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(VIDEO) Auditorium ISERNIA – Le Proteste

Auditorium ISERNIA – Le Proteste/1

Isernia, 31 marzo 2012, ore 20


Inaugurazione con Proteste

INTERVISTE: Emilio IZZO (segretario regionale UILBAC);
Tiziano DI CLEMENTE (coordinatore PCL Molise).

Prima parte… 

AUDITORIUM Isernia – Le proteste/2

Isernia, 31 marzo 2012, ore 20

INAUGURAZIONE CON PROTESTE

INTERVISTA: Celeste CARANCI (Arci Isernia).

SECONDA e Ultima Parte.

A cura di Paolo De Chiara

(VIDEO) AUDITORIUM di Isernia. Parla Franco Valente: “Svelato il segreto”

AUDITORIUM di Isernia.

Parla Franco Valente: “Svelato il segreto”

AUDITORIUM di Isernia. Parla Franco Valente: “Svelato il segreto”

Isernia, 22 marzo 2012

PISCICELLI (l’imprenditore della Cricca, che rideva la notte delle terremoto a L’Aquila) INTERVIENE SULL’AUDITORIUM DI ISERNIA… “Tutte le gare d’appalto delle opere per i 150 anni sono truccate”.

Sono le parole di Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore della Cricca, nell’intervista concessa a Sandro Ruotolo. Ma questa è solo un’anticipazione: l’intervista integrale andrà in onda nella puntata di Servizio Pubblico, “Le mani pulite”, giovedì 22 Marzo alle 21.

Il sindaco GABRIELE MELOGLI (che ha annunciato querela) e il dirigente GIULIO CASTIELLO non hanno voluto rilasciare dichiarazioni.

A cura di Paolo De Chiara

(VIDEO) PISCICELLI, l’imprenditore della Cricca, PARLA DELL’AUDITORIUM DI ISERNIA…

PISCICELLI PARLA DELL’AUDITORIUM DI ISERNIA

“Tutte le gare d’appalto delle opere per i 150 anni sono truccate”.

Sono le parole di Francesco Maria De Vito Piscicelli, l’imprenditore della Cricca, nell’intervista concessa a Sandro Ruotolo.

Ma questa è solo un’anticipazione: l’intervista integrale andrà in onda nella puntata di Servizio Pubblico, “Le mani pulite” di giovedì 22 Marzo 2012, alle 21

Subito dopo il terremoto de L’Aquila Piscicelli deride i terremotati pensando al profitto che trarrà dalla ricostruzione. Ha tentato il suicidio, ma quella telefonata non è mai stata perdonata…

CARTA CANTA, luglio 2011 – Il PARTENONE di Melogli

Auditorium Isernia

Auditorium Isernia


 

Il Partenone di Melogli

 

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Il servizio televisivo sull’auditorium di Isernia mandato in onda ieri (20 luglio 2011, ndr) dal Tgr Molise, non è certo stato un esempio di corretto giornalismo. Spiace rilevare come fra tutti gli organi d’informazione regionale che hanno dato risalto alla notizia dello stato avanzato dei lavori, solo Rai3 abbia inteso caratterizzare con un accento decisamente negativo la realizzazione di un’opera che senza dubbio sarà determinante per lo sviluppo, non solo culturale, della nostra regione”. (Gabriele Melogli, sindaco di Isernia, ufficio stampa, 21 luglio 2011)

“Tra le opere pubbliche finanziate per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, c’è un monumento allo spreco: è l’Auditorium di Isernia. La struttura doveva costare – secondo un appalto bandito nel 2005 dall’amministrazione locale – cinque milioni di euro. Invece, i costi sono lievitati incredibilmente fino ad arrivare a 55 milioni di euro. Per lo stesso, identico, progetto. Una montagna di soldi per realizzare un complesso faraonico: 35 mila metri quadrati coperti (l’ex stadio comunale) con quasi tremila posti a sedere tra cinema, anfiteatro e sala principale. Tutto per una cittadina di appena ventimila abitanti”. (Giuseppe Caporale, Repubblica.it, 20 aprile 2011)

 

“Ad Atene nessuno voleva il Partenone, tranne Pericle. Che arrivò a proporre di pagarlo di tasca sua purchè fosse terminato. Adesso la capitale greca cosa sarebbe senza il Partenone? Da quanto nel sud Italia non si costruiva un’opera del genere? […] Se i Comuni spendono milioni di euro per un campo sportivo nessuno si scandalizza. Se lo fanno per la cultura allora si scatenano le polemiche. Con una struttura del genere possiamo portare a livello nazionale quello che produciamo in Molise […] Se il Comune non guadagnerà dall’auditorium 500mila euro all’anno, vuol dire che sarà amministrato da persone non all’altezza”. (Gabriele Melogli, sindaco di Isernia, Primo Piano Molise, 21 luglio 2011)

 

E quest’opera non sarà nemmeno completata, rimarrà incompiuta. Lo Stato ha già speso 31 milioni di euro e non ha più risorse per questa voce di bilancio. Specie da quando è scoppiato lo scandalo degli appalti che ha travolto il dipartimento delle Opere Pubbliche del Ministero e la Protezione Civile: tra G8, mondiali di nuoto e (appunto) i lavori per l’unità d’Italia. Già, perché l’Auditorium di Isernia il balzo clamoroso nei conti dello Stato  –  da una spesa di 5 milioni a 55 milioni di euro  –  lo ha fatto in un momento preciso: quando l’opera è stata inserita (nel 2007) nell’elenco dei lavori “urgenti” per le celebrazioni dell’Unità d’Italia, ovvero nei cantieri dei “grandi eventi”, curati direttamente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso ordinanze di Protezione Civile”. (Giuseppe Caporale, Repubblica.it, 20 aprile 2011)

 

“Difficilmente la politica riesce a progettare un’opera, a realizzarla in tempi accettabili e renderla realmente fruibile per la comunità. L’Auditorium di Isernia rappresenta un monumento alla buona politica e alla capacità di rendere concreto un ambizioso progetto di carattere culturale e di promozione di un territorio più vasto”. (Michele Iorio, presidente Regione Molise, Altromolise.it, 21 luglio 2011)

 

“E’ stata gestita, quindi – come le altre – senza rispettare il codice degli appalti pubblici, seguendo invece la regola della “emergenza”. A prendersi “cura” del cantiere molisano è Fabio De Santis, nominato, all’epoca, responsabile unico del procedimento su incarico del Governo. Lo stesso Fabio De Santis poi travolto  –  appunto – dallo scandalo del G8, che ha visto coinvolti anche altri “attori” presenti sempre nella vicenda dell’Auditorium faraonico. Scorrendo gli altri nomi responsabili di questa mastodontica opera pubblica c’è anche Mauro Della Giovampaola, coordinatore dei lavori dell’Auditorium (anche lui arrestato per gli appalti della protezione civile). Accanto al suo, c’è anche il nome di Riccardo Micciché, anche lui finito nello stesso scandalo. Scrivono di quest’ultimo i Ros di Firenze per la vicenda G8: “il fratello di Riccardo Micciché, Fabrizio, è responsabile tecnico della ditta “Giusylenia srl”, impresa sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina, accusata di aver favorito la latitanza di Giovanni Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano”. (Giuseppe Caporale, Repubblica.it, 20 aprile 2011)

 

“De Santis non è mai venuto a Isernia. L’ho visto una sola volta in tutta la mia vita. Ma chi sono questi personaggi? Queste domande nemmeno la Procura della Repubblica. Non sapete di che cazzo parlate. Questa è la verità, non sapete di che cosa state parlando. Non lo sapete. Queste persone operavano a Roma, facevano parte dell’unità di missione che ha curato il progetto di Isernia, insieme agli altri. Chi doveva firmare queste cose?”. (Gabriele Melogli, sindaco di Isernia, malitalia.it, 3 giugno 2011)

Carta Canta, luglio 2011

http://paolodechiaraisernia.splinder.com/

http://paolodechiara.blogspot.com/

 

 

Auditorium Isernia

Auditorium, “una questione politica”. Intervista a Domenico Cerrone

Auditorium Isernia

Auditorium Isernia

Auditorium, una questione politica

(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)

“Melogli ha abboccato”. Non usa mezzi termini il consigliere comunale di maggioranza al Comune di Isernia Domenico Cerrone (quota An) per spiegare il suo punto di vista sull’Auditorium. Dopo l’intervista movimentata al primo cittadino ecco le parole di un rappresentante della stessa maggioranza del sindaco Melogli. Il giovane avvocato è netto nel suo giudizio. Il “gigante che si vuole liberare dalle catene”. Con questa metafora descrive il suo concetto. Bocciando senza appelli l’operato del suo sindaco e della sua amministrazione: “uno dei più grossi errori che ha fatto Melogli è quello dell’Auditorium”. Ma non dimentica di dare un giudizio complessivo (“In una scala da uno a cento non supera il 50%. Secondo me Melogli non ha amministrato bene”). Il consigliere è critico. Le sue parole sono pietre. “Puntualmente l’avanzo di amministrazione viene destinato al cemento armato e alla viabilità, sempre alle solite storielle. Loro così amministrano la città”. Cerrone, dopo il mancato allargamento della giunta comunale (era stato indicato dal vertice del suo partito ad entrare come assessore) ha da tempo deciso di togliersi i famosi sassolini dalle scarpe. Veri macigni che Cerrone scaglia contro il primo cittadino del capoluogo pentro. “Uno scempio edilizio in atto”. Queste le parole utilizzate sulla stampa locale. Per il componente della III commissione consiliare la mega struttura faraonica “resterà uno scatolone incompiuto di ferro e cemento armato”. Lo stesso concetto del giornalista di Repubblica Antonello Caporale (una montagna di soldi per realizzare un complesso faraonico: 35mila metri quadrati coperti (l’ex stadio comunale) con quasi tremila posti a sedere tra cinema, anfiteatro e sala principale. Tutta per una cittadina di appena ventimila abitanti”. Per il giornalista “quest’opera non sarà nemmeno completata, rimarrà incompiuta. Lo Stato ha già speso 31 milioni di euro e non ha più risorse per questa voce di bilancio”). Ma per il primo cittadino del capoluogo pentro sull’Auditorium “sono state scritte solo cazzate”. Cosa ne pensa Cerrone? “Lui si esprime così. Probabilmente è abituato a parlare di cazzate, se usa il termine cazzate. Non sono fesserie. Perché ci sono delle delibere di giunta”.

Può spiegare meglio?

“Sei o sette mesi fa la giunta comunale fa delle delibere dove dice “cari signori, il Governo ha tagliato”. L’errore politico di Melogli è stato nel fidarsi, se poi si è fidato in buona o mala fede non lo so, di un Governo che gli ha detto “ci sono dei soldi, fai l’Auditorium”. A mio modo di vedere il Governo ha fatto vedere dei soldi che non c’erano”.

Secondo Lei per quale ragione?

“Semplicemente per far lavorare persone che dovevano fare progettazione e cemento armato. E’ una questione politica l’Auditorium, non molisana, ma a livello nazionale. E Melogli ha abboccato. Ora che sia buona o malafede ci sta dentro”.

Perché incompiuto?

“I soldi non ci sono più. A meno che il Governo non ce li rimette, ma io non ci credo, e ha ragione Melogli. E ha fatto bene a fidarsi. E’ una questione di intuito. Se lui ha avuto buon intuito ne ha i meriti. Se ha avuto un cattivo intuito ne deve pagare le conseguenze. L’indizio che ha sbagliato sono le sue delibere di giunta”.

Cosa dicono?

“Due delibere di giunta dicono che il campo sportivo non si potrà più fare. Quando fu abbattuto il X Settembre (lo storico campo di calcio cittadino, ndr) fu promessa alla cittadinanza che avrebbero fatto un nuovo campo sportivo. Poi per aver fatto funzionare l’Auditorium avrebbero fatto la Torre led, quella con tutte le insegne pubblicitarie e poi la galleria commerciale con i negozi che pagano per sostenere. La  benzina dell’Auditorium. Le delibere dicono che la torre led non si può fare, la galleria commerciale non si può fare più perché non ci stanno, attualmente, i soldi. E’ destinata ad assere una scatola di cemento armato”.

Perche Lei parla di scempio edilizio?

“Chi l’ha progettato può essere anche il più grande progettista del mondo, ma fa schifo. Sta ristretto in mezzo a dei palazzi, sembra un gigante che si vuole liberare delle catene”.

Serviva a Isernia un Auditorium di 35mila metri quadrati?

“Molti mi hanno chiesto perché non viene messa l’Università in quella struttura. E infatti ho lanciato l’idea”.

L’Auditorium rientra nei “grandi eventi”. Con una procedura di emergenza. A Lei non sembra strano che dietro l’Auditorium ci sia un certo Fabio De Santis (all’epoca nominato su incarico del Governo responsabile unico del procedimento e arrestato per gli appalti della protezione civile), Mauro Della Giovampaola (coordinatore dei lavori dell’Auditorium, arrestato per gli appalti della protezione civile) e Riccardo Miccichè (il manager di parrucchieri. Di lui i Ros di Firenze scrivono: “il fratello Fabrizio è responsabile tecnico della ditta “Giusylenia srl”, impresa sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina, accusata di aver favorito la latitanza di Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano”)?  

“Non so chi sono. Se questo che mi dici sta scritto sui giornali ed è vero è gravissimo. Questo significa che quello che pensavo ingenuamente, cioè che i soldi sono stati dati per far guadagnare progettisti e produttori di cemento armato, è vero. L’Auditorium resterà un’opera incompleta. Mi sembra che Caporale è un giornalista autorevole. E’ una vita che scrive Caporale. E’ noto, sicuramente più noto di Gabriele Melogli”.

Queste presenze saranno portate all’attenzione del consiglio comunale?

“Esiste l’interrogazione verbale. Nel prossimo consiglio comunale (27 giugno 2011, ndr) chiederò spiegazioni a Melogli”.

da Malitalia.it
http://www.malitalia.it/2011/06/auditorium-una-questione-politica/

Auditorium Isernia, lavori in corso

Auditorium, per Melogli: scritte solo cazzate

Auditorium Isernia, lavori in corso

Auditorium Isernia, lavori in corso

(di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com)
 La grande opera annunciata a gran voce dal sindaco di Isernia Melogli non è ancora pronta. L’auditorium faraonico è ancora in costruzione. Mancano i fondi. Milioni di euro. Il vanto dell’amministrazione comunale doveva essere inaugurato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. In occasione dei festeggiamenti dei 150anni dell’Unità d’Italia. I lavori sono ancora in corso. Mancano pochi mesi alla conclusione dei festeggiamenti. Secondo Gabriele Melogli, il primo cittadino al secondo mandato, il “complesso faraonico” è necessario. Per adesso restano le polemiche. Insieme alle indagini di alcune Procure italiane. Anche la stampa nazionale si è occupata di questa vicenda. In un articolo di Repubblica.it Giuseppe Caporale (20 aprile 2011) ha scritto: “una montagna di soldi per realizzare un complesso faraonico: 35mila metri quadrati coperti (l’ex stadio comunale) con quasi tremila posti a sedere tra cinema, anfiteatro e sala principale. Tutta per una cittadina di appena ventimila abitanti”. Per il giornalista “quest’opera non sarà nemmeno completata, rimarrà incompiuta. Lo Stato ha già speso 31 milioni di euro e non ha più risorse per questa voce di bilancio”. Abbiamo rigirato, qualche giorno dopo la pubblicazione dell’articolo, la questione al sindaco Melogli. Ne è uscita fuori un’intervista un po’ movimentata.
“L’auditorium degli sprechi. Un monumento allo spreco di denaro pubblico”. Così ha scritto il giornalista di Repubblica Giuseppe Caporale sull’opera in costruzione. Si sta muovendo anche la magistratura. Lei cosa ha da dire?
“Non so se avete letto la rettifica che è stata fatta proprio dall’ing. Barone, il quale ha precisato che mai si è espresso con certi termini proprio nell’intervista che è stata fatta con il giornalista Caporale. Lo stesso giornalista, da quello che mi ha scritto con un’email Barone, si era impegnato a cancellare la notizia dal sito di Repubblica. Cosa che non ha fatto”.
L’articolo si può leggere facilmente sul sito di Repubblica.it.
“La Repubblica è un giornale contrario a tutte le amministrazioni di centro-destra. Quello che mi dispiace come sindaco della città è la mistificazione della realtà. Dire che si sta facendo una politica contro la città di Isernia e che questa politica viene spinta da personaggi che operano in questa zona è poco. Vorrei ricordare a questi censori e a questi moralisti dell’ultima ora, che lo Stato sta costruendo ad Isernia da oltre trent’anni il cosiddetto Museo del Paleolitico. Lo sta costruendo il Demanio. Sono stati spesi, penso, una trentina di miliardi di vecchie lire e l’opera dopo 30anni ancora non è stata ultimata”.
Lei come spiega i costi lievitati: da 5 a 55 milioni di euro?
“E’ una falsificazione, è una mistificazione vergognosa. I 5 milioni di euro era l’importo del progetto del Concorso Internazionale di Idee che è stato bandito dal Comune di Isernia. L’ultimo punto del mio programma elettorale parlava dell’Auditorium. Ora se si vuole immaginare che nel 2002 immaginavo che ci sarebbe stato il Concorso Internazionale di Idee, ci sarebbero stati i finanziamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia e avessi portato avanti questo disegno criminoso, dal 2002 fino a oggi, mi sembra un poco esagerato”.
Quindi?
“Quando nel 2004/2005 avevo concluso, quasi, tutti quanti gli impegni che avevo assunto con la cittadinanza mancava l’Auditorium. Ho parlato con il Presidente Iorio e abbiamo fatto un Concorso Internazionale di Idee, finanziato esclusivamente dalla Regione Molise con l’importo di 400mila euro. E’ stato fatto un Concorso Internazionale, hanno partecipato gruppi di professionisti che venivano anche dall’estero. All’esito della selezione fatta dalla commissione, di cui non faccio parte, sono soltanto presidente onorario senza diritto di voto, presieduta dall’architetto Di Lonardo e della quale faceva parte il professor Scarpa dell’Università di Venezia, il professor Masiero e un incaricato nazionale dell’Ordine degli Ingegneri. Questa commissione, all’esito degli esami di tutti quanti i progetti, all’unanimità ha individuato come progetto vincitore quello del gruppo di professionisti che faceva capo al professor Culotta. Non entro nel merito della questione. La valutazione del progetto era fatta per 5milioni di euro, ma riguardava soltanto le opere strutturali”.
Come si arriva ad inserire l’opera nei festeggiamenti, che terminano il prossimo dicembre, dell’Unità d’Italia?
“Quando vengo a sapere dei finanziamenti per i festeggiamenti dei 150 anni prendo il progetto dell’Auditorium e lo porto a Roma”.
E rientra nei “grandi eventi”. Dove la procedura diventa di “emergenza”, senza un codice di appalti pubblici…
“Non so che cosa devo dirti. Ho preso il progetto e l’ho portato a Roma. Tutto il resto non è fatto dal Comune di Isernia. Non c’entra nulla il Comune di Isernia. Sono procedure che sono state individuate dal Ministero, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri che allora presidente del consiglio era Prodi e di questi progetti si interessava il vice presidente del Consiglio dei Ministri Rutelli. I soldi li ho avuti dal governo di centro-sinistra. Da Rutelli, da Prodi, da Di Pietro. Questi sono i riferimenti”.
Quanti soldi ha avuto?
“Quattro milioni e mezzo di euro li ha messi la Regione Molise, quindi, sedici milioni di euro. Una cosa del genere”.
Sulla costruzione di quest’opera restano delle stranezze.
“A me non piace questo modo di condurre le interviste. Questa non è un’intervista, è un interrogatorio. A me non piace così, altrimenti la interrompo l’intervista. Perché se queste cose devono diventare fonte di… non mi sta bene. L’intervista è una cosa diversa. Le domande fatte così, per provocare…”
Sindaco, se leggiamo…
“Tu puoi leggere quello che vuoi. Non ti autorizzo a mandare questa intervista. Cosa me ne può fregare a me di quello che scrive Caporale”.
Non lo scrive solo Caporale…
“Cosa mi interessa. Leggi la risposta che ha dato Barone a Caporale”.
Cosa c’entra la risposta di Barone?
“Perché devo leggere le stupidaggini che scrive questo signore”
Le sto facendo delle domande.
“Non stai facendo delle domande. Nemmeno la Procura della Repubblica fa domande con questo tono”.
Forse perché siete abituati ai “cani da compagnia”.
“Voi siete solo giornalisti di una parte che cercate di estorcere delle dichiarazioni contraddittorie a colui che viene intervistato per poter poi pubblicare sui giornali con i vostri bei titoli ad effetto. La verità è una soltanto. Che state facendo un danno enorme alla città di Isernia. Non a Gabriele Melogli, perché l’Auditorium non è di Gabriele Melogli. Sappiate una cosa: le opere importanti che sono state realizzate nella città sono state realizzate da questa amministrazione. Che cosa è stato fatto in passato? Caporale è stato imbeccato da qualche giornalista o giornalaio di queste zone. Perché non credo che Caporale si sta a preoccupare di quello. Ci sono tante opere in Italia. Il governo centrale ha dato, per 150anni dell’Unità d’Italia, 233 milioni di euro alla città di Firenze, 190 milioni di euro alla città di Venezia e state a criticare a Isernia che ha avuto 20 milioni di euro?
Sembra strano che questi fondi aumentati…
“Ma che cosa è aumentato?”
I fondi stanziati.
“Sono 30mila metri quadri. Se vuoi mettere mille euro a metro quadro sono già 30milioni di euro. Ma di che cosa state parlando? Sono state fatte denunce alla Procura della Repubblica a Isernia, a Firenze, a Perugia…”
A Roma.
“A Roma. Alla Corte dei Conti. Ma che altro dobbiamo dire. Le indagini le fanno le Procure”
Dietro all’opera…
“Vi dovete vergognare di abitare a Isernia”.
La ringrazio. Non Le sembra strano che dietro l’Auditorium ci sia un certo Fabio De Santis (all’epoca nominato su incarico del Governo responsabile unico del procedimento e arrestato per gli appalti della protezione civile), Mauro Della Giovampaola (coordinatore dei lavori dell’Auditorium, arrestato per gli appalti della protezione civile) e Riccardo Miccichè (il manager di parrucchieri. Di lui i Ros di Firenze scrivono: “il fratello Fabrizio è responsabile tecnico della ditta “Giusylenia srl”, impresa sotto il controllo di esponenti della Cosa nostra agrigentina, accusata di aver favorito la latitanza di Brusca e dunque sotto il tallone di Bernardo Provenzano”)?
“Non so neanche chi siano. Non sono mai venuti a Isernia al di là delle cazzate che stanno scritte la sopra. De Santis non è mai venuto a Isernia. L’ho visto una sola volta in tutta la mia vita. Ma chi sono questi personaggi? Queste domande nemmeno la Procura della Repubblica. Non sapete di che cazzo parlate. Questa è la verità, non sapete di che cosa state parlando. Non lo sapete. Queste persone operavano a Roma, facevano parte dell’unità di missione che ha curato il progetto di Isernia, insieme agli altri. Chi doveva firmare queste cose?”.
Non ci sono delle stranezze?
“Ma che stranezze. Queste cose qua sono oggetto di denunce fatte quotidianamente alla Procura della Repubblica”.
E quindi?
“Il modo di fare è di una scorrettezza unica. Vieni qua, registri… Che cosa fai? Questa cosa qua la mandi alla Procura della Repubblica?”
Faccio il mio dovere.
“C’è modo, modo e modo di fare il giornalista”
Perché dice che porto la registrazione di questa intervista alla Procura della Repubblica?
“Gliela puoi portare. Franco Valente me ne ha fatte 300 di denunce alla Procura della Repubblica. Da adesso in poi interviste a te non le rilascio più”.
La ringrazio.
“E stai attento a cosa scrivi”.

da Malitalia.it
http://www.malitalia.it/2011/06/auditorium-per-melogli-scritte-solo-cazzate/

da Repubblica.it (20 aprile 2011)


Isernia, l’auditorium degli sprechi
da 5 a 55 milioni, e resterà incompiuto

E’ una delle opere avviate nel 2007 tra i “lavori urgenti” per l’Unità d’Italia dalla Protezione civile: 35mila metri quadri per 20mila abitanti. E in mano alle stesse persone coinvolte nello scandalo degli appalti. Intanto 31 milioni sono stati già spesi

di GIUSEPPE CAPORALE

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