Categoria: cultura della legalità

Una Giornata Particolare

UNA GIORNATA PARTICOLARE.
#esperienzastraordinaria
#incontroincarcere#ergastolani
Grazie Cinziaa, per l’opportunità. Grazie a te, ai docenti del ‘Patini’ di Castel di Sangro e ai tuoi favolosi ragazzi.

Lezione di legalità e umanità: studenti del “Patini Liberatore” incontrano i detenuti

4 APRILE 2019

 Una giornata speciale per i ragazzi del “Patini Liberatore” di Castel di Sangro che hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il mondo carcerario. Una lezione che passa dal rispetto delle regole, la comprensione, fino a toccare il lato decisamente più umano con le storie di tanti volti.  Il Direttore della casa circondariale di Sulmona, Sergio Romice, ha aperto i cancelli di via Lamaccio a 50 studenti che, dopo nozioni di legalità e consapevolezza, hanno incontrato quattro detenuti in regime di 41bis. I carcerati si sono messi a nudo raccontandosi attraverso le scelte sbagliate, la solitudine e la sofferenza. A conclusione di un percorso di approfondimento sulla legalità condotto dalle docenti Di Cola, Giampaolo, Sigismondi, Scannella e Del Castello infatti per i ragazzi è stato il tempo dell’umanità, del racconto della consapevolezza.  La voglia di rimettersi in gioco. 

Lo scrittore e giornalista Paolo De Chiara autore del romanzo “Io ho denunciato” ha accompagnato gli studenti in questo viaggio unico, confrontandosi con i ragazzi sul tema della necessità per tutti e per ciascuno di mettersi in discussione. Essere coraggiosi. Migliorare la propria realtà e formarsi cittadini attenti e presenti a se stessi e alla società con lo scopo di migliorarla. Con il funzionario giuridico pedagogico dott.ssa Fiorella Ranalli, il Comandante del reparto di polizia penitenziaria Commissario Sarah Brunetti e la prof.ssa Mascio i ragazzi si sono addentrati nei meandri della realtà quotidiana vissuta dai detenuti. Di grande impatto le testimonianze di Giuseppe, Orlando, Napoli e altri che hanno interagito con pacatezza e senza veli. Parole chiave: scelta, condivisione, ricerca, cultura e partecipazione . Un incontro di alta valenza formativa ha sottolineato la preside Cinzia D’Altorio “Non accade tutti i giorni il miracolo di mettere di fronte le giovani coscienze con temi delicati come questo. Solo docenti che credono nei diritti e nei doveri possono osarlo fare fino in fondo. L’unica strada possibile per affermare la civiltà”

In attesa del nuovo libro…

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#ilcoraggiodidireno #testimonidigiustizia #tdg #ilvelenodelmolise #inattesadelnuovolibro #romanzo #iohodenunciato #libri #pdc #mafiemontagnadimerda #valangadimerda

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ASSEMBLEA STUDENTESCA con gli #studenti di #Campobasso

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ASSEMBLEA STUDENTESCA

Liceo Scientifico ‘Mario Pagano’

Campobasso, 28 febbraio 2018
#studenti 
“L’importanza del diritto al voto in vista del quattro marzo”.

 

GRAZIE DI CUORE AI RAGAZZI DEL LICEO SCIENTIFICO ‘M. Pagano’, Campobasso. 
#lapiùgrandesoddisfazione
«Buonasera, sono uno studente del liceo scientifico Mario Pagano, volevo farle i più sinceri complimenti per il discorso che ha tenuto oggi. È riuscito a portare attenzione verso le sue parole anche alcuni studenti che non amano molto la scuola e che non sono propensi ad immischiarsi nella politica e nella storia della nostra comunità».

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CULTURA & LEGALITA’, II appuntamento 

foto manifesto II incontro, Cb

CULTURA & LEGALITA’ 

#insiemesipuò 

Le mafie in Italia e in Molise… nessuno è escluso!!!
Campobasso, 15 dicembre 2017

#studenti #campobasso #mafie #italia #molise #icare #ilcoraggiodidireno #ilvelenodelmolise 

Ambiente & Legalità, 20 ottobre 2017

Rifiuti

WEBCAST della LEGALITA’
Isernia, 20 ottobre 2017 – Liceo Scientifico
– Ambiente e Territorio –
#ragazzi #giovani #studenti
Il veleno del Molise
 

Contraffazione

Legalità & Web, Campobasso 4 ottobre 2017

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LEGALITA’ & WEB.
Campobasso, 4 ottobre 2017
Istituto Superiore ‘Pilla’

STORIE DI ORDINARIO EROISMO con gli studenti Toscani, 6 giugno 2017

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…con i favolosi ragazzi di Barga (Lucca)

 

…con i ragazzi di Fornaci di Barga, Lucca

 

 

CULTURA DELLA LEGALITA’… nelle SCUOLE.

SCUOLA

CULTURA DELLA LEGALITA’… nelle SCUOLE.
‪#‎Appuntamenti‬:
—29 gennaio 2016:
– Mattina: PONTINIA (Latina), Ist. Compr. “Manfredini”;
– Pomeriggio: PRIVERNO (Latina), Ist. Sup. “T. Rossi”;
—1 febbraio 2016:
– TEANO (Caserta).
‪#‎insiemesipuò‬ ‪#‎legalità‬ ‪#‎scuole‬ ‪#‎ragazzi‬ ‪#‎giovani‬ ‪#‎futuro‬ ‪#‎priverno‬‪#‎ilcoraggiodidireno‬ ‪#‎lea‬ ‪#‎leagarofalo‬ ‪#‎ilvelenodelmolise‬ ‪#‎testimonidigiustizia‬‪#‎mafiemontagnadimerda‬

GRAZIE Paola Senza Bavaglio Villa… I tuoi ragazzi sono favolosi. Sono stato benissimo con voi. ISTITUTO COMPRENSIVO ‘Manfredini’, QUARTACCIO (fraz. Pontinia), 29 gennaio 2016
‪#‎insiemesipuò‬ “La Scuola è sempre meglio della merda”.‪#‎mafieMontagnadiMerda‬

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GRAZIE Loretta Cardarelli. È sempre un piacere tornare nella tua favolosa scuola. I tuoi ragazzi sono eccezionali!!! ‪#‎insiemesipuò‬ ISTITUTO SUPERIORE ‘T. Rossi’, Priverno (Latina), 29 gennaio 2016.
“Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”.

#Cultura della #Legalità con gli Studenti di Campobasso

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GRAZIE DI CUORE.

Siete una risorsa per il futuro. Con i ragazzi dell’Istituto ‘Petrone’ di Campobasso, 20 novembre 2015.

#‎insiemesipuò‬

Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie

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di Miriam Iacovantuono e Davide Vitiello

Una giornata all’insegna della legalità, attraverso il ricordo e la testimonianza di donne e uomini che hanno sfidato la “schifosa mafia”: da Paolo Borsellino a don Pino Puglisi, fino alla testimone di giustizia Lea Garofalo. Davanti alla platea dei piccoli studenti dell’istituto comprensivo Petrone di Campobasso, il giornalista Paolo De Chiara ha lanciato il monito: “la mafia la si combatte attraverso il rispetto delle regole e pensando con la propria testa”.

Parlare di legalità, partendo dalle scuole e tra i giovani, è un progetto che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso sta portando avanti da diversi mesi. Lo scrittore e giornalista Paolo De Chiara ha accettato di sostenere questo progetto incontrando e parlando agli studenti dell’Istituto Comprensivo “I. Petrone” del capoluogo.

L’Assessore alla Cultura, Emma De Capoa, presentando il progetto sulla legalità e introducendo il giornalista, ha rivolto un monito ai ragazzi “Studiate, crescete culturalmente, perché solo la cultura vi renderà liberi e vi farà contrastare chi vi potrà portare sulla strada dell’illegalità. Rimanete sempre fedeli a voi stessi e non abbassate mai la testa.”

Partendo proprio dalla facoltà di scelta che ogni individuo deve avere, Paolo De Chiara spiega ai ragazzi che cos’è la mafia, che un atteggiamento mafioso è anche non rispettare le semplici regole di ogni giorno, non rispettare le persone che hanno il colore della pelle diverso dal nostro o professano un’altra religione o semplicemente buttare la carta per terra, rompere un banco o scrivere su un muro.

Ha parlato di criminalità organizzata, ma soprattutto ha voluto raccontare l’esempio di tanti eroi che la mafia, supportata “dallo stato con la s minuscola”, l’hanno combattuta opponendosi ad essa e trovando la morte. De Chiara ha citato l’esempio di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Alberto Dalla Chiesa, don Pino Puglisi, don Peppe Diana, Peppino Impastato.

Ha parlato dei testimoni di giustizia, quelle persone che hanno deciso di non rimanere inermi, denunciando l’arroganza mafiosa. In particolare donne coraggiose, come Lea Garofalo, che si sono ribellate al sistema mafioso, opponendosi finanche alle loro famiglie, alle loro madri, ai loro padri, ai loro mariti, per proteggere i propri figli e portarli fuori da quel mondo.

“Quella contro la mafia è una battaglia che si può vincere ragionando, pensando con la propria testa per cambiare la mentalità mafiosa – ha detto De Chiara – . Oggi e soprattutto domani dovete scegliere con la vostra testa” e citando ancora il magistrato Borsellino ha detto: “la rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa nella cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello”.

Alla fine dell’incontro il giornalista ha risposto alle tante domande che gli studenti, che lo hanno seguito attenti e incuriositi, gli hanno rivolto su un argomento così ampio e importante come quello della legalità.

Il messaggio che il giornalista e scrittore molisano ha voluto lasciare ai giovani, che sono il futuro del Paese, è quello che ognuno liberamente deve decidere da che parte stare, ragionando con la propria testa, studiando e rispettando gli altri e soprattutto che tutti insieme si può fare di più anche per rendere onore a chi è stato lasciato da solo.

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da FANPAGE.IT – Omertà e rifiuti tossici in Molise

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“La mafia è una montagna di merda” così il giornalista e scrittore molisano Paolo De Chiara, parafrasando Peppino Impastato, rende sua questa citazione. È stato uno dei primi giornalisti a denunciare l’ecomafia in Molise ed ancora oggi continua a dare voce a coloro che, senza paura, lottano contro le criminalità. Il suo giornalismo viene fatto nelle scuole, parlando ai giovani perché “Per contrastare la mafia serve l’istruzione” così si racconta De Chiara.

‘Il veleno del Molise’, ‘Testimoni di Giustizia’, ‘Il coraggio di dire no’ sono tutte storie di denuncia a cui il giornalista e scrittore molisano Paolo De Chiara ha dato voce. Filo comune per tutte, è quello di contrastare l’omertà e lottare contro le criminalità perché ‘La mafia è una montagna di merda’. Così il giornalista De Chiara denuncia i trent’anni di omertà molisana sui rifiuti tossici e rende giustizie a donne come Lea Garofalo che hanno rischiato la vita per opporsi alla ‘ndrangheta.
‘Per contrastare la mafia, oltre alla coerenza e i fatti, serve l’istruzione’ ci dice De Chiara e non è un caso che il suo giornalismo viene fatto nelle aule delle scuole, parlando ai giovani studenti. Così il giornalista ci spiega il filo sottile ma fondamentale che distingue lo Stato dalla Mafia.

Quando si parla di mafia, qual è la linea sottile che distingue la vittima dal carnefice?

«Non bisogna solo utilizzare le parole per contrastare le mafie e la mentalità mafiosa. E’ necessario contrastare attraverso i fatti, quotidianamente, le azioni della criminalità organizzata. Bisogna partire dalle piccole cose per cominciare a mettere i bastoni tra le ruote a questi criminali e a questa diffusa mentalità criminale. Le parole devono essere sostituite dai fatti. “Nemmeno un caffè”, diceva Borsellino ai suoi sostituti. Con certe persone, vicini a certi ambienti, non ci si può scambiare nemmeno un saluto. Su questi temi bisogna essere chiari e netti. Senza attendere le famose sentenze definitive, certi fatti vanno denunciati e certe persone vanno allontanate. La coerenza è necessaria per cambiare registro. Definitivamente».

“Sto vedendo la mafia in diretta” così Borsellino commentava la trattativa. Quant’ è difficile capire, allora, chi è la vittima di mafia e chi il carnefice?

«Siamo un Paese che si fonda sulle trattative tra le schifose organizzazioni criminali e gli apparati dello Stato, in questo caso con la ‘s’ minuscola. Da Portella della Ginestra al sequestro dell’assessore regionale Ciro Cirillo, sino alla vergognosa trattativa Stato-mafia, che ha saldato ulteriormente i legami tra mafiosi e personaggi delle istituzioni. Troppi silenzi si sono registrati, troppe manovre sono state utilizzate per coprire questa vigliaccata. Non si stringono patti, le mafie devono essere sconfitte definitivamente. I magistrati e le persone che lottano quotidianamente, facendo semplicemente il proprio dovere, vanno sostenuti e protetti in vita. E non ricordati dopo la morte. Vittima e carnefice? Andreotti, sette volte presidente del Consiglio, è stato una vittima o un carnefice? Non bisogna mai fermarsi alle comunicazioni ufficiali, alle assoluzioni mediatiche. La conoscenza è il primo passo per cambiare. Vittima o carnefice? Scrive la Corte d’Appello di Palermo, 2 maggio 2003: “I fatti che la Corte ha ritenuto provati in relazione al periodo precedente la primavera ’80 dicono che il senatore Andreotti ha avuto piena consapevolezza che i suoi sodali siciliani intrattenevano amichevoli rapporti con alcuni boss mafiosi; ha quindi coltivato, a sua volta, amichevoli relazioni con gli stessi boss; ha palesato agli stessi una disponibilità non meramente fittizia, ancorché non necessariamente seguita da concreti consistenti interventi agevolativi; ha loro chiesto favori; li ha incontrati; ha interagito con essi; […] una vera e propria partecipazione all’ associazione mafiosa apprezzabilmente protrattasi nel tempo. […]. Non resta, allora, da confermare il già precisato orientamento ed emettere, pertanto, statuizione di non luogo a procedere per essere il reato concretamente ravvisabile a carico del senatore Andreotti estinto per prescrizione”. Una prescrizione che è passata per assoluzione. Ecco la differenza tra vittima e carnefice. Don Lorenzo Milani diceva ai suoi ragazzi: “Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”. Bisogna informarsi, sempre. Per capire cosa ci accade intorno».

Qual è invece la linea che differenza lo Stato dalla Mafia?

«Lo Stato siamo tutti noi, le mafie sono organizzazioni criminali opprimenti, rappresentate da squallidi personaggi, presenti sul nostro bellissimo territorio. Gruppi criminali che risalgono all’ Unità d’Italia. Ecco che ritornano le trattative tra uomini delle istituzioni e le organizzazioni criminali: come la scelta del prefetto di polizia Liborio Romano, fatti che risalgono al 1860, di accordarsi con i camorristi dell’epoca per la gestione dell’ordine pubblico per l’ingresso di Garibaldi a Napoli. Secondo Di Matteo, il magistrato che si sta occupando della trattativa tra cosa nostra e gli uomini dello Stato, definita “presunta” ancora da qualcuno, per “sconfiggere la mafia che vuole continuare a ritagliarsi un ruolo dentro le istituzioni, dentro il potere, lo Stato deve avere la forza di guardare per davvero dentro di sé”. Nino Di Matteo è continuamente minacciato di morte per il suo lavoro. Stiamo rivivendo la stessa situazione degli anni ’90, con Falcone e Borsellino: le lettere del corvo, il tritolo arrivato a Palermo, le continue minacce, il silenzio dei rappresentanti istituzionali, gli attacchi e le difficoltà per evitare di arrivare alla verità. Lo Stato siamo noi e tocca a noi tutti fare la nostra parte. “La rivoluzione – diceva Paolo Borsellino – si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello”».

Tornando alla sua professione, quando decide di ‘usare’ il giornalismo per scrivere e denunciare la mafia?

«Non si decide di ‘usare’ il giornalismo per scrivere e denunciare le mafie. Si fa questo mestiere per informare semplicemente i lettori, con la schiena dritta. Senza guardare in faccia a nessuno. Bisogna raccontare i fatti ed è necessario dare voce a chi non ha voce. Non sono d’accordo a legare le persone e le professioni con inutili etichette, tipo “giornalista antimafia”. Il giornalista, ma il ragionamento vale per tutte le altre professioni, deve semplicemente fare il proprio dovere. Fare il cane da guardia del potere».

Moltissimi gli incontri che tiene soprattutto nelle scuole. Come spiega ai giovanissimi la mafia? E quanto è difficile farlo?

«È necessario incontrare e confrontarsi con le giovani generazioni, che sentono sin da subito il “fresco profumo di libertà”. La cultura della legalità deve partire dalle scuole, in ogni ordine e grado, perché, come diceva Caponetto, “la mafia teme più la scuola della giustizia. L’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”. Su questo terreno bisogna continuare a battere. Per raccontare ai ragazzi i fatti che accadono, per crescere insieme. Per il necessario confronto su queste tematiche di vitale importanza. Loro sono pronti ad accettare la sfida”».

‘Testimoni di giustizia’ è il racconto di chi?

«Cittadini italiani onesti, che hanno visto, subito e toccato con mano l’arroganza mafiosa. Sono persone che hanno denunciato e che, oggi, si trovano tra l’incudine e il martello. Da una parte le mafie vendicative e dall’altra uno Stato poco attento. Assente. Sono degli esempi, hanno messo in discussione la loro esistenza per il rispetto delle regole e della legalità. Hanno subito minacce, richieste di estorsioni, attacchi violenti, incendi, percosse. Ma non hanno ceduto, non si sono piegati di fronte ai mafiosi vigliacchi. Che poggiano la loro forza sulla paura delle persone. È doveroso ribaltare anche il concetto di “paura”: non devono aver paura i cittadini onesti, ma sono i mafiosi ad aver paura delle persone perbene. Per fare questo serve uno Stato presente e disponibile. Nel libro Testimoni di Giustizia (Perrone Editore, Roma, 2014) racconto dieci storie: sei testimoni vivi (Gennaro C., Giuseppe e Domenico Verbaro, Rocco Mangiardi, Luigi Coppola, Valeria Grasso, Carmelina Prisco) e quattro testimoni uccisi dalle mafie (Lea Garofalo, Maria Concetta Cacciola, Domenico Noviello, Ignazio Aloisi), perché lasciati soli dallo Stato. Non si possono abbandonare al proprio destino cittadini che hanno dimostrato che è possibile denunciare e far arrestare i mafiosi. I testimoni di giustizia, nel nostro Paese, sono trattati come un peso e non come una risorsa. Necessaria».

Uno dei suoi maggiori successi è espresso nel libro dedicato a Lea Garofalo, perché sceglie proprio la sua storia?

«Perché è la storia di una donna che non si è piegata, non ha girato la testa dall’altra parte. Non si è fatta mettere i piedi in testa da squallidi ‘ndranghetisti. Sei vigliacchi che hanno ucciso una donna indifesa. Lea è una fimmina calabrese, figlia e sorella di boss ‘ndranghetisti. Ha sentito la puzza della ‘ndrangheta sin dalla culla. Per proteggere sua figlia Denise è andata incontro alla morte. Con Il Coraggio di dire No (Falco Editore, Cosenza, 2012) ho voluto semplicemente raccontare la storia di questa donna. Far conoscere la sua esistenza, perché la memoria è importante. Lea ha subito, il 5 maggio 2009, un tentativo di sequestro nella mia Regione. In vita nessuno ha mosso un dito per proteggere e aiutare Lea. Viviamo in un Paese strano. Accade sempre tutto dopo. Perciò è fondamentale conoscere la storia di Lea Garofalo. Nemmeno in Molise ha trovato aiuto. È stata abbandonata e lasciata nelle mani di questi vigliacchi ‘ndranghetisti, condannati definitivamente all’ergastolo. Lea, una donna sola, ha sconfitto, anche grazie alla figlia Denise, un intero clan di ‘ndrangheta. Insieme possiamo fare molto. Ecco cosa insegna la storia di Lea, questo è l’esempio che ha lasciato a sua figlia. La dignità e la consapevolezza che è possibile colpire questi schifosi criminali».

In Molise c’è la mafia? E di che tipo?

«In Molise ci sono le mafie, che fanno i loro sporchi affari. Non lo dico io, ma i rapporti, le relazioni, le indagini, le sentenze della magistratura. A Campobasso i magistrati hanno condannato dei cittadini residenti a Bojano perché imponevano le loro macchinette mangiasoldi in tantissime attività commerciali, attraverso il metodo mafioso. Addirittura scendono in Calabria per ottenere l’autorizzazione della ‘ndrangheta. Per non parlare del riciclaggio del denaro sporco, delle opere pubbliche, del cemento, dei rifiuti, della corruzione. Uno degli ultimi episodi risale all’inizio dell’anno:  un’operazione effettuata dalle forze dell’ordine. Un sequestro di un’impresa individuale di distribuzione di carburanti, con sede a Vinchiaturo (Campobasso), intestata ad un prestanome dei Contini, un clan di camorra. L’operazione è contenuta nel rapporto della Direzione Investigativa Antimafia, del I semestre 2014. In Molise, però, si fa finta di non vedere. Nessuno parla, nessuno denuncia. Tutto tace».

È stato uno dei primi giornalisti molisani a parlare di ecomafia molisana. Cosa l’ha più sconvolta nello scoprire l’altra faccia della sua tranquilla regione?

«Non è una regione tranquilla. Non esistono ‘isole felici’, da nessuna parte. Il Molise, come molte altre realtà, è stata utilizzata come una pattumiera. Non dimentichiamo le operazioni fatte dalle forze dell’ordine, come quella realizzata nel nucleo industriale Pozzilli-Venafro. Due aziende, la Fonderghisa e la Rer, sono state gestiste dai Ragosta. In questi due stabilimenti, dove erano presenti degli altiforni, venivano sciolte sostanze pericolose. Ad esempio i carri armati provenienti dall’ex Jugoslavia pieni di uranio impoverito. Ma non solo: traffici di armi e di droga, riciclaggio di denaro sporco, rifiuti pericolosi e dannosi per la salute umana. In quel territorio si sono costituite le Mamme per la salute e l’ambiente, perché si muore di malattie strane. Nascono bambini malati. Il problema non riguarda solo il venafrano, ma l’intera Regione. Ma non c’è dibattito su questi temi. Dopo innumerevoli finanziamenti, dov’è il registro dei tumori? Perché la politica regionale non si occupa di questi problemi? Perché il Molise deve essere rappresentato istituzionalmente da un soggetto, l’attuale presidente del consiglio regionale (Vincenzo Niro), che negli anni ’80 è stato condannato in via definitiva per aver fatto entrare, insieme ad altri colleghi agenti penitenziari, delle armi nel carcere di Campobasso dove era detenuto un certo Cutolo (capo della NCO)? Di questi temi nessuno parla. Si utilizzano frasi inutili, per difendere l’indifendibile: “errori di gioventù” o “esiste una sentenza di riabilitazione”. Parole vuote e dannose. Errore di gioventù? Il giornalista precario de Il Mattino, Giancarlo Siani, è stato ammazzato a 26 anni dalla camorra perché faceva il proprio dovere. Le sentenze di riabilitazione non cancellano i gravi reati commessi e non servono alla politica. La politica con la ‘p’ maiuscola non ha bisogno di sentenze di riabilitazione, ma di persone con le mani pulite”.

Cos’è per lei la mafia?

«Un sistema di potere illegale utilizzato dal sistema di potere legale. Quanti politici, anche di livello nazionale, sono andati in galera perché eletti e legati alle organizzazioni criminali? Andreotti non è l’unico esempio negativo. Come possiamo dimenticare Dell’Utri (il fondatore di Forza Italia, definito “eroe” da Berlusconi), Nicola Cosentino (già sottosegretario durante il governo Berlusconi), Totò Cuffaro (ex presidente della Regione Sicilia) e tanti altri. Bisogna rompere questo legame con la politica, dobbiamo affidarci a persone oneste. Dobbiamo sostenere le persone perbene, non lasciare soli i veri eroi come Nino Di Matteo. Il prossimo 14 novembre, a Roma, ci sarà una manifestazione per sostenere il magistrato siciliano. Dobbiamo cominciare a scendere in piazza, metterci la faccia. Se vogliamo, con i fatti, sconfiggere questi criminali. Bisogna fare il proprio dovere, costi quel che costi. Solo la schifosa ‘ndrangheta fattura 44 miliardi di euro l’anno. Dobbiamo capire che ci troviamo di fronte a forti poteri economici, a vere e proprie industrie del crimine. Che bloccano il futuro del nostro territorio».

Gli uomini riusciranno a mettere fine alla malavita o è solo un’utopia?

«Ma quale utopia. Si può e si deve. Tutti insieme, fino alla fine. Senza tentennamenti. Non si può restare con le mani in mano e attendere gli eventi. Siamo noi tutti i protagonisti del nostro futuro. Insieme si può».
da FANPAGE.IT
14 OTTOBRE 2015, 11:43
di Maria Cristina Giovannitti

TESTIMONI di GIUSTIZIA… a MONDRAGONE, per non dimenticare don Peppe DIANA, 19 marzo 2015

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MONDRAGONE, 19 marzo 2015… con gli Studenti per parlare di Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie e per NON DIMENTICARE don Peppe DIANA: “PER AMORE DEL MIO POPOLO”… NON TACERO’!!!

LA VERITA’ ILLUMINA LA GIUSTIZIA
Giovedì 19/03/2015, ore 9:00 – Libera MONDRAGONE, Liceo Scientifico “G.GALILEI”. SALUTI del Dirigente Scolastico Giorgio BOVENZI
PRESENTAZIONE del Libro “TESTIMONI DI GIUSTIZIA” di Paolo De Chiara

Con Luigi Coppola, TdG e Pina CASELLA, Consiglio Superiore della Magistratura.
SALUTI: Giovanni SCHIAPPA, Sindaco di Mondragone
Modera il prof. Silvio MACERA
LA CAMORRA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA!!!

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II INCONTRO CON GLI STUDENTI DI MONDRAGONE

19 marzo 2015

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LICEO SCIENTIFICO G. GALILEI  MONDRAGONE (CE) vedo sento parlo

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TESTIMONI di GIUSTIZIA… con gli Studenti di Formia e il TdG Cosimo Maggiore, 13 marzo 2015

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GRAZIE DI CUORE per la bellissima giornata passata con gli Studenti del Liceo ‘Vitruvio’ e gli amici di Formia

(13 marzo 2015)

…per parlare di Legalità, di Testimoni di Giustizia e per ricordare che le mafie sono una Montagna di Merda!!!

Annibale Mansillo Paola Senza Bavaglio Villa Cosimo Maggiore Rossella Tempesta

INSIEME SI PUÒ!!!

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MALEDETTO IL GIORNO CHE HO DENUNCIATO... con Cosimo Maggiore, Formia, 13 marzo 2015

TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a PESCARA, La Feltrinelli, 11 marzo 2015

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA a… PESCARA

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11 marzo 2015 con la collega Maria Rosaria la Morgia, foto del collega Domenico Logozzo.
Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a CASACALENDA (Cb), 10 marzo 2015

CULTURA DELLA LEGALITÀ… con gli Studenti di CASACALENDA (Cb), 10 marzo 2015. 

GRAZIE DI CUORE A TUTTI… Insieme si può!!! 

CULTURA DELLA LEGALITÀ…in Puglia, 6 e 7 marzo 2015

INSIEME SI PUÒ!!! Due giorni intensi, due giorni dedicati alla Cultura della Legalità, due giorni per raccontare Storie importanti, due giorni per urlare pubblicamente che le Schifose mafie sono una Montagna di Merda. GRAZIE DI CUORE… all’Associazione Antiracket e Antiusura, al presidente Paride Margheriti e a tutte le persone che ‘lavorano’ con passione intorno a questa necessaria realtà, all’avvocato Franco Fistetti, ai tantissimi studenti, ai docenti, ai presidi, ai rappresentanti della comunità, alle forze dell’ordine, alle colleghe di BrindisiOggi Lucia Portolano …A TUTTI!!! 

“A che serve avere le mani pulite se si tengono in tasca”, don Lorenzo Milani

 


DONNE & Mafia… a Brindisi, 7 marzo 2015



DONNE E MAFIA… per non dimenticare Lea GAROFALO, la fimmina ribelle che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta, Brindisi (7 marzo 2015)

























CULTURA DELLA LEGALITÀ NELLE SCUOLE DI BRINDISI, 7 marzo 2015




GRAZIE di CUORE ai Ragazzi, ai Docenti, alle Presidi dell’ITIS ‘Giorgi’ e del NAUTICO ‘Carnaro’ di Brindisi per la bellissima e intensa giornata dedicata alla Cultura della Legalità… Per non dimenticare Lea GAROFALO (la fimmina ribelle che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta) e i Testimoni di Giustizia (Uomini e donne che hanno sfidato le Schifose mafie). 

Questa sera, ore 18:00, nuovo incontro su “Donne e Mafia: tra Coraggio e potere”, Palazzo Granafei Nervegna (Brindisi).

LA SCU È UNA MONTAGNA DI MERDA!!!






























TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a VILLA CASTELLI, Brindisi (6 marzo 2015)



VILLA CASTELLI, Brindisi (6 marzo 2015)… per non dimenticare Lea GAROFALO, la fimmina ribelle che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta













CULTURA DELLA LEGALITÀ… a ORIA (Brindisi), 6 marzo 2015



GRAZIE di CUORE ai Ragazzi, ai Docenti, alla Preside Giancarla Spagnolo, alla vice-preside Stefania Ignazzi del Liceo Scientifico ‘V. Lilla’ di Orio (Brindisi) e all’Associazione Antiracket e Antimafia ‘Paolo Borsellino’ di Oria per la bellissima iniziativa di questa mattina. Tra poche ore a Oria e Villa Castelli.

LA SCU È UNA MONTAGNA DI MERDA!!!



IL CORAGGIO DI DIRE NO…a BRINDISI, 6 e 7 marzo 2015 – La SCU è una Montagna di merda!!!

PUZZLE

BRINDISI e Provincia, 6 e 7 marzo 2015

con Marisa Garofalo, sorella di LEA. La fimmina calabrese che sfidò la SCHIFOSA ‘ndrangheta.
Con Paride Margheriti, minacciato di morte dalla SCHIFOSA SCU (“Nessuna protezione ti salverà insieme a te e per quelle puttane di Brindisi Oggi per quella merda del tuo avvocato e per tuo padre per primo”).
Associazione Antiracket-Antimafia
Brindisi Oggi
Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie
Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

LE MINACCE: Mafia e usura. “Brindisi Oggi”. Minacce di morte a giornaliste

LA SACRA CORONA UNITA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA!!!

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manifesto invito

7 marzo

programma

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CULTURA DELLA LEGALITÀ… a FORMIA, 28 febbraio 2015

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CULTURA DELLA LEGALITÀ…

con gli straordinari ragazzi e docenti di FORMIA,

in collaborazione con LIBERA contro le (schifose) mafie.

Sala San Probo, chiesa S.Erasmo, via Olivetani.

INCONTRO CON IL LICEO PEDAGOGICO ‘CICERONE’

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a MoliseCinema, CASACALENDA (Cb), 7 agosto 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a MoliseCinema

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PRIVERNO (Latina), 2 agosto 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PRIVERNO (Latina)

2 agosto 2014

 

La Ballata di LEA GAROFALO 

La Ballata di LEA interpretata dai CANUSIA 

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AUGURI Lea GAROFALO, fimmina calabrese. Uccisa a Milano dalla ‘ndrangheta

targa ponte dedicato a LEA

 

Per non dimenticare LEA GAROFALO

(Pagliarelle, Kr, 24 aprile 1974 – Milano, 24 novembre 2009)

La donna coraggio che sfidò la SCHIFOSA ‘ndrangheta.

BUON COMPLEANNO FIMMINA CALABRESE!!! 

Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

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copertina libro LEA G

LICEO CLASSICO Isernia, con i colleghi del Giornalino Scolastico

 

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INTERVISTA a tutto campo…

con i favolosi ragazzi del Liceo Classico di Isernia.

 

GRAZIE di Cuore… Siete voi la Speranza!!!

Isernia, 25 marzo 2014

RIFIUTI in Molise, la RISPOSTA dei Ragazzi…

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LA RISPOSTA DEI RAGAZZI…

il Liceo Classico ‘A. ROMITA’ di Campobasso presenta RIFIUTI

mercoledì 5 marzo 2014 – h. 17:00

Sala della Costituzione (via Milano), CB

Il lavoro è stato realizzato dagli studenti delle classi 4° E e 4° H, a.s. 2013/2014 – riprese, montaggio e regia William Mussini.

“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”. – Tatanka Iotanka (Toro Seduto), capo Sioux

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CULTURA della LEGALITA’ a LARINO (Cb), 16 dicembre 2013

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ASSEMBLEA D’ISTITUTO.

I favolosi ragazzi del Liceo Classico di Larino

16 dicembre 2013

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(Instant Book) IL VELENO DEL MOLISE, dicembre 2013

Instant Book copertina, IL VELENO DEL MOLISE

Instant Book copertina, IL VELENO DEL MOLISE

IL VELENO DEL MOLISE.

Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

(FALCO Editore)

 

da venerdì 20 dicembre 2013…

…in TUTTE le edicole del Molise.

IL VELENO DEL MOLISE.

Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

(Falco Editore, 2013)

 INVITI

ISERNIA, 18 DICEMBRE 2013, ore 17.00

aula magna ITIS, viale dei Pentri

 MANIFESTO

INTERVENTI:

Marco AMENDOLA, assessore all’Ambiente Comune di Isernia

Michele FALCO, editore

Ettore RISPOLI, senologo

Francesca SCARABEO, senologa

MODERA

Sergio DI VINCENZO, giornalista 

 

CAMPOBASSO, 19 DICEMBRE 2013, ore 16.30

Sala Parlamentino del Consiglio Regionale

via XXIV Maggio

manifesto

 

Il veleno del Molise 
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

www.falcoeditore.com

http://www.falcoeditore.com/il_veleno_del_molise.html

VELENI IN CERCA D’AUTORE: IL CASO MOLISE – 13 dicembre 2013, Isernia

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‘VELENI IN CERCA D’AUTORE: IL CASO MOLISE’

13 dicembre ISERNIA, aula magna ITIS.

SALUTI:
Luigi Brasiello (sindaco Isernia);

Luigi Mazzuto (pres. Provincia Isernia);

Antonio Sorbo (sindaco Venafro);

Antonio Turri (pres. ‘I Cittadini contro le mafie e la corruzione’)

INTERVENTI:
Letizia Giancola (Coord. Molise ‘I Cittadini contro le mafie e la corruzione’)

Paolo De Chiara (Giornalista)

Associazione ‘Mamme per la Salute e l’Ambiente Onlus Venafro’

Paolo Albano (Proc. Repubblica di Isernia)

Vincenzo Musacchio (Pres. ‘Comitato di difesa della salute pubblica del Molise’)

Giorgio Libralato (direttore del blog ‘Pontinia Ecologia e Territorio’)

INTRODUCE E MODERA:

Andrea Palladino (Giornalista)

CULTURA DELLA LEGALITA’… a VENAFRO (IS), 27 novembre 2013

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VENAFRO (Isernia)

CULTURA DELLA LEGALITÀ con i ragazzi del Liceo Classico.

Per parlare di LEGALITÀ e AMBIENTE

27 novembre 2013

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