Paolo De Chiara

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Il Coraggio di dire NO. LEA GAROFALO (2018, aggiornato)

IL CORAGGIO DI DIRE NO
Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta
di Paolo De Chiara

 

COPERTINA Il Coraggio di dire No

Il coraggio di dire No, Paolo De Chiara

copertina LEA_1

IL CORAGGIO DI DIRE NO

La storia di Lea Garofalo. La fimmina che sfidò la schifosa ‘ndrangheta

Postfazione di Enrico FIERRO (Giornalista e scrittore) 

– Nuova Edizione Aggiornata –
 Tutti i particolari della drammatica vicenda che ha fatto piangere l’intero Paese.

IN ESCLUSIVA: la seconda lettera inedita scritta da Lea Garofalo

ALBUM FOTOGRAFICO: 36 foto di Lea, 36 foto su Lea 

Con le testimonianze di Santina Miletta (madre di Lea), Marisa Garofalo (sorella di Lea), Madre Grata (madre Superiore Orsoline di Bergamo), Salvatore Dolce e Armando D’Alterio (magistrati), Francesca Ferrucci (tenente Carabinieri), Annalisa Pisano (primo avvocato di Lea), Angela Napoli e Giuseppe Lumia (parlamentari Antimafia), Giancarlo G. (l’amico di Campobasso) e D.U. (operatore 118 Campobasso).

 

Alla fine di questo racconto tragico, rimane una
grande amarezza. Siamo stati distratti, indifferenti, sordi, Lea ci chiedeva aiuto e noi – che pure ci riempiamo la bocca di parole e l’animo di indignazione nei convegni antimafia – non abbiamo voluto capire. “Ho bisogno di aiuto, qualcuno ci aiuti, please”. Si concludeva così la lettera che Lea inviò al Sig. Presidente della Repubblica il 28 aprile 2009. Lettera che però “non risulta essere pervenuta”, sul Colle più importante della Repubblica. Forse è così, ma un dato è certo: quelle parole non sono mai arrivate al nostro cuore, e della solitudine di Lea, della sua orrenda morte, siamo tutti un po’ responsabili.
L’Italia civile, democratica, l’Italia che chiama Falcone e Borsellino “Giovanni e Paolo”, l’Italia dello Stato che “sconfiggeremo le mafie”, nella vicenda tragica di Lea ha consentito che a vincere fosse la ‘ndrangheta.

dalla postafazione di Enrico Fierro

 

 

Indice
LEA GAROFALO, IL CORAGGIO DI DIRE NO (2018)
PRIMA PARTE
1. Una giovane madre disperata
1.1 La lettera: «Ho bisogno di aiuto, qualcuno ci aiuti»
1.2 La risposta del Quirinale
1.3 La seconda versione inedita del memoriale 

2. Una famiglia sterminata dalla ‘ndrangheta 
2.1 Lea Garofalo e l’ambiente mafioso 
2.2 L’episodio criminale 
2.3 «Il sangue si lava con il sangue» 
2.4 Fifì: figlio di boss, fratello di Lea 

3. L’incontro con Carlo Cosco 
3.1 Il covo degli ‘ndranghetisti a Milano 
3.2 La scalata nella struttura criminale 
3.3 Lea decide di lasciare Carlo Cosco 
3.4 Le pressioni, le intimidazioni, la decisione di collaborare 

4. La collaborazione con la Giustizia 
4.1 «Non voleva morire quel bastardo» 
4.2 Programma di protezione 
4.3 Il traffico di droga 
4.4 L’usura 
4.5 Il gruppo criminale

5. La vendetta. Lea deve morire 
5.1 L’episodio di Perugia 
5.2 L’episodio di Bojano (Campobasso) 

6. Il tentato sequestro di Campobasso 
6.1 Il tecnico della lavatrice 
6.2 Il ritorno a Pagliarelle

7. Firenze-Milano, solo andata 
7.1 L’arrivo a Milano 
7.2 Gli ultimi istanti di vita 

8. Massimo Sabatino rompe il “giocattolo”
8.1 I soldi per pagare l’avvocato 
8.2 La collaborazione di Salvatore Sorrentino 
8.3 «… quei bastardi di merda …»
8.4 La conferma di Alberto Schiavone

9. Il metodo mafioso 
9.1 Campobasso, 5 maggio 2009 
9.2 La condanna definitiva 
9.3 Vincenzo Minasi, il consigliori della ‘ndrangheta 

10. Il corpo sciolto nell’acido 
10.1 Milano, 24 novembre 2009 
10.2 Salvatore Cappa, l’amico di Crivaro 

11. Come si scioglie un corpo nell’acido 
11.1 La consulenza del dottor Testi 
11.2 L’esperimento e il sopralluogo 
11.3 Sentimento criminale 

12. Il processo, gli assassini e l’omertà 
12.1 «Nessuna attenuante a questi vigliacchi…»  
12.2 Gli ergastoli  

13. Il coraggio di Denise  
13.1 «Loro scherzavano e io stavo male»  
13.2 «Quella faccia di cazzo in carcere»  

14. Il cambio di strategia  
14.1 Parole fuori posto  
14.2 La resa dei conti  
14.3 Il ritrovamento. I resti carbonizzati di Lea  

15. Il corpo bruciato in un bidone  
15.1 Il mandante «figlio di puttana» assiste all’esecuzione  
15.2 Gli spostamenti  
15.3 «La bastarda se n’era addunata»  
15.4 «La testa praticamente non c’era più»  
15.5 Le perizie: 2.810 frammenti ossei  

16. Il processo d’Appello, il “raptus” e le condanne  
16.1 Le dichiarazioni del manutengolo Carmine Venturino  
16.1.1 Aprile 2009, Lea e Denise escono dal programma e rientrano a Pagliarelle 
16.1.2 Il primo tentativo fallito  
16.1.3 Maggio 2009, il tentativo di sequestro a Campobasso  
16.1.4 Agosto 2009, Calabria, Pagliarelle  
16.1.5 Novembre 2009, Lea e Denise arrivano nella tana del lupo  
16.1.6 Lea e Denise separate a Milano 
16.1.7 24 novembre 2009, «l’amu fatto»  
16.1.8 Le chiavi del magazzino della morte  
16.1.9 «Dovevamo ammazzare anche Denise»  
16.2 Le dichiarazioni di Denise  
16.2.1 Firenze, novembre 2009  
16.2.2 Bergamo e la denuncia per l’auto bruciata  
16.2.3 La festa di compleanno 
16.3 Il “raptus” farlocco di Carlo Cosco  
16.4 Le pene inflitte e le singole posizioni processuali  
16.4.1 Massimo Sabatino: ergastolo  
16.4.2 Carlo Cosco: ergastolo  
16.4.3 Carmine Venturino, detto Pillera: 25 anni di reclusione  
16.4.4 Vito Cosco, detto Sergio: ergastolo  
16.4.5 Rosario Curcio: ergastolo  
16.4.6 Giuseppe Cosco, detto Smith: assolto  

17. La Cassazione e il Paese del “giorno dopo”  
17.1 Lea Garofalo diventa credibile dopo la sua morte  

SECONDA PARTE
18. Le Testimonianze
18.1 Santina Miletta, la madre  
18.2 Marisa Garofalo, la sorella  
18.3 Madre Grata, superiora Orsoline di Bergamo  
18.4 Salvatore Dolce, magistrato  
18.5 Armando D’Alterio, magistrato  
18.6 Francesca Ferrucci, tenente carabinieri  
18.7 Annalisa Pisano, avvocato  
18.8 Angela Napoli, parlamentare  
18.9 Giuseppe Lumia, parlamentare 
18.10 Giancarlo G., l’amico di Campobasso  
18.11 D.U., operatore 118 Campobasso  

Postfazione di Enrico FIERRO  

TERZA PARTE
Documentazione fotografica: 36 anni di Lea, 36 immagini su Lea 

APPENDICI
Appendice 1. L’esempio delle donne 
Appendice 2. Sdisonorate, le mafie uccidono le donne. Il dossier 
Appendice 3. La musica dedicata a Lea Garofalo, i testi

Le FONTI NUOVA edizione agg


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