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IL CORAGGIO DELLE DONNE #leagarofalo #feliciaimpastato, Milano, 10 giugno 2017

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IL CORAGGIO DI RESISTERE. Milano, 10 giugno 2017

Lea Garofalo e Felicia Impastato.
– Roberto Cenati, A.N.P.I. Milano e Provincia
– Pietro Colaprico, giornalista La Repubblica
– Paolo De Chiara, scrittore e giornalista
– Giovanni Impastato, fratello di Peppino Impastato

Letture a cura dell’attrice Elisabetta Torlasco.

#leagarofalo #feliciaimpastato 
#ilcoraggiodidire #milano
#donne #ilcoraggiodelledonne

 

PER NON DIMENTICARE GIUSEPPE PINELLI…

 

“E’ stata calpestata la dignità di Lea Garofalo”

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Mappano, la panchina dedicata a Lea

 

Ho terminato di leggere il libro di Paolo De Chiara, “Il Coraggio di dire no”, sulla triste e tragica vicenda di Lea Garofalo. Che dire… sono felice di averlo conosciuto e sicuramente sarà qualcosa che i miei figli avranno il piacere di apprezzare fra qualche anno mentre sarà mia cura custodirlo gelosamente oggi. Il giornalista non solo fotografa perfettamente la storia, ma credo che sia riuscito nell’intento di ridare la giusta dignità a Lea e la giusta dimensione alla vicenda nella sua totale gravità e incompetenza gestionale.

Già..la dignità! Poichè a qualcuno ha fatto comodo farla passare da ignorante ma soprattutto da pentita! Lea non era una pentita ma una testimone di giustizia, la differenza è abissale!

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Lea e Denise, Milano, 24 novembre 2009

Questa foto che pubblico rispecchia in pieno il dramma vissuto dalla mamma e da sua figlia in questa vicenda, in questo fermo immagine di una telecamera milanese c’è immortalato il coraggio ma soprattutto la solitudine. 

Già… la solitudine! Per averne percezione del freddo morale che ha patito bisognerebbe che ognuno leggesse la lettera che inviò al Presidente della Repubblica nella quale asseriva di essere conscia di quale sarebbe stato il suo futuro… di credere ancora nella giustizia nonostante l’abbandono.. ma soprattutto… la richiesta di aiuto da parte di qualcuno!

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Lea e la ‘bestia’ Carlo Cosco

 

Già… perché se la ‘ndrangheta l’ha uccisa materialmente c’è da sottolineare che i primi fendenti astratti alla sua persona li ha ricevuti da uno Stato assente e silente rispetto alle sue urlate richieste di attenzioni. Lea non voleva soldi, compassione o pena, non voleva essere a carico di nessuno, voleva solamente che gli fosse data una possibilità… una chance per essere autonoma e indipendente… per garantire sicurezza alla figlia!

La sua Denise! Nessuno si presentò prima… tutti a fare la fila dopo… casualita’! Sempre insieme Lea e Denise, legate come le maglie di una catena, spezzate dalla violenza animalesca di Carlo Cosco e dalle altre bestie che hanno deciso di cancellarla dalla faccia del pianeta!

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Denise e Lea Garofalo

Era forte Lea… Era bella Lea… era come la sua terra! Caparbia, determinata, orgogliosa e coraggiosa! Era una grande donna! Aveva respirato da piccola l’aria di ‘ndrangheta ma i suoi polmoni la rifiutavano quella puzza e dopo la nascita della figlia si tappò la bocca e le narici tanto divenne nauseabonda! Per amore di quella creatura combatté, si ribellò alla logica ‘ndranghetistica rompendo gli schemi e questo lo pagò con la vita. Il libro è meraviglioso e da leggere d’un fiato in contrapposizione all’ambiguità pilotata del film dove forse era più comodo e funzionale esaltare altro rispetto al coraggio di una donna sola, dove quasi bisogna ringraziare il pentimento di qualcuno per il ritrovamento del corpo, dove io , che sono calabrese, inorridisco al solo pensiero di acquistare una t-shirt o una bandierina da esibire come allo stadio o da sponsor su qualche prodotto sopra un qualsiasi banchetto di una qualsiasi iniziativa. Bisogna avere rispetto… quello che ha avuto il giornalista De Chiara, che a dispetto dei molti che in vita gliela “calpestarono” la dignità, lui, con questo suo stratosferico libro, le ha fatto il regalo più grande restituendogliela!

Arturo Andrea Demetrio

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Il Coraggio di dire no

#Lunigiana. Una serata sulla legalità, 10 settembre 2016

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IL CORAGGIO DI DIRE NO a MASSA CARRARA

Licciano Nardi, Lunigiana, 10 settembre 2016

Una serata sulla legalità con il noto giornalista antimafia Paolo De Chiara al centro polivalente “Icaro”

CAMPUS della LEGALITà, Priverno (Lt), 3 e 4 giugno 2016

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CAMPUS della LEGALITÀ a Priverno

3 giugno: MENTI RAFFINATISSIME

con Salvatore BORSELLINO (fratello di Paolo, magistrato ucciso dalla mafia), Giorgio BONGIOVANNI (direttore Antimafia2000) e Angela NAPOLI (Commissione Parlamentare Antimafia)

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Vittime di mafie 

4 giugno: LA TERRA DEI FUOCHI

con Monica Dobrowolska Mancini (moglie di Roberto, poliziotto morto dopo aver scoperto la ‘terra dei fuochi’), Pino Ciocola (giornalista), don Aniello Manganiello (prete, presidente Premio Borsellino, scrittore).

‪#‎mafieMontagnadiMerda‬

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Leini e Mappano (Torino)

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LEINI & MAPPANO (Torino), 19 maggio 2016  

GRAZIE DI CUORE A TUTTI.
Siete persone eccezionali!!!

#‎insiemesipuò‬

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PALERMO, 13 e 14 maggio 2016

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GRAZIE DI CUORE ai dirigenti, ai docenti e ai favolosi ragazzi di Carini, Torretta e Borgetto (Palermo).

Due giorni intensi per ricordare e per urlare che le mafie sono una Montagna di Merda.

PER NON DIMENTICARE…

Lea GAROFALO, 8 marzo 2016

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8 marzo 2016
“La DONNA”

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PIETRAMONTECORVINO (Foggia),

 ‪#‎leagarofalo‬ ‪#‎ndranghetaMontagnadiMerda‬

FESTIVAL DELLA LEGALITA’, Foligno

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FOLIGNO, 5 marzo 2016

con gli Studenti per dire NO alle Schifose mafie.

Con IL CORAGGIO DI DIRE NO e TESTIMONI DI GIUSTIZIA.
GRAZIE di CUORE, siete un gruppo eccezionale!!!
Forza, #‎insiemesipuò‬.

CULTURA DELLA LEGALITA’… nelle SCUOLE.

SCUOLA

CULTURA DELLA LEGALITA’… nelle SCUOLE.
‪#‎Appuntamenti‬:
—29 gennaio 2016:
– Mattina: PONTINIA (Latina), Ist. Compr. “Manfredini”;
– Pomeriggio: PRIVERNO (Latina), Ist. Sup. “T. Rossi”;
—1 febbraio 2016:
– TEANO (Caserta).
‪#‎insiemesipuò‬ ‪#‎legalità‬ ‪#‎scuole‬ ‪#‎ragazzi‬ ‪#‎giovani‬ ‪#‎futuro‬ ‪#‎priverno‬‪#‎ilcoraggiodidireno‬ ‪#‎lea‬ ‪#‎leagarofalo‬ ‪#‎ilvelenodelmolise‬ ‪#‎testimonidigiustizia‬‪#‎mafiemontagnadimerda‬

GRAZIE Paola Senza Bavaglio Villa… I tuoi ragazzi sono favolosi. Sono stato benissimo con voi. ISTITUTO COMPRENSIVO ‘Manfredini’, QUARTACCIO (fraz. Pontinia), 29 gennaio 2016
‪#‎insiemesipuò‬ “La Scuola è sempre meglio della merda”.‪#‎mafieMontagnadiMerda‬

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GRAZIE Loretta Cardarelli. È sempre un piacere tornare nella tua favolosa scuola. I tuoi ragazzi sono eccezionali!!! ‪#‎insiemesipuò‬ ISTITUTO SUPERIORE ‘T. Rossi’, Priverno (Latina), 29 gennaio 2016.
“Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”.

SCOMPARSA DI #Lea Garofalo, Milano, 24 novembre 2009

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SCOMPARSA DI LEA, per non dimenticare Lea GAROFALO, la donna coraggio che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta.

‪#‎leagarofalo‬ ‪#‎ilcoraggiodidireNo‬ ‪#‎milano‬ ‪#‎arcodellapace‬ ‪#‎scomparsa‬‪#‎clancosco‬ ‪#‎vigliacchi‬ ‪#‎ndrangheta‬ ‪#‎montagnadimerda‬

“La cosa peggiore è che conosco già il destino che mi spetta,

dopo essere stata colpita negli interessi materiali e affettivi

arriverà la morte! Inaspettata indegna e inesorabile”.

Milano, 24 novembre 2009. La sequenza è stata trasmessa da tutti i telegiornali, la videocamera piazzata nei pressi dell’Arco della Pace riprende gli ultimi istanti di vita di Lea Garofalo. È possibile vedere l’arrivo del Suv di Carlo Cosco e le due donne che salgono. “Mio padre propose di andare a salutare i fratelli in viale Montello. Mia madre, dopo aver ascoltato la proposta, scese dalla macchina”. Lo scudo di Lea, Denise, viene allontanato. Con una scusa Cosco accompagna la figlia dai suoi fratelli. Lea resta da sola. Continua a passeggiare, alle 18:30 telefona alla sorella Marisa, che non risponde. È a casa di un’amica, il telefono non prende. Alle 18:37 Cosco ritorna con la sua macchina. Lea sale e sparisce per sempre. Ore 18:39, è l’ultimo momento dell’esistenza di Lea che viene registrato. Dalle 20:00 il suo cellulare risulta irraggiungibile, spento. Morto.  

 

“Personalmente non credo che esiste chissà chi o chissà cosa, però credo nella volontà delle persone, perché l’ho sperimentata personalmente e non solo per cui, se qualche avvocato legge questo articolo e volesse perseguire un’idea di giustizia accontentandosi della retribuzione del patrocinio gratuito e avendo in cambio tante soddisfazioni e una immensa gratitudine da parte di una giovane madre che crede ancora in qualcosa vagamente reale, oggi giorno in questo paese si faccia avanti, ho bisogno di aiuto, qualcuno ci aiuti. Please!”.

Secondo le motivazioni della sentenza di primo grado, scritte dal presidente della I Corte d’Assise di Milano, Anna Introini (ergastoli, senza articolo 7[1], per tutti i componenti della banda: Carlo Cosco, Giuseppe Cosco, Vito Cosco, Rosario Curcio, Carmine Venturino e Massimo Sabatino) Lea è stata trasportata in un appartamento, poi in un garage e, infine, in provincia di Monza. In una zona industriale, nei pressi del cimitero (oggi c’è una targa del Comune che ricorda il coraggio di questa donna), dove è stata interrogata brutalmente, uccisa con un colpo di pistola alla nuca e sciolta nell’acido. Da sei ‘vigliacchi’, sei ‘bestie’. Parole utilizzate dal PM di Milano Marcello Tatangelo e da Salvatore Dolce, il primo magistrato che raccolse la testimonianza di Lea.

 

I resti di Lea

Nel novembre 2012 il colpo di scena. Carmine Venturino (“un soldato dei Cosco disposto a tutto”) ‘canta’, inizia a collaborare con i magistrati. Indica la tecnica utilizzata per eliminare la donna e fa ritrovare i resti di Lea: i denti, la collana che porta sempre al collo e un coltellino. La consulente della procura, l’antropologa e patologa forenze Cristina Cattaneo, indica nella sua perizia circa 2.812 frammenti ossei, ritrovati in un tombino.

Le parole del collaboratore di giustizia Carmine Venturino, l’ex fidanzatino di Denise (dopo la morte di Lea, Carlo Cosco comincia ad aver paura anche di sua figlia e le piazza il soldato Venturino alle calcagna), rimettono tutto in discussione. Cambia la strategia difensiva. Nel primo grado di giudizio gli avvocati difensori ‘giocano’ con il corpo di Lea mai ritrovato (“sognava l’Australia. È viva, cercatela in Australia”). Nel secondo grado Carlo Cosco, dalla prima udienza, si assume tutte le responsabilità. Entra in aula, ‘gioca’ a fare il boss, con la giacchetta sulle spalle. Legge in maniera stentata una lettera e, mentre abbandona l’aula, si tocca con il dito l’orecchio, la bocca, gli occhi. Non sento, non parlo, non vedo. Una nuova strategia per evitare conseguenze più gravi: “ho ucciso Lea in preda ad un raptus, mi aveva offeso. Volevo far vedere quella casa a Lea perché poi a Natale volevo fare una sorpresa e portarci mia figlia Denise. Le ho mostrato il bagno e le stanze e, mentre ho detto a Venturino di fare un caffè, non so cosa è successo… Lea mi ha detto delle brutte parole e che non mi avrebbe fatto più vedere Denise e non ci ho visto più… L’ho presa a pugni e buttata per terra con la testa…”[2]. Balle. Ancora balle. Il progetto di uccidere Lea risale ai primi anni del 2000. Quando, in carcere, cerca il consenso per uccidere la sua convivente.

            Il contributo di Venturino è fondamentale per capire, per comprendere gli ultimi attimi di vita. È lui che ripete, in aula, la frase pronunciata da Cosco: “la bastarda se n’era accorta”. Spiega: “si incontrò con Lea sotto l’Arco della Pace e la portò con una scusa in un appartamento dove attendeva Vito Cosco”[3]. Indica Carlo Cosco come il responsabile del brutale omicidio: “Abbiamo acceso la luce. Il corpo era disteso per terra nel salotto. Era a faccia in giù, in una pozza di sangue. Il viso aveva grossi lividi. Era stata strangolata, intorno al collo aveva una corda verde, che io riconobbi come quella che era a casa mia e che serviva a chiudere le tende”. Il corpo di Lea, ormai senza vita, viene spostato. “Io e Curcio – svela Venturino – abbiamo portato il cadavere prima presso il box di Floreale e la mattina successiva Vito Cosco e Curcio l’hanno portato nel terreno di Gaetano Crivaro. Qui, già dal 25 (novembre 2009, ndr), è iniziata la distruzione del cadavere che non è stato sciolto nell’acido, ma carbonizzato”. E continua: “Abbiamo preso un grosso fusto di metallo, di quelli alti dove si tiene il petrolio. Abbiamo messo il cadavere dentro spingendo il corpo in modo che non uscisse fuori, a testa in giù, dal bordo si intravedevano le scarpe. Abbiamo versato benzina e dato fuoco. A un certo punto Curcio mi ha detto che forse non bruciava perché non c’era abbastanza aria dentro, e allora con un piccone ho fatto dei buchi al fusto. Anche dopo però il cadavere si consumava lentamente”. Conclude: “Curcio lo aveva messo su dei bancali di legno che bruciavano col corpo. La testa praticamente non c’era più, erano rimasti le cosce e il busto. C’erano frammenti di ossa, con una pala li abbiamo messi insieme ai pezzi di legno, nel fusto, con altra benzina che avevo portato. Alla fine il corpo era carbonizzato, anche se si continuava a vedere una parte del bacino che non bruciava e allora abbiamo fatto un altro fusto. Mentre il corpo bruciava spaccavamo le ossa”. In questo modo muore Lea Garofalo, in questo modo viene bruciato e distrutto il suo corpo.

 

            Oggi, la testimone di giustizia Lea Garofalo (ufficialmente ancora ‘collaboratrice di giustizia’), è diventata un esempio, una speranza per tantissimi giovani. La fimmina ribelle da sola, senza l’aiuto dello Stato, senza l’aiuto di nessuno e con una figlia piccola, è riuscita a sconfiggere un intero clan di ‘ndrangheta. La I Corte d’Assise d’Appello di Milano, presieduta da Anna Conforti, ha confermato gli ergastoli per Carlo e Vito Cosco, Rosario Curcio e Massimo Sabatino, ha concesso le attenuanti generiche a Carmine Venturino e ha assolto il primo dei fratelli Cosco, Giuseppe. Ancora detenuto per traffico di droga. 

[1] Articolo 7, Aggravante mafiosa, legge n. 203 del 1991. Il reato viene commesso per avvantaggiare un’associazione a delinquere di stampo mafioso. “Rafforza – secondo il procuratore della DDA di Campobasso, Armando D’Alterio – nei suo componenti il sentimento soggettivo di impunità e la forza del vincolo associativo, oltre a ridurre il rischio di future collaborazioni (nell’ottica distorta e delinquenziale – propria di tutte le organizzazioni delinquenziali organizzate – del “colpirne uno per ‘educarne’ cento”.

[2] “Lea Garofalo: Venturino, spaccavamo le ossa mentre il corpo bruciava”, cn24tv, 11 aprile 2013

[3] “Ecco la corda che strangolò Lea”, Il Quotidiano della Calabria, 20 marzo 2013

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#Cultura della #Legalità con gli Studenti di Campobasso

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GRAZIE DI CUORE.

Siete una risorsa per il futuro. Con i ragazzi dell’Istituto ‘Petrone’ di Campobasso, 20 novembre 2015.

#‎insiemesipuò‬

Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie

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di Miriam Iacovantuono e Davide Vitiello

Una giornata all’insegna della legalità, attraverso il ricordo e la testimonianza di donne e uomini che hanno sfidato la “schifosa mafia”: da Paolo Borsellino a don Pino Puglisi, fino alla testimone di giustizia Lea Garofalo. Davanti alla platea dei piccoli studenti dell’istituto comprensivo Petrone di Campobasso, il giornalista Paolo De Chiara ha lanciato il monito: “la mafia la si combatte attraverso il rispetto delle regole e pensando con la propria testa”.

Parlare di legalità, partendo dalle scuole e tra i giovani, è un progetto che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso sta portando avanti da diversi mesi. Lo scrittore e giornalista Paolo De Chiara ha accettato di sostenere questo progetto incontrando e parlando agli studenti dell’Istituto Comprensivo “I. Petrone” del capoluogo.

L’Assessore alla Cultura, Emma De Capoa, presentando il progetto sulla legalità e introducendo il giornalista, ha rivolto un monito ai ragazzi “Studiate, crescete culturalmente, perché solo la cultura vi renderà liberi e vi farà contrastare chi vi potrà portare sulla strada dell’illegalità. Rimanete sempre fedeli a voi stessi e non abbassate mai la testa.”

Partendo proprio dalla facoltà di scelta che ogni individuo deve avere, Paolo De Chiara spiega ai ragazzi che cos’è la mafia, che un atteggiamento mafioso è anche non rispettare le semplici regole di ogni giorno, non rispettare le persone che hanno il colore della pelle diverso dal nostro o professano un’altra religione o semplicemente buttare la carta per terra, rompere un banco o scrivere su un muro.

Ha parlato di criminalità organizzata, ma soprattutto ha voluto raccontare l’esempio di tanti eroi che la mafia, supportata “dallo stato con la s minuscola”, l’hanno combattuta opponendosi ad essa e trovando la morte. De Chiara ha citato l’esempio di Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Alberto Dalla Chiesa, don Pino Puglisi, don Peppe Diana, Peppino Impastato.

Ha parlato dei testimoni di giustizia, quelle persone che hanno deciso di non rimanere inermi, denunciando l’arroganza mafiosa. In particolare donne coraggiose, come Lea Garofalo, che si sono ribellate al sistema mafioso, opponendosi finanche alle loro famiglie, alle loro madri, ai loro padri, ai loro mariti, per proteggere i propri figli e portarli fuori da quel mondo.

“Quella contro la mafia è una battaglia che si può vincere ragionando, pensando con la propria testa per cambiare la mentalità mafiosa – ha detto De Chiara – . Oggi e soprattutto domani dovete scegliere con la vostra testa” e citando ancora il magistrato Borsellino ha detto: “la rivoluzione si fa nelle piazze con il popolo, ma il cambiamento si fa nella cabina elettorale con la matita in mano. Quella matita, più forte di qualsiasi arma, più pericolosa di una lupara e più affilata di un coltello”.

Alla fine dell’incontro il giornalista ha risposto alle tante domande che gli studenti, che lo hanno seguito attenti e incuriositi, gli hanno rivolto su un argomento così ampio e importante come quello della legalità.

Il messaggio che il giornalista e scrittore molisano ha voluto lasciare ai giovani, che sono il futuro del Paese, è quello che ognuno liberamente deve decidere da che parte stare, ragionando con la propria testa, studiando e rispettando gli altri e soprattutto che tutti insieme si può fare di più anche per rendere onore a chi è stato lasciato da solo.

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Testimoni di Giustizia: Storie coraggiose, storie da conoscere

Testimoni di Giustizia, Perrone Ed., 2014

Testimoni di Giustizia, Perrone Ed., 2014

La ‪#‎mafia‬ “uccide”. Si nutre delle paure e dei silenzi. Più aumentano più essa si fortifica.
Ma qualcuno ha deciso di dire basta! Basta avere paura e basta restare in silenzio.
Sono loro i “testimoni di giustizia” ‪#‎Uomini‬ e ‪#‎donne‬ cha hanno sfidato le ‪#‎mafie‬ interrompendo così il cerchio.
Gente comune, dalla vita più o meno normale ma con un coraggio extra-ordinario.
Quello di dire ‪#‎basta‬ al ‪#‎potere‬ mafioso.
Di queste persone si parla, ma spesso lo si fa sottovoce, con la consapevolezza che appoggiare ed ammirare la loro scelta coraggiosa equivale ad ammettere che la #mafia fa ‪#‎schifo‬. Ma come sempre accade per far si che ‪#‎dire‬ ‪#‎no‬ diventi la regola e non l’eccezione, è fondamentale dare forza a queste ‪#‎grida‬ di speranza e fare in modo che ‪#‎insieme‬ ‪#‎si‬ ‪#‎può‬ sconfiggere il ‪#‎poteremafioso‬. Lo hanno capito i “testimoni di giustizia” e lo ha capito bene ‪#‎paolodechiara‬ (giornalista e scrittore che ha fatto della lotta alla criminalità e della “cultura della legalità” la sua firma) scrivendolo nel libro ‪#‎testimonidigiustizia‬ #uomini e #donne che hanno ‪#‎sfidato‬ la #mafia. 

In questo libro De Chiara non parla semplicemente del fenomeno ‪#‎mafioso‬ e del ‪#‎coraggio‬ di alcuni nel combatterlo, ma, coraggiosamente anche lui, ha scelto di andare oltre. Incontrare personalmente alcuni “tdg”, ascoltare le storie, le difficoltà di vivere il quotidiano, le ansie, le paure, ma anche la soddisfazione e la libertà di essere riusciti a dire #no ed essersi riappropriati della dignità.

Le dieci storie raccontate in #testimonidigiustizia #uomini e #donne che hanno #sfidato le #mafie, sono ricche di dettagli a volte duri e difficili da raccontare, come il tentato suicidio di una allora giovane “tdg”, che #paolodechiara ha saputo riportare con discrezione e con molta sensibilità. Le continue battaglie per non essere dimenticati. Ogni storia in questo libro ha la sua amarezza, scritta e descritta in maniera ineccepibile, ma in ognuna di esse lo scrittore ha lasciato che a parlare restassero loro, i ” testimoni di giustizia”.
Decidere di mettersi contro il #potere delle #mafie ha naturalmente le sue conseguenze che spesso fanno dubitare che la scelta fatta sia stata quella giusta, motivo per il quale non bisogna lasciare soli le tante #LeaGarofalo, le #CarmelinaPrisco, i tanti #GennaroC., #Giuseppe, #Rocco, #Luigi e tanti altri. Lo Stato non può, lo Stato non deve dimenticare. Lo Stato deve premiare, lo Stato deve AMMIRARE… lo Stato deve Imparare dai ” testimoni di giustizia”.

di Lucia Lamanda

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Il Coraggio di Lea GAROFALO a FOSSANO (Cuneo), 28 marzo 2015

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INAUGURAZIONE DELLA VIA CITTADINA DEDICATA A LEA… la fimmina ribelle che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta!!!

FOSSANO (Cuneo), 28 marzo 2015

GRAZIE DI CUORE A TUTTI!!!

INSIEME SI PUO’!!! Come detto, bucando lo schermo, Paolo De Chiara ha fatto si che i presenti si sono posti l’impegno di un suo esclusivo ritorno in un prossimo futuro a Fossano, per approfondire meglio queste tematiche, soprattutto negli istituti scolastici, perché proprio i ragazzi sono rimasti i più entusiasti del modo di come ha rappresentato la storia giudiziaria ed umana di Lea.

GRAZIE FOSSANO… “Scioccante ed avvincente invece è stato l’intervento dello scrittore Paolo De Chiara, che ha galvanizzato la platea, con accenti veramente forti. Dopo il convengo, sempre alla presenza delle massime autorità è stata inaugurata la via dedicata a Lea Garofalo, vittima della ‘ndrangheta e che si trova, paradossalmente nei pressi di grandi lavori pubblici alla periferia della città e che lo scrittore De Chiara ha indicato come oggetti prediletti della criminalità organizzata per aggredire la società civile nel suo tessuto amministrativo, quasi a presidio di legalità, anche adesso che Lea non è più tra noi”.

Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie
Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a ‘Più Libri Più Liberi’, ROMA, 8 dicembre 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PRIVERNO (Latina), 25 novembre 2014

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GRAZIE di CUORE!!!

Una grande giornata… con gli studenti, i docenti, con la Preside Anna Maria Bilancia dell’ISISS ‘Rossi’ di PRIVERNO, con l’associazione FEMINEUS (Vania Marteddu e il suo magnifico gruppo), con le straordinarie DONNE, con la presidente della Consulta – Pari Opportunità Noemi Roccatani, con i compagni Anna Maria Giorgi e Mauro D’Addia (I Canusìa).

A Tutte, a Tutti, senza dimenticare nessuno. Una giornata straordinaria!!! 

…per NON DIMENTICARE una donna e una madre Coraggio, Lea GAROFALO… la fimmina calabrese che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta

…per dire NO (con forza) al FEMMINICIDIO (massacro quotidiano). 

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LA BALLATA DI LEA (di Francesca PRESTIA, cantastorie calabrese)

 

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TESTIMONI di GIUSTIZIA a… PiùLIBRI PiùLIBERI, Roma, 8dic2014

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E’ TEMPO DI LEGGERE…

PiùLIBRI PiùLIBERI, la Fiera nazionale della piccola e media editoria, nasce nel dicembre del 2002 da una felice intuizione del Gruppo Piccoli editori di Varia dell’Associazione Italiana Editori. L’obiettivo di offrire al maggior numero possibile di piccole case editrici uno spazio per portare agli onori della ribalta la propria produzione, spesso ‘oscurata’ da quella delle case editrici più forti; e insieme di realizzare un luogo di incontro per gli operatori professionali, per discutere le problematiche del settore e per individuare le strategie da sviluppare.

lunedì 8 dicembre 2014, ore 17:00

presentazione del libro TESTIMONI di GIUSTIZIA di Paolo De Chiara.

INTERVENGONO l’autore, Vins Gallico (scrittore), Angela NAPOLI (consulente Commissione Parlamentare ANTIMAFIA), un Testimone di Giustizia

a cura di GiulioPERRONE Editore

SALA TURCHESE

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pp. 300 – Le Nuove Onde

formato 13X20

978-88-6004-326-9

16,00 euro

 In un Paese ben lontano dall’aver sconfitto le mafie esistono ancora cittadini che hanno il coraggio di diffondere la voce della legalità e credono che denunciare sia segno di civiltà e premessa di libertà. sono i testimoni di giustizia, figura introdotta legalmente nel 2001 per permetterne una coerente giurisdizione e soprattutto per differenziarne la natura e la disciplina rispetto ai collaboratori di giustizia, meglio noti come “pentiti”.

Il testimone di giustizia sceglie, per dovere civico, di non abbassare la testa di fronte alle prepotenze, è un testimone oculare, un imprenditore piegato dagli estorsori o, in alcuni casi, un cittadino che rivendica la propria onestà pur appartenendo a contesti mafiosi, come Lea Garofalo e Maria concetta cacciola.

Lo stato opera un’azione di ascolto e utilizzo delle informazioni fornite dai testimoni di giustizia e garantisce loro misure speciali di protezione: allontanamento dal paese di origine, trasferimento in località protette, identità false e sussidi che dovrebbero assicurare una vita dignitosa. Ma molti testimoni lamentano l’inadeguatezza di queste misure, il peggioramento del loro tenore di vita e l’abbandono in cui versano. isolati, privi di un sostegno psicologico adeguato, costantemente alle prese con i limiti dei servizi assistenziali e sanitari, e con i problemi legati ai numerosi trasferimenti: solitudine, spaesamento, distacco dagli affetti e impossibilità di trovare un lavoro.

Paolo De Chiara ripercorre alcune di queste storie attraverso una ricostruzione puntuale dei fatti, grazie a dichiarazioni, atti processuali, intercettazioni rese pubbliche, interviste e testimonianze, creando uno spettro il più possibile esaustivo di una realtà – quella del testimone di giustizia – che ancora vive, invece, in uno stato di ingiustizia.

TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a UnoMattina Caffè

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a UnoMattina Caffè

Saxa Rubra, Roma

…IN ONDA venerdì 31 ottobre 2014, ore 6.08, RaiUno

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Poggio Sannita (Isernia), 10 agosto 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Poggio Sannita (Isernia)

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IL CORAGGIO DI LEA GAROFALO

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Una fiction Rai per raccontare la morte di Lea 
«Presenteremo un modello civile di coraggio» 

L’idea è stata annunciata dal direttore di Rai Fiction. La regia è stata affidata a Marco Tullio Giordana con la sceneggiatura di Monica Zapelli. Le riprese inizieranno in estate mentre sono stati avviati i casting

Marco Tullio Giordana tornerà in tv come regista di una fiction per la Rai su Lea Garofalo, la testimone di giustizia vittima della ’ndrangheta nel 2009. «Giordana è anche sceneggiatore con Monica Zapelli, a produrre c’è la Bibi Film di Barbagallo – spiega Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction, in una pausa della giornata 100 parole e 100 mestieri per la Rai in corso a Roma -. Siamo in fase di casting per le protagoniste, le riprese inizieranno quest’estate per una messa in onda l’anno prossimo». 

La fiction racconta «un modello civile di coraggio – aggiunge -. Parla di due giovani donne, Lea e poi sua figlia Denise, che si contrappongono con coraggio allo stile di vita mafioso che appartiene alla loro famiglia, affiliata da tre generazioni . E’ una storia in cui c’è da una parte la tragedia, dall’altra la speranza». E’ in preparazione inoltre un film tv sulla Terra dei fuochi:«E’ un progetto ancora in fase iniziale, la sceneggiatrice sarà sempre Monica Zapelli».

lunedì 23 giugno 2014 18:40

da Il Quotidiano della Calabria 

il coraggio

Una fiction Rai per raccontare la storia di Lea Garofalo

L’idea è stata annunciata dal direttore di Rai Fiction. La regia è stata affidata a Marco Tullio Giordana con la sceneggiatura di Monica Zapelli. Le riprese inizieranno in estate mentre sono stati avviati i casting

di Caterina Sorbara

Della triste storia e del coraggio di Lea Garofalo ne hanno parlato i media nazionali e internazionali, sono stati anche pubblicati due libri, “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta” di Paolo De Chiara e “La scelta di Lea. Lea Garofalo. La ribellione di una donna della ‘ndrangheta di Marika Demaria. Qualche giorno fa il regista Marco Tullio Giordana, ha annunciato che quest’estate inizierà le riprese di una fiction su Lea Garofalo e sua figlia Denise. La sceneggiatura, oltre che dello stesso regista è di Monica Zapelli. La produzione è targata BiBi Film di Angelo Barbagallo. Per quanto riguarda le attrici che interpreteranno le protagoniste, il regista ha affermato che ancora non hanno deciso e, che le stanno cercando. Lea e sua figlia Denise, sono due figure importantissime, che si contrappongono con molto coraggio alla ‘ndrangheta. Nella loro storia c’è la tragedia ma anche tanta speranza. Ricordiamo che Marco Tullio Giordana, nel 2003

ha prodotto per la televisione “La meglio gioventù” e ha vinto al Festival di Cannes “Un Certain Regard”. Durante la presentazione del progetto su Lea Garofalo, il direttore di Rai Fiction, Tinni Andreatta, ha sottolineato l’importanza della figura della Garofalo e di sua figlia che rappresentano un modello civile di coraggio.

http://www.approdonews.it/index.php/italia/42/46590.html#.U6xMunITzew.facebook

targa ponte dedicato a LEA

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO a… MACCHIA DI ISERNIA, 14 giugno 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO.

La drammatica storia di LEA, la donna che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta

a… MACCHIA DI ISERNIA (Isernia)

14 giugno 2014

 

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a CINISELLO BALSAMO, Milano, 31 maggio 2014

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LO SGUARDO DELLE DONNE 2014.

A Cinisello Balsamo (Milano)

IL CORAGGIO DI DIRE NO. La drammatica storia di Lea GAROFALO, la fimmina calabrese che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta

31 maggio 2014 

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AUGURI Lea GAROFALO, fimmina calabrese. Uccisa a Milano dalla ‘ndrangheta

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Per non dimenticare LEA GAROFALO

(Pagliarelle, Kr, 24 aprile 1974 – Milano, 24 novembre 2009)

La donna coraggio che sfidò la SCHIFOSA ‘ndrangheta.

BUON COMPLEANNO FIMMINA CALABRESE!!! 

Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

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MONDRAGONE (Ce), 19 marzo 2014 con i ragazzi dell’ISISS ‘Stefanelli’ per non dimenticare don Peppe Diana (vittima di camorra)

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MONDRAGONE (Caserta)

19 marzo 2014

con i favolosi ragazzi dell’ISISS ‘Stefanelli’

per non dimenticare don Peppe Diana (vittima di camorra)

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con Federico Cafiero de Raho,

Procuratore Capo della Repubblica di Reggio Calabria

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MONDRAGONE (Caserta)

19 marzo 2014

i favolosi LAVORI dei ragazzi dell’ISISS ‘N. Stefanelli’…

il nostro futuro!!! #ventidicambiamento 

A VENTI ANNI DALL’UCCISIONE

DI DON PEPPE DIANA, VITTIMA DI CAMORRA 

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libera 19 marzo

La storia di Lea GAROFALO in Francia, su Canal +

DVD copertina documentario CANAL + di Barbara Conforti

 

Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO… è appena arrivato il DVD della bravissima collega Barbara ConfortiSpécial Investigation.

“Mafia: la trahison des femmes”, il documentario è stato girato in Italia (Milano e Calabria) e racconta anche la storia di Lea GAROFALO, la donna coraggio che sfidò la schifosa ‘ndrangheta.

Grazie di Cuore a Barbara e a CANAL + per la bellissima esperienza lavorativa. 

http://paolodechiara.com/2014/01/28/il-coraggio-di-dire-no-lea-garofalo-in-francia/?relatedposts_exclude=3290

 

funerali milano, 19 ottobre 2013

 

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LEA TESTIMONE

 

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targa ponte dedicato a LEA

 

copertina libro LEA G

IL PIACERE DI LEGGERE… da PoliziaModerna (febbraio 2014), mensile ufficiale della Polizia di Stato.

IL PIACERE DI LEGGERE... Il Coraggio di dire no, da PoliziaModerna, febbraio 2014

 

IL PIACERE DI LEGGERE…

da PoliziaModerna (febbraio 2014), mensile ufficiale della Polizia di Stato.

GRAZIE DI CUORE!!!

COPERTINA, PoliziaModerna, febbraio 2014

LEA GAROFALO IN FRANCIA, SU CANAL +

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LEA GAROFALO IN FRANCIA

lunedì 17 febbraio 2014, Canal +

“Née il y a une centaine d’années dans un petit village de Calabre, la Ndrangheta, une mafia qui repose exclusivement sur des liens de famille, a prospéré grâce à sa structure. Cette organisation ne comptait quasiment aucun repenti jusqu’à ce qu’une femme décide de se révolter et de dénoncer les siens. Pour sauver ses enfants, Lea Garofalo, 28 ans, s’enfuit et demande la protection de la justice en échange de révélations sur son clan. Sept ans plus tard, son mari la tue. Malgré cette fin tragique, Lea a ouvert une brèche, et deux autres femmes ont suivi son exemple, portant des coups terribles à l’organisation criminelle. Barbara Conforti enquête sur ces femmes héroïques qui ont trahi leurs clans, au péril de leur vie”.

Spécial investigation

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copertina LIBRO Lea

IL PIACERE DI LEGGERE… Il Coraggio di dire No su Polizia Moderna, febbraio 2014

IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa 'ndrangheta (Falco Editore, 2012)

IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa ‘ndrangheta (Falco Editore, 2012)

IL PIACERE DI LEGGERE

a cura di Anacleto Flori

dalla rivista Polizia Moderna (mensile ufficiale Polizia di Stato)

– febbraio 2014 –

da PoliziaModerna, febbraio 2014

da PoliziaModerna, febbraio 2014

Paolo De Chiara
Il coraggio di dire no
Cosenza, Falco Editore,
pp. 221, € 14
Le mafie si alimentano del silenzio.
Per questo si scagliano con ferocia
contro chi infrange il dogma
dell’omertà, soprattutto se a farlo è
una donna. E Lea Garofalo ha pagato
con la vita il prezzo del coraggio di
dire “no”. I suoi familiari hanno preteso
con forza che i colpevoli subissero la
giusta condanna. De Chiara tratteggia
tutto questo senza tralasciare di
sottolineare le responsabilità di chi
avrebbe dovuto fare forse qualcosa
in più per tutelare la vita di Lea. La
dimensione critica che raggiunge
l’apice nell’elenco di tutte le donne
uccise dalle mafie si trasforma, nel
fluire del testo, in un inno alla lotta alle
mafie. Ricordare per combattere e
per impedire l’assassinio di chi rischia
la vita facendo ciò che è giusto.
Fabio David

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea GAROFALO… in FRANCIA

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea GAROFALO… in FRANCIA.

Il DOCUMENTARIO sulla storia di Lea GAROFALO, prodotto dalla televisione francese e girato dalla giornalista Barbara CONFORTI,

andrà in onda il 17 febbraio 2014 su Canal +

 

“Una bellissima esperienza con dei colleghi straordinari… grazie di Cuore”.

Paolo De Chiara 

 

MILANO, 16-17-18-19 luglio 2013

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CALABRIA, 20-21-22-23 luglio 2013

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LA CASA DI LEA GAROFALO

(Pagliarelle, Petilia Policastro, Crotone) 

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Bassiano (Latina), 28 dicembre 2013

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IL CORAGGIO DI DIRE NO

a Bassiano (Latina), 28 dicembre 2013

 

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PARTI DA UN LIBRO. Il Coraggio di dire NO a ROMA, 5-8 dicembre 2013

PIU' LIBRI, Roma, dicembre 2013

IL CORAGGIO DI DIRE NO.

La drammatica storia di Lea GAROFALO, la donna che sfidò la ‘ndrangheta… a ROMA. 

Più LIBRI più LIBERI

la Fiera nazionale della piccola e media editoria

dal 5 all’8 dicembre 2013

EUR – Palazzo dei Congressi

FALCO EDITORE

Stand M07

PIU' LIBRI2, Roma, dicembre 2013

 

libro e-Book

quadro Lea, casa Marisa

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