Tag: scuole

#Legalità a #Casalbordino

GRAZIE DI CUORE
Nicola Tiberio, Massimiliano Travaglini, Alessio Di Florio, Adriana Colacicco
CASALBORDINO, 14 febbraio 2020
Scuola Secondaria Zimarino.

#IHD in Calabria

LAMEZIA TERME, 27 gennaio 2020
Con i favolosi ragazzi dell’Istituto tecnico commerciale “De Fazio”
Grazie di cuore alla dirigente Simona Blandino, all’ex presidente Antonio Baudi, all’avvocato Guarnera e alla collega MT Notarianni.
#iohodenunciato #libri #romanziitaliani #storiavera #tdg #cosanostra #mafiemontagnadimerda #pdc #film #cinemaset

PER AMORE DEL MIO POPOLO

Un Paese senza memoria è un paese senza storia.

Convegno con:

don Maurizio Patriciello (parroco di Caivano)

Paolo De Chiara (giornalista, scrittore, sceneggiatore)

Palmia Giannini (pres. Comitato Balestrazzi)

Per la Legalità, la la Democrazia… per un’Italia e un Molise migliore.

da WordNews.it

Link: https://www.wordnews.it/per-amore-del-mio-popolo

IO HO DENUNCIATO #studenti

GRAZIE DI CUORE
Siete straordinari… giovani studenti di Carovilli, preparatissimi e incalzanti. Il merito è dei vostri bravissimi docenti.
Carovilli, novembre 2019


#giovani #studenti #scuole
#iohodenunciato #libri #romanziitaliani #storiavera #tdg #cosanostra #mafiemontagnadimerda #pdc #film

Giornalismo #lezione #ihd

GRAZIE DI CUORE ai ragazzi, alla dirigente e ai docenti del Liceo Scientifico di Isernia per il bellissimo confronto.
Isernia, 14 ottobre 2019
#lezionedigiornalismo #confronto #studenti #odg

Io ho Denunciato #progettoScuole #ihd

IO HO DENUNCIATO – Promozione della Legalità

Per la presentazione del libro nelle Scuole è possibile inviare una mail a: dechiarapaolo@gmail.com

Progetto SCUOLA #IHD


PROGETTO SCUOLA

www.iohodenunciato.it 


#iohodenunciato #ihd #romanzo #film #romanziitaliani #cinemaset #pdc #scuole

Locandina IO HO DENUNCIATO
Locandina del film IO HO DENUNCIATO

#grazie

GRAZIE DI CUORE.
«Volevo farle i complimenti per la capacità di lasciare un segno nelle persone. Durante l’assemblea dell’Istituto Majorana-Fascitelli le vostre parole, la vostra voglia di raccontare la verità, hanno suscitato in me la consapevolezza di far parte di quel silenzio che uccide. 
Da quel momento ho capito che pur essendo una ragazza di quindici anni potevo fare la differenza in questa società piena di menzogne. 
Grazie!»
#studenti#scuola#presente#futuro

IO HO DENUNCIATO in Sicilia

IO HO DENUNCIATO a Sant’Agata di Militello (Messina), 15 marzo 2019
#studenti #iohodenunciato #libri #tdg #pdc

IO HO DENUNCIATO a Capo d’Orlando (Messina), 15 marzo 2019
#iohodenunciato #libri #tdg #pdc

IO HO DENUNCIATO a Brolo (Messina), 16 marzo 2019
#studenti #giovani #iohodenunciato

#capodorlando #siciliabedda

IL CORAGGIO DI DIRE NO a Martina Franca e Cisternino, Puglia

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Martina Franca, 9 marzo 2019
Con i favolosi ragazzi dell’Istituto Comprensivo ‘Chiarelli’.

e
#leagarofalo#ragazzi#scuola#giovani

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Cisternino, 9 marzo 2019
Con i cittadini e con i ragazzi dell’Ist. Comprensivo di Cisternino.


#leagarofalo#ilcoraggiodidireno#ndranghetamontagnadimerda

IL CORAGGIO DI DIRE NO… in ABRUZZO, 17 maggio 2018

manifesto

IL CORAGGIO DI DIRE NO a CASOLI (Chieti), 17 maggio 2018
Stragi & Vittime di mafia e di Stato


manifesto

IL CORAGGIO DI DIRE NO a TREGLIO (Lanciano), 17 maggio 2018
Stragi & Vittime di mafia e di Stato

IL CORAGGIO DI DIRE NO a LARINO, 21 aprile 2018

 

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“OLTRE LA FRONTIERA”

LARINO, 21 aprile 2018
IL CORAGGIO DI DIRE NO.
Lea Garofalo, la donna che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta
#ilcoraggiodidireno
Con gli studenti di Larino (9:00-11:00) e Santa Croce di Magliano (11:30-13:30), il pomeriggio presso la Sala Conferenze “Freda” del Palazzo Ducale di Larino (ore 18:00)

 

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IL CORAGGIO DI DIRE NO a LARINO, 21 aprile 2018

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LARINO, 21 aprile 2018
IL CORAGGIO DI DIRE NO.
Lea Garofalo, la donna che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta
#ilcoraggiodidireno
– mattina: incontro con le scuole 
– pomeriggio: incontro pubblico

 

IL VELENO DEL MOLISE con gli #studenti 

manifesto studenti Isernia, 17 febbraio 2018

 

IL VELENO DEL MOLISE con gli #studenti di #Isernia.
17 febbraio 2018
#ilvelenodelmolise #molise #veleni #conoscenza #sapere #cambiamento

 

ilvelenopremio

LE MAFIE IN ITALIA E IN MOLISE… NESSUNO E’ ESCLUSO!!! #scuole

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CULTURA & LEGALITA’
Percorso formativo per gli studenti di Campobasso 

#insiemesipuò

 

LE MAFIE IN ITALIA E IN MOLISE… NESSUNO E’ ESCLUSO!!!
15 dicembre 2017, ore 10:30
2° appuntamento con gli STUDENTI del Liceo Scientifico “A. Romita”

 

“La mafia teme la scuola più della giustizia,
l’istruzione toglie erba sotto i piedi della cultura mafiosa”
Antonino CAPONNETTO

Cultura&Legalità secondo appuntamento al Liceo Romita di Campobasso

Secondo appuntamento con l’iniziativa ‘Cultura&Legalità‘, organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Campobasso in collaborazione con il giornalista e scrittore Paolo De Chiara e l’Associazione ‘I Care‘. L’evento, dal titolo ‘Le mafie in Italia e in Molise… nessuno è escluso’, questa volta ha coinvolto gli alunni  delle classi quarte del liceo scientifico ‘Romita’ del capoluogo che, attenti, hanno ascoltato e interagito con gli ospiti che sono intervenuti.

A moderare l’incontro la giornalista Manuela Garofalo che ha subito dato la parola alla Preside dell’Istituto, la professoressa Anna Gloria Carlini che, ringraziando l’amministrazione per aver coinvolto la scuola in questa iniziativa, ha sottolineato che questi momenti si incarnano in quella che è l’offerta formativa del liceo.

L’Assessore alla Cultura al Comune di Campobasso, Emma de Capoa ha commentato che promuovere queste iniziative nelle scuole significa sottolineare sempre di più il ruolo della cultura e della legalità, aspetti fondamentali per lo sviluppo della persona e poi rivolgendosi ai ragazzi ha detto che “lo spirito critico e la libertà di pensiero sono fondamentali per analizzare la società in cui viviamo”.

Tra gli ospiti è intervenuta Palmina Giannino, testimone oculare e parente di vittime dei disastri ambientali di Venafro, che ha raccontato come si è trovata coinvolta, da testimone, nella questione dei rifiuti ambientali che da tempo coinvolge il territorio venafrano e che nel silenzio di tutti, comprese le istituzioni, ha trovato il coraggio per denunciare. “Ho visto e ho voluto raccontare e quando tutti mi dicevano che ero un eroe per quello che ho fatto ho detto che tutti averebbero dovuto farlo”. Rivolgendosi ai giovani studenti poi ha continuato che mafia, legalità ed ecologia sono tre parole che vanno insieme, se si vedono cose illegali  ha detto – si devono denunciare, io ho avuto il coraggio di farlo e se vedete qualcosa di illegale dovete dirlo”.

In merito a questa situazione la signora Palmina ha spiegato che il comune di Venafro ha fatto molto poco e ancora si sta aspettando il registro dei tumori e delle malattie rare e ha concluso categorica “chi ha rubato la nostra aria deve pagare”.

Tre anni fa dunque la testimone venafrana ha avuto il coraggio di smuovere una situazione che però dura da 30 anni e che coinvolge un territorio completamente inquinato, “un Molise nella mani della criminalità organizzata”, queste le parole del giornalista e scrittore Paolo De Chiara che nel suo libro ‘Il veleno del Molise – trent’anni di omertà sui rifiuti tossici’ racconta come sono andati i fatti e parlando quindi della nostra regione dice che chi la definisce isola felice “vuole nascondere sotto il tappeto problematiche che non si vogliono risolvere. Ancora oggi si parla di ipotetico traffico di rifiuti tra Pozzilli e Sesto Campano, ma ci sono fatti concreti e non ipotesi e già nel 2010  un’interrogazione parlamentare parlava di vero cimitero di veleni e ancora prima nel 2004 in un’altra  si parlava dell’arresto di Antonio Caturano che scaricava rifiuti tossici in quella zona. Dobbiamo sempre tenere i riflettori accesi, – ha continuato – solo così andiamo a risolvere il problema”.

Il giornalista ha sottolineato che è importante conoscere i fatti anche se molte volte su alcuni organi di informazione si leggono solo opinioni e i cittadini devono avere il coraggio di testimoniare ciò che di illegale vedono. I giovani – ha continuato De Chiara – devono invertire la rotta, tutti devono decidere da che parte stare, se essere schivi o uomini liberi e per essere uomini liberi bisogna sapere, avere la conoscenza e avere sempre la testa alta, per cambiare lo stato delle cose non dobbiamo girare la testa dall’altra parte, ma dobbiamo entrare in campo e fare il cittadino”. 

Il Tenente Colonnello dei Carabinieri Forestali di Isernia, Gianluca Grossi si è sempre occupato di ambiente e continua a occuparsi del problema delle ecomafie,“siamo una  specialità dell’Arma e ci occupiamo di proteggere l’ambiente e il nostro compito è quello, in caso di reati, di riferirlo alla magistratura. L’inquinamento ambientale – ha continuato – è qualcosa che riguarda ognuno di noi e nessuno può e deve sentirsi estraneo da questo. Ci vuole consapevolezza, l’inquinatore è un criminale e un ladro di futuro che compromette le generazioni future” e poi concludendo ha invitato i giovani a essere sempre impegnati e ha detto “ricordatevi che le strade corte non portano da nessuna parte, ma abbiate sempre fiducia,  coraggio e la forza di rialzarvi”.

Un incontro dunque formativo e pieno di riflessioni per i giovani studenti che hanno seguito con attenzione e interesse i diversi interventi e racconti che riguardano il nostro territorio, una terra non immune da situazioni che a volte ci sembrano troppo lontane.

MI

da Moliseweb.it

 

Molise: Veleni e Corruzione, una lezione con i ragazzi

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GRAZIE DI CUORE A TUTTI!
#insiemesipuò
1° appuntamento: Campobasso, Ist. Comp. “D’Ovidio” 
L’ITALIA DEI VELENI, SENZA DIMENTICARE IL MOLISE. 
#workinprogress #2appuntamento #dicembre #scuole #cultura&legalità #campobasso 
– fotografie Rossella De Rosa

 

È il primo di una serie di incontri quello che ieri si è svolto nell’auditorium dell’Istituto F. D’Ovidio di Campobasso, dove gli alunni delle classi terze della scuola secondaria hanno incontrato le mamme dell’Associazione Mamme per la salute e l’ambiente di Venafro, le mamme dell’Associazione Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi, don Aniello Manganiello e il giornalista e scrittore molisano Paolo De Chiara.

Cultura e legalità sono stati i temi affrontati durante l’incontro, organizzato dal comune di Campobasso e aperto con i saluti dell’assessore alla culturaEmma de Capoa, la quale ha spiegato che la scuola ha un ruolo sempre più importante nella diffusione dei valori della legalità e dei diritti civili. L’intento dell’amministrazione comunale di Campobasso – ha continuato – è quello di diffondere la cultura della legalità ed eventi come questo servono per potenziare dei percorsi culturali che aiutano i ragazzi a crescere liberi”.

Come rappresentante delle forze dell’ordine è intervenuta il capitano dei Carabinieri e Forestale Margherita Cretella che ha invitato gli alunni a prendere a cuore ciò è stato trasmesso durante l’incontro e di diventare sentinelle e tutori dell’ambiente.

Infatti proprio di ambiente si è parlato, di un territorio sempre di più contaminato e inquinato, quello della cosiddetta ‘terra dei fuochi’, ma anche quello della nostra regione che non esente da contaminazioni. A parlare della situazione della Campania sono intervenute le mamme dell’associazione ‘Angeli Guerrieri della Terra dei Fuochi’ nata il 6 aprile 2011 e che hanno spiegato la sofferenza della malattia, che colpisce sempre più bambini i quali non riescono a realizzare i loro sogni perché la loro vita viene spezzata. Sono mamme che hanno perso i loro figli, che non si sono date per vinte e insieme hanno deciso di combattere, denunciare quello che di marcio c’è nel sistema. “Ci siamo inventate qualsiasi cosa, abbiamo aiutato famiglie con bambini malati e ora stiamo mettendo dei punti fermi, ma dobbiamo fare qualcosa tutti insieme” e rivolgendosi ai ragazzi hanno detto “voi siete il futuro, voi potete cambiare le cose. È necessario capire dove sia il problema e partire da lì, anche se un piccolo gesto è una sola goccia nel mare, farà comunque tanto rumore”.

Della situazione molisana ha parlato Mariantonietta Di Nardo delle Mamme per la salute e l’ambiente di Venafro, che si sono battute affinchè venisse fuori quella verità celata per troppo tempo, che non doveva essere raccontata in un piccolo territorio visto come una terra sana, ma che risulta contaminata così come hanno evidenziato gli esami che loro stesse hanno portato avanti, studi taciuti dalle istituzioni e dagli enti preposti. L’invito rivolto agli studenti è stato quello di porre attenzione al proprio territorio e di imparare ad usare i social network per comunicare, segnalare, fotografare tutto ciò risulta anomalo, perché “i bambini non devono morire per queste cose” per cibi tossici e per l’aria inquinata della loro terra.

Situazione riportata anche dal giornalista e scrittore Paolo De Chiara nel libro ‘Il Veleno del Molise. Trent’anni di omertà sui rifiuti tossici’, raccolta in testimonianze e fatti legati alla nostra regione, “quello che troppo spesso manca è l’informazione e l’analisi approfondita dei problemi e per cominciare un percorso di legalità dobbiamo capire che nella nostra società, nella politica, nelle forze dell’ordine, nella chiesa, nel campo dell’informazione ci sono persone corrotte e vanno denunciate, solo così – ha continuato – si può iniziare un percorso di legalità”. Un intervento che ha visto fare nomi, riferimenti a vicende ancora presenti e il monito lanciato in chiusura ai ragazzi è chiaro. De Chiara ha citato don Lorenzo Milani ed ha invitato i ragazzi a imparare, a informarsi, a conoscere, perché “ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani”.

La conclusione è stata affidata a don Aniello Manganiello, fondatore dell’associazione ‘Ultimi’, che ha spiegato come intorno agli anni ’80 “mentre eravamo ubriachi del benessere loro hanno fatto quello che hanno voluto”: sono stati sotterrati rifiuti, l’illegalità ha preso piede e sempre più persone hanno ceduto alla corruzione ed oggi ne paghiamo le conseguenze.

“Quello che tutto questo mi ha insegnato – ha continuato il prete di Scampia – sono due valori fondamentali, come la sobrietà e l’essenzialità. Possiamo vivere con poco e noi abbiamo molto più di quanto ci serve”. Anche don Aniello ha rivolto ai ragazzi un proprio pensiero motivandoli ad avere la capacità di guardare attentamente i pericoli che si corrono. “Interessatevi alla vita – ha detto – solo così potrete prendere coscienza dei problemi e chiedervi cosa potrete fare voi come cittadini”.

Un primo incontro che si è chiuso positivamente, che ha visto ragazzi attenti e partecipi. Domande taglienti sono state poste sull’attuale scenario italiano e molisano che hanno reso onore alle parole cardine del percorso formativo iniziato oggi: cultura e legalità. Perché come è stato ricordato più volte in ballo, dietro a due semplici parole, c’è il futuro e la costruzione di una società migliore. 

MI

FONTE: moliseweb.it

IL CORAGGIO DI DIRE NO in ABRUZZO, 11 novembre 2017

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la donna che sfidò la schifosa ‘ndrangheta

CASOLI e ALTINO (Chieti), 11 novembre 2017

I APPUNTAMENTO: ore 9,45 Sala polivalente c/o palazzetto dello sport CASOLI (Chieti)

Introduce: Anna Di Marino, Dirigente scolastico “G. De Petra”

Saluti: Massimo Tiberini, Sindaco di Casoli

Relatori: Paolo De Chiara, giornalista e scrittore

Marisa Garofalo, sorella di Lea

Interventi/domande degli Alunni e loro letture

Modera: Massimiliano Travaglini, Agende Rosse

Casoli (CH) sabato 11 novembre 2017

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II APPUNTAMENTO: ore 17,00 c/o Comune sala consiliare “A. Clementino” ALTINO (Chieti)

Introduce: Anna Di Marino, Dirigente scolastico “G. De Petra”

Saluti: Vincenzo Muratelli, Sindaco di Altino

Relatori: Paolo De Chiara, giornalista e scrittore

Marisa Garofalo, sorella di Lea

Dibattito e lettura degli Alunni

Modera: Massimiliano Travaglini, Agende Rosse

Altino (CH) sabato 11 novembre 2017

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Legalità & Web, Campobasso 4 ottobre 2017

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LEGALITA’ & WEB.
Campobasso, 4 ottobre 2017
Istituto Superiore ‘Pilla’

da Ultimavoce.it – Intervista A Paolo De Chiara – Il Coraggio Di Scrivere La Verità

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Paolo de Chiara: “Una sana informazione, quella che racconta i fatti, è fondamentale per un Paese civile. È il sale della democrazia.”

 

Paolo de Chiara è uno scrittore che non si tira certo indietro quando si tratta di dire la verità. Infatti, le sue opere: Il Coraggio di dire NoIl veleno del Molise e Testimoni di Giustizia, affrontano tre temi complessi di cui l’autore parla con estrema chiarezza. Paolo de Chiara è giornalista e collaboratore con diversi giornali on-line, tra cui Resto al Sud, Caporedattore presso La Voce Nuova del Molise, ideatore e conduttore della trasmissione di approfondimento Diritto di Cronaca, vincitore del Premio Giornalistico Nazionale ‘Ilaria RAMBALDI 2014’.

In tutti i libri di Paolo de Chiara si percepisce il grande desiderio di raccontare, come un obiettivo primario. Da dove nasce questa vocazione?

Solo passione per questo bellissimo mestieraccio. Informare semplicemente i lettori, i cittadini, senza alcun filtro, senza padroni e con la schiena dritta. Il sapere è il primo passo per cambiare e, quindi, solo attraverso la conoscenza è possibile prendere coscienza ed affrontare le tante problematiche che coinvolgono la nostra esistenza quotidiana. Una sana informazione, quella che racconta i fatti, è fondamentale per un Paese civile. È il sale della democrazia. Ecco perché il potere tende a mettere le mani sul sistema dell’informazione. Ecco perché la funzione del giornalista, come quella dello scrittore, è necessaria. Per controllare e non essere controllati dal potere. Per fare i “cani da guardia” e non gli scendiletto di qualcuno. Nella mia Regione, in Molise, il primo problema – tra i tanti – da risolvere è proprio quello dell’informazione. Una piccola Regione dove è quasi tutto controllato dal potente, o meglio dai potenti, di turno. L’informazione è debole, i cittadini non sono adeguatamente informati e il “signorotto di turno” può fare, e fa, ciò che vuole. Abbiamo un consigliere regionale, eletto da diverse legislature, per due anni e mezzo – addirittura – presidente del consiglio regionale, che negli anni ’80 faceva tutt’altro mestiere: era impiegato nella polizia penitenziaria. È stato arrestato e condannato, in via definitiva, per aver portato in carcere, dove era detenuto Raffaele Cutolo (il capo indiscusso della NCO), delle armi. Ha beneficiato della riabilitazione – una stortura per la democrazia – e, il galeotto, ha fatto carriera. In politica, gestendo il futuro dei molisani. Non c’è un dibattito nella mia Regione, questo perché la maggior parte degli organi di informazione non fanno il proprio dovere. E questo è solo un piccolo esempio.

Lea Garofolo, il Coraggio di dire NO,  è la storia drammatica di una giovane donna calabrese che ha avuto il coraggio di sfidare l‘ndrangheta, e che ora è diventato anche un film. Nata in una famiglia mafiosa, ha visto morire la sua famiglia ed i suoi amici, sterminati da uomini senza cuore. Parlare e raccontare queste verità, secondo te, possono aiutare a cambiare il futuro e combattere questa prepotenza criminale?

Lo diceva Paolo Borsellino, il magistrato ucciso (insieme agli uomini della sua scorta) dalla mafia e da pezzi dello Stato: “parlatene sempre”, in ogni luogo. Il nostro dovere – e riguarda tutti – è informare, raccontare e, possibilmente, delegittimare questi schifosi criminali attraverso la parola. Ma anche utilizzando la cultura. Perché il problema è anche culturale. “Per combattere la mafia – scriveva Rita Atria, la picciridda di Paolo Borsellino – bisogna prima farsi un auto esame di coscienza e poi sconfiggere la mafia che è dentro di noi”. Il futuro lo si cambia tutti insieme, rispettando semplicemente le regole. Gli eroi non esistono, non servono. Sventurato è quel Paese che ha bisogno di eroi. Servono persone perbene, con le mani pulite. Continuiamo a commemorare, giustamente, ma ci dimentichiamo delle persone vive che vengono abbandonate al proprio destino. Le persone che oggi ricordiamo sono morte, ammazzate, perché noi ci siamo distratti. È successo ieri, con Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Chinnici, Puglisi, Pasolini, De Mauro, Rostagno e tantissimi altri, e continua a succedere oggi. Cosa è cambiato? Le persone che lottano sul fronte restano isolate. E ancora non riusciamo ad aprire la cassaforte dei misteri sui fatti sconvolgenti di ieri.

Il libro Testimoni di Giustizia di Paolo de Chiara, scritto con grande trasparenza, è composto da diversi episodi di persone che in qualche modo sono state testimoni e/o vittime di crimini mafiosi, e che sono ben diversi dei collaboratori di giustizia. Puoi spiegarci la differenza tra collaboratori e testimoni di giustizia?

Sono due figure completamente diverse. Qualcuno ancora tende a confonderle – la convenienza è evidente -, ma è necessario differenziare. I collaboratori di giustizia, i cosiddetti “pentiti”, sono personaggi che facevano parte di un’organizzazione criminale e, per motivi opportunistici, decidono di “saltare il fosso”, di passare dalla parte dello Stato. Loro sono necessari per permettere agli inquirenti di entrare all’interno di queste schifose mafie per disarticolarle. Ci sono stati degli esempi destabilizzanti, come il sedicente “pentito” Scarantino, imbeccato dalle “menti raffinatissime” per raccontare una storia completamente sballata, inventata a tavolino, sulla strage di via d’Amelio. Un depistaggio di Stato, uno dei tanti. E per tanti anni siamo stati presi per il culo da un sistema che da sempre governa le nostre vite. I testimoni di giustizia, invece, sono tutta un’altra cosa. Sono cittadini onesti che hanno fatto il loro dovere. Hanno visto, hanno sentito, hanno toccato con mano, hanno subito l’arroganza criminale delle mafie e hanno denunciato i loro aguzzini. Si sono opposti al metodo mafioso, fatto di estorsioni, minacce, violenza e sangue. Loro non provengono dalle organizzazioni criminali, loro hanno subito. Loro sono necessari per credere nella legalità, quella vera, che è diversa da quella utilizzata per fare carriera. Hanno fatto condannare tanti mafiosi. Però lo Stato (quello con la ‘s’ minuscola, rappresentato da personaggi indegni), con alcuni di loro non si è comportato in maniera degna. Molti lamentano, ancora oggi, l’abbandono, l’insensibilità, la freddezza, il menefreghismo di funzionari inutili e dannosi. Proprio la settimana scorsa sono stati arrestati degli appartenenti alle forze di polizia, accusati di aver sottratto ingenti somme di denaro destinati ai collaboratori e ai testimoni. E non è l’unico ammanco. Esiste una legge, la n. 45 del 2001, che disciplina queste due figure. Per i testimoni c’è solo il titolo e qualche articolo. La relazione di Angela Napoli del 2008 parla chiaro. In questo Paese i testimoni sono trattati come un peso e non come una risorsa. Oggi esiste qualche provvedimento per migliorare la loro condizione, ma è tutto bloccato. Non esiste la volontà politica. Molti testimoni sono stati abbandonati dallo Stato e uccisi dalle mafie. Non c’è riconoscenza verso chi cerca di fare il proprio dovere, nel Paese impregnato dalle schifose mafie.        

Raccontaci quali difficoltà hai dovuto affrontare per scrivere questo libro e qual è stato l’episodio che più ti ha coinvolto?

È necessario cambiare inquadratura. Le difficoltà non sono di chi racconta, ma di chi subisce. Ho iniziato ad approfondire le storie dei testimoni di giustizia dopo aver conosciuto la drammatica esistenza di Lea Garofalo, la fimmina calabrese che ha sentito il puzzo della ‘ndrangheta (l’organizzazione criminale più potente nel mondo) sin dalla culla: padre mafioso, fratello mafioso, «famiglia» mafiosa. Ha visto scorrere il sangue, è cresciuta in una cultura mafiosa, ma si è ribellata. Come Peppino Impastato, come Rita Atria, come tanti altri. Da sola e con una figlia piccola, più coraggiosa della madre, ha sconfitto un intero clan, ha salvato sua figlia Denise e ha fatto capire a tutti noi che è possibile contrastare questi ominicchi del disonore. E Lea è una testimone di giustizia, anche se molti continuano a definirla “pentita”.

Ti occupi di diversi eventi letterari e manifestazioni, soprattutto nelle scuole superiori. Com’è il riscontro dei ragazzi a queste storie e cosa si può fare per raccontare loro il pericolo delle mafie?

La cosa più bella è confrontarsi con i ragazzi, anche delle superiori. Loro hanno la voglia di apprendere, hanno la forza di combattere. Sono pronti ad affrontare e risolvere i problemi che abbiamo lasciato e che non abbiamo mai risolto. I loro occhi parlano, sono vivi, come le loro menti. I ragazzi sono diversi dagli adulti, bisogna puntare sulle “giovani generazioni” per distruggere e annientare questa maledetta mentalità mafiosa. Ma non dobbiamo lasciarli soli, ognuno deve fare la sua parte. Fino in fondo, costi quel che costi. Come diceva qualcuno.   

Quali sono le regole fondamentali per essere un bravo giornalista e un buon scrittore?

Per esprimersi non esistono regole. Ognuno ha le sue, l’importante è non prendersi gioco della verità dei fatti. Non bisogna stravolgere la realtà, questa potrebbe essere una buona regola.

Ogni scrittore ha un sogno nel cassetto, il tuo qual è?

Allora la domanda non è rivolta a me (ride). Io sono solo un giornalista di provincia.

 

http://www.ultimavoce.it/paolo-de-chiara-testimoni-di-giustizia/

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Presentazioni IL CORAGGIO DI DIRE NO & TESTIMONI DI GIUSTIZIA

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IL CORAGGIO DI DIRE NO. Lea Garofalo, la fimmina che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta.

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TESTIMONI DI GIUSTIZIA. Uomini e donne che hanno sfidato le mafie.

– VIGARANO (Ferrara), 21 e 22 marzo 2017;
– LEINI (Torino), 23 marzo 2017;
– RHO (Milano), 24 marzo 2017 – rappresentazione teatrale Compagnia Ragli;

#leagarofalo #ilcoraggiodidireno #tdg #testimonidigiustizia
#ndranghetamontagnadimerda
#mafiemontagnadimerda 

— con Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie e Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

VIGARANO, Ferrara, 21 e 22 marzo 2017

 

LEINI, Torino, 23 marzo 2017

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RHO, Milano, 24 marzo 2017

lea rosa rossa

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO, Urbino e Pesaro, 28 e 29 ottobre 2016

Il libro deve essere vento e aprire le tende.

Hikmet

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GRAZIE DI CUORE A TUTTI!

Siete persone eccezionali #insiemesipuò!!!
Un particolare abbraccio a Romina e Lilli (senza dimenticare i favolosi studenti)… sempre a vostra disposizione.
#urbino #pesaro #marche #studenti #legalità #leagarofalo#ilcoraggiodidireNo #ndranghetaMontagnadiMerda

IL CORAGGIO DI DIRE NO con i favolosi studenti dell’I.I.S. Raffaello di Urbino

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO a URBINO
#leagarofalo #urbino #caffedelsole

 

IL CORAGGIO DI DIRE NO a Pesaro, con i favolosi ragazzi del Centro per l’impiego e la formazione.
#insiemesipuò
#leagarofalo #lea #donnacoraggio #urbino #pesaro #noallamafia#sensibilizzareovunque #mafieMontagnadiMerda

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a URBINO e PESARO 28 e 29 ottobre 2016

manifesto-corretto

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a URBINO e PESARO
28 e 29 ottobre 2016

– Venerdì 28, ore 11:00 con gli Studenti dell’ I.I. Raffaello di Urbino
Ore 19.30 presso il Caffè del Sole (Urbino)
– Sabato 29, ore 9:00 con i ragazzi del Centro per l’impiego e la formazione di Pesaro


#insiemesipuò
#leagarofalo #lea #donnacoraggio #urbino #pesaro #noallamafia#sensibilizzareovunque #mafieMontagnadiMerda

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CULTURA DELLA LEGALITÀ NELLE SCUOLE DI BRINDISI, 7 marzo 2015




GRAZIE di CUORE ai Ragazzi, ai Docenti, alle Presidi dell’ITIS ‘Giorgi’ e del NAUTICO ‘Carnaro’ di Brindisi per la bellissima e intensa giornata dedicata alla Cultura della Legalità… Per non dimenticare Lea GAROFALO (la fimmina ribelle che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta) e i Testimoni di Giustizia (Uomini e donne che hanno sfidato le Schifose mafie). 

Questa sera, ore 18:00, nuovo incontro su “Donne e Mafia: tra Coraggio e potere”, Palazzo Granafei Nervegna (Brindisi).

LA SCU È UNA MONTAGNA DI MERDA!!!






























IL CORAGGIO DI DIRE NO…a BRINDISI, 6 e 7 marzo 2015 – La SCU è una Montagna di merda!!!

PUZZLE

BRINDISI e Provincia, 6 e 7 marzo 2015

con Marisa Garofalo, sorella di LEA. La fimmina calabrese che sfidò la SCHIFOSA ‘ndrangheta.
Con Paride Margheriti, minacciato di morte dalla SCHIFOSA SCU (“Nessuna protezione ti salverà insieme a te e per quelle puttane di Brindisi Oggi per quella merda del tuo avvocato e per tuo padre per primo”).
Associazione Antiracket-Antimafia
Brindisi Oggi
Testimoni di Giustizia. Il coraggio contro le mafie
Lea Garofalo. Il Coraggio di dire NO

LE MINACCE: Mafia e usura. “Brindisi Oggi”. Minacce di morte a giornaliste

LA SACRA CORONA UNITA E’ UNA MONTAGNA DI MERDA!!!

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7 marzo

programma

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CERRO AL VOLTURNO (Is), 30 aprile 2014… SCUOLA, AMBIENTE e LEGALITÀ

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CERRO AL VOLTURNO (Is), 30 aprile 2014

SCUOLA, AMBIENTE e LEGALITÀ

Istituto Comprensivo Dante Alighieri

‘Ogni parola che non imparate oggi è un calcio nel culo che prenderete domani’, don Lorenzo Milani

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IL CORAGGIO DI DIRE NO… a CASTELNUOVO di GARFAGNANA (Lucca)

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IL CORAGGIO DI DIRE NO.

La storia di Lea GAROFALO, la donna che sfidò la Schifosa ‘ndrangheta… a Castelnuovo di Garfagnana (Lucca).

22 novembre 2013

 

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CULTURA DELLA LEGALITÀ…

con gli studenti di Castelnuovo di Garfagnana (LUCCA), 

23 novembre 2013

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CASTELNUOVO DI GARFAGNANA (Lucca)

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CASTIGLIONE DI GARFAGNANA (Lucca)

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IL PROGETTO. CULTURA della LEGALITA’ nelle Scuole molisane.

I LEZIONE

CULTURA DELLA LEGALITÀ… con gli studenti del ‘L. Pilla’ di Venafro.

Abbiamo parlato di Legalità… senza dimenticare Pio La Torre e Lea Garofalo.

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UCCISO L’ON. PIO LA TORRE

 

 

IL PROGETTO. CULTURA della LEGALITA’ nelle Scuole molisane. Venerdì 26 aprile 2013, Sesto Campano, ore 9.00/10.30; Venafro, ore 11.00/12.30.

Martedì 30 aprile, Venafro, ore 9.00/12.30.

Venerdì 3 maggio, Sesto Campano, ore 9.00/10.30; Venafro, ore 11.00/12.30.

Venerdì 17 maggio, Venafro, ore 16.30

LA CULTURA della LEGALITA’ a CAMPOMARINO (Molise)

Scuola Media CARRIERO, Campomarino, aprile 2013

CULTURA DELLA LEGALITA’ 
Scuola Media ‘Carriero’, CAMPOMARINO 
Martedì 23 aprile, dalle ore 10.30 


Abbiamo parlato di Costituzione, di Legalità, di Molise (Isola Infelice) e della drammatica storia di Lea GAROFALO, la donna che sfidò la ‘ndrangheta.

Grazie di Cuore per l’invito.
Paolo De Chiara

IL CORAGGIO DI DIRE NO… a Petrella Tifernina (Cb), 26 marzo 2013

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CULTURA DELLA LEGALITÀ. Il Coraggio di dire No nelle Scuole molisane…

Istituto Comprensivo ‘L.Girardi’, Petrella Tifernina (Cb), con i ragazzi di Petrella, Montagano, Campolieto e Ripabottoni.

Abbiamo parlato della tragica storia di Lea Garofalo, la donna che sfidò la ‘ndrangheta. Senza dimenticare le illegalità in Molise.

Grazie di cuore alla dirigente scolastica, ai professori, ai favolosi ragazzi e all’amministrazione Comunale. Insieme possiamo farcela!!!

Paolo De Chiara

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CULTURA della LEGALITA’. 2° Incontro con i ragazzi dell’ITIS ‘E. Mattei’

ITIS, 26 febbraio 2013

II Incontro con gli Studenti dell’ITIS ‘E. Mattei’

su Mafie, Legalità, Illegalità, Malapolitica, Razzismo, Immigrazione, Costituzione… senza dimenticare la drammatica storia di Lea GAROFALO (la donna che sfidò la ‘ndrangheta).

GRAZIE per l’impegno degli Studenti e dei professori (Cristina VALERIO, Nicola DE CRESCENZO, don Francesco BOVINO). Insieme molto si può fare… 

Paolo De Chiara

ITIS, 26 febb 2013

 

 

ITIS. 26 febbraio 2013

 

 

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