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ALLEANZE, SI RINFORZA L’ASSE TRA PD E UDC

Nel cestino la foto di Vasto. Idv e Sel criticano duramente l’apertura di Bersani

ALLEANZE, SI RINFORZA L’ASSE TRA PD E UDC

Secondo l’Istituto Cattaneo il partito di Casini migliora dove si presenta da solo
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Il messaggio unitario della famosa foto di Vasto, che raffigurava insieme Bersani (Pd), Di Pietro (Idv) e Vendola (Sel) rimane un sogno interrotto per gli elettori di centro-sinistra. Il pressing dell’Udc di Casini sembra sortire il suo effetto. Tutti si rincorrono. Vendolarincorre Bersani, Di Pietro (con la foto tra le mani) cerca di rincorrere Vendola e il segretario del Pd. Tutti rincorrono tutti e gli elettori continuano a non capirci più niente. Vengono spiazzati, giorno dopo giorno, consultazione dopo consultazione, da alleanze che cambiano da Regione a Regione.

La proposta, il nuovo patto è stato lanciato direttamente da Casini: “Tra progressisti e moderati si può creare un asse per governare l’Italia. La prospettiva è un patto per affrontare l’emergenza. Oggi si è realizzato con il governo tecnico ma la strada è un governo politico per risollevare il Paese e, in un rapporto tra le due famiglie del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo, arrivare a Stati uniti d’Europa”. Una dichiarazione che ha ricevuto l’apprezzamento del Partito Democratico e la presa di distanza dell’Italia dei Valori (“Se non ci fosse da piangere – ha dichiarato il presidente dei senatoriIdv, Belisario – mi verrebbe da ridere. Di che stiamo parlando? Chiacchiere! Solo chiacchiere da politicanti che servono alla politica per tirare a campare, mentre il Paese va a rotoli”e di Sinistra Ecologia e Libertà (Alchimie e minuetti sulle spalle di un paese sfibrato – ha rincarato la dose il responsabile comunicazione, Migliore – Bersani vivacchia all’ombra di Casini”).

Per la verità le parole di Enrico Letta (“con Berlusconi, Grillo e Di Pietro impossibile riuscire a governare il Paese”mettono un serio freno all’alleanza con l’ex pm di Mani Pulite. A questi ultimi interventi si aggiunge la freddezza del Pdl (per Berlusconi il duo Casini-Bersani “punta a spartirsi il Quirinale”), anche se qualcuno, in quell’area politica spaccata, vedrebbe di buon occhio il ritorno di Casini nel centro-destra.

Ma l’asse tra il Pd e l’Udc non si scopre in questi giorni. Le parole di Casini rafforzano ancor di più i vari accordi intercorsi tra i due partiti in alcune Regioni d’Italia. Nelle varie competizioni elettorali si è assistito a un balletto di alleanzeIn Sicilia, i due partiti, si sono uniti per far cadere la giunta Lombardo (il presidente della Regione sotto inchiesta per mafia). Una mozione di sfiducia è stata firmata qualche giorno fa dal nuovo asse. Che tanto nuovo non è. Nel 2009, a Trento, l’alleanza aveva sostenuto il sindaco uscente Andreatta. Nelle scorse regionali in Molise (pochi chilometri da Vasto), dove per la terza volta è stato eletto il condannato Michele Iorio, l’Udc si è trovata contrapposta al Pd locale. In questa Regione, dove probabilmente si ritornerà al voto, la famosa foto non ha trovato fortuna.Un’alleanza a macchia di leopardo. In Abruzzo le parole pronunciate agli inizi di giugno dal segretario di Rifondazione Comunista, Marco Fars, sono molto indicative: “la liquefazione delPdl dovrebbe impegnare il centro-sinistra nella costruzione di un programma alternativo. Invece il Pd ci appare impegnato in una corrispondenza di amorosi sensi con Udc e Fli, a prescindere da qualsivoglia progetto per la regione Abruzzo”. Non sembra entusiasmare questa nuova avventura. Come non entusiasmò, all’epoca, la fusione a freddo tra gli ex Ds e gli ex Margherita. In Campania l’alleanza ha permesso al Pd di strappare al Pdl due roccaforti: Pozzuoli e Torre del Greco.

Per dirla tutta, Bersani aveva aperto all’Udc già nel 2010. Nella trasmissione di Fabio Fazio, ‘Che tempo che fa’, aveva parlato di un ‘nuovo’ Ulivo: con le forze del centrosinistra che si chiamino Di Pietro, Vendola. Con loro fare un patto di governo che non sia l’Unione. Questi poi si possono rivolgere alle forze che non sono del centrosinistra, tra cui l’Udc”.Dichiarazioni ampiamente anticipate dal senatore del Pd, Follini nel 2009“In vista delle elezioni politiche del 2013 mi auguro che il Pd e l’Udc facciano parte di un’alleanza strategica volta al governo del Paese. Per questo spero che alle prossime elezioni regionalil’Udc e il Pd stringano accordi nel più alto numero possibile di regioni”.

Tutti vogliono l’Udc. Ma quali sono i numeri dell’Unione di Centro? Fondata il 6 dicembre del 2002 ha come presidente Rocco Buttiglione, il segretario è Lorenzo Cesa (noto alle cronache giudiziarie). Vanta alla Camera 38 deputati, 5 senatori e 5 europarlamentari. Alle politiche del 2008 si è imposta con il 5,6% e alle Europee del 2009 con il 6,5%. Anche il presidente-indagato della Regione Lombardia Formigoni, che ha dichiarato di non volersidimettere per nessuna ragione, ha mostrato interesse. Era il 10 giugno scorso: “il nostro obiettivo è ricostruire una coalizione di centrodestra allargata, con partiti che sono stati nello schieramento di centrodestra, come Udc e Lega, e anche con partiti nuovi: comeMontezemolo, se lo vorrà, e liste civiche, se lo vorranno, ma anche movimenti cattolici”. In politica non si butta via niente. L’alleanza lanciata da Bersani e rilanciata da Casini è stata sancita anche su facebook. Il gruppo consiliare di Olevano Romano ha creato il profilo ’Alleanza Centrosinistra Pd-Udc’. Nel simbolo, che ricorda molto quello dell’Ulivo (in versione arcobaleno), compare la scritta ’Democratici’.

Tutto è pronto per la partita e per le alleanze finali, in attesa di conoscere come gli altri partiti, ma soprattutto i cittadini, risponderanno al banchetto apparecchiato dal duo Bersani-Casini. Secondo l’Istituto di ricerca ‘Carlo Cattaneo’, il riferimento è alle comunali del 2012, “nel confronto con le regionali del 2010 l’Udc migliora leggermente dove si presenta da sola, arretra leggermente dove si presenta a sostegno di candidati di centro-destra o di centrosinistra”. Questa l’analisi di Filippo Tronconi: “Nei 17 comuni in cui si è presentata svincolata dai partiti maggiori, l’Udc ha guadagnato mediamente – rispetto al 2010 – 0,4 punti percentuali; nei comuni in cui si è presentata al fianco dei maggiori partiti ha perso invece, in entrambi i casi, circa 0,4 punti percentuali”E il Pd? Per l’Istituto di ricerca: ha subito una contrazione pari al 29 per cento dell’elettorato che lo aveva scelto nel 2010 (un decremento di 91 mila voti). Una perdita che si attesta attorno al 30 per cento al Nord (-60 mila voti) e nella zona rossa (-19 mila), a fronte di una riduzione di consensi del 20 per cento circa nei capoluoghi del Centro Sud (-12 mila voti)”. Farà bene al Pd l’alleanza conl’Udc? E l’Udc farà bene ad allearsi con il Pd? Questa è la strategia per contrastare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo?

da L’INDRO.IT di martedì 26 Giugno 2012, ore 20:00

http://lindro.it/Alleanze-si-rinforza-l-asse-tra-Pd,9226#.T-uIxxedDPo

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