Giorno: 21 maggio 2013

PREMIO Letterario Nazionale “Donna e scrittura. L’inedito nel cassetto”

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… Giacchè l’edizione 2012 del Premio è stata dedicata alla legalità e in particolare a Denis Cosco, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta, il Presidente del Premio, prof.ssa Maria Fontana Ardito, ha voluto premiare il giornalista Paolo De Chiara, autore del volume “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta”, e il suo editore Michele Falco.

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XV edizione (2012) del Premio Letterario Nazionale “Donna e scrittura. L’inedito nel cassetto”

CERIMONIA DI PREMIAZIONE: 
Martedì 28 maggio 2013, ore 18:00 presso il “Palazzo Marsico”, Piazza San Nicola, Lattarico (Cs). 

COMUNICATO STAMPA 

Carmela Maria Palumbo è risultata vincitrice della XV edizione (2012) del Premio Letterario Nazionale “Donna e scrittura. L’inedito nel cassetto”, patrocinato esclusivamente dalle Edizioni Periferia di Cosenza. Il Primo Premio Assoluto le è stato assegnato dalla Giuria composta da: Maria Fontana Ardito (Presidente); Augusta Torricelli Frisina; Giovanna Miccichè; Carmelina Sicari; Pasquale Falco, per la Tesi di Master in Management (Relatore il prof. Pietro Fantozzi) dal titolo: ” Mons. Giancarlo Maria Bregantini costruttore di legalità”. La tesi sviluppa, attraverso una documentazione per molti aspetti inedita e una esperienza personale, il concetto di legalità proposto e concretamente vissuto da Mons. Bregantini.

Nel suo ministero episcopale in terra di Calabria e specificatamente nella Diocesi di Locri-Gerace, Mons. Bregantini individua e suggerisce una legalità non di natura giuridica, ma spirituale, culturale, sociale. Si tratta, dunque, di educare dal basso i singoli cittadini per l’affermazione di una cultura della legalità che si manifesta nei piccoli e grandi gesti della quotidianità.

L’Autrice, laureata in Medicina e specializzata in Psichiatria, svolge la sua attività professionale presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria. Ha già al suo attivo pubblicazioni e riconoscimenti.

Giacchè l’edizione 2012 del Premio è stata dedicata alla legalità e in particolare a Denis Cosco, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta, il Presidente del Premio, prof.ssa Maria Fontana Ardito, ha voluto premiare il giornalista Paolo De Chiara, autore del volume “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta”, e il suo editore Michele Falco.

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Quarto (Na). L’intervento di Susy Cimminiello.

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. La Storia drammatica di Lea Garofalo… a Quarto.
16 maggio 2013

L’intervento di Susy CIMMINIELLO (sorella di Gianluca, Coordinamento Campano familiari Vittime innocenti delle mafie)

Gianluca CIMMINIELLO
Data dell’accaduto: 02/02/2010 – Luogo di morte: CASAVATORE (NA)
Anni: 31
Movente omicidio: vendetta diretta

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Breve storia dell’accaduto:
Il giorno 2 febbraio 2010 viene freddato nel suo studio “Zendark tattoo”, sulla Circumvallazione esterna, nel tratto di Casavatore, Gianluca Cimminiello di 31 anni, titolare di un centro di tatuaggi.
A distanza di un mese dalla sua morte si è compreso il movente dell’omicidio:
Gianluca è stato ammazzato per aver pubblicato sul suo profilo di Facebook un fotomontaggio che lo ritraeva con Lavezzi. Questa foto, secondo quanto accertato dai pm Stefania Castaldi e Gloria Sanseverino della Dda, indispettì Vincenzo Donniacuo, tatuatore di Melito, che chiese al clan di riferimento della zona di punire lo sgarro.
Dopo la pubblicazione della foto, Gianluca ebbe decine di e-mail da parte dei clienti e nell’ultimo messaggio inviatogli da Donniacuo, questi scrisse che Lavezzi lo doveva tatuare lui e nessun altro e poi chiuse con un «sabato passo nel tuo negozio». Quel sabato invece si presentarono tre persone. La discussione degenerò. In due aggredirono Gianluca che non solo evitò il pestaggio, ma fece scappare i suoi aggressori, tra i quali Noviello.
Tre giorni dopo, secondo l’accusa, Vincenzo Russo, si presenta davanti al negozio di Gianluca chiamandolo per nome. Cimminiello arriva sulla soglia del locale e viene colpito mortalmente prima alla spalla e poi al torace. Il killer spara ancora due volte. Per essere sicuro di aver ucciso.
Le manette sono scattate per Vincenzo Russo, 29 anni, pregiudicato di Melito ritenuto affiliato al clan degli scissionisti, arrestato dai carabinieri del nucleo operativo di Castello di Cisterna; nell’accusa di omicidio c’è l’aggravante di aver «agito con metodi mafiosi al fine di agevolare le attività dell’associazione camorristica facente capo a Cesare Pagano».
La famiglia di Gianluca si è costituita parte civile nel processo e segue ogni nuova evoluzione del caso affinchè l’uccisione di Gianluca ottenga giustizia. Fondamentale nel processo è la testimonianza di un testimone di giustizia.
Ad un anno dalla sua morte, la famiglia ha organizzato una fiaccolata in sua memoria.
da FondazionePolis 

Video realizzato da Paolo De Chiara
http://paolodechiara.com/

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