Mese: giugno 2013

Pescara, La Feltrinelli… IL CORAGGIO DI DIRE NO, 25 giugno 2013

La Feltrinelli PESCARA

La Feltrinelli PESCARA

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO
…con Marco ALESSANDRINI, avvocato, figlio di Emilio ALESSANDRINI (magistrato ucciso dai terroristi di Prima Linea nel 1979 a Milano); Saverio OCCHIUTO, giornalista; Roberta PELLEGRINO, sociologa e resp. ‘Ananke’ Centro Antiviolenza Donne. 
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IL CORAGGIO DI DIRE NO. La storia di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta (FALCO Editore, nov. 2012).
con Prefazione di Enrico FIERRO (Il Fatto Quotidiano) e Introduzione di Giulio CAVALLI (attore di teatro, scrittore).
con le TESTIMONIANZE di Santina Miletta (madre di Lea), Marisa Garofalo (sorella di Lea), Madre Grata (Superiore Orsoline di Bergamo), Salvatore Dolce e Armando D’Alterio (magistrati Antimafia), Francesca Ferrucci (tenente Carabinieri), Annalisa Pisano (primo avvocato di Lea), Angela Napoli e Giuseppe Lumia (parlamentari Antimafia), Francesca Prestia (cantastorie).

Per ORDINI: www.falcoeditore.com

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PESCARA, 25 giugno 2013

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PESCARA, 25 giugno, La Feltrinelli 

con 
Marco ALESSANDRINI, avvocato, figlio di Emilio ALESSANDRINI, magistrato che ha indagato sul terrorismo nero e rosso degli anni di piombo, ucciso dai terroristi di Prima Linea nel 1979 a Milano.

Saverio OCCHIUTO, giornalista

Roberta PELLEGRINO, sociologa e resp. ‘Ananke’ Centro Antiviolenza Donne. 

SARA’ PRESENTE L’AUTORE
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Locandina PESCARA

Locandina PESCARA

IL CORAGGIO DI DIRE NO.
La storia di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta.

  • Prefazione di Enrico FIERRO (Il Fatto Quotidiano)
  • Introduzione di Giulio CAVALLI (attore di teatro, scrittore).

Con le TESTIMONIANZE di Santina Miletta (madre di Lea), Marisa Garofalo (sorella di Lea), Madre Grata (madre Superiore Orsoline di Bergamo), Salvatore Dolce e Armando D’Alterio (magistrati), Francesca Ferrucci (tenente Carabinieri), Annalisa Pisano (primo avvocato di Lea), Angela Napoli e Giuseppe Lumia (parlamentari Antimafia), Francesca Prestia (cantastorie calabrese).

Per ORDINI: www.falcoeditore.com

EVENTO su FB: https://www.facebook.com/events/319256414874206/

LEA GAROFALO, fan page Facebook: https://www.facebook.com/LeaGarofaloIlCoraggioDiDireNo 

Il Coraggio di dire No

Il Coraggio di dire No

DR MOTOR – Presidio alla stazione di Isernia

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di Paolo De Chiara

ISERNIA. Nuovo presidio dei lavoratori della Dr Motor di Macchia di Isernia. “La motivazione – spiega il segretario della Fiom Molise, Giuseppe Tarantino (intervista contenuta nel video) – è sempre quella di dieci giorni fa. Siamo in sciopero da fine maggio ad oggi, per la rivendicazione degli stipendi per i dipendenti e per gli ex dipendenti della Dr. Oggi siamo qui perchè è successa una cosa grave. La Dr, a seguito del nostro sciopero, ha licenziato tre lavoratori, tra cui un delegato della Fiom. Un atto grave e intimidatorio”. La Fiom è stata chiara nella nota inviata ieri agli organi di informazione: “licenziamenti illegittimi, ingiustamente ricattatori e non a caso, senza alcun fondamento”. E’ lo stesso Tarantino a spiegare: “La Dr ci vuole intimorire rispetto allo sciopero e ai presidi che stiamo facendo. Illegittimi perchè sono stati effettuati tre licenziamenti durante uno sciopero con presidio in villa comunale. Abbiamo impugnato già i licenziamenti, andremo avanti con le vie legali e, parallelamente, con azioni sindacali, come questa di oggi. Chiediamo un tavolo urgente per poter portare a termine questa terribile e odiosa vicenda che stanno vivendo i lavoratori della Dr”. Un appello è stato rivolto alla politica regionale: “Ci rivolgiamo anche alla politica, che non è mai intervenuta. Solo la Prefettura, dove è stato fatto un incontro la settimana scorsa. Senza esito positivo per i lavoratori. Chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti”. I tre lavoratori licenziati sono Filippo Esposito, Angelo Pinelli ed Emidio Berardi. Al presidio presente un nuovo striscione: “Dr Motor… Ci vuoi licenziare…? Ci vuoi Denunciare…? Sempre i soldi ci devi dare!!!”

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Questo il VIDEO del presidio organizzato dalla FIOM Molise:  

Questo è il comunicato integrale della Dr Motor, inviato nel corso della mattinata:

“La DR Motor Company spa in merito alla manifestazione tenuta in mattinata dalla Fiom, a cui hanno preso parte solo tre dipendenti in attività ed una decina di ex dipendenti (tra quelli in mobilità e quelli licenziati),  precisa che i licenziamenti disposti in data 8 giugno di tre dipendenti iscritti al sindacato sono stati eseguiti, ai sensi dell’art. 2119 c.c., per giusta causa e non rappresentano assolutamente atti infondati e ricattatori come il sindacato vuole far credere.

I tre dipendenti, e non tutti quelli iscritti alla Fiom che hanno manifestato nei giorni scorsi, hanno infatti assunto, anche attraverso precise dichiarazioni rilasciate agli organi d’informazione, un  comportamento denigratorio nei confronti della Società sia il 5 giugno 2013, in occasione dell’incontro con il Prefetto di Isernia, sia il 7 giugno 2013,  quando hanno organizzato e partecipato ad una manifestazione, tenutasi dinanzi l’abitazione del Presidente del Consiglio di Amministrazione della DR, Massimo Di Risio. In questa occasione, in particolare, hanno assunto comportamenti intimidatori, ed altamente offensivi della dignità dell’Azienda e della persona del Presidente. Hanno inoltre diffuso notizie false ed in antitesi con quanto dichiarato dalla Società e con il piano predisposto per la salvaguardia dell’azienda e dei posti di lavoro, con conseguente discredito della credibilità della Società stessa e del Presidente.

In sintesi i tre dipendenti hanno assunto condotte che hanno fatto venir meno il rapporto di fiducia necessario per la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Infatti il comportamento del lavoratore che, per la sua gravità, sia idoneo a compromettere la fiducia nei confronti del datore di lavoro e sia pregiudizievole per il perseguimento degli scopi aziendali configura una giusta causa di licenziamento.

Trattandosi di licenziamento per giusta causa, in base alla normativa vigente, nessun preavviso è stato riconosciuto e pertanto il rapporto di lavoro è cessato al momento della ricezione della relativa comunicazione.

In merito alla questione delle spettanze non retribuite, l’azienda precisa ancora una volta che da marzo 2012 sta regolarmente retribuendo i lavoratori in attività. Le spettanze a cui fa riferimento la Fiom risalgono agli ultimi mesi del 2011 e rientrano nella procedura di concordato in continuità avviata lo scorso 14 maggio e per la quale l’azienda non può far nulla se non procedere secondo tempi e modalità di legge. In ogni caso l’azienda precisa che le spettanze  dei lavoratori saranno corrisposte integralmente ed in via prioritaria rispetto a tutti gli altri creditori. Il medesimo regime si applica alle spettanze degli ex dipendenti in mobilità prima del 14 maggio 2013.

Per quanto concerne l’attivazione della cassa integrazione straordinaria l’azienda comunica di aver regolarmente adempiuto la procedura di attivazione.

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DR MOTOR. La FIOM Molise: “Licenziamenti illegittimi, ricattatori e senza alcun fondamento”

Lavoratori Dr in Prefettura

Lavoratori Dr in Prefettura

ISERNIA. “I lavoratori e le loro famiglie, senza il supporto delle istituzioni e della politica, hanno pazientato anche troppo. Adesso sono allo stremo ed hanno messo in atto le forme di mobilitazione contemplate dalla Costituzione Repubblicana e dalla legislazione vigente”. Continua la ‘lotta’ della Fiom Molise e dei lavoratori Dr Motor per rivendicare gli stipendi, “che non ricevono da vari mesi”. Dopo le forti polemiche della settimana scorsa (per il presidio nella villa comunale del capoluogo pentro e per lo striscione: “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”.), ieri, si è registrata la nuova puntata della lunga ‘telenovela’: tre operai licenziati. “La FIOM Cgil Molise – scrive Tarantino in una nota – ha proclamato lo sciopero nello stabilimento della DR Motor Company e comunica che il giorno 14 giugno 2013 dalle ore 8, terrà un Presidio in piazza della Repubblica nei pressi della Stazione Ferroviaria di Isernia”. Per sostenere “le giuste rivendicazioni dei lavoratori  della DR Motors Company, che non ricevono i salari da vari mesi”. Spiega Tarantino: “recentemente sono stati collocati, tutti, in cassa integrazione, per la quale sono state avviate da qualche mese le procedure e per la cui  approvazione ed erogazione si prevedono tempi non brevi”. Il Presidio di domani (14 giugno 2013) è stato indetto per “denunciare all’opinione pubblica e a tutte le autorità preposte che l’azienda, che non paga i lavoratori da vari mesi, ha messo in atto un’azione ritorsiva comunicando il licenziamento di  tre dei 59 lavoratori”. Per la Fiom Molise sono “licenziamenti illegittimi, ingiustamente ricattatori e non a caso, senza alcun fondamento. Le mobilitazioni sono state indette e gestite dalla FIOM Cgil regionale”. ‘Ricatto’, questo è il termine utilizzato dal segretario regionale Tarantino: “licenziare chi lotta per i propri diritti, e in stato di necessità, è un odioso ricatto. Per questo la FIOM Cgil chiama alla solidarietà tutti i lavoratori e i cittadini”. Della Dr Motor, della situazione dei lavoratori, del futuro di questa Azienda (che voleva rilevare anche Termini Imerese) si parla poco. Molti, in questa Regione, non hanno fatto il proprio dovere. Molti hanno fatto finta di non vedere, molti continuano a girare la testa dall’altra parte. Questo l’appello della Fiom: “chiediamo alla politica, alle Istituzioni democratiche e alle autorità preposte di farsi carico del problema dei salari non pagati e di intervenire perché questi licenziamenti ingiusti siano ritirati immediatamente”.

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DR MOTOR. Tre lavoratori licenziati dopo il presidio

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di Paolo De Chiara

ISERNIA. “E’ un fatto gravissimo. Dopo il presidio alla villa Comunale tre lavoratori sono stati licenziati con una raccomandata. Impugneremo i licenziamenti”. Queste le parole del combattivo  segretario regionale della FIOM Molise, Giuseppe Tarantino, dopo le lettere di licenziamento inviate, oggi (12 giugno), a tre lavoratori. Per Tarantino le motivazioni risiedono nella scelta del presidio, organizzato qualche giorno fa, a Isernia. Nella villa comunale. Per ‘contestare’ le scelte aziendali del proprietario della Dr Motor, Massimo Di Risio. Sono diversi anni che i lavoratori chiedono certezze, da diversi mesi sono in ‘lotta’ per i loro diritti. Per la loro retribuzione. “Abbiamo lavorato e vogliamo essere pagati”. Le richieste degli operai dell’azienda automobilistica sono sempre cadute nel vuoto, non ci sono mai state risposte. Solo annunci e proclami, mai andati a buon fine. Come l’acquisto di Termini Imerese, il progetto naufragato dopo mesi di trattative. Dopo mesi di propaganda. Si sono rivolti e hanno incontrato il Prefetto di Isernia, dove Di Risio non si è mai presentato. Hanno scioperato davanti ai cancelli dello stabilimento di Macchia d’Isernia, dove un operaio è stato anche investito, con la macchina, da un dipendente. Qualche giorno fa (venerdì 7) il presidio alla villa comunale: “la gente deve sapere”. Con uno striscione hanno informato i cittadini, i passanti (molti hanno invitato i lavoratori a non mollare): “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”. Oggi, la doccia fredda. Tre lavoratori licenziati con una raccomandata con ricevuta di ritorno. “Torneremo alla villa comunale per rivendicare i nostri diritti, non ci facciamo intimorire”. Venerdì (14 giugno) un nuovo Presidio.   

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DR MOTOR – Lavoratori in Prefettura: “SIAMO ESASPERATI” 

PRESIDIO DR MOTOR: “Non vogliamo essere fotografati” (dal ‘fotografo’ “che lavora con il Presidente” Di Risio)

Clicca QUI per il VIDEO originale

da biblon.it/recensione – IL CORAGGIO DI DIRE NO: la storia di Lea Garofalo, la donna-coraggio che si è ribellata alla ’ndrangheta

IL CORAGGIO DI DIRE NO_EPUB

 

Posted In Recensioni – By Giusipina on sabato, giugno 8th, 2013

«La realtà, invece, ci dice che dalla ’ndrangheta si esce solo da morti. E la storia di Lea Garofalo, di questo ci parla. Di una vita violenta vissuta in un clima di perenne e quotidiana violenza. Un’esistenza dove la tenerezza, l’affetto, la comprensione non hanno mai trovato spazio. Forse, ma questo lo si avverte leggendo il libro e soffermandosi a riflettere sulle pagine più dense, alla fine della sua vicenda umana Lea aveva capito che una vita violenta non è più vita e per questo aveva chiesto aiuto.»

La storia che Paolo De Chiara racconta nel suo lavoro di inchiesta “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta”, è una storia vera, una storia di ‘ndrangheta, una storia di morte ma allo stesso tempo una storia di coraggio. È la storia di una donna che osò dire NO alla ‘ndrangheta e che la ‘ndrangheta vendicò con un efferato omicidio.

Lea Garofalo era una giovane donna-coraggio, una donna forte e ribelle nata, senza avere alcuna possibilità di scelta, nella culla spinosa della ‘ndrangheta che le ha portato via il padre, il fratello, i cugini, gli amici, la libertà e infine la vita. Lea aveva conosciuto da vicino la violenza criminale della mafia calabrese; l’aveva conosciuta e l’aveva odiata, aveva rifiutato di farla propria, aveva cercato di salvarsi rincorrendo un sogno di giustizia e libertà, il sogno di avere una famiglia felice, una vita normale; Lea sognava l’Australia, una terra lontana e sconosciuta nella quale ritrovare la propria dignità di donna e di madre, madre di una bellissima e dolcissima bambina avuta all’età di 17 anni, anch’essa vittima della crudeltà mafiosa, Denise.

Lea nella piccola frazione di Petilia Policastro, Pagliarelle, in provincia di Crotone, aveva vissuto la faida tra due famiglie mafiose i Garofalo e i Mirabelli. “Una guerra infinita combattuta a colpi di lupara” le aveva segnato l’infanzia e l’adolescente ponendola forzatamente di fronte alla brutalità della logiche della criminalità organizzata, logiche che hanno il colore rosso terribile del sangue. All’età di tredici anni aveva incontrato Carlo Cosco di alcuni anni più grande di lei e come lei invischiato in faccende di ‘ndrangheta. Insieme erano scappati per coronare il loro “falso” sogno d’amore e insieme mettono al mondo la piccola Denise. Lea aveva appena 17 anni e sognava… si sognava una vita normale con la propria bambina e con il proprio uomo, un uomo forte e onesto, tutto ciò che Carlo Cosco purtroppo non era. L’uomo non ricambiava l’amore di Lea, quello a cui era interessato era scalare i vertici dell’organizzazione mafiosa sfruttando la protezione della “potente” famiglia di Lea, i Garofalo. Cercando di fuggendo dalla Calabria Lea si era ritrova a Milano insieme alla figlia e al convivente nell’ennesimo covo di ‘ndrangheta. Dopo alcuni anni di annullamento e sofferenza la donna aveva deciso di lasciare Cosco, approfittando dell’arresto di quest’ultimo, e insieme alla piccola Denise aveva cercato disperatamente di “salvarsi”. Ebbe inizio così la lunga fuga della giovane Lea.

La donna sapeva di non poter combattere da sola la battaglia contro la criminalità organizzata che ormai l’aveva tacciata di tradimento, per questo motivo aveva deciso di chiedere aiuto. Si era rivolta allo Stato, indirizzando una lunga lettera al Colle più importante d’Italia. “Una giovane madre disperata”, così Lea aveva firmato quella lettera che non arrivò mai al destinatario o forse si perse nei meandri di oscure logiche di Stato; nessuno ascoltò la disperata richiesta della donna, nessuno le tese mai una mano.  Fin quando il 24 novembre del 2009, dopo essere sfuggita ad altri pericolosi attentati,  un furgone attendeva Lea, e Lea sapeva quello che l’aspettava, sapeva già di essere una “donna morta”. La “fimmina ribelle” venne così sequestrata, brutalmente interrogata, malmenata e infine uccisa per volere del suo ex compagno nonché padre di sua figlia Carlo Cosco.

Quella di Lea Garofalo non è una storia di tenacia e solitudine e rimanda a tante storie di donne ammazzate per mano mafiosa. Sono troppe le donne calabresi, e non solo, rimaste sole a difendere la propria vita, assediate da una struttura di potere criminale, incastrate in logiche di possesso a tutto tondo, della loro famiglia e del gruppo sociale di appartenenza. Esse sono tutte vittime della bestialità e della brutalità dell’essere mafioso spalleggiato in maniera tacita dal vuoto istituzionale e dall’ottusità sociale di realtà intrise di cultura mafiosa. Più volte Paolo De Chiara ricorda nelle pagine del suo libro che queste storie non possono e non devono essere dimenticate. Le storie di donne emarginate e uccise e dei loro familiari devono e possono fungere da monito perché:

«Sono 150 le donne uccise dalle mafie… Credo che proprio la donna potrebbe essere principalmente l’elemento che all’interno delle stesse organizzazioni, ma anche all’esterno, potrebbe aiutare a sconfiggere questo male. […] Gli esempi non possono essere accatastati. Devono poter sbocciare come candide rose, per inebriare le nostre menti delle loro passioni, della loro forza e del loro immenso coraggio.»

“Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta” è edito da Falco Editore. Il libro, disponibile anche in versione ebook, lo trovi sul tuo BIBLON STORE.

Giusipina

da biblon.it

 

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DR MOTOR – Lavoratori al presidio: “Non vogliamo essere fotografati”

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ISERNIA. Continua lo sciopero dei lavoratori della Dr Motor di Macchia di Isernia. Questa mattina un presidio alla villa comunale per sensibilizzare i cittadini del capoluogo pentro: “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”. Questo lo striscione realizzato dalla FIOM Molise, l’unico sindacato vicino agli operai. “Dopo l’incontro con il Prefetto di Isernia abbiamo deciso di posizionare il presidio nella villa comunale. Vogliamo i nostri soldi, la gente deve sapere”. IMG_1144Nel corso del presidio la presenza di un ‘fotografo’ aziendale ha fatto infuriare gli operai.

Ecco, nel video, la reazione dei lavoratori e dei sindacalisti della Fiom presenti:

— IMPORTANTE —

PER EVITARE LA CANCELLAZIONE DEL VIDEO DA PARTE DI YOUTUBE, DOPO LA SEGNALAZIONE FATTA DA ‘QUALCUNO’, SONO STATI OCCULTATI I VOLTI. ECCO PARTE DEL TESTO INVIATO DAL SERVIZIO ASSISTENZA: 
“…con questo messaggio la informiamo che abbiamo ricevuto un reclamo di violazione della privacy da parte di un privato in relazione ai suoi contenuti. […] …Vogliamo offrirle l’opportunità di rimuovere o modificare le informazioni private nei contenuti segnalati. Ha 48 ore per intraprendere un’azione riguardo al reclamo. Se rimuove la presunta violazione dal sito entro 48 ore, il reclamo presentato verrà chiuso. Se la potenziale violazione della privacy rimane sul sito dopo 48 ore, il team di YouTube esaminerà il reclamo e le informazioni potrebbero essere rimosse in base alle nostre Indicazioni sulla privacy…”.

Clicca QUI per il VIDEO originale

IL CORAGGIO DI DIRE NO. Il lavoro dei ragazzi di Quarto (Scuola ‘Gadda’)

manifesto ragazzi

IL CORAGGIO DI DIRE NO. La storia drammatica di Lea GAROFALO a QUARTO (Na)… il lavoro dei Ragazzi (straordinari) della Scuola ‘Gadda’, progetto “Il Coraggio di dire No”.

Grazie per il vostro impegno, grazie a tutti voi… NON MOLLATE, NON TEMETE I VIGLIACCHI DEL CLAN POLVERINO, SIETE VOI IL FUTURO!!!

Paolo De Chiara

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Lavoratori Dr in Prefettura

(VIDEO) – DR MOTOR – Lavoratori in Prefettura: “SIAMO ESASPERATI”

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I LAVORATORI DELLA DR MOTOR DI MACCHIA DI ISERNIA INCONTRANO IL PREFETTO.
Continua lo sciopero degli operai della Dr Motor. “Non ci ascolta nessuno, non sappiamo più cosa fare. Siamo stanchi, stufi, esasperati. Non sappiamo più come mantenere le nostre famiglie. La situazione non è bella”. All’incontro con il Prefetto, l’ennesimo e inutile, dove il titolare dell’azienda automobilistica molisana, Massimo Di Risio, non si è presentato (ha inviato una nota), hanno partecipato i lavoratori che da diversi giorni sono in sciopero: “la situazione è al limite della tollerabilità”. L’unica sindacato presente è la FIOM Molise, con il segretario regionale Giuseppe Tarantino: “a oggi la Dr non si è smentita. Attendiamo una risposta per un tavolo che loro possono convocare. Apprendiamo tutto tramite la stampa, attenderemo il concordato per vedere se l’azienda può mantenere le promesse fatte ai lavoratori e ad altri creditori. E’ difficile mantenere i lavoratori in questo momento di crisi”.

A Cura di Paolo De Chiara

Motivazioni della Giuria del Premio Letterario Nazionale “Donna e scrittura. L’inedito nel cassetto”, XV edizione.

libro

PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE GIURIA

Paolo De Chiara
per aver raccontato nel volume “IL CORAGGIO DI DIRE NO” la storia di una donna, testimone di giustizia, assassinata per essersi ribellata alla ‘ndrangheta e alla criminalità organizzata e per questo diventata simbolo di coraggio e una speranza per la Calabria.
E per il suo continuo e coraggioso impegno di testimone di legalità.

PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE GIURIA
a
Falco Editore
per la pubblicazione “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta” di Paolo De Chiara.
E perchè: dove “osano le idee” c’è Falco Editore!

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Motivazioni della Giuria del Premio Letterario Nazionale “Donna e scrittura. L’inedito nel cassetto”, XV edizione.

1° PREMIO ASSOLUTO
a
MARIA CARMELA PALUMBO
Carmela Maria Palumbo è risultata vincitrice della XV edizione (2012) del Premio Letterario Nazionale “Donna e scrittura. L’inedito nel cassetto” per la tesi di Master in management dal titolo “La costruzione sociale della legalità. Monsignor GianCarlo Maria Bregantini costruttore di legalità”, relatore il chia.mo prof. Pietro Fantozzi.
La tesi, ora in volume per come detta il regolamento del Premio con il nuovo titolo suggerito da mons. Bregantini “Costruire insieme legalità. La testimonianza di mons. GianCarlo Maria Bregantini” ripercorre attraverso un linguaggio coerente e incisivo i tredici anni di permanenza di mons. Bregantini nella Locride, la sua azione pastorale e il suo ministero in una terra segnata dall’illegalità diffusa e ad alto tasso di criminalità. E ne sottolinea l’aspetto innovativo del suo concetto di legalità, fondato su una visione sprirituale, sociale e culturale, utilizzando anche le fonti del suo vissuto personale, ispirato da una riconosciuta icona di legalità, come è da considerarsi l’attuale Arcivescovo metropolita della Diocesi di Campobasso-Bojano.

PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE GIURIA

Paolo De Chiara
per aver raccontato nel volume “IL CORAGGIO DI DIRE NO” la storia di una donna, testimone di giustizia, assassinata per essersi ribellata alla ‘ndrangheta e alla criminalità organizzata e per questo diventata simbolo di coraggio e una speranza per la Calabria.
E per il suo continuo e coraggioso impegno di testimone di legalità.

PREMIO SPECIALE DEL PRESIDENTE GIURIA
a
Falco Editore
per la pubblicazione “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta” di Paolo De Chiara.
E perchè: dove “osano le idee” c’è Falco Editore!

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IL CORAGGIO DI DIRE NO
Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta
di Paolo De Chiara
(Falco Editore) www.falcoeditore.com
con prefazione di Enrico FIERRO
con introduzione di Giulio CAVALLI
Con le testimonianze di Santina Miletta (madre di Lea), Marisa Garofalo (sorella di Lea), Madre Grata (madre Superiore Orsoline di Bergamo), Salvatore Dolce e Armando D’Alterio (magistrati Antimafia), Francesca Ferrucci (tenente Carabinieri), Annalisa Pisano (primo avvocato di Lea), Angela Napoli Giuseppe Lumia (parlamentari Antimafia), Francesca Prestia (cantastorie calabrese, autrice de La Ballata di Lea).
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LAVORO NERO, LEGALITA’, MORTI SUL LAVORO. Isernia, 1 giugno 2013

Scuola Media Statale 'Giovanni XXIII", Isernia

Scuola Media Statale ‘Giovanni XXIII”, Isernia

CULTURA DELLA LEGALITÀ… con gli Studenti della ‘Giovanni XXIII’ di Isernia. Abbiamo parlato di Gheorghe RADU (bracciante agricolo rumeno morto di lavoro nero in Molise) e di Lea GAROFALO (la donna Coraggio che sfidò la ‘ndrangheta).

GRAZIE di Cuore alla dirigente scolastica Rossella SIMEONE, al direttore artistico Antonio TRAMONTANO, a tutti i Docenti e ai Ragazzi straordinari!

Paolo De Chiara

scuola

copertina Usa e Getta

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