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Si diploma nella scuola diretta dalla madre. La Preside: «Mi hanno detto che si poteva fare»

ESAMI DI STATO/ 2^ parte. L’INTERVISTA. Dopo aver raccontato la storia, abbiamo contattato la dirigente scolastica per comprendere il suo punto di vista: «Mia figlia non era assegnata qua, era assegnata a Venafro. Non vedo incompatibilità. Il problema mio, purtroppo, è che me la sono ritrovata assegnata durante il periodo del lockdown.»

Si diploma nella scuola diretta dalla madre.  La Preside: «Mi hanno detto che si poteva fare»
Dalla pagina social (facebook) del «Fermi-Mattei»

di Paolo De Chiara, WordNews.it

Ieri abbiamo raccontato la vicenda che vede protagonista la dirigente scolastica del’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia e sua figlia, fresca del secondo diploma in Ragioneria, conseguito presso l’istituto diretto da sua madre. Abbiamo raccolto la testimonianza della prof. Anna Ferrara, presidente della commissione d’Esame (di Stato): «Mi sono informata, l’esame di Stato si può fare in qualsiasi Istituto. Ci sentiamo tra un po’, che dice?»

Abbiamo provato e riprovato a risentire la prof. Ferrara ma, come già abbiamo scritto, siamo stati poco fortunati. Diciamo così.

E allora ci siamo informati anche noi e abbiamo anche contattato la dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Marialuisa Forte. «Io sono il dirigente, so tutto quello che succede nelle scuole molisane», ha precisato. Aggiungendo: «non c’è nessuna illegittimità. Nessuna incompatibilità.»

La storia è questa, in estrema sintesi: il 9 settembre scorso, nella scuola diretta da sua madre, la candidata – con residenza a Napoli – ha ottenuto il suo secondo diploma, dopo quello già conseguito, in passato, presso il Liceo Scientifico e dopo la triennale in Scienze infermieristiche. «Però mia figlia – spiega la madre-preside – non era assegnata qua, era assegnata a Venafro». Ma non si poteva scegliere un altro Istituto?

Lo abbiamo chiesto alla prof. Emilia Sacco, proveniente da Ponticelli, da due anni dirigente dell’ISISS “Fermi-Mattei” del capoluogo pentro. È importante conoscere il punto di vista della madre della candidata.      

Lei conferma che sua figlia, nel settembre scorso, ha conseguito il secondo diploma presso l’Istituto che lei dirige?

«Sì.»

Sua figlia ha la residenza a Napoli?

«Sì.»

Nella nota del MIUR (prot. 22110 del 28 ottobre 2019) al punto 2.A si legge: “I candidati esterni debbono presentare domanda di ammissione agli esami di Stato all’Ufficio scolastico regionale territorialmente competente…”. Tra i requisiti di ammissione all’esame è compresa la residenza. Sua figlia non ha la residenza in Molise. Perché è venuta a Isernia a sostenere l’esame di Stato?

«Cercavo casa qui a Isernia, volevamo trasferirci. Mia figlia, maggiorenne e laureata, aveva chiesto di venire qua. Adesso sta facendo la magistrale. Noi nel frattempo, siccome non ce la faccio a fare avanti e indietro, stavamo cercando casa. A marzo siamo andati in lockdown. Però mia figlia non era assegnata qua, era assegnata a Venafro

Al Ragioneria di Venafro?

«Sì. Durante il periodo di lockdown ci è pervenuta questa assegnazione da parte dell’Ufficio scolastico che non poteva fare l’esame a Venafro in quanto non c’era l’indirizzo di studi scelto (Sistemi informativi aziendali, nda), ed è stata assegnata a Isernia.»

Nella richiesta, inizialmente, viene indicata la sede di Venafro?

«Siccome dovevamo trasferirci qua la richiesta era stata fatta non presso la mia scuola, ma presso un’altra scuola. Però poi Venafro l’ha rigettata.»

Ma perché, avendo la residenza a Napoli, è stata indicata una scuola molisana?

«Perché ci dovevamo trasferire qua.»

Era domiciliata a Isernia sua figlia?

«Non era domiciliata qui. Però ho chiesto il nulla osta…»

E, quindi, è arrivato il nulla osta.

«È arrivato il nulla osta dalla Regione Campania.»

Dal Provveditorato?

«Dall’Ufficio scolastico regionale. Noi avevamo chiesto di farlo a Venafro, non nella mia scuola. Non sapevano di mia figlia e non ho mai conosciuta la presidente.»

Presidente?

«Di commissione (Anna Ferrara, nda). Ma a lei come è arrivata sta cosa?»

Abbiamo le nostre fonti. Nella stessa nota, già citata, si legge: “I candidati esterni indicano nell’istanza di partecipazione almeno tre opzioni riferite alle istituzioni scolastiche presso le quali intendono sostenere l’esame. Le opzioni possono essere soddisfatte solo previa verifica da parte dell’Ufficio scolastico regionale competente”. Si parla di “omogeneità nella distribuzione territoriale”, secondo quanto previsto dall’art. 14 cc.3 del d.lgs. 62/2017. In questo caso, in cui sua figlia è stata assegnata nell’Istituto che lei dirige, è stato rispettato questo criterio?

«Penso di sì.»                                             

Tutto rientra nella normalità?

«Non c’è incompatibilità. Se ci fosse stata non avrei potuto fare una cosa del genere. Guardi, ci sono casi in cui i docenti hanno i figli dove insegnano, nella propria scuola.»

Quindi, per lei, è la stessa cosa?

«Non vedo incompatibilità. Il problema mio, purtroppo, è che me la sono ritrovata assegnata

Mi scusi, ma in queste tre opzioni quali scuole sono state indicate?

(“I candidati esterni indicano nell’istanza di partecipazione almeno tre opzioni riferite alle istituzioni scolastiche presso le quali intendono sostenere l’esame”, nota MIUR del 2019).

«Mi ricordo solo Venafro. Ma vado a memoria.»

Secondo la dirigente dell’USR Marialuisa Forte tutto è in regola. Il nulla osta è arrivato. Ma è possibile conoscere le motivazioni che hanno prodotto questo nulla osta?

«Se vuole glielo scrivo e glielo mando, vado a verificare. Perché, in effetti, non seguito questa cosa». [Attendiamo la nota scritta].

Qual è stato il percorso di sua figlia per raggiungere l’obiettivo finale? Quanto tempo ha impiegato per sostenere l’esame di idoneità e quanto tempo ha impiegato per sostenere l’esame di Stato?

«Ha studiato da sola. Il percorso è durato parecchio. Già da quando ha fatto la domanda ha cominciato a studiare.»

Quando si fa la domanda?

«Si fa entro novembre.»

Mi faccia capire bene. Se volessi farlo anche io questo percorso cosa dovrei fare?

«Entro novembre si fa la domanda.»

E dopo sette mesi, a giugno, posso fare l’esame di Stato?

«Quest’anno è stato fatto ad agosto, perché c’è stato il lockdown.»

In sei o sette mesi potrei prendere un secondo diploma?

«Sì.»

Qualche giorno prima si fa l’esame di idoneità?

«Sì.»

E poi si fa l’esame di Stato?

«Sì.»

La commissione era composta da professori esterni o interni?

«Secondo l’ordinanza era composta da interni, più presidente esterno.»

Per questo esame di Stato?

«Per tutti gli esami di Stato.»

Per questa situazione?

«Tutti interni. Ma non lo sapevamo quando è stata fatta la domanda. Ma perché è importante sapere queste cose?»

Per capire. Le due commissioni (per l’esame di idoneità e per l’esame di Stato) erano composte dalle stesse persone o sono state diversificate?

«La commissione è unica, poi vanno in plenaria e ci sono due sottocommissioni.»

I commissari dell’esame preliminare sono stati gli stessi per l’esame di Stato?

«No.»

E il presidente?

«Il presidente della commissione esame di Stato è un esterno. Mentre per l’esame preliminare un interno, delegato.»

Da chi viene nominata la commissione?

«Esterna?»

In questo caso era interna.

«È il consiglio di classe.»

L’ha nominata lei?

«No, il consiglio di classe. Di default, perché fanno parte di quella commissione…»

Ma è lei che nomina?

«Io ho soltanto delegato la presidenza.»

I componenti della commissione sono da lei nominati?

«Il consiglio di classe, in base alle materie che devono…»

Ma lei firma il documento di nomina?

«Sì, vengono individuati in base all’esame che deve fare il candidato.»

Non voglio sapere come vengono individuati. È lei che firma?

«Sì.»

Secondo l’articolo 198 del d.l.vo n. 297 del 1994: “La Commissione per gli esami di idoneità e per gli esami integrativi è nominata dal preside”. Andiamo avanti. Venafro viene eliminata come sede, ma perché non scegliere un altro Istituto?

«Se sul territorio c’è…»

Lei ha informato che quella candidata era sua figlia? L’Ufficio scolastico sapeva?

«Sì, lo sapevano che era mia figlia. Sì, lo sapevano.»

Secondo lei, è possibile parlare di incompatibilità?

«No, perché dovrebbe esserci incompatibilità anche quando allora i docenti portano i loro figli nella stessa scuola. Anche lì ci dovrebbe essere incompatibilità.»

Faccio l’avvocato del diavolo. Il codice di comportamento dei dipendenti della P.A. (D.P.R. 62/13) stabilisce all’art. 7 dei limiti per combattere il conflitto di interessi: “Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni e ad attività che possono coinvolgere interessi propri, ovvero dei suoi parenti, affini entro il II grado, dal coniuge o di conviventi…”. Lei rientra in questo conflitto di interessi?

«Io mi sono astenuta.»

Lei non rientra in questo caso?

«No.»

Nella norma si parla di “adozione di decisioni”. Lei le ha prese le decisioni?

«Rispetto a cosa?»

Andiamo con ordine. L’articolo 198, già citato, dice testualmente: “La Commissione per gli esami di idoneità e per gli esami integrativi è nominata dal preside”. E ancora: l’articolo 14 dell’Ordinanza n. 350 del 2018 dice: “Il dirigente è tenuto a verificare la completezza e la regolarità delle domande”. E non solo. Lei ha il dovere di verificare il rapporto di parentela tra i Commissari nominati e i candidati.

«Ma io ho delegato, non sono stata all’interno della Commissione.»

Ho capito. Ma lei, addirittura, deve verificare se il commissario Franco Rossi è parente del candidato o della candidata. È stato verificato il suo grado di parentela?

«Ho chiesto anche all’Ufficio se c’erano incompatibilità su questa cosa…»

Quale Ufficio?

«Ufficio scolastico regionale.»

E loro cosa le hanno detto?

«Che non c’era incompatibilità su questa cosa. Quindi io sono andata avanti.»

Ma lei lo ha chiesto per iscritto?

«No.»

Dopo gli esempi che le ho fatto sulle decisioni che lei, probabilmente, ha preso continua a sostenere che è stato rispettato il Codice di comportamento dei dipendenti della P.A.?

«Guardi, penso di no. Io ho delegato queste cose. Posso aver nominato la commissione di default, in base a quelle che sono le materie da sostenere.»

Ma quando è arrivata la domanda di sua figlia lei ha dovuto verificare?

«La verifica è se ha fatto il bollettino, se aveva la licenza media…»

I requisiti…

«I requisiti. La verifica che noi facciamo.»

Nonostante tutto quello che ci siamo detti, lei pensa di rientrare nei dettami del Codice di comportamento?

«Cosa le posso rispondere…»

Quello che vuole. Ma secondo lei è opportuno che sua figlia abbia conseguito il secondo diploma nella sua scuola? È stata giusta una scelta del genere?

«Sono stata molto combattuta. L’obiettivo principale a cui dobbiamo mirare tutti sono i nostri ragazzi, i nostri studenti. Ho guardato al diritto di una studentessa che, diciamo, andava tutelata. Lo avrei fatto per qualsiasi altro ragazzo, lo avrei fatto per qualsiasi altro studente della mia scuola.»

Perché lei afferma: “sono stata molto combattuta”?

«Dovevo tutelare lo status di studente.»

Però doveva tutelare anche lo status di dirigente. Lei si è trovata in una situazione un po’ imbarazzante.

«Lo dobbiamo spiegare per forza questo?»

La vicenda ruota intorno a tutto “questo”. È il fulcro. La questione è semplice: a Venafro non si poteva sostenere l’esame di Stato. Ma si poteva scegliere la sede a Campobasso. Senta, la questione è questa: non si sta mettendo in discussione la voglia di sua figlia di studiare. Ma a Napoli, ad esempio, ci sono tanti Istituti tecnici. Perché farlo proprio a Isernia, nella sua scuola? 

«Venafro me l’ha riportata. Questa cosa non l’ho più attenzionata. Perché durante quel periodo noi stavamo chiusi. Non l’ho più attenzionata, mi è proprio sfuggita.»

Perché l’Ufficio scolastico non l’ha tolta dall’imbarazzo?

«Ho chiamato qualche giorno prima. Ho chiamato la Forte (dirigente dell’USR, nda). Ho comunicato la situazione e ho detto: “proviamo a metterla in un’altra scuola”. Ma era troppo tardi. Ho chiesto di far venire l’ispettrice a scuola.»

È venuta l’ispettrice?

«No. Mi hanno detto che non era necessario.»

Ora lei si trova al centro di una polemica. Non crede?

«Sì, sì. Adesso sarò l’agnello sacrificale.»

In questa situazione si potrebbe immaginare anche un certo imbarazzo da parte dei componenti della commissione che hanno esaminato sua figlia e che lavorano nella scuola che lei dirige?

«Non lo sapevano.»

Quando hanno fatto l’esame non lo sapevano?

«Non ho parlato con nessuno.»

Se lo avessero saputo?

«Avrebbero avuto lo stesso imbarazzo nei confronti di un docente che ha il figlio nella stessa scuola. E ce ne sono»

Però il figlio la scuola l’ha frequentata. Sua figlia da Napoli, senza residenza, viene a prendersi un secondo diploma nella scuola che lei dirige. Ovviamente, viene assegnata in questa scuola. Questa è la differenza. Lei non crede?

«È una questione oggettiva, perché non ti conosco. Mi creda, veramente io non ho avuto contatti. Assolutamente.»

Ma questo episodio non potrebbe essere un cattivo esempio? Uno studente “normale”, senza legami di parentela, potrebbe dire: “lo faccio anche io, invece di frequentare la scuola per cinque anni”. Lei cosa ne pensa?

«No, è così per tutti i ragazzi privatisti.»

Non tutti hanno la madre che fa la dirigente scolastica. È così per tutti?

«Se si adottano dei criteri univoci…»

Quindi il trattamento riservato a sua figlia è il trattamento standard, valido per tutti i candidati?

«Certo.»

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Per Approfondimenti:

“Fermi-Mattei” di Isernia: un secondo diploma per la figlia della preside. Titolo conseguito nella scuola diretta dalla madre

“Fermi-Mattei” di Isernia: un secondo diploma per la figlia della preside. Titolo conseguito nella scuola diretta dalla madre

ESAMI DI STATO. Il 9 settembre scorso la candidata – con residenza a Napoli – ha ottenuto il suo secondo titolo, dopo quello già conseguito, in passato, presso il Liceo Scientifico e dopo la triennale in Scienze infermieristiche. «Adesso sta facendo la magistrale», ha puntualizzato la madre-preside. Per Marialuisa Forte, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale: «Non c’è nessuna illegittimità. Nessuna incompatibilità.»

“Fermi-Mattei” di Isernia: un secondo diploma per la figlia della preside. Titolo conseguito nella scuola diretta dalla madre
La sede provvisoria del «Fermi» di Isernia

di Paolo De Chiara, WordNews.it

ISERNIA. Come si ottiene un diploma di maturità senza frequentare i canonici 5 anni? È possibile farlo da candidato esterno? Quali sono le modalità? Ma, soprattutto, quali sono i requisiti per partecipare all’esame di Stato? Domande lecite sottoposte a chi di dovere.

Ma prima di leggere le risposte è necessario conoscere una storia che vede protagonista la prof. Emilia Sacco, dirigente scolastica dell’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia (domani – in esclusiva – la sua intervista). La pandemia ha stravolto la vita degli abitanti di questo pianeta, modificando anche le modalità per l’esame di Stato. Quest’anno la novità è apparsa evidente anche agli studenti dell’ultimo anno: commissioni interne ed esami orali. E per i privatisti? Anche per loro sono cambiate le modalità.

Ma cosa c’entra la figlia della preside del “Fermi-Mattei” di Isernia che ha partecipato all’esame di Stato, conseguendo il titolo di Ragioniera (articolazione Sistemi informativi aziendali)? Il 9 settembre scorso, nella scuola diretta da sua madre, la candidata – con residenza a Napoli – ha ottenuto il suo secondo diploma, dopo quello già conseguito, in passato, presso il Liceo Scientifico e dopo la triennale in Scienze infermieristiche. «Adesso sta facendo la magistrale», ha puntualizzato la madre. La stessa dirigente scolastica dell’Istituto isernino ha aggiunto: «Però mia figlia non era assegnata qua, era assegnata a Venafro». Ma si è ritrovata a farlo nella sua scuola. Non si poteva scegliere un altro Istituto per togliere tutti dall’imbarazzo? Ma, soprattutto, perché recarsi nel Molise per conseguire un secondo diploma? Come se a Napoli non ci fossero istituti tecnici di ragioneria. La città partenopea ne ospita a decine di scuole con indirizzo di Sistema Informatico Aziendale, perché invece di Napoli si sceglie la Provincia di Isernia?

Parrebbe che già in passato ci sia stato, presso lo stesso Istituto, un esempio simile. Un assistente ATA, come ci hanno riferito da più parti, avrebbe conseguito il diploma nella scuola dove lavorava.

Nell’Istituto scolastico, momentaneamente trasferito in una struttura privata per i lavori partiti da qualche mese, si è verificato questo strano episodio. Ma prima di approfondire la questione figlia-candidata e madre-dirigente scolastica una domanda è necessaria. Non c’era nessuna struttura pubblica disponibile per ospitare lo storico Istituto isernino?

Dopo tanti anni gli attenti amministratori (un eufemismo per non dire altro) si sono accorti della pericolosità del terzo piano, quello che ospitava i “geometri”. Un Istituto che negli “anni d’oro” accoglieva migliaia di studenti. Ora, che non supera le trecento unità, è risultato poco sicuro. Ma questa è un’altra storia, tutta da approfondire.

Ritorniamo al fatto. La figlia della prof. Emilia Sacco, dirigente scolastica dell’istituito isernino ha conseguito, da privatista, il (secondo) diploma di ragioniera presso il “Fermi-Mattei”. Presso la scuola diretta dalla madre.

Il diritto all’istruzione deve essere garantito a tutti e la Repubblica, come recita la Costituzione (questa sconosciuta, scritta con il sangue dei Liberatori), ha il dovere di rimuovere tutti gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i cittadini all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

In questo caso il diritto all’istruzione può essere richiamato?

Nulla da obiettare se una ragazza di talento manifesti la volontà di arricchire il proprio bagaglio culturale. L’alunna in questione, però, pur avendo ampia scelta nella propria città di origine (Napoli) ha deciso di sostenere gli esami in Molise e, precisamente, presso la scuola diretta dalla madre, mettendo – immaginiamo – tutti in estremo imbarazzo. Lo stesso ragionamento è valido per i commissari, tutti interni (tranne il Presidente), che l’hanno esaminata, prima con un esame di idoneità e poi con l’esame di Stato.

Per queste ragioni abbiamo contattato la prof. Anna Ferrara, presidente della commissione Esami di Stato. «Mi sono informata, l’esame di Stato si può fare in qualsiasi Istituto. Ci sentiamo tra un po’, che dice?»

Certo, verso che ora possiamo sentirci?

Una domanda inutile. La risposta non è mai arrivata. La breve conversazione si è interrotta improvvisamente. Abbiamo tentato e ritentato. Fino allo sfinimento. Non siamo stati fortunati. Per tutta la giornata (venerdì 16 ottobre) il telefono è risultato “non raggiungibile”. Per scrupolo abbiamo riprovato lunedì 19 e, inaspettatamente, il telefono ha squillato. Ma inutilmente. Non abbiamo ricevuto risposta. E non siamo stati mai ricontattati.   

«L’esame si può fare in qualsiasi Istituto» ha affermato la Presidente della commissione d’esame. Ma è proprio così? Quali sono i requisiti? È opportuno farlo anche nell’Istituto diretto da un parente? Chi ha accertato i requisiti necessari all’ammissione della domanda da parte della giovane figlia, compreso quello della residenza?

La ragazza è residente in Molise? Ha il domicilio in provincia di Isernia? La nota del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca) numero 22110 del 28 ottobre 2019 parla chiaro: è necessaria la residenza. Al punto 2.A (modalità di presentazione delle domande di partecipazione all’esame) si può facilmente leggere: “I candidati esterni debbono presentare domanda di ammissione agli esami di Stato all’Ufficio scolastico regionale territorialmente competente…”. Anche i candidati esterni devono rispettare dei requisiti di ammissione all’esame. Compreso quello della residenza.      

E allora abbiamo coinvolto l’Ufficio scolastico regionale del Molise, contattando la dirigente Marialuisa Forte. E siamo partiti dalla procedura, per conoscere l’iter per il conseguimento di un diploma, ovviamente per un candidato esterno.«Bisogna presentare la domanda qui da noi (presso l’USR Molise, nda).»

Una volta presentata la domanda da voi, cosa succede?  

«Noi vediamo se ci sono tutti i requisiti e, a seconda del diploma che si vuole conseguire noi lo assegniamo a una scuola.»

Quindi siete voi che assegnate la scuola?  

«Sì.»  

Quali sono i requisiti da rispettare?

«Per conseguire un diploma di scuola superiore deve avere un diploma di scuola media.»

Nella nota del MIUR (prot. 22110 del 28 ottobre 2019) si parla anche di residenza?

«Sì, sì. Per poterlo fare fuori Regione ci vuole il nulla osta dell’Ufficio scolastico della Regione di residenza. La richiesta deve essere motivata, ovviamente.»

Nel settembre 2020 la figlia della dirigente scolastica dell’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia ha conseguito il secondo diploma nell’Istituto diretto da sua madre…

«So a cosa si riferisce, non c’è niente di…»

Perciò la sto chiamando, per capire cosa è successo?

«Niente, quello che le sto dicendo. Secondo quelle che sono le regole.»

Può spiegare meglio?

«Quello che ho detto.»

Ma cosa ha detto? Che significa secondo le regole?

«Le regole sono queste. Presento la domanda per fare l’esame di Stato in una Regione, in una scuola e si assegna la scuola secondo l’indirizzo degli studi.»

Quindi in questo caso c’è stato il nulla osta da parte della Regione di provenienza?

«Sì, certo che c’è stato.»

È opportuno assegnare una candidata ad un Istituto dove la madre fa la dirigente scolastica?

«Sì, perché non c’è nessuna illegittimità. Nessuna incompatibilità.»

Lei prima ha detto: “So a cosa si riferisce”. Come faceva a saperlo?

«Io sono il dirigente, so tutto quello che succede nelle scuole molisane.» 

Senta, ma una situazione del genere non potrebbe imbarazzare la commissione interna, composta dai professori che lavorano in quella stessa scuola?

«Assolutamente no.»

Ma è stata la candidata ad indicare la scuola?

«Assolutamente no.»

Quindi la decisione è stata presa dall’Ufficio scolastico del Molise?

«Sì.»

“Nessuna illegittimità, nessuna incompatibilità” dice la dirigente. Il Codice di comportamento dei dipendenti delle P.A. (D.P.R. 62/13) stabilisce all’art. 7 dei limiti per combattere il conflitto di interessi: «Il dipendente si astiene dal partecipare all’adozione di decisioni o ad attività che possono coinvolgere interessi propri, ovvero dei suoi parenti, affini entro il II grado, …”. In questo caso è possibile parlare di conflitto di interessi? Lo abbiamo chiesto alla dirigente Emilia Sacco, le sue risposte sono contenute nell’intervista che sarà pubblicata domani.

Lo stesso discorso vale per il “nulla osta”. Per il suo rilascio è necessaria una motivazione valida. Siamo in attesa di leggere le carte, dove espressamente si spiega (immaginiamo) il motivo che ha portato l’Ufficio regionale della Campania ad autorizzare una candidata – con la residenza a Napoli – ad effettuare l’esame di Stato ad Isernia, in Molise. E c’è ancora qualcuno che dice che questa Regione non esiste. Per adesso abbiamo il punto di vista della dirigente scolastica. «Non c’è incompatibilità. Se ci fosse stata non avrei potuto fare una cosa del genere. Guardi, ci sono casi in cui i docenti hanno i figli dove insegnano». Tra qualche ora potrete leggere la lunga ed interessante intervista.

Non si vuole certo mettere in discussione la preparazione della figlia della preside. La candidata in questione si sarà preparata coscienziosamente, pur provenendo da un diploma conseguito presso un Liceo Scientifico. Un percorso di studi estraneo a quello di un istituto tecnico. Sicuramente ha brillantemente superato gli esami preliminari per essere ammessa agli esami di Stato. Ha integrato con apposite prove scritte discipline impegnative come economia aziendale, informatica, diritto ed economia politica ed anche il francese.

Un esame di Stato superato con una valutazione che è andata oltre i limiti della stentata sufficienza. Noi le inviamo i nostri sinceri auguri per il suo secondo diploma.  

Cinque lunghi anni recuperati con tre pomeriggi di prove appare eccessivo? «Ha studiato da sola. Il percorso è durato parecchio. Già da quando ha fatto la domanda ha cominciato a studiare», ha puntualizzato la dirigente scolastica. Ma da quando ha iniziato a studiare? Quando si presentano le domande? Entro novembre, quindi 6/7 mesi prima.

Non stiamo mettendo in discussione l’impegno della candidata e l’indiscutibile zelo di una commissione esaminatrice che ha svolto sicuramente con coscienza il proprio lavoro.

Ma la scuola è il luogo dello studio, della formazione e dell’impegno dei giovani a cui vanno trasmessi messaggi rassicuranti e scevri da ogni considerazione equivoca. A loro va detto con convinzione che vale la pena affrontare sacrifici per formarsi e per essere all’altezza dei compiti da svolgere in una società disponibile a riconoscere il merito e la qualità delle competenze acquisite.

Per queste considerazioni, probabilmente, la scelta appare doppiamente inopportuna. Alimenta ipotesi non del tutto lusinghiere sia nei confronti della dirigente ma, soprattutto, nei confronti di una candidata che ha, con merito, superato le prove integrative e che per questo avrebbe potuto svolgere con più serenità il proprio esame in una sede scolastica diversa da quella diretta dalla madre.

«Ho guardato a una studentessa che, diciamo, andava tutelata. Lo avrei fatto per qualsiasi altro ragazzo, lo avrei fatto per qualsiasi altro studente della mia scuola», ci tiene a sottolineare la dirigente madre del’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia.

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Domani pubblicheremo l’INTERVISTA – in esclusiva – della dirigente scolastica dell’ISISS “Fermi-Mattei” di Isernia.

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a PRIVERNO

agendine rosse

”La verità vive”, campus della legalità e della cittadinanza attiva. Priverno, 25 e 26 maggio 2018
Sabato 26 maggio
Ore 9:30
Inaugurazione murales dedicato a Lea Garofalo e sua figlia Denise.
Momento musicale “La ballata di Lea”, a cura dei Canusia.
Ore 10:00
“Donne Coraggio. Storie di ndrangheta e violenza”
Incontro con l’autore Paolo De Chiara e presentazione del libro “Il coraggio di dire no” con la partecipazione di Marisa Garofalo.
Ballo “Maria Coraggio” a cura delle studentesse e delle docenti dell’ISISS T. Rossi.

Manifesto Priverno

 

IL VELENO del MOLISE a PETRELLA (Cb)

ilveleno

IL VELENO DEL MOLISE con gli #studenti di PETRELLA TIFERNINA (Cb), 12 marzo 2018.

#ilvelenodelmolise #ragazzi #scuole #molise #omertà #veleni 

 

stamparegionale

Legalità, diritti e omertà. Paolo De Chiara incontra gli studenti di Petrella Tifernina

Una mattinata intensa, non è facile tenere seduti per circa tre ore alunni di scuole elementari e medie. Eppure Paolo De Chiara ci è riuscito. Presso la sala museale di Petrella Tifernina si è tenuto un incontro, all’interno di un progetto scolastico sulla “Legalità”, fortemente voluto dalle insegnanti e tanta curiosità degli stessi alunni. Non è scontato riuscire a mantenere alta l’attenzione su temi importanti come legalità, illegalità, ambiente, inquinamento etc. temi che , a quanto pare, “annoiano” buona parte degli adulti, compresi responsabili istituzionali, ma i ragazzi sono arrivati all’incontro preparati con domande specifiche da fare.

…. CONTINUA


L’informazione nuda e cruda di De Chiara non si arresta: oggi spazio agli studenti di Petrella Tifernina

Il Libro di Paolo De Chiara
di Ludovica Colangelo
Continua il viaggio di Paolo De Chiara all’interno delle scuole e nella mattinata di oggi, lunedì 12 marzo, è stato il turno dell’Istituto di Petrella Tifernina dove il giornalista ha presentato il libro ‘Il Veleno Del Molise’. “Abbiamo affrontato – racconta l’autore –  tematiche come l’inquinamento, le discariche, la criminalità e la politica che chiude non solo gli occhi ma anche qualsiasi tipo di comunicazione con i cittadini per bene andando, così, ad avvantaggiare determinati personaggi che, in questi anni, hanno fatto e continuano a fare sia il bello che il cattivo tempo”.
Argomenti, quindi, presenti nel libro e che, secondo il giornalista, non possono essere omessi ai più giovani, “con i ragazzi è fondamentale parlare di questo perchè loro devono essere consapevoli di cosa è successo e continua a succedere in Molise che qualcuno, pur non essendo così, definisce ancora un’isola felice.
 un’isola felice. I ragazzi – spiega De Chiara – al contrario degli adulti sono sempre interessati e curiosi. Hanno fatto diverse domande e voluto affrontare tematiche che li riguardano da vicino come la discarica di Montagano, le pale eoliche e tutto ciò che, negli ultimi anni, si è registrato in questa dormiente regione”. 

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a ROMA

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ROMA, 23 novembre 2017
IL CORAGGIO DI DIRE NO… con i favolosi ragazzi 
#leagarofalo #Scuole #ilcoraggiodidireno #roma
Grazie di Cuore a tutti!

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a CATANZARO con i ragazzi dell’Ipsia,18 gennaio 2017

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a CATANZARO con i ragazzi dell’Ipsia

#ndranghetamontagnadimerda
GRAZIE di Cuore a Rita Tulelli (presidente Ass. ‘Universo Minori), alla collega Stefania Abbruzzo, alla dirigente scolastica, ai docenti, ai tecnici e ai ragazzi per la bellissima iniziativa.
#insiemesipuò

TESTIMONI DI GIUSTIZIA… a CENTO (Ferrara), 25 novembre 2016

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CON I FAVOLOSI RAGAZZI DELL’I.I.S. Fratelli Taddia di CENTO (Ferrara), 25 novembre 2016

Grazie di Cuore a tutti (alunni, docenti, dirigenti e personale amministrativo), siete eccezionali.

#insiemesipuò

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manifesto-studenti-cento-ferrara-nov2016

CULTURA DELLA LEGALITA’… nelle SCUOLE.

SCUOLA

CULTURA DELLA LEGALITA’… nelle SCUOLE.
‪#‎Appuntamenti‬:
—29 gennaio 2016:
– Mattina: PONTINIA (Latina), Ist. Compr. “Manfredini”;
– Pomeriggio: PRIVERNO (Latina), Ist. Sup. “T. Rossi”;
—1 febbraio 2016:
– TEANO (Caserta).
‪#‎insiemesipuò‬ ‪#‎legalità‬ ‪#‎scuole‬ ‪#‎ragazzi‬ ‪#‎giovani‬ ‪#‎futuro‬ ‪#‎priverno‬‪#‎ilcoraggiodidireno‬ ‪#‎lea‬ ‪#‎leagarofalo‬ ‪#‎ilvelenodelmolise‬ ‪#‎testimonidigiustizia‬‪#‎mafiemontagnadimerda‬

GRAZIE Paola Senza Bavaglio Villa… I tuoi ragazzi sono favolosi. Sono stato benissimo con voi. ISTITUTO COMPRENSIVO ‘Manfredini’, QUARTACCIO (fraz. Pontinia), 29 gennaio 2016
‪#‎insiemesipuò‬ “La Scuola è sempre meglio della merda”.‪#‎mafieMontagnadiMerda‬

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GRAZIE Loretta Cardarelli. È sempre un piacere tornare nella tua favolosa scuola. I tuoi ragazzi sono eccezionali!!! ‪#‎insiemesipuò‬ ISTITUTO SUPERIORE ‘T. Rossi’, Priverno (Latina), 29 gennaio 2016.
“Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”.

IL VELENO DEL MOLISE a Larino, con gli studenti (22 dicembre 2015)

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GRAZIE DI CUORE!!! #insiemesipuò

ASSEMBLEA DEGLI STUDENTI con IL VELENO DEL MOLISE.
Istituto Tecnico ‘San Pardo’, LARINO, martedì 22 dicembre 2015.

“La Scuola sarà sempre meglio della merda”, don Lorenzo MILANI.

TESTIMONI di GIUSTIZIA… con gli Studenti di ATINA, 27 maggio 2015

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TESTIMONI di GIUSTIZIA… con gli Studenti di ATINA (Frosinone) Palazzo Ducale, 27 maggio 2015 Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie
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TESTIMONI di GIUSTIZIA… a MONDRAGONE, per non dimenticare don Peppe DIANA, 19 marzo 2015

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MONDRAGONE, 19 marzo 2015… con gli Studenti per parlare di Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie e per NON DIMENTICARE don Peppe DIANA: “PER AMORE DEL MIO POPOLO”… NON TACERO’!!!

LA VERITA’ ILLUMINA LA GIUSTIZIA
Giovedì 19/03/2015, ore 9:00 – Libera MONDRAGONE, Liceo Scientifico “G.GALILEI”. SALUTI del Dirigente Scolastico Giorgio BOVENZI
PRESENTAZIONE del Libro “TESTIMONI DI GIUSTIZIA” di Paolo De Chiara

Con Luigi Coppola, TdG e Pina CASELLA, Consiglio Superiore della Magistratura.
SALUTI: Giovanni SCHIAPPA, Sindaco di Mondragone
Modera il prof. Silvio MACERA
LA CAMORRA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA!!!

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II INCONTRO CON GLI STUDENTI DI MONDRAGONE

19 marzo 2015

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LICEO SCIENTIFICO G. GALILEI  MONDRAGONE (CE) vedo sento parlo

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA…a ISERNIA, 26 febbraio 2015

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TESTIMONI di GIUSTIZIA… a ISERNIA

26 febbraio 2015

con Luigi Coppola e gli studenti dell’ITIS “E. Mattei”
Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie

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TESTIMONI di GIUSTIZIA a Priverno (Latina), 12 gennaio 2014

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 GRAZIE di Cuore a Tutti… una grandissima iniziativa presso l’ISISS ‘T. Rossi’ con i favolosi ragazzi, con i docenti, i genitori, l’amministrazione comunale e le forze dell’ordine. Siete persone eccezionali…

Insieme si può!!!

Vania Marteddu Nunzia Macci Loretta Cardarelli Anna Maria Bilancia Associazione Femineus.

FOTO: Nunzia Macci 

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IL VELENO DEL MOLISE a Colli a Volturno (Isernia), 13 maggio 2014

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IL VELENO DEL MOLISE a Colli a Volturno (Isernia)

13 maggio 2014

con i ragazzi dell’Ist. Comprensivo e della Scuola secondaria di primo grado.

Il Futuro è Vostro!!!

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LEA GAROFALO… con i favolosi Ragazzi del ‘Pizzini’, PAOLA (Cosenza), 7 marzo 2014

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con i favolosi Ragazzi dell’ITCG ‘G.P. Pizzini’

PAOLA (Cosenza), 7 marzo 2014

 

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CASACALENDA (Cb), 19 dicembre 2013… IL VELENO DEL MOLISE con gli Studenti

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IL VELENO DEL MOLISE… a CASACALENDA (Cb)

con gli Studenti dell’Istituto Comprensivo Statale

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CULTURA della LEGALITA’ a LARINO (Cb), 16 dicembre 2013

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ASSEMBLEA D’ISTITUTO.

I favolosi ragazzi del Liceo Classico di Larino

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LAVORO NERO, LEGALITA’, MORTI SUL LAVORO. Isernia, 1 giugno 2013

Scuola Media Statale 'Giovanni XXIII", Isernia

Scuola Media Statale ‘Giovanni XXIII”, Isernia

CULTURA DELLA LEGALITÀ… con gli Studenti della ‘Giovanni XXIII’ di Isernia. Abbiamo parlato di Gheorghe RADU (bracciante agricolo rumeno morto di lavoro nero in Molise) e di Lea GAROFALO (la donna Coraggio che sfidò la ‘ndrangheta).

GRAZIE di Cuore alla dirigente scolastica Rossella SIMEONE, al direttore artistico Antonio TRAMONTANO, a tutti i Docenti e ai Ragazzi straordinari!

Paolo De Chiara

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La scelta giusta e quella sbagliata

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12/05/2013

FORLI’, 12 MAGGIO 2013 – È un aula multimediale gremita quella che ha accolto Danilo Chirico, Paolo De Chiara e il sottoscritto al Liceo Scientifico Paulucci De Calboli di Forlì il 9 maggio. La pluriennale manifestazione “Coltiviamo la legalità” offre una importante occasione di incontro e confronto fra studenti e giornalisti, ed in questo caso anche un attore prestato al giornalismo, per parlare di temi tanto delicati quanto importanti: il concetto di legalità, giustizia e diritti civili.

La scuola, come affermato da Paolo De Chiara e sottolineato in più occasioni anche da Danilo Chirico, è il primo baluardo a difesa della democrazia e della civiltà; nella scuola si trasmettono valori come la tolleranza, l’uguaglianza e il rispetto della legge, ma anche il valore delle piccole azioni quotidiane come lo studio e la fatica, il successo e il fallimento che sono parte integrante della crescita di cittadini consapevoli.

La consapevolezza è il fulcro di ciò che viene affrontato durante l’incontro. La vicenda di Lea Garofalo, esposta con grande passione da Paolo De Chiara agli studenti letteralmente rapiti, è il tragico percorso di una donna consapevole delle scelte fatte, disposta ad affrontare le conseguenze della propria ribellione in nome di una vita libera dalla schiavitù dell’anti-cultura ‘ndranghetista. Risulta tuttavia difficile per chi viene dalla tranquilla provincia romagnola non cadere nell’errore di giudicare come eroi Lea Garofalo o le molte persone ritratte in “Dimenticati”, ma è proprio l’autore di quest’ opera, Danilo Chirico, che con disarmante franchezza chiarisce che coloro i quali si sono battuti e si battono contro ogni tipo di criminalità organizzata non sono eroi e non è costruttivo considerarli tali in quanto persone alla ricerca di una vita normale, come tutti noi.

La normalità, per definizione, non deve essere eroica e dunque eccezionale ma bensì quotidiana, così come giornaliera e costante deve essere la scelta fra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Per rispondere alle molte domande poste dagli studenti che vogliono principalmente sapere cosa resta ancora da fare e quale può essere il contributo di un liceale Chirico usa una metafora molto efficace: “con la cultura si fa mancare la terra sotto ai piedi della mafia”, lo studio e l’integrazione nel tessuto sociale sono il reale contrasto alla avanzata della criminalità organizzata.

Due ore dopo l’inizio di questo incontro i ragazzi sciamano fuori dalla sala non prima di avere salutato con un lungo applauso i due giornalisti uniti nella lotta per la legalità, così simili e pure così diversi: appassionata e a tratti tuonante l’eloquenza di De Chiara, riflessivo ed ipnotico Chirico con un argomentare che non lascia spazio a dubbi sulla scelta di vita che ha fatto. Il sottoscritto, nonché moderatore, ringrazia per la lezione di vita e di stile.

Alessandro Bertolucci

http://www.infooggi.it/exportArticle.php?id=42145

CULTURA DELLA LEGALITÀ …II incontro con i ragazzi di Venafro (Scuola elementare Don Giulio Testa)

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CULTURA DELLA LEGALITÀ… II Lezione con i favolosi ragazzi di Venafro, della Scuola elementare Don Giulio Testa. Abbiamo parlato dei buoni esempi… senza dimenticare la cattiva politica che blocca il futuro di questi giovani!

15 febbraio 2013

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CULTURA DELLA LEGALITA’ a Venafro con i ragazzi di Scuola elementare…

GRAZIE di Cuore ai ragazzi (molto attenti) e agli insegnanti (molto sensibili) dell’Istituto don Giulio Testa di Venafro per la favolosa mattinata (22 novembre 2012) dedicata alla Cultura della LEGALITA’.

Giancarlo SIANI - Il Mattino

CULTURA DELLA LEGALITA’ – IV Lezione, ITIS Isernia

L’ESEMPIO

IV Lezione sulla CULTURA DELLA LEGALITA’ con i ragazzi dell’I.T.I.S. ‘E. Mattei’.

Si parlerà del giornalista precario de IL MATTINO, Giancarlo SIANI (26anni), ucciso dalla Camorra.

Interverrà il Procuratore della DDA di Campobasso, Armando D’ALTERIO (il pm del caso Siani).

Isernia, 19 aprile 2012 – ore 11.30

Giancarlo SIANI - Il Mattino

(VIDEO) PIU’ FORTE DELLA CAMORRA, don Aniello Manganiello a ISERNIA

PIU’ FORTE DELLA CAMORRA,

don Aniello Manganiello a ISERNIA

L’ANTICAMORRA DELLE OPERE.

Presentazione del Libro “Gesù è più forte della Camorra” a Isernia con Don Aniello Manganiello (prete anticamorra).
giovedì 22 settembre 2011

A cura di Paolo De Chiara

“…il prete anticamorra don Aniello MANGANIELLO è stato trasferito da Scampia al quartiere Trionfale di Roma, ufficialmente per “motivi di avvicendamento”. Ma tutti pensano che la causa del trasferimento si un’altra. Don Aniello non ha paura di alzare la voce contro la camorra”. da IL FATTO QUOTIDIANO del 7 maggio 2011.

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