Mese: agosto 2014

IL CORAGGIO DI DIRE NO. Libero GRASSI

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IL CORAGGIO DI DIRE NO.

Il 29 agosto 1991 viene ASSASSINATO (da Cosa Nostra) l’IMPRENDITORE siciliano LIBERO GRASSI.

L’Intervista è dell’11 aprile 1991(da ‘SAMARCANDA’, di Michele SANTORO).

 

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Libero Grassi, l’esempio del coraggio 23 anni dopo *

Ventitré anni sono passati da quel 29 agosto in cui Libero Grassi, industriale tessile proprietario della Sigma di Palermo, venne ucciso da Cosa nostra perché si oppose al racket del pizzo. Due i killer che si presentarono sotto casa in via Alfieri, Salvatore Madonia, rampollo di una potentissima famiglia mafiosa palermitana, e Marco Favaloro, poi pentito. Non ebbe il coraggio di guardarlo negli occhi, Madonia, e gli sparò alle spalle.
Il coraggio di Libero Grassi, la sua determinazione, non possono essere dimenticati e sono ancora simbolo di una lotta che non si è ancora esaurita se si considera che ancora oggi, al sud come al nord Italia, c’è chi paga il pizzo alle mafie.
“Non sono pazzo, non mi piace pagare. Io non divido le mie scelte con i mafiosi” aveva detto con forza in diretta tv, l’11 aprile 1991.

Quelle sue parole, forti come sassi rappresentavano una sfida verso Cosa nostra che avrebbe, secondo il punto di vista mafioso, potuto fungere da “cattivo esempio” per gli altri commercianti. Un uomo che è andato contro tutto e contro tutti in un tempo dove ribellarsi era un’assoluta rarità.
Erano i tempi in cui il giudice di Catania, Luigi Russo, aveva stabilito in una sentenza che acquisire la “protezione” dei boss non era reato, e dove il presidente degli industriali di Palermo, Salvatore Cozzo, rispondeva proprio a Grassi alla radio che “i panni sporchi si lavano in famiglia”.
Lasciato solo nella sua lotta per la libertà si può dire che se da una parte ad uccidere Libero Grassi sia stata la mafia a permettere la sua eliminazione sia stata anche l’indifferenza dei suoi colleghi imprenditori, colpevoli di averlo lasciato solo e sopportato con fastidio. Dopo tanti anni di silenzi, per fortuna, sembra esserci un vento nuovo rispetto a quegli anni di omertà.
“Mi hanno chiamato Libero in memoria di un uomo che per la libertà è morto”, amava dire, raccontando che i genitori, dandogli quel nome, avevano voluto onorare il sacrificio e il coraggio di Giacomo Matteotti.
Ma il suo messaggio più potente è sicuramente la lettera aperta, scritta sette mesi prima di essere assassinato, al “Caro estortore”. Uno scritto, pubblicato sul Giornale di Sicilia nel gennaio 1991, che rappresenta il grido di libertà che è stato raccolto oggi da associazioni come Addio Pizzo e Libero Futuro che di fatto onorano con l’agire quotidiano la memoria di Libero Grassi. Un seme che germoglia e che col tempo ha contagiato anche Confindustria ha approvato un regolamento interno che espelle gli imprenditori che pagano il pizzo. E al loro fianco c’è la magistratura che indaga e condanna imprenditori che non denunciano i propri aguzzini. Del resto il modo migliore per rendere viva la memoria del sacrificio di Libero Grassi e del suo insegnamento è fare ognuno la propria parte di cittadino libero, affermando la legalità e difendendo i propri diritti e doveri.

La Lettera
Caro estortore…
“…volevo avvertire il nostro ignoto estortore di risparmiare le telefonate dal tono minaccioso e le spese per l’acquisto di micce, bombe e proiettili, in quanto non siamo disponibili a dare contributi e ci siamo messi sotto la protezione della polizia. Ho costruito questa fabbrica con le mie mani, lavoro da una vita e non intendo chiudere… Se paghiamo i 50 milioni, torneranno poi alla carica chiedendoci altri soldi, una retta mensile, saremo destinati a chiudere bottega in poco tempo. Per questo abbiamo detto no al “Geometra Anzalone” e diremo no a tutti quelli come lui”

Libero Grassi, dal Giornale di Sicilia del 10-1-1991

* da antimafia2000.com

 

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IL VELENO DEL MOLISE a Chiusa Sclafani (Palermo), 19 agosto 2014

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Il Veleno del Molise in SICILIA

Chiusa Sclafani (Palermo), 19 agosto 2014

I rifiuti tossici che avvelenano il Molise, nel libro di Paolo De Chiara

Presentato a Chiusa Sclafani, il testo che rompe un silenzio omertoso lungo trent’anni

da Rete100Passi

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StartToArt, presentato Il Veleno del Molise

Il 19 agosto presso il Complesso Monumentale della Badia è stato presentato il libro “Il Veleno del Molise- trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” di Paolo de Chiara, edito da Falco Editore: (http://www.falcoeditore.com/il_veleno_del_molise.html), libro vincitore del Premio Nazionale “Ilaria Rambaldi” 2014.

Quella di ieri, a Chiusa Sclafani, è stata la prima tappa in Sicilia. L’evento rientra all’interno del ricchissimo programma di StarToArt 3.0 – Festival della Cultura di Chiusa Sclafani, che, anche quest’anno, pone l’obiettivo su una letteratura e un giornalismo d’ inchiesta. La precedente edizione aveva ospitato e presentato il delicato e controverso caso del medico di Barcellona Pozzo di Gotto, Attilio Manca, ammazzato dai sicari mafiosi di Bernardo Provenzano.    

 

 

 

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LE MAFIE SONO UNA MONTAGNA DI MERDA!!!

Il Veleno del Molise in SICILIA

Il Veleno del Molise in SICILIA

IL VELENO DEL MOLISE… a CAPRACOTTA (Isernia), 12 agosto 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a CAPRACOTTA (Isernia)

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Poggio Sannita (Isernia), 10 agosto 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Poggio Sannita (Isernia)

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LAVORO – La strategia della tensione

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DR MOTOR: Reintegrati due lavoratori: “licenziamenti illegittimi”

 

di Paolo De Chiara

Un atto di arroganza, sanato con una sentenza ‘in nome del popolo italiano’. I due lavoratori della DR Motor Company SpA licenziati (Filippo Esposito e Angelo Pinelli), per ingiusta causa, devono essere reintegrati. Lo ha deciso il Tribunale di Isernia con un’ordinanza lo scorso 6 agosto.

La vicenda risale al 7 giugno del 2013, quando diversi operai (senza stipendi e certezze lavorative) decisero di manifestare, con regolare autorizzazione, il proprio dissenso all’interno della villa comunale di Isernia. In un luogo pubblico. Di fronte l’abitazione del patron della Dr Massimo Di Risio. Un ‘picchetto’ per ricordare al padrone di rispettare gli impegni. Uno sciopero organizzato dalla Fiom Molise, con la presenza del segretario regionale Giuseppe Tarantino, “per protestare contro il mancato pagamento di numerose mensilità di retribuzione ai lavoratori”.

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Filippo e Angelo vengono accusati di “comportamenti offensivi nei confronti del presidente Massimo Di Risio” e di “aver danneggiato la società con dichiarazioni non veritiere fatte alla stampa in occasione di altre manifestazioni di protesta, sempre legittimamente organizzate dalla Fiom del Molise”. Gli operai non pagati non hanno nemmeno il diritto di parola e di critica. Devono solo buttare il sangue.

Presente allo sciopero anche uno 007, identificato dalla digos, armato di macchina fotografica e impegnato a immortalare ogni singolo partecipante. Cornuti e mazziati.

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Ecco il video per ricordare meglio il ‘simpatico’ episodio. “I lavoratori – scrive in un nota il segretario Tarantino – hanno impugnato il licenziamento sostenendo la legittimità della partecipazione allo sciopero indetto dalla propria organizzazione sindacale, diritto costituzionalmente garantito, di non avere offeso il presidente e la sua famiglia, di avere fatto dichiarazioni veritiere e comunque prive di qualsiasi rilevanza di carattere disciplinare non essendo esse la causa della situazione di difficoltà dell’azienda”. E’ entusiasta il sindacalista della Fiom: “soddisfazione per una vicenda che rischiava di compromettere il fondamentale diritto costituzionale dei lavoratori di scioperare per la tutela e salvaguardia dei propri diritti in questi ultimi anni completamente calpestati in nome della tutela degli interessi imprenditoriali”. C’è ancora la vicenda di Emidio Berardi, un lavoratore della DR Motor licenziato e già reintegrato. Il prossimo 20 agosto, per l’opposizione fatta dall’azienda, si celebrerà l’udienza presso il Tribunale del capoluogo. dr

Dalla Dr Motor, contattati telefonicamente, nessun commento.

DA restoalsud.it

L’imprenditore che licenziò gli operai che protestarono sotto casa sua dovrà riassumerli

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a MoliseCinema, CASACALENDA (Cb), 7 agosto 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PRIVERNO (Latina), 2 agosto 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PRIVERNO (Latina)

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La Ballata di LEA GAROFALO 

La Ballata di LEA interpretata dai CANUSIA 

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