Tag: denise garofalo

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a CINISELLO BALSAMO, Milano, 31 maggio 2014

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LO SGUARDO DELLE DONNE 2014.

A Cinisello Balsamo (Milano)

IL CORAGGIO DI DIRE NO. La drammatica storia di Lea GAROFALO, la fimmina calabrese che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta

31 maggio 2014 

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CASTELPETROSO (Is), 28 settembre 2013… presentazione de IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea GAROFALO, la donna che sfidò la ‘ndrangheta

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CASTELPETROSO (Is), 28 settembre 2013…

presentazione de IL CORAGGIO DI DIRE NO.

Lea GAROFALO, la donna che sfidò la ‘ndrangheta

 

Paolo De Chiara 4 5 6 IMG_1739 IMG_1741 IMG_1742 IMG_1743 IMG_1744 IMG_1746 IMG_1749 IMG_1750 IMG_1751 IMG_1752

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PIETRAMONTECORVINO (Foggia), 21 settembre 2013

Invito

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO…

a PIETRAMONTECORVINO (Foggia)

21 settembre 2013

 

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AGNONE (Isernia) – IL CORAGGIO DI DIRE NO, 19 settembre 2013

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IL CORAGGIO DI DIRE NO.

La drammatica storia di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta…

ad AGNONE, 19 settembre 2013, Teatro Italo Argentino

CAMPAGNA REGIONALE CONTRO IL FEMMINICIDIO

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Il Coraggio di dire No

Il Coraggio di dire No

 

20/09/2013, 17:05 ATTUALITÀ

Festival dell’Avanti, Paolo De Chiara: “In Molise la mafia c’è ma la politica la nasconde”

Agnone: Il giornalista isernino ospite dell’evento organizzato dal Psi sul femminicidio

AGNONE – Continuano gli appuntamenti del Festival dell’Avanti ed il terzo evento è stato dedicato al femminicidio. Ospite della serata è stato Paolo De Chiara, giornalista e scrittore isernino, che si è occupato del caso di Lea Garofalo, una testimone di giustizia che ha pagato con la vita la difficile scelta di testimoniare contro quel sistema corrotto che è la ‘Ndrangheta.

De Chiara, non si sente parlare molto di associazioni a delinquere da queste parti. Come mai ha scelto di dedicarsi a questo tema?
“Da anni le mafie fanno i loro sporchi affari qui nella nostra regione. Rifiuti tossici, acquisto di aziende, droga e altro ancora. Il problema è che non se ne parla molto perché trattare questi argomenti è difficile anche per la situazione che vive buona parte dell’informazione regionale. Quest’ultimo, è un settore che troppo spesso è legato al potere politico che preferisce nascondere problematiche simili. Di fatto le associazioni a delinquere operano anche qui ed è bene rendersene conto. Per questi motivi era necessario parlare della donna-coraggio che ha avuto la forza di voltare la testa e di denunciare il contesto mafioso dal quale proveniva.”

La Garofalo affronta ben sette anni di isolamento nel programma protezione testimoni, subisce le minacce del clan Cosco, viene aggredita a casa sua ed infine rapita, interrogata sotto tortura ed uccisa. Passano gli anni e finalmente il processo. A proposito delle condanne lei nel suo libro scrive: ‘(…) è il trionfo dello stato, della legge, della legalità.’ Che cosa ha significato il verdetto per tutti coloro sono ancora in attesa di vedere il mafioso di turno dietro le sbarre?
“L’esempio di Lea è straordinario. Questa giovane donna ha sconfitto da sola, senza l’aiuto di nessuno, un intero clan. Ci ha insegnato che se tutti insieme ci unissimo e facessimo i cittadini, poiché non è necessario essere eroi, potremmo immaginare un futuro migliore. La macchina della giustizia è grande e lenta ma alla fine va dove deve andare.”

Lei ha fatto dell’insegnamento della legalità un mantra. Svolge questa attività educativa nelle scuole dove ai ragazzi vengono fatti vedere generalmente solo dei film. Non pensa che far leggere loro qualcosa su questo argomento possa essere più utile?
“Credo che basterebbe che i giovani leggessero la costituzione e il problema potrebbe risolversi. È sufficiente parlare di legalità.”

In base alla sua esperienza, quanto sanno gli adolescenti sulla mafia?
“Dirò questo: le iniziative più belle le ho fatte all’interno degli istituti scolastici. La conoscenza è ottima. Sarebbe il caso che fossero i ragazzi ad insegnare agli adulti.”

La legalità è un concetto che inizia a diventare centrale nell’educazione. Ci si chiede: tutte queste fiction a tema mafioso, non sono controproducenti?
“Be’ non tutte. Le fiction in cui il boss è l’esaltazione del boss sono molto dannose per i ragazzi che pensano che i capi-cosca abbiano una vita a base di lusso e donne. In realtà quel tipo di vita finisce o con la morte o dietro le sbarre.”

di Giovanni Giaccio

 

CORI (Latina)… IL CORAGGIO DI DIRE NO, 13 settembre 2013

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CORI (Latina), 13 settembre 2013

 

Presentazione de IL CORAGGIO DI DIRE NO.

La drammatica storia di Lea GAROFALO, la donna che sfidò la ‘ndrangheta.

 

GRAZIE di CUORE per la bellissima iniziativa,

GRAZIE di Cuore per il vostro necessario impegno. 

 

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CORI…

 

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. Il lavoro dei ragazzi di Quarto (Scuola ‘Gadda’)

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. La storia drammatica di Lea GAROFALO a QUARTO (Na)… il lavoro dei Ragazzi (straordinari) della Scuola ‘Gadda’, progetto “Il Coraggio di dire No”.

Grazie per il vostro impegno, grazie a tutti voi… NON MOLLATE, NON TEMETE I VIGLIACCHI DEL CLAN POLVERINO, SIETE VOI IL FUTURO!!!

Paolo De Chiara

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LEA GAROFALO: CONFERMATI QUATTRO ERGASTOLI

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PROCESSO LEA GAROFALO, II GRADO DI GIUDIZIO, I Corte d’Assise d’Appello di Milano, 29 maggio 2013.

ERGASTOLI per Carlo e Vito COSCO (detto ‘Sergio’), Rosario CURCIO e Massimo SABATINO (il falso tecnico della lavatrice, già condannato a Campobasso a sei anni di reclusione con l’aggravante mafiosa).

VENTICINQUE anni di reclusione (attenuanti generiche) al collaboratore Carmine VENTURINO (l’ex fidanzatino di Denise).

ASSOLUZIONE per Giuseppe COSCO (detto ‘Smith’).

Isolamento diurno per un anno a Carlo Cosco e otto mesi per Vito Cosco. Risarcimento economico a Denise GAROFALO.

Le ultime immagini di Lea in corso Sempione

La lettura della sentenza

CHI E’ GIUSEPPE COSCO, detto Smith?
“Come lo conosco io, un affiliato in tutto e per tutto alla ‘ndrangheta. All’epoca c’era Vincenzo Comberiati, il capo di Petilia Policastro (Crotone), c’era il Castagnino, se non ricordo male c’era pure un certo Curcio. Stiamo parlando di un’organizzazione criminale del tipo ‘ndranghetistica e della più feroce e agguerrita, come ne parlano le storie. Della vicenda di mio zio non si sarebbe occupato uno Smith qualsiasi, ma una persona di considerevole spessore ‘ndranghetistico”.

da Resto al Sud (restoalsud.it) – Caso Lea Garofalo, il ‘pentito’: “Delitto di ‘Ndrangheta”

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. La storia di Lea Garofalo… a NETTUNO, 22 maggio 2013

paolo de chiara

IL CORAGGIO DI DIRE NO. La storia di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta (Falco Editore)… a NETTUNO, 22 maggio 2013.

Per ORDINI:www.falcoeditore.com

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(Video) A LEA GAROFALO. Il Coraggio di dire NO

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IL CORAGGIO DI DIRE NO
La Storia di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta
di Paolo De Chiara
(Falco Editore, nov. 2012)

con prefazione di Enrico FIERRO
con introduzione di Giulio CAVALLI

 

A LEA… 

 

Questa è la storia di Lea Garofalo, la donna-coraggio che si è ribellata alla ‘ndrangheta, che ha tagliato i ponti con la criminalità organizzata. Nata in una famiglia mafiosa, ha visto morire suo padre, suo fratello, i suoi cugini, i suoi amici. Un vero e proprio sterminio compiuto da uomini senza cuore, attaccati al potere e illusi dal falso rispetto della prepotenza criminale. Lea ha conosciuto la ‘ndrangheta da vicino: come tante donne, ha subito la violenza brutale della mafia calabrese. Ha denunciato quello che ha visto, quello che ha sentito: una lunga serie di omicidi, droga, usura, minacce, violenze di ogni tipo. Ha raccontato la ‘ndrangheta che uccide, che fa affari, che fa schifo!
È stata uccisa perché si è ribellata alla cultura mafiosa, che non perdona il tradimento — soprattutto — di una donna e non è guidata da sentimenti di benevolenza umana. A 35 anni è stata rapita a Milano per ordine del suo ex compagno, dopo un precedente fallito tentativo di sequestro in Molise (a Campobasso). […]
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[…] la storia di Lea Garofalo, di questo ci parla. Di una vita violenta vissuta in un clima di perenne e quotidiana violenza. Un’esistenza dove la tenerezza, l’affetto, la comprensione non hanno mai trovato spazio. Forse, ma questo lo si avverte leggendo il libro e soffermandosi a riflettere sulle pagine più dense, alla fine della sua vicenda umana. Lea aveva capito che una vita violenta non è più vita e per questo aveva chiesto aiuto. Allo Stato, a questa cosa incomprensibile e troppo lontana per una ragazza di Calabria, allo Stato come unica entità cui aggrapparsi in quel momento. Perché quando rompi con la famiglia, quando vuoi venirne fuori, diventi una infame, una cosa lorda, la vergogna per il padre, i fratelli, il marito. E la vergogna si lava con il sangue. (dalla Prefazione di Enrico FIERRO).
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[…] Ma il processo a Carlo Cosco e la sua banda è anche la foto di una Lombardia che ha deciso di svegliarsi dal lungo sonno della ragione sulle mafie e abbracciare un lutto senza scavalcarlo ma piuttosto caricandoselo sulle spalle. L’aula del tribunale di Milano dove si celebrò il processo è stata la meta di giovani e meno giovani che hanno deciso di esserci, di stare lì, di metterci la faccia, di non permettere che si derubricasse quel processo ad un litigio coniugale finito male. Il giorno della sentenza, gli occhi lucidi del pubblico che affollava l’aula sono stati la condanna più feroce per gli assassini: qui non c’è posto per voi, dicevano quegli occhi, non c’è più l’indifferenza che vi ha permesso di pascolare impuniti, boriosi e fieri della vostra bassezza criminale. Ecco perché Lea Garofalo e sua figlia Denise vanno raccontate con impegno costante nelle scuole, nelle piazze, sui libri: l’eroismo in penombra di chi crede nel dovere della verità è l’arma migliore contro le mafie, la partigianeria che profuma di «quel fresco profumo di libertà». (dall’Introduzione di Giulio CAVALLI)
FALCO EDITORE (Cosenza)
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Pagine: 224
Prezzo: € 14,00
ISBN: 978-88-96895-93-1
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Immagini del Video tratte dal TG La7 e da TeleCosenza

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Ercolano, 6 maggio 2013

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Grazie di Cuore ai favolosi ragazzi di RadioSiani Webradio della Legalità. Il vostro grande lavoro è fondamentale e necessario.

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FORMIA, presentato Il Coraggio di dire No (18 aprile 2013)

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“DONNE DI ANTIMAFIA: LA STORIA DI LEA GAROFALO”

Bellissima e interessante iniziativa a Formia, per ricordare Lea Garofalo… ma anche TUTTI i Testimoni di Giustizia. Loro hanno bisogno del nostro aiuto.

GRAZIE DI CUORE all’Ass. “A.Caponnetto” e ai  “I Cittadini contro le mafie”.

A Elvio Di Cesare (Segr. Naz. Ass. “Caponnetto”) ad Antonio Turri (Pres. “I cittadini contro le mafie”), a Michele Falco (Editore)

A Patrizia Menanno e Letizia Giancola (Ass. “Caponnetto”), Paola Primicerj (Coord. Ufficio Giudice di pace Cassino); Enrico Fierro (“Il Fatto Quotidiano”, autore della Prefazione); Marilena Natale (“La Gazzetta di Caserta”); Giulio Cavalli (Attore e scrittore, autore dell’Introduzione); Armando D’Alterio (Proc. DDA Campobasso), Luca Teolato (“Il Fatto Quotidiano”)

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Armando D’ALTERIO (Proc. DDA Campobasso), con Marilena Natale de la Gazzetta di Caserta e Luca Teolato de Il Fatto Quotidiano

 

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'Follie notturne', scatto di Marilena Natale

‘Follie notturne’, scatto di Marilena Natale

LEA GAROFALO, DELITTO DI ‘NDRANGHETA, III Udienza (12 aprile 2013)

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DELITTO DI ‘NDRANGHETA

“DOVEVAMO AMMAZZARE ANCHE DENISE, SECONDO CARLO COSCO”

III Udienza, Lea Garofalo (12 aprile 2013)

I Corte d’Assise d’Appello di Milano


PARLA il collaboratore Carmine VENTURINO (l’ex fidanzatino di Denise):“Loro sono una potente famiglia di ‘ndrangheta. Carlo Cosco, soprattutto, è un uomo molto pericolo, molto influente, con molte amicizie. Carlo COSCO non decide lui di uccidere Lea Garofalo, questo è un omicidio imposto dalla ‘ndrangheta…”. 

Video tratto dal Tg La7 del 12 aprile 2013

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LA FIGLIA DI LEA GAROFALO RICONOSCE I 
GIOIELLI DELLA MADRE

Nell’udienza per il processo d’appello Denise Cosco identifica gli oggetti ritrovati insieme ad alcune ossa della donna scomparsa nel 2009. Il padre, che si è attribuito la responsabilità dell’omicidio, verrà sentito il 16 aprile

A quasi due anni di distanza Denise Cosco torna a sedersi come testimone davanti ai giudici della Corte d’Assise, stavolta d’appello, per riconoscere i gioielli di sua madre, Lea Garofalo. Gli oggetti, trovati un po’ bruciati insieme ai frammenti di ossa in un tombino,  hanno contribuito a collegare i resti proprio all’identità della donna scomparsa da Milano il 24 novembre del 2009.

Il ricordo della festa di compleanno
 – In aula la ragazza, oggi 22enne, è rimasta solo qualche minuto. Ha descritto la collana e il bracciale che la madre avrebbe avuto con sé il giorno in cui di lei si persero le tracce. Li ha riconosciuti tra quelli delle foto mostrate dal procuratore generale, insieme ad un coltellino di piccole dimensioni. La sua audizione era limitata a questo riconoscimento, la ragazza non ha potuto quindi rispondere ad altre domande che non fossero relative all’argomento. Solo prima di essere congedata dalla Corte, ha voluto precisare un dettaglio: non partecipò mai alla festa di compleanno che il padre Carlo Cosco le organizzò, quando la madre era già scomparsa, nel 2009.
“Hanno festeggiato senza che ci fossi io”. “Mia madre scomparve il 24 novembre – ha affermato Denise – dopo qualche ora avrei compiuto 18 anni e mio padre aveva avuto la brillante idea di farmi una festa, ma io gli avevo detto che non avevo niente da festeggiare. Nonostante ciò, lui aveva invitato i miei amici e la festa si era svolta senza che io ci fossi. Io non sono andata perché era scomparsa mia madre”. Poi, Denise ha aggiunto, ironica: “Un amico di mio padre mi disse che lui c’era rimasto male perché non ero andata e io pensai: ‘ah, c’è pure rimasto male…'”.
Carlo Cosco verrà sentito il 16 aprile – A pochi metri di distanza, rinchiuso nella gabbia della grande aula, c’era proprio Carlo Cosco, la cui difesa ha chiesto e ottenuto il suo esame. Il padre di Denise, che nelle scorse udienze, con dichiarazioni spontanee aveva esordito dicendo “Mi assumo la responsabilità dell’omicidio di Lea Garofalo” verrà sentito in aula il prossimo 16 aprile e risponderà alle domande delle parti. “Aspetto con doveroso rispetto le dichiarazioni dell’imputato al quale va accreditato il diritto di dire la sua verità”, ha affermato il suo difensore Daniele Steinberg.
“Quello che è certo – ha precisato il legale – è che non risulta da nessuna parte che Carlo Cosco sia legato alla ‘ndrangheta”. A far riferimento alle ‘regole’ della ‘ndrangheta quale movente dell’omicidio di Lea Garofalo è stato il pentito Carmine Venturino che ha fornito dettagli anche crudi sulla distruzione del cadavere di Lea Garofalo. “Quel che è certo – ha precisato ancora il legale – è che nonostante le dichiarazioni di Venturino Carlo Cosco non ha mai pensato neanche lontanamente di far del male a sua figlia”.
da SKY.IT – Tg24 – Cronaca

MODENA, presentazione IL CORAGGIO DI DIRE NO (12 aprile 2013)

presidio Lea Garofalo

Presentazione de IL CORAGGIO DI DIRE NO, Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta… a Modena.

Grazie di Cuore all’Ass. L’Asino che vola, al Presidio di Libera ‘Lea Garofalo’, aMarco Cugusi e ad Anna Sannino per il loro necessario impegno.

Tutti insieme possiamo e dobbiamo fare molto.

GRAZIE!!!

Paolo De Chiara

Modena

Modena

da: http://www.noidonne.org/blog.php?ID=04225

Il coraggio di dire no

la donna che sfidò la ‘ndrangheta
inserito da Laura Caputo
Ieri sera 12 aprile alle 21, presso il Teatro Tenda di Modena, con il patrocinio di Libera delle Terre di Castelli1, Paolo De Chiara, coadiuvato da Marco Cugusi dell’Associazione Culturale l’Asino che vola, ha presentato il suo libro Il coraggio di dire no, narrazione esatta e dettagliata della vicenda di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta.
Paolo De Chiara è un giovane giornalista molisano che ha sentito la necessità di ricercare la verità storica di un omicidio-femmicidio che, proprio in questi giorni in un’aula del Tribunale di Milano, è sottoposto al vaglio ai giudici dell’appello.
Ha colpito, durante l’incontro, la passione che abita l’Autore e che può nascere solo da un’intima esigenza di autenticità e dalla rabbia per la neghittosità delle istituzioni, una passione quasi fisica, tanto che ha stupito il suo ripetuto ricorso a termini riguardanti altre sfere sensoriali, il suo riferirsi alla “puzza delle bestie” che non hanno esistato ad uccidere una donna indifesa. Odore di morte e di sangue che per un attimo ha avvolto gli ascoltatori facendoli inorridire.
Lea Garofalo, testimone di giustizia, ha tentato di sfuggire alla vendetta del marito, appartenente alla famiglia Cosco per ben sette anni. Alla fine ha vinto la ‘ndrangheta: insieme a Paolo Di Chiara facciamo in modo che non accada mai più.
(13 Aprile 2013)

CALABRIA, IL CORAGGIO DI DIRE NO, 15 e 16 marzo 2013 (Rossano e Petilia Policastro)

CALABRIA, 15 e 16 marzo 2013

PRESENTAZIONE de Il Coraggio di dire NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta (FALCO Editore, Cosenza).

venerdì 15 marzo

Incontro con gli studenti del Liceo Classico Statale “San Nilo di Rossano”

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sabato 16 marzo

PETILIA POLICASTRO (Crotone), ore 9.30 – Biblioteca Comunale

SALUTI: Michele FALCO (Editore)

INTERVENTI: Paolo DE CHIARA (Autore); Marisa GAROFALO(sorella di Lea); Dionigi Fera (sindaco di Petilia Policastro).

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ROSSANO, ore 17.30 – Sala Rossa S. Bernardino

SALUTI: Giuseppe ANTONIOTTI (Sindaco); Michele FALCO(Editore)

INTERVENTI: Paolo DE CHIARA (Autore), Marisa GAROFALO(sorella di Lea)

MODERA: Fabio BUONOFIGLIO (Giornalista)

L’evento è stato trasmesso in diretta sul sito www.falcoeditore.com

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(Video) IL CORAGGIO DI DIRE NO. L’Intervento dell’On. Angela NAPOLI

“Non c’è la voglia di combattere le mafie…”.

LA DENUNCIA dell’On. Angela NAPOLI (Componente della Commissione ANTIMAFIA e sotto scorta perché minacciata di morte dalla ‘ndrangheta)

– Intervento integrale –

ISERNIA. Venerdì 8 febbraio 2013, ore 17.30
Presentazione “IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta”.

Con:
Enrico FIERRO (Giornalista de il Fatto Quotidiano);
Nicola MAGRONE (già Proc. della Repubblica di Larino);
On. Angela NAPOLI (Comp. Commissione Parlamentare Antimafia).

Vincenzo CIMINO (Cons. naz. Ordine dei Giornalisti);
Don Paolo SCARABEO (Prete-Giornalista).

AULA MAGNA, ITIS ‘E. MATTEI’, viale dei Pentri (già S.S. 17)

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