Paolo De Chiara

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AMMINISTRATIVE, UN BILANCIO PESANTE

Si prevede un’astensione altissima alle politiche

AMMINISTRATIVE, UN BILANCIO PESANTE

Elio Veltri:”Ci sono state perdite, c’è un rancore terribile nei confronti della politica”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Le amministrative hanno confermato una grandissima disaffezione. C’è un rancore terribile nei confronti della politica, dei partiti e, purtroppo, questo diventa anche rancore e disprezzo, spesso, nei confronti delle Istituzioni”. Per commentare i dati delle amministrative di ieri, 10 milioni i cittadini chiamati alle urne (poco più della metà ha votato), abbiamo contattato Elio Veltri, giornalista, scrittore, già parlamentare e autore di diversi libri. L’ultimo si intitola: ‘I soldi dei partiti’ (Marsilio Editore). I cittadini hanno chiaramente punito i partiti (dal Pdl alla Lega, fino al Terzo Polo), che secondo Napolitano devono “riflettere”. Sorprese non si sono registrate, i cittadini hanno mostrato tutta la loro indignazione nei confronti della casta. Il pronostico della vigilia è stato rispettato. Per Elio Veltri: “Il calo di sette punti di partecipazione è molto pesante per due ragioni: in genere nelle elezioni amministrative, storicamente in Italia, la percentuale era altissima per le caratteristiche stesse dell’Istituzione. Perché la gente, prima di conoscere qualsiasi altra Istituzione, conosce il Comune. Abbiamo avuto in Italia punte dell’85-90% di partecipazione nelle elezioni amministrative. E’ pesante e lascia prevedere alle politiche, se non succedono miracoli, il disimpegno dei cittadini. L’astensione sarà altissima”.

Qual è la seconda conferma?

Ci sono state perdite pesanti e questo dimostra che i partiti sono messi veramente male.

A cosa è dovuto il rancore?

E’ dovuto al fatto che i partiti non godono di buona salute e hanno subito un processo di degenerazione. Alcuni sono delle oligarchie in cui comandano pochi, altri sono dei partiti personali e padronali: da quello di Mastella che adesso, credo, sia sparito all’Idv, alla Lega. Sono partiti familisti e personali. I fatti lo dimostrano tutti i giorni.

Il presidente Napolitano ricorda “solo il boom degli anni ‘60”. Secondo lei il Movimento 5 stelle di Grillo ha fatto registrare un ‘boom’ di consensi?

Anche io penso che il tipo di opposizione contro tutto e contro tutti e, soprattutto, questa opposizione che dice ‘liquidiamo i partiti’ non solo non mi convince, ma non la condivido. Non conosco democrazia senza partiti. Il voto a Grillo, in alcune città c’è stato il boom, è molto differenziato in Italia. Ho visto, ad esempio, alcuni risultati al Sud dove il Movimento non esiste oppure esiste in minime percentuali, mentre nel centro-nord e nel nord ha avuto un grande successo. L’aspetto che giudico positivo è che tutta la politica italiana è vecchia. Quando dei ragazzi si impegnano e si cominciano a impegnare per amministrare la loro città e il loro Paese questa è una cosa positiva. Va considerata con grande favore. Si comincia ad avere consapevolezza di che cosa sono le Istituzioni, cos’è la politica. Bisogna cominciare dal Comune, perché se uno viene paracadutato in Parlamento non va bene. Se questi ragazzi cominciano dal Comune, una grande palestra di democrazia e di capacità di governo, lo considero un fatto molto positivo.

Chi è il vincitore di queste amministrative?

L’unico partito che ha tenuto è il Partito Democratico. In questo Paese si mette tutto in discussione, mettere in discussione i numeri diventa un po’ difficile. Adesso bisogna vedere cosa succede al ballottaggio, però l’orientamento è che il centro-sinistra al ballottaggio vincerà. In alcune città, a cominciare da Genova, il risultato del Pd ha fatto registrare un calo notevole. Le difficoltà le hanno anche loro in maniera notevole, però i numeri non sono un’opinione.

Dopo questo risultato continueranno i vertici tra Alfano, Bersani e Casini?

Loro si devono chiarire con Monti. Loro devono fare delle proposte innovative. Perché se facessero delle proposte innovative, delle riforme vere, a questo punto metterebbero anche Monti con le spalle al muro e non potrebbe dire di no. Invece loro non vogliono cambiare nulla. Anziché mettere Monti di fronte alle proprie responsabilità è Monti che è costretto a richiamarla al fatto che lui non può fare una gestione che lo porta a galleggiare. E’ stato chiamato per salvarci dal default, ma anche per fare alcune riforme. E i partiti non sono avanti a Monti, ma sempre indietro con le loro proposte.

E’ finita l’esperienza politica di Bossi o della Lega?

La Lega è in gravissime difficoltà. I risultati amministrativi dimostrano che senza accordi con il partito di Berlusconi non vanno da nessuna parte, loro pensavano di vincere da soli. E poi questo scandalo enorme che riguarda i soldi pubblici ha inciso profondamente.

da L’INDRO.IT di martedì 8 Maggio 2012, ore 19:30

http://lindro.it/Amministrative-un-bilancio-pesante,8331#.T-iBDBedBbc


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