Tag: omertà

IL VELENO del MOLISE a PETRELLA (Cb)

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IL VELENO DEL MOLISE con gli #studenti di PETRELLA TIFERNINA (Cb), 12 marzo 2018.

#ilvelenodelmolise #ragazzi #scuole #molise #omertà #veleni 

 

stamparegionale

Legalità, diritti e omertà. Paolo De Chiara incontra gli studenti di Petrella Tifernina

Una mattinata intensa, non è facile tenere seduti per circa tre ore alunni di scuole elementari e medie. Eppure Paolo De Chiara ci è riuscito. Presso la sala museale di Petrella Tifernina si è tenuto un incontro, all’interno di un progetto scolastico sulla “Legalità”, fortemente voluto dalle insegnanti e tanta curiosità degli stessi alunni. Non è scontato riuscire a mantenere alta l’attenzione su temi importanti come legalità, illegalità, ambiente, inquinamento etc. temi che , a quanto pare, “annoiano” buona parte degli adulti, compresi responsabili istituzionali, ma i ragazzi sono arrivati all’incontro preparati con domande specifiche da fare.

…. CONTINUA


L’informazione nuda e cruda di De Chiara non si arresta: oggi spazio agli studenti di Petrella Tifernina

Il Libro di Paolo De Chiara
di Ludovica Colangelo
Continua il viaggio di Paolo De Chiara all’interno delle scuole e nella mattinata di oggi, lunedì 12 marzo, è stato il turno dell’Istituto di Petrella Tifernina dove il giornalista ha presentato il libro ‘Il Veleno Del Molise’. “Abbiamo affrontato – racconta l’autore –  tematiche come l’inquinamento, le discariche, la criminalità e la politica che chiude non solo gli occhi ma anche qualsiasi tipo di comunicazione con i cittadini per bene andando, così, ad avvantaggiare determinati personaggi che, in questi anni, hanno fatto e continuano a fare sia il bello che il cattivo tempo”.
Argomenti, quindi, presenti nel libro e che, secondo il giornalista, non possono essere omessi ai più giovani, “con i ragazzi è fondamentale parlare di questo perchè loro devono essere consapevoli di cosa è successo e continua a succedere in Molise che qualcuno, pur non essendo così, definisce ancora un’isola felice.
 un’isola felice. I ragazzi – spiega De Chiara – al contrario degli adulti sono sempre interessati e curiosi. Hanno fatto diverse domande e voluto affrontare tematiche che li riguardano da vicino come la discarica di Montagano, le pale eoliche e tutto ciò che, negli ultimi anni, si è registrato in questa dormiente regione”. 

“E’ stata calpestata la dignità di Lea Garofalo”

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Mappano, la panchina dedicata a Lea

 

Ho terminato di leggere il libro di Paolo De Chiara, “Il Coraggio di dire no”, sulla triste e tragica vicenda di Lea Garofalo. Che dire… sono felice di averlo conosciuto e sicuramente sarà qualcosa che i miei figli avranno il piacere di apprezzare fra qualche anno mentre sarà mia cura custodirlo gelosamente oggi. Il giornalista non solo fotografa perfettamente la storia, ma credo che sia riuscito nell’intento di ridare la giusta dignità a Lea e la giusta dimensione alla vicenda nella sua totale gravità e incompetenza gestionale.

Già..la dignità! Poichè a qualcuno ha fatto comodo farla passare da ignorante ma soprattutto da pentita! Lea non era una pentita ma una testimone di giustizia, la differenza è abissale!

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Lea e Denise, Milano, 24 novembre 2009

Questa foto che pubblico rispecchia in pieno il dramma vissuto dalla mamma e da sua figlia in questa vicenda, in questo fermo immagine di una telecamera milanese c’è immortalato il coraggio ma soprattutto la solitudine. 

Già… la solitudine! Per averne percezione del freddo morale che ha patito bisognerebbe che ognuno leggesse la lettera che inviò al Presidente della Repubblica nella quale asseriva di essere conscia di quale sarebbe stato il suo futuro… di credere ancora nella giustizia nonostante l’abbandono.. ma soprattutto… la richiesta di aiuto da parte di qualcuno!

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Lea e la ‘bestia’ Carlo Cosco

 

Già… perché se la ‘ndrangheta l’ha uccisa materialmente c’è da sottolineare che i primi fendenti astratti alla sua persona li ha ricevuti da uno Stato assente e silente rispetto alle sue urlate richieste di attenzioni. Lea non voleva soldi, compassione o pena, non voleva essere a carico di nessuno, voleva solamente che gli fosse data una possibilità… una chance per essere autonoma e indipendente… per garantire sicurezza alla figlia!

La sua Denise! Nessuno si presentò prima… tutti a fare la fila dopo… casualita’! Sempre insieme Lea e Denise, legate come le maglie di una catena, spezzate dalla violenza animalesca di Carlo Cosco e dalle altre bestie che hanno deciso di cancellarla dalla faccia del pianeta!

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Denise e Lea Garofalo

Era forte Lea… Era bella Lea… era come la sua terra! Caparbia, determinata, orgogliosa e coraggiosa! Era una grande donna! Aveva respirato da piccola l’aria di ‘ndrangheta ma i suoi polmoni la rifiutavano quella puzza e dopo la nascita della figlia si tappò la bocca e le narici tanto divenne nauseabonda! Per amore di quella creatura combatté, si ribellò alla logica ‘ndranghetistica rompendo gli schemi e questo lo pagò con la vita. Il libro è meraviglioso e da leggere d’un fiato in contrapposizione all’ambiguità pilotata del film dove forse era più comodo e funzionale esaltare altro rispetto al coraggio di una donna sola, dove quasi bisogna ringraziare il pentimento di qualcuno per il ritrovamento del corpo, dove io , che sono calabrese, inorridisco al solo pensiero di acquistare una t-shirt o una bandierina da esibire come allo stadio o da sponsor su qualche prodotto sopra un qualsiasi banchetto di una qualsiasi iniziativa. Bisogna avere rispetto… quello che ha avuto il giornalista De Chiara, che a dispetto dei molti che in vita gliela “calpestarono” la dignità, lui, con questo suo stratosferico libro, le ha fatto il regalo più grande restituendogliela!

Arturo Andrea Demetrio

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Il Coraggio di dire no

#Lunigiana. Una serata sulla legalità, 10 settembre 2016

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IL CORAGGIO DI DIRE NO a MASSA CARRARA

Licciano Nardi, Lunigiana, 10 settembre 2016

Una serata sulla legalità con il noto giornalista antimafia Paolo De Chiara al centro polivalente “Icaro”

CAMPUS della LEGALITà, Priverno (Lt), 3 e 4 giugno 2016

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CAMPUS della LEGALITÀ a Priverno

3 giugno: MENTI RAFFINATISSIME

con Salvatore BORSELLINO (fratello di Paolo, magistrato ucciso dalla mafia), Giorgio BONGIOVANNI (direttore Antimafia2000) e Angela NAPOLI (Commissione Parlamentare Antimafia)

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Vittime di mafie 

4 giugno: LA TERRA DEI FUOCHI

con Monica Dobrowolska Mancini (moglie di Roberto, poliziotto morto dopo aver scoperto la ‘terra dei fuochi’), Pino Ciocola (giornalista), don Aniello Manganiello (prete, presidente Premio Borsellino, scrittore).

‪#‎mafieMontagnadiMerda‬

 

MAFIE… il Molise che dorme.

Premio Ilaria RAMBALDI

Molise, terra di conquista per criminali

(da IL VELENO DEL MOLISE, 2013)

I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi, nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti ‘mali’. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica. E le mafie sono arrivate.    

 

Il presidente della Regione Molise, Paolo Frattura definisce “inquietante” la conversazione intercettata dai carabinieri del Ros di Roma sull’interesse del gruppo criminale della Capitale per ospitare 500 profughi nel villaggio temporaneo di S. Giuliano di Puglia (Campobasso). “Ci impressiona leggere – dice Frattura – delle mire ‘espansionistiche’ sul nostro Molise, terra da sempre refrattaria a ogni forma di collusione con il malaffare. Non lo sara’ mai, il nostro Molise, terra di conquista per personaggi senza scrupoli. Terremo alta la guardia, come l’abbiamo sempre tenuta, soprattutto nei confronti di chi pensa di poter traslocare sistemi malavitosi in una regione di persone perbene, le stesse che in questi giorni stanno lavorando con onesta’ e trasparenza per assicurare a breve nel pieno rispetto della legge accoglienza nel villaggio temporaneo di San Giuliano di Puglia agli ospiti migranti e rifugiati”.

Paolo Di Laura Frattura, sGovernatore del Molise, Agi, 9 dicembre 2014

 

“Si terrà il 16 ottobre la grande manifestazione popolare organizzata da Cgil, Cisl e Uil della provincia di Isernia contro le incursioni della camorra”.

Il Messaggero, 27 settembre 1987

 

“L’ombra della camorra minaccia il Molise. Il 1987 ha fatto registrare una lunga serie di attentati a scopo intimidatorio che hanno confermato il pericolo reale, concreto, che i tentacoli della piovra camorristica si allunghino anche sul territorio molisano finora considerato vergine”.

Antonio Sorbo, ‘Politici e magistrati. Fronte comune’, Molise Oggi, 13 marco 1988

 

“Il Molise risente sia lungo la fascia adriatica che nella zona di Venafro e Termoli, di infiltrazioni dei sodalizi criminali pugliesi e campani. Nella provincia di Campobasso si sono, inoltre, verificati episodi estorsivi perpetrati da gruppi criminali di origine campana e pugliese, in collegamento con pregiudicati locali. […]”.

“Nella provincia di Isernia la criminalità organizzata campana è attiva nel settore del traffico di sostanze stupefacenti, nelle zone di Venafro e del Matese (area, quest’ultima, condivisa con la provincia di Caserta) sarebbe inoltre riuscita ad infiltrarsi nel tessuto economico locale mediante il controllo di attività imprenditoriali. L’area a ridosso dei confini campani risente dell’influenza del clan La Torre di Mondragone (Caserta). Si sono, altresì, evidenziati segnali di acquisizioni, da parte di affiliati a cosche di origine catanese, di aziende da sfruttare per il riciclaggio di capitali illeciti”.

“Il 13 luglio 2000, in Termoli (Campobasso), i militari dell’Arma dei Carabinieri hanno tratto in arresto il latitante Bidognetti Aniello, elemento di spicco del clan dei Casalesi, responsabile di associazione di tipo mafioso finalizzata alla commissione di omicidi, estorsioni ed altro”.

Rapporto Annuale sul fenomeno della criminalità organizzata, 2000

 

“In Molise risiedono soggetti collegati alla cosca BELLOCCO di Rosarno”.

Relazione annuale della commissione parlamentare Antimafia, 30 luglio 2003

 

“Il clan casertano dei Casalesi esercita una sua influenza nella zona di Venafro in Molise”.

Rapporto Confcommercio, ‘Mani del Crimine sulle Imprese’, 2006

 

“Molte discariche controllate vengono gestite in spregio delle prescrizioni imposte dalla Regione Molise nei provvedimenti attuativi. Si registra, anche in maniera sempre più evidente, l’abbandono incontrollato di rifiuti da parte di ignoti su terreni che debbono essere successivamente bonificati dagli Enti territorialmente competenti”.

 Relazione, inaugurazione anno giudiziario, 27 gennaio 2007

 

“I fusti contenenti rifiuti radioattivi ubicati nel comune di Castelmauro (Campobasso), saranno rimossi e l’area interessata sarà bonificata. Sono questi gli interventi, dichiarati indifferibili e urgenti, decisi nell’incontro presieduto il 13 novembre dal prefetto di Campobasso Carmela Pagano presso la prefettura”.

Ministero dell’Interno, notizie dalle Prefetture, 15 novembre 2008

 

“Il Molise si è rivelato non zona di transito, ma punto finale di arrivo per lo smaltimento di rifiuti pericolosi, terra idonea ad occultare discariche abusive con la compiacenza di alcuni proprietari di cave e terreni e scempio dell’ambiente”.

“Procedimento (c.d. Operazione Mosca) contro un soggetto salernitano ed altri di San Giuseppe Vesuviano (reati 416 bis, 648 bis cp ed altri), considerati vicini ai Fabbrocino e al clan dei Casalesi, che riguarda infiltrazioni della camorra in società molisane (con sede a Isernia) per la raccolta e la trasformazione dei metalli. In particolare i residui metallici delle industrie vengono lavorati e poi gettati nelle discariche abusive. Taluni degli indagati si erano già dedicati in passato allo smaltimento dei frifiuti spediti in Campania dal nord Italia”.

“Procedimento contro Ignoti per il rinvenimento di 300mila tonnellate di rifiuti in una cava al confine tra la Campania ed il Molise – Comune di Morcone in provincia di Benevento – di proprietà di tale Ciotta Giuseppe, pregiudicato campano già indagato per omicidio. Il sito è confinante con altro di proprietà di una ditta molisana”.

Relazione annuale , Direzione Nazionale Antimafia, dicembre 2008    

 

“…Moccia (Francesco, ndr) doverosamente segnalato dalla Guardia di Finanza di Termoli come legato da stretti legami familiari e di affari con Angelo Marrazzo coinvolto in vicende giudiziarie del gruppo camorristico dei Casalesi, capeggiati da Francesco Schiavone, detto Sandokan, collegato a società fortemente indiziate di avere stretti collegamenti con il clan Moccia di Afragola”.

Procura della Repubblica di Larino, conclusione delle indagini preliminari

 

“Come un volgare mafioso, don Vito conosce l’onta del soggiorno obbligato, prima, e del divieto di soggiorno a Palermo, dopo. La sede del confino viene fissata nel paesino di Rotello, in Molise, non vicinissimo a Campobasso. […] Continuava a governare i suoi affari, a dirigere il sistema da Rotello, in perfetta sintonia ancora con Lo Verde e con signor Franco. Non ricordo di aver mai visto Lo Verde in Molise, anzi posso escludere che sia mai venuto a trovare mio padre a Rotello. Ma posso confermare con assoluta certezza che più d’una volta ho visto arrivare a bordo della sua Alfa con autista l’elegantissimo signor Franco. Ogni volta che ciò accadeva, mio padre si inventava un incarico per farmi allontanare durante il colloquio”.

‘Don Vito’, pag. 152 e ss., Feltrinelli, aprile 2010  

 

Un episodio significativo, per quanto riguarda lo smaltimento dei rifiuti, si è registrato con la testimonianza, nel 2003, di un giornalista di TeleA. Che racconta di aver seguito un camion partito da Napoli carico di rifiuti nocivi che dovevano essere smaltiti a Ferrara. Questo camion, invece di proseguire per il nord, proseguì per Caianello in direzione Venafro. Arrivato nella zona del consorzio industriale di Pozzilli, entrò in un capannone e dopo qualche ora uscì e tornò a Napoli”. 

La Voce del Molise, 25 ottobre 2010

 

“Una cava abbandonata a una ventina di chilometri da Termoli, una vecchia calcestruzzi, un deposito di cromo esavalente – impiegato nel ciclo del cemento – al confine tra il Lazio, la Campania e il Molise, dal quale fino a pochi anni fa partivano camion che attraversavano la Telesina e la Sannitica: c’è un legame? Gli ambientalisti molisani sospettano che ci sia e chiedono al Noe una verifica urgente”.

Il Mattino, 4 novembre 2010

 

“C’è chi ha visto i camion arrivare nell’area industriale di Pozzilli-Venafro, chi gli automezzi giallo-rossi della ditta Caturano disperdersi tra la Trignina e la Bifernina, chi le luci alte attraversare la notte e la discarica di Tufo Colonoco, sequestrata dalla Procura di Isernia alla metà di luglio: 12.300 metri quadri di sversamenti abusivi di percolato e di sbancamenti fuorilegge. Una donna giura di aver visto gli automezzi che trasportano eco balle e rifiuti entrare nell’area industriale di Pozzilli, aggirarsi tra la Colacem e la Fonderghisa, uscire vuoti. Un altro ha assistito all’ingresso dei mezzi della maddalonese ditta Caturano nell’impianto di depurazione di Termoli, nonostante la laconica smentita del Consorzio Industriale che gestisce Cosib: ‘Caturano non è tra i nostri committenti’. Carta canta, ma perché quei camion dai colori inconfondibili varcano i cancelli? E cosa trasportano davvero?

“Nelle fonderie, racconta chi ha lavorato agli altiforni, sono sparite tonnellate e tonnellate di rifiuti di ogni genere. Anche di automezzi militari impiegati nella ex Jugoslavia, contaminati dall’uranio impoverito”.

Rosaria Capacchione, ‘Scorie in Molise, ecco la terra avvelenata’, Il Mattino, 4 novembre 2010

 

“Si registrano da tempo tentativi di infiltrazione da parte di appartenenti a qualificati sodalizi attivi nelle Regioni limitrofe ed interessati al settore dell’illecito smaltimento dei rifiuti, al reimpiego dei proventi in immobili ed attività commerciali nelle località della costa, nonché al controllo degli appalti pubblici”.

“La Procura della Repubblica di Isernia, ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti delle 8 persone indagate nell’ambito della nota indagine ‘Piedi d’Argilla’, che aveva accertato il tentativo di infiltrazione di un imprenditore contiguo alla cosca ‘ndranghetistica dei Garofalo di Petilia Policastro (Crotone), affidatario di subcontratti nell’ambito dei lavori per la realizzazione del primo tratto della c.d. Autostrada del Molise – variante stradale esterna del Comune di Venafro – appaltata dall’Anas all’impresa ‘Adanti Spa’ di Bologna. Dopo diversi trasferimenti del fascicolo, la Procura della Repubblica di Isernia è stata indicata dalla Corte di Cassazione quale ufficio competente per le indagini, in considerazione del fatto che tra le ipotesi di reato contestate era venuta meno quella di competenza della DDA di Campobasso. Ma al di là della prova processuale non raggiunta, sul piano dell’analisi e della prevenzione tale procedimento è sintomatico di interessi nella regione di persone comunque vicine a consorterie mafiose”.

“Il Molise confina con Regioni caratterizzate da presenze criminali particolarmente allarmanti per capacità ad estensione, con il rischio che tale territorio venga individuato come luogo di riciclaggio di profitti delittuosi nell’ambito dell’acquisizione della gestione o del controllo di pubblici esercizi da parte di clan camorristici o come tranquilla base operativa per curare interessi radicati altrove, ovvero ancora per preparare penetrazioni criminali in loco o come semplice riparo, favoriti dall’accentuata capacità di mimetizzazione della matrice criminale dei soggetti”.

“Diversi arresti di latitanti campani, eseguiti sia in passato che in tempi anche recentissimi, inducono a mantenere alto il livello di attenzione nei confronti del fenomeno dell’infiltrazione di interessi da parte delle regioni circonvicine”.

“Il 15 luglio 2009 è stata eseguita in Toro (Campobasso), una ordinanza di custodia cautelare emessa in data 1 luglio 2009 dal gip del Tribunale di Napoli per il reato di cui all’art. 416bis c.p. nei confronti di De Rosa Alessandro e Zagaria Giovanni, ritenuti entrambi esponenti dell’organizzazione camorristica denominata ‘clan dei Casalesi’ con lo specifico ruolo di fungere da collegamento tra S. Cipriano di Aversa e Modena”.

“Altro settore esposto ad infiltrazioni criminali è quello della intermediazione abusiva di manodopera e dell’acquisizione di terreni ed aziende da parte di organizzazioni criminali, nel quadro di attività di riciclaggio e di impiego di danaro di provenienza illecita, anche nell’ambito dell’attività di stoccaggio di rifiuti provenienti dalla Campania”.

“Analogo caso di infiltrazioni camorristiche in pubblici appalti riguarda i lavori di completamento del II lotto della strada Isernia Castel di Sangro Comuni di Forlì del Sannio (Isernia) e Rionero Sannitico (Isernia). Da accertamenti svolti, è risultata la presenza sul cantiere, con mezzi e personale, di società ritenute in collegamento con alcuni soggetti gravitanti in clan camorristici. Nel corso degli accertamenti sono emerse prassi fraudolente intese ad aggirare le inibitorie connesse alla legislatura antimafia”.

Relazione annuale, Direzione Nazionale Antimafia, dicembre 2010

 

“Questa Procura è spesso destinataria di denunce aventi ad oggetto fattispecie di danni all’ecosistema, sub specie di alterazione della morfologia del territorio o inquinamento dell’ambiente (apertura di cave, disboscamenti, sversamento di sostanze inquinanti nei corsi d’acqua o del mare, asportazione di materiale del greto dei fiumi, realizzazione di parchi eolici o fotovoltaici ect.)”.

Corte dei Conti, Procura Regionale, Inaugurazione anno giudiziario 2011           

 

“Un filo tra la Campania e il Molise per il trattamento e lo smaltimento dei rifiuti. Sono tre le ditte che hanno lavorato per il Consorzio Unico Napoli-Caserta e che operano nelle province di Isernia e Campobasso. Una è riconducibile al gruppo Ragosta di San Giuseppe Vesuviano, ed è la Ricicla Molisana; un’altra è la Recuperi Molisani; la terza è Smaltimenti Sud, che gestisce la discarica di Tufo e il cui direttore tecnico è Antonio Del Torto, recentemente coinvolto nell’inchiesta della Procura di Larino sul depuratore Cosib”.

‘Smaltimento: Campania chiama Molise’, da Il Mattino, 21 gennaio 2011

 

“’Ndrangheta: scoperta raffineria droga tra Abruzzo e Molise. Una raffineria di droga riconducibile alla ‘ndrangheta è stata scoperta a San Salvo (Chieti), dai carabinieri di Pescara i quali hanno anche arrestato quattro persone e sequestrato 2,5 chili di cocaina. Gli arrestati sono tre calabresi appartenenti al clan Ferrazzo, operante nel Crotonese, e una romena. Tra loro vi è anche il capo clan, Eugenio Ferrazzo. L’operazione è stata eseguita nell’ambito di un’inchieta condotta dalla DDA dell’Aquila su un traffico di droga tra l’Abruzzo e il Molise”.

Ansa, 25 maggio 2011 

 

Nella serata del 20 giugno 2011, in Venafro (IS), nel corso di approfondimenti investigativi finalizzati a disvelare compiutamente le dinamiche e gli appoggi logistici utilizzati da IOVINE Antonio, capo dell’omonima fazione del clan dei “casalesi”, durante la propria latitanza (periodo dicembre 1995 – novembre 2010), i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere, su richiesta della DDA di Napoli, nei confronti del pregiudicato PAGANO Pasquale Gianluca, inteso bambinone, cl.’70 da San Cipriano d’Aversa (CE). Il PAGANO, scarcerato il 9 maggio u.s. per decorrenza dei termini di custodia cautelare insieme ad altri otto imputati nel processo a carico di affiliati al gruppo “Iovine” e sottoposto al divieto di dimora nelle regioni Campania e Lazio, aveva eletto come suo domicilio Venafro, in provincia di Isernia. Il nuovo provvedimento restrittivo è stato emesso poiché il PAGANO, a differenza degli altri imputati scarcerati, non è accusato soltanto del reato di “associazione per delinquere di tipo camorristico”, ma anche di “concorso in detenzione illegale di armi da fuoco”.

“Arresto in data 21 giugno 2010 a Venafro, ove era domiciliato, con obbligo di firma, Pasquale Pagano, ritenuto affiliato al gruppo Iovine, clan dei Casalesi, accusato di associazione per delinquere di tipo camorristico e di concorso in detenzione illegali di armi da fuoco”.

“Rinvenimento in data 21 luglio 2011 in Termoli, all’interno di un’autovettura parcheggiata in un garage chiuso, di numerose armi, e precisamente 4 AK47, 10 fucili cal. 12, pistole, munizioni, n.2 silenziatori per pistola e giubbotti antiproiettile, tutte riconducibili a Ferrazzo Eugenio, figlio del collaboratore di giustizia Ferrazzo Felice, capo dell’omonimo clan della ‘ndrangheta di Crotone. In tale contesto va menzionato anche l’arresto del 13 giugno 2011 in San Salvo (Chieti), in prossimità del confine con il Molise, di Ferrazzo Eugenio per il possesso di armi clandestine ritrovate in un garage a lui in uso, oltre che una vera e propria raffineria di cocaina, nello stesso garage”.

Relazione annuale, Direzione Nazionale Antimafia, dicembre 2012

 

“L’elevato ed anomalo tasso di malattie degenerative, autoimmuni e cancerose nella nostra regione, aveva già da tempo fatto alzare un grido di allarme da parte della comunità dei medici molisani, pur volendo conservare integra la speranza che quanto ipotizzato non risulti di tale gravità”.

“L’ordine dei Geologi del Molise assume il dovere morale di esporre con forza la preoccupazione riguardo le azioni di campionamento che saranno messe in opera sui suoli e sulle acque, il cui esito negativo non escluderebbe in via automatica la contaminazione”.

Ordine Geologi del Molise, 6 novembre 2013

 

“Individuare, verificare e accertare con immediatezza e puntualità. La giunta regionale interviene per dare risposte a tutti i cittadini molisani alla luce dell’allarmante quadro emerso dalla pubblicazione dei verbali desecretati dell’audizione del pentito Carmine Schiavone. Di questa sera, la delibera di giunta che formalizza l’istituzione di un gruppo di lavoro che dovrà individuare le aree del Molise teatro del presunto sversamento di rifiuti tossici. Compito del team di esperti, coordinati dal direttore generale della Salute, Antonio Lastoria, sarà accertare la precisa allocazione dei rifiuti, al momento individuata nell’area della provincia di Isernia, stando alle dichiarazioni di Schiavone. Sempre il gruppo di lavoro condurrà precise e capillari attività di monitoraggio sulle zone segnalate.

Il gruppo di lavoro sarà composto da tecnici di enti e strutture regionali e strumentali preposti, Asrem, Arpa Molise e Protezione civile. A tutte le attività poste in essere a tutela della salute pubblica saranno chiamati a contribuire anche rappresentati dell’Anci Molise”.

Comunicato ,‘La giunta regionale istituisce un gruppo di lavoro’, novembre 2013

 

“In un solo anno – ha evidenziato la dottoressa Francesca Scarabeo – abbiamo asportato tre sarcomi alla mammella, in provincia di Isernia. Il dato è terribile se confrontato con la media nazionale che è di 5 casi su un campione di 100 mila persone”.

Ansa, 21 novembre 2013

 

Terra di conquista e di omertà

Molise, Terra di conquista e di omertà, 2010

IL VELENO DEL MOLISE… a CAPRACOTTA (Isernia), 12 agosto 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a CAPRACOTTA (Isernia)

12 agosto 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… su RadioUno RAI (RIFIUTI & SALUTE), 4 giugno 2014

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IL VELENO DEL MOLISE

su RadioUno RAI (RIFIUTI & SALUTE)

4 giugno 2014 ore 12.30-13.00

LA RADIO NE PARLA

RIFIUTI3: RICADUTE SULLA SALUTE

Continuiamo a parlare di rifiuti: tra le terre dei fuochi va inclusa l’area molisana di Venafro di cui parlano vari pentiti? Ne parliamo con Rocco (ascoltatore dalla Basilicata), Paolo De Chiara (giornalista, autore de “Il veleno del Molise”, Falco ed.), D.ssa Annamaria Manupella (Arpa Molise), D.ssa Loredana Musmeci (Direttore dipartimento ISS) e Giuseppe Tiani (Segretario general Siap) al microfono di Maria Teresa Bisogno.

– See more at: http://www.radio1.rai.it/dl/portaleRadio/media/ContentItem-ca2f697a-3486-4197-8283-c08b17def2e8.html#sthash.maZcZmdx.dpuf

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Premio Ilaria RAMBALDI

IL VELENO DEL MOLISE a POGGIOMARINO (Napoli), 23 maggio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a Poggiomarino (NAPOLI)

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IL VELENO DEL MOLISE a LARINO (Cb), 9 maggio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE a LARINO (Cb)

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Grazie di Cuore al Rotary Club e a tutti… insieme possiamo!!!

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IL VELENO DEL MOLISE… a Sant’Agapito (Isernia), 2 maggio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a SANT’AGAPITO (Isernia)

2 maggio 2014, ore 17

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IL VELENO DEL MOLISE al MAYDAY 2014, Scapoli (Isernia), Concerto I° Maggio.

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MAYDAY 2014, Scapoli (Isernia), Concerto I° Maggio.

GRAZIE DI CUORE A TUTTI!!! 

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CERRO AL VOLTURNO (Is), 30 aprile 2014… SCUOLA, AMBIENTE e LEGALITÀ

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CERRO AL VOLTURNO (Is), 30 aprile 2014

SCUOLA, AMBIENTE e LEGALITÀ

Istituto Comprensivo Dante Alighieri

‘Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani’, don Lorenzo Milani

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IL VELENO DEL MOLISE… a COLLETORTO (Cb), 28 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a COLLETORTO (Cb)

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IL VELENO DEL MOLISE a VASTOGIRARDI (Is), 26 aprile 2014

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RIFIUTI IN MOLISE – POZZILLI (Is), loc. La Ginestra

RIFIUTI IN MOLISE – POZZILLI (Is), loc. La Ginestra
A cura di Paolo De Chiara

 

da restoalsud.it

Tutti sapevano dei veleni in Molise
POZZILLI. Siamo in provincia di Isernia, vicini all’ormai famoso e ‘decaduto’ Nucleo Industriale Pozzilli-Venafro, dove in passato si è registrata anche la presenza della camorra.
Quella che gestisce i suoi affari nel silenzio, attraverso imprenditori spregiudicati. Due esempi su tutti: Rer e Fonderghisa. Per le forze dell’ordine: “zona industriale più importante della provincia e tra le più attive della regione, si sono insediati opifici controllati direttamente da esponenti della criminalità campana o molto vicini a tali ambienti”. Lo scrivono in una informativa, nel 2007.
L’indagine, partita nel 2005 e chiamata ‘Campania Felix’ (cenno storico per identificare la parte di territorio campano che comprendeva anche la ‘piana di Venafro’), accende i riflettori sulla zona industriale, sulle attività, sui movimenti, sulle conversazioni dei sospettati.
“Questo territorio è campo di operazioni illecite, è campo di controllo camorristico”, scrivono nell’informativa. Trecento pagine dense, piene di nomi e cognomi, di aziende, di azioni criminali. Di fatti delittuosi registrati in Molise. C’è anche la famiglia Ragosta: “che ha investito ingenti somme di denaro in questo territorio, non soltanto proviene da un’area geografica in cui tutte le attività imprenditoriali sono di fatto gestite, controllate o assoggettate alla criminalità organizzata, ma annovera quale capostipite il Ragosta Giuseppe, assassinato in un vero e proprio agguato di camorra. […]senza ombra di dubbio, il Ragosta Giuseppe faceva parte dell’organizzazione criminale denominata “Nuova Camorra Organizzata” al cui vertice vi era Raffaele Cutolo”.
Nel territorio circostante ci sono le ‘Mamme per la Salute e per l’Ambiente’ che hanno denunciato e continuano a urlare la loro rabbia. Foglie di fico piene di veleni, diossina nel latte materno e negli animali, veleni nella polvere del cemento, rifiuti interrati e bruciati nei forni. Malattie, tumori.
Una situazione drammatica. Proprio nella Fonderghisa, per diversi operai, sono stati sciolti i carri armati provenienti dalla ex Jugoslavia, pieni di uranio impoverito. Terreni particolari, riempiti da “tonnellate e tonnellate di materiale di scarto dell’altoforno della Fonderghisa”.
Dopo tanti anni si ricomincia a parlare di queste ferite, coperte e tamponate di volta in volta per non creare allarmismo. Un termine molto utilizzato in questi ultimi anni. Soprattutto dalla fallimentare classe dirigente, che ha fatto finta di non vedere e di non sentire. Per l’ex magistrato Ferdinando Imposimato “senza allarme sociale non può esserci la reazione della popolazione”.
Abbiamo incontrato il primo cittadino di Pozzilli, Nicandro Tasso, con il quale abbiamo affrontato anche la questione del ‘terreno a riposo’. Sono iniziati gli scavi nei terreni di Venafro, ma il terreno di Nola, dove si è registrata la presenza di quel ‘galantuomo’ di Antonio Moscardino, continua a riposare.
Con Tasso siamo partiti da alcuni terreni di Pozzilli. Vecchie discariche, ora ricoperte di terra, ma con segni ben evidenti. Si può facilmente scorgere del catrame, delle lastre di amianto, della plastica, del ferro. Tre terreni (località Capo di Marco, località Ginestra, località Fosse) dimenticati. “Tutti sanno tutto”, ha affermato il sindaco.
CONTINUA su
http://www.restoalsud.it/2014/02/09/tutti-sapevano-dei-veleni-in-molise/

 

 

 

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE per IL VELENO DEL MOLISE, Lanciano (Chieti), 11 aprile 2014

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE

‘Ilaria RAMBALDI’, II Edizione 2014

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La Premiazione de IL VELENO DEL MOLISE (Falco Editore, Cosenza).

Nella foto con il presidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Abruzzo Stefano PALLOTTA

con la collega di Rai3 Maria Rosaria LA MORGIA

con il collega de L’Espresso Primo DI NICOLA

e con l’avv. Maria Grazia PICCININI, madre di ILARIA.

Grazie di Cuore a tutti!!!

Il Premio è DEDICATO alle MAMME per la Salute e l’Ambiente di Venafro e a tutti i MOLISANI perbene.

INSIEME SI PUO’!!!

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IL VELENO DEL MOLISE VINCE IL PREMIO GIORNALISTICO “ILARIA RAMBALDI”

Il Libro Di Paolo De Chiara. Proprio nel giorno in cui il Molise viene coinvolto nella maxi operazione “Black Land” sullo smaltimento di rifiuti illeciti, Paolo De Chiara con il suo “Il veleno del Molise” si aggiudica il premio giornalistico nazionale ‘Ilaria Rambaldi’ 2014. «Sono molto felice di questo riconoscimento – afferma il giornalista – ma allo stesso tempo rammaricato per quel che la mia Regione ha tenuto nascosto in tutti questi anni».

Paolo De Chiara, giornalista da sempre impegnato nella lotta alla criminalità organizzata, con il suo “Il Veleno del Molise”, che nel frattempo è arrivato alla seconda edizione, ricostruisce trent’anni di omertà partendo da quella parte di territorio che gli è più cara, il venafrano, per finire sulle coste termolesi. Un dossier che oltre a ripercorrere cronologicamente i fatti accaduti è impreziosito anche dalle tante interrogazioni parlamentari presentate negli anni, dallo studio epidemiologico fatto dalla Fondazione Milani e, in questa seconda ristampa, da un’intervista a Ferdinando Imposimato presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di Cassazione e da sempre impegnato nella lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo: è stato il giudice istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di Aldo Moro del 1978, l’attentato al papa Giovanni Paolo II del 1981, l’omicidio del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet e dei giudici Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione.

La premiazione è avvenuta, nella serata di oggi, nello splendido scenario dell’Auditorium Diocleziano di Lanciano in provincia di Chieti. Il premio, arrivato alla sua seconda edizione, è dedicato alla giovane studentessa di ingegneria morta durante il terremo del L’Aquila di cinque anni fa. «Colgo questa occasione – chiosa De Chiara – per ricordare non solo le vittime del terremoto aquilano ma anche quello di San Giuliano di Puglia. Bisogna non dimenticare e ricordare sempre il passato, i suoi errori, le sue omissioni e suoi silenzi attraverso un’informazione puntuale e libera»:

A decretare la vittoria di Paola De Chiara è sta una giuria composta dal Presidente Stefano Pallotta (Ordine Giornalisti Abruzzo), Primo Di Nicola (Espresso), Giuseppe Caporale (La Repubblica), Maria Rosaria La Morgia (RaiTre), Maria Grazia Piccinini (presidente Ilaria Rambaldi Onlus).

Alessandro Corroppoli

http://www.primonumero.it/attualita/news/1397237711_il-libro-di-paolo-de-chiara-il-veleno-del-molise-vince-il-premio-giornalistico-ilaria-rimbaldi.html#.U0go68UIavg.twitter

il veleno a uno mattina, raiuno

IL VELENO DEL MOLISE… a ROMA, 9 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE

ROMA, 9 aprile 2014

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IL VELENO DEL MOLISE CONQUISTA IL PREMIO NAZIONALE ‘ILARIA RAMBALDI’, edizione 2014

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PREMIO GIORNALISTICO NAZIONALE ‘Ilaria RAMBALDI’

II Edizione 2014. 

PRIMO Premio per “IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” (Falco Editore, Cosenza). 

Il veleno del Molise.

PREMIAZIONE venerdì 11 aprile 2014 a LANCIANO (Chieti).

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Premio Giornalistico Ilaria Rambaldi
Sezione A – Vincitore: PAOLO DE CHIARA, Il veleno del Molise (Isernia, IS)
Sezione B – Vincitore: DAIANA PAOLI, Servizio trasmesso su Rai News 24 il 27/12/2013 (ore 20:45) dal titolo ‘Sardegna, i perchè di un’alluvione’ (Roma, RM)

Giuria concorso giornalistico
Presidente commissione dott. Stefano Pallotta (Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo), Primo Di Nicola (Espresso), Giuseppe Caporale (La Repubblica), Maria Rosaria La Morgia (Rai Tre), Maria Grazia Piccinini (presidente Ilaria Rambaldi Onlus)

PREMIO

Grazie di Cuore Domenico Logozzo
Il giornalismo d’inchiesta premiato in Abruzzo.Il coraggio di raccontare e denunciare ,contro il silenzio dell’omertà in terre infestate dalla mafia ma anche nelle cosiddette “isole felici “,che oggi non esistono più.Il giornalista e scrittore Paolo De Chiara con il libro-inchiesta “IL VELENO DEL MOLISE” (ed.Falco) si è aggiudicato il PREMIO ILARIA RAMBALDI PER IL GIORNALISMO, intitolato alla memoria della giovane studentessa universitaria morta con il fidanzato nel terremoto che 5 anni fa ha devastato L’Aquila..La giuria presieduta da Stefano Pallotta (Presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo) era composta da Primo Di Nicola ,(il giornalista dell’Espresso, che con la sua inchiesta costrinse il Presidente della Repubblica Leone a dimettersi ), Giuseppe Caporale ( autore di una serie di scoop giornalisti su La Repubblica), Maria Rosaria La Morgia ( giornalista Rai , che è stata alla Redazione Cronaca del Tg2 quando nel 1992 andava in onda il settimanale “Lezioni di mafia” che Giovanni Falcone aveva ideato che con il direttore del Tg2 Alberto La Volpe ) e Maria Grazia Piccinini (presidente Ilaria Rambaldi Onlus) . Una commissione di alto profilo.La premiazione avverrà a Lanciano venerdì 11 aprile. Complimenti al bravissimo collega che ha anche realizzato un altro libro-inchiesta sull’atroce morte di Lea Garofalo, uccisa per avere “tradito” la famiglia mafiosa (Nelle foto Paolo De Chiara ospite della trasmissione Caffè UnoMattina )
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Terremoto, Premio Rambaldi venerdi’ a Lanciano, i vincitori

lunedì 07 aprile 2014, 16:07

Lavori Arrivati ​​da OGNI altera parte d’Italia e dall’estero also per la Seconda edizione dei Premi Ilaria Rambaldi, la studentessa di Ingegneria Edile dell’Universita ‘dell’Aquila morta in Seguito al terremoto del 6 aprile 2009.

L’omonima associazione ha presentato this Mattina in Una Conferenza stampa la giornata di chiusura del Premio, il Che SI terra ‘il Prossimo 11 aprile nell’auditorio Paone della Bper di Lanciano e il Che sara’ divisa in causa Momenti: La Mattina, Dalle 10, Incontro Dibattito su Prevenzione venuto strumento per difendere il Territorio dall’emergenza, con illustri relatori e la Presentazione di ONU Brevetto innovativo la cellula antisismica; Nel Pomeriggio, Dalle ore 17.30, la premiazione dei vincitori dei concorsi 2014: giornalismo, urbanistica in rosa, Composizione Musicale e MIGLIORE Tesi di Ingegneria.

I Premiati della sezione giornalistica Sono Paolo De Chiara, di Isernia, autore del Libro Il veleno del Molise e Daiana Paoli di Roma, per il Servizio trasmesso da Rainews il 27 dicembre scorso Dal titolo Sardegna, i perche ‘di alluvione delle Nazioni Unite; per la SEZIONE Urbanistica in rosa, Claudia Maranella di Teramo e Menzione speciale per Eleonora Di Nardo di Ortona, Raissa Pluchino di Modica, Flavia Sinisi di Roma, Fanny Ballotti di Castelvetro di Modena e Valentina Gradellini di Modena.

Per il concorso Migliore Tesi di laurea magistrale il premio e ‘andato a Giovanni Accili di Sulmona (L’Aquila) per la Tesi “Progettazione in acciaio dell’Auditorium del Parco a L’Aquila, con e Senza Isolamento sismico alla base. Per la Composizione musicale, Il Primo premio e ‘andato a Pietro Magnani di Parma, con la Composizione In suspensa expectatione per quintetto di fiati, il Secondo un Yue Wu di Canton (Cina) con la Composizione Luna d’Aprile per Flauto e clarinetto in si bemolle; Il Terzo un Daniel Espen di Brescia con la Composizione Preghiera Antica per quintetto di fiati.

Lo scopo dell’associazione Ilaria Rambaldi – ha spiegato la mamma, Maria Grazia Piccinini, Durante la Conferenza Stampa il Che SI e ‘tenuta this Mattina Nella sala consiliare di Lanciano Insieme al sindaco Mario Pupillo e all’assessore Marcello D Ovidio – e’ quello di sensibilizzare l’Opinione pubblica perche ‘ci renda SI Conto Che rispettare il Territorio e la natura, cosi’ vieni rispettare le Norme previste in materia di costruzioni e Sicurezza, Sono Una esigenza Primaria di OGNI Cittadino e non delle Nazioni Unite Lusso Eventuale di Pochi.Solo cosi Possibile ‘potremo cercare di EVITARE il piu’ il ripetersi di sciagure e lutti.

da http://m.abruzzo24ore.tv/news/Terremoto-Premio-Rambaldi-venerdi-a-Lanciano-i-vincitori/137233.htm

AGNONE (Is), presentazione de IL VELENO DEL MOLISE, 28 marzo 2014

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AGNONE (Is), presentazione de IL VELENO DEL MOLISE

28 marzo 2014

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LICEO CLASSICO Isernia, con i colleghi del Giornalino Scolastico

 

ragazzi liceo classico

 

 

INTERVISTA a tutto campo…

con i favolosi ragazzi del Liceo Classico di Isernia.

 

GRAZIE di Cuore… Siete voi la Speranza!!!

Isernia, 25 marzo 2014

IL VELENO DEL MOLISE… a URURI (Cb), 24 marzo 2014

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IL VELENO DEL MOLISE

a URURI (Cb)

24 marzo 2014

 

Il veleno del Molise 
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

 su FALCO Editore

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IL VELENO DEL MOLISE… a Guglionesi (Campobasso), 21 marzo 2014

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IL VELENO DEL MOLISE

a Guglionesi (Campobasso)

21 marzo 2014

 

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IL VELENO DEL MOLISE… TERMINATA LA SECONDA EDIZIONE!!!

Il Veleno del Molise

Il Veleno del Molise

TERMINATA LA SECONDA EDIZIONE…

IN ATTESA DELLA RISTAMPA. 


Grazie di Cuore a TUTTI!!!

Il veleno del Molise 
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

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presentazione libro il veleno del molise

 

RIFIUTI in Molise, la RISPOSTA dei Ragazzi…

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LA RISPOSTA DEI RAGAZZI…

il Liceo Classico ‘A. ROMITA’ di Campobasso presenta RIFIUTI

mercoledì 5 marzo 2014 – h. 17:00

Sala della Costituzione (via Milano), CB

Il lavoro è stato realizzato dagli studenti delle classi 4° E e 4° H, a.s. 2013/2014 – riprese, montaggio e regia William Mussini.

“Quando avranno inquinato l’ultimo fiume, abbattuto l’ultimo albero, preso l’ultimo bisonte, pescato l’ultimo pesce, solo allora si accorgeranno di non poter mangiare il denaro accumulato nelle loro banche”. – Tatanka Iotanka (Toro Seduto), capo Sioux

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IL VELENO DEL MOLISE… a Montagano (Cb), 21 febbraio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a Montagano (Cb), 21 febbraio 2014

Il veleno del Molise 
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

 su FALCO Editore

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presentazione libro il veleno del molise

IL VELENO DEL MOLISE… a Pozzilli (Is), 20 febbraio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE… a Pozzilli (Is), 20 febbraio 2014

Il veleno del Molise 
Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144
Prezzo: 10,00 €
ISBN: 978-88-6829-059-7
Formato: 13X20

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate.

 su FALCO Editore

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Tutti sapevano dei veleni in Molise (con FOTO)

Tutti sapevano dei veleni in Molise

tasso il sindaco di pozzilli

di  | il 9 febbraio 2014

POZZILLI. Siamo in provincia di Isernia, vicini all’ormai famoso e ‘decaduto’ Nucleo Industriale Pozzilli-Venafro, dove in passato si è registrata anche la presenza della camorra.

Quella che gestisce i suoi affari nel silenzio, attraverso imprenditori spregiudicati. Due esempi su tutti: Rer e Fonderghisa. Per le forze dell’ordine: “zona industriale più importante della provincia e tra le più attive della regione, si sono insediati opifici controllati direttamente da esponenti della criminalità campana o molto vicini a tali ambienti”. Lo scrivono in una informativa, nel 2007.

L’indagine, partita nel 2005 e chiamata ‘Campania Felix’ (cenno storico per identificare la parte di territorio campano che comprendeva anche la ‘piana di Venafro’), accende i riflettori sulla zona industriale, sulle attività, sui movimenti, sulle conversazioni dei sospettati.

“Questo territorio è campo di operazioni illecite, è campo di controllo camorristico”,scrivono nell’informativa. Trecento pagine dense, piene di nomi e cognomi, di aziende, di azioni criminali. Di fatti delittuosi registrati in Molise. C’è anche la famiglia Ragosta:che ha investito ingenti somme di denaro in questo territorio, non soltanto proviene da un’area geografica in cui tutte le attività imprenditoriali sono di fatto gestite, controllate o assoggettate alla criminalità organizzata, ma annovera quale capostipite il Ragosta Giuseppe, assassinato in un vero e proprio agguato di camorra. […]senza ombra di dubbio, il Ragosta Giuseppe faceva parte dell’organizzazione criminale denominata “Nuova Camorra Organizzata” al cui vertice vi era Raffaele Cutolo”.

Nel territorio circostante ci sono le ‘Mamme per la Salute e per l’Ambiente’ che hanno denunciato e continuano a urlare la loro rabbia. Foglie di fico piene di veleni, diossina nel latte materno e negli animali, veleni nella polvere del cemento, rifiuti interrati e bruciati nei forni. Malattie, tumori.

Una situazione drammatica. Proprio nella Fonderghisa, per diversi operai, sono stati sciolti i carri armati provenienti dalla ex Jugoslavia, pieni di uranio impoverito. Terreni particolari, riempiti da “tonnellate e tonnellate di materiale di scarto dell’altoforno della Fonderghisa”.

Dopo tanti anni si ricomincia a parlare di queste ferite, coperte e tamponate di volta in volta per non creare allarmismo. Un termine molto utilizzato in questi ultimi anni. Soprattutto dalla fallimentare classe dirigente, che ha fatto finta di non vedere e di non sentire. Per l’ex magistrato Ferdinando Imposimato “senza allarme sociale non può esserci la reazione della popolazione”.

Abbiamo incontrato il primo cittadino di Pozzilli, Nicandro Tasso, con il quale abbiamo affrontato anche la questione del ‘terreno a riposo’. Sono iniziati gli scavi nei terreni diVenafro, ma il terreno di Nola, dove si è registrata la presenza di quel ‘galantuomo’ di  Antonio Moscardino, continua a riposare.

Con Tasso siamo partiti da alcuni terreni di Pozzilli. Vecchie discariche, ora ricoperte di terra, ma con segni ben evidenti. Si può facilmente scorgere del catrame, delle lastre di amianto, della plastica, del ferro. Tre terreni (località Capo di Marco, località Ginestra, località Fosse) dimenticati. “Tutti sanno tutto”, ha affermato il sindaco.

Lei conosce bene la zona, stiamo parlando di località Fosse. Il terreno è del Comune di Pozzilli, ma la zona è recintata. C’è il cartello ‘Divieto di Scarico’ ma è una discarica a cielo aperto. Per non parlare della zona transennata e chiusa con un cancello.

Adesso mi sembra hanno messo il recinto, hanno messo le mucche.

Ma di chi è questo terreno?

Del Comune.

E chi lo ha recintato?

Penso i vaccari.

Senza autorizzazione?

Che io sappia… non sono mai andato. Dagli anni ’70 si andava a sversare materiale proveniente dalla Fonderghisa, penso regolarmente autorizzato. Ricordo i camion.

Dove andavano?

Ricordo solo ‘le Fosse’, una scelta pazzesca, scellerata. Forse, allora, non ci stava quella sensibilità che c’è adesso su alcune tematiche e penso che ci stava pure una certa ignoranza su queste tematiche.

Gli operai parlano di “tonnellate e tonnellate di materiali di scarto della Fonderghisa”. Lei cosa ricorda, cosa ci dice?

Ho avvisato da tempo la Forestale che mi ha risposto che devono monitorare queste zone, sono molto scoscese. Sicuramente andranno a vedere, magari sono già andati a vedere, sicuramente faranno il loro dovere. L’accordo in prefettura è stato anche quello di monitorare, su segnalazione di sindaci e di cittadini, tutti quei posti che sono vulnerabili. Ho segnalato anche un altro terreno a Pozzilli. Qui andavano a portare roba di inerte, risulta.

Si, pezzi di amianto, catrame, ferro…

Tutta roba di risulta. Amianto non lo so, tutta roba di risulta. Una decina di anni fa hanno ricoperto tutto.

La località come si chiama?

Ginestra.

Demanio pubblico?

Si, del demanio.

Come possiamo definirla la zona, una discarica?

Una discarica di inerte.

Illegale?

All’epoca…

Chi ci andava a sversare?

Tutti quanti. Parliamo di venti o trenta anni fa, bisogna vedere in quell’epoca cosa era considerato legale e cosa era considerato illegale.

C’è anche la località Campo di Marco.

Si.

C’è un pezzo che interessa anche un privato?

Non ricordo, era comunale. Perche se era una discarica era sicuramente comunale.

Una discarica?

Del Comune, autorizzata dal Comune.

Cosa si scaricava?

Sono tanti anni che è stata chiusa. Non è stata bonificata, è stato buttato il terreno sopra e basta. Sono situazioni pregresse, di una mancata attenzione verso l’ambiente. Voglio che si faccia luce, ma sono sicuro, quasi al novantanove per cento che è tutta immondizia.

L’amianto?

Penso di si, all’epoca l’amianto era considerato un elemento normale.

All’epoca…

Quindi si andava a smaltire come si smaltiva tutto.

Sotto terra…

Prima l’amianto era come una lamiera, prima che ci fosse la direttiva sull’amianto. La gente aveva l’amianto in campagna. Che poi si smaltiva, la gente che ne sapeva.

In località ‘le Fosse’, dove tutto è stato chiuso senza autorizzazioni comunali, c’è una discarica a cielo aperto. 

Questo non lo so. Ha fatto benissimo a dirlo, perché io non lo so. Lo sta dicendo lei, ora parlerò con i miei vigili urbani.

Le tre località sono state segnalate alla Prefettura di Isernia?

Si, lo sanno. I vigili, mi sembra, hanno dato pure le autorizzazioni dell’epoca. Ho segnalato anche un altro terreno. Sto collaborando con le ‘Mamme per la Salute e l’Ambiente’ di Venafro. Mi sto curando un tumore, questa mattina sono stato in ospedale.

Lo lega al fattore ambientale?

Non lo so. Penso più a un discorso di alimentazione. Ci siamo abituati negli anni a mangiare un po’ di tutto, soprattutto cose che, negli anni, si son scoperte cancerogene.

Lei non sposa la tesi delle ‘Mamme di Venafro’ sui veleni presenti in zona?

Il fattore ambientale ha un certo peso, però dobbiamo andare a vedere posti e posti. Certamente uno che lavorava in fonderia, nella Fonderghisa, non possiamo dire che non sia un fattore scatenante per una patologia oncologica. È successo a mio cugino, che è morto. La mia famiglia è stata particolarmente colpita.

Nel nucleo industriale Pozzilli-Venafro si sono registrate strane presenze in passato.

Ricordo una cosa molto importante. Mia madre, parlo di inizi anni 2000, appena dopo l’acquisto della Fonderghisa, aveva un vigneto sotto Pozzilli e mi diceva che in un recipiente con l’acqua la mattina trovava tutto argento sopra. L’ho detto anche in Prefettura. Sono andato lì e mi sono accorto che si trattava di ossido di alluminio. Noi avevamo due cose importanti: Fonderghisa e Rer, due fonderie. Penso che la Fonderghisa fino a un certo punto è stata controllata, come la Rer. Poi i controlli non ci sono più stati. La presenza dei Ragosta in zona non è mai stata presa bene.

Le forze dell’ordine, nell’operazione ‘Campania Felix’ del 2005, collegano i Ragosta con il clan camorristico dei Fabbrocino di San Giuseppe Vesuviano.

Non sapevano agire, arrivavano in Ferrari, parlavano in dialetto. Ostentavano le loro ricchezze, ‘noi facciamo, noi diciamo’.

Volevano acquistare altre due aziende.

Lo so, l’ho saputo. Fortunatamente non li ho mai conosciuti. Penso che siano stati tra le persone peggiori che abbiamo messo piede a Pozzilli. Investirono in un settore in crisi, una speculazione ben mirata.

Chi poteva agire e non ha agito in quel periodo?

Un po’ tutti quanti. Tutti. Nel 2011 ho chiesto espressamente alla Prefettura un tavolo tecnico sulla sicurezza per Pozzilli, perché non si riesce a controllare il movimento di società che molte volte vanno nei capannoni. Prima hanno denunciato una cosa, poi cambiano proprietario. In Prefettura mi hanno detto che sta tutto a posto. Sempre in Prefettura ho ripetuto e chiesto ufficialmente la situazione della piana di Venafro. Mi è stato risposto che sta tutto a posto. Mi sono sempre preoccupato, siamo ai confini con la Campania. Molte volte questi personaggi si infiltrano in piccole realtà. Nel momento in cui ci sono grossi interessi, questi grossi interessi possono essere silenziati con tanti modi.

Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra Schiavone per affrontare questi temi?

Bisognava farlo molto prima. Tutti lo sapevamo, non lo so perché nessuno parla. L’attivazione del controllo ci deve essere sempre. Le denunce sulla zona industriale sono state fatte, il problema è che non si è mai denunciato quello che accadeva fuori dalla zona industriale. Bene o male era una zona controllata. C’è stato un periodo che dalle cisterne scaricavano nel collettore, inquinavano il torrente Rava, però dal 1990 in poi si è controllato parecchio. Il problema sta nelle campagne di Sesto Campano e Venafro, dove era più facile scaricare e andare via. Dobbiamo fare molta attenzione, non voglio spingere a dire alcune cose, perché c’è tanta gente che lavora.

Tipo?

Che fa i contadini, che vendono un prodotto, che vendono le mozzarelle. Dobbiamo portare alla certezza e poi si dà la notizia. Alla gente bisogna dire la verità e la verità va accertata. Ci siamo attrezzati per controllare.

La gente, dopo tanti anni, vuole sentire qualcosa di nuovo.

Per la prima volta ho visto tutti i soggetti del territorio insieme. I comuni, la prefettura, i carabinieri, i vigili del fuoco, una sinergia sul territorio che non c’è mai stata.

I controlli?

A cosa servono i controlli se non si investe. Bisogna investire nell’Arpa, senza risorse non serve a niente. Si fanno pagare i macchinari dalla Colacem e da Energonut per controllare l’Energonut e la Colacem. Ho sempre denunciato questa storia, ho sempre detto pubblicamente all’Arpa che non è credibile per l’opinione pubblica. Anche se penso che sono persone perbene, ma il fatto che è stato donato del materiale da chi deve essere controllato non va bene.

Lei ha mai sentito parlare di un certo Antonio Moscardino?

Come no, è un delinquente. Ha fatto parecchi impicci, non stiamo parlando di Ragosta, era uno terra terra. Oggi sta in pensione. Contattò anche me per il terreno di Nola, che ha anche un terreno a Pozzilli dove ha operato Moscardino. Mi chiese un piano con delle sezioni, per delle buche. Le ha riempite con tutto il materiale della Fonderghisa.

da RESTOALSUD.IT clicca per sito

  • Le FOTO

Località ‘Ginestra’ – POZZILLI (Isernia), 13 novembre 2013

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Località ‘Fosse’ – POZZILLI (Isernia), 13 novembre 2013

Località 'Fosse', Pozzilli (Is)
Località ‘Fosse’, Pozzilli (Is)
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Località ‘Fosse’, Pozzilli (Is)

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UNO MATTINA CAFFE’. L’intervista sui Veleni del Molise

IL VELENO DEL MOLISE a Uno Mattina Caffè

IL VELENO DEL MOLISE a Uno Mattina Caffè

 

UNO MATTINA CAFFÈ, Saxa Rubra, Roma 
RAIUNO
3 febbraio 2014


IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici (Falco Editore, gennaio 2014)

L’INTERVENTO:

 

UnoMattina Caffè Instagram

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(VIDEO) – IL VELENO DEL MOLISE… a UnoMattina Caffè, RaiUno

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“IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” (Falco Editore, 2014, Cosenza)

a UNOMATTINA

Roma SaxaRubra, 13 febbraio 2014

  • dal minuto 9…
“…una pagina di giornalismo d’inchiesta con Paolo De Chiara e il suo libro “Il veleno del Molise”, una denuncia sulle infiltrazioni delle ecomafie a Venafro e nel Molise”.
LA TRASMISSIONE DEL 3 febbraio 2014:

RAI

RAI1

UnoMattina Caffè Instagram

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II Edizione aggiornata… IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici (FALCO Editore, dic. 2013, Cosenza)

II EDIZIONE AGGIORNATA... "IL VELENO DEL MOLISE. Trent'anni di omertà sui rifiuti tossici" (Falco Editore, gen. 2014, Cosenza)

II EDIZIONE AGGIORNATA… “IL VELENO DEL MOLISE. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici” (Falco Editore, gen. 2014, Cosenza)

GRAZIE DI CUORE!!!

Tutto pronto per la II edizione aggiornata de

IL VELENO DEL MOLISE.

Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

(Falco Editore, dic. 2013, Cosenza)

Con due novità:

1) Operazione ‘Campania Felix’

2) intervista all’ex magistrato Ferdinando IMPOSIMATO.

Nei prossimi giorni in TUTTE le edicole molisane

Il veleno del Molise.

Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici

Pagine: 144

Prezzo: €. 10,00

ISBN: 978-88-6829-059-7

Formato: 13X20

 Servivano le dichiarazioni del pentito di camorra per scoprire i problemi del Molise? Nessuno sapeva degli strani traffici, degli arresti, delle operazioni effettuate? Da quanti anni sono state denunciate situazioni e personaggi particolari? I segnali erano reali. Si è fatto finta di niente. Nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato. Nemmeno oggi nessuno parla. Hanno dipinto per anni il Molise come un’isola felice, una terra tranquilla, calma. Un paradiso, un’oasi di verde e di brava gente. I problemi sono stati buttati sotto il tappeto. Un grosso tappeto per nascondere i tanti mali. Causati soprattutto dalla malapolitica. Incapace di gestire la cosa pubblica.
E le mafie sono arrivate… >

PER ORDINI ON LINE:

 http://www.falcoeditore.com/il_veleno_del_molise.html

DISPONIBILE IN VERSIONE eBOOK!!!

mix libro

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