Paolo De Chiara

Home » Lindro.it » TESTAMENTO BIOLOGICO? IN ITALIA È TUTTO FERMO. Intervista al docente dell’Università Sapienza Gilberto Corbellini

TESTAMENTO BIOLOGICO? IN ITALIA È TUTTO FERMO. Intervista al docente dell’Università Sapienza Gilberto Corbellini

Intervista al docente dell’Università Sapienza Gilberto Corbellini

TESTAMENTO BIOLOGICO?

IN ITALIA È TUTTO FERMO

“Nel nostro Paese questo tema è molto sentito, ma c’è la Chiesa”. Solo il 5% degli italiani, però, si dice contrario

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Per noi il rispetto per la loro posizione è automatico, quello che loro non riescono a fare è rispettare noi. Noi non ci sogneremo mai di imporre l’abbandono terapeutico. Nessuno può togliere il diritto di essere curati ma nessuno può togliere agli altri il diritto a non curarsi e a lasciarsi morire”.

Queste le parole di Beppino Englaro, il padre di Eluana, la ragazza vittima di un incidente stradale, che tutta l’Italia ha conosciuto, grazie anche alla forza e alla dignità di suo padre. Che ha lottato per rispettare il volere di sua figlia (“Preferirei morire piuttosto che continuare a restare in un letto incapace di intendere e di volere”).

E che ha ottenuto dalla Cassazione, dopo tanti ricorsi, il 16 ottobre 2007, una sentenza che ha stabilito i due presupposti necessari per poter autorizzare l’interruzione dell’alimentazione artificiale. “Quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia nessun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pur flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno”, “sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della persona”.

Il 19 luglio del 2008 la Corte d’Appello di Milano autorizzò Beppino Englaro ad interrompere il trattamento che manteneva in vita la figlia. Eluana (che ha vissuto gli ultimi diciassette anni in stato vegetativo) e suo padre Beppino hanno riportato al centro del dibattito italiano il testamento biologico. Uno strumento per rifiutare le cure non desiderate.

Ma dopo le forti polemiche di quei giorni di questo strumento si son perse le tracce. “Come Associazione Luca Coscioni – ha dichiarato Filomena Gallo, Segretario dell’associazione –abbiamo l’obiettivo di riportare le libertà civili nell’agenda pubblica e istituzionale e di aiutare concretamente chi vuole affermare i propri diritti. I cittadini, infatti, devono sapere che attualmente in assenza di una legge sul testamento biologico, in ogni caso possono comunque validamente esprimere le proprie dichiarazioni anticipate di trattamento.

In Italia sono circa 3mila i ‘casi Englaro’, secondo l’indagine ‘Funzionamento e disabilità negli stati vegetativi e di minima coscienza’ un familiare su quattro si occupa dei pazienti fino a sei ore al giorno e il 16% supera i sei anni in stato vegetativo. Ma quali sono gli atteggiamenti degli italiani nei confronti del testamento biologico?

Secondo un sondaggio del marzo 2009, realizzato dall’Ispo, il 51% della popolazione dichiara di “sapere di cosa si tratta”. La maggioranza assoluta (60%) ritiene che sia necessaria una regolamentazione legislativa e solo il 5% si dichiara contrario a una legge. Ne abbiamo parlato con il docente di storia della medicina dell’Università Sapienza di Roma, Gilberto Corbellini. “Il biotestamento è un’espressione un po’ forte, che riguarda le direttive anticipate”.

Cosa sono le direttive anticipate?

Sono delle direttive che un paziente intende dare nell’eventualità in cui si trovi nell’incapacità di decidere, cioè perda coscienza. Queste direttive sono rivolte alle persone, ai loro cari, in modo particolare al medico, perché riguardano il modo in cui eventualmente il paziente non vuole essere trattato. Cosa non vorrebbe che gli fosse fatto nel momento in cui perda coscienza.

A che punto siamo in Italia con il testamento biologico?

Siamo a un punto fermo, perché esiste una legge che è passata in Senato e che non è ancora stata approvata alla Camera, la quale legge è piuttosto strana perché non consente le direttive anticipate.

In che senso?

Per esempio non consente di rifiutare l’idratazione e l’alimentazione artificiale e consente al medico di eccepire, giustificando le ragioni per cui non ne vuole tenere conto. Nell’eventualità questa legge passasse è del tutto inutile fare un testamento biologico.

Per far ripartire il dibattito su questi temi dobbiamo aspettare un nuovo ‘caso Englaro’?

Questo tentativo di mettere in atto queste direttive anticipate in realtà è stato lanciato per dire che non deve esserci mai più un ‘caso Englaro’ e questo vuol dire che non deve esserci mai più la possibilità che una persona che si trovi nella condizione di Eluana Englaro – e abbia fatto delle direttive anticipate – non possa stabilire alcuni tipi di decisioni, in modo particolare queste decisioni riguardano l’idratazione e l’alimentazione.

Facciamo un esempio.

Se io in questo momento, in stato di coscienza, finisco all’ospedale e un medico mi dice che mi deve fare un certo trattamento, ho il diritto di rifiutare un trattamento terapeutico e questo medico non mi può mettere le mani addosso. Ma se io arrivo in ospedale incosciente, anche se avessi fatto delle direttive anticipate, per alcuni trattamenti non potrei rifiutare. Le direttive anticipate, nei Paesi dove non ci sono troppe interferenze ideologiche, non sono altro che la continuazione del consenso informato.

In Italia?

In Italia no. Sono un modo per impedire che questa continuazione del consenso informato venga estesa anche alla condizione in cui il paziente non è più cosciente.

La presenza della Chiesa è un limite?

Il problema in Italia è stato esattamente in questi anni il ruolo importante che la Chiesa ha giocato nella discussione bioetica, in cui invece di segnalare la propria contrarietà e far avvenire la discussione e l’introduzione di norme, secondo quello che è un impianto costituzionale di tipo liberal-democratico, la Chiesa invece ha deciso che si deve andare secondo i propri criteri, i propri valori, anche sul piano della convivenza civile cui si devono imporre questi valori anche a coloro i quali si muovono e vivono sulla base di altri valori. La stessa cosa è accaduta intorno alla legge 40, sulla fecondazione assistita. È diventata un colabrodo, anche la Corte Europea l’ha giudicata non coerente con una serie di principi e di valori fondamentali che riguardano i diritti dell’uomo.

Il tema del testamento biologico come incide sulla sensibilità sociale del Paese?

È un tema molto, molto sentito. Il Paese sta invecchiando, la medicina è diventata estremamente potente e riesce a far sopravvivere in condizioni che in passato non erano compatibili con la vita. Ci sono molte famiglie che assistono ai loro cari che vengono mantenuti a lungo in condizioni di sofferenza o in condizioni in cui queste situazioni rappresentano un grosso peso per la famiglia. Molte persone si trovano a dover vivere in condizioni che per loro sono ritenute non dignitose, quindi preferirebbero non continuare. In Italia, ormai, c’è un orientamento favorevole nella maggioranza dei cittadini anche ad ammettere che le persone possono essere aiutate a morire, nel momento in cui loro decidono che non vogliono più continuare a vivere in certe condizioni. È un tema sentito, ma su questo tipo di tematiche, la nascita e la morte, le religioni giocano una partita molto importante sul piano dell’influenza culturale. Le religioni da un certo punto di vista offrono anche un aiuto, ma un conto è offrire un aiuto e un conto è pretendere che non si possano più prendere delle decisioni o si debba accettare delle condizioni imposte da altri. O da altri sistemi di valori che non sono condivisi da tutti.

da L’INDRO.IT di giovedì 20 Settembre 2012, ore 19:56

http://www.lindro.it/Testamento-Biologico-In-Italia-e,10491#.UIV8Xm8xooc


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: