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“E’ stata calpestata la dignità di Lea Garofalo”

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Mappano, la panchina dedicata a Lea

 

Ho terminato di leggere il libro di Paolo De Chiara, “Il Coraggio di dire no”, sulla triste e tragica vicenda di Lea Garofalo. Che dire… sono felice di averlo conosciuto e sicuramente sarà qualcosa che i miei figli avranno il piacere di apprezzare fra qualche anno mentre sarà mia cura custodirlo gelosamente oggi. Il giornalista non solo fotografa perfettamente la storia, ma credo che sia riuscito nell’intento di ridare la giusta dignità a Lea e la giusta dimensione alla vicenda nella sua totale gravità e incompetenza gestionale.

Già..la dignità! Poichè a qualcuno ha fatto comodo farla passare da ignorante ma soprattutto da pentita! Lea non era una pentita ma una testimone di giustizia, la differenza è abissale!

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Lea e Denise, Milano, 24 novembre 2009

Questa foto che pubblico rispecchia in pieno il dramma vissuto dalla mamma e da sua figlia in questa vicenda, in questo fermo immagine di una telecamera milanese c’è immortalato il coraggio ma soprattutto la solitudine. 

Già… la solitudine! Per averne percezione del freddo morale che ha patito bisognerebbe che ognuno leggesse la lettera che inviò al Presidente della Repubblica nella quale asseriva di essere conscia di quale sarebbe stato il suo futuro… di credere ancora nella giustizia nonostante l’abbandono.. ma soprattutto… la richiesta di aiuto da parte di qualcuno!

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Lea e la ‘bestia’ Carlo Cosco

 

Già… perché se la ‘ndrangheta l’ha uccisa materialmente c’è da sottolineare che i primi fendenti astratti alla sua persona li ha ricevuti da uno Stato assente e silente rispetto alle sue urlate richieste di attenzioni. Lea non voleva soldi, compassione o pena, non voleva essere a carico di nessuno, voleva solamente che gli fosse data una possibilità… una chance per essere autonoma e indipendente… per garantire sicurezza alla figlia!

La sua Denise! Nessuno si presentò prima… tutti a fare la fila dopo… casualita’! Sempre insieme Lea e Denise, legate come le maglie di una catena, spezzate dalla violenza animalesca di Carlo Cosco e dalle altre bestie che hanno deciso di cancellarla dalla faccia del pianeta!

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Denise e Lea Garofalo

Era forte Lea… Era bella Lea… era come la sua terra! Caparbia, determinata, orgogliosa e coraggiosa! Era una grande donna! Aveva respirato da piccola l’aria di ‘ndrangheta ma i suoi polmoni la rifiutavano quella puzza e dopo la nascita della figlia si tappò la bocca e le narici tanto divenne nauseabonda! Per amore di quella creatura combatté, si ribellò alla logica ‘ndranghetistica rompendo gli schemi e questo lo pagò con la vita. Il libro è meraviglioso e da leggere d’un fiato in contrapposizione all’ambiguità pilotata del film dove forse era più comodo e funzionale esaltare altro rispetto al coraggio di una donna sola, dove quasi bisogna ringraziare il pentimento di qualcuno per il ritrovamento del corpo, dove io , che sono calabrese, inorridisco al solo pensiero di acquistare una t-shirt o una bandierina da esibire come allo stadio o da sponsor su qualche prodotto sopra un qualsiasi banchetto di una qualsiasi iniziativa. Bisogna avere rispetto… quello che ha avuto il giornalista De Chiara, che a dispetto dei molti che in vita gliela “calpestarono” la dignità, lui, con questo suo stratosferico libro, le ha fatto il regalo più grande restituendogliela!

Arturo Andrea Demetrio

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Il Coraggio di dire no

ECOMAFIE e CITTADINANZA ATTIVA con gli STUDENTI di Casoli (Chieti), 6 maggio 2016

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IL VELENO DEL MOLISE A CASOLI (Chieti), 6 maggio 2016.

GRAZIE DI CUORE, siete ragazzi eccezionali. 

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SETTE ANNI DOPO… LEA GAROFALO a CAMPOBASSO, 5 maggio 2016

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SETTE ANNI DOPO… LEA GAROFALO a CAMPOBASSO:
– 5 maggio 2009, tentativo di sequestro;
– 5 maggio 2016, GIORNATA DEDICATA A LEA,

con la rappresentazione teatrale ‘La Bastarda’.


‪#‎insiemesipuò‬!!!
‪#‎lea‬ ‪#‎leagarofalo‬ ‪#‎ilcoraggiodidireNo‬ ‪#‎fimmina‬ ‪#‎calabrese‬ ‪#‎uccisa‬‪#‎ndrangheta‬ ‪#‎montagnadiMerda‬ ‪#‎tdg‬ ‪#‎campobasso‬ ‪#‎5maggio‬

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IL CORAGGIO DI DIRE NO a Campobasso, 5 maggio 2016

“La Bastarda”: uno spettacolo teatrale per ricordare Lea Garofalo
di Miriam Iacovantuono
Una giornata interamente dedicata a Lea Garofalo quella che l’Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso ha organizzato per ricordare la giovane donna uccisa dalla ‘ndrangheta a Milano il 24 novembre del 2009. Era proprio il 5 maggio di sette anni fa quando, nel centro storico di Campobasso, dove Lea viveva con sua figlia Denise, fu tentato il sequestro della giovane testimone di giustizia che  è stata ricordata con uno spettacolo al Teatro Savoia con la rappresentazione “La Bastarda” a cura della Compagnia Ragli. Il testo, scritto da Rosario Mastrota e interpretato da Daria Cozzolino, da Andrea Cappodona, Antonio Monsellato e dallo stesso Mastrota, ha voluto rendere omaggio a una donna che non ha abbassato la testa difronte alla mafia e che ha avuto il coraggio di dire no, non ha avuto paura e questo l’ha aiutata a opporsi al sistema ‘ndranghetista. Uno spettacolo che ha rappresentato i momenti salienti della vita di Lea e del suo coraggio, una rappresentazione che ha sottolineato al meglio la voglia di giustizia e di verità di questa donna che, per onestà e per il bene di sua figlia Denise, ha deciso di denunciare il suo convivente e per questo è stata ammazzata barbaramente e poi bruciata.
La rappresentazione è stata preceduta da un omaggio che il Sindaco Antonio Battista, a nome del Comune di Campobasso, ha voluto fare a Marisa Garofalo, consegnandole una targa e sostenendo che l’amministrazione si impegnerà nel cammino di legalità che da un anno il comune di Campobasso ha intrapreso in collaborazione con le scuole. L’Assessore alla Cultura, Emma De Capua ha voluto ricordare Lea come vittima di femminicidio oltre che vittima della ‘ndrangheta e ha detto che la giovane donna deve essere un esempio per tutte quelle donne che si trovano costrette a scegliere.
All’evento era presente anche il giornalista e scrittore Paolo De Chiara, che di Lea ha narrato nel suo libro “Il coraggio di dire no” e che ha ricordato la giovane testimone di giustizia come una donna che ha avuto il coraggio di opporsi e di denunciare, una donna forte e coraggiosa che rappresenta le 150 donne ammazzate dalla mafia, donne che vengono eliminate perché sono la chiave per entrare nei meccanismi delle cosche mafiose.
Marisa Garofalo, ringraziando emozionata il Comune di Campobasso per l’iniziativa, ha raccontato la figura di sua sorella Lea e il suo omicidio che ha definito omicidio di ‘ndrangheta, ma anche omicidio istituzionale, di uno Stato che non è stato molto presente. “Lea ha denunciato perché le mancava l’aria, si sentiva soffocare – ha detto; – ha denunciato per la figlia Denise. Lea ha lasciato un patrimonio inestimabile, il suo coraggio e la sua onestà. Facciamo in modo di essere tutti Denise, – ha concluso – di essere tutti Lea, di essere tutti testimoni di giustizia e di verità”.

Lea GAROFALO, 8 marzo 2016

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8 marzo 2016
“La DONNA”

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PIETRAMONTECORVINO (Foggia),

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IL CORAGGIO DI LEA GAROFALO

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Una fiction Rai per raccontare la morte di Lea 
«Presenteremo un modello civile di coraggio» 

L’idea è stata annunciata dal direttore di Rai Fiction. La regia è stata affidata a Marco Tullio Giordana con la sceneggiatura di Monica Zapelli. Le riprese inizieranno in estate mentre sono stati avviati i casting

Marco Tullio Giordana tornerà in tv come regista di una fiction per la Rai su Lea Garofalo, la testimone di giustizia vittima della ’ndrangheta nel 2009. «Giordana è anche sceneggiatore con Monica Zapelli, a produrre c’è la Bibi Film di Barbagallo – spiega Tinni Andreatta, direttore di Rai Fiction, in una pausa della giornata 100 parole e 100 mestieri per la Rai in corso a Roma -. Siamo in fase di casting per le protagoniste, le riprese inizieranno quest’estate per una messa in onda l’anno prossimo». 

La fiction racconta «un modello civile di coraggio – aggiunge -. Parla di due giovani donne, Lea e poi sua figlia Denise, che si contrappongono con coraggio allo stile di vita mafioso che appartiene alla loro famiglia, affiliata da tre generazioni . E’ una storia in cui c’è da una parte la tragedia, dall’altra la speranza». E’ in preparazione inoltre un film tv sulla Terra dei fuochi:«E’ un progetto ancora in fase iniziale, la sceneggiatrice sarà sempre Monica Zapelli».

lunedì 23 giugno 2014 18:40

da Il Quotidiano della Calabria 

il coraggio

Una fiction Rai per raccontare la storia di Lea Garofalo

L’idea è stata annunciata dal direttore di Rai Fiction. La regia è stata affidata a Marco Tullio Giordana con la sceneggiatura di Monica Zapelli. Le riprese inizieranno in estate mentre sono stati avviati i casting

di Caterina Sorbara

Della triste storia e del coraggio di Lea Garofalo ne hanno parlato i media nazionali e internazionali, sono stati anche pubblicati due libri, “Il coraggio di dire no. Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta” di Paolo De Chiara e “La scelta di Lea. Lea Garofalo. La ribellione di una donna della ‘ndrangheta di Marika Demaria. Qualche giorno fa il regista Marco Tullio Giordana, ha annunciato che quest’estate inizierà le riprese di una fiction su Lea Garofalo e sua figlia Denise. La sceneggiatura, oltre che dello stesso regista è di Monica Zapelli. La produzione è targata BiBi Film di Angelo Barbagallo. Per quanto riguarda le attrici che interpreteranno le protagoniste, il regista ha affermato che ancora non hanno deciso e, che le stanno cercando. Lea e sua figlia Denise, sono due figure importantissime, che si contrappongono con molto coraggio alla ‘ndrangheta. Nella loro storia c’è la tragedia ma anche tanta speranza. Ricordiamo che Marco Tullio Giordana, nel 2003

ha prodotto per la televisione “La meglio gioventù” e ha vinto al Festival di Cannes “Un Certain Regard”. Durante la presentazione del progetto su Lea Garofalo, il direttore di Rai Fiction, Tinni Andreatta, ha sottolineato l’importanza della figura della Garofalo e di sua figlia che rappresentano un modello civile di coraggio.

http://www.approdonews.it/index.php/italia/42/46590.html#.U6xMunITzew.facebook

targa ponte dedicato a LEA

 

IL VELENO DEL MOLISE… a FROSOLONE (Is), 7 giugno 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a FROSOLONE (Is)

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IL VELENO DEL MOLISE…alla Scuola di Giornalismo per ragazzi, 4 giugno 2014

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IL VELENO DEL MOLISE

Scuola di Giornalismo per ragazzi,

CAMPOBASSO, 4 giugno 2014

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LEA GAROFALO, suicida il padre del ‘pentito’ Venturino, 7 giugno 2014

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(ANSA) – CROTONE, 7 GIU – Si è suicidato Giuseppe Venturino, il padre di Carmine, il collaboratore di giustizia che ha fatto ritrovare i resti del cadavere di Lea Garofalo, la testimone di giustizia calabrese che venne uccisa a Milano il 24 novembre del 2009 e il cui corpo fu bruciato in un magazzino a Monza.


http://www.ansa.it/legalita/rubriche/cronaca/2014/06/07/garofalo-suicida-padre-pentito-che-fece-trovare-resti-corpo_72f1cfeb-860e-4586-9760-b41761f79c25.html

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XXVII SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO. Torino Lingotto 8-12 maggio 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO e IL VELENO DEL MOLISE

al XXVII SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO

Torino Lingotto, 8-12 maggio 2014

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CERRO AL VOLTURNO (Is), 30 aprile 2014… SCUOLA, AMBIENTE e LEGALITÀ

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CERRO AL VOLTURNO (Is), 30 aprile 2014

SCUOLA, AMBIENTE e LEGALITÀ

Istituto Comprensivo Dante Alighieri

‘Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani’, don Lorenzo Milani

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IL VELENO DEL MOLISE a VASTOGIRARDI (Is), 26 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE a VASTOGIRARDI (Is)

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AUGURI Lea GAROFALO, fimmina calabrese. Uccisa a Milano dalla ‘ndrangheta

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Per non dimenticare LEA GAROFALO

(Pagliarelle, Kr, 24 aprile 1974 – Milano, 24 novembre 2009)

La donna coraggio che sfidò la SCHIFOSA ‘ndrangheta.

BUON COMPLEANNO FIMMINA CALABRESE!!! 

Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

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IL VELENO DEL MOLISE – Penne pulite ed editori coraggiosi: dal Sud voci di legalità contro mafia e malapolitica

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Penne pulite ed editori coraggiosi: dal Sud voci di legalità contro mafia e malapolitica

Per la sezione ‘libri&cultura’, la Redazione di Vivere Pescara propone ai lettori l’intervista esclusiva di Domenico Logozzo a Paolo De Chiara, giornalista e scrittore da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata. Logozzo, già Caporedattore del TGR Rai, vive da anni a Montesilvano ma è originario di Gioiosa Ionica, in Calabria: da qui, la grande sensibilità di uno dei più noti giornalisti abruzzesi verso le problematiche che attanagliano il Meridione.

La cultura della buona informazione contro l’incultura del silenzio. L’illegalità e la malapolitica si combattono con il coraggio della denuncia e la difesa delle penne pulite. Paolo De Chiara, molisano; Michele Falco, cosentino: un giornalista ed un editore del Sud insieme per la legalità.

Pubblicazioni che lasciano il segno e ricevono autorevoli consensi. Dal successo del libro che racconta la terribile vicenda di Lea Garofalo, la donna che ha infranto il muro dell’omertà delle famiglie mafiose calabresi, al “Il Veleno del Molise”, che apre squarci inquietanti sulla realtà nascosta di una piccola regione meridionale. Quest’ultimo “dossier-verità” è già alla seconda edizione e la settimana scorsa ha ottenuto a Lanciano il “Premio Ilaria Rambaldi “, intitolato ad una giovane universitaria morta nel terremoto dell’Aquila del 6 aprile 2009. 

Ma come è nato il rapporto di intensa collaborazione tra il giornalista e l’editore?

Ho cercato, ho voluto un editore calabrese – ci dice De Chiara – per raccontare la drammatica storia di Lea Garofalo, la ‘fimmina’ che ha sfidato la schifosa ‘ndrangheta. La donna coraggio, nata in una famiglia di ‘ndrangheta, che non ha girato la testa dall’altra parte e ha denunciato, diventando ‘testimone di giustizia’. La mamma di Denise, la figlia concepita con lo ‘ndranghetista Carlo Cosco (definito dai magistrati una ‘bestia’ e un ‘vigliacco’, insieme ai suoi amici delinquenti), che ha avuto lo stesso coraggio di sua madre, che ha indicato con il dito gli assassini di Lea: il padre, gli zii, il suo ex fidanzatino, il falso tecnico della lavatrice. Lea Garofalo è stata nella mia regione, ha subito in Molise il primo tentativo di sequestro (Campobasso, 5 maggio 2009). Le indagini, il processo, le condanne, l’articolo 7 ovvero l’aggravante mafiosa (che manca a Milano). Ho voluto legare il mio racconto al territorio della protagonista con un editore del posto. Michele Falco, il proprietario della casa editrice di Cosenza, che si era già occupato di temi importanti. Libri sulla politica, sulla chiesa, sulla ‘nave dei veleni’, altro tema ‘silenziato’, come le dichiarazioni del pentito-“tradito” di camorra Carmine Schiavone. Verbale chiuso in un cassetto dal 1997.

Oggi queste dichiarazioni hanno creato un forte dibattito su questo tema, ma nella mia Regione si è registrato solo un inutile polverone mediatico. Con il secondo libro “Il Veleno del Molise, Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” ho voluto elencare tutto quello che è successo in passato: le inchieste dei magistrati, gli arresti, le operazioni delle forze dell’ordine, la presenze delle mafie, le aziende utilizzate per il riciclaggio e per gli affari schifosi delle mafie, i rifiuti interrati, l’eolico reso selvaggio dalla politica. Una politica che non ha voluto e non ha saputo fare il suo dovere. Ed oggi, in Molise, si muore di malattie rare. Ci si ammala, c’è la diossina nel latte materno, nella carne. Sono aumentate le patologie tumorali, senza un registro dei tumori. Uno strumento necessario, istituito solo sulla carta, finanziato quattro volte ma mai partito. In una foglia di fico prelevata nei pressi di una nota azienda sono state riscontrate tre sostanze tossiche, mentre nella polvere di cemento sono stati trovati due elementi radioattivi. Devo ringraziare l’editore Falco per aver creduto anche nel secondo lavoro, un tema che apparentemente non coinvolge il suo territorio, investendo e diffondendo l’opera nella mia regione.

La cultura della legalità irrobustita dalle intelligenti e libere scelte di meridionali illuminati. Un altro esempio positivo. Cosa bisogna fare per rafforzare il fronte anti-illegalità?

Mi piace utilizzare le parole di Padre Pino Puglisi, il prete che insegnava la legalità, ucciso dalla mafia, dai fratelli Graviano a Brancaccio il 15 settembre del 1993. “È importante parlare di mafia, soprattutto nelle scuole, per combattere contro la mentalità mafiosa, che è poi qualunque ideologia disposta a svendere la dignità dell’uomo per i soldi. Non ci si fermi però ai cortei, alle denunce, alle proteste. Tutte queste iniziative hanno valore, ma, se ci si ferma a questo livello, sono soltanto parole. E le parole devono essere confermate dai fatti”. Ognuno può fare molto, bisogna partire dalle piccole cose. Dalla cultura della legalità, dobbiamo capire che è fondamentale il rispetto delle regole, delle leggi. Possiamo fare molto, ognuno nel proprio settore. Ognuno il suo. Concretamente, non a parole.

Il riconoscimento ricevuto a Lanciano cosa rappresenta per lei?

Certamente un motivo in più per continuare a svolgere questo bellissimo mestiere. Semplicemente per raccontare, per dare voce a chi non ha voce.

A chi dedica questo premio?

Alle vittime del terremoto dell’Aquila e agli angeli di San Giuliano di Puglia, i 27 bambini morti sotto una scuola pubblica. Nel Paese con la memoria corta è doveroso ricordare tutte le vittime, le responsabilità e anche le risate di chi, in quella famosa notte, rideva. Voglio però dedicare questo Premio anche alle Mamme per la Salute e l’Ambiente di Venafro, un gruppo di donne agguerrite, insieme hanno deciso di non piegare la testa, di tutelare il territorio molisano per i propri figli. Grazie al lavoro instancabile delle Mamme di Venafro si è scoperta la diossina nel latte materno, nella carne, le sostanze trovate nella foglia di fico e nella polvere di cemento. Continuano a porre interrogativi, scrivono alle Istituzioni, presentano esposti in Procura. Le loro istanze sono arrivate in Europa. Per il loro impegno sono state denunciate per diffamazione a mezzo stampa. Infine, una dedica per tutti i molisani perbene, che credono nel riscatto.

Lei è autore di due libri molto scottanti. Invito a ribellarsi e dire no all’omertà. Quali risposte concrete ci sono state?

Si sono accesi i riflettori su due vicende importanti. La storia di Lea è stata raccontata dalla collega Barbara Conforti in Francia, insieme abbiamo toccato i luoghi percorsi dalla testimone di giustizia. Il documentario è andato in onda il 17 gennaio scorso su Canal+. Ma sui testimoni di giustizia (esiste una netta differenza con i collaboratori, i cosiddetti ‘pentiti’) la situazione, in Italia, è vergognosa. Sono persone trattate malissimo, utilizzate e abbandonate. Lo stesso trattamento ricevuto da Lea Garofalo. Con il ‘Veleno del Molise’ è iniziato un dibattito, se ne comincia a parlare. Ancora è troppo poco.

C’è tanto bisogno del giornalismo d’inchiesta, per frenare l’avanzata sempre più pericolosa della criminalità organizzata anche nelle cosiddette “isole felici” come il Molise e per scardinare il potere politico-mafioso che oramai ha infestato l’intera Penisola. Quali sono state le maggiori difficoltà che ha incontrato nel realizzare i suoi libri-denuncia?

In Molise, ad esempio, per avere delle sentenze di condanna, sul discusso passato di alcuni amministratori pubblici, bisogna attendere la proclamazione degli eletti. Prima non si possono informare i cittadini, solo dopo le elezioni. Anzi dopo la proclamazione. Per Giuseppe D’Avanzo: “chi fa questo mestiere non può non aver nemici. Se non ne ha vuol dire che qualcosa non va”. Con dei ‘nemici’ ci saranno sempre delle difficoltà.

Ha ricevuto minacce ?

In passato si sono divertiti con le ruote della mia macchina, hanno lasciato una busta di plastica con dei pesci morti. Ma con questi due libri nessuna minaccia. Solo silenzio.

Lei ha presentato i suoi due libri in moltissime parti d’Italia, ha incontrato anche i giovani delle scuole. Sono sufficientemente informati sull’emergenza criminale?

Sono pronti, nei loro occhi si vede la speranza, la voglia di un futuro migliore. Bisogna lavorare quotidianamente per la cultura della legalità. Don Lorenzo Milani diceva ai suoi ragazzi: “ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”. Partiamo dal sapere, dalla conoscenza. Dalla bellezza, dai diritti. (aprile 2014)

di Domenico Logozzo 

da VIVEREPESCARA 

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE per IL VELENO DEL MOLISE, Lanciano (Chieti), 11 aprile 2014

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE

‘Ilaria RAMBALDI’, II Edizione 2014

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La Premiazione de IL VELENO DEL MOLISE (Falco Editore, Cosenza).

Nella foto con il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo Stefano PALLOTTA

con la collega di Rai3 Maria Rosaria LA MORGIA

con il collega de L’Espresso Primo DI NICOLA

e con l’avv. Maria Grazia PICCININI, madre di ILARIA.

Grazie di Cuore a tutti!!!

Il Premio è DEDICATO alle MAMME per la Salute e l’Ambiente di Venafro e a tutti i MOLISANI perbene.

INSIEME SI PUO’!!!

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IL VELENO DEL MOLISE VINCE IL PREMIO GIORNALISTICO “ILARIA RAMBALDI”

Il Libro Di Paolo De Chiara. Proprio nel giorno in cui il Molise viene coinvolto nella maxi operazione “Black Land” sullo smaltimento di rifiuti illeciti, Paolo De Chiara con il suo “Il veleno del Molise” si aggiudica il premio giornalistico nazionale ‘Ilaria Rambaldi’ 2014. «Sono molto felice di questo riconoscimento – afferma il giornalista – ma allo stesso tempo rammaricato per quel che la mia Regione ha tenuto nascosto in tutti questi anni».

Paolo De Chiara, giornalista da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, con il suo “Il Veleno del Molise”, che nel frattempo è arrivato alla seconda edizione, ricostruisce trent’anni di omertà partendo da quella parte di territorio che gli è più cara, il venafrano, per finire sulle coste termolesi. Un dossier che oltre a ripercorrere cronologicamente i fatti accaduti è impreziosito anche dalle tante interrogazioni parlamentari presentate negli anni, dallo studio epidemiologico fatto dalla Fondazione Milani e, in questa seconda ristampa, da un’intervista a Ferdinando Imposimato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione e da sempre impegnato nella lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l’attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione.

La premiazione è avvenuta, nella serata di oggi, nello splendido scenario dell’Auditorium Diocleziano di Lanciano in provincia di Chieti. Il premio, arrivato alla sua seconda edizione, è dedicato alla giovane studentessa di ingegneria morta durante il terremo del L’Aquila di cinque anni fa. «Colgo questa occasione – chiosa De Chiara – per ricordare non solo le vittime del terremoto aquilano ma anche quello di San Giuliano di Puglia. Bisogna non dimenticare e ricordare sempre il passato, i suoi errori, le sue omissioni e suoi silenzi attraverso un’informazione puntuale e libera»:

A decretare la vittoria di Paola De Chiara è sta una giuria composta dal Presidente Stefano Pallotta (Ordine Giornalisti Abruzzo), Primo Di Nicola (Espresso), Giuseppe Caporale (La Repubblica), Maria Rosaria La Morgia (RaiTre), Maria Grazia Piccinini (presidente Ilaria Rambaldi Onlus).

Alessandro Corroppoli

http://www.primonumero.it/attualita/news/1397237711_il-libro-di-paolo-de-chiara-il-veleno-del-molise-vince-il-premio-giornalistico-ilaria-rimbaldi.html#.U0go68UIavg.twitter

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PIACENZA, 5 aprile 2014

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PIACENZA

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SEZZE (Latina)… IL CORAGGIO DI DIRE NO e IL VELENO DEL MOLISE, 29 marzo 2014

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per la prima volta insieme

IL CORAGGIO DI DIRE NO e IL VELENO DEL MOLISE

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AGNONE (Is), presentazione de IL VELENO DEL MOLISE, 28 marzo 2014

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AGNONE (Is), presentazione de IL VELENO DEL MOLISE

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IL VELENO DEL MOLISE… TERMINATA LA SECONDA EDIZIONE!!!

Il Veleno del Molise

Il Veleno del Molise

TERMINATA LA SECONDA EDIZIONE…

IN ATTESA DELLA RISTAMPA. 


Grazie di Cuore a TUTTI!!!

Il veleno del Molise 
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

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RIFIUTI in Molise, la RISPOSTA dei Ragazzi…

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LA RISPOSTA DEI RAGAZZI…

il Liceo Classico ‘A. ROMITA’ di Campobasso presenta RIFIUTI

mercoledì 5 marzo 2014 – h. 17:00

Sala della Costituzione (via Milano), CB

Il lavoro è stato realizzato dagli studenti delle classi 4° E e 4° H, a.s. 2013/2014 – riprese, montaggio e regia William Mussini.

“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”. – Tatanka Iotanka (Toro Seduto), capo Sioux

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IL VELENO DEL MOLISE… a Montagano (Cb), 21 febbraio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a Montagano (Cb), 21 febbraio 2014

Il veleno del Molise 
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

 su FALCO Editore

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presentazione libro il veleno del molise

IL VELENO DEL MOLISE… a Pozzilli (Is), 20 febbraio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a Pozzilli (Is), 20 febbraio 2014

Il veleno del Molise 
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

 su FALCO Editore

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manifesto

LEA GAROFALO IN FRANCIA, SU CANAL +

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LEA GAROFALO IN FRANCIA

lunedì 17 febbraio 2014, Canal +

“Née il y a une centaine d’années dans un petit village de Calabre, la Ndrangheta, une mafia qui repose exclusivement sur des liens de famille, a prospéré grâce à sa structure. Cette organisation ne comptait quasiment aucun repenti jusqu’à ce qu’une femme décide de se révolter et de dénoncer les siens. Pour sauver ses enfants, Lea Garofalo, 28 ans, s’enfuit et demande la protection de la justice en échange de révélations sur son clan. Sept ans plus tard, son mari la tue. Malgré cette fin tragique, Lea a ouvert une brèche, et deux autres femmes ont suivi son exemple, portant des coups terribles à l’organisation criminelle. Barbara Conforti enquête sur ces femmes héroïques qui ont trahi leurs clans, au péril de leur vie”.

Spécial investigation

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copertina LIBRO Lea

UNO MATTINA CAFFE’. L’intervista sui Veleni del Molise

IL VELENO DEL MOLISE a Uno Mattina Caffè

IL VELENO DEL MOLISE a Uno Mattina Caffè

 

UNO MATTINA CAFFÈ, Saxa Rubra, Roma 
RAIUNO
3 febbraio 2014


IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici (Falco Editore, gennaio 2014)

L’INTERVENTO:

 

UnoMattina Caffè Instagram

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(VIDEO) – IL VELENO DEL MOLISE… a UnoMattina Caffè, RaiUno

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“IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” (Falco Editore, 2014, Cosenza)

a UNOMATTINA

Roma SaxaRubra, 13 febbraio 2014

  • dal minuto 9…
“…una pagina di giornalismo d’inchiesta con Paolo De Chiara e il suo libro “Il veleno del Molise”, una denuncia sulle infiltrazioni delle ecomafie a Venafro e nel Molise”.
LA TRASMISSIONE DEL 3 febbraio 2014:

RAI

RAI1

UnoMattina Caffè Instagram

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IL VELENO DEL MOLISE… a UnoMattina Caffè, RAIUNO, 3 febbraio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a UnoMattina Caffè

in ONDA lunedì 3 febbraio 2014

RAIUNO, dalle ore 6:00 in poi…

GRAZIE DI CUORE PER LA BELLISSIMA ESPERIENZA!!!

Roma, SaxaRubra

II EDIZIONE AGGIORNATA... "IL VELENO DEL MOLISE. Trent'anni di omertà sui rifiuti tossici" (Falco Editore, gen. 2014, Cosenza)

II EDIZIONE AGGIORNATA… “IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” (Falco Editore, gen. 2014, Cosenza)

Saxa Rubra, Roma - Sede RAI

Saxa Rubra, Roma – Sede RAI

RAI1

IL VELENO DEL MOLISE… a TERMOLI, 25 gennaio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a TERMOLI

Cinema Oddo, 25 gennaio 2014

con Pino Aprile e Vincenzo Musacchio

con Pino APRILE e Vincenzo MUSACCHIO

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TERMOLI

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO. LEA GAROFALO

la donna che sfidò la SCHIFOSA ‘ndrangheta

(Falco Editore, nov. 2012, Cosenza)

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IL VELENO DEL MOLISE… a VENAFRO (Is)

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VENAFRO (Is), 17 gennaio 2014

presentazione de

IL VELENO DEL MOLISE.

Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

(Falco Editore, dic. 2013)

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IL VELENO DEL MOLISE, presentazioni 2013

copertine

autografi

IL VELENO DEL MOLISE.
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici
di Paolo De Chiara
(Falco Editore, dic. 2013, Cosenza)

la lettera del ministro

PRESENTAZIONI 2013:

  • ISERNIA, Itis ‘E. Mattei’, 18 dicembre

  • CASACALENDA (Cb), 19 dicembre

  • CAMPOBASSO, 19 dicembre

  • PASTORANO (Ce), 21 dicembre

GRAZIE di Cuore a Tutti!!!

mix libro

Il veleno del Molise
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

DISPONIBILE in TUTTE le EDICOLE molisane

PER ORDINI ON LINE: http://www.falcoeditore.com/il_veleno_del_molise.html

doppia

GRAZIE A TUTTI… Prima Edizione esaurita in 20 giorni. IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici (Falco Editore)

autografi

 

GRAZIE A TUTTI!!!

I edizione esaurita in 20 giorni

 

IL VELENO DEL MOLISE.

Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici (Falco Editore) 

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VIDEO – Presentazione “IL VELENO DEL MOLISE”… a Campobasso, 19/12/2013

copertine

 

VIDEO – Presentazione “IL VELENO DEL MOLISE”

a Campobasso, 19 dicembre 2013

Presentazione de “IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” (FALCO Editore, 2013)

Campobasso, 19 dicembre 2013

IL VELENO DEL MOLISE.
TRENT’ANNI DI OMERTÀ SUI RIFIUTI TOSSICI
(Editore FALCO, 2013)
Paolo De Chiara

Il veleno del Molise
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

DISPONIBILE IN TUTTE LE EDICOLE MOLISANE.

PER ORDINI ON LINE: http://www.falcoeditore.com/il_veleno_del_molise.html

ASPETTANDO GODOT
di Claudio Lolli
Vivo tutti i miei giorni aspettando Godot,
dormo tutte le notti aspettando Godot.
Ho passato la vita ad aspettare Godot.
Nacqui un giorno di marzo o d’aprile non so,
mia madre che mi allatta è un ricordo che ho,
ma credo che già in quel giorno però
invece di succhiare io aspettassi Godot.
Nei prati verdi della mia infanzia,
in quei luoghi azzurri di cieli e acquiloni,
nei giorni sereni che non rivedrò
io stavo già aspettando Godot.
L’adolescenza mi strappò di là,
e mi portò ad un angolo grigio,
dove fra tanti libri però,
invece di leggere io aspettavo Godot.
Giorni e giorni a quei tavolini,
gli amici e le donne vedevo vicini,
io mi mangiavo le mani però,
non mi muovevo e aspettavo Godot.
Ma se i sensi comandano l’uomo obbedisce,
così sposai la prima che incontrai,
ma anche la notte di nozze però,
non feci altro che aspettare Godot.
Poi lei mi costrinse ed un figlio arrivò,
piccolo e tondo urlava ogni sera,
ma invece di farlo giocare un po’,
io uscivo fuori ad aspettare Godot.
E dopo questo un altro arrivò,
e dopo il secondo un altro però,
per esser del tutto sincero dirò,
che avrei preferito arrivasse Godot.
Sono invecchiato aspettando Godot,
ho sepolto mio padre aspettando Godot,
ho cresciuto i miei figli aspettando Godot.
Sono andato in pensione dieci anni fa,
ed ho perso la moglie acquistando in età,
i miei figli son grandi e lontani però,
io sto ancora aspettando Godot.
Questa sera sono un vecchio di settantanni,
solo e malato in mezzo a una strada,
dopo tanta vita più pazienza non ho,
non voglio più aspettare Godot.
Ma questa strada mi porta fortuna,
c’è un pozzo laggiù che specchia la luna,
è buio profondo e mi ci butterò,
senza aspettare che arrivi Godot.
In pochi passi ci sono davanti,
ho il viso sudato e le mani tremanti,
e la prima volta che sto per agire,
senza aspettare che arrivi Godot.
Ma l’abitudine di tutta una vita,
ha fatto si che ancora una volta,
per un minuto io mi sia girato,
a veder se per caso Godot era arrivato.
La morte mi ha preso le mani e la vita,
l’oblio mi ha coperto di luce infinita,
e ho capito che non si può,
coprirsi le spalle aspettando Godot.
Non ho mai agito aspettando Godot,
per tutti i miei giorni aspettando Godot,
e ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte,
ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte.
ho incominciato a vivere forte,
proprio andando incontro alla morte.

 

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