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LAVORO – La strategia della tensione

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DR MOTOR: Reintegrati due lavoratori: “licenziamenti illegittimi”

 

di Paolo De Chiara

Un atto di arroganza, sanato con una sentenza ‘in nome del popolo italiano’. I due lavoratori della DR Motor Company SpA licenziati (Filippo Esposito e Angelo Pinelli), per ingiusta causa, devono essere reintegrati. Lo ha deciso il Tribunale di Isernia con un’ordinanza lo scorso 6 agosto.

La vicenda risale al 7 giugno del 2013, quando diversi operai (senza stipendi e certezze lavorative) decisero di manifestare, con regolare autorizzazione, il proprio dissenso all’interno della villa comunale di Isernia. In un luogo pubblico. Di fronte l’abitazione del patron della Dr Massimo Di Risio. Un ‘picchetto’ per ricordare al padrone di rispettare gli impegni. Uno sciopero organizzato dalla Fiom Molise, con la presenza del segretario regionale Giuseppe Tarantino, “per protestare contro il mancato pagamento di numerose mensilità di retribuzione ai lavoratori”.

DR MOTOR foto villa isernia

Filippo e Angelo vengono accusati di “comportamenti offensivi nei confronti del presidente Massimo Di Risio” e di “aver danneggiato la società con dichiarazioni non veritiere fatte alla stampa in occasione di altre manifestazioni di protesta, sempre legittimamente organizzate dalla Fiom del Molise”. Gli operai non pagati non hanno nemmeno il diritto di parola e di critica. Devono solo buttare il sangue.

Presente allo sciopero anche uno 007, identificato dalla digos, armato di macchina fotografica e impegnato a immortalare ogni singolo partecipante. Cornuti e mazziati.

007

Ecco il video per ricordare meglio il ‘simpatico’ episodio. “I lavoratori – scrive in un nota il segretario Tarantino – hanno impugnato il licenziamento sostenendo la legittimità della partecipazione allo sciopero indetto dalla propria organizzazione sindacale, diritto costituzionalmente garantito, di non avere offeso il presidente e la sua famiglia, di avere fatto dichiarazioni veritiere e comunque prive di qualsiasi rilevanza di carattere disciplinare non essendo esse la causa della situazione di difficoltà dell’azienda”. E’ entusiasta il sindacalista della Fiom: “soddisfazione per una vicenda che rischiava di compromettere il fondamentale diritto costituzionale dei lavoratori di scioperare per la tutela e salvaguardia dei propri diritti in questi ultimi anni completamente calpestati in nome della tutela degli interessi imprenditoriali”. C’è ancora la vicenda di Emidio Berardi, un lavoratore della DR Motor licenziato e già reintegrato. Il prossimo 20 agosto, per l’opposizione fatta dall’azienda, si celebrerà l’udienza presso il Tribunale del capoluogo. dr

Dalla Dr Motor, contattati telefonicamente, nessun commento.

DA restoalsud.it

L’imprenditore che licenziò gli operai che protestarono sotto casa sua dovrà riassumerli

DR MOTOR – Presidio alla stazione di Isernia

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di Paolo De Chiara

ISERNIA. Nuovo presidio dei lavoratori della Dr Motor di Macchia di Isernia. “La motivazione – spiega il segretario della Fiom Molise, Giuseppe Tarantino (intervista contenuta nel video) – è sempre quella di dieci giorni fa. Siamo in sciopero da fine maggio ad oggi, per la rivendicazione degli stipendi per i dipendenti e per gli ex dipendenti della Dr. Oggi siamo qui perchè è successa una cosa grave. La Dr, a seguito del nostro sciopero, ha licenziato tre lavoratori, tra cui un delegato della Fiom. Un atto grave e intimidatorio”. La Fiom è stata chiara nella nota inviata ieri agli organi di informazione: “licenziamenti illegittimi, ingiustamente ricattatori e non a caso, senza alcun fondamento”. E’ lo stesso Tarantino a spiegare: “La Dr ci vuole intimorire rispetto allo sciopero e ai presidi che stiamo facendo. Illegittimi perchè sono stati effettuati tre licenziamenti durante uno sciopero con presidio in villa comunale. Abbiamo impugnato già i licenziamenti, andremo avanti con le vie legali e, parallelamente, con azioni sindacali, come questa di oggi. Chiediamo un tavolo urgente per poter portare a termine questa terribile e odiosa vicenda che stanno vivendo i lavoratori della Dr”. Un appello è stato rivolto alla politica regionale: “Ci rivolgiamo anche alla politica, che non è mai intervenuta. Solo la Prefettura, dove è stato fatto un incontro la settimana scorsa. Senza esito positivo per i lavoratori. Chiediamo il ritiro immediato dei licenziamenti”. I tre lavoratori licenziati sono Filippo Esposito, Angelo Pinelli ed Emidio Berardi. Al presidio presente un nuovo striscione: “Dr Motor… Ci vuoi licenziare…? Ci vuoi Denunciare…? Sempre i soldi ci devi dare!!!”

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Questo il VIDEO del presidio organizzato dalla FIOM Molise:  

Questo è il comunicato integrale della Dr Motor, inviato nel corso della mattinata:

“La DR Motor Company spa in merito alla manifestazione tenuta in mattinata dalla Fiom, a cui hanno preso parte solo tre dipendenti in attività ed una decina di ex dipendenti (tra quelli in mobilità e quelli licenziati),  precisa che i licenziamenti disposti in data 8 giugno di tre dipendenti iscritti al sindacato sono stati eseguiti, ai sensi dell’art. 2119 c.c., per giusta causa e non rappresentano assolutamente atti infondati e ricattatori come il sindacato vuole far credere.

I tre dipendenti, e non tutti quelli iscritti alla Fiom che hanno manifestato nei giorni scorsi, hanno infatti assunto, anche attraverso precise dichiarazioni rilasciate agli organi d’informazione, un  comportamento denigratorio nei confronti della Società sia il 5 giugno 2013, in occasione dell’incontro con il Prefetto di Isernia, sia il 7 giugno 2013,  quando hanno organizzato e partecipato ad una manifestazione, tenutasi dinanzi l’abitazione del Presidente del Consiglio di Amministrazione della DR, Massimo Di Risio. In questa occasione, in particolare, hanno assunto comportamenti intimidatori, ed altamente offensivi della dignità dell’Azienda e della persona del Presidente. Hanno inoltre diffuso notizie false ed in antitesi con quanto dichiarato dalla Società e con il piano predisposto per la salvaguardia dell’azienda e dei posti di lavoro, con conseguente discredito della credibilità della Società stessa e del Presidente.

In sintesi i tre dipendenti hanno assunto condotte che hanno fatto venir meno il rapporto di fiducia necessario per la prosecuzione del rapporto di lavoro.

Infatti il comportamento del lavoratore che, per la sua gravità, sia idoneo a compromettere la fiducia nei confronti del datore di lavoro e sia pregiudizievole per il perseguimento degli scopi aziendali configura una giusta causa di licenziamento.

Trattandosi di licenziamento per giusta causa, in base alla normativa vigente, nessun preavviso è stato riconosciuto e pertanto il rapporto di lavoro è cessato al momento della ricezione della relativa comunicazione.

In merito alla questione delle spettanze non retribuite, l’azienda precisa ancora una volta che da marzo 2012 sta regolarmente retribuendo i lavoratori in attività. Le spettanze a cui fa riferimento la Fiom risalgono agli ultimi mesi del 2011 e rientrano nella procedura di concordato in continuità avviata lo scorso 14 maggio e per la quale l’azienda non può far nulla se non procedere secondo tempi e modalità di legge. In ogni caso l’azienda precisa che le spettanze  dei lavoratori saranno corrisposte integralmente ed in via prioritaria rispetto a tutti gli altri creditori. Il medesimo regime si applica alle spettanze degli ex dipendenti in mobilità prima del 14 maggio 2013.

Per quanto concerne l’attivazione della cassa integrazione straordinaria l’azienda comunica di aver regolarmente adempiuto la procedura di attivazione.

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DR MOTOR. La FIOM Molise: “Licenziamenti illegittimi, ricattatori e senza alcun fondamento”

Lavoratori Dr in Prefettura

Lavoratori Dr in Prefettura

ISERNIA. “I lavoratori e le loro famiglie, senza il supporto delle istituzioni e della politica, hanno pazientato anche troppo. Adesso sono allo stremo ed hanno messo in atto le forme di mobilitazione contemplate dalla Costituzione Repubblicana e dalla legislazione vigente”. Continua la ‘lotta’ della Fiom Molise e dei lavoratori Dr Motor per rivendicare gli stipendi, “che non ricevono da vari mesi”. Dopo le forti polemiche della settimana scorsa (per il presidio nella villa comunale del capoluogo pentro e per lo striscione: “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”.), ieri, si è registrata la nuova puntata della lunga ‘telenovela’: tre operai licenziati. “La FIOM Cgil Molise – scrive Tarantino in una nota – ha proclamato lo sciopero nello stabilimento della DR Motor Company e comunica che il giorno 14 giugno 2013 dalle ore 8, terrà un Presidio in piazza della Repubblica nei pressi della Stazione Ferroviaria di Isernia”. Per sostenere “le giuste rivendicazioni dei lavoratori  della DR Motors Company, che non ricevono i salari da vari mesi”. Spiega Tarantino: “recentemente sono stati collocati, tutti, in cassa integrazione, per la quale sono state avviate da qualche mese le procedure e per la cui  approvazione ed erogazione si prevedono tempi non brevi”. Il Presidio di domani (14 giugno 2013) è stato indetto per “denunciare all’opinione pubblica e a tutte le autorità preposte che l’azienda, che non paga i lavoratori da vari mesi, ha messo in atto un’azione ritorsiva comunicando il licenziamento di  tre dei 59 lavoratori”. Per la Fiom Molise sono “licenziamenti illegittimi, ingiustamente ricattatori e non a caso, senza alcun fondamento. Le mobilitazioni sono state indette e gestite dalla FIOM Cgil regionale”. ‘Ricatto’, questo è il termine utilizzato dal segretario regionale Tarantino: “licenziare chi lotta per i propri diritti, e in stato di necessità, è un odioso ricatto. Per questo la FIOM Cgil chiama alla solidarietà tutti i lavoratori e i cittadini”. Della Dr Motor, della situazione dei lavoratori, del futuro di questa Azienda (che voleva rilevare anche Termini Imerese) si parla poco. Molti, in questa Regione, non hanno fatto il proprio dovere. Molti hanno fatto finta di non vedere, molti continuano a girare la testa dall’altra parte. Questo l’appello della Fiom: “chiediamo alla politica, alle Istituzioni democratiche e alle autorità preposte di farsi carico del problema dei salari non pagati e di intervenire perché questi licenziamenti ingiusti siano ritirati immediatamente”.

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DR MOTOR. Tre lavoratori licenziati dopo il presidio

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di Paolo De Chiara

ISERNIA. “E’ un fatto gravissimo. Dopo il presidio alla villa Comunale tre lavoratori sono stati licenziati con una raccomandata. Impugneremo i licenziamenti”. Queste le parole del combattivo  segretario regionale della FIOM Molise, Giuseppe Tarantino, dopo le lettere di licenziamento inviate, oggi (12 giugno), a tre lavoratori. Per Tarantino le motivazioni risiedono nella scelta del presidio, organizzato qualche giorno fa, a Isernia. Nella villa comunale. Per ‘contestare’ le scelte aziendali del proprietario della Dr Motor, Massimo Di Risio. Sono diversi anni che i lavoratori chiedono certezze, da diversi mesi sono in ‘lotta’ per i loro diritti. Per la loro retribuzione. “Abbiamo lavorato e vogliamo essere pagati”. Le richieste degli operai dell’azienda automobilistica sono sempre cadute nel vuoto, non ci sono mai state risposte. Solo annunci e proclami, mai andati a buon fine. Come l’acquisto di Termini Imerese, il progetto naufragato dopo mesi di trattative. Dopo mesi di propaganda. Si sono rivolti e hanno incontrato il Prefetto di Isernia, dove Di Risio non si è mai presentato. Hanno scioperato davanti ai cancelli dello stabilimento di Macchia d’Isernia, dove un operaio è stato anche investito, con la macchina, da un dipendente. Qualche giorno fa (venerdì 7) il presidio alla villa comunale: “la gente deve sapere”. Con uno striscione hanno informato i cittadini, i passanti (molti hanno invitato i lavoratori a non mollare): “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”. Oggi, la doccia fredda. Tre lavoratori licenziati con una raccomandata con ricevuta di ritorno. “Torneremo alla villa comunale per rivendicare i nostri diritti, non ci facciamo intimorire”. Venerdì (14 giugno) un nuovo Presidio.   

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DR MOTOR – Lavoratori in Prefettura: “SIAMO ESASPERATI” 

PRESIDIO DR MOTOR: “Non vogliamo essere fotografati” (dal ‘fotografo’ “che lavora con il Presidente” Di Risio)

Clicca QUI per il VIDEO originale

DR MOTOR – Lavoratori al presidio: “Non vogliamo essere fotografati”

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ISERNIA. Continua lo sciopero dei lavoratori della Dr Motor di Macchia di Isernia. Questa mattina un presidio alla villa comunale per sensibilizzare i cittadini del capoluogo pentro: “Dr Motor… Automobili per passione. E i nostri stipendi in Bolle di Sapone…”. Questo lo striscione realizzato dalla FIOM Molise, l’unico sindacato vicino agli operai. “Dopo l’incontro con il Prefetto di Isernia abbiamo deciso di posizionare il presidio nella villa comunale. Vogliamo i nostri soldi, la gente deve sapere”. IMG_1144Nel corso del presidio la presenza di un ‘fotografo’ aziendale ha fatto infuriare gli operai.

Ecco, nel video, la reazione dei lavoratori e dei sindacalisti della Fiom presenti:

— IMPORTANTE —

PER EVITARE LA CANCELLAZIONE DEL VIDEO DA PARTE DI YOUTUBE, DOPO LA SEGNALAZIONE FATTA DA ‘QUALCUNO’, SONO STATI OCCULTATI I VOLTI. ECCO PARTE DEL TESTO INVIATO DAL SERVIZIO ASSISTENZA: 
“…con questo messaggio la informiamo che abbiamo ricevuto un reclamo di violazione della privacy da parte di un privato in relazione ai suoi contenuti. […] …Vogliamo offrirle l’opportunità di rimuovere o modificare le informazioni private nei contenuti segnalati. Ha 48 ore per intraprendere un’azione riguardo al reclamo. Se rimuove la presunta violazione dal sito entro 48 ore, il reclamo presentato verrà chiuso. Se la potenziale violazione della privacy rimane sul sito dopo 48 ore, il team di YouTube esaminerà il reclamo e le informazioni potrebbero essere rimosse in base alle nostre Indicazioni sulla privacy…”.

Clicca QUI per il VIDEO originale

da restoalsud.it – Molisani con la schiena dritta

Giuseppe Tarantino

Giuseppe Tarantino

di  | 31 maggio 2013

Difendere i lavoratori molisani. Questo è l’impegno quotidiano del giovane segretario regionale della Fiom Molise, Giuseppe Tarantino. Instancabile, ostinato, preparato, sempre presente in ogni vertenza, in ogni incontro con le Istituzioni.

Spesso attaccato da alcuni imprenditori, dalla politica (quella con la ‘p’ minuscola) e tenuto a bada anche dalla Cgil locale per la sua tenacia. Non lascia l’osso facilmente, lo tiene stretto sino al raggiungimento del ‘suo’ obiettivo.

Per gli interessi di ogni singolo lavoratore, lasciato senza lavoro, senza futuro, senza dignità. L’altro giorno era, con gli operai stufi e stanchi, davanti ai cancelli della Dr Motor (l’azienda automobilistica che non paga gli stipendi agli operai, che aveva annunciato l’interesse per l’acquisto di Termini Imerese), per la rivendicazione dei loro diritti (“le Istituzioni sono spesso assenti. Ora con il governo regionale di centro-sinistra dobbiamo rimpiangere gli assessori di centro-destra?”). Non le manda a dire, parla in faccia, tutela i suoi iscritti (che stanno aumentando di giorno in giorno).

Ha nelle mani molte altre vertenze, legate al destino di tantissimi lavoratori: Astec, Fiat Powertrain, Cantieri Navali, Da.Ma., delle tante aziende presenti nei vari e deserti Nuclei industriali molisani. Si batte e rivendica la sua molisanità. Lui è napoletano, ma da tanti anni in Molise. Per il suo lavoro, per le sue battaglie. Ha partecipato a una trasmissione televisiva in un teatro (organizzata da ‘Il Bene Comune’, una rivista molisana), ha risposto a dieci domande, stile Saviano e Favio, legate all’essere e al non essere molisano. Colgo l’occasione per ringraziarlo pubblicamente per il suo fondamentale lavoro (questo è il sindacato che piace ai lavoratori perché lotta e tutela i loro diritti) e per una risposta (non so se meritata) in particolare. Questo il testo del suo intervento:

Mi sento Molisano perché qui ho conosciuto la mia compagna e tanti compagni di lotta. Qui ho imparato a fare sindacato e qui sono stato scelto per rappresentare tutti gli iscritti alla FIOM.

Perché il cibo è buono e la cucina è “antica”. Perché anche i sentimenti sono genuini, spesso.

Per la serenità e la forza degli anziani rimasti nei paesi: sono loro che non permettono che la memoria venga dilapidata.

Perché ci sono giornalisti come Paolo De Chiara che raccontano delle fabbriche chiuse e della mafia.

Perché ci sono preti come Don Silvio Piccoli che si battono per l’acqua pubblica e per i deboli.

Perché ci sono tante associazioni che si battono contro l’eolico selvaggio.

Perché ci sono comitati e associazioni che si battono perché la sanità rimanga pubblica.

Perché ci sono le Mamme per la salute a Venafro che si battono per la tutela dell’ambiente e del latte materno.

Perché insieme ai pochi politici con la schiena ancora dritta, ci sono tanti molisani che disprezzano il trasformismo imperante. Sono, insieme agli studenti che si battono per il diritto allo studio, i naturali alleati della FIOM.

Perché il Tribunale di Larino, per quattro volte di seguito, ha riconosciuto le ragioni della FIOM e ha dato torto a Fiat, in nome della Costituzione Italiana.

Non mi sento Molisano perché la “famiglia” diventa troppo spesso “familismo” e le donne in politica e nelle istituzioni sono troppo poche.

Non si vigila adeguatamente sulla qualità dell’ambiente e non si istituisce un registro tumori.

I paesi si vanno spopolando perché non c’è lavoro, i giovani sono costretti ad andarsene e vengono eliminati i servizi.

Perché i giornalisti lavorano a 5 euro al pezzo e ricevono dall’editore l’elenco dei politici da osannare e di quelli da colpire. Non hanno o non possono avere la schiena dritta.

Perché la Chiesa, attraverso la politica, difende i suoi interessi finanziari.

Perché difficilmente prevalgono le ragioni di chi lotta per preservare l’ambiente dalla speculazione selvaggia. La politica non le rappresenta.

Perché la politica non gestisce in modo efficiente la sanità e non tutela la sanità pubblica.

Perché le Mamme per la salute si sono dovute costituire in associazione per combattere la loro battaglia, spesso in solitudine.

Perché la “democristianità” è cultura molto condivisa e il voto di quelli che ancora votano è per lo più clientelare.

Perché non c’è un piano per il lavoro, perché il tessuto industriale è in ginocchio, le aziende maggiori sono in crisi profonda, e, come disse Enzo Biagi, di cassa integrazione si può morire.

da restoalsud.it 

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DR Motor – SCIOPERO dei Lavoratori

Massimo Di Risio

Massimo Di Risio

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

MACCHIA DI ISERNIA (Is) –  Sono davanti ai cancelli. Dalle ore 14 di oggi (inizio del turno di lavoro) hanno deciso di incrociare le braccia per i loro diritti. Avanzano mesi e mesi di stipendi. Uno sciopero ad oltranza se non arriveranno le giuste risposte dall’azienda. Sono gli operai (stanchi) della Dr Motor di Macchia di Isernia, l’azienda automobilistica molisana di Massimo Di Risio. Dal 2011 la loro situazione è andata sempre più peggiorando. Annunci, proclami, promesse, Termini Imerese. Hanno ascoltato di tutto. Hanno cercato una mediazione, hanno protestato. Sono stufi: “oggi siamo molti di più. Si sono aggiunti i nuovi iscritti alla Fiom”. L’unico sindacato presente davanti ai cancelli. “Dov’è la politica, dove sono i rappresentanti istituzionali? Dobbiamo rimpiangere la Fusco Perrella (ex assessore di centro-destra)?”. Il segretario regionale Giuseppe Tarantino, impegnato in tante drammatiche vertenze regionali, vuole vederci chiaro. Vuole capire le intenzioni del proprietario della Dr Motor. “Oggi nell’azienda ci sono 7/8 macchine da aggiustare – spiegano i lavoratori -. Noi pretendiamo i nostri soldi”. Una situazione difficile che va a cozzare con il ‘lancio’ dell’Ansa del 9 maggio scorso: “La Dr Motor Company riparte dalla ‘Dr Zero’. Il prototipo della city car è in fase di lavorazione nel centro ricerche e sviluppo di Macchia d’Isernia e la vettura potrebbe essere già sul mercato alla fine del 2013. La notizia è trapelata nel corso di un incontro con i concessionari per la presentazione delle nuove versioni dei modelli della gamma Dr. […] Nel 2011 era a un passo dall’accordo per l’acquisizione dell’ex stabilimento Fiat di Termini Imerese (Palermo), sfumato dopo mesi di trattative e il placet di Invitalia, Regione Sicilia e governo”. Gli operai non ci stanno e contestano l’annuncio: “Difficile produrre nuove macchine, se i vecchi stipendi ancora non sono stati pagati. Veniamo chiamati a lavorare quando arrivano quelle poche macchine da modificare”. E’ stato chiesto un tavolo di concertazione con il Prefetto di Isernia, l’ennesimo incontro. Gli altri sono andati a vuoto, per l’assenza di Massimo Di Risio. Nello stesso tempo è in piedi lo sciopero davanti allo stabilimento. Delle risposte dovranno arrivare, la corda è stata tirata e ora si è rotta. “Non capiamo, non riusciamo a capire le sue intenzioni. Aspetta soldi da qualcuno?”

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Dr Motor, una voce dall’interno

Parla per la prima volta un impiegato dello stabilimento di Macchia d’Isernia

Dr Motor, una voce dall’interno

“Ci sono pochi soldi, l’azienda non ci dà notizie. Aspettiamo Termini”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“La situazione è quella che si sente in giro. Purtroppo non ci sono soldi e, ovviamente, siamo messi male. Stiamo aspettando”. Per la prima volta parla un impiegato della Dr Motor di Macchia di Isernia. Sino ad ora si erano registrate le lecite proteste degli operai, i loro presidi, le parole del sindacalista della Fiom licenziato. Mai, però, una voce diversa. L’abbiamo raccolta, in forma anonima (per proteggerla da eventuali “decisioni” aziendali), per unirla a quelle degli operai, della Fiom, dei lavoratori di Termini Imerese e del segretario della Fiom dello stabilimento siciliano.

Ma perché ritorna sempre l’ex stabilimento Fiat? Perché si continua ad associare l’acquisizione di Termini Imerese con i mancati pagamenti delle retribuzioni in Molise? E’ lo stesso impiegato a rispondere: “restiamo sempre in attesa di questo incontro definitivo per il destino dell’azienda molisana”. Cosa prevedo? L’azienda si deve ridimensionare o ingrandire”. Per il segretario regionale della Fiom Molise, Giuseppe Tarantino: “gli stipendi continuano ad essere fermi, è stato pagato solo novembre. Non abbiamo avuto risposte alle nostre richieste, ovvero conoscere il piano industriale. Un conto è sentire rassicurazioni, un conto è leggere i piani, per ragionare concretamente”. Per l’impiegato molisano “stiamo aspettando la buona notizia da giù  (Termini Imerese, ndr). Tutto è legato a quella decisione”.

Agli operai della Dr è stato pagato la mensilità novembre. Voi a che punto siete?

Siamo fermi ad agosto. Chi agosto, chi luglio, chi con qualche acconto in più e chi con qualche acconto in meno. Siamo indietro due o tre stipendi rispetto agli operai. Hanno privilegiato loro per mandare avanti la produzione.

Non è che hanno privilegiato loro perché hanno deciso di scioperare e di rivendicare i loro diritti?

Sicuramente anche questo. A mio avviso però hanno fatto una grande stronzata.

Perchè dice che gli operai hanno fatto “una grande stronzata”?

Uno che sta combinato così, che sta alla fine di una trattativa e ti metti a fare un casino del genere metti solo i bastoni tra le ruote. Hanno pure ottenuto qualcosa in più, ma secondo me se ci sta una buona prospettiva laggiù, mi auguro di sbagliarmi, sicuramente si è rallentato un po’ tutto. Un casino del genere ti rallenta tutto. Speriamo bene che vada avanti, ma hanno sbagliato modi e tempi.

Ma cosa c’entra Termini Imerese con i pagamenti in Molise? Se una persona lavora deve essere pagata, lei non crede?

E’ tutto un discorso globale.

E qual è il discorso globale?

Con i nostri piccoli numeri, evidentemente, non ce la facciamo più ad andare avanti. Secondo me è tutto collegato con quella situazione. Effettivamente stiamo in grosse difficoltà economiche e, quindi, non è che non ci pagano per sport.

Se la trattativa di Termini Imerese andrà in porto, secondo Lei, lo stabilimento di Macchia d’Isernia continuerà la sua attività?

Secondo me, si. A Macchia comunque fanno produzione della DR1, quelle piccoline, e quindi va avanti. Ma, onestamente, non siamo a conoscenza dei progetti e di quello che vuole fare in Sicilia l’azienda.

Non vi pagano e non siete informati.

Non conosciamo il programma dettagliato. Sappiamo quello che leggiamo sui giornali locali.

Ma la Dr come giustifica il mancato pagamento?

Ci dicono: ‘stiamo temporeggiano, un po’ di pazienza, stiamo risolvendo un po’ di problemi’. Chi sta dentro li vede i problemi. E’ inutile fare pressioni per avere i soldi, perchè ti rispondono ‘i soldi dove li prendo?’.

La vostra pazienza fino a quando potrà durare?

Penso che siamo alla fine. Credo che anche in Sicilia qualcosa si deve sapere, tra marzo e aprile se qualcosa si deve fare si farà. Se gli dicono di no amen e si rivolterà tutto da noi e vedremo quello che si potrà fare.

Secondo l’azienda: “l’acquisizione dello stabilimento siciliano è necessaria per la sopravvivenza”. Se salta Termini Imerese salta pure Macchia?

E’ tutta una questione di numeri e di soldi. L’ho sentita anche io questa frase del responsabile comunicazione della Dr: “Se salta là, la botta forte si prende pure qua”. Purtroppo serve quella boccata d’ossigeno, ci vuole una bella iniezione di soldi per riprendere un po’ tutto. Al momento se si va presso una banca a chiedere 10milioni, rispondono di no perché già ne avanzano troppi. In piccolo è quello che succede a me: se faccio richiesta per qualche finanziamento non mi da niente nessuno perché non pago una rata da cinque mesi.

Quali sono i problemi che voi toccate con mano quotidianamente?

Mancano le risorse economiche, si acquista poco e si vende poco. E’ tutta una catena.

Gli operai hanno problemi di stipendi, voi avete problemi di stipendi. Ma questi problemi sono gli stessi anche per i dirigenti?

Credo che anche per loro la situazione sia uguale. Non prende niente nessuno anzi, da quello che so, qualche dirigente sta pure più indietro di noi. Però prendendo di più e stando in una situazione economica più privilegiata si possono permettere di aspettare qualche mese in più. Noi poveri cristi che guadagniamo poco, stiamo tutti con le spalle al muro.

Ritorniamo sulla posizione della Fiom, l’unico sindacato che ha appoggiato gli operai.

Sono stati sbagliati i modi e i tempi. Punto e basta.

Se la sente di dire qualcosa sull’operaio della Fiom licenziato dalla Dr?

Non so perché è stato licenziato. Ho sentito che è iscritto al sindacato, però non conosco la motivazione.

da L’Indro.it di giovedì 8 Marzo 2012, ore 18:09

http://lindro.it/Dr-Motor-una-voce-dall-interno,7119#.T1sznXnwlB0

(VIDEO) – DR Motor – PRESIDIO Lavoratori

DR Motor – PRESIDIO Lavoratori

MACCHIA D’ISERNIA, lunedì 13 febbraio 2012.
I Lavoratori in PRESIDIO per i loro Diritti.

Hanno deciso di scioperare davanti i cancelli dello Stabilimento molisano per rivendicare il Pagamento degli Stipendi (novembre, dicembre e tredicesima).

INTERVISTE al Segretario regionale FIOM Giuseppe TARANTINO e ad un Lavoratore.

A cura di Paolo De Chiara

DR MOTOR NELLA TEMPESTA

I lavoratori in attesa di due mensilità

DR MOTOR NELLA TEMPESTA

La Fiom Molise ha richiesto un incontro per “valutare la situazione industriale”. Ma Di Risio minimizza

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

L’intesa per Termini Imerese, per adesso, sembra aver messo tutti d’accordo. Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, il Governo, i sindacati (compresa la Fiom nazionale), la Fiat e l’imprenditore molisano Massimo Di Risio. L’ex pilota del campionato turismo, oggi presidente della Dr Motor Company.

L’unica stecca nel coro è quella di un altro molisano. L’ex pm e ministro Antonio Di Pietro che, attraverso un nota firmata insieme al responsabile Welfare e Lavoro dell’IdV Zipponi, ha attaccato con queste parole: “l’imprenditore Di Risio, che ha promesso mari e monti e che è stato presentato dal ministero dello sviluppo economico, non paga da mesi i suoi dipendenti d’azienda in Molise”. Suona strano: un imprenditore, da mesi interessato a rilevare lo stabilimento siciliano, lasci senza stipendio i suoi lavoratori, che assemblano pezzi di auto spediti, via mare, dalla Cina: eppure il problema degli stipendi va avanti da mesi.

Già dal settembre scorso, quando la Fiom Molise, attraverso una nota inviata all’Associazione Industriale e alla Dr Motor Company S.p.A. chiede “di discutere della situazione industriale”. Ma non è l’unica richiesta presentata dal sindacato. Dopo una settimana ecco cosa si legge nella seconda missiva, firmata dal segretario della Fiom regionale Giuseppe Tarantino (15 settembre): “si chiede un incontro urgente per esaminare la situazione aziendale della Dr Motor”. Ma le promesse a riguardo da parte dell’azienda non si sono maiconcretizzate. Ed ecco arrivare, il 26 settembre, una nuova nota per “discutere sul mancato pagamento delle retribuzioni e sui rapporti tra la parte datoriale e le maestranze”. Il 2 novembre la Fiom sollecita “la società al pagamento della mensilità del mese di settembre ai lavoratori della Dr che potrebbe sommarsi alla mensilità del mese di ottobre”. Questa la risposta dell’imprenditore, raccolta da ’Il Sole 24Ore’: “c’è stato al più qualche giorno di ritardo, ma tutti gli stipendi sono stati pagati”.

Abbiamo voluto sentire anche un lavoratore della Dr Motor, senza riportare il suo nome, che ha esordito così: “siamo messi in mezzo a un casino. Ci sono state telefonate da alcuni giornalisti”. Sul pagamento degli stipendi? “Oggi, forse, ci faranno finalmente l’accredito per gli stipendi arretrati (settembre e ottobre, ndr). In questi anni non era mai successa una cosa del genere”. Proprio qualche giorno fa, in un’assemblea, Massimo Di Risio avrebbe esternato la sua delusione per le notizie uscite fuori dall’Azienda e arrivate a coinvolgere il sindacato.

Ma chi è l’uomo chiamato a ridare un futuro agli ex stabilimenti Fiat di Termini Imerese? Dopo l’esperienza come pilota, ha iniziato la sua avventura con un concessionario Lancia a Macchia d’Isernia. Oggi sede del polo automobilistico La Città dell’Auto. Da concessionario è diventato assemblatore. Con la scommessa Termini Imerese (per molti una vera e propria ’pazzia’) punta a diventare produttore. Di Risio ha utilizzato per le sue ’pazzie’ diversi fondi regionali. Nel 2006 la Regione Molise destinò 4,6 milioni di euro per la “realizzazione dell’iniziativa produttiva – si legge nel bollettino ufficiale – finanziata attraverso l’estensione con finanza regionale del contratto d’area Molise InternoSoldi prelevati anche dal fondo per l’emergenza alluvionale e sismica. Come si può facilmente apprendere dalla delibera di giunta n. 698 del 2007, con oggetto: ’provvedimenti in favore della ripresa produttiva nel territorio della Regione Molise colpito da eccezionali eventi sismici e meteorologici’.

Ma Macchia di Isernia, sede dello stabilimento, non rientra né nelle zone terremotate né in quelle alluvionate. “Dopo quel finanziamento pubblico – affermò in una nota il consigliere regionale del Pd Michele Petraroia – ho sempre chiesto informazioni sul piano industriale dell’azienda, quali investimenti e livelli occupazionali garantissero per poter usufruire del contratto d’area, ma ho sempre ricevuto risposte parziali. E ancora oggi dopo quattro anni, in commissione non è mai arrivata una relazione sui risultati raggiunti”. Per l’ex segretario regionale della Cgil Molise: “non è chiaro qual è il progetto dell’impresa, che non ci ha neanche comunicato un investimento così importante a Termini Imerese”.

Ma oggi cosa viene prodotto nello stabilimento di Macchia di Isernia? E, soprattutto, come?Dopo aver stretto nel 2007 un accordo di fornitura con Chery Automobil (casa automobilistica cinese, in Italia è conosciuta per l’accordo stipulato con la Fiat per portare il prodotto italiano in Cina), la Dr Motor comincia ad assemblare le componenti dell’auto che arrivano a Macchia di Isernia. La prima creatura è stata la DR1, una tre porte a basso prezzo, tutta made in Cina, venduta inizialmente attraverso i supermercati Iper. Per superare il problema delle omologazioni dei propulsori secondo le norme dell’Unione Europea sono arrivati i motori Fiat. Si è ingrandita la rete dei concessionari e si sono aggiunti nuovi modelli. Oggi la Dr Motor ha tre modelli nel listino (DR1, DR2 e DR5) che vanno dagli 8 a 18 mila euro, tutti prodotti in Cina. Nel 2010 l’exploit delle vendite.

Ma nei primi mesi del 2011 si verifica una forte flessione, con una riduzione del 26%. Questi i dati: 2.700 vetture vendute contro le 3.600 dell’anno precedente. Il dato percentuale è peggiore di quello Fiat, Alfa Romeo e Lancia. Nel mese di ottobre la flessione è stata del 51%. Qual è oggi la situazione finanziaria della Dr Motor? E’ Andrea Malan su Il Sole 24Ore a fare i conti in tasca a Di Risio. “L’azienda molisana è da tempo in trattative con le banche creditrici per una ristrutturazione dei debiti e per l’ottenimento di nuovi fondi. Secondo fonti del ’Sole 24 Ore’, sul tavolo dello studio Solidoro di Milano c’è un piano che tecnicamente si definisce ’piano attestato di risanamento’, in base all’articolo 67 della legge fallimentare: una procedura introdotta dalla recente riforma che, con un accordo tra le parti validato da un professionista terzo, permette ai creditori e all’azienda una tutela in caso di difficoltà successive”.

Su questo punto è doveroso registrare la risposta di Di Risio: “abbiamo fatto predisporre allaErnst & Young un piano che abbiamo poi sottoposto alle banche, ma non c’è alcun articolo 67; credo che non ci arriveremo e anzi, con l’operazione Termini anche il piano precedente potrebbe essere superato”. Continua ’Il Sole 24Ore’: “la nota con cui il Ministero dello Sviluppo economico annunciava la scelta dei candidati per Termini Imerese parlava di aziende selezionate, tra l’altro, “sulla base della solidità finanziaria”. Dr Motor era gravata a fine 2009 da circa 74 milioni di debiti complessivi – di cui 34 con le banche –, con una posizione finanziaria netta negativa per 34 milioni a fronte di un patrimonio netto di poco meno di 10 milioni. L’approvazione del bilancio 2010 era stata rinviata dai revisori dellaKpmg in attesa di verificare il presupposto della continuità aziendale”. Anche sul bilancio DiRisio sembra essere tranquillo: il ritardo è dovuto alla definizione di alcune poste, e il bilancio è stato depositato nei giorni scorsi”. Bilancio o non bilancio, bisogna capire la logica della scelta di Termini Imerese. Secondo alcuni sindacalisti molisani: “lo stabilimento di Macchia non avrà più motivo di esistere”. 

da lindro.it di martedì 29 Novembre 2011

http://www.lindro.it/Dr-Motor-nella-tempesta,4739#.TvRntjXojpk

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