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CARTA CANTA – Molise, l’ORGIA del Potere

CARTA CANTA, febbraio 2013

 

Copertina maggio 2010, Pd Partito Disastrato

Copertina maggio 2010, Pd Partito Disastrato

Molise, l’orgia del potere

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Lascio un partito radicato sul territorio con centinaia di amministratori locali, dirigenti e migliaia di iscritti e militanti. Ho realizzato il sogno della mia vita, quello di fare politica ai massimi livelli. Oggi prendo atto della sconfitta e mi faccio da parte”.

Roberto Ruta, “addio” alla politica, 16 aprile 2008, candidato al SENATO per le politiche 2013 e presidente del Pd Molise

 

“Prendo le distanze dal Partito Democratico. Tale scelta è diventata obbligatoria alla luce delle situazioni che si sono verificate in quest’ultimo periodo durante il quale sono stato sovente oggetto di attacchi sia di natura personale che politica, provenienti soprattutto da esponenti che militano nel Partito Democratico.

Massimiliano Scarabeo, 30 aprile 2008, oggi vice-segretario Pd Molise

“Caro Presidente, l’occasione del Suo compleanno mi offre la possibilità di inviarLe i miei migliori auguri e di rinnovarLe l’affetto e la stima che i molisani e i cittadini del Mezzogiorno d’Italia nutrono per Lei.
Il lavoro che sta portando avanti per far rinascere l’Italia sta premiando il Suo governo con consensi sempre crescenti e, cosa più importante, con risultati via via più tangibili, che incidono sull’economia e sulla società italiana. Il nostro Paese sta tornando al ruolo da protagonista che gli compete sullo scacchiere internazionale e sull’importante ed influente scenario europeo. Caro Presidente, grazie a Lei, dopo bui periodi caratterizzati da una scialba politica internazionale condotta dal centro sinistra, l´Italia è tornata a brillare nel firmamento delle potenze europee, recuperando credibilità e ponendosi sempre più quale principale interlocutore degli Stati Uniti. […]”.

Aldo Patriciello, europarlamentare, ufficio stampa, lettera di auguri a Berlusconi, 29 settembre 2008

“A loro degli elettori non gliene frega niente. Gli elettori vengono utilizzati solo e soltanto quando devono votare. Presi in giro a modi vecchia democrazia cristiana: “ne sistemiamo uno così creiamo aspettative per mille”. E’ un mix di clientelismo, ricatti più o meno velati e di pacche sulle spalle. Gli ingredienti di sempre della Dc, che ha devastato la nostra Regione per cinquant’anni. E che adesso, in questa fase, è nella PdL. Però in una fase appena precedente è stata con il centro-sinistra. Non dobbiamo dimenticare che Don Michele Iorio ha governato la Regione Molise con Rifondazione Comunista, con presidente Marcello Veneziale. Questi cambiano partito come se fossero spazzolini da denti”.

Giovancarmine Mancini, intervista pubblicata sul mensile molisano il Ponte, agosto-settembre 2009

Prendete, ad esempio, Roberto Ruta. Qualcuno è in grado di segnalare documenti che disvelino un Ruta pensiero? Per l’ex deputato si potrebbe benissimo fare a meno dei media: non parla, non scrive, non rilascia interviste. E’ un mistero mediatico, vive di politica ma ne è l’ectoplasma. Del Pd molisano è la sfinge e l’oracolo, il tessitore oscuro e il timoniere ombra”.

Giuseppe Tabasso, Altromolise.it, 2 ottobre 2009

Ti esprimo le mie più vive congratulazioni per la recente elezione al vertice della segreteria regionale del Partito Democratico in Molise. L’investitura popolare arrivata attraverso le Primarie darà certamente vigore alla tua attività politica in seno al PD. Con il partito che coordinerai in qualità di segretario regionale auspico per il futuro un confronto sereno e costruttivo  […].

Aldo Patriciello, ufficio stampa, 27 ottobre 2009

La verità è che logiche camorristiche si sono impadronite dei vertici locali di questo finto, fasullo centro-destra… questi non hanno la libertà nemmeno di decidere che tipo di sigaretta fumare… è evidente che qui il Rais (Michele Iorio, ndr) è uno solo, è ben individuato, lo conoscono tutti, è evidente che è una decisione che ha preso lui. Ormai lo conoscono in tutt’Italia, siamo diventati la barzelletta dell’Italia. All’iper condannato, all’iper rinviato a giudizio e a chi ha devastato il nostro territorio risponderemo che siamo ancora qui e che non molliamo!”.

Giovancarmine Mancini, 11 giugno 2012, dopo le dimissioni dei consiglieri di centro-destra al Comune di Isernia, Alleato di Michele Iorio per le Regionali 2013, http://www.youtube.com/watch?v=4wwLxV_lGBk

Un’operazione non così difficile per Frattura, candidato in passato (nel 2001 e nel 2005) nelle liste di Forza Italia, a sostegno dell’oggi ‘odiato’ Iorio. E se alla prossima tornata elettorale ad appoggiarlo sarà un pezzo da novanta della politica molisana come l’europarlamentare del Pdl, nonché ras della sanità privata, Aldo Patriciello, il gioco di prestigio di trasformare l’elettorato di centrodestra in votanti del Pd non potrà che riuscirgli. Anche se non sarà l’eurodeputato azzurro – condannato in via definitiva per aver finanziato illecitamente la campagna elettorale proprio di quel Michele Iorio al quale oggi ha deciso di voltare le spalle – a spostare in prima persona la mole di voti su cui può contare verso Frattura.

Il Fatto Quotidiano, Elezioni 2013  in Molise il centrodestra si traveste da centrosinistra per battere Iorio, di Gabriele Paglino, 25 gennaio 2013

Sono sicuro che le storie di molti elettori del CS sono diverse da quelle di Iorio e Pietracupa. Tuttavia l’errore che molti di voi state commettendo è credere che cacciato Iorio si cambi. Invece, se osservi bene, un gruppo di potere sta tutelando i propri interessi, posizionando nella vostra area garanti che continuano ad avere solidi rapporti, anche di parentela, con Iorio e Patriciello. Poiché Iorio non è più presentabile e Patriciello non può immediatamente comparire in questo nuovo schieramento, si mettono le teste di ponte sotto la regia di Ruta e Leva, affinchè loro possano “andare a Roma” e tutti gli interessi veri consolidati non vengano toccati. E voi sarete contenti di aver cacciato, forse, Iorio, e di trovarvi Patriciello come garante. Operazione stupenda… L’assenza di Pietracupa dal listino e l’assenza dello stesso e di Bizzarro dalla lista di appoggio, dove sono presenti altri prestanomi, è, probabilmente, legato ai tanti mal di pancia dell’elettorato di CS. Tuttavia il blocco di potere che si spalma sia nel CD che nel CS per tutelare i propri interessi questo non cambia affatto con queste azioni. Nel momento in cui lo iorismo è in crisi, non comprendo la necessità di questi nuovi innesti nella coalizione che la snaturano completamente. Gli elettori continuano ad essere trattati come un parco buoi che segue pedissequamente il capomandria. Si continua a far politica con un’ipotetica matematica di spostamento di numeri come se nulla cambiasse anche in questa realtà liquida. Se chi è responsabile, può ancora aggiustare il tiro, lo faccia. Non snaturi la coalizione e faccia in modo che la vittoria significhi vero cambiamento e non continuità con il passato

Lucio Pastore, già resp. Informazione Ds, Facebook, 25 gennaio 2013

A sostenere Frattura infine ci sarà probabilmente anche l’Udeur di Mastella, capitanato in Molise da Vincenzo Niro, che porterà in dote gli oltre 6mila voti conquistati nell’ottobre del 2011. Ma a chi chiede spiegazioni per questa commistione – “come potranno ad esempio Sel e Idv stare con Patriciello?” – Frattura paragona la fase attuale al Dopoguerra: “Quando sinistra estrema e moderati si unirono per ricostruire un Paese distrutto”. La fine di Iorio dunque sta per arrivare. Quella dello ‘iorismo’ forse no. Anche perché oltre ai vari Patriciello, Pietracupa, Niro, ci sono altri transfughi del regno dello storico governatore, come l’ex coordinatore dei giovani del Pdl, Stefano Maggiani, passato però con lo schieramento dell’altro sfidante del governatore uscente, Massimo Romano, leader del movimento civico Costruire Democrazia.

Il Fatto Quotidiano, Elezioni 2013  in Molise il centrodestra si traveste da centrosinistra per battere Iorio, di Gabriele Paglino, 25 gennaio 2013

LEGGE ELETTORALE? “NON SI FARÀ NULLA”

Intervista al responsabile Giustizia di Rifondazione Comunista

LEGGE ELETTORALE? “NON SI FARÀ NULLA”

Russo Spena: “Siamo in un pasticcio istituzionale gravissimo, Pd e Pdl non la cambieranno”
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

“Una legge che deve essere cambiata al più presto”, “con il bipolarismo e il porcellum si è distrutto ogni prestigio della politica”, “la legge porcata del 2006 è contro i cittadini”, “non cambiare la legge elettorale è un suicidio per i partiti”. Tutti sembrano d’accordo. Ma la legge elettorale è sempre la stessa. Sembra di rileggere ‘Il Gattopardo’ di Tomasi di Lampedusa. Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi. “Non la cambieranno nemmeno per il 2013” ha affermato il responsabile giustizia di Rifondazione Comunista, Giovanni Russo Spena. La legge elettorale va bene così. Per loro. Per i segretari di partito che possono scegliersi meglio i loro uomini di fiducia. Senza dar conto a nessuno. Per puro calcolo personalistico. L’ex senatore Russo Spena è convinto della sua posizione.“Per l’immediato purtroppo, nonostante il porcellum sia veramente una legge che degrada la politica e la rappresentanza, temo che non si farà nulla. Perché i partiti stanno pensando più ai propri interessi di partito. Il problema del Parlamento e della politica italiana è la crisi di rappresentanza. Si stanno registrando solo pasticci nella Commissione Affari Costituzionali, pasticci che rispondono a calcoli di bottega”.

A nessuno piace la legge elettorale vigente, ma tutti se la tengono.

Piace ai grossi partiti, questa è la verità. Questa è l’unica legge che ha insieme una soglia di sbarramento alta e un premio di maggioranza altissimo. Con il 27-30% si può verificare che governi una coalizione al posto dell’altra. La centralità del Parlamento non esiste più, ma con questa soglia e con questo premio si formano coalizioni intorno al grosso partito, creando il voto utile. Ecco perché il Pd e il Pdl non vogliono sostanzialmente cambiare la legge. Sperano di costringere i partiti piccoli e medi a mettersi in coalizione con loro. Di programmi non si parla, non si parla di alternative e Monti resterà a vita. Se non Monti, il montismo in quanto tale con il fiscal compact. Non cambia nulla, le coalizioni si fanno intorno ai grandi partiti che oggi appoggiano questo governo. Siamo in un pasticcio istituzionale gravissimo.

Un vero e proprio suicidio per le forze politiche.

Qualche piccolo cambiamento ci sarà, spero che a settembre ci sia un’autocritica. Ma allo stato attuale, tutti lo pensano, ci saranno piccolissimi cambiamenti. Per le preferenze, per la soglia di sbarramento, per il premio di maggioranza per il Senato. Io penso che sia un suicidio. Le forze politiche dimostrano di non avere nessuna capacità di autoriforma. Non riescono a ricollegarsi ai bisogni e alle richieste della popolazione, in una fase di crescente antipolitica. Che in parte è giustificata dal fatto che i partiti non hanno fatto il proprio mestiere, molto spesso rubando anche risorse pubbliche. Tutto questo preoccupa.

In questo momento il vuoto politico non lo state riempiendo voi, ma il movimento di Beppe Grillo.

Il montismo e il grillismo, come fenomeni istituzionali, sociali e mediatici, sono due fenomeni speculari. Due facce della stessa medaglia.

Ritorniamo alle legge elettorale. Lei è d’accordo sull’ineleggibilità dei parlamentari condannati in via definitiva e sulla sospensione dei parlamentari condannati in via non definitiva?

Sul piano giuridico è un buon passo. E’ ovvio che per ogni garantista, io lo sono, la condanna deve essere definitiva. Però in politica, soprattutto in questo momento, occorre che ci sia ancora più trasparenza e che nessun dubbio possa esistere. Una condanna in primo grado deve portare alla non partecipazione alla competizione politica.

La questione morale di Berlinguer.

Appunto. La questione morale sta diventando la questione strutturale di questo Paese.

E sul tetto dei due mandati che dice? E’ d’accordo?

Certamente si. Noi, come Rifondazione Comunista, l’abbiamo applicata. Abbiamo nel nostro statuto che non possono esserci più di due mandati consecutivi nella stessa Istituzione. E’ sacrosanto, per il rinnovamento dei gruppi dirigenti. Se quelli che stanno lì da trent’anni diventano un tappo per il rinnovamento.

Lei come vede questa nuova ridiscesa in campo di Berlusconi?

Rischiamo il ridicolo, il grottesco. Ha fallito come politico, è fallito il suo disegno. E’ un ritorno al passato, noi abbiamo bisogno di futuro.

da L’INDRO.IT di venerdì 20 Luglio 2012, ore 19:23

http://lindro.it/Legge-elettorale-Non-si-fara-nulla,9661

ALLEANZE, SI RINFORZA L’ASSE TRA PD E UDC

Nel cestino la foto di Vasto. Idv e Sel criticano duramente l’apertura di Bersani

ALLEANZE, SI RINFORZA L’ASSE TRA PD E UDC

Secondo l’Istituto Cattaneo il partito di Casini migliora dove si presenta da solo
di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Il messaggio unitario della famosa foto di Vasto, che raffigurava insieme Bersani (Pd), Di Pietro (Idv) e Vendola (Sel) rimane un sogno interrotto per gli elettori di centro-sinistra. Il pressing dell’Udc di Casini sembra sortire il suo effetto. Tutti si rincorrono. Vendolarincorre Bersani, Di Pietro (con la foto tra le mani) cerca di rincorrere Vendola e il segretario del Pd. Tutti rincorrono tutti e gli elettori continuano a non capirci più niente. Vengono spiazzati, giorno dopo giorno, consultazione dopo consultazione, da alleanze che cambiano da Regione a Regione.

La proposta, il nuovo patto è stato lanciato direttamente da Casini: “Tra progressisti e moderati si può creare un asse per governare l’Italia. La prospettiva è un patto per affrontare l’emergenza. Oggi si è realizzato con il governo tecnico ma la strada è un governo politico per risollevare il Paese e, in un rapporto tra le due famiglie del Partito popolare europeo e del Partito socialista europeo, arrivare a Stati uniti d’Europa”. Una dichiarazione che ha ricevuto l’apprezzamento del Partito Democratico e la presa di distanza dell’Italia dei Valori (“Se non ci fosse da piangere – ha dichiarato il presidente dei senatoriIdv, Belisario – mi verrebbe da ridere. Di che stiamo parlando? Chiacchiere! Solo chiacchiere da politicanti che servono alla politica per tirare a campare, mentre il Paese va a rotoli”e di Sinistra Ecologia e Libertà (Alchimie e minuetti sulle spalle di un paese sfibrato – ha rincarato la dose il responsabile comunicazione, Migliore – Bersani vivacchia all’ombra di Casini”).

Per la verità le parole di Enrico Letta (“con Berlusconi, Grillo e Di Pietro impossibile riuscire a governare il Paese”mettono un serio freno all’alleanza con l’ex pm di Mani Pulite. A questi ultimi interventi si aggiunge la freddezza del Pdl (per Berlusconi il duo Casini-Bersani “punta a spartirsi il Quirinale”), anche se qualcuno, in quell’area politica spaccata, vedrebbe di buon occhio il ritorno di Casini nel centro-destra.

Ma l’asse tra il Pd e l’Udc non si scopre in questi giorni. Le parole di Casini rafforzano ancor di più i vari accordi intercorsi tra i due partiti in alcune Regioni d’Italia. Nelle varie competizioni elettorali si è assistito a un balletto di alleanzeIn Sicilia, i due partiti, si sono uniti per far cadere la giunta Lombardo (il presidente della Regione sotto inchiesta per mafia). Una mozione di sfiducia è stata firmata qualche giorno fa dal nuovo asse. Che tanto nuovo non è. Nel 2009, a Trento, l’alleanza aveva sostenuto il sindaco uscente Andreatta. Nelle scorse regionali in Molise (pochi chilometri da Vasto), dove per la terza volta è stato eletto il condannato Michele Iorio, l’Udc si è trovata contrapposta al Pd locale. In questa Regione, dove probabilmente si ritornerà al voto, la famosa foto non ha trovato fortuna.Un’alleanza a macchia di leopardo. In Abruzzo le parole pronunciate agli inizi di giugno dal segretario di Rifondazione Comunista, Marco Fars, sono molto indicative: “la liquefazione delPdl dovrebbe impegnare il centro-sinistra nella costruzione di un programma alternativo. Invece il Pd ci appare impegnato in una corrispondenza di amorosi sensi con Udc e Fli, a prescindere da qualsivoglia progetto per la regione Abruzzo”. Non sembra entusiasmare questa nuova avventura. Come non entusiasmò, all’epoca, la fusione a freddo tra gli ex Ds e gli ex Margherita. In Campania l’alleanza ha permesso al Pd di strappare al Pdl due roccaforti: Pozzuoli e Torre del Greco.

Per dirla tutta, Bersani aveva aperto all’Udc già nel 2010. Nella trasmissione di Fabio Fazio, ‘Che tempo che fa’, aveva parlato di un ‘nuovo’ Ulivo: con le forze del centrosinistra che si chiamino Di Pietro, Vendola. Con loro fare un patto di governo che non sia l’Unione. Questi poi si possono rivolgere alle forze che non sono del centrosinistra, tra cui l’Udc”.Dichiarazioni ampiamente anticipate dal senatore del Pd, Follini nel 2009“In vista delle elezioni politiche del 2013 mi auguro che il Pd e l’Udc facciano parte di un’alleanza strategica volta al governo del Paese. Per questo spero che alle prossime elezioni regionalil’Udc e il Pd stringano accordi nel più alto numero possibile di regioni”.

Tutti vogliono l’Udc. Ma quali sono i numeri dell’Unione di Centro? Fondata il 6 dicembre del 2002 ha come presidente Rocco Buttiglione, il segretario è Lorenzo Cesa (noto alle cronache giudiziarie). Vanta alla Camera 38 deputati, 5 senatori e 5 europarlamentari. Alle politiche del 2008 si è imposta con il 5,6% e alle Europee del 2009 con il 6,5%. Anche il presidente-indagato della Regione Lombardia Formigoni, che ha dichiarato di non volersidimettere per nessuna ragione, ha mostrato interesse. Era il 10 giugno scorso: “il nostro obiettivo è ricostruire una coalizione di centrodestra allargata, con partiti che sono stati nello schieramento di centrodestra, come Udc e Lega, e anche con partiti nuovi: comeMontezemolo, se lo vorrà, e liste civiche, se lo vorranno, ma anche movimenti cattolici”. In politica non si butta via niente. L’alleanza lanciata da Bersani e rilanciata da Casini è stata sancita anche su facebook. Il gruppo consiliare di Olevano Romano ha creato il profilo ’Alleanza Centrosinistra Pd-Udc’. Nel simbolo, che ricorda molto quello dell’Ulivo (in versione arcobaleno), compare la scritta ’Democratici’.

Tutto è pronto per la partita e per le alleanze finali, in attesa di conoscere come gli altri partiti, ma soprattutto i cittadini, risponderanno al banchetto apparecchiato dal duo Bersani-Casini. Secondo l’Istituto di ricerca ‘Carlo Cattaneo’, il riferimento è alle comunali del 2012, “nel confronto con le regionali del 2010 l’Udc migliora leggermente dove si presenta da sola, arretra leggermente dove si presenta a sostegno di candidati di centro-destra o di centrosinistra”. Questa l’analisi di Filippo Tronconi: “Nei 17 comuni in cui si è presentata svincolata dai partiti maggiori, l’Udc ha guadagnato mediamente – rispetto al 2010 – 0,4 punti percentuali; nei comuni in cui si è presentata al fianco dei maggiori partiti ha perso invece, in entrambi i casi, circa 0,4 punti percentuali”E il Pd? Per l’Istituto di ricerca: ha subito una contrazione pari al 29 per cento dell’elettorato che lo aveva scelto nel 2010 (un decremento di 91 mila voti). Una perdita che si attesta attorno al 30 per cento al Nord (-60 mila voti) e nella zona rossa (-19 mila), a fronte di una riduzione di consensi del 20 per cento circa nei capoluoghi del Centro Sud (-12 mila voti)”. Farà bene al Pd l’alleanza conl’Udc? E l’Udc farà bene ad allearsi con il Pd? Questa è la strategia per contrastare il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo?

da L’INDRO.IT di martedì 26 Giugno 2012, ore 20:00

http://lindro.it/Alleanze-si-rinforza-l-asse-tra-Pd,9226#.T-uIxxedDPo

(VIDEO) COMUNE/4 – La Conferenza Stampa di De Vivo: “Interessi personali”

La Conferenza Stampa di De Vivo:

“Interessi personali”

 

 

Isernia, 11 giugno 2012

La Conferenza Stampa del Sindaco Ugo DE VIVO, tra Bilancio, problemi e futuro: “Il Comune di Isernia è privo di dirigenti. Le carte sono in disordine”.

CHI SONO I DIMISSIONARI?
Rosa Iorio, Gianni Fantozzi, Stefano Testa, Raffaele Teodoro e Mario Lastoria (Pdl), Antonio Scuncio, Pietro Paolo Di Perna, Angelica Morelli e Giancarlo Chiacchiari (Alleanza per il Molise);
Mike Matticoli, Clelia Iadisernia e Andrea Galasso (Udc);
Domenico Chiacchiari, Mario Lombardi e Antonio Furioso (Progetto Molise); Cesare Pietrangelo (Adc);
Piero Sassi (Grande Sud);
Domenoco Di Baggio (Udeur).

A cura di Paolo De Chiara

(VIDEO) COMUNE/3 – Parla Bucci, il consigliere ‘espulso’: “Mi hanno aggredito”

L’ERETICO – Parla Bucci, il consigliere ‘espulso’:

“Mi hanno aggredito”

Isernia, 11 giugno 2012

Parla Bucci, il consigliere del Comune di Isernia ‘espulso’ dal Pdl: “Ho fatto il mio dovere”.


Sull’espulsione: “Ringrazio Mancini (il segretario provinciale dell’Adc, alleati con il Pdl, ndr), non mi ha mai chiamato, mi ha aggredito sulla linea da seguire. Io sono un uomo libero e lui non può venire a dettare legge a me”.

CHI SONO I DIMISSIONARI?
Rosa Iorio, Gianni Fantozzi, Stefano Testa, Raffaele Teodoro e Mario Lastoria (Pdl);

Antonio Scuncio, Pietro Paolo Di Perna, Angelica Morelli e Giancarlo Chiacchiari (Alleanza per il Molise);


Mike Matticoli, Clelia Iadisernia e Andrea Galasso (Udc);


Domenico Chiacchiari, Mario Lombardi e Antonio Furioso (Progetto Molise);

Cesare Pietrangelo (Adc);


Piero Sassi (Grande Sud);


Domenico Di Baggio (Udeur).

 

A cura di Paolo De Chiara

IORIO E QUESTIONE MORALE IN MOLISE

Il presidente della Giunta Regionale, condannato per abuso d’ufficio, non si dimette

IORIO E QUESTIONE MORALE IN MOLISE

L’accusa: aver favorito il figlio in cambio di consulenze concesse all’azienda dove lavorava. Per iL PDL “un incidente di percorso”

di Paolo De Chiara – dechiarapaolo@gmail.com

Era il 1981. Enrico Berlinguer, il segretario del partito comunista, rilasciò un’intervista ad Eugenio Scalfari per Repubblica. Le sue parole sono ancora attuali. Da allora poco è cambiato. Anzi molto è peggiorato. I partiti continuano ad essere delle “macchine di potere”, utilizzate dal signorotto di turno per il proprio tornaconto. E’ utile rileggere le parole di Berlinguer. “La questione morale, nell’Italia d’oggi, fa tutt’uno con l’occupazione dello stato da parte dei partiti governativi e delle loro correnti, fa tutt’uno con la guerra per bande, fa tutt’uno con la concezione della politica e con i metodi di governo di costoro, che vanno semplicemente abbandonati e superati. Ecco perché dico che la questione morale è il centro del problema italiano”. Anche in Molise, nella seconda Regione più piccola d’Italia, esiste una questione morale. Ecco come la classe dirigente molisana, che non conosce la parola dimissioni, difende questi principi. “Dopo quattro decenni di vita amministrativa, incappare in un incidente di percorso può essere fisiologico. Parlare di dimissioni è un puro esercizio speculativo dei suoi avversari politici, ai quali vale la pena ricordare che è stato il popolo a maggioranza ad avergli conferito il mandato di governo per la terza volta”. Queste le parole pronunciate, senza timore di ricevere sonori fischi, dal presidente della Provincia di Isernia, Luigi Mazzuto (Pdl), dopo la condanna, in primo grado, emessa nei confronti del governatore del Molise, Angelo Michele Iorio. Un anno e sei mesi per abuso d’ufficio più 18 mesi di interdizione dai pubblici uffici. Può essere definito “incidente di percorso” aver favorito, secondo i magistrati, il proprio figlio affidando due consulenze (una per la sanità e l’altra per la famosa autostrada del Molise) ad una multinazionale? E chi lavorava in quella società di consulenza? Secondo l’accusa gli incarichi furono affidati per favorire la carriera del figlio Davide nella società Bain&Co. L’inchiesta della Procura della Repubblica di Campobasso è iniziata nel 2007 e i fatti si riferiscono al 2003. Quando la Giunta assegna due consulenze alla Bain&Co., dove lavorava uno dei suoi figli, “per perseguire – secondo il pm Fabio Papa – un interesse proprio e di un proprio strettissimo congiunto”. Nel 2009 il rinvio a giudizio per il presidente della giunta regionale del Molise. Dopo tre anni (22 febbraio scorso) la sentenza. La prima condanna per il presidente, già imputato e indagato in altri procedimenti, rieletto nel 2011 per la terza volta alla guida della Regione Molise. Conosciuto a livello nazionale, soprattutto, per la questione “parentopoli”. Così titolava Repubblica il 20 febbraio 2009: “Tre figli, due fratelli e due cugini e la dinastia Iorio occupò Isernia”, mentre l’Espresso del 10 febbraio 2011: “Quanti camici bianchi a casa Iorio”. Una “scelta fatta – secondo Iorio – per l’equità dei costi e l’alta professionalità della multinazionale”. Ma era opportuno affidare due incarichi alla società dove lavorava suo figlio? E’ un buon esempio? Iorio, che non conosce il significato della parola ‘dimissioni’, si difende con le unghie: “ho la coscienza a posto, ho agito per il bene del Molise”. Per il suo avvocato, Arturo Messere: “resto fermamente convinto della completa estraneità ai fatti contestati. Chiederò giustizia per il mio difeso ai giudici di Appello”. Ma in attesa della giustizia come può un soggetto politico, condannato in primo grado, proseguire con serenità il suo compito istituzionale, anche se conferito per la terza volta dai suoi elettori? E’ moralmente accettabile un comportamento del genere? Le opposizioni, subito dopo la sentenza, hanno chiesto inutilmente le dimissioni. “Vogliamo credere – ha sentenziato il senatore molisano del Pdl Ulisse Di Giacomo – che la loro sia solo una battuta da teatro. E’ cronaca nazionale di questi giorni di mazzette che girano tra autorevoli esponenti della sinistra; di tesorieri di partito che fanno sparire decine di milioni di euro di rimborsi elettorali (e lo scandalo delle tessere del Pdl?, ndr); di parlamentari di sinistra (il senatore dimentica la vicenda di Romano e di Cosentino, ndr) per i quali le Camere sono chiamate a negare la richiesta di misure cautelari in carcere. Ma tant’è per Iorio non valgono i tre gradi di giudizio né la presunzione di innocenza fino al termine dell’iter giudiziario”. Per il Senatore del Pdl, garantista con la sua parte politica e forcaiolo con i suoi avversari, bisogna attendere il terzo grado di giudizio. Ecco perché la questione morale “è il centro del problema italiano”. Ma cosa succede in Europa? Partiamo dalla Gran Bretagna. Chris Huhne, ministro dell’Energia e dell’Ambiente, si è dimesso per “ostruzione di giustizia”. Dopo una multa per eccesso di velocità tentò di scaricare le responsabilità sulla moglie. Liam Fox, ministro della Difesa, si è dimesso, non per una condanna per abuso d’ufficio, ma per essersi fatto accompagnare, in diversi viaggi ufficiali, da un amico come consigliere. Jacqui Smith, ministro dell’Interno, si è dimesso per aver fatto pagare al contribuente inglese il noleggio di due film porno. Passiamo alla Svizzera. Philipp Hildebrand, governatore della Banca Centrale svizzera, ha lasciato il suo incarico per uno scandalo bancario. E’ accusato di insider trading. In Francia? Michele Alliot-Marie, ministro degli Esteri, si è dimessa per una visita in Tunisia. Accettò un viaggio sul jet privato di un uomo d’affari molto vicino a Ben Alì. Si è scoperto, grazie a una libera stampa, che la sua famiglia faceva affari con il dittatore tunisino. Non mancano esempi in Repubblica Ceca. In Germania una tesi copiata ha portato alle dimissioni il ministro della Difesa. Per non parlare degli Stati Uniti d’America, dove Michele Iorio è andato spesso a pregare. Lo scandalo, conosciuto come Watergate, scoperto da due giornalisti del “Washington Post”, portò alle dimissioni del presidente Richard Nixon. In Italia, e in Molise, chi chiede le dimissioni, dopo una condanna di un tribunale, è accusato di essere giustizialista. E si continua a far finta di nulla su troppe questioni. Il Molise è la Regione degli sprechi, della sanità malata. E’ la Regione dove chi ha causato il disastro nella Sanità ne è diventato il commissario. E’ la Regione del terremoto, dell’alluvione e dell’articolo 15. E’ la Regione che “sogna” l’Aeroporto, senza infrastrutture. E’ la Regione che ha stanziato, con una legge regionale, 300mila euro per alcuni editori. Per comprare il silenzio. Per acquistare il consenso. Quello che fa vincere le elezioni. “C’è qualcuno in Italia che sa cosa sta succedendo da molti anni nel Molise?” Chiedeva Nicola Tranfaglia su l’Unità il 16 marzo 2010. “E’ la regione italiana governata dal presidente Michele Iorio del Popolo della Libertà, vicino a Berlusconi. Il regno del Molise ha una serie di primati impressionanti: per esempio c’è il numero più alto a livello nazionale di dipendenti della regione: 2,79 ogni mille abitanti contro l’0,39 in Lombardia, l’0,59 del Veneto, l’0,64 del Lazio e dell’Emilia Romagna. L’organico molisano prevede 981 dipendenti. Oltre 300 sono responsabili di ufficio. Spropositato il numero dei dirigenti: un centinaio più sei direttori generali. La Lombardia impiega tre dirigenti, ogni 100 mila abitanti, il Molise 27”.

da L’Indro.it di giovedì 1 Marzo 2012, ore 17:24

http://www.lindro.it/Iorio-e-questione-morale-in-Molise,6926#.T1H7f4caPwl

’Tesseramenti? Meglio l’equilibrio politico’

La testimonianza del Senatore del Pdl Zanettin

’Tesseramenti? Meglio l’equilibrio politico’

Il segretario della Lega di Milano “non usiamo metodi democristiani”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

I dati sulla campagna di adesione del Popolo della Libertà sono entusiasmanti. Oltre un milione di tesserati è un grande successo di popolo…”, “Il risultato del tesseramento del Pdl, con oltre un milione di iscritti, è semplicemente straordinario”, “La grande partecipazione avuta con il tesseramento del Pdl testimonia l’ottimo lavoro svolto in questi pochi mesi dal segretario Alfano insieme a tutto il gruppo dirigente del partito”. Ecco, in ordine di intervento, alcuni commenti di Giorgia Meloni (ex Ministro della Gioventù), Maurizio Lupi (deputato) e Raffaele Fitto (ex Ministro per i rapporti con le Regioni) sul tesseramento del Pdl. Dopo il facile entusiasmo per le vagonate di tessere, sono arrivati gli scandali e le inchieste. La procura di Vicenza ha aperto un’indagine su un giro di tessere fasulle del Pdl. Ma lo scandalo delle tessere fasulle non è scoppiato solo nel Nord Italia.

E’ l’ex Ministro della Cultura, Giancarlo Galan (PdL) ad affermare su ’La Stampa’:Non prendiamoci in giro: a che cosa serve la tessera? Gestire le tessere serve per gestire il potere, a tutti i livelli. Arriva uno con cento tessere, tratta e porta a casa un posto nella municipalizzata”.

A Bari sono state trovate 139 tessere intestate a persone domiciliate tutte nello stesso indirizzo (in un sottoscala), a Vicenza risultano iscritti al Pdl tutti i soci di un’associazione venatoria, migliaia di tessere sono false o riportano i dati di persone che non hanno mai fatto parte del partito. In molti casi risultano militanti della Lega Nord. Il caso Campania è il più fantasioso. Per trasportare le 120mila tessere a Roma, i dirigenti del Pdl hanno dovuto utilizzare un pulmino, mentre parte degli iscritti di Modena (240 tessere) risultano residenti in provincia di Caserta. In provincia di Salerno (25mila tessere sottoscritte) sono stati tesserati anche i minorenni, a loro insaputa. I pm stanno anche passando sotto la lente i 4500 tesseramenti fatti nel territorio tra Scafati, Nocera Inferiore e Pagani, territorio sotto l’influenza del clan camorristico D’Auria-Frezza-Petrosino. Per adesso gli indagati sono una decina.

Questi sono alcuni esempi del ’successo’ e dell’’entusiasmo’ per la campagna tesseramenti, in vista dei congressi. Ma la questione non riguarda solo il Pdl. Ci sono altri esempi negativi. Scrive il giornale ’La Sicilia’: “Il tesseramento – secondo Ribilotta, vicesindaco di Piazza Armerina ed esponente del Pd in Sicilia – è stato commissariato perché l’ultimo giorno utile Ferrara (il segretario, ndr) si è presentato con un pacchetto di circa 200 tessere. Ferrara ha aspettato l’ultimo giorno, si è informato su quante tessere avevamo noi e ne ha portato un numero maggiore senza presentare neanche un elenco dettagliato dei tesserati”.

La questione dei tesseramenti investe molti partiti ed è una pratica vecchia. Nel 2008 si poteva leggere sulla ’Gazzetta del Mezzogiorno’: “Sono state recapitate nei giorni scorsi ad ignari sottoscrittori una serie di tessere di iscrizione al partito politico dell’Udc, con tanto di lettera di benvenuto nel partito a firma del dirigente organizzativo nazionale. Tessere che gli interessati, per lo più giovani, a quanto pare non hanno mai richiesto, non avendo mai firmato alcuna adesione al partito né tantomeno versato la relativa quota prevista”. È troppo importante, per alcuni iscritti, avere un ’pacchetto’ di voti per ’contare di più’ durante i congressi e per puntare a gestire una macchina di consensi come un partito politico.

Ma come funziona? Dove si fa il tesseramento? In teoria ogni cittadino (interessato) dovrebbe recarsi nella sede del partito (con un documento d’identità) per compilare un modulo, firmarlo e farsi consegnare la tessera. Si versa la quota che, a seconda dei partiti, parte da 10 euro per arrivare ad un contributo volontario. È possibile farlo anche su internet, compilando i vari campi richiesti per essere poi ricontattati dalla ’struttura territoriale competente’. Le tessere vengono utilizzate per individuare il segretario, il gruppo dirigente e per costituire le correnti interne. Chi ha il controllo delle tessere comanda e gestisce. Dal Nord al Sud del Paese continuano ad emergere forti anomalie.

Per il segretario provinciale della Lega a Milano, Igor Iezzi: queste cose succedono quando la gente pesa in base al numero delle tessere. Nella Lega non succede perché noi abbiamo due tipi di tessera: quella del sostenitore e quella del militante. Il sostenitore per diventare militante deve farsi un anno di movimento. Abbiamo una sorta di selezione interna. Per intenderci, l’infiltrato della camorra se vuole contare qualcosa in Lega deve diventare militante e per un anno, teoricamente, deve frequentare la sezione della lega, mettere fuori i volantini, i manifesti. Le cose son due: il camorrista si rompe i coglioni di dar via per un anno i volantini della Lega o gli altri militanti della Lega si accorgono che è un camorrista. Noi abbiamo questo sistema che impedisce di fare dei tesserati in stile democrazia cristiana, come fanno gli altri partiti”.

Abbiamo sentito anche il Senatore del PdL Pierantonio Zanettin, vice-coordinatore del PdL a Vicenza, dove è scoppiato uno degli scandali delle tessere fasulle: “come sempre ci sono due gruppi, io faccio parte e rappresento il gruppo che non ha fatto queste cose e che ritiene di essere stato danneggiato da chi ha fatto queste cose”.

Ma che ha fatto l’altro gruppo?

Abbiamo scoperto un aumento straordinario di tesserati. Da 2500 tesserati del 2010, ci siamo ritrovati con 16 mila tesserati nel 2011. Ma questo ci può stare nel momento in cui c’è una stagione congressuale. La cosa che ci ha imbarazzato fortemente è che è stato verificato che circa metà di queste tessere erano incomplete, non erano state accompagnate da fotocopia del documento d’identità. Abbiamo scoperto che migliaia delle persone che erano in queste condizioni non erano consapevoli di essere iscritte al partito, molte erano iscritte ad altri partiti e molte erano nostre amiche che avevano sempre rifiutato di iscriversi. Questo ci ha creato un grossissimo imbarazzo.

E il gruppo ’delle tessere fasulle’ che fine ha fatto?

Sono quelli che comandano. La responsabilità politica, l’ho detto al congresso, riteniamo tutti essere dell’onorevole Sergio Perlato. Abbiamo fatto un accordo in base al quale lui faceva il coordinatore provinciale e io facevo il vice. E con questo si ritiene la situazione chiusa.

Chi ha preso questa decisione?

Il partito nazionale ha suggerito ai contendenti di trovare un accordo politico che è stato trovato. Il coordinamento cittadino è spettato alla mia componente. C’è stato un equilibrio politico.

A parte gli equilibri, Lei come giudica questo modo di fare politica?

Lo critico, perché credo che ci sono altri modi per fare il tesseramento.

Lei, quindi, pensa che una situazione del genere si possa sanare con un compromesso politico?

Prima di questo accordo politico avevo suggerito un commissariamento (come avvenuto a Modena, ndr), un rinvio del congresso, una bonifica dei tesseramenti per ripartire tra qualche mese. Il sistema nazionale ha preferito raggiungere un equilibrio politico.

A chi si riferisce quando dice ’il sistema nazionale’?

Verdini, La Russa, Lupi e i collaboratori del segretario Alfano.

da L’Indro.it di martedì 21 Febbraio 2012, ore 19:36

http://lindro.it/TESSERAMENTI-MEGLIO-L-EQUILIBRIO,6668#.T0ytzHnwlB0

GIOVANI IN FUGA DAL MOLISE

Per lo Svimez il tasso di disoccupazione si avvicina al 22%

Su 100 laureati, 26 sono inattivi. Cgil: “una buona parte scappa via da qui”

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)

Ci occuperemo dei giovani molisani”. Questo l’annuncio del presidente della Regione Molise, Michele Iorio, poche ore dopo la sua terza rielezione (18 ottobre 2011). Davanti alle telecamere non ha avuto dubbi: “i giovani sono la priorità per il Molise“. Eppure sono in tanti ad interrogarlo (e adi interrogarsi) su cosa è stato fatto in questi dieci anni di governo di centro-destra? O meglio, su cosa non è stato fatto? Perché non si è pensato prima ai giovani molisani? “La situazione è drammatica – ha spiegato Antonello Miccoli, responsabile del mercato del lavoro della Cgil molisana – per i giovani precari. Tredicimila sono atipici in questa Regione”. E per quelli che da tempo hanno deciso di abbandonare il Molise? “Stanno continuando a impoverire la Regione. Una buona fetta di giovani scappa da questa Regione”.

Scappa perché in Molise la parola ’giovani’ è spesso soltanto uno spot elettorale. Per quel becero clientelismo che ha abituato molte persone ad accontentarsi di pochi mesi di lavoro. Per l’ex segretario regionale della Cgil, Rino Ziccardi: “siamo di fronte unicamente ad una politica del lavoro virtuale fatta di annunci, conferenze stampa, parole roboanti che non incidono sui termini del problema. Non si crea lavoro, quel poco esistente si sta perdendo con la crisi industriale in atto, i giovani escono fuori regione determinando così l’impoverimento della nostra terra”. Ecco un primo dato. Il Molise, dall’Unità d’Italia a oggi, ha mantenuto lo stesso numero di abitanti (320mila). Si organizzano stage, borse lavoro, corsi di formazione, si fanno contratti di pochi mesi.

Il Presidente Michele Picciano (Pdl), non rieletto, è stato rinviato a giudizio per voto di scambio. Secondo l’accusa, Picciano (all’epoca dei fatti assessore regionale) avrebbe concesso 75 borse di studio, cercando in cambio un appoggio per la campagna elettorale del 2006. Ma qual è la situazione in Molise? Sono preoccupanti i dati sull’occupazione giovanile dell’Italia meridionale diffusi dallo Svimez (anticipazione del Rapporto sull’economia del Mezzogiorno).

Due giovani del Sud su tre non hanno lavoro. In Molise, una terra identificata dalla classe dirigente come ’isola felice’ il tasso di disoccupazione si avvicina in realtà al 22%. I dati parlano di un tasso di occupazione giovanile (in età compresa fra i 15 e i 34 anni) pari al 36,4%. Per le ragazze si arriva al 27,6%. E i laureati? In Molise su 100 laureati, circa 26 sono inattivi (il 28,5% per le ragazze e il 21,4% per i ragazzi).

Questi sono i dati che fotografano la seconda Regione più piccola d’Italia. La cassa integrazione guadagni è aumentata del 538%, un vero e proprio ostacolo per chi cerca lavoro in questa piccola, ma problematica, Regione. Il Molise è agli ultimi posti per i brevetti ed è l’unica Regione che non ha un distretto industriale. “La situazione – secondo il consigliere regionale di minoranza Massimo Romano – è drammatica sotto il punto di vista culturale, economico e sociale. In Molise non ci sono prospettive credibili per un giovane. Sia per un professionista e sia per chi ha un titolo di studio più basso”. Per il consigliere di minoranza la politica molisana è responsabile di questa situazione. “La politica non ha posto in essere strumenti idonei e ha campato su queste situazioni”. In che modo? “Conviene mantenere le migliori energie della società in una condizione di vassallaggio per una questione clientelare. E’ la politica che crea i vincoli, i ricatti nei confronti dei giovani che sono costretti a rivolgersi all’assessore o al consigliere regionale di turno. E’ possibile che in questa Regione non si facciano concorsi pubblici? E’ possibile che al vertice di Enti sub regionali ci siano i trombati della politica e dei partiti e non giovani che avrebbero l’interesse, la voglia e l’energia di dimostrare le proprie capacità?”.

Ed ecco alcune testimonianze di alcuni giovani molisani. La prima è di un ragazzo di 30anni di Campobasso (che chiameremo Luca), costretto a lasciare il Molise per non sottomettersi al politico di turno. “A trent’anni, laurea in Giurisprudenza e abilitazione all’esercizio della professione forense, visto che nella mia Regione tutto era riservato al collocamento gestito dai politici, sono andato prima a Sondrio e poi a Milano a lavorare per un’assicurazione. Stipendio discreto se fossi stato in Molise, a Milano un terzo andava via per un bilocale modesto in una zona modesta. Sono tornato al paesello. Ho constatato quanto è amaro vivere di paghetta, non avere la minima possibilità di pensare a mettere su famiglia, comprare una casa e vivere da adulto. Non si contano le domande di lavoro fatte per tutte le zone d’Italia, sono pronto di nuovo a spostarmi dove ci sia un lavoro. Sono inferocito per la gestione clientelare degli impieghi in Regione, con qualunque tipo di contratto sono sistemati i protetti e i conoscenti dei politici, senza merito né qualità. A che è valso aver frequentato un’università costosissima romana, seria e con ottimi docenti, se poi per guadagnare la pagnotta serve il politico del posto?”.

Questa la testimonianza di Marco (nome di fantasia), un ragazzo di 28 anni di Campobasso, che ha deciso di restare in Molise, ma senza fortuna: “ho lavorato per circa 18 mesi come sviluppatore con uno stipendio (se così si può chiamare) da fame e rigorosamente in nero. Mi hanno chiesto di fare dei sacrifici illudendomi di avere un contratto che però non è mai arrivato. Mi trovo disoccupato e con gli stipendi arretrati”. Per Diego (altro nome fittizio),28anni di Isernia, l’esperienza all’estero non è servita a nulla. Dopo aver abbandonato il Molise e l’Italia ha fatto esperienza in Inghilterra: “mi sono laureato in Italia e dopo vari lavori a termine mi sono trasferito in Inghilterra per un impiego meglio retribuito. Ho preso anche una seconda laurea e ho lavorato in due multinazionali. Sono rientrato in Italia credendo che con due lauree, un ottimo inglese ed esperienze lavorative in società multinazionali avrei potuto trovar lavoro. Ma come bisogna fare per poter lavorare in Italia se non si conosce il politico che ti sponsorizza?”. L’ultima testimonianza è del giovane Alessandro (nome vero), 30 anni di Campobasso, per lavoro ha lasciato il Molise. “Ho solo voglia di fare una valigia più grande possibile e andarmene dall’Italia, dal suo sistema culturale e dalle sue politiche sociali. Ho lavorato per anni all’Università nella speranza di un eventuale futuro nel campo della formazione, ma a quanto pare in questo Paese la formazione è una categoria di serie B o C. Spero di trasferirmi negli Usa, dove vige un sistema meritocratico”..

“Pubblicato in esclusiva su L’Indro www.lindro.it 
e qui ripubblicato per gentile concessione”.
http://www.lindro.it/Giovani-in-fuga-dal-Molise#.TrfqWPRCqdB
Maria Elena Stasi

L’ex Prefetto di Campobasso, Stasi: “il semplice legame di parentela non può essere sufficiente per negare il rilascio del certificato antimafia”

Maria Elena Stasi

Maria Elena Stasi


Nella conferenza stampa che ha preceduto l’incontro era presente anche il discusso sottosegretario Nicola Cosentino. “E’ il coordinatore regionale, come sappiamo, del Popolo delle Libertà. Per quell’articolo sull’Espresso ripreso successivamente dal quotidiano Il Mattino ho sporto querela regolarmente”.

di Paolo De Chiara (dechiarapaolo@gmail.com)
Maria Elena Stasi, oggi onorevole per il PdL, è stata prefetto di Campobasso. Abbiamo deciso di incontrarla presso il suo quartier generale a Napoli, al primo piano dell’Hotel Mediterraneo, dove sta portando avanti la sua campagna elettorale per le Europee. Eletta nel 2008 inParlamento, ha svolto la sua carriera prefettizia prevalentemente in Campania, con brevi parentesi in Molise e in Calabria. Nel corso della carriera è stata nominata commissario straordinario per la gestione provvisoria degli Enti presso i comuni di Meta, Saviano, Cercola, Massa di Somma, Nola, Frattamaggiore, Calvizzano, Ottaviano, S’Antimo, Forio d’Ischia, Casamicciola, Ischia, Bacoli, Acerra, Castellammare di Stabia, Napoli, Vibo Valentia e Caserta.
Dopo la sua lunga esperienza nelle varie prefetture d’Italia è arrivata la politica attiva. Dal 2008 è parlamentare del PdL. Ora la candidatura alle Europee. Perché questa scelta?
“Sono stata invitata a candidarmi. Siccome amo le novità e le nuove sfide l’idea di poter vivere anche l’esperienza parlamentare a livello comunitario chiaramente mi affascina, la vedo come una nuova sfida. Come la possibilità di ampliare ancora di più i miei orizzonti. Sono passata da un livello provinciale, che era l’attività tipica del mio lavoro precedente. Durante quel periodo ho avuto anche molte esperienze di amministrazioni locali, di Comuni sciolti anche per infiltrazioni camorristiche, ma anche per motivi ordinari. Sono passata da un anno ad occuparmi a livello nazionale. Avere l’opportunità di vivere l’esperienza da europarlamentare sicuramente lo vedo come un completamento”.
Qualche giorno fa Lei ha dichiarato: “L’Europa può e deve esercitare un ruolo più incisivo nel campo dell’immigrazione e della sicurezza”. Anche il presidente dei Vescovi italiani, Angelo Bagnasco, ha criticato la politica dei “respingimenti”, dichiarando “è sbagliato respingere gli immigrati”. Cosa ne pensa delle accuse di razzismo rivolte al suo Governo?
“Sappiamo che il nostro Governo non è per nulla razzista. Il nostro Governo dice accettiamo gli immigrati che possono essere integrati nella nostra società. Purtroppo i problemi negli altri Paesi solo tali e tanti che potremmo essere anche sommersi da questa ondata di immigrati quindi con uno sconvolgimento anche per la nostra popolazione. E’ giusto che noi aiutiamo chi viene, chi possiamo integrare e magari cercare delle politiche di aiuto umanitario nei confronti degli altri che, però, non possiamo consentirci di accogliere nei nostri Paesi”.
Perché una candidata conosciuta per la sua attività di prefetto è stata inserita all’ultimo posto (18°) nella circoscrizione Sud, dopo Mastella, il ‘molisano’ Patriciello e una showgirl (Barbara Matera)?
“Si tratta di una lista con le preferenze. Poi la nostra lista è per ordine alfabetico, tranne i capolista Berlusconi e Tatarella. Il mio cognome inizia per ‘s’. Ecco perché sono l’ultima della lista”.
E’ giusta la scelta di Berlusconi di essere capolista in tutta Italia?
“Certamente. Sappiamo che il nostro leader è carismatico, quindi, il suo nome rafforza l’identità del nostro partito e la gente vuole e gli piace contrassegnare il simbolo con scritto Berlusconi ed averlo come capolista”.
Lei è stata anche prefetto di Campobasso. Ha potuto conoscere il Molise e i suoi abitanti. Questa terra, definita “un’isola felice” sta diventando una meta preferita delle organizzazioni criminali. Molti rapporti parlano di infiltrazioni e, proprio, qualche giorno fa, si è registrato un blitz a Cantalupo, dove sono stati sequestrati al boss di Sant’Anastasia, Antonio Panico, beni per un valore di due milioni di euro. Il Molise è diventata una Regione a rischio?
“Io purtroppo ho fatto il prefetto a Campobasso soltanto per un mese. Quindi non posso dire di avere approfondito la conoscenza di quella Regione. Mi sembra, non credo di sbagliare se affermo che quella provincia è del tutto indenne da infiltrazioni. L’unica provincia del Molise che risente delle infiltrazioni è, appunto, l’isernina. Per la sua vicinanza estrema con la Regione Campania, che, tradizionalmente, è terra di criminalità organizzata”.
Lei è ritenuta molto vicina, politicamente, al sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino. Proprio l’Espresso, con il giornalista Marco Lillo, si è occupato dell’Impero Cosentino. (Nel libro della giornalista de Il Mattino Rosaria Capacchione “L’Oro della Camorra” a pag. 161 si legge: “A parlare di lui (Nicola Cosentino, ndr.) come di un politico legato al clan dei Casalesi è Gaetano Vassallo, uno dei protagonisti di vent’anni di gestione di gestione scellerata della raccolta dei rifiuti, che collabora con la giustizia dal 1° aprile 2008, ndr.). E proprio Marco Lillo su l’Espresso afferma che Cosentino è il suo “grande sponsor”. Lei cosa può dirci?
“Cosentino è il coordinatore regionale, come sappiamo, del Popolo delle Libertà. Per quell’articolo sull’Espresso ripreso successivamente dal quotidiano Il Mattino ho sporto querela regolarmente”.
L’articolo è stato ripreso dalla giornalista de Il Mattino Rosaria Capacchione, minacciata di morte dalla camorra?
“Si”.
Dopo l’articolo del settimanale l’Espresso, dove è scritto: “nonostante la sentenza dei giudici il nuovo prefetto Stasi sollecita il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza a riconsiderare il caso. Una procedura che ‘si usa di rado’. Alla fine l’Aversana Petroli (Azienda fondata nel 1975 da Silvio Cosentino, padre di Nicola, con un fatturato di 80 milioni di euro, ndr.) supera lo scoglio dell’antimafia e alle ultime elezioni la Stasi è eletta in posizione blindata alla Camera”, Lei, come ci ha affermato ha querelato, dichiarando: “la documentazione è stata rilasciata sentito il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica all’esito di una lunga istruttoria, dopo che si erano alternate decisioni giudiziarie di segno contrastante”. Come andò la vicenda?
“Parliamo di decisioni giudiziarie di livello amministrativo chiaramente. Non è successo niente di strano. Questa era una società che aveva già avuto un certificato antimafia liberatorio. Successivamente c’erano stati dei dubbi per delle parentele esistenti da sempre, se non mi sbaglio, dei fratelli avevano come mogli delle parenti di persone che avevano avuto problemi per il reato del 416bis. Però, poi, si è valutato che al di là del legame di parentela non c’era nessun indizio che facesse presumere che la ditta non potesse avere questa certificazione antimafia. Quindi è stata rilasciata”.
Però il certificato antimafia fu rifiutato dalla Prefettura di Caserta nel 1997 per ‘amicizie e parentele pericolose di alcuni esponenti della famiglia’. Anche il Tar e il Consiglio di Stato confermarono il giudizio della Prefettura.
“C’è una linea di giurisprudenza che afferma, se vogliamo garantista ma mi sembra in linea con quelli che sono i principi del nostro Ordinamento, che il semplice legame di parentela non può essere sufficiente per negare il rilascio del certificato antimafia”.
Pochi giorni fa Beppe Grillo, durante un’iniziativa pubblica, ha chiesto a Di Pietro di ritirare gli eletti dell’IdV in Campania per far terminare l’esperienza di Bassolino. Anche Lei è dello stesso avviso?
“Abituata ad un ruolo Istituzionale questo tipo di considerazioni politiche preferisco non farle. Gli attacchi personali non mi piacciono. Mi piacciono le considerazioni di carattere obiettivo. La Campania versa in un degrado terribile. Noi sappiamo che come Regione eravamo depressi e lo siamo ancora di più. Evidentemente l’amministrazione regionale non ha svolto il ruolo che doveva svolgere in questi anni”.
Bassolino gridò alla scandalo quando Pisanu, una settimana prima del voto, la nominò Prefetto di Caserta. Lei già ricopriva il ruolo di Commissario al Comune di Caserta dal dicembre 2005. Dopo la sua nomina a prefetto il suo posto di commissario venne preso dal vice Paolino Maddaloni, che dopo poche settimane si candidò a sindaco di Caserta in quota Forza Italia.
“A me non sembra che Bassolino abbia gridato allo scandalo quando sono stata nominata Prefetto di Caserta, perché mi ha sempre espresso la sua stima. Al mio posto non è stato mandato Paolino Maddaloni, era il sub commissario al Comune di Caserta. Io sono stata sostituita, allora Prefetto, perché Caserta è un capoluogo di Regione e, quindi, il Ministero dell’Interno ci tiene a mandare dei prefetti come commissari, dal prefetto Ennio Blasco. Paolino Maddaloni è rimasto a fare il sub commissario finchè poi non si è messo in aspettativa per la candidatura a sindaco di quella città”.
Nella conferenza stampa che ha preceduto questo nostro incontro, dove era presente anche il sottosegretario Nicola Cosentino, Denis Verdini ha affrontato la questione ‘Noemi’. Molti quotidiani, anche esteri, continuano ad approfondire questa vicenda del premier. Il francese Liberation fa esplicito riferimento a un “Monicagate” all’italiana, il quotidiano tedesco Sueddeutsche Zeitung titola: “Il premier italiano deve chiarire la relazione con una 18enne” e il giornale Usa The Washington Post scrive: “Berlusconi promette di spiegare la relazione con una minorenne”. Lei cosa ne pensa?
“Io sono una donna, sono entrata nell’amministrazione dell’Interno trent’anni fa. Credo che le donne possono tranquillamente svolgere i loro ruoli alla pari degli uomini. Non mi va di rispondere ai pettegolezzi. Sono così presa dalla campagna elettorale che non ho il tempo di pensare a queste cose”.
Questa vicenda è entrata nella campagna elettorale.
“Da parte di certa stampa”.
Da parte di Veronica, ex moglie di Berlusconi.
“Ho molto rispetto per la moglie di Berlusconi, ma sono sue vicende private. Io non la conosco”.
Non è una vicenda privata quando lei, la moglie, dice che il Presidente del Consiglio “frequenta le minorenni” ed è un uomo che “non sta bene”.
“Noi dobbiamo fare un’intervista relativa alla mia candidatura alle Europee”.
Lei è un’Onorevole del PdL. Volevo conoscere solo un suo pensiero.
“Se ne sta parlando troppo. Le cose private rimangano nella sfera privata”.
In caso di elezione cosa sceglierà?
“Sceglierei l’Europarlamento”.
Lei era Prefetto di Caserta quando, nella famosa notte dello spoglio, si bloccarono per tre ore i terminali della prefettura e “ripresero a funzionare dopo l’intervento di una nutrita delegazione dei Ds”. Cosa successe quella notte? Questo è uno degli interrogativi del film di Enrico Deaglio e Beppe Cremagnani ‘Uccidete la Democrazia’. Lei come risponde?
“Lei è in malafede come sembra. Io ero arrivata il 6 di aprile. Avevo esperienza elettorale e non pensavo che fosse un problema gestire quella situazione. In ogni caso avevano cambiato il software. E pare che avesse dato dei problemi come programma. Lo avevano stoppato per resettare il programma da un punto di vista tecnico. Preoccupati per i ritardi è vero che c’è stata un’ampia delegazione di parlamentari esponenti dei Ds che sono entrati. Io proprio per la mia esperienza avevo fatto mettere nella mia stanza un terminale da cui si potevano seguire tutte le operazioni e hanno visto insieme a me che le cose avvenivano con la massima trasparenza e non c’era stato nessun blocco”.
http://paolodechiaraisernia.splinder.com/

INTERVISTA realizzata a Napoli il 28 maggio 2009 durante la campagna elettorale per le Europee per ilSettimanale molisano “Il Volantino.eu”.

Conferenza Stampa con Nicola Cosentino (al centro)

Conferenza Stampa con Nicola Cosentino (al centro)

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