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GIUSEPPE ARENA: ‘CI HANNO FATTO FALLIRE’

L’Arenaways fallita nel 2011 è ritornata sul mercato

GIUSEPPE ARENA: ‘CI HANNO FATTO FALLIRE’

Parla l’amministratore delegato della compagnia ferroviaria, di nuovo in gioco con una cordata di imprenditori
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Ritorna sulla scena, meglio dire sui binari, l’Arenaways. L’azienda ferroviaria, che insieme alla NTV (nuovo trasporto viaggiatori) di Luca Cordero di Montezemolo e Diego Della Valle, è entrata nel mercato ferroviario italiano. L’Arenaways, fondata nel 2006 e fallita nel 2011, è di nuovo in gioco con una cordata di imprenditori.

Oggi l’azienda è nelle mani del gruppo Go Concept Srl, costituita dall’azienda calzaturiera marchigiana Del Gatto, dalla società austriaca Railway BW, dall’impresa Ambrogio Trasporti, dall’imprenditore marchigiano Roberto Cenerelli, e dal fondatore Giuseppe Arena. Abbiamo reintegrato i nostri dipendenti – ha tenuto subito a precisare Arena – e procederemo all’assunzione di 25 lavoratori di WagonLits.

Si legge su ‘Repubblica’ edizione torinese: “A partire dalla seconda metà di giugnoArenaways collegherà il Nord Ovest con il centro Sud Italia attraverso un servizio di treni notte che consentirà anche il trasporto di auto al seguito. Grazie a un accordo siglato conTrenitalia i viaggiatori potranno acquistare i biglietti, oltre che su www.arenaways.com, attraverso i principali canali di vendita di Trenitalia. Inizialmente le tratte a lunga percorrenza con auto al seguito saranno due: Torino-Reggio Calabria e Torino-Bari”.

Abbiamo contattato l’amministratore delegato operativo Giuseppe Arena, per capire cosa ha spinto la cordata ad investire sul comparto ferroviario. E siamo partiti dalle carenze diTrenitalia sui treni notte. Nei mesi scorsi si erano registrate le forti proteste dei lavoratori. A Milano tre lavoratori salirono su una torre per la perdita del posto di lavoro, mentre i loro colleghi organizzarono un presidio di solidarietà all’interno della Stazione centrale. Anche a Torino si registrarono delle proteste: i dipendenti dei servizi notturni licenziati daTrenitalia decisero di intraprendere una protesta itinerante. “Noi non andiamo a coprire le carenze di Trenitalia, noi facciamo il nostro servizio. Che era già programmato dall’anno scorso, poi per noti problemi non abbiamo iniziato. Era già un progetto ed eravamo pronti adavviarlo a dicembre con l’orario invernale. Il nostro discorso parte da lontano”.L’imprenditore Arena sul fallimento del 2011 aggiunge: “ci hanno fatto fallire”.

Perché ‘vi hanno fatto fallire’?

Perché non era un’azienda proprio di quelle classiche, comunque il fallimento fa parte della storia del passato. La storia nuova è che è rinata in otto mesi, dove tutto il personale è rimasto compatto. Dal 23 aprile sono stati tutti riassunti. Non sembra una storia italiana”.

Per quale motivo?

Non abbiamo chiesto contributi allo Stato, senza niente siamo andati all’inferno e siamo ritornati di nuovo in paradiso.

Tra voi e la Ntv di Montezemolo e Della Valle ci sono diverse differenze.

Sono evidenti le differenze tra noi e Ntv. Noi non facciamo l’alta velocità e loro non fanno quello che facciamo noi. Due campi completamente diversi e neanche in concorrenza tra di loro. Noi facciamo treni che vanno al Sud. Sono due cose diverse.

Quali sono stati gli ostacoli riscontrati nella realizzazione di questo progetto?

Gli ostacoli classici del pioniere. Già avevo un’impresa merci e ho fondato l’impresa passeggeri perché era la cosa che faceva parte dei miei programmi operativi. Gli ostacoli sono quelli di un soggetto che entra in un mercato nuovo. Una legge nata in corso d’opera mi impediva di fare fermate sui percorsi e questa cosa mi ha portato dei problemi. Tutte queste cose fanno parte dello spettacolo, piano piano abbiamo raggiunto gli obiettivi che dovevamo raggiungere.

A che punto siamo con la liberalizzazione del trasporto ferroviario in Italia?

Mi sembra che ci siano grandi passi, tra l’altro la novità che stiamo apportando è il fatto che abbiamo un accordo commerciale con l’operatore nazionale per la vendita del nostro prodotto attraverso il loro sistema. Non è una cosa da poco. Bisogna dare atto alla dirigenza di Trenitalia che sta recependo in maniera positiva questo concetto.

Vi occupate anche di tratte all’estero. Quali sono le differenze con il nostro Paese? Che cosa manca all’Italia?

In Italia il sistema ferroviario è stato abbandonato da tanti anni. Non sono stati fatti al tempo dovuto gli investimenti necessari, ma questa è una cosa che ci portiamo dal passato. Se facciamo un confronto con la Spagna, in questi ultimi venti anni, è doveroso affermare che ha creato un sistema di alta velocità e ha rinnovato completamente il parco ferroviario. Possiamo dire ‘si sono indebitati’, però le infrastrutture e i treni hanno il parco più nuovo d’Europa e un sistema di eccellenza.

Parlando della Francia, lei è favorevole o contrario alla Tav?

Non sono tanto favorevolmente impressionato su quel collegamento.

da L’INDRO.IT di venerdì 18 Maggio 2012, ore 20:12

http://lindro.it/Arenaways-non-sembra-una-storia,8545#.T-iJOBedBbc

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