Giorno: 21 aprile 2015

Il testimone al ministro Delrio: “Accertate le ditte dei Vuolo”

Il Ministro Delrio, foto ecodibergamo.it

Il Ministro Delrio, foto ecodibergamo.it

di Paolo De Chiara

“Avviate gli accertamenti e appurate come la ditta PTAM Costruzioni possa avere certificazioni SOA e il certificato per la trasformazione acciai se la stessa è coinvolta in più vicende giudiziarie che vedono cedimenti e crolli di strutture di carpenteria sulle autostrade italiane”. Non si ferma davanti a nulla il testimone di giustizia Gennaro Ciliberto. Dopo le denunce, dopo le segnalazioni alle Procure e alle DDA italiane, continua la sua ‘battaglia’ contro la famiglia Vuolo, legata al clan camorristico D’Alessandro di Castellammare di Stabia. “I Vuolo – ripete spesso Ciliberto – vincono, con affidamento diretto, i lavori per la realizzazione di tutti i Punti Blu d’Italia. Appalto di quattro milioni di euro, eseguito in parte dalla Falegnameria Elefante di Gragnano (Napoli), il titolare Francesco, detto Ciccio, è il marito di Antonietta, la figlia di Mario Vuolo”. Il ‘re delle autostrade’. Il testimone di giustizia ha fatto emergere gli affari, i legami con la camorra, gli appalti. La corruzione. Ha parlato dei lavori per il casello di Cherasco (crollato nel 2008), della Passerella sequestrata di Cinisello Balsamo (Milano), dei ponti e dei caselli di Rosignano, Sinigallia, Settebagni, del casello di Firenze, dei lavori sull’autostrada A11 e A12 (“gravi cedimenti strutturali – scrivono i periti – grave pericolo”), dell’appalto per le barriere fonoassorbenti sull’A22 (bando europeo), della gara pubblica di Locate Triulzi (Milano), dell’appalto vinto presso il carcere di Larino, del portale crollato sull’autostrada (svincolo Santa Maria Capua Vetere, Caserta) nel dicembre del 2012. “Tutti i cavalcavia fatti dai Vuolo, nel tratto che va da Barra a Nocera Inferiore, sono a rischio crollo”.

Ciliberto ha chiesto un incontro con il neo Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio. Ha inviato la richiesta, via mail, anche al capo della segreteria del Ministro. “Lo scrivente chiede se avete opportunamente valutato la mia richiesta”. Gennaro è impegnato come testimone nel processo di Monza per la costruzione della Passerella Ciclopedonale di Cinisello Balsamo (Milano), ma vuole smascherare completamente il modus operandi dei Vuolo. “Nonostante tutto tale ditta (Ptam Costruzioni, ndr) ha continuato a partecipare a gare pubbliche e a vincere con ribassi di oltre 40%. Le mie numerose testimonianze e denunce hanno permesso che tali soggetti venissero processati, ma hanno già costituito un’altra ditta denominata APR srl”. Si attende la risposta del Ministro Delrio. Incontrerà il testimone di giustizia che ha smascherato la corruzione sulle autostrade italiane?

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Arresti a Bitonto, parla il testimone di giustizia

 
di Gennaro Ciliberto

Francesco Amendolara, 25 anni, il presunto killer, fu lui a darmi il benvenuto a  Bitonto.

Erano passate  da poco le 15:00 quando due poliziotti del Commissario  di Bitonto bussano al portone del palazzo dove mi ero da poche ore trasferito. 

Aprii al grido “Polizia” e trovai la mia auto aperta e con il cofano alzato, i due poliziotti mi dissero che stavano rubando la mia auto, pensai “che benvenuto mi danno”.

Dopo poco un tizio  poco più che ventenne  accompagnato  da una corte giunse in piazzetta Margherita e con fare minaccioso incominciò ad inveire contro i due poliziotti che nel frattempo avevano identificato  una Lancia Lybra in possesso  del Amendolara e priva di assicurazione. 

A questo punto il soggetto  con fare criminale rivolgendosi a me disse: “tu qui la macchina  non la metti più. Hai capito? Altrimenti vedrai cosa ti succede”.

Preso dall’incoscienza dissi a costui cosa mai mi sarebbe potuto accadere visto che l’auto era parcheggiata  presso la proprietà  dello stabile  dove vivevo.

Lui mi rispose in dialetto, io non capii, ma la sua ‘corte’ incominciò  a ridere e fu allora che ci fu lo scontro con questo criminale da strada.

Io gli dissi che ero venuto a Bitonto per lavorare e che nessuno mai mi avrebbe costretto a non posare la mia auto nella proprietà  di cui avevo in gestione.

I giorni a seguire lo stesso soggetto cominciò un’opera di pressioni, quasi come uno squalo che gira intorno alla sua preda. Attendeva il momento  giusto per colpire. 

Poi la storia, purtroppo, la conosciamo tutti. Cosa ha fatto questo criminale e perché lo scrivente è dovuto fuggire da Bitonto. 

Fuggito per restare in vita, perché  forse chi ha ucciso una volta non avrebbe esitato ad uccidere una altra volta. Lo avrebbe fatto per dare un segnale a chi cerca di vivere in maniera legale e divulgando la cultura della legalità  e del bene comune.

Io ho denunciato e ora attendo la giustizia dello Stato.

Se la cittadinanza collaborasse, queste risposte arriverebbero prima e in maniera più efficace.

L’esempio del tdg Gennaro Ciliberto a Bitonto per risvegliare le coscienze dei cittadini.

L’arresto di Francesco Amendolara http://www.dabitonto.com/cronaca/r/omicidio-giampalmo-e-lotta-tra-clan-arrestato-un-25enne-ecco-i-dettagli/6028.htm


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