismo se non si trova una soluzione politica”. Queste le parole utilizzate, subito dopo le amministrative, dall’ex sottosegretario di Stato Bartolo Ciccardini.

Con il ferimento dell’amministratore delegato di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi, sembrano ritornare gli spettri del passato. Sembrava sconfitto, ma per molti è ritornato. Forse ha atteso solo tempi migliori. E oggi sembrano quelli giusti. La dichiarazione del Ministro degli Interni, Anna Maria Cancellieri, sgombra il campo da qualsiasi equivoco: il rischio di un’escalation esiste”E gli anarchici del gruppo Olga, lo stesso che ha rivendicato il ferimento di Adinolfi, hanno già annunciato altri obiettivi.

Anche per il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare e già Consigliere Militare del Presidente del Consiglio dei Ministri “esiste un clima favorevole”. Il piano operativo, messo a punto dalla Cancellieri e dal neo sottosegretario Gianni De Gennaro, prevede l’impiego di migliaia di uomini delle forze dell’ordine per proteggere 400 nuovi obiettivi. L’allarme terrorismo è scattato. 

Per capire meglio cosa sta accadendo in Italia abbiamo contattato Leonardo Tricarico, oggi segretario amministrativo della Fondazione ICSA (Intelligence Culture and StrategicAnalysis) e Generale di Squadra Aerea, già Comandante della 5^ Forza Aerea Tattica Alleata della NATO e Vice Comandante della Forza Multinazionale nel conflitto dei Balcani: ci sono delle galassie di movimenti di varia ispirazione che comunque, nel loro insieme, sino ad oggi non hanno mai rappresentato un pericolo insidioso dei gruppi armati delle Brigate Rosse, che sono state definitivamente sconfitte con qualche ultimo ritorno di fiamma”.

Cosa sta accadendo?

Questi stessi signori hanno preannunciato un salto di qualità, anche lo stesso capo della polizia Manganelli lo ha sottolineato. Dagli attentati alle strutture più che alle persone, hanno paventato un salto di qualità negativo.

Esiste, in questo momento, un clima favorevole per i terroristi?

E’ sotto gli occhi di tutti che il clima in questo momento è incendiario, cioè è come buttare la benzina in piena estate, quando non piove da un mese, in un campo di grano. Siamo in una condizione di fragilità sociale e quindi, a maggior ragione, la guardia deve essere mantenuta alta più che mai.

In che modo?

Purtroppo vedo che le terapie, se sono quelle che leggiamo sui giornali, sono atti dovuti, perché ovviamente nella follia stragista gli obiettivi sono innumerevoli e va da sé che non è concepibile proteggerli tutti, ammesso che le protezioni individuali siano efficaci.

Si è intrapresa la strada giusta per contrastare i terroristi?

Le rispondo indirettamente dicendo che ciò su cui l’Italia può contare è una straordinaria professionalità delle forze di polizia, che conosco, e delle forze di intelligence. Visto che, laddove esiste una struttura, questa può essere individuata e depotenziata. Quello che fa paura oggi in Italia è la scheggia impazzita, l’uomo solo. Perché quello sfugge al controllo, ma laddove ci sia una struttura, una rete, un’organizzazione confido nella professionalità delle nostre forze dell’ordine, l’unico elemento risolutore.

Lei è favorevole alle ‘ronde dedicate’ nelle aree sensibili?

Sono favorevole perché è sempre un incremento della sicurezza, però non è risolutiva.

E cosa bisogna fare?

La polizia deve affinare quanto non mai i propri sensi e le proprie antenne, perché hanno la possibilità sicuramente di blindare la collettività da questi pericoli.

Cosa potrebbe fare la politica per evitare il peggio?

La politica lo doveva fare da trent’anni qualcosa per evitare il peggio.

Lei dice, quindi, che la politica in trent’anni non ha fatto nulla?

No, non è che non ha fatto nulla. Si sono create delle condizioni sociali che possono agevolare l’inasprirsi di certi atteggiamenti da parte di gruppi nuovi o vecchi e, quindi, vogliamo dire che la politica è responsabile, però non c’è da additare nessuno. L’andamento della politica è sotto gli occhi di tutti.

Bisogna ritornare al ‘metodo Dalla Chiesa’?

Carlo Alberto Dalla Chiesa fu messo a protezione del fenomeno mafioso e sappiamo come sono andate le cose. Ancora oggi se ne parla. Il fenomeno mafioso ha abbandonato la violenza e sta operando con altri sistemi. La vivacizzazione di quello che noi chiamiamo terrorismo va combattuto con le forze di polizia, con gli esperti, con l’intelligence. Sono loro che possono essere l’unica risorsa efficace per ottenerne gli effetti e neutralizzarli addirittura. Secondo me non ci sono altre soluzioni.

E’ possibile immaginare un collegamento tra le mafie, che oggi hanno una liquidità immensa e il nuovo terrorismo?

Questo è un andare troppo avanti, ci può essere un’idea ma è tutto da verificare nella pratica. Per il momento non vedo, personalmente, il fenomeno mafioso con il fenomeno terroristico. Non hanno nessun punto di contatto, nessun interesse comune. Non vedo la possibilità di una saldatura operativa, non vedo quali possano essere gli interessi comuni. Però l’argomento meriterebbe un approfondimento.

da L’INDRO.IT di giovedì 17 Maggio 2012, ore 19:29

http://lindro.it/Italia-aria-di-terrorismo,8517#.T-iH_RedBbc

LA RISCOSSA CONTRO EQUITALIA

Parte da Napoli il movimento nazionale. Testimonial Maradona

LA RISCOSSA CONTRO EQUITALIA

Il fiscalista Silvio Ceci: “lo Stato non può pretendere le tasse se non paga i debiti”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Parte da Napoli la ‘riscossa’ contro Equitalia. “Non siamo un partito – ha tenuto subito a precisare il fiscalista milanese Silvio Ceci  ma un movimento nazionale. Con testimonial Diego Armando Maradona, che ha un’annosa questione con il fisco italiano”.

L’ex campione del Napoli e della nazionale Argentina è intenzionato a portare avanti questa ‘battaglia’ ed è in compagnia di Sergio Paganelli, figlio dell’uomo che ha tentato il suicidio a Napoli per una cartella pazza. Scrive ‘Lettera43.it: “Doveva 15 mila euro a Equitalia, che aveva provveduto al fermo amministrativo della sua auto, una vecchia 600, e aveva iscritto un’ipoteca su una casa di sua proprietà a Giugliano (Na). Per questo Pietro Paganelli, artigiano napoletano 72enne, ha tentato di suicidarsi il 5 maggio sparandosi un colpo di pistola alla testa”.

Casi di suicidi si sono verificati in molte realtà del Paese. Molte anche le proteste dei cittadini che ormai vedono in Equitalia un nemico: “sono degli usurai e fanno più vittime della camorra”. Il movimento è stato presentato questa mattina nel capoluogo campano. Ne abbiamo parlato con Cerci, il commercialista di Milano che ha illustrato le motivazioni e gli obiettivi.

“Oggi è nato il movimento. Erano presenti a Napoli l’avvocato Angelo Pisani, l’avvocato Scala e il figlio del signor Paganelli, il signore che ha tentato il suicidio e che è in fin di vita all’ospedale di Napoli per aver ricevuto una cartella sbagliata, uno di tanti errori. Il movimento nasce da Napoli, ma penso che molto facilmente avrà una diffusione nazionale. Il problema è ormai nazionale”.

Basta leggere le cronache quotidiane per accorgersi dell’indignazione nei confronti diEquitalia che, in questi ultimi tempi, sta rendendo la vita difficile a molti cittadini. Nei giorni scorsi è stato aperto lo sportello Codici Sos debiti: difenditi da Equitalia. In poche ore centinaia le segnalazioni. “Molte le testimonianze sconcertanti, come quella di un cittadino che, per un debito residuo di 0,58 centesimi, si è visto recapitare una cartella Equitalia di ben 218,50 euro. Ma spesso le storie sono ancora più drammatiche”.

Come quella di un cittadino che per tanti anni ha dovuto condurre una battaglia personale contro la criminalità. Un negoziante lotta duramente per tutta la vita contro la mafia che minaccia di bruciare il suo negozio – precisa il Codici – per anni riesce a salvare la sua attività, non senza paura di ritorsioni. Oggi, ormai anziano, è costretto a temere Equitalia. L’Agenzia, per poche migliaia di euro, gli ha ipotecato tutto quello che fino a quel momento aveva salvato dalla criminalità. Ancora: “una ragazza madre, con uno stipendio di mille euro al mese, di cui 400 per l’affitto, a causa di multe non pagate si ritrova con un debitorateizzato di 800 euro al mese con Equitalia. Ma la rateizzazione proposta dall’agenzia non le permette di continuare a pagare il suo debito, che crescerà inesorabilmente. Tre anni fa riceve dall’Agenzia delle Entrate un avviso di pagamento di 3 mila euro non versate a causa di un errore relativo al modello unico”.

“L’obiettivo del movimento – ha spiegato il commercialista Ceci – non è contro Equitalia, ma per riformare la legge di riscossione dei tributi e colmare questa assenza politica.Un’assenza in Parlamento fuori dalla realtà, che non tiene conto di queste situazioni dei contribuenti. Il nostro obiettivo è colmare questa assenza e portare avanti le istanze dei cittadini. Ogni italiano ha un problema con Equitalia. Non siamo contro Equitalia che fa il suo lavoro, ma è una legge datata, che va riformata e va portata al giusto equilibrio tra il contribuente e lo Stato che deve riscuotere le sue tasse. Sono delle cose assurde. Lo Stato non paga i suoi debiti, non paga i suoi fornitori però pretende poi le tasse”.

Quali sono le proposte del movimento nato a Napoli? “Proporre dove c’è un credito da parte di un’azienda o di un contribuente che si possa compensare con il debito di Equitalia. Non vedo perché se lo Stato non paga i suoi debiti, il contribuente dovrebbe pagare le tasse. E’ una cosa ovvia, così ovvia che la politica non ne prende atto perché la politica è distratta e non si occupa dei reali problemi del Paese. Ci sono tante proposte di cui la politica oggi non tiene conto. Noi vogliamo riformare Equitalia per renderla più equa. Si chiama Equitalia, ma non è abbastanza equa. E’ giusto che ci sia un agente della riscossione, perché le tasse è giusto che si pagano, è giusto che vengano incassate tramite un agente della riscossione, però va riformato il sistema. E’ la legge che è superata. Ma la politica non se ne è accorta, e come tutte le cose iniziano dal basso”.

Perché è stato scelto ‘El pibe de oro’ come testimonial? Anche Maradona è stato vittima di questo sistema. L’ha molto scosso, è rimasto molto sorpreso e in qualche modo ha appoggiato questa iniziativa. Il suo sarà un impegno informativo per far conoscere ai media quali sono le cose che si potrebbero fare, rendere edotti anche i contribuenti e i cittadini per quello che si può fare avendo una valenza psicologica. Per evitare di gettare nello sconforto i contribuenti, per non arrivare all’estremo. Maradona è rimasto molto scosso da questi suicidi che avvengono in Italia. In nessun Paese, nemmeno in Argentina, succedono queste cose”. 

da L’INDRO.IT di martedì 15 Maggio 2012, ore 19:17

http://lindro.it/La-riscossa-contro-Equitalia,8469#.T-iGWxedBbc

MATRIMONI GAY? IN ITALIA NON ANCORA

In America si registra l’apertura del Presidente Barack Obama sul delicato tema delle unioni omosessuali

MATRIMONI GAY? IN ITALIA NON ANCORA

Parla Martina Colomasi dell’associazione Arcobaleno della Luiss: “la società è pronta”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Le coppie dello stesso sesso devono avere la possibilità di potersi sposare”. Quando in Italia si potrà ascoltare una frase simile? Per ora bisogna accontentarsi dell’apertura del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “Nel corso degli anni ho potuto parlare e conoscere gente del mio staff con partner dello stesso sesso, che ha cresciuto i figli insieme. Quando penso ai nostri soldati, ai nostri aviatori, ai nostri marinai che hanno dovuto lottare tanto per i loro diritti… sì, ho concluso che per me è importante andare avanti e affermare che le coppie dello stesso sesso hanno il diritto di sposarsi”.

La dichiarazione di Obama” secondo Martina Colomasi Presidente dell’AssociazioneArcobaleno della Luiss, caposcout eterosessuale ma che difende la causa degli Igbt– ha un’importanza rilevante per la sua posizione di vertice e poi è stato il primo Presidente che si è dichiarato così esplicitamente su questa tematica. Già aveva fatto numerosi passi avanti. Nonostante il fatto che non sia la posizione del partito, perché è una posizione personale, bisogna registrare che Hillary Clinton si è espressa a favore e ci sono state altre prese di posizione. Questa apertura viene a seguito di numerosi atti pratici che ha compiuto. Ovviamente per la posizione degli Stati Uniti e della Comunità Internazionale sicuramente altri Paesi potrebbero prendere spunto da questa cosa, anche se le pressioni che subiscono a livello politico sono forti”. Nella Dichiarazione di Indipendenza americana del 1776 si legge:“Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti, che tutti gli uomini siano stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro creatore di alcuni diritti inalienabili, fra i quali la vita, la libertà, la ricerca della felicità”.

Anche in Argentina si è registrata l’ennesima apertura. Il Senato ha approvato un disegno di legge all’unanimità. L’identità sessuale rappresenta “il vissuto interiore ed individuale del sesso come lo sente la persona, ciò che può corrispondere o meno al sesso registrato alla nascita, incluso il vissuto personale del corpo”. In Argentina già è possibile il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Anche in Cile esiste una legge antidiscriminazione. E’ la ‘legge Zamudio’, approvata dopo l’uccisione di un giovane omosessuale, torturato a morte dai neonazisti cileni. Hollande, in Francia, durante la campagna elettorale si è espresso a favore non solo dei matrimoni gay, ma dell’adozione da parte delle coppie omosessuali, della fecondazione assistita per le coppie lesbiche e del riconoscimento della doppia paternità per i bambini nati da madre surrogata.

Per Martina Colomasi: “nei Paesi comincia a sentirsi la necessità, a livello politico, di esprimersi su queste tematiche. Paesi che stanno facendo passi avanti ci sono e prendono una posizione chiara”. Ma l’Italia fa parte di questi Paesi? Cosa accade nel BelPaese? Ecco come si esprime la classe dirigente: “Due donne che si baciano per strada? E’ come vedere qualcuno fare la pipì in pubblico: può dare fastidio”. Secondo l’ex Ministro Carlo Giovanardi,Pdl“ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere. Ci sono anche faccende delicate, ci sono infatti problemi di batteri, eccetera eccetera, che richiedono una grande attenzione nel momento in cui si fanno certe pratiche. Onde evitare malattie, eccetera eccetera. Quindi nel momento dell’educazione sessuale nelle scuole, è normale, corretto e fisiologico dare un modello: gli organi dell’uomo e della donna sono stati creati per certe determinate funzioni. E non è altrettanto naturale il rapporto tra due uomini o due donne”. E’ in buona compagnia. Ecco cosa pensa e dice Romano La Russa (fratello di Ignazio), assessore regionale Pdl“i gay nella maggior parte dei casi sono malati”. Non contento rincara la dose:“l’omosessualità può essere una deviazione a livello psicologico ed è giusto che si sappia che esistono psicologi che hanno permesso di seguire percorsi specifici per passare dall’omosessualità all’eterosessualità, così come a prendere coscienza della propriasessualità”.

Questi sono alcuni titoli di Repubblica del 2008: “‘Sei lesbica’, aggredita a calci e pugni”; “Aggressione al circolo gay Mario Mieli: ‘Blitz squadrista’”; “Fiamme al locale simbolo della gay street”; “Tre giovani gay assaliti alla stazione Termini”. In Italia la situazione è problematica. La società – secondo l’attivista Colomasi – sta cambiando enormemente, la società è pronta. A livello politico ci sono delle pressioni e le dichiarazioni omofobe sono sempre di più, aumentano di giorno in giorno. La legge contro l’omofobia non è passata, per non parlare delle leggi che riguardano matrimoni e coppie di fatto. La Bongiorno in Commissione Giustizia sta portando avanti questo percorso su un testo che riguarda le unioni tra persone dello stesso sesso, staremo a vedere”. Ma perché in Italia si registra questo ritardo? La pressione della Chiesa ha un suo peso. La religione cattolica da noi è molto sentita, anche se nella chiesa fatta da persone già si comincia a notare che c’è apertura su questi temi. E’ un discorso che riguarda più le alte sfere. Come le reazioni forti che ci sono state alla pubblicazione degli atti dell’Agesci, che è un’associazione cattolica. Questa tematica è sentita non solo per gli omosessuali. Si tratta di un grosso senso di civiltà e l’immagine dell’Italia verrebbe vista in modo diverso. Sarebbe un passo avanti di civiltà”. La Colomasi è convinta che per una seria apertura deve cambiare la classe politica italiana.“Ma anche l’atteggiamento di chi non pensa esattamente queste cose. Certe dichiarazioni colpiscono in prima persona e procurano un danno, a prescindere dall’arrivo o no dell’atto normativo. La classe dirigente deve cambiare”. Sulle aggressioni: “ultimamente non si sentono le notizie di cronaca su questo argomento, ma posso assicurare che ci sono. Spesso manca una cultura, un’informazione in quest’ambito”. Perché si registra il silenzio intorno a queste vicende? “C’è mancanza di interesse perché si sottovaluta il problema”In Italia, politicamente, chi appoggia queste battaglie per i diritti? “E’ un po’ complicato. Il Pd ultimamente ha fatto delle dichiarazioni abbastanza ambigue, da parte del centro destra abbiamo avuto contatti solo con Fini, la Bongiorno e la Perina. I Radicali appoggiano questa causa. Ma sono delle piccole minoranze, i partiti ’grandi’ o non si esprimono o si lasciano andare ad affermazioni ambigue. Per un calcolo elettorale si rendono conto che la società, in determinati ambiti, ancora non è pronta. Ma le cose stanno cambiando”.

da L’INDRO.IT di venerdì 11 Maggio 2012, ore 19:00

http://lindro.it/Matrimoni-gay-In-Italia-la-Chiesa,8403#.T-iE0BedBbc

CICCARDINI: “ATMOSFERA DA TERRORISMO”

Ieri sera l’annuncio della fine del Terzo Polo su twitter

CICCARDINI: “ATMOSFERA DA TERRORISMO”

Il ’dopo-voto’ secondo l’ex Sottosegretario di Stato: “Le amministrative? Un massacro della politica, rabbia, scontento e demagogia”

Ci sono state perdite pesanti e questo dimostra che i partiti sono messi veramente male”. In questo modo si era espresso Elio Veltri per commentare il disastroso risultato ottenuto dai partiti nelle ultime amministrative. La disfatta elettorale ha portato allo scioglimento del Terzo Polo di Casini, Rutelli e Fini. Proprio su twitter il leader Casini aveva annunciato la disfatta del ‘nuovo’ soggetto politico: “il Terzo Polo è stato importante per chiudere la stagione di Berlusconi, ma non è in grado di rappresentare la richiesta di cambiamento”. Per il politologo ed editorialista Roberto D’Alimonte: “questo Terzo Polo è esistito più nelle intenzioni che nei fatti. Ma non ho capito bene cosa sta accadendo. Il Partito della Nazione è l’idea del Terzo Polo e credo che a questo punto anche questa idea sia andata a farsibenedire. Ma non ho elementi per aggiungere altro, sono rimasto sorpreso a leggere queste cose. E’ tutto molto confuso”.

Ma qual è la nuova linea di Casini? Molti si stanno ponendo questa domanda. Trattare per il suo futuro politico? Ravvicinarsi al Pdl? Dalle ultime dichiarazioni sembra aprirsi un forte scontro tra i fondatori del Terzo Polo, nato e morto in pochi mesi. “Casini è inaffidabile” ha affermato Fini, mentre lo stesso Casini ha spiegato che “a volte bisogna fermarsi e riflettere. Andrò in un eremo a farlo”. E ora che tutto è messo in discussione, le parole di Granata (Fli) fanno tremare gli elettori del Pd: Con questa legge elettorale non possiamo che allearci con il Pd in modo da battere definitivamente la destra di Berlusconi e della Lega Nord per poi attuare riforme di sistema”.

Le amministrative, il fallimento della politica, dei partiti e di una classe dirigente distante dal proprio elettorato, il ‘boom’ del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo stanno producendo un cambiamento radicale nella politica italiana. Che non sa più come muoversi in questa instabilità, causata dall’incapacità di gestire una situazione che sembra sfuggita di mano. Abbiamo contattato anche Bartolo Ciccardini, giornalista e già sottosegretario di Stato di area Dc nei diversi governi succedutisi dal 1979 al 1986. E’ partito dall’annuncio fatto da Casini su twitter: “in genere non si annunciano così la fine né dei poli nè dei partiti. Penso che sia solo un punto di riferimento per un qualche panorama politico nuovo. Presuppongoche serva soltanto a costituire un’apertura alle associazioni cattoliche”. Per Ciccardini la decisione del leader dell’Udc è “un buon proposito”. Ecco la sua spiegazione: “passare dal 7 al 10% non serve a nessuno. Se lui (Casini, ndr) riuscisse a rimuovere dall’astensionismo tutti i delusi della politica berlusconiana, i cattolici soprattutto, lui… bisognerebbe però aprire le porte. Non può essere una roccaforte chiusa. Tutto sommato il recupero dei voti perduti da Berlusconi non l’ha fatto”. Con la fine del Terzo Polo, come ha confermato RobertoD’Alimonte, è finita anche l’idea del Partito della Nazione“Si, è così – ha continuato a spiegare Ciccarini -. Il Partito della Nazione era la continuazione di quel disegno fallito.Casini ha tolto questo direttorio troppo prestabilito e apre le porte agli scontenti, alle liste civiche, a questa nuova realtà che si è manifestata. Come proposito sembra buono, se ci riesca è da vedere”. Un buon proposito che non è stato preso affatto bene da Fini (Casini è inaffidabile). “Questo lo capisco, forse lo doveva avvisare prima. E’un problema loro”. L’ex sottosegretario Ciccardini si è espresso anche sul dato delle amministrative, lanciando l’allarme terrorismo: “un massacro della politica, rabbia, scontento e demagogia. Spero che rientri un qualche progetto politico intelligente, altrimenti ci sarà una ripresa del terrorismo. Questa è proprio l’atmosfera, è il brodo di cultura del terrorismo se non si trova una soluzione politica”. Senza la politica è possibile trovare una soluzione politica, con gli uomini che oggi occupano la scena? “E’ necessario trovarla. La troverà il Partito Democratico, che è l’unico che ha resistito, che ha ancora un’efficienza di partito e la troveranno i cattolici. La Chiesa non può lasciare andare l’Italia alla deriva”. Questa mattina Paolo Flores d’Arcaissu ‘Il Fatto Quotidiano’ ha scritto: “il futuro del centrosinistra dipende dalla disponibilità a passare il testimone promuovendo gruppi dirigenti radicalmente nuovi”. Cosa ne pensa il democristiano Ciccardini? “A me il ’nuovismo’ non piace. Chi chiede facce nuove è perché non ha idee nuove. Se uno ha idee nuove non chiede facce nuove. Nel ’nuovismo’ non ci credevo quando lo faceva Mario Segni, non ci credo neppure adesso. Se ci sono idee nuove che vengano fuori, non mi sembra che la battaglia per l’articolo 18, per quanto sia bella, storica e ineccepibile, sia un’idea nuova”.

da L’INDRO.IT di giovedì 10 Maggio 2012, ore 18:46

http://lindro.it/Ciccardini-Atmosfera-da-terrorismo,8380#.T-iDlxedBbc

AMMINISTRATIVE, UN BILANCIO PESANTE

Si prevede un’astensione altissima alle politiche

AMMINISTRATIVE, UN BILANCIO PESANTE

Elio Veltri:”Ci sono state perdite, c’è un rancore terribile nei confronti della politica”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Le amministrative hanno confermato una grandissima disaffezione. C’è un rancore terribile nei confronti della politica, dei partiti e, purtroppo, questo diventa anche rancore e disprezzo, spesso, nei confronti delle Istituzioni”. Per commentare i dati delle amministrative di ieri, 10 milioni i cittadini chiamati alle urne (poco più della metà ha votato), abbiamo contattato Elio Veltri, giornalista, scrittore, già parlamentare e autore di diversi libri. L’ultimo si intitola: ‘I soldi dei partiti’ (Marsilio Editore). I cittadini hanno chiaramente punito i partiti (dal Pdl alla Lega, fino al Terzo Polo), che secondo Napolitano devono “riflettere”. Sorprese non si sono registrate, i cittadini hanno mostrato tutta la loro indignazione nei confronti della casta. Il pronostico della vigilia è stato rispettato. Per Elio Veltri: “Il calo di sette punti di partecipazione è molto pesante per due ragioni: in genere nelle elezioni amministrative, storicamente in Italia, la percentuale era altissima per le caratteristiche stesse dell’Istituzione. Perché la gente, prima di conoscere qualsiasi altra Istituzione, conosce il Comune. Abbiamo avuto in Italia punte dell’85-90% di partecipazione nelle elezioni amministrative. E’ pesante e lascia prevedere alle politiche, se non succedono miracoli, il disimpegno dei cittadini. L’astensione sarà altissima”.

Qual è la seconda conferma?

Ci sono state perdite pesanti e questo dimostra che i partiti sono messi veramente male.

A cosa è dovuto il rancore?

E’ dovuto al fatto che i partiti non godono di buona salute e hanno subito un processo di degenerazione. Alcuni sono delle oligarchie in cui comandano pochi, altri sono dei partiti personali e padronali: da quello di Mastella che adesso, credo, sia sparito all’Idv, alla Lega. Sono partiti familisti e personali. I fatti lo dimostrano tutti i giorni.

Il presidente Napolitano ricorda “solo il boom degli anni ‘60”. Secondo lei il Movimento 5 stelle di Grillo ha fatto registrare un ‘boom’ di consensi?

Anche io penso che il tipo di opposizione contro tutto e contro tutti e, soprattutto, questa opposizione che dice ‘liquidiamo i partiti’ non solo non mi convince, ma non la condivido. Non conosco democrazia senza partiti. Il voto a Grillo, in alcune città c’è stato il boom, è molto differenziato in Italia. Ho visto, ad esempio, alcuni risultati al Sud dove il Movimento non esiste oppure esiste in minime percentuali, mentre nel centro-nord e nel nord ha avuto un grande successo. L’aspetto che giudico positivo è che tutta la politica italiana è vecchia. Quando dei ragazzi si impegnano e si cominciano a impegnare per amministrare la loro città e il loro Paese questa è una cosa positiva. Va considerata con grande favore. Si comincia ad avere consapevolezza di che cosa sono le Istituzioni, cos’è la politica. Bisogna cominciare dal Comune, perché se uno viene paracadutato in Parlamento non va bene. Se questi ragazzi cominciano dal Comune, una grande palestra di democrazia e di capacità di governo, lo considero un fatto molto positivo.

Chi è il vincitore di queste amministrative?

L’unico partito che ha tenuto è il Partito Democratico. In questo Paese si mette tutto in discussione, mettere in discussione i numeri diventa un po’ difficile. Adesso bisogna vedere cosa succede al ballottaggio, però l’orientamento è che il centro-sinistra al ballottaggio vincerà. In alcune città, a cominciare da Genova, il risultato del Pd ha fatto registrare un calo notevole. Le difficoltà le hanno anche loro in maniera notevole, però i numeri non sono un’opinione.

Dopo questo risultato continueranno i vertici tra Alfano, Bersani e Casini?

Loro si devono chiarire con Monti. Loro devono fare delle proposte innovative. Perché se facessero delle proposte innovative, delle riforme vere, a questo punto metterebbero anche Monti con le spalle al muro e non potrebbe dire di no. Invece loro non vogliono cambiare nulla. Anziché mettere Monti di fronte alle proprie responsabilità è Monti che è costretto a richiamarla al fatto che lui non può fare una gestione che lo porta a galleggiare. E’ stato chiamato per salvarci dal default, ma anche per fare alcune riforme. E i partiti non sono avanti a Monti, ma sempre indietro con le loro proposte.

E’ finita l’esperienza politica di Bossi o della Lega?

La Lega è in gravissime difficoltà. I risultati amministrativi dimostrano che senza accordi con il partito di Berlusconi non vanno da nessuna parte, loro pensavano di vincere da soli. E poi questo scandalo enorme che riguarda i soldi pubblici ha inciso profondamente.

da L’INDRO.IT di martedì 8 Maggio 2012, ore 19:30

http://lindro.it/Amministrative-un-bilancio-pesante,8331#.T-iBDBedBbc

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