Giorno: 12 maggio 2013

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a FIRENZE

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Sabato 11 maggio 2013, ore 18:30

“Il coraggio di dire no”
Circolo Colli Alti, Via Indicatorio 41 – Signa
Introduzione: 
Maria Grazia Pugliese (Portavoce Donne PD FI Metropolitno)
 
Interventi:
Silvia Della Monica (Magistrato, già componente della Commissione Antimafia)
Marisa Garofalo (sorella di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘Ndrangheta)
Paolo De Chiara (Autore del Libro “Il coraggio di dire No”)
 
Moderatore: 
Costanza Tortù (Forum Sicurezza e Legalità PD Metropolitano Firenze)
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La scelta giusta e quella sbagliata

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12/05/2013

FORLI’, 12 MAGGIO 2013 – È un aula multimediale gremita quella che ha accolto Danilo Chirico, Paolo De Chiara e il sottoscritto al Liceo Scientifico Paulucci De Calboli di Forlì il 9 maggio. La pluriennale manifestazione “Coltiviamo la legalità” offre una importante occasione di incontro e confronto fra studenti e giornalisti, ed in questo caso anche un attore prestato al giornalismo, per parlare di temi tanto delicati quanto importanti: il concetto di legalità, giustizia e diritti civili.

La scuola, come affermato da Paolo De Chiara e sottolineato in più occasioni anche da Danilo Chirico, è il primo baluardo a difesa della democrazia e della civiltà; nella scuola si trasmettono valori come la tolleranza, l’uguaglianza e il rispetto della legge, ma anche il valore delle piccole azioni quotidiane come lo studio e la fatica, il successo e il fallimento che sono parte integrante della crescita di cittadini consapevoli.

La consapevolezza è il fulcro di ciò che viene affrontato durante l’incontro. La vicenda di Lea Garofalo, esposta con grande passione da Paolo De Chiara agli studenti letteralmente rapiti, è il tragico percorso di una donna consapevole delle scelte fatte, disposta ad affrontare le conseguenze della propria ribellione in nome di una vita libera dalla schiavitù dell’anti-cultura ‘ndranghetista. Risulta tuttavia difficile per chi viene dalla tranquilla provincia romagnola non cadere nell’errore di giudicare come eroi Lea Garofalo o le molte persone ritratte in “Dimenticati”, ma è proprio l’autore di quest’ opera, Danilo Chirico, che con disarmante franchezza chiarisce che coloro i quali si sono battuti e si battono contro ogni tipo di criminalità organizzata non sono eroi e non è costruttivo considerarli tali in quanto persone alla ricerca di una vita normale, come tutti noi.

La normalità, per definizione, non deve essere eroica e dunque eccezionale ma bensì quotidiana, così come giornaliera e costante deve essere la scelta fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Per rispondere alle molte domande poste dagli studenti che vogliono principalmente sapere cosa resta ancora da fare e quale può essere il contributo di un liceale Chirico usa una metafora molto efficace: “con la cultura si fa mancare la terra sotto ai piedi della mafia”, lo studio e l’integrazione nel tessuto sociale sono il reale contrasto alla avanzata della criminalità organizzata.

Due ore dopo l’inizio di questo incontro i ragazzi sciamano fuori dalla sala non prima di avere salutato con un lungo applauso i due giornalisti uniti nella lotta per la legalità, così simili e pure così diversi: appassionata e a tratti tuonante l’eloquenza di De Chiara, riflessivo ed ipnotico Chirico con un argomentare che non lascia spazio a dubbi sulla scelta di vita che ha fatto. Il sottoscritto, nonché moderatore, ringrazia per la lezione di vita e di stile.

Alessandro Bertolucci

http://www.infooggi.it/exportArticle.php?id=42145

Il coraggio di dire no, uno spiraglio di luce nelle zone d’ombra. Anche a Forlì

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10/05/2013
A cura di GIULIA FARNETI

FORLI’ (FC), 11 MAGGIO 2013 – «Sbagliano persino a scriverla, a pronunciarla. La scrivono n’drangheta e la pronunciano andrangheta. Sbagliano in tanti, anche giornalisti o dirigenti politici, intellettuali e presentatori televisivi. Segno che per troppo tempo nessuno l’ha davvero presa sul serio, la ‘ndrangheta. E i boss calabresi ne hanno approfittato costruendo il loro impero, da Sud a Nord». Inizia con la lettura di Dimenticati “Coltiviamo la legalità” alla Fabbrica delle Candele, il percorso voluto e realizzato dal Comune di Forlì per sensibilizzare la cittadinanza e le giovani generazioni sui temi della legalità. La conferenza è stata presieduta da Danilo Chirico, direttore di “Paese sera”, presidente dell’associazione daSud e vincitore del premio Montanelli 2011 con “Dimenticati. Vittime della ‘ndrangheta”, Paolo De Chiara giornalista molisano e autore del libro “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo la donna che sfidò la ‘ndrangheta” e da Alessandro Bertolucci, collaboratore con il quotidiano Infooggi.it, oltre che attore teatrale, cinematografico e televisivo.

Quello che si è verificato in Calabria negli anni 80 ora sta succedendo al Nord Italia, purtroppo le persone non capiscono e fanno finta di non capire che la ’Ndrangheta si sta prendendo pezzi interi della loro vita. « Il silenzio che si è perpetrato con la complicità delle classi dirigenti calabresi e con l’apatia da parte dei cittadini ha determinato la forza della criminalità organizzata. Ha aggredito e ucciso, ma lo Stato non ha saputo dare una soluzione. I morti ammazzati non hanno un colpevole, le persone hanno perso fiducia e questo senso di abbandono le ha permesso di diventare ciò che è diventata oggi», ha affermato il cronista calabrese. «Lea Garofalo è una donna e una madre coraggio che ha avuto la forza di dire no e che non ha voltato la testa dall’altra parte. È una ‘fimmina’ che si è ribellata con tutte le sue forze», così Paolo De Chiara parla di Lea. É nata in una famiglia di ‘ndrangheta, ha sentito il puzzo della mafia sin dalla culla. Ha visto morire suo padre Antonio, boss di Pagliarelle, frazione di Petilia Policastro in provincia di Crotone, suo fratello Floriano, detto Fifì , i suoi cugini, gran parte dei suoi amici. Lo Stato con Lea Garofalo non ha fatto il suo dovere. Lea si è sentita abbandonata da tutto e da tutti, è lei stessa, nel suo memoriale del 28 aprile 2009 indirizzato al Capo dello Stato, a scrivere: «chi le scrive è una giovane madre, disperata allo stremo delle sue forze, psichiche e mentali in quanto quotidianamente torturata da anni dall’assoluta mancanza di adeguata tutela da parte di taluni liberi professionisti, quali il mio attuale legale che si dice disponibile a tutelarmi e di fatto non risponde neanche alle mie telefonate. […].La cosa peggiore è che conosco già il destino che mi spetta, dopo essere stata colpita negli interessi materiali e affettivi arriverà la morte! Inaspettata, indegna e inesorabile […]». « Lea da sola, senza l’aiuto di nessuno, è riuscita a sconfiggere un intero clan di ‘ndrangheta. La storia di Lea insegna che è possibile immaginare un futuro diverso», ha detto il cronista molisano.

Al Nord per troppi anni è stata sottovalutata la presenza delle organizzazioni criminali. Presenti da tantissimi anni con i loro sporchi affari che odorano di sangue. Le mafie, oltre ad imporre il loro potere, hanno un enorme consenso sociale e politico. «Il faro della legalità è la scuola, il faro della legalità è la famiglia; quando poi questi ragazzi mettono il naso fuori da questi contesti e vedono concretamente esempi negativi è necessario parlare con loro». È doveroso compiere il nostro dovere di cittadini, sempre e comunque. «Gran parte di coloro che abitano al Nord del Paese sostengono che chi vive al Sud abbia gli anticorpi; non è vero. Gli anticorpi ce li hanno tutti, ma non tutti hanno le opportunità. La ‘ndrangheta va dove sente odore di soldi; un tempo al Settentrione ne circolavano molti, ora non è più così. Sono le organizzazioni criminali ad avere i soldi adesso; non deve emergere più la differenza tra Nord e Sud del Paese. Purtroppo, ora tutti siamo nella stessa situazione. Anche voi dell’Emilia Romagna non siete immuni a questo cancro. Tutto ciò che succede a Reggio Calabria ora succede anche a Milano, Bologna e anche a Forlì.», ha affermato Chirico.

Oggi l’informazione è controllata; la stampa non è libera, è strettamente collegata al potere politico; quando l’informazione è così legata non è più il cane da guardia della democrazia ma diventa il cane da compagnia o da riporto. La conferenza ha avuto un riscontro molto positivo per la città e per i suoi cittadini, i quali si sono sentiti non più semplici spettatori, ma presi per mano e parte integrante di quello che si sta estendendo in tutto il Paese, grazie a tre relatori eccellenti. Oggi più che mai dobbiamo tenere accesi i riflettori, dobbiamo avere il coraggio di no alla cattiva politica, all’imprenditoria marcia e al puzzo del compromesso. Solo così la criminalità organizzata può essere sconfitta.

Giulia Farneti

http://www.infooggi.it/articolo/il-coraggio-di-dire-no-uno-spiraglio-di-luce-nelle-zone-d-ombra-anche-a-forli/42069/?fb_action_ids=574169679302488&fb_action_types=og.likes&fb_source=aggregation&fb_aggregation_id=288381481237582

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