Paolo De Chiara

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MATRIMONI GAY? IN ITALIA NON ANCORA

In America si registra l’apertura del Presidente Barack Obama sul delicato tema delle unioni omosessuali

MATRIMONI GAY? IN ITALIA NON ANCORA

Parla Martina Colomasi dell’associazione Arcobaleno della Luiss: “la società è pronta”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Le coppie dello stesso sesso devono avere la possibilità di potersi sposare”. Quando in Italia si potrà ascoltare una frase simile? Per ora bisogna accontentarsi dell’apertura del Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “Nel corso degli anni ho potuto parlare e conoscere gente del mio staff con partner dello stesso sesso, che ha cresciuto i figli insieme. Quando penso ai nostri soldati, ai nostri aviatori, ai nostri marinai che hanno dovuto lottare tanto per i loro diritti… sì, ho concluso che per me è importante andare avanti e affermare che le coppie dello stesso sesso hanno il diritto di sposarsi”.

La dichiarazione di Obama” secondo Martina Colomasi Presidente dell’AssociazioneArcobaleno della Luiss, caposcout eterosessuale ma che difende la causa degli Igbt– ha un’importanza rilevante per la sua posizione di vertice e poi è stato il primo Presidente che si è dichiarato così esplicitamente su questa tematica. Già aveva fatto numerosi passi avanti. Nonostante il fatto che non sia la posizione del partito, perché è una posizione personale, bisogna registrare che Hillary Clinton si è espressa a favore e ci sono state altre prese di posizione. Questa apertura viene a seguito di numerosi atti pratici che ha compiuto. Ovviamente per la posizione degli Stati Uniti e della Comunità Internazionale sicuramente altri Paesi potrebbero prendere spunto da questa cosa, anche se le pressioni che subiscono a livello politico sono forti”. Nella Dichiarazione di Indipendenza americana del 1776 si legge:“Noi riteniamo che le seguenti verità siano di per sé stesse evidenti, che tutti gli uomini siano stati creati uguali, che essi sono stati dotati dal loro creatore di alcuni diritti inalienabili, fra i quali la vita, la libertà, la ricerca della felicità”.

Anche in Argentina si è registrata l’ennesima apertura. Il Senato ha approvato un disegno di legge all’unanimità. L’identità sessuale rappresenta “il vissuto interiore ed individuale del sesso come lo sente la persona, ciò che può corrispondere o meno al sesso registrato alla nascita, incluso il vissuto personale del corpo”. In Argentina già è possibile il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Anche in Cile esiste una legge antidiscriminazione. E’ la ‘legge Zamudio’, approvata dopo l’uccisione di un giovane omosessuale, torturato a morte dai neonazisti cileni. Hollande, in Francia, durante la campagna elettorale si è espresso a favore non solo dei matrimoni gay, ma dell’adozione da parte delle coppie omosessuali, della fecondazione assistita per le coppie lesbiche e del riconoscimento della doppia paternità per i bambini nati da madre surrogata.

Per Martina Colomasi: “nei Paesi comincia a sentirsi la necessità, a livello politico, di esprimersi su queste tematiche. Paesi che stanno facendo passi avanti ci sono e prendono una posizione chiara”. Ma l’Italia fa parte di questi Paesi? Cosa accade nel BelPaese? Ecco come si esprime la classe dirigente: “Due donne che si baciano per strada? E’ come vedere qualcuno fare la pipì in pubblico: può dare fastidio”. Secondo l’ex Ministro Carlo Giovanardi,Pdl“ci sono organi costruiti per ricevere e organi costruiti per espellere. Ci sono anche faccende delicate, ci sono infatti problemi di batteri, eccetera eccetera, che richiedono una grande attenzione nel momento in cui si fanno certe pratiche. Onde evitare malattie, eccetera eccetera. Quindi nel momento dell’educazione sessuale nelle scuole, è normale, corretto e fisiologico dare un modello: gli organi dell’uomo e della donna sono stati creati per certe determinate funzioni. E non è altrettanto naturale il rapporto tra due uomini o due donne”. E’ in buona compagnia. Ecco cosa pensa e dice Romano La Russa (fratello di Ignazio), assessore regionale Pdl“i gay nella maggior parte dei casi sono malati”. Non contento rincara la dose:“l’omosessualità può essere una deviazione a livello psicologico ed è giusto che si sappia che esistono psicologi che hanno permesso di seguire percorsi specifici per passare dall’omosessualità all’eterosessualità, così come a prendere coscienza della propriasessualità”.

Questi sono alcuni titoli di Repubblica del 2008: “‘Sei lesbica’, aggredita a calci e pugni”; “Aggressione al circolo gay Mario Mieli: ‘Blitz squadrista’”; “Fiamme al locale simbolo della gay street”; “Tre giovani gay assaliti alla stazione Termini”. In Italia la situazione è problematica. La società – secondo l’attivista Colomasi – sta cambiando enormemente, la società è pronta. A livello politico ci sono delle pressioni e le dichiarazioni omofobe sono sempre di più, aumentano di giorno in giorno. La legge contro l’omofobia non è passata, per non parlare delle leggi che riguardano matrimoni e coppie di fatto. La Bongiorno in Commissione Giustizia sta portando avanti questo percorso su un testo che riguarda le unioni tra persone dello stesso sesso, staremo a vedere”. Ma perché in Italia si registra questo ritardo? La pressione della Chiesa ha un suo peso. La religione cattolica da noi è molto sentita, anche se nella chiesa fatta da persone già si comincia a notare che c’è apertura su questi temi. E’ un discorso che riguarda più le alte sfere. Come le reazioni forti che ci sono state alla pubblicazione degli atti dell’Agesci, che è un’associazione cattolica. Questa tematica è sentita non solo per gli omosessuali. Si tratta di un grosso senso di civiltà e l’immagine dell’Italia verrebbe vista in modo diverso. Sarebbe un passo avanti di civiltà”. La Colomasi è convinta che per una seria apertura deve cambiare la classe politica italiana.“Ma anche l’atteggiamento di chi non pensa esattamente queste cose. Certe dichiarazioni colpiscono in prima persona e procurano un danno, a prescindere dall’arrivo o no dell’atto normativo. La classe dirigente deve cambiare”. Sulle aggressioni: “ultimamente non si sentono le notizie di cronaca su questo argomento, ma posso assicurare che ci sono. Spesso manca una cultura, un’informazione in quest’ambito”. Perché si registra il silenzio intorno a queste vicende? “C’è mancanza di interesse perché si sottovaluta il problema”In Italia, politicamente, chi appoggia queste battaglie per i diritti? “E’ un po’ complicato. Il Pd ultimamente ha fatto delle dichiarazioni abbastanza ambigue, da parte del centro destra abbiamo avuto contatti solo con Fini, la Bongiorno e la Perina. I Radicali appoggiano questa causa. Ma sono delle piccole minoranze, i partiti ’grandi’ o non si esprimono o si lasciano andare ad affermazioni ambigue. Per un calcolo elettorale si rendono conto che la società, in determinati ambiti, ancora non è pronta. Ma le cose stanno cambiando”.

da L’INDRO.IT di venerdì 11 Maggio 2012, ore 19:00

http://lindro.it/Matrimoni-gay-In-Italia-la-Chiesa,8403#.T-iE0BedBbc


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